Categorie
NEWS

Roma-Inter, all’Olimpico anche una delegazione del Qatar

La Roma ufficialmente non è in vendita, ma le voci di un possibile disimpegno dei Friedkin già nei prossimi mesi, in ambienti finanziari, continuano a rincorrersi.

La curiosità in merito alla possibile dismissione del club arriva direttamente dalla serata di ieri. Secondo quanto riferito dal quotidiano La Repubblica, allo stadio infatti era presente ieri sera una delegazione del Qatar.

Negli ultimi mesi si è parlato con forza di Arabia Saudita, ma anche il fondo qatarino tre anni fa si interessò al fascicolo Roma senza mai però arrivare ad un’offerta formale per il club.

Categorie
APPROFONDIMENTI

Le aderenze nel mondo Arabo, il tentativo al PSG e la grande amicizia con Trump: ecco chi è Tom Barrack

FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Questa mattina il quotidiano Tuttosport ha rivelato l’indiscrezione del possibile interesse di un nuovo investitore americano sulla Roma. Si tratta di Tom Barrack, 75 anni, uomo d’affari statunitense proprietario del Colony Capital e già noto al mondo del calcio per aver acquistato (e poi rivenduto dopo pochi anni) il Paris Saint Germain agli inizi degli anni 2000.

Formazione e aderenze politiche

Barrack, figlio di un droghiere di origini libanesi immigrato a Los Angeles, si è costruito dal basso, partendo da una formazione prettamente legale. Laureato in legge, il suo primo incarico professionale è stato nello studio legale di Kalmbach, storico avvocato del Presidente Nixon. Repubblicano convinto, è tornato in auge recentemente sulla scena politica americana, poichè grande amico e sostenitore di Donald Trump, conosciuto 30 anni fa durante un affare immobiliare. Thomas ha creato il super Pac Rebuilding America Now, e ha guidato una decina d’anni fa un gruppo di investitori nella raccolta di quasi 100 milioni di dollari a sostegno della campagna elettorale di Trump. Nel 2021 è stato incriminato, poi assolto, con l’accusa di aver agito come agente straniero tra il 2016 e il 2018 per conto degli Emirati Arabi Uniti, influenzando le posizioni di politica estera della campagna di Trump. Inoltre, è stato anche accusato di ostruzione alla giustizia e di aver rilasciato false dichiarazioni.

Gli Arabi nel destino

La vera attività di Barrack parte negli anni 70 con una serie di affari e investimenti immobiliari che si intrecciano anche con il mondo arabo. Il suo primo incarico è in Arabia Saudita dove sbarca per conto di un gigante edile, cliente dello studio legale. Qui apprende in fretta l’arabo, fa sua l’arte della contrattazione e inizia a giocare a squash con i principi sauditi. Furbo, metodico, instancabile, torna in America e fa fruttare quei contatti come vicesottogretario nel Dipartimento di Stato sotto l’amministrazione Reagan. Dopo una serie di maxi operazioni, tra le quali anche un paio con Trump, arriva la versa svolta finanziaria nel 1991 quando Barrack fonda il Colony Capital, un fondo di investimento immobiliare quotato in Borsa. La filosofia del finanziare americano è chiara: rintracciare sul mercato aziende in dismissione o in difficoltà, asset immobiliari venduti all’asta o da ristrutturare. case in rovina, aziende indebitate, acquistarle, riqualificarle e rivenderle. Crea un portafoglio d’investimenti pari a 25 miliardi di dollari e secondo le ultime stime vanta un patrimonio personale di circa 1 miliardo di dollari.

L’altro intreccio col mondo arabo riguarda anche l’intrattenimento, il turismo e lo sport, nello specifico il calcio. Investe 200 milioni nell’immobiliare in Medio Oriente e il doppio in Germania, compra dall’Aga Khan gli alberghi di lusso lungo la Costa Smeralda. Nel 2012, li rivende a un fondo sovrano del Qatar per 680 milioni di euro, senza pagare un euro di tasse. Nel 2004 Barrack acquista il Paris Saint Germain per 31 milioni di euro da Canal+, insieme ad altri due investitori/fondi e poi a distanza di un paio d’anni rileva l’intera quota salendo al 98% delle quote. L’interesse principale di Barrack è la costruzione di un nuovo stadio “è l’unico modo per fare soldi nel calcio”, ma la gestione del club dopo i primi anni viene fortemente contestata dai tifosi. Nel 2011 il Colony Capital, dopo aver risanato le finanze del club, cede le quote di maggioranza del PSG al fondo sovrano del Qatar per 70 milioni di euro (oggi il valore stimato è di 4 miliardi).

Altri investimenti di Barrack riguardano il mondo del cinema e dello spettacolo. Acquista per 600 milioni quella Miramax fondata dal genio di Harwey Weinstein, per poi rivenderla ai qatarioti. Nel 2008, chiamato da un amico comune, raggiunge nel suo ranch Michael Jackson, ormai incapace di sostenere economicamente la sua Neverland. Si offre di coprirgli il debito di 23 milioni. In cambio, chiede solo i diritti per l’intrattenimento serale del parco. 

Categorie
Rassegna stampa

Calcio e business: Friedkin in Qatar

Da quelle smorfie di disapprovazione immortalate in tribuna durante l’ultimo derby a inizio novembre, nell’ultimo periodo si erano un po’ perse le tracce della famiglia Friedkin. L’ultimo frame dei proprietari della Roma era stata una foto di Ryan in Giappone per celebrare la partnership strategica con il Nagoya Grampus. Ora però con la Coppa del Mondo che sta entrando nel vivo, Dan e Ryan Friedkin hanno voluto cogliere l’occasione per volare in Qatar. Formalmente solo per guardare le partite, in una full immersion di calcio giocato con quattro partite di altissimo livello. Un modo anche per salutare Dybala e Rui Patricio, i due romanisti rimasti in corsa. Ma è difficile non pensarla anche come un’opportunità per esportare il brand Roma in quello che attualmente è il cuore finanziario del calcio mondiale.

Come scrive il Tempo (M.Juric), l’ambizione della proprietà è costantemente rivolta all’ampliamento del business, alla ricerca di nuovi partner commerciali che possano aumentare i ricavi del club. In questo percorso di crescita si inserisce l’accordo con Adidas, migliore rispetto a New Balance, che dalla prossima stagione sarà il nuovo sponsor tecnico della Roma. Inoltre la Roma continua a guardarsi attorno per il discorsomain sponsor e back sponsor. Occhi aperti sugli introiti vista l’accelerazione degli ultimi giorni sul progetto Stadio della Roma a Pietralata che comporterà un investimento di 600 milioni di euro. «Business is business» ma il networking ne è l’ossigeno. Per questo il viaggio dei Friedkin in Qatar potrà essere anche l’occasione per salutare il padrone di casa Nasser Al-Khelaifi.

Il proprietario del PSG e presidente della Qatar Sports Investments, non si perde una partita e nel weekend calcistico con le «sue» stelle in campo – Messi, Neymar e Mbappé – nonmancherà occasione per incontrare l’alleato nell’ECA Dan Friedkin. Roma e PSG sono due club amici e il rapporto tra le due proprietà è molto stretto in diversi ambiti. I riflettori sono tutti puntati sul Qatar e giustamente la proprietà giallorossa è volata lì dove gli occhi del mondo del calcio sono rivolti.