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Juventus-Roma 2-1 (44′ Conceicao, 70′ Openda, 75′ Baldanzi): altra sconfitta in un big match

La Roma disputa la 16° giornata di Serie A in casa del Juventus all’Allianz Stadium.

FORMAZIONI UFFICIALI

Juventus (3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer (61′ Rugani), Kelly; McKennie, Locatelli, Thuram, Cambiaso (89′ Kostic); Conceicao (61′ Zhegrova), Yildiz (89′ Miretti); Openda (82′ David).
A disp.: Perin, Scaglia, Milik, Adzic, Joao Mario, Rouhi, Pedro Felipe.
All.: Spalletti.

Roma (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ziolkowski, Rensch; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Soulé (56′ Baldanzi), Pellegrini (53′ Bailey); Dybala (56′ Ferguson).
A disp.: Gollini, Vasquez, Angelino, Tsimikas, Hermoso, Pisilli, Sangaré, Mirra.

All.: Gasperini.

Arbitro: Sozza. Assistenti: Baccini – Perrotti. IV uomo: Sacchi. VAR: Ghersini. AVAR: Mazzoleni.

RETI: 44′ Conceicao, 70′ Openda, 75′ Baldanzi.

CARTELLINI: Soulé (giallo), Conceicao (giallo), Koné (giallo), Cristante (giallo), McKennie (giallo).


CRONACA SECONDO TEMPO

95′ – Finisce la partita: Juventus-Roma 2-1

94′ – Ci prova Ferguson ma il tiro è debole

81′ – Baldanzi ci prova con il destro: palla alta

80′ – Palo di Yildiz!

76′ – GOOOOOOOOOL ROMA! Baldanzi accorcia le distanze

70′ – Gol Juventus: segna Openda

67′ – Cross di Baldanzi su angolo: Mancini di testa spara il pallone alto

54′ – Cambiaso tira al volo dalla distanza: Svilar respinge

52′ – Uno due tra Openda e Yildiz che di sinistro incrocia il pallone che esce fuori di poco

46′ – Inizia il secondo tempo

CRONACA PRIMO TEMPO

45′ – Fine primo tempo: Juventus-Roma 1-0

44′ – Gol Juventus: segna Conceicao

43′ – Occasione Juve: Conceicao all’interno dell’area calcia di destro ma Svilar respinge! Successivamente Openda spara alto dopo una deviazione. Calcio d’angolo Juve

39 – Pellegrini tenta il tiro dal limite dell’area: Di Gregorio blocca facilmente

38′ – Wesley punta l’avversario sposta la palla e crossa basso per Dybala che spizza il pallone che termina fuori

33′ – Ripartenza Juve conclusa con il tiro di Thuram che non impensierisce Svilar

32′ – Pellegrini tenta il tiro dopo la respinta della difesa della Juventus: tiro alto

23′ – Ci prova ancora la Juventus: Openda metta la palla dentro per Thuram che calcia di prima ma il tiro finisce alto

22′ – Occasione Juve: imbucata per Openda a tu per tu con Svilar che esce basso e anticipa la giocata dell’attaccante bianconero

11′ – La Roma ci prova con Dybala: il tiro di destro, dopo una deviazione, arriva lento tra le braccia di Di Gregorio

8′ – Locatelli tenta il tiro su calcio di punizione: tiro bloccato facilmente da Svilar

1′- Inizia la partita

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Boniek: ”Gasperini uomo dei miracoli ma Juve favorita”

Zbigniew Boniek, doppio ex di Juventus-Roma, ha rilasciato un’intervista a Il Tempo. Di seguito le sue dichiarazioni.

La prima immagine che le viene in mente pensando a Juventus-Roma?
«La rovesciata di Pruzzo. È un gesto emblematico per questa partita. Penso pure alla sfida qui all’Olimpico dove Falcao segnò il gol del vantaggio e Platini e Brio rimontarono. Poi, ricordo benissimo anche quando arrivai alla Roma e vincemmo 3-0 contro la Juventus giocando un calcio veramente bellissimo».

Gasperini sta andando oltre le aspettative?
«Finora sì e mi fa molto piacere. Gasperini è un allenatore serio, bravo e concreto, che parla chiaro ai giocatori. Se mai dovesse avere dei problemi, la colpa non sarà sua, ma nostra. Ha tutte le qualità per lavorare in una grande squadra, per allenare la Roma. Secondo me sta facendo dei miracoli perché questa squadra oggi è in piena corsa per le prime quattro posizioni nonostante abbia un attaccante e mezzo. L’Inter, ad esempio, ha quattro attaccanti che sono uno più bravo dell’altro. Quando uno tra Dovbyk e Ferguson è stato male, abbiamo giocato qualche partita con Baldanzi o Dybala come numero nove e loro due non sono dei numeri nove. Mi sembra, poi, che Gasperini sia riuscito ad instaurare un ottimo rapporto con i giocatori, che credono nelle idee dell’allenatore e si vede in campo. Ha dato l’impostazione giusta ed ha migliorato quasi tutti i calciatori».

Che partita si aspetta tra Gasperini e Spalletti? Vede una squadra favorita?
«Entrambi arrivano bene a questa partita, vengono da due vittorie importanti. Penso che sarà una sfida equilibrata. Forse la Juventus è leggermente favorita giocando in casa, anche se oggi il fattore campo non incide più di tanto, se non nella testa dei
giocatori».

Chi può fare la differenza?
«Per la Juventus dico Yildiz perché è giovane, bravo e può colpire in qualsiasi momento. Nella Roma non mi viene in mente un singolo giocatore, perché la forza di questa squadra sta sicuramente nel gruppo. Se Dybala sta bene fisicamente e gioca, è uno che ha dei numeri importanti. Però è un punto interrogativo. Se Paulo fosse fisicamente al 100% non giocherebbe qua, ma sarebbe al Barcellona o al Real Madrid».

È più determinante Soulé per la Roma o Yildiz per la Juventus?
«Secondo me tutti e due hanno prodotto delle cose molto importanti in questa stagione. Non spetta a me dire chi è più o meno bravo. Soulé ha fatto dei progressi veramente molto significativi da un anno a questa parte. Era migliorato molto già con Ranieri e, adesso, sta completando la sua crescita. Poi, anche lui ha ancora diversi margini di miglioramento».

Quanto è importante il recupero di Bremer e quanto pesera l’assenza di N’Dicka?
«Bremer è uno tenace, tosto, difficile da superare per gli avversari. È un leader e penso che la sua mancanza si sia fatta sentire. Se è già in forma, rappresenterà un punto di forza in più per Spalletti. L’assenza di N’Dicka è molto pesante perché la Roma ha un reparto ben registrato con lui, Hermoso e Mancini, ma questo non significa che non si possa comunque far bene».

Ziolkowski che impressione le ha fatto? È pronto per giocare una gara così delicata?
«Lui è sicuramente pronto, può giocare qualsiasi partita. Ha solo vent’anni ed è normale che i giovani ogni tanto possano commettere qualche errore. L’altro giorno ho visto anche un portiere maturo, esperto e bravo come Maignan fare degli errori in Supercoppa contro il Napoli. Ziolkowski ha tanto futuro davanti a sé. È un giocatore agile, veloce e molto forte in marcatura. Deve ancora migliorare in fase di impostazione e imparare a controllare la sua aggressività, perché ogni tanto esagera. Ma è uno che non si tira mai indietro».

Con Raspadori e Zirkzee la Ruma può ambire seriamente allo scudetto?
«Sono due calciatori affermati, concreti, che ti offrono un certo rendimento. Poi, spetterà a Gasperini gestirli al meglio. Per lo scudetto ci sono tanti fattori, tra cui il cammino nelle coppe europee. I campionati si vincono ad aprile o maggio, non in questo momento. Per fare una previsione adesso bisognerebbe essere Copperfield,
ma io non lo sono (ride, ndr)».

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Juventus-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani: Ferguson favorito su Dybala. C’è Hermoso

Stasera, alle 20:45, la Roma disputa la 16° giornata di Serie A all’Allianz Stadium contro la Juventus di Spalletti con l’obiettivo di vincere il primo big match della stagione. Pochi dubbi per Gasperini: Ferguson favorito su Dybala. Di seguito le probabili formazioni dei quotidiani.

PROBABILI FORMAZIONI DEI QUOTIDIANI

CORRIERE DELLO SPORT: Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Wesley, Cristante, Koné, Rensch: Soulé, Pellegrini; Dybala.

GAZZETTA DELLO SPORT: Svilar; Rensch, Mancini, Hermoso; Celik, Cristante, Koné, Wesley: Soulé, Pellegrini; Ferguson.

IL MESSAGGERO: Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Rensch, Cristante, Koné, Wesley: Soulé, Pellegrini; Dybala.

IL TEMPO: Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Wesley, Cristante, Koné, Rensch: Soulé, Pellegrini; Ferguson.

LA REPUBBLICA: Svilar; Celik, Mancini, Hermoso; Rensch, Cristante, Koné, Wesley; Soulé, Pellegrini; Ferguson.

CORRIERE DELLA SERA: Svilar; Rensch, Mancini, Hermoso; Celik, Koné, Cristante, Wesley; Soulé, Pellegrini; Dybala.

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Esclusiva RS – Amantino Mancini: ”Vincere contro la Juve significherebbe tanto, sono fiducioso. Wesley grandissimo acquisto”

Amantino Mancini, ex attaccante della Roma che ha segnato 222 partite arricchite da 55 gol e 39 assist, di cui 132 con Luciano Spalletti in panchina, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

Juventus-Roma? Partita bellissima da giocare, i tifosi della Roma ci hanno sempre tenuto tanto. Sono stato fortunato a vincerne molte di queste gare importantissime per i sostenitori giallorossi. Per domani spero che la Roma possa continuare la propria strada, sta facendo molto bene con l’arrivo di Gasperini piano piano sta trovando il suo modo di giocare con tanta intensità per cui sono molto fiducioso.

La Roma può competere per il vertice?

Il campionato è ancora lungo, la Roma sta facendo molto bene vincere a Torino rappresenterebbe tante cose anche per la classifica. Inoltre sarebbe un discorso mentale e di fiducia. I giallorossi contro Cagliari e Napoli hanno perso, con 2 vittorie di fila può essere lì per la zona Champions e scudetto.

Differenze da Roma e Milano nel preparare certe partite? Quelle che ho giocato a Milano e a Roma sono state molto diverse… Appena ho messo piede a Fiumicino la prima cosa che i tifosi mi hanno detto è stato: ‘mi raccomando il derby’. Questo fa emergere quanto i tifosi della Roma tengono ad alcune partite. In Brasile quando c’è un derby se ne parla solo durante la settimana invece qui inizia un mese prima.

Wesley? Il motore è la sua caratteristica principale, per me non è una sorpresa. Al Flamengo faceva così, tanta intensità e velocita ha 4 polmoni corre tantissimo: la Roma ha fatto un grandissimo acquisto. Sono stato sorpreso quando Gasperini lo ha messo a sinistra, mi ha ricordato quello che fece Spalletti con me. Wesley è un ragazzo giovane che ha qualità e talento, deve ancora migliorare in tanti aspetti come quelli tattici e capire meglio calcio italiano ma la partenza è stata eccezionale. Può dare una grossa mano alla Roma in questa stagione.

Che giocatore saresti stato con Gasperini?

Sarebbe stato perfetto (ride ndr). Gli piacciono i calciatore sulle fasce che spingono. Io avevo potenza e dribbling, quello che manca nel calcio di oggi in cui c’è troppo giro palla e pochi uno contro uno per saltare l’avversario. In questo non vedo tanta differenza tra la Serie A e la Premier League ad esempio. Anche in brasile oggi abbiamo pochissimi calciatori con dribbling. I numeri 10 li mettono sull’esterno si lavora più sui Totti e i Del Piero, non ci sono più giocatori così.

Gol a Lione o tacco al derby?

Tacco al derby contro la Lazio, sempre forza Roma (ride ndr)

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Gasperini: ”Dovbyk out, Hermoso ha un affaticamento. Voglio cambiare la squadra il meno possibile”

Gian Piero Gasperini, alla vigilia di Juventus-Roma, è intervenuto in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Come sta la squadra? Dovbyk?

“Dovbyk non è recuperato, anche se si sta allenando da parecchio sente ancora ha difficoltà a calciare. Per il resto ci siamo tutti a parte i due che sono partiti. Hermoso ha qualche problema ma speriamo di risolvere”

Perché ha preferito la Roma alla Juventus?

“Perché la Roma era più difficile (ride ndr). Sono contento di come è andata. Ora ci troviamo a giocare questa partita importante. La Juventus rimane una grande squadra, forte e che ha sempre la possibilità di rafforzarsi. Nel suo DNA c’è sempre l’intenzione di giocare ai massimi livelli per vincere. Noi arriviamo a questa partita da due belle prestazioni, vogliamo misurarci con questa squadra perché il campionato è nella fase più bella”

Come sta Dybala dal punto di vista psicologico? La Roma con un centravanti di peso ha sempre vinto.

“Importante è che sia un centravanti di qualità, l’importante è avere un centravanti. Non abbiamo mai giocato in 10. Dybala vediamo se è in grado di giocare dall’inizio o un spezzone. Le motivazioni sono sempre molto alte, non credo abbia questi problemi. L’importante è che stia bene, che possa calciare nel miglior modo possibile e giocare sui livelli che ci si aspetta da lui.”

Che peso ha il +4 sulla Juventus?

“Credo che siamo stati bravi: 15 partite sono una buona striscia che può dare indicazioni. Non so se siamo tra le più forti, ce ne sono altre forti. I ragazzi sono stati bravi in questi mesi in quasi tutte le partite, anche quelle che non abbiamo vinto. In poche partite siamo stati deludenti. Il gruppo ha motivazioni forti, è cresciuto a livello tecnico, di qualità e come compattezza di squadra. La forza sono stati i pochi gol pesi, ma la squadra nelle settimane ha sempre cercato anche di costruire opportunità e gol”

Che tipo di profili vuole sul mercato? Zirkzee e Raspadori?

“Niente di tutto questo. Domani c’è una partita molto importante. Per loro anche sarà importante per riagganciarci, noi dobbiamo tenerli distanti e cercare di aumentare il vantaggio. Bello giocare questa partita con questa classifica, per tutto il resto c’è tempo”

Quant’è cambiata la Juventus da inizio stagione? Il rapporto con Spalletti?

“Il rapporto con Luciano è amichevole. Quando era all’Inter è capitato di andare a cena insieme. Con la nazionale ci sentivamo spesso, è venuto tante volte anche a Zingonia. Ora ci sentiamo poco ma ci saluteremo cordialmente, c’è un clima sereno. Subentrare non è mai facile, credo stia cercando di portare le sue idee. Mi sembra che la Juventus sia cresciuta nelle ultime partite, hanno sempre giocatori di livello, è sempre una partita di valore. Giocare con la Juve sarà un bel parametro per noi per misurarci e capire quanto possiamo essere forti o competitivi”

Dai giocatori ha avuto segnali particolari su questa partita? Per lei la Juventus è un’avversaria come le altre?

“Normalmente, in tutta Italia e forse anche in Europa, quando giochi contro la Juventus ci sono sempre grandi motivazioni e una rivalità molto sentita in tutte le piazze. Credo che questa sia una situazione che, per quanto mi riguarda, anche per l’esperienza fatta nel settore giovanile di quella società, finisce per temprare la squadra, perché si trova sempre di fronte avversari estremamente motivati. Questo, anziché diventare uno svantaggio, a volte può rappresentare uno stimolo: almeno in passato era così. Nella mia carriera la Juventus è sempre stata un riferimento. Batterla non è successo molte volte, anzi, più spesso ho perso, soprattutto negli anni dei nove scudetti consecutivi, quando era davvero difficilissimo affrontarla. Però, quando riuscivi a vincere contro la Juventus, significava che eri competitivo e a un livello molto alto, perché anche nelle stagioni meno buone resta sempre una squadra tra le migliori, di altissimo livello”.

Le ultime due prestazioni di Rensch l’hanno convinta? Celik tornerà in difesa? Che problema ha Hermoso?

“Ha un affaticamento, quindi speriamo di riuscire a recuperarlo in tempo. Non è una stiramento, non è un problema muscolare, nulla di tutto questo. Vorrei toccare il meno possibile la squadra, perché per portare Celik dietro devi poi spostare un esterno, Mancini, e muovere tante cose: rischi di coinvolgere tre giocatori per rimpiazzarne uno solo. Non è l’ideale. È chiaro però che l’assenza di Ndicka ci costringe sicuramente a fare delle prove. Le soluzioni sono quelle: Ziolkowski, Celik, Ghilardi. Se dovesse mancare anche Hermoso, come dicevo prima, e anche Rensch, questo ci metterebbe indubbiamente un po’ più in difficoltà”.

Rensch può giocare anche nei tre dietro?

“Sì, lui Celik e gli altri difensori”

Come si sta sviluppando il calcio italiano dal punto di vista didattico?

“Per fortuna il calcio è fatto di tante componenti, si può giocare bene o male in tanti modi per fortuna. Se fossi riduttivo non piacerebbe così tanto. C’è spazio per grandi e piccole novità. Quello che non mi piace è questa situazione del portiere, bisogna trovare il modo di velocizzare. La regola degli 8 secondi, che viene applicata pochissimo, quando la palla è a terra passano 30 secondi prima che il portiere inizi a giocare. L’altra cosa che mi piace molto poco è il tempo con cui gioca il portiere. Contro l’Inter, il portiere del Como ha avuto 51 volte la palla tra i piedi e questo non piace alla gente. Il calcio è giocare in avanti, capisco il possesso palla ma così che possesso palla è? Non piace al pubblico vuole vedere contrasti, dribbling, gioco in avanti. Così rischia di diventare un calcio brutto, molto più simile al calcetto, che può essere bello da giocare ma brutto da vedere. Da amante del calcio, occorrerà studiare qualcosa che porterà a giocare a calcio in avanti e non all’indietro. Quando vedo il portiere che tiene la palla tra i piedi 10-20-30 secondi non mi piace, non è una bella partita. Mi piace vedere di più vedere la palla tra i piedi dei calciatore in avanti”

Quanto è soddisfatto della crescita di Soulé?

“Sono soddisfatto di lui e di tutti. È una squadra che gioca con grande spirito e che ha il consenso dei propri tifosi anche quando non riesce a ottenere il risultato sperato, e questa è la cosa più importante. Su di lui, sicuramente, è tra quelli che si distinguono di più, perché ha caratteristiche particolari, quelle di cui parlavo prima, che piacciono maggiormente alla gente”.

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Interviste

Mancini: “Non sono cattivo, cerco di dare tutto per la maglia e per i tifosi”

Gianluca Mancini ha parlato a la Stampa. Ecco le sue dichiarazioni:

Negli occhi di tutti c’è ancora lei che discute animatamente con Fabregas al termine di Roma-Como: è davvero cattivo o la disegnano così?
«Assolutamente no, basta parlare con chi mi conosce bene. Poi in campo subentrano tanti fattori, come l’adrenalina e la tensione, che fanno parte di una competizione. Ma non mi sembra di essere mai stato protagonista di gomitate, entrate killer o pugni in faccia: i miei sono tutti scontri di gioco».

Le dà fastidio o la motiva di più essere antipatico ai tifosi avversari? Detto che per i romanisti è un beniamino…
«Penso a giocare con la massima dedizione, dando tutto per la maglia della mia squadra, per i miei compagni e per me stesso. L’antipatia di chi tifa per le squadre avversarie può dispiacere, ma preferisco sempre essere visto di buon occhio dai miei tifosi».

La Roma è la squadra che ha fatto più punti nel 2025 e la difesa meno battuta in Serie A.
«So di far parte di un grande gruppo: nel 2025 abbiamo fatto buonissime cose. La somma dei punti, riguardando due campionati differenti, va contestualizzata: alla fine conta il presente. La difesa meno battuta è la sublimazione di un lavoro di squadra eccezionale: un portiere che rappresenta un valore aggiunto; una batteria di difensori forti, a prescindere da chi gioca, che tiene l’ultima parte della squadra; centrocampisti che corrono non so quanti chilometri; attaccanti che fanno una pressione incredibile».

Sessione di esami per la Champions, con la Roma comunque almeno quarta: dopo il Como, la Juve. Sale la difficoltà?
«Tutte le partite rappresentano degli step: ogni incrocio può rappresentare una trappola. Dopo gli inciampi con Napoli e Cagliari, portare a casa una gara come quella col Como è stato importante. La sfida con la Juve è bella e stimolante: ci sarà da sudare, ma ci arriviamo carichi».

Avverte la mancanza di non aver mai giocato la Champions con la Roma?
«Mi manca. Non è un peso, ma un obiettivo. Vincere la Conference, così come arrivare in semifinali e finale di Europa League, è stato bellissimo. Ma sentire quella musichetta dei campioni piacerebbe».

Piacerebbe anche ai Friedkin…
«La nostra è una proprietà forte, generosa e disponibile: lo ha dimostrato prendendo Gasperini, una scelta giusta e importante. La famiglia Friedkin ha voglia di portare la Roma più in alto possibile e ha arricchito il brand del club. Noi siamo orgogliosi del loro operato e del loro progetto».

Come è il Gianluca Mancini del 2025 rispetto a quello arrivato alla Roma nel 2019?
«Sono arrivato che avevo 22 anni. Tantissime partite, battaglie, sofferenze, delusioni, felicità, emozioni: qualcosa di bellissimo che voglio continuare a vivere qui».

Il momento più bello è stato vincere la Conference League a Tirana?
«Tirana è stata unica. Vincere quella coppa non era semplice: sollevare il primo trofeo, vedere Roma e i romanisti felici mi ha riempito di orgoglio».

E quello più buio? La finale di Europa League persa?
«Sì, ripensando all’andamento della partita».

Come ha ritrovato, dopo sei anni, Gasperini?
«Il solito mister che ti insegna calcio e ti carica. Un maestro, ho avuto la fortuna di averlo all’Atalanta e già mi aveva fatto capire tante cose. L’ho ritrovato identico».

Quello che è successo un anno fa alla Roma con Ranieri?
«Quando Ranieri ha aperto la porta dello spogliatoio è stato come vedere una luce nuova. Ci ha fatto stare bene, nella nostra testa è scattato qualcosa».

Anche lei, avendo vinto la Conference, è del partito che un trofeo a Roma valga di più un titolo altrove?
«Sì, ha un valore enorme. Ricordare quello che è successo con la Conference, pensando di poterlo rivivere, mi fa quasi piangere dall’emozione».

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Interviste

Sabatini: “Zirkzee? Massara ci sta lavorando come un fabbro”

Walter Sabatini ha parlato ai microfoni del Corriere della Sera. Ecco uno stralcio delle sue dichiarazioni:

Cosa succede a chi vince Juventus-Roma?
«Può avere un effetto dirompente per tutte e due le squadre. Siamo di fronte a una grandissima partita, che può portare i due club a ragionare di scenari impensati: la Roma di scudetto, e la Juventus potrebbe capire di aver accorciato se non azzerato i tempi per la vetta. Perdere sarebbe per la Roma una sorta di collasso di una percezione, per la Juve uno stop innaturale di una squadra in costruzione».

Spieghi meglio la percezione sulla Roma.
«La partita con il Como è stata come una dichiarazione di guerra al campionato, con quella prestazione ha reso la squadra di Fabregas ospite del match. E io vedo tutte le partite del Como, mi divertono. Ma lunedì la Roma ha dato il segnale di una grande forza interiore, è come una squadra che sta sondando un’idea di se stessa e percepisce la vittoria come una necessità. Se è così, lo è per l’allenatore ma anche per i giocatori: il recuperato Pellegrini, Wesley protagonista essenziale, Hermoso che ha fatto un salto di qualità fisico spaventoso, Mancini poi si è quasi del tutto affrancato da un codice di comportamento litigioso tipico della Roma di Mourinho: qualcosa ancora gli è rimasto, ma oggi è il miglior difensore italiano».

Che cosa la lega a Massara?
«Il criterio dell’affidabilità, che compensava perfettamente il mio essere estemporaneo, umorale e schiavo della mia rabbia mai risolta. Ricky è un aggiustatore. Un uomo molto intelligente e preparato. E soprattutto limpido: neanche se si concentra riesce a dire cose fuori posto, rispetta l’allenatore come l’ultimo dei magazzinieri».

Riuscirà a prendere Zirkzee?
«Me lo auguro, so che ci sta lavorando come un fabbro, con quella stessa dedizione. Zirkzee è un giocatore universale. Meglio ancora: ti mette in una situazione universale, quando lo vedi giocare hai un senso di liberazione. Si respira a pieni polmoni»

Chi la emoziona, nelle due squadre?
«Nella Juventus Yildiz, non c’è dubbio: un giocatore meraviglioso, dovremmo essere tutti felici che sia in serie A. Nella Roma dico Soulé: è ben indirizzato nella strada che porta lassù, è uno che decide».

Qual è lo Juventus-Roma di Sabatini?
«Quello che fini con Rudi Garcia a suonare il violino in maniera polemica. Eravamo primi con la Juventus a pari punti, avremmo avuto semplicemente bisogno di non perderla quella partita (finì 3-2 per i bianconeri, ndr), quel risultato ha condizionato tutto il nostro campionato. Ho avuto modo di parlarne con Rocchi (l’arbitro di allora, ndr): mi ha detto che è stata la peggior giornata della sua carriera, io dico che se dentro una partita ci sono tre episodi dubbi e tutti vengono decisi in quel modo…vuol dire che l’arbitro è stato davvero molto sfortunato. È il cruccio che mi accompagnerà per tutta la vita, quella sconfitta».

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Infermeria

Dovbyk, nuova ricaduta. La Roma vuole cederlo all’estero

Artem Dovbyk non riesce ancora a mettersi alle spalle il problema muscolare avuto ormai un mese fa contro l’Udinese. Quel bel movimento in area di rigore e la conseguente conclusione in porta allo scadere del primo tempo, gli hanno procurato una lesione tendinea che l’ucraino pensava di aver smaltito.

L’attaccante verso fine settimana scorsa era tornato a lavorare con i compagni, poi ha accusato una piccola ricaduta che lo ha costretto a tornare a svolgere delle sedute differenziate.

Dovbyk, tra presente e futuro: la Roma cerca acquirenti

Presente sempre allo stadio a sostegno dei compagni, Dovbyk però a gennaio può salutare la Roma. Con Gasperini non è mai scoccata la scintilla, nonostante i reiterati tentativi di metterlo in condizioni di esprimersi al meglio. Sembrava aver trovato fiducia, quando contro il Parma ha messo a segno un gol importante, del momentaneo 2-0 che chiuse la partita. Un paio di buone prestazioni anche a livello fisico, poi il grave stop contro l’Udinese.

Masssara sta cercando sul mercato acquirenti. I suoi agenti, supportati da un noto intermediario italiano, sono a lavoro per verificare soprattutto all’estero se ci sono società disposte a puntare su di lui. Sicuramente in fila c’è il Fenerbahce, a caccia di una punta. Dovbyk è stato offerto anche al West Ham, che sta per cedere Fulkrug. Infine occhio all’asse Roma-Everton: lo scambio di prestiti con Beto forse converrebbe ad entrambe…

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Calciomercato

Roma, priorità a Raspadori: accordo blindato col calciatore. Le ultime

La Roma spinge per regalare a Gasperini, già ad inizio mercato, il primo rinforzo in attacco richiesto con forza, sin dalla scorsa estate dal tecnico piemontese.

Come rivela il Corriere della Sera, la strategia ora di Massara sembra cambiata. Zirkzee che è forse la priorità tecnica davanti è slittato di qualche giorno, per andare incontro alle tempistiche dettate dallo United. Ora la priorità è provare a chiudere per Raspadori.

La trattativa con i Colchoneros va avanti da un mese e l’intesa con Raspadori sembra blindata nonostante la concorrenza di Lazio e altri club. Le due società stanno lavorando sulla base di un prestito con diritto di riscatto a 18 milioni e potrebbe essere inserita anche l’opzione dell’obbligo legato ad obiettivi abbastanza complicati.

Retroscena: come scrive il Tempo,  dirigenza e allenatore sono ben consapevoli che l’ex Napoli (lo ha venduto a 22 milioni più 4 di bonus) non sia un esterno «alla Lookman», ma è ritenuta da tutti all’interno della Roma un’opportunità di mercato da cogliere a determinate condizioni. In particolare viene apprezzata la capacità del classe 2000 di segnare gol pesanti, nonostante non sia un goleador, e di poter giocare in emergenza al centro, un ruolo che gli è sicuramente più congeniale rispetto a quando è stato adattato Baldanzi lì.

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Calciomercato

Juve-Roma, possibile intrigo di mercato: Cristante in bianconero, McKennie in giallorosso

Possibile intrigo di mercato sull’asse Juventus-Roma. Il club bianconero infatti ha rimesso gli occhi su Bryan Cristante. Il centrocampista giallorosso ha il contratto in scadenza a giugno 2027 e come riferisce Tuttosport potrebbe rappresentare un’opzione a basso costo per la società bianconera per rinforzare la mediana. I rapporti tra Comolli e il suo agente Beppe Riso, sono ottime così come i contatti.

Il percorso inverso, secondo la testata sportiva di Torino, potrebbe farlo Weston McKennie. Lo statunitense ha il contratto in scadenza a giugno prossimo e al momento non è stata trovata alcuna intesa sul rinnovo.

 I suoi agenti stanno guardando alla Premier League come possibile destinazione. E così il ritorno in Inghilterra lo stuzzicherebbe, al netto del fatto che la Juve rimanga la sua prima scelta. Ora la palla passa a Comolli: l’ad accetterà il contratto da 3.6 milioni più bonus fino al 2029 impostato un anno fa da Giuntoli per rinnovare? Se la risposta dovesse essere affermativa, il prolungamento appare destinato a decollare. Anche se la questione commissioni sul rinnovo rimane tutta da discutere e valutare. Altrimenti occhio per l’estate a due estimatori di McKennie, come è soprannominato il centrocampista: Max Allegri e Gian Piero Gasperini.