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Calciomercato Roma, fumata nera per Saelemaekers: tornerà al Milan

L’incontro tra Ghisolfi e la dirigenza del Milan non ha prodotto i risultati sperati. Come scrive Daniele Longo di calciomercato.com, Saelemaekers dovrebbe tornare al club rossonero. Fumata nera per l’esterno belga a causa dei continui tira e molla del ds giallorosso che hanno indispettito il Milan. Diverse società sono interessate a lui.

Fumata nera, se non nerissima per Saelemaekers alla Roma: i continui tira e molla di Ghisolfi hanno indispettito il Milan. Alexis torna in 🔴⚫️ e ha diverse società interessate a lui @cmdotcom— Daniele Longo (@86_longo) May 28, 2025

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Baldanzi: ”De Rossi mi ha portato qui. Gol e assist sono stati il mio punto debole quest’anno”

Tommaso Baldanzi ha rilasciato un’intervista a Cronasche di Spogliatoio in cui ha raccontato la sua stagione alla Roma e tanto altro. Di seguito le dichiarazioni del trequartista giallorosso.

”Non so che pillola abbia usato per noi, ma ha toccato i tasti giusti. Ha riportato serenità e gioco: è stata una figura importantissima per noi, per dove eravamo e per come stavamo. Non credo ci sia stata proprio una chiave e forse proprio quella è la cosa bella. Sapevamo di doverci svegliare. Ci dicevamo: ‘Dobbiamo vincere più partite possibili per salvare la stagione’, non avevamo un obiettivo in particolare. E poi siamo arrivati a giocarci la Champions. Prima c’era tanta tristezza e rabbia. In questo spogliatoio ci sono calciatori veramente forti. Se non arrivano i risultati, già inconsciamente sei arrabbiato, figurati quando sei consapevole della tua forza. Ci siamo parlati più volte, era giusto farlo. Dovevamo dare una svolta. Ci siamo riusciti, non so se più per merito del mister, degli allenamenti o del duro lavoro. La cosa più bella è che abbiamo sempre provato ad uscirne da gruppo. Ranieri mi ha dato tante opportunità, ho sempre sentito la sua fiducia: anche non partendo titolare, ho giocato grandi spezzoni di gara, utili per la squadra e per mostrare le mie qualità”.

Sul rapporto con De Rossi:‘Mi è dispiaciuto molto per l’esonero di De Rossi. È stato lui a portarmi qui, mi ha fatto capire subito quanto mi volesse. Ha dato l’opportunità a un ragazzo di passare da Empoli a una grande squadra come la Roma. Lavoravamo tanto insieme, sentivo quanto credesse in me. Si era speso molto per portarmi alla Roma. E poi era stata la prima persona che avevo conosciuto qui. Venendo da un posto piccolo come Empoli, il primo giorno in cui sono entrato a Trigoria, ho detto: ‘Oddio, 400 persone. Lavorano tutte qua?’. Mi è servito un attimo, mi sono sentito spaesato. E lui c’è stato per me”.

Sul rapporto con Paulo Dybala: ”È una persona d’oro, davvero, oltre che il più forte con cui abbia giocato. Vorrei anche vedere…! In passato avevo detto che, paragonato a Dybala, in una scala da 1 a 10 io non c’ero proprio: ora forse qualche passo avanti l’ho fatto, siamo a due forse! Fare l’esordio entrando al suo posto è stato magico: avevo già giocato all’Olimpico contro la Roma, ma quando quella gente è dalla tua parte fa ancora più impressione. A settembre ho segnato il mio primo gol in giallorosso contro l’Udinese: volevo esplodere tutta la mia gioia sotto la curva, ma il momento era un po’ particolare. Ho pensato: ‘Forse è meglio di no’. Però gol e assist sono stati il mio punto debole quest’anno: ho fatto belle prestazioni, ma a livello personale avrei voluto fare di più”.

Sul vivaio dell’Empoli: ”Noi ci scherziamo, ma il vivaio di Empoli è come un forno: ogni anno escono ragazzi fortissimi. Anche lì, non so quale sia la pillola giusta, ma il lavoro che fanno con il settore giovanile è incredibile. Ci sono persone, anche anziane, che curano tutto in maniera maniacale e il presidente Corsi è fantastico per questi aspetti. Empoli è una piazza perfetta per un giovane: ti danno la possibilità di crescere, di sbagliare. Altrove sarebbe molto più difficile emergere e alla lunga potrebbe penalizzarti. È stato un onore crescere in quel vivaio: mi hanno insegnato a stare al mondo. Sono stati 13 anni di pura gioia. Alcuni sono stati come dei secondi padri per me, li ringrazierò per sempre”.

E ancora il soprannome che gli aveva dato Buscé, ‘il piccolo Buddah’, fino alle vittorie e ad Asllani: ”A Empoli mi chiamavano ‘il Piccolo Buddha’. Era un soprannome che mi aveva dato mister Buscé in Primavera. Non sono mai riuscito a darmi una spiegazione. Me lo continuo a chiedere anch’io. In realtà, un motivo c’è, ma non l’ho mai capito. Con il mister ho avuto sempre un rapporto bellissimo, ci sentiamo ancora molto spesso. Insieme abbiamo vinto due Scudetti: il primo con l’U16. Ricordo ancora un suo discorso: ‘Tommy, devi credere di più in te e nei tuoi mezzi perché sei veramente forte’. Da lì, sono esploso, quelle parole mi hanno aiutato molto. E poi anche con la Primavera dove ho fatto in finale una doppietta all’Atalanta: si è chiuso un ciclo. Era un gruppo bellissimo, molto unito. Ci divertivamo davvero tanto. Nessuno avrebbe mai scommesso un euro su di noi, è stata una cavalcata stupenda. È stato bello finire in quel modo, prima che ognuno prendesse la sua strada. A Empoli condividevo la stanza con Asllani: abbiamo un bellissimo rapporto, ci sentiamo spesso, ma ancora non gli ho scritto per la finale di Champions. Non volevo rompergli. Gli voglio davvero bene, ma aveva un grande difetto: non sentiva le sveglie. Le fissava un’ora e mezza prima, così un giorno non ce l’ho fatta più e gli ho detto: ‘Fermati, fermati! Le metto io e ti chiamo’. Me lo ricordo ancora”.

Il gol a San Siro contro l’Inter e la scelta del 35 come numero di maglia: ”Quando ho segnato a San Siro contro l’Inter non ci ho capito davvero più niente. Fare gol in uno stadio del genere è il sogno di ogni ragazzino. E poi non ha prezzo: quel gol ci ha fatto vincere la partita avvicinandoci al nostro obiettivo. La maglia numero 35? Ci sono molto legato adesso, ma all’inizio non c’era un vero e proprio motivo. Ero con i magazzinieri dell’Empoli, dovevamo sbrigarci e scegliere velocemente il numero perché dovevo andare in panchina. C’erano il 32, il 33 e il 35. Ero indeciso: ‘Non lo so, boh’. E uno di loro: ‘Dai, metto il 35’. L’anno dopo, quando ero in pianta stabile in prima squadra, gli ho detto: ‘Eh ormai avete deciso, mettete il 35’. C’era libero anche il 10, il mio numero preferito da bambino, ma ero sicuro: ‘No, abbiamo deciso il 35. Andiamo avanti con quello’. E quindi a Roma è venuto da sé prenderlo”.

Dall’infanzia al tatuaggio per il nonno: ”Sul braccio sinistro ho tatuato mio nonno e la scritta ‘You’ll never walk alone’. Non c’entra nulla il Liverpool, ma è una dedica a lui. Era l’unico un po’ appassionato di calcio. Mio padre ha giocato a basket, mia mamma non ci ha mai capito nulla. Ogni giorno mi portava a giocare, poi purtroppo se n’è andato. Ho dei ricordi incredibili con lui, per questo ho deciso di tatuarmelo. Ero un bambino difficile da gestire, un po’ agitato. Non mi piaceva la scuola. Ma non avevo neanche un idolo, un modello da emulare: sognavo semplicemente di riuscire a giocare a calcio. Non avrei mai immaginato di arrivare in una squadra del genere. Al massimo speravo di fare qualche presenza in Serie A. So di aver raggiunto un obiettivo molto difficile, che in tanti sognano. Ma non ‘ce l’ho fatta’ ancora”.

Il rapporto con Edoardo Bove: ”Io ed Edoardo siamo amici anche fuori dal campo. Mi ha aiutato tantissimo dal primo istante in cui ho messo piede a Roma. Ha pensato a tutto lui. Mi diceva: ‘Ti serve uno per trovare casa? Chiama qui. Oppure vuoi un ristorante? Vai qui, fidati’. Io venivo da un paesino piccolo, con due ristoranti. Figuriamoci”.

Sulla Nazionale e sugli Europei in arrivo: ”EURO2025 Sarà un torneo difficile, dopo un’annata pesante e contro squadre molto preparate. Anche qui, siamo a fine ciclo: dal prossimo anno non ci saremo più. A patto che ovviamente non ci chiami la Nazionale maggiore: sono stato convocato dal CT Mancini per lo stage, è stato molto bello ed emozionante. Ci teniamo a far bene: abbiamo sempre disputato delle grandi amichevoli o ottime partite nella fase di qualificazione. Ora vogliamo arrivare il più lontano possibile, non dico altro. Con l’U20 siamo arrivati in finale nel Mondiale del 2023 contro l’Uruguay: vorrei cancellare quella partita dalla mia testa. È stato un peccato, perché eravamo un gruppo in cui nessuno credeva: con il campionato ancora in corso, molti non erano potuti venire. Eppure abbiamo fatto benissimo, ci divertivamo, eravamo molto uniti perché siamo cresciuti insieme. È mancata davvero solo la finale”.

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Possibile contatto Friedkin-Gasperini in giornata: ecco perchè

Uno degli step necessari affinché si arrivi all’accordo definitivo tra la Roma e Gian Piero Gasperini, è che al di là della formalizzazione della proposta contrattuale da tre anni più opzione per una quarta stagione, sarà necessario un vertice con la proprietà.

Ieri l’aereo presidenziale è sbarcato in Italia, più precisamente a Pisa e lì vicino i Friedkin hanno ristrutturato e inaugurato nei mesi scorsi un lussuoso e blindatissimo resort che potrebbe rappresentare la sede adatta per un incontro. Ma in assenza di certezze sulla presenza fisica di Dan in Italia, è difficile fare pronostici.

Indiscutibilmente Gasperini prima di brindare al suo accordo con i giallorossi, vorrebbe conoscere il proprietario di persona e comprendere quali siano i programmi a medio-lungo termine. Da capire se già in giornata possa materializzarsi tale contatto diretto.

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Roma, per il riscatto di Saelemaekers la strada è ancora in salita: le ultime

Non c’è accordo tra la Roma e il Milan per il riscatto di Saelemaekers. Tralasciando al momento la posizione di Abraham – che Gasperini voleva portare a Bergamo mesi fa dopo l’infortunio di Scamacca – non risulta ancora vicina l’intesa tra le due società per la permanenza nella capitale dell’attaccante belga.

Il Milan fa sapere che se non saranno soddisfatte le richieste intorno ai 20 milioni per il suo cartellino, potrebbe anche trattenere il calciatore comunque utile per duttilità alla causa rossonera. Schermaglie? Possibile, anche perchè la Roma ha ribadito nel vertice di due giorni fa a Casa Milan la voglia di acquistarlo, ma alle proprie condizioni. Cioè meno dei 20 milioni richiesti. Si continuerà a trattare, tenendo conto però anche dei due imminenti cambi in panchina. Con Gasperini da una parte e uno tra Allegri e Italiano dall’altra, lo scenario di questa trattativa potrebbe ulteriormente variare.

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Retroscena Terzic: annullato il meeting previsto per metà settimana

Fabregas, Gasperini e… Terzic. O meglio: tentativo per Fabregas infranto sul muro altissimo eretto dal Como, trattativa serrata con l’attuale tecnico della Dea ma anche la necessità di non farsi trovare impreparati.

Per questo secondo Gazzetta dello Sport e Corriere della Sera, il club giallorosso nei giorni scori aveva riannodato i contatti con l’entourage di Terzic addirittura programmando un vertice romano previsto per giovedì o venerdì di questa settimana, che però è stato annullato proprio alla luce dell’accelerata forte sul profilo di Gasperini.

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Gasp-Roma, ora bisogna chiudere: il club vuole accelerare già in giornata

Sono le ore di Gian Piero Gasperini come nuovo, probabile, tecnico della Roma.

Dopo mesi di ricerca, bluff, depistaggi, nomi reali e tante voci fake, il club ieri ha fatto un passo in avanti decisivo nella scelta del suo nuovo allenatore.

Gasperini ha comunicato in mattinata il suo addio all’Atalanta: non è una questione di soldi, ma di motivazioni. Con parte della dirigenza nerazzurra qualcosa si è rotto da tempo e dopo 9 anni, l’allenatore ha voglia di confrontarsi altrove. Contestualmente la proprietà americana della Dea, che detiene il 55% delle quote del club, non ha gradito alcune dichiarazioni di Gasperini sulle prossime cessioni eccellenti. Insomma, in un clima di generale rispetto e stima per i risultati straordinari di questi anni, Gasp ha deciso di lasciare la formazione orobica.

La Roma ieri ha formalmente inviato a Gasperini una proposta di contratto da 3 anni a 5 milioni l’anno più bonus legati al piazzamento e un altro anno di opzione in termini di eventuale, successivo, rinnovo.

Claudio Ranieri è stato l’uomo del contatto originario, risalente a febbraio, delle prime chiacchierate esplorative e soprattutto del forcing di queste ultime ore. Il club giallorosso però deve accelerare e chiudere già entro un paio di giorni, perchè all’orizzonte resta sempre il rischio del possibile inserimento di un altro club, la Juventus che potrebbe non avere più l’opzione Conte in mano, qualora a sorpresa dovesse restare a Napoli.

Ecco che in giornata la Roma dovrà formalizzare ogni dettaglio di questa operazione, con la sensazione forte che Gasp voglia anche confrontarsi direttamente con la proprietà per poi dire sì definitivamente alla proposta della giallorossa.

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Zaniolo era ‘alterato, ha mandato all’ospedale due ragazzi della Roma’: il nuovo comunicato del club

La Roma ieri sera ha emesso un nuovo comunicato sulla scabrosa vicenda che ha visto protagonista, in negativo, Nicolò Zaniolo. L’ex giallorosso, alterato, è entrato nello spogliatoio della Roma Primavera al Viola Park e dopo un gesto irriverente, ha colpito al volto un ragazzo della squadra di Falsini.

 «Zaniolo ha fatto irruzione illegalmente nell’area degli spogliatoi della Roma, accompagnato da un conoscente, nonostante fosse privo di accredito e visibilmente alterato ha urinato nelle strutture riservate alla Roma – scrive il club sul proprio sito – Poi ha provocato i giocatori e, senza alcun scambio verbale, ha colpito fisicamente Mattia Almaviva e ha spinto con violenza Marco Litti contro una panchina. Litti era reduce da un intervento chirurgico alla spalla. Entrambi i giocatori sono stati ricoverati in ospedale: Almaviva ha ricevuto una prognosi di 10 giorni, Litti di 21 giorni».

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Roma, contatti positivi con Gasperini: si può arrivare a un accordo definitivo

La Roma è molto vicina a Gasperini. Come riporta Gianluca Di Marzio, il club giallorosso ha avuto de contatti positivi con l’attuale tecnico dell’Atalanta. Si può arrivare a un accordo definitivo. I segnali sono infatti incoraggianti, c’è un grande feeling tra la società e l’allenatore: sul tavolo c’è un contratto triennale.

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Ranieri: ”L’allenatore sarà valido, dateci fiducia. Gasperini? Non faccio nomi”

Ranieri, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, in cui è in corso la 52esima edizione del Premio Simpatia con la conduzione di Paola Saluzzi e Pino Strabioli, ha parlato del futuro allenatore della Roma. Di seguito le sue parole.

Sarà sicuramente una scelta valida, ma la cosa più importante è perché ho smesso: per dare al nuovo allenatore una possibilità di progetto. Con me non ci sarebbe stato futuro, tanto vale iniziare prima e dargli l’opportunità di conoscere tutto del sistema Roma, i tifosi della Roma. Dobbiamo fare bene e dobbiamo sapere che c’è da lavorare: vogliamo arrivare il più in alto possibile e ci vuole tempo.
Sono qui dentro la casa di Roma, gli inglesi dicevano “Roma non è stata costruita in una notta”. Dateci fiducia, vedrete che alla fine avremo ragione.


Gasperini? Non voglio fare nomi, non mi piace farli. Andiamo avanti, lottiamo e vediamo quando il presidente vorrà dire il nome del nuovo allenatore.

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Faccini a RS: ”Gasperini allenatore ideale per la Roma”

Paolo Alberto Faccini, ex attaccante della Roma (1980-83), è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Se la Roma non avesse ancora l’allenatore dubiterei fortemente dell’operato del club… Questa società ogni volta che si è dovuta presentare con un nome di livello lo ha fatto, per cui, credo possa ripetersi anche in questa occasione: mi auguro che la scelta si collegiale.

Conclude Faccini.

Considerando quello che vuole fare la Roma, Gasperini è il profilo ideale: iniziare a crescere, essere competitiva per la Champions e sviluppare anche i giovani.