Roberto Scarnecchia è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
La Roma ce la sta mettendo tutta per andare in Champions ma il futuro dipenderà dalle squadre che la precedono in classifica. L’unica cosa che rimprovero a Ranieri è la tempistica dei cambi: Dovbyk lo avrei tolto prima e avrei dato spazio a El Shaarawy. Il centravanti ucraino è stato un gatto di marmo nell’occasione sbagliata.
Fabregas? Non credo venga a Roma.
Inter-Roma?La cosa che mi è piaciuta di più è stata la compattezza della squadra: il collettivo è stato il valore aggiunto, chiunque riesce a dare il proprio contributo.
Fabio Petruzzi è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
Fabregas per te è un sì o un no? No anche se si sta rivelando un ottimo allenatore. Ha fatto una grande lavoro a Como subentrando la scorsa stagione e quest’anno in Serie A, dopo una prima parte in cui ha trovato alcune difficoltà, sta facendo un girone di ritorno di alto livello vincendo tante partite giocando un bel calcio. Mi aspetto un nome diverso.
Prosegue Petruzzi.
Pioli quando arriva fa subito bene: la Roma ha bisogna di un tecnico che riesca ad avere immediatamente un buon impatto. Questa squadra necessita di un allenatore di esperienza e il percorso fatto con Ranieri lo dimostra: la rosa non è tanto scarsa come alcuni hanno detto.
Dovbyk? Lo terrei in vista della prossima stagione, è un attaccante che in una stagione opaca ha segnato 16 gol.
Proiezione finale?Roma a 69-70 punti, con la discriminante della trasferta di Bergamo, Juventus 69, Bologna 68 e Lazio 67.
Paredes?A Ranieri non è andata giù l’ammonizione nel derby e il conseguente atteggiamento. Non escludo che a Firenze il tecnico di Testaccio possa schierare la stessa formazione che è scesa in campo a Milano con uno tra Pisilli e Saelemaekers al posto di Pellegrini.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma ha chiuso il 2024 con il pareggio di San Siro contro il Milan (1-1). L’anno solare ormai messo alle spalle da qualche mese è stato uno dei peggiori del nuovo millennio: i giallorossi hanno fatto peggio solo nel 2005. Ranieri ha preso la formazione capitolina ad appena 4 punti dalla zona retrocessione e l’ha portata a sole 2 lunghezze dalla Champions League. Una rincorsa straordinaria che permetterà ai tifosi della Roma di vivere con palpitazione le ultime giornate di campionato. Sir Claudio, per ascoltare nuovamente la canzone scritta da Tony Britten, anche se da senior advisor e non allenatore, cercherà di fare bottino pieno contro Fiorentina (C), Atalanta (T), Milan (C) e Torino (T).
Al netto dei prossimi risultati, il 2025 della Roma è da record. I giallorossi hanno raccolto 40 punti in 16 partite, frutto di 12 successi, 4 pareggi e 0 sconfitte. Nell’anno solare, in Serie A, seguono a distanza Napoli (33), Bologna (33) e Inter (31). Ranieri ha completamente stravolto la realtà in casa giallorossa. I capitolini nel 2024 hanno raccolto appena 55 punti in 38 gare: 15 vittorie, 10 pari e 13 sconfitte. Nel campionato italiano, nel periodo, solo 6 squadre hanno perso più match dei giallorossi: Udinese (16), Empoli (16), Cagliari (18), Monza (19), Verona (20) e Lecce (20).
Appena un anno dopo, invece, la Roma è l’unica formazione della Serie A a far registrare 0 sconfitte. Difficile perdere le partite subendo appena 8 gol in 16 gare… Ranieri spera che il futuro allenatore possa proseguire il suo lavoro e mantenere tale rendimento che potrebbe portare la squadra giallorossa a lottare per il vertice della classifica. Anche il 2006 fu l’anno della rinascita romanista dopo il disastro dell’annata precedente: 86 punti come l’Inter, 40 in più rispetto al 2005. Un Déjà vu.
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma ha vinto un’altra partita mantenendo la porta inviolata. Domenica i giallorossi hanno concesso appena 2 tiri nello specchio alla squadra che ha il miglior attacco del campionato italiano (72 gf), ovvero l’Inter. A fine gara, Ranieri soddisfatto del successo per 0-1, ha sottolineato il lavoro senza palla dei suoi calciatori:”Siamo stati molto diligenti a cercare di chiudere tutte le opportunità che loro cercavano di costruire”.
Il tecnico di Testaccio, anche grazie alle parate di Svilar (79,4%), ha forgiato una formazione solida capace di subire pochi gol: l’unico modo per nascondere i problemi in fase realizzativa e valorizzare al massimo ogni singola rete segnata. La formazione giallorossa ha una difesa da Champions League: 4° formazione della Serie A per gol incassati (32 gs) ma solo il 9° attacco del campionato. Numeri fortemente influenzati dalle prime 12 giornate in cui la Roma, prima di De Rossi e poi di Juric, aveva concesso 17 reti alle formazioni avversarie, peggio anche del Monza (15).
Il processo di metamorfosi avviato da Ranieri è straordinario: solo 15 gol subiti in 22 partite, nei top 5 campionati, nel periodo, nessuno ha fatto meglio. L’unica formazione che ha avuto la stessa solidità della Roma di Sir Claudio è l‘Athletic Bilbao (15 gs). Altro dato importante è il numero di gol subiti su azione: appena 12, come l’Arsenal e ancora la squadra basca. Negli altri campionati europei seguono PSG (15) e Bayern Monaco (18). Un lavoro di squadra che ha permesso a Svilar di essere il portiere dei 5 tornei più prestigiosi ad aver mantenuto più volte la porta inviolata (14).
Ranieri ha iniziato un lavoro che il prossimo allenatore, per certi versi, dovrà proseguire. La compattezza ritrovata dalla Roma dovrà essere arricchita soprattutto da nuovi calciatori che hanno il gol nel proprio DNA.Un mix perfetto per costruire una squadra ambiziosa che vuole tornare ai vertici del calcio italiano.
IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Samuel Dahl prosegue a stupire tutti a Lisbona. Il terzino sinistro svedese, due giorni fa, nel match tra Benfica e Avs Futebol, finito 6-0, in appena 3 minuti, ha servito due assist che hanno indirizzato fortemente il risultato finale. Il classe 2003 sta convincendo tutti in portogallo e potrebbe rimanere nel club di Lisbona. ‘‘Se torno a Roma? Saranno le due società a decidere in estate, vediamo quello che accadrà. A Lisbona sto giocando e sono davvero felice”.Dahl, circa un mese fa, non ha chiuso alla permanenza al Benfica anzi…
Il terzino svedese a Roma è stato un meteora: appena 60 minuti giocati in 3 partite diverse contro Bologna, Napoli e Sampdoria. A gennaio la scelta della società giallorossa di puntare su un altro profilo giovane come Salah-Eddineper circa 8 milioni di euro, la stessa cifra che dovrebbe pagare il club di Lisbona per esercitare il diritto di riscatto.
L’accordo tra Roma e Benfica, infatti, prevedeva un prestito oneroso, a 300mila euro, con un’opzione di acquisto definitivo pari a 8 milioni che, tuttavia, i giallorossi potevano annullare pagando 1 milione ai portoghesi. Come trapelato nei giorni scorsi, le prestazioni di Dahl, 5 assist in 909 minuti, avrebbero convinto la società di Lisbona a capire i margini di manovra per annullare la possibilità di riacquisto della Roma mantenendo il 20% su una futura plusvalenza.
Ghisolfi, dopo aver investito 4 milioni in estate per ingaggiare il terzino svedese dal Djurgårdens, durante la sessione invernale sembra già aver puntato su altro. L’eventuale cessione del classe 2003 al Benfica permetterebbe comunque alla Roma di fare una buona plusvalenza. Certamente quello di Dahl è un caso particolare: scartato in giallorosso e amato a Lisbona.
Angelo Di Livio e Maurizio Coppola sono intervenuti ai microfoni di Retesport. Di seguito le loro parole.
Di Livio: ”La Roma ha fatto qualcosa di straordinario, Ranieri sta tirando fuori dalla squadra qualcosa di magnifico. Spero che non sia il campionato dei grandi rimpianti. Sir Claudio si è dimostrato un grande stratega: Koné come perno del centrocampo, Cristante mezzala di inserimento, Soulé da quinto e Celik a difendere le spalle dell’argentino. L’unico aspetto negativo è il risultato: la Roma poteva segnare più gol e ha rischiato la beffa con il rigore non fischiato su Bisseck. La Roma, per organico, è la terza della Serie A dopo Inter e Napoli.
Dovbyk? A volte fa arrabbiare perché potrebbe fare di più. Nell’occasione che ha avuto ieri si porta il pallone verso Acerbi mentre l’avrebbe dovuta portare esternamente e ha ritardato il tiro. Complessivamente non mi è dispiaciuto anche se poteva fare di più.
Soulé? Non pensavo potesse fare il quinto mi ha sorpreso.
Champions? Non credo al quarto posto.
Coppola: ”Voglio sentire tutti quelli che etichettavano Ranieri come il minestraro. Rimpiangeremo Ranieri che ha tirato fuori il massimo da tutti i calciatori, a parte Pellegrini: sta portando una squadra non pronta per la Champions a pochi punti dal quarto posto.
Roma terzo organico? Una follia.
Soulé? Ranieri fece la stessa cosa con Fonseca a Cagliari tenendolo in panchina per fargli capire alcune dinamiche. Soulé è stato fortunato a trovare un tecnico come Sir Claudio in questo momento della sua carriera.
Champions? Ci credo. Credo che la Roma possa fare 9 punti con Fiorentina, Milan e Torino. La discriminante sarà la trasferta di Bergamo.
La Serie A ha comunicato anticipi e posticipi per la 36° giornata di Serie A. La Roma chiuderà il turno in casa dell’Atalanta lunedì 12 maggio alle 20:45. Di seguito il programma completo.
Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.
Chiamiamo Gualtieri e facciamo Ranieri imperatore (ride ndr). A volte non condivido alcune sue scelte ma non possiamo non riconoscere che la squadra era 15° mentre ora è 6° e lotterà per la Champions: è un capolavoro sportivo.
La prestazione di Dovbyk e Shomurodov?Hanno lottato e hanno fatto un lavoro in fase di non possesso straordinario: si sono sacrificati molto. In avanti, però, hanno fatto poco. L’unico che si può rimproverare qualcosa è Dovbyk perché avrebbe potuto fare qualcosa in più. Complessivamente do un voto molto alto a tutti.
Prosegue Graziani.
La Roma per la prossima stagione ha bisogno di 2 centravanti di assoluto valore: ora la squadra è spuntata malgrado Dovbyk abbia segnato un po’ di gol. Credo che la squadra giallorossa necessiti di un attaccante diverso dall’ucraino: riporterei indietro Abraham e investirei dei soldi su un altro centravanti. Shomurodov? Si sacrifica tantissimo.
Migliore in campo? Non voglio premiare un calciatore in particolare, Soulé ha fatto gol e altre buone azioni ma è la squadra che ci ha regalato una soddisfazione enorme.
Claudio Ranieri, a margine del premio Ussi conferitogli al Centro tecnico di Coverciano, ha parlato della sua stagione alla Roma. Di seguito le dichiarazioni del tecnico di Testaccio.
“Se fossi arrivato a inizio campionato avremmo più punti? Non mi piacciono questi paragoni, chi era prima di me ha fatto del suo meglio, io sono arrivato in un momento difficile. Forse proprio l’essere arrivato in difficoltà mi ha aiutato, proprio la difficoltà di quei giocatori che avevano perso un po’ la consapevolezza di quanto erano bravi”.
Prosegue Ranieri.
“Io ho cercato di fare meno errori possibili, perché poi la bravura va sempre a chi va in campo, l’allenatore, sì, serve a essere credibile, a dare le giuste indicazioni, ma poi sono loro i principali attori. Lo pensavo da giocatore e lo penso adesso dopo 35-37 anni da allenatore. Non so come ho rimotivato la squadra ma io non sono uno che ha studiato psicologia. No, io quello che sento lo dico. Forse la mia credibilità. Io parlo con il cuore ai giocatori, dico quello che sento. Tutto chiaro”.
Conclude Ranieri.
“Il tesserino di allenatore riconsegnato a Coverciano? Sono cose che si dicono, mi sono divertito, sono stato bene, il calcio mi ha dato tantissimo. Adesso sono stato chiamato a un altro tipo di impegno, mi auguro che vada bene e di non fare danni dall’altra parte. Non mi tirate per la giacca. Il calcio mi ha dato tanto, è la mia vita e tutto, però c’è un momento in cui si deve dire basta. Basta perché è giusto così, anche lasciare in un momento positivo. Avevo detto basta a Cagliari e lo dicevo con il cuore, e anche mia moglie mi aveva creduto. Mi ha chiamato la Roma, ho detto sì a un anno da allenatore e due da senior advisor e a dirla tutta non so nemmeno bene cosa sia.
Ho parlato con Gasperini? Non ancora, magari dopo ma con tutti voi presenti però!
FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – C’è una Roma con Dybala e una senza. Concetto espresso da Mourinho e ribadito da Ranieri. Il problema dei giallorossi, però, è stata la dipendenza totale dalle giocate dell’argentino. Vedere una squadra intimorita, priva di coraggio e capacità di rendersi pericolosa, in troppe circostanze, non le permetteva di essere competitiva. Il fatto che il gioco dei capitolini fosse fortemente influenzato dalla presenza della Joya era ed è normale ma non a tal punto da smarrirsi completamente senza di lui.
Dybala, infortunatosi contro il Cagliari alla 29° giornata, nel momento più importante della stagione, ha terminato anzitempo il campionato lasciando la Roma priva del suo unico fuoriclasse. I tifosi giallorossi, dati i precedenti senza l’argentino, si erano rassegnati a un finale mediocre. Ranieri, invece, è riuscito a responsabilizzare la squadra che, priva di leader, fa leva sul collettivo, il vero punto di forza dei giallorossi. Oltre a Dybala, i pilastri citati da Sir Claudio, Hummels e Paredes, non hanno giocato neanche un minuto contro l’Inter ma nessuno lo ha notato perché la squadra ha funzionato alla perfezione con i calciatori che si sono aiutati reciprocamente. Fare di necessità virtù, altro concetto espresso dal tecnico di Testaccio.
Raggi di Soulé anche senza Dybala: 0 sconfitte, ecco il capolavoro di Ranieri
In campo ci sono dei raggi di Soulé anche senza Dybala e questa è la notizia più importante per la Roma. Dall’arrivo di Ranieri, in Serie A, i capitolini hanno giocato 7 partite orfani della Joya: 5 vittorie (Parma 0-1, Empoli 0-1, Lecce 0-1, Verona 1-0, Inter 0-1), 2 pareggi (Juventus 1-1, Lazio 1-1) corredati da 7 gol fatti e appena 2 subiti(media punti 2,4). Solidità e difficoltà nel realizzare più di una rete, ecco cosa emerge nelle gare in cui la stella argentina non ha illuminato il campo. In più di una partita, però, ci ha pensato Soulé a tracciare la strada giusta: 4 gol e un assist che sono valsi 9 punti hanno colmato il vuoto tecnico lasciato da Dybala.
Il paragone con la scorsa stagione è impietoso. La Roma, in Serie A, senza l’argentino, dall’inizio alla fine, ha giocato 10 partite (media punti 1,3): 4 successi (Monza 1-0, Napoli 2-0, Frosinone 0-3, Sassuolo 1-0) un pareggio (Salernitana 2-2) e 5 ko (Milan 1-2, Inter 1-0, Bologna 0-2, Milan 3-1, Atalanta 2-1). La crescita della squadra giallorossa passa soprattutto dalla capacità di responsabilizzarsi mantenendo la luce accesa anche senza la stella più radiosa. Ranieri ha indicato la via: basta brancolare nel buio. In attesa del ritorno di Dybala che potrà far brillare ancora di più il campo insieme a un’altra stella, in questo caso nascente: Matias Soulé.