FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Caldo sì, ma anche buoni segnali. La Roma ha concluso oggi a Trigoria le prime due settimane di ritiro in vista della nuova stagione che scatterà ufficialmente tra un mese, all’Olimpico, contro la Salernitana. La visuale privilegiata dal campo, avuta questa mattina al centro sportivo giallorosso, offre la possibilità di descrivere sfumature e sensazioni utili, sempre ricordando il valore dell’avversario affrontato dagli uomini di Mourinho in amichevole.

Domani la partenza per Albufeira, dopo qualche ora di riposo necessaria per ritemprarsi a seguito dell’intenso lavoro della squadra agli ordini di Mourinho e del suo staff. Contro il Latina un buon test per iniziare a mettere minuti nelle gambe e cominciare a consolidare l’intesa. La Roma è ripartita dal 3-5-2, un sistema di gioco che sì, potrà subire variazioni di natura strategia, in funzione anche degli avversari che via via i giallorossi affronteranno nella nuova stagione, ma che sarà la traccia basica che accompagnerà la terza Roma Mourinhiana.
Si è ripartiti da dove si era lasciato, con un’impostazione che prevede Dybala più centrale al fianco della prima punta e due mezzali in grado di poter a turno o insieme all’occorrenza, inserirsi in area di rigore, rifinendo l’azione o concludendola. Non stupisce dunque la facilità d’inserimento in questi primi giorni giallorossi per Houssem Aouar che oltre a doti tecniche evidenti, in campo è un calciatore carismatico in grado di saper guidare anche il reparto e dettare i tempi delle transizioni.

Sul lato opposto prosegue l’apprendistato di Pagano tra i grandi: il giovane centrocampista della Roma ha le caratteristiche perfette della mezzala di inserimento e potrebbe ritagliarsi uno spazio da settimo nel reparto, in stile Tahirovic, offrendo spunti interessanti all’allenatore che lo tiene parecchio in considerazione. Sempre in attesa del sesto centrocampista, con le medesime caratteristiche, che la Roma proverà a rintracciare (Renato Sanches o no) prima del termine del mercato.
La difesa a tre come detto è il punto di partenza nodale e tale rimarrà. Rispetto allo scorso anno, ad oggi, con Ibanez ancora in rosa, la Roma si è notevolmente rinforzata. Llorente dopo sei mesi di lavoro con il gruppo è considerato da Mou alla stregua dei titolari, complice la sua duttilità e capacità di giocare il pallone in verticale con pulizia tecnica ed efficacia. Smalling e Mancini sono le due certezze, vicino alle quali crescerà anche Ndicka, mancino naturale, che oggi ha disputato la sua prima mezz’ora in giallorosso mostrando un fisico straordinario e buone doti di palleggio.

Fisico statuario anche per Rasmus Kristensen (ascoltato ai microfoni di Retesport al termine del match), che ha avuto modo di mostrare alcuni primi spunti del suo bagaglio fisico sulla fascia. Prima di lui nel ruolo aveva iniziato Karsdorp titolare, preferito a Celik. Il turco è stato schierato come braccetto di destra nel finale, nella difesa a tre. Difficile comprendere ad oggi quali siano le reali gerarchia nel ruolo. Le prossime amichevoli forse da questo punto di vista sgombereranno il campo.
Bene El Shaarawy, sempre pimpante al suo ingresso in campo al posto di un ottimo Solbakken, che sta studiando da seconda punta. Il norvegese abituato da sempre a fare l’ala destra, si sta resettando in ruolo diverso, ma le fasi di studio stanno pian piano lasciando spazi a sprazzi tecnici discreti. Andrea Belotti si è presentato tirato a lucido a questo ritiro. Al pari di Dybala, quest’anno svolgerà integralmente la preparazione con i compagni. Un vantaggio, sul piano fisico, da sfruttare e la voglia di sbloccarsi sotto porta oggi si è vista. Due reti, due grandi occasioni, di cui una sciupata, un legno. Il gallo venderà certamente cara la pelle, a prescindere da chi sarà il titolare che la Roma riuscirà ad ingaggiare in questa tortuosa finestra di mercato, in attesa di Abraham.
Dulcis in fundo Paulo Dybala: tocchi di classe, due reti, assist e la conferma che il pallone tra i suoi piedi abbia un suono diverso rispetto a quando lo stesso attrezzo sferico finisce tra quelli dei suoi compagni. Ottime indicazioni sul piano fisico per l’argentino che dopo il match, al pari di alcuni suoi compagni, tra cui i nuovi, si è fermato per ulteriori sessioni atletiche agli ordini di uno scatenato Rapetti. La Joya è il diamante della Roma, ma non c’era ovviamente da scoprirlo oggi.
La sensazione complessiva è che la Roma abbia un’ottima intelaiatura e abbia immagazzinato, mandando a memoria, un certo modo di giocare, che non sarà magari spettacolare, ma la dovrebbe portare ad inizio stagione ad offrire un calcio più efficace rispetto a quanto avvenuto all’inizio della scorsa annata. I nuovi sono giocatori che saranno considerati alla stregua dei titolari, aumentando così le rotazioni per Mourinho. Manca la prima punta ovviamente, uomo intorno a cui ruotano le potenzialità sportive della Roma, ma la base resta di valore.