Tradizione, settore giovanile, lotta fino all’ultimo secondo (per citare Hermoso) ma anche qualità tecniche molto rilevanti, come quelle della stellina Nico Williams e non solo. Il tutto amalgamato da un esperto alchimista, Ernesto Valverde, che questa sera tornerà all’Olimpico sperando di non rivivere gli spettri della famosa remuntada.
Fisionomia e struttura
La rigida politica sportiva del club porta l’Athletic a non fare spese folli sul mercato internazionale. Anche in quest’ultima estate, il club basco, non si è fatto praticamente notare sulle cronache di mercato con una quindicina di milioni investiti.
Puntano come noto al settore giovanile e alla valorizzazione di quei prodotti autoctoni che spesso portano all’emersione di talenti straordinari. L’Ahtletic di Valverde, impostato sul suo canonico 4-2-3-1, gioca un calcio intenso, verticale, con palleggio sì, ma non eccessivo. Lotta e duelli costanti soprattutto in mediana, la buona vena realizzativa di quasi tutti gli interpreti offensivi – sono andati a segno tutti già da Guruzeta, ai fratelli Williams, passando per Sancet che questa sera sarà assente per infortunio – ma non solo.
Lo scorso anno i baschi hanno chiuso con la seconda miglior difesa della LIGA, quest’anno hanno subito la media di un gol a partita, mostrando qualche crepa in più. Interessante la dinamica dei gol realizzati sin qui: le ripartenze in contropiede sono infatti una delle armi letali della squadra di Valverde. Occhio anche ai cross dalle fasce laterali che spesso vanno a coinvolgere giocatori che si inseriscono da dietro.