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Le Voci di Retesport

Di Livio a RS: ”Mi aspetto di più da Soulé. Champions? 15%” Coppola a RS: ”Alla Roma manca qualità, Ranieri sta facendo un miracolo”

Angelo Di Livio e Maurizio Coppola sono intervenuti ai microfoni di Retesport.

Angelo Di Livio: ‘‘La Juventus ha giocato un’ottima mezz’ora, la Roma non riusciva a palleggiare. I braccetti dei bianconeri sono stati determinanti e hanno sorpreso i giallorossi che con grande carattere e praticità comunque hanno pareggiato. Alla fine è mancata un po’ di gamba agli uomini di Ranieri. L’aspetto positivo è che la Roma ha dimostrato voglia di reagire. Se ci fosse stato Dybala, sarebbe stato diverso…

Prosegue Di Livio.

Celik ha sbagliato a respingere il pallone centrale sui piedi di Locatelli: ha commesso un errore banale. Perché Douath e non Pisilli? Forse Ranieri lo ha visto bene

Soulé? Qualitativamente mi aspetto qualcosa in più.

Percentuali Champions? Non sono altissime, credo intorno il 15% che, dato il punto di partenza, è oro colato.

Maurizio Coppola: ”Faccio i complimenti a Ranieri, la Juventus è più forte. Il mister sta facendo un miracolo: senza Dybala, Saelemaekers e Pellegrini, che è scomparso, la Roma è una squadra operaia alla quale manca qualità. Quando i giallorossi hanno fatto i cambi si è vista la differenza tra le due formazioni. Finché ci saranno i Friedkin, la Roma non andrà mai oltre il 5°-6° posto.

Prosegue Coppola.

La Roma con questa squadra non può andare oltre le posizioni che sta occupando. L’anno prossimo bisognerà rinforzarsi altrimenti si ripartirà dai soliti limiti.

Soulé? Ci sarà un motivo se la Juventus si è tenuta Yildiz e ha ceduto proprio lui. Ieri, nella Roma, non c’era un calciatore capace di saltare l’uomo.

Percentuali Champions? Voglio vedere la Roma vincere il derby poi vedremo cosa succederà.

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Le Voci di Retesport

Graziani a RS: ”Punto positivo contro la Juventus. Bene Dovbyk e Shomurodov”

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

La Roma non può vincere tutte le partite, il punto ottenuto contro la Juventus è positivo perché è una squadra che ha dei valori tecnici. I giallorossi sono stati bravi a recuperare il risultato, finalmente ho visto le due punte in campo: Dovbyk e Shomurodov mi sono piaciuti.

Prosegue Graziani.

Senza Dybala, l’alternativa è Soulé. Ieri, per coprire tutte le zone del campo, Ranieri gli ha chiesto tanto sacrificio: ha fatto più il terzino che il trequartista. Dovbyk, con Shomurodov vicino, potrebbe avere dei vantaggi: nel primo tempo, a parte il pallone dato a Cristante, è stato un calciatore troppo marcabile in mezzo a due centrali.

Conclude Graziani.

La Roma, in vista della prossima stagione, dovrà avere un attacco che garantisca una trentina di gol. In avanti siamo troppo leggeri, poco prolifici: una squadra che deve lottare per la Champions deve avere 3 attaccanti di ruolo. Ora è giusto concentrarsi sul derby: se si vince, la classifica diventa meravigliosa perché può ancora succedere di tutto.

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NEWS

Sampdoria, Evani sarà il nuovo allenatore: Mancini direttore dell’area tecnica

Roberto Mancini, accostato alla Roma per diventare il nuovo tecnico nella prossima stagione, andrà alla Sampdoria. La sua candidatura, quindi, viene meno. Come riportato da Gianluca Di Marzio, il nuovo allenatore dei blucerchiati sarà Alberico Evani che sarà coadiuvato da Mancini nella veste di direttore dell’area tecnica e di Lombardo come vice allenatore.

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Calciomercato

Ten Hag, cena con Ranieri e Hummels: la situazione

Erik ten Hag, ieri sera, si è presentato allo stadio Olimpico per vedere Roma-Juventus. Il club giallorosso e l’agente dell’allenatore hanno smentito qualsiasi contatto con i Friedkin, per un eventuale incarico sulla panchina dei capitolini nella prossima stagione.

Come raccolto dalla redazione di Retesport, l’ex tecnico del Manchester United, in un noto ristorante in zona Parioli, in questi giorni sarebbe stato a cena con Ranieri e Hummels. Una semplice chiacchierata o un indizio sul futuro allenatore della Roma? Questa mattina ten Hag e il suo agente sono stati ospitati a Trigoria e si sono fatti immortale con Rensch (ex calciatore ai tempi dell’Ajax).

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Allenamenti

Trigoria: Rensch in gruppo

La Roma, dopo il pareggio contro la Juventus (1-1), è tornata a Trigoria per iniziare la preparazione del derby di domenica prossima. Seduta di scarico per chi ha giocato gran parte della partita e lavoro sul campo per gli altri. Rensch si è allenato con i compagni e quindi sarà a disposizione per la stracittadina in programma domenica 13 aprile alle 20:45.

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APPROFONDIMENTI

Pisilli, rinnovo e 30% di minuti giocati: gerarchie cambiate?

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Altra panchina per Niccolò Pisilli. La Roma ha pareggiato 1-1 contro la Juventus e il centrocampista, cresciuto nel vivaio giallorosso, ha visto l’intera partita accanto a Ranieri. Il tecnico di Testaccio, al 61°, ha ritenuto più adatto al match il neo acquisto Gourna Douath, che sembrava finito nel dimenticatoio dopo le prime due gare giocate con Venezia e Parma.

Il classe 2004, il 23 febbraio, ha rinnovato il suo contratto con la Roma fino al 2029. Stipendio adeguato al suo nuovo ruolo in prima squadra a 500mila euro sino al termine della stagione, mentre, dalla prossima, salirà a 1,4 a meno di 2 milioni, con continui incrementi fino a scadenza. L’ultimo anno il calciatore guadagnerà circa 2 milioni di euro, cifra che potrà salire fino a 2,5, in base al raggiungimento di alcuni obiettivi.

Paradossalmente, da quando Pisilli ha rinnovato il contratto, è uscito dai radar di Ranieri: ha disputato solo il 30% dei minuti a disposizione, ovvero 218 su 720. Nel periodo, i giallorossi hanno giocato 8 partite e il tecnico di Testaccio lo ha schierato titolare solo in 2 occasioni con Athletic Bilbao e Monza. In 3 circostanze, invece, è rimasto sino alla fine in panchina. Nelle precedenti 21 gare con Sir Claudio era accaduto solo due volte (Tottenham, Parma).

In molti si sono espressi in maniera negativa sullo stipendio che andrà a percepire il classe 2004. Nela, a esempio, è stato molto critico: ”A me sembra un contratto molto alto per un ragazzo che ancora deve dimostrare tutto. Lui deve ancora dimostrare tutto. Fa parte del gruppo prima squadra, sta facendo il suo minutaggio e abbiamo capito che tipo di giocatore è, però, mi sembra un contratto fuori dal mondo”.

Pisilli, ad appena 20 anni, sta vivendo la prima stagione con le pressioni di una piazza esigente come quella di Roma. Ranieri, probabilmente, ha notato un calo psicofisico, per cui, lo sta preservando per inserirlo quando lo riterrà più opportuno. Con i giovani si vive continuamente su un ottovolante ma il ragazzo si farà. Gli indizi sono tanti e a breve tornerà protagonista. Le domande di molti tifosi, però, sono lecite: sono cambiate le gerarchie? Ora anche Douath è avanti a lui? Che fine ha fatto il gioiello del vivaio?

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NEWS

Mancini: ”L’allenatore è importante ma non ho preferenze. Hummels mi sta aiutando”

Gianluca Mancini ha rilasciato una lunga intervista a TvPlay. Di seguito le parole del difensore romanista.

De Rossi?

“Appena arrivato De Rossi alla Roma, un suo collaboratore mi salutò in modo strano, dopo un paio di giorni mi disse che non mi sopportava. Addirittura disse che mi avrebbe messo sotto la macchina, ma dopo una settimana si scusò e disse che aveva sbagliato tutto su di me. Ero un ragazzo eccezionale. Io in campo mi trasformo, sto cercando di migliorare”.

Su Ranieri.

“Ranieri appena mi ha visto ha detto che quando mi vedeva contro mi odiava. La mia è stata un’evoluzione, prendevo tanti cartellini e facevo proteste senza senso. Mi condizionava tanto. Era deleteria a me stesso. L’evoluzione del mio comportamento è cominciata con De Rossi. Anche con gli arbitri il mio atteggiamento è cambiato, prima davo fastidio. Ora è differente. Non prendo troppe espulsioni, perché di entrate brutte non ne faccio. In Coppa Italia, con Orsato, sbagliai tanto e presi tre giornate di squalifica. Chiesi scusa in quell’occasione”.

Sul suo ruolo.

“Mister Fonseca mi mise centrocampista, ma era un’emergenza. Un ruolo che ho ricoperto da ragazzino, ma ad oggi non sarei capace. Ho fatto tante volte il braccetto e agli occhi della gente e agli addetti ai lavori ti vai a collocare in quella posizione. Mi trovo bene. Con la difesa a 4 ho giocato con Mourinho e De Rossi. Avendo giocato in più ruoli, dal centrocampista al centrale di difesa, a volte addirittura terzino destro, non è un problema. Con la difesa a tre mi trovo a mio agio”.

Su Hummels.

“Hummels mi sta aiutando. Avere campioni come lui è qualcosa che aiuta sia a livello di campo, ma osservi anche nel quotidiano. A 36 anni gioca ancora a questi livelli, quindi è un superprofessionista. Vorrei che anche io a 36 anni possa giocare ai suoi livelli. Su Kulusevski ha fatto un intervento bellissimo in scivolata e si rialzò come niente fosse. Io gli dissi che era pazzo, perché a me avrebbero dato 7 rossi (ride ndr). Espulsione a Bilbao? Per me non era da espulsione. Era giallo. Quando l’attaccante sbaglia un gol, ha l’opportunità di farne un altro. Mentre il difensore se commette un errore deve sperare che non succeda nulla di grave”

Sulla Nazionale e il rapporto con Spalletti.

“Mister Spalletti mi ha portato all’Europeo, mi ha convocato spesso l’anno scorso. Sono grato al ct. Purtroppo l’Europeo non è andato bene, ce lo porteremo avanti. Mi ha fatto giocare contro la Svizzera, sono grato a lui. Cerco di giocare bene per essere nuovamente convocato, ma il ct prende le sue decisioni. La Nazionale è il sogno di ogni bambino. E se non arriva la convocazione, io farò il tifo come sempre”

Sulla forza del gruppo.

“Se accetto di andare in panchina? Penso che c’è un allenatore che decide, c’è la settimana, ci sono gli allenamenti e se un allenatore decide di non farti giocare dopo una, due o tre volte mi faccio delle domande. Se mi sto allenando bene, parlo con l’allenatore. Non esiste che giochi e basta, ci sono mille cose in una partita. Si fa parte di una rosa di 25 giocatori, non esiste l’io. Esiste il noi. Giusto arrabbiarsi, ma deve essere un modo per dare di più in quei 10-15 minuti quando entri in campo”.

Su Svilar.

“Rui Patricio era un portiere forte. E quando avevamo in allenamento da una parte Rui e dall’altra Svilar…Sono due portieri forti. Mile è molto forte, trasmette sicurezza, parla. Il ruolo del portiere è cambiato”.

Sul nuovo allenatore.

“Allenatore giochista o gestore? Per me l’allenatore è importante. Il calcio è cambiato. Un tempo una squadra più piccola veniva a Roma a giocare in modo differente. Io cerco di fare il massimo e seguo le indicazioni del mister. Se un allenatore mi dice di dare una testata al muro, io lo faccio. Non ho preferenze sull’allenatore, ogni mister ha la sua idea. Magari tra 10-15 anni saprò dare una risposta. Sono stato fortunato nella mia carriera. Ad esempio, con De Rossi facevamo 40 minuti di uscite dal basso in rifinitura. Con Mourinho la fase difensiva era maniacale prima della partita”.

Sul calore della piazza.

“Roma è una piazza calorosa, passionale e vive di questo club tutti i giorni. La gente ti carica. A Bergamo non sono così calorosi. Questo ti dà delle aspettative maggiori, scendi in campo anche per loro. A Villa Stuart, quando sono arrivato, non c’era nessuno. Ma vedere le scene dei compagni quando arrivano a Fiumicino, con tutta quella gente, è bellissimo”.

Su un esperienza all’estero.

“Se dovessi scegliere un Paese dove giocare all’estero direi l’Inghilterra. Giocare in Italia è bellissimo per gli stadi, ci sono molti stadi passionali. Sono abituato all’Olimpico e ogni domenica sembra giocare una finale”.

La tua top 11?

“La mia top 11 al Mondo, senza giocatori della Roma. Innanzitutto, scelgo il 4-3-3. Donnarumma a porta; Arnold terzino destro; Rudiger e Van Dijk i centrali; a sinistra Bruno Mendes del PSG; a centrocampo il play è Modric, Tonali e Musiala mezzali. Davanti scelgo: Rodrygo, Mbappé e al centro Haaland”.

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APPROFONDIMENTI

Ranieri, fare i conti con la realtà per crescere: dal gap al 4° posto alla Juventus

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma, dopo 7 vittorie consecutive, rallenta la sua corsa verso la Champions League con un pareggio contro la Juventus. I giallorossi, allo stadio Olimpico, non sono riusciti ad andare oltre l’1-1, in rimonta, grazie alla rete di Shomurodov che ha risposto al momentaneo vantaggio dei bianconeri firmato da Locatelli.

La squadra di Tudor rimane a +3 sui capitolini che, superati dalla Lazio, ora sono settimi in classifica. Ranieri ha preso la Roma a -12 dal quarto posto e ad appena 4 punti di vantaggio sulla zona retrocessione. Il paziente in terapia intensiva, mutuando le parole di Sir Claudio, è uscito dalla convalescenza e ha iniziato addirittura a correre in salita. Gli strascichi inevitabilmente sono dietro l’angolo e il tecnico giallorosso, al termine della partita con la Juventus, ha riportato i tifosi alla realtà. Ranieri non ha mai voluto fare voli pindarici e illudere i tifosi, escludendo ciò che è stato detto sul suo ruolo da dirigente-consulente e sul calciomercato.

”La Juventus è una grande squadra e lotterà per il quarto posto. Anzi se c’è da fare una scommessa, c’è da scommettere – non l’ho mai fatto in vita mia – che questa squadra arriverà nei primi quattro posti”. Parole che riportano in maniera traumatica i tifosi a guardare la cruda realtà. Dichiarazioni inaspettate, dato che anche la Roma è in corsa per il quarto posto, che sono state motivo di critica al mister. Tanti sostenitori giallorossi, in virtù delle 7 vittorie di fila prima dello scontro diretto con i bianconeri, credevano molto all’accesso alla prossima Champions, che ora si fa più difficile.

Ranieri, in conferenza stampa, ha rincarato la dose dicendo che manca ancora qualcosa alla squadra: ”C’è un piccolo gap per andarsi a giocare la Champions? ”Cerchiamo con la grande determinazione che hanno questi ragazzi di sopperire al gap che, vuoi o non vuoi, c’è”. Specchiarsi, riconoscere i propri limiti è il primo passo per crescere e migliorarsi ma allo stesso tempo è lo step più difficile da accettare. E le critiche dei tifosi, tra radio e social, e di alcuni cronisti ne sono la testimonianza…

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Mancini rifiuta l’offerta della Sampdoria

Roberto Mancini, uno degli allenatori accostati alla Roma, nelle ultime ore sembrava a un passo dalla panchina della Sampdoria. Come riportato da Gianluca Di Marzio, però, l’ex CT dell’Italia ha deciso di declinare l’offerta del club doriano.

#SerieB | @sampdoria, #Mancini non sarà il prossimo allenatore: l’ex CT dell’Italia ha deciso di declinare la proposta del club. @SkySport— Gianluca Di Marzio (@DiMarzio) April 7, 2025

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Svilar: ”Parata su Nico Gonzalez? Pensavo fosse gol. Il derby è la partita più speciale dell’anno”

Mile Svilar, al termine di Roma-Juventus (1-1), ha parlato ai microfoni di DAZN. Di seguito le parole del portiere giallorosso.

Quanto costa il punto?
“Punto importante, anche per il morale. Peccato solo un punto ma andiamo avanti”.

Chi salutavi?
“La mamma di mia moglie”.

La parata nel primo tempo…
“Non l’ho vista, la devo rivedere. Pensavo fosse gol”.

Vuoi dire qualcosa a Buffon?
“Non lo conosco personalmente, è una leggenda”.

Cosa rappresenta per te?
“Sono cresciuto con lui. Sapevo che ci fosse anche lui…”.

Credete al quarto posto?
“Difficile da dire. Ora c’è il derby, la partita più speciale dell’anno. Sarà 50 e 50 non vedo l’ora di scendere in campo”.

Cosa hai detto a Ranieri per farlo restare?
“Solo di restare. Come ho detto prima dobbiamo rispettare le sue scelte”.