Il Monza sta attraversando uno dei peggiori momenti della storia recente, per cui, sta provando a correre ai ripari. Come scrive il Corriere dello Sport, la squadra brianzola, ultima in classifica, è andata un giorno prima del previsto in ritiro. Capitan Pessina, insieme ai suoi compagni, interpreta questo non come un segnale punitivo, bensì come un senso di responsabilità da parte di tutti i giocatori.
Il Monza, infatti, è l’unica squadra a non aver ancora vinto in campionato e dovesse perdere anche domenica, si troverebbe ancora all’ultimo posto dopo 7 giornate. Intanto Nesta dovrà sciogliere alcuni dubbi, soprattutto per il ruolo di trequartista dove potrebbe essere confermato proprio Pessina. In caso il capitano brianzolo si ritrovi a giocare in mediana, ecco il ballottaggio Caprari-Mota con accanto a loro Daniel Maldini.
Dopo la sconfitta contro l’Elfsborg e le dichiarazioni di Juric (crescita impressionate sul piano del gioco), che hanno infiammato radio e social, ieri la Roma è tornata ad allenarsi per preparare la partita di domani pomeriggio a Monza.
Come scrive La Gazzetta dello Sport, la bella notizia per l’allenatore giallorosso è il ritorno in gruppo di Enzo Le Fée, che mancava da circa 40 giorni. Il francese probabilmente non ci sarà all’U-Power Stadium ma dovrebbe tornare a disposizione dopo la sosta contro l’Inter. Domani, invece, Juric tornerà a schierare l’artiglieria pesante, con Dovbyk, Pellegrini e Dybala. In questo modo qui il tecnico giallorosso punta a risolvere il problema della sterilità dell’attacco, dove su azione finora hanno segnato solo lo stesso Dovbyk, Shomurodov (si sta lavorando per allungargli il contratto di un anno, fino al 2027) e Baldanzi. A secco i vari El Shaarawy, Dybala (rete su rigore), Pellegrini e Soulé. Da loro Juric vuole un cambio di passo anche a livello di gol.
Nella Roma degli equivoci, tattici e tecnici legati ad un mercato a dir poco opinabile, Juric va messo un attimo da parte. Catapultato in corsa a Trigoria, gli va dato il tempo di capire e di abituarsi ad un mondo nuovo. È chiaro che deve fare in fretta ma per alcune cose è inevitabile pagare lo scotto. Un esempio? Anche la semplice gestione di 5 partite in due settimane nella sua carriera è un unicum. E con questo il turnover.
Il tecnico croato ha tentato di gestire al meglio una squadra che in molti ruoli ha dei buchi. Dagli esterni al vice Dovbyk (che oggi è Shomurodov per il quale è stato trovato un accordo per estendere l’intesa sino al 2027) c’è solo l’imbarazzo della scelta. Juric non lo ammetterà nemmeno sotto tortura, volendosi giustamente giocare le sue carte, ma il nodo è tutto qui. E si riverbera inevitabilmente sui singoli.
Questa era una squadra costruita male per De Rossi, che era riuscito tra mille difficoltà a mettere bocca su determinate scelte; figuriamoci per il tecnico di Spalato, arrivato a giochi fatti. Sono tre mettendo da parte per un attimo Dybala, i casi più eclatanti: Abdulhamid, Soulé e Hummels. Nonostante Ghisolfi abbia dichiarato come la Roma abbia 7 esterni, i titolari sono due (Celik e Angeliño) che lo scorso anno erano riserve. E a forza di giocare, è inevitabile che paghino dazio. Così si spiega la necessità – con Saelemaekers ai box – di testare il saudita. Che definirlo anarchico è un complimento.
Viste le condizioni di Hermoso, possibile che Hummels non abbia 20 minuti nelle gambe? Dopo un mese di allenamenti quotidiani, un professionista che a giugno ha giocato la finale di Champions e che in carriera ha imparato a gestirsi, non può dare un contributo all’attuale difesa della Roma?
Soulé, invece, è stato definito un equivoco da Juric. Tradotto: non si può chiedere a un ragazzo venuto dal Frosinone di diventare il leader tecnico della Roma, soprattutto se chi gli avrebbe dovuto lasciare spazio è rimasto (Dybala). Gli era stato promesso un ruolo centrale nel 4-3-3; si ritrova a cercare, senza trovarla, una posizione nel 3-4-2-1. Un altro equivoco. L’ennesimo.
Dopo quattro partite e sedici giorni di lavoro, Ivan Juric è già sotto esame. Come scrive il Corriere dello Sport, la partita di Monza, che precede la sosta del campionato, rappresenta un bivio importante che può addirittura diventare decisivo per le successive mosse della proprietà: se la squadra confermasse il rendimento mostrato contro Venezia ed Elfsborg, niente si potrebbe escludere. Persino un nuovo esonero, con il ritorno a Trigoria di Daniele De Rossi, quello scaricato “per vincere trofei” (cit. comunicato).
La Roma, sul piano del gioco, assomiglia alle versioni peggiori del breve ciclo di DDR. Di certo non al Verona o al Torino allenati da Juric che avevano un’identità chiara: marcature a uomo, aggressività nella riconquista del pallone, ricerca del duello individuale.
La formazione giallorossa, invece, paradossalmente, ha applicato meglio le direttive del nuovo allenatore nella prima partita, contro l’Udinese in cui, per almeno 70 minuti, si è vista una squadra organizzata, feroce, concentrata. I concetti hanno resistito anche nel primo tempo contro l’Athletic, poi non si è visto più nulla della mano di Juric.
La cosa strana è che tutto sembri da buttare già a inizio ottobre, con la Roma in linea con l’obiettivo dichiarato: la Champions rimane distante due punti. In campionato, anche con un po’ di fortuna contro il Venezia, Juric ha vinto due partite su due. Se dovesse ripetersi a Monza, ripeterebbe il filotto iniziale di De Rossi dello scorso inverno. Eppure questa trasferta è diventata fondamentale anche per il suo futuro. La situazione è preoccupante: la Roma è nel caos a tutti i livelli. E non ha ancora scoperto la via per uscirne.
La Roma ha trovato un accordo verbale per il rinnovo di Eldor Shomurodov. Come scrive Matteo Moretto, l’operazione è stata condotta da Ghisolfi: l’uzbeko si legherà al club giallorosso fino al 2027. L’attuale contratto scade il 30 giugno 2026.
Accordo verbale per il rinnovo di Eldor Shomurodov con la Roma fino al 2027.
L’attuale contratto dell’attaccante scade il 30 giugno 2026.
Operazione condotta dal ds giallorosso Florent Ghisolfi.— Matteo Moretto (@MatteMoretto) October 4, 2024
Angelo Di Livio è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
Non ho capito le parole di Juric: la Roma non ha fatto nessun passo in avanti. La sconfitta dei giallorossi è grave:le responsabilità principali del ko sono da ricondurre ai calciatori.Non concordo con la critica rivolta al mister legata a un turnover esagerato: solo Saud è stato una sorpresa.
Paredes? Troppo lento non si può giocare così.
Di Livio sul reparto offensivo.
Il 3-4-2-1 non può tramutare in un 3-4-3 con Soulé largo e troppo basso: Shomurodov, infatti, è stato solo. I due trequartisti avrebbero dovuto giocare in una zona più centrale del campo con gli esterni larghi.
Prosegue Di Livio.
Pisilli nel 3-5-2 è perfetto perché ha tempi di inserimento straordinari, ma con due centrocampisti, non può esprimere al meglio le sue qualità.
Dybala? Non è un campione: è entrato in campo con un atteggiamento sbagliato.
Saud? Vedo qualcosa in questo calciatore: nel primo tempo ha servito un pallone invitante a Baldanzi e nelle ripresa è stato molto intraprendente, infatti, non l’avrei sostituito. La posizione di Soulé lo ha penalizzato.
Luciano Spalletti ha scelto i 23 calciatori che dovranno affrontare gli impegni di Nations League contro Belgio e Israele. Il ct dell’Italia ha convocato solo due romanisti: Lorenzo Pellegrini e Niccolò Pisilli.
Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
Il primo tempo ha condizionato il risultato finale: il troppo turnover, a volte, non aiuta le squadre ad avere equilibrio. Nella ripresa, la Roma meritava qualcosa in più, infatti, con un po’ di fortuna, probabilmente, avrebbe vinto. Perché non far giocare subito i titolari per fare il turnover nel secondo tempo? Apportare tante modifiche mette in difficoltà i calciatori anche contro l’Elfsborg.
Prosegue Graziani.
Dov’è la società in un momento difficile? L’assenza dei Friekdin influisce su un atteggiamento non eccezionale della squadra che fondamentale per fare i risultati. La presenza del club è determinante in un periodo complesso, alla lunga, è un vantaggio.
Soulé? Non gioca tranquillo, questo è un aspetto che va monitorato: non bisogna aspettarci i colpi alla Messi è giovane e va aspettato.
Pellegrini? Non è il male della Roma: mi è piaciuto il suo gesto, a fine partita, di andare sotto il settore ospiti perché si è caricato sulle spalle la pressione della contestazione.
La Roma, dopo la sconfitta contro l’Elfsborg, è tornata ad allenarsi a trigoria per preparare la gara in programma domenica alle 18 in casa del Monza. Juric, in vista del match di campionato, domani alle 13 parlerà in conferenza stampa.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma di Juric, nel freddo svedese, si è sciolta a Boras contro l‘Elfsborg (1-0). Un ossimoro che riassume l’ultimo periodo della Roma, caratterizzato da poca logica e tanti contrasti. I giallorossi non sono riusciti a segnare alla sesta difesa dell’Allsvenskan, che ha incassato 35 gol in 25 gare.Shomurodov, Baldanzi e Soulé non hanno impensierito concretamente la porta di Pettersson mentre Dovbyk, Dybala e Pellegrini, subentrati nella ripresa, sono stati fermati dalla traversa.
Juric, dopo la sconfitta umiliante contro l’Elfsborg, ha parlato delle difficoltà realizzative: ”Abbiamo fatto tantissime cose buone, ma non sufficienti per fare gol. Abbiamo tirato tanto, abbiamo creato tanto però ci è mancata qualità nel tiro e nell’ultimo passaggio. Lì davanti dobbiamo alzare la qualità: analizzando con grande lucidità sicuramente qualcosa è mancato in attacco’‘.
Juric, pochi gol fatti e tanto possesso palla: similitudini e differenze rispetto al passato
Molti tifosi della Roma stanno notando una versione diversa di Ivan Juric. Il tecnico croato, famoso per il carattere duro e una comunicazione altrettanto decisa, dopo la sconfitta umiliante contro l’Elfsborg, si è dichiarato ottimista: ”Abbiamo fatto passi in avanti impressionati sul piano gioco”.
La Roma ha fatto registrare il 75% di possesso palla, record da quando la competizione si chiama Europa League, ma non ha segnato neanche una rete creando 1,5 gol attesi. Dall’arrivo di Juric, i giallorossi tendono a mantenere il controllo della sfera (66,5%), soprattutto con passaggi orizzontali e poche verticalizzazioni, che si sono viste particolarmente nel primo match contro l’Udinese. Una tendenza che va in netto contrasto con le squadre allenate dal tecnico croato, ovvero, il Torino e il Verona. In 5 campionati, il dato migliore risale alla stagione 2021-22 in cui la formazione granata, mediamente, ha avuto il 53,3% di possesso palla.
Le difficoltà che la Roma sta riscontrando a segnare, invece, le hanno trovate anche Torino e Verona. Nelle annate in cui Juric è stato alla guida di entrambe le squadre, né i granata né i gialloblu hanno mai superato la soglia dei 47 gol fatti, ovvero, 1,23 di media. La qualità del reparto offensivo della Roma dovrebbe garantire un trend diverso: starà al mister trovare la formula giusta.