Tante incertezze, tanti prestiti e giocatori che lasceranno la Roma, ma anche qualche conferma importante. Dopo Svilar probabilmente, per rendimento, uno dei calciatori che ha migliorato sensibilmente il suo status in campo e fuori all’interno della Roma nell’ultima stagione è Evan Ndicka.
L’inizio fu piuttosto tormentato. Taciturno già dal suo sbarco a Ciampino quando a sorpresa rispetto al solito protocollo chiese di non scattare foto e di essere ripreso dalle telecamere dei cronisti presenti al suo arrivo. L’ex Eintracht è entrato a fatica nei meccanismi difensivi della Roma, tanto che Mourinho all’inizio non lo impiegava. La difesa a tre allo start della stagione era composta da Llorente, Mancini e Smalling. Poi la sparizione dell’inglese spinse necessariamente Mou ad accelerare il percorso di inserimento dell’ivoriano che manifestò diverse difficoltà nelle letture preventive e nella velocità di esecuzione di alcuni movimenti.
Dall’autunno inoltrato però il primo salto di qualità. Piano piano Ndicka ha preso confidenza con il ruolo e tra derby e Roma-Napoli in marcatura su Osimhen, con tanto di assist nel finale a Lukaku, Evan ha cominciato a carburare. La vittoria della Coppa d’Africa gli ha dato quella consapevolezza internazionale e quella spinta mentale per riproporsi nella capitale in una Roma completamente diversa. Via Mourinho, dentro De Rossi, il passaggio alla difesa a 4 e nuovi meccanismi da oliare. Detto che il calciatore era stato abituato già in precedenza in Germania a giocare con tutti e due i sistemi difensivi, Ndicka non ha fatto fatica ad adattarsi alla coppia con Mancini, sfoderando ottime prove e alcuni assist importanti come quelli di Firenze e di Napoli per due gol che hanno portato punti preziosi (realizzati rispettivamente da Llorente e Abraham).
De Rossi vista l’età, il piede mancino, le caratteristiche in sensibile miglioramento soprattutto nelle marcature in area di rigore, vede in Ndicka un potenziale top player e vuole continuare a lavorarci. La società lo accontenterà. Salvo offerte fuori mercato, irrinunciabili, l’ivoriano rimarrà a Roma e sarà uno dei pilastri della ricostruzione.