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Ranieri: ”Quando capisci che non puoi vincere è importante non perdere. Derby? Partita immensa”

Claudio Ranieri, al termine di Roma-Juventus (1-1), è intervenuto ai microfoni di DAZN. Di seguito le parole del tecnico giallorosso.

Dato che ami la Roma, perché devi fare un passo indietro se i risultati che ottieni sono questi?

Avevo già smesso l’anno scorso poi mi sono arrivate delle richieste ma sarei tornato in pista solo per la Roma e per il Cagliari. A una certa età si deve anche vivere, prima di morire vorrei vedere cosa c’è prima oltre il calcio. Ora è giusto che io dica stop.

Vi aspettavate una Juventus così nei primi 20 minuti?

Sì, sapevamo che Tudor avrebbe portato la sua mentalità e avrebbero giocato sempre in avanti, in verticale. La Juve è una grande squadra e scommetto che arriverà nelle prime 4 posizioni. Il calcio è così, nel nostro momento migliore abbiamo subito gol. Nella ripresa è stato bello segnare subito poi ci siamo assestati: quando capisci che non puoi vincere è importante non perdere.

Quanto è importante mantenere questa serie positiva nel derby?

Sì è importante, inizia il rettilineo finale. Poteva esserci una sconfitta o una vittoria, siamo partiti: ora c’è il derby, è una partita bellissima, immensa con la speranza che si possa fare bene e che ci sia tanta tecnica in campo.

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Shomurodov: ”Un punto con la Juventus non è male. Derby? Varrà 6 punti”

Eldor Shomurodov, al termine di Roma-Juventus, ha parlato ai microfoni di DAZN. Di seguito le sue parole.

Cosa le ha detto Ranieri?

Mi ha detto di giocare vicino ad Artem. Abbiamo iniziato bene il secondo tempo con il gol dell’1-1. Peccato non aver segnato un’altra rete, ma un punto contro la Juventus non è male.

Contento per il gol?

Sì, sono contento. Se ne avessi fatto 2 sarebbe stato meglio.

Che valore ha il derby?

Varrà 6 punti, dobbiamo prepararci bene e fare quello che abbiamo fatti sino a questo momento. Vogliamo fare felici i nostri tifosi.

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All’Olimpico ci sarà Dybala. Atteso anche il patron Friedkin

Due tifosi speciali tra i 65 mila dell’Olimpico. Stasera, infatti, ad assistere a Roma-Juventus ci sarà di sicuro Paulo Dybala e probabilmente anche Dan Friedkin.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, l’argentino ha da poco iniziato la lunga riabilitazione e in questi giorni è stato vicino a Ranieri e ai compagni. Stasera sarà in tribuna per tifare Roma contro la sua ex squadra, e al suo fianco dovrebbe esserci anche Friedkin a un anno di distanza dall’ultima apparizione all’Olimpico. Il presidente è atteso stamattina, ma sui suoi spostamenti è sempre meglio usare il condizionale.

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Daniel Fonseca: ”Ranieri secondo papà. Stasera segna Paredes”

Daniel Fonseca, doppio ex di Roma-Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Di seguito le sue parole.

“Questa super sfida la vorrei giocare con la Roma. Ranieri è stato un secondo papà per me e sfidare la Signora con L’Olimpico pieno è una sensazione pazzesca, adrenalina pura. Vincerà la Roma perché Claudio merita di concludere in bellezza una rimonta incredibile. Nessuno si sarebbe immaginato una risalita del genere, ma io sì”.

Perché?
“Perché conosco Ranieri dal 1990, quando mi volle a Cagliari e all’inizio mi difese contro tutti. Era il mio primo anno in Italia: non segnai per sei mesi e mi volevano rimandare in Uruguay”.

Eppure…
“Claudio credeva in me e lo diceva pubblicamente. A gennaio ho segnato una doppietta alla Sampdoria, con un gol in rovesciata, e da quel momento non mi sono più fermato e ci siamo salvati contro ogni pronostico. Poi Ranieri mi ha voluto al Napoli e c’era lui in panchina la sera della mia cinquina al Valencia. Claudio e Mazzone sono gli allenatori a cui sono più legato”.

Ha mai visto Ranieri arrabbiato?
“Certo, ma sempre con classe. Io all’inizio lo facevo infuriare con le mie finte sudamericane davanti al portiere. Aveva ragione lui: quando ho imparato a farne una in meno, e a calciare in porta, avete visto i risultati… Ranieri è un maestro, ma non credo che sia sottovalutato: chi capisce di pallone lo considera un grande allenatore. La sua forza è l’equilibrio: non lo perde mai, nel bene e nel male. La bacchetta da mago non l’ha usata solo a Roma”.

Chi decide Roma-Juventus?
“Punto sul gol dell’ex di Paredes. Nella Juventus ho un debole per Yildiz, è turco ma sembra sudamericano. Ha dei colpi che mi ricordano Francescoli”.

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Pellegrini di nuovo ko: partirà dalla panchina contro la Juventus

Pellegrini non dovrebbe giocare dal primo minuto contro la Juventus. Come scrive il Corriere dello Sport, infatti, fino a venerdì si sentiva benissimo e sperava partire titolare, poi nella partitella di allenamento un contrasto duro ancorché involontario, un colpo fortissimo al polpaccio non gli ha consentito di lavorare con compagni ieri mattina. Il dolore gli ha impedito di essere a disposizione ma Ranieri lo ha comunque convocato, sperando di portarlo almeno in panchina. Il capitano della Roma sarà quindi di nuovo Gianluca Mancini

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Roma-Juventus, le probabili formazioni dei quotidiani: Celik in difesa al posto di Hummels. Torna El Shaarawy dall’inizio

La Roma stasera alle 20:45 disputerà la 31° giornata di Serie A contro la Juventus di Tudor. I giallorossi, all’Olimpico, sperano poter agganciare i bianconeri in classifica per continuare a sognare l’accesso alla prossima Champions League. Ranieri dovrebbe dar spazio a Celik in difesa con Hummels in panchina. A centrocampo il dubbio del mister è se schierare una linea a 2 formata da Paredes-Koné oppure a 3 con Cristante ad aggiungere fisicità. Di seguito le probabili formazioni dei quotidiani.

LE PROBABILI FORMAZIONI DEI QUOTIDIANI

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; El Shaarawy, Cristante, Paredes, Konè, Angelino; Soulè, Dovbyk.

CORRIERE DELLO SPORT – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; Soulè, Cristante, Paredes, Konè, Angelino; El Shaarawy, Dovbyk.

IL MESSAGGERO – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; El Shaarawy, Cristante, Paredes, Konè, Angelino; Soulè, Dovbyk.

CORRIERE DELLA SERA – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; El Shaarawy, Paredes, Konè, Angelino; Soulè, Pellegrini, Dovbyk.

IL TEMPO – Svilar; Celik, Mancini, Ndicka; El Shaarawy, Paredes, Konè, Angelino; Soulè, Baldanzi, Dovbyk.

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Capello: ”Nella mia Juve ci stava solo Yildiz. Roma, super Svilar. Pioli? Ottima scelta”

Fabio Capello ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui, da doppio ex, ha parlato di Roma-Juventus. Di seguito le sue parole.

Se domani le offrissero per 90′ una delle due panchine dell’Olimpico, sceglierebbe quella della Roma o della Juventus?
“In questo momento mi intrigherebbe maggiormente la Juventus, a me piacciono le sfide. Ranieri ha già vinto la sua, la Roma è in viaggio. Tudor, invece, è in fase di ripartenza”.

Lei è passato dalla Roma alla Juventus prima da giocatore e poi da allenatore. Se ci ripensa?
“Mi viene in mente come arrivai alla panchina giallorossa. Un giorno incontro Gaucci, all’epoca presidente del Perugia: “Fabio, perché non vai ad allenare la Roma?”. Gli dico che non ho il numero di Sensi e me lo dà subito lui. Poi con Sensi ci siamo trovati su tutto. Al di là dello scudetto, a Sensi sarò sempre grato per quando portò me e mia moglie a cena in Vaticano. Però…”

Però…
“Mi spiace non averlo salutato quando ho lasciato la Roma per andare ad allenare la Juventus. É successo tutto velocemente: non mi sentivo più felice in giallorosso e quando i bianconeri mi hanno chiamato ci siamo accordati da un giorno all’altro”.

La sfida tra Roma e Juventus che ricorda meglio?
“Il 2-2 a Torino del maggio 2001, quello decisivo per la vittoria dello scudetto. Ricordo certe sensazioni di campo come avessimo giocato ieri: Totti era un po’ stanco e lo cambiai con Nakata. E poco prima avevo sostituito Delvecchio con Montella. Rischiai e andò bene: dal 2-0 per la Juve al 2-2 grazie al gol del giapponese e di Vincenzo”.

Tudor o Ranieri: chi si qualifica per la Champions?
“Una pizza la giocherei sulla Juve perché ho la sensazione che i bianconeri non abbiano ancora mostrato tutte le risorse. Thiago Motta chiedeva di eseguire il compitino e l’impressione è che la squadra alla fine sia andata in confusione. Ma resto convinto che Koopmeiners non possa essere la controfigura del bel giocatore ammirato nell’Atalanta di Gasperini”.

Perché Ranieri è speciale?
“Perché non si inventa nulla, cerca le cose semplici e logiche: motiva e mette in campo i migliori nei ruoli adatti per esaltarne le caratteristiche. E dà fiducia anche ai giocatori fischiati dal pubblico”.

Della Roma di Ranieri chi avrebbe trovato spazio nella squadra dello Scudetto 2001?
“Dybala e Svilar, gran portiere”.

E della squadra di Tudor nella sua Juventus 2004-06?
“In campo, nessuno. In squadra soltanto Yildiz, che ha qualcosa di diverso. È un Kandinsky: chi ha questi quadri se li tiene stretti perché il loro valore cresce sempre. Fossi nella Juventus, farei lo stesso”.

Dovbyk (16 gol) o Vlahovic (14) come nove per una sua squadra?
“Perché dovrei prendere uno dei due? Ma fossi nella Roma, farei attenzione a Vlahovic domani: il serbo può essere l’uomo decisivo. Lui o Koopmeiners, che prima o poi deve tornare quello vero. Tra i giallorossi punto su Svilar”.

Fosse in Ranieri quale tecnico sceglierebbe per il post … Ranieri?
“Un allenatore esperto che sappia anche ascoltare Ranieri e da questo punto di vista Pioli potrebbe essere un’ottima scelta. Stefano ha vinto lo scudetto con il Milan”.

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Svilar: ”Scelgo Roma al 100 per 100”

Mile Svilar ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport in cui ha parlato del suo futuro. Di seguito le parole del portiere della Roma.

Non ha ancora firmato il rinnovo con la Roma e tante squadre la vogliono.
“Non capisco la fretta, ho un contratto fino al 2027. Non c’è bisogno di fare casino. Sembra che questa vicenda importi più a voi che a me. I soldi contano ma il posto in cui stai bene e in cui vedi un progetto conta di più”.

Quindi resterà alla Roma anche nella prossima stagione?
“Io spero proprio di si. Io voglio che sia così al cento per cento e lo vuole anche la mia famiglia. Siamo felicissimi a Roma e alla Roma”.

Al Benfica non giocava quasi mai.
“Sì, ero secondo e a volte terzo portiere. Forse non ero pronto. Ma sono stato benissimo a Lisbona, ho esordito in Champions League, e sono convinto che l’esperienza mi abbia aiutato anche nell’approccio alla Roma. Diversamente avrei sofferto troppo il salto da casa mia all’Italia, dove si vive per il calcio. In Belgio non è così”.

Ma lei si sente belga o serbo?
“Difficile rispondere. La mia famiglia è tutta serba, non ho alcun parente belga, ma sono nato ad Anversa e ho tutti gli amici là. In Belgio ho conosciuto anche mia moglie”.

Torniamo a Roma. Anche questa scelta sembrava poco funzionale alla sua maturazione: per un anno e mezzo, solo panchina.
“Lo avevo messo in preventivo. E non ho niente contro Mourinho che aveva le sue gerarchie e preferiva puntare su Rui Patricio, tra l’altro un ragazzo top che mi ha aiutato anche dopo”.

Però nell’ultima partita di Mourinho a Milano giocò Svilar.
“Sì ma credo che se non ci fosse stato il cambio di allenatore la promozione non sarebbe stata definitiva”.

Ma lei si sente belga o serbo?
“Difficile rispondere. La mia famiglia è tutta serba, non ho alcun parente belga, ma sono nato ad Anversa e ho tutti gli amici là. In Belgio ho conosciuto anche mia moglie”.

Torniamo a Roma. Anche questa scelta sembrava poco funzionale alla sua maturazione: per un anno e mezzo, solo panchina.
“Lo avevo messo in preventivo. E non ho niente contro Mourinho che aveva le sue gerarchie e preferiva puntare su Rui Patricio, tra l’altro un ragazzo top che mi ha aiutato anche dopo”.

Però nell’ultima partita di Mourinho a Milano giocò Svilar.
“Sì ma credo che se non ci fosse stato il cambio di allenatore la promozione non sarebbe stata definitiva”.

Ma lei pensava di essere così bravo quando guardava gli altri giocare?
“No. Non è possibile stabilirlo se non giochi. Gli allenamenti sono una cosa, le partite un’altra. Ma anche oggi, credetemi, capitano giornate in cui mi sento all’altezza e altre in cui mi sento una pippa (dice proprio così, nda)”.

Hai mai pensato di lasciare la Roma?
“Mai, sapevo che prima o poi il mio momento sarebbe arrivato. Al Benfica qualche volta ho pensato di cambiare, qui no”.

Adesso la Roma è lanciata in una fantastica rincorsa. La sfida alla Juve cosa significa?
“È una partita importantissima. Sarà difficile da preparare, perché loro hanno cambiato da poco allenatore. Tudor può aver dato la scossa, come sempre dopo le svolte tecniche. È successo anche a noi, no?”.

La svolta di Ranieri è stata epocale. Cosa è successo però fino a dicembre?
“Semplicemente non riuscivamo a esprimere le nostre qualità. Nel calcio a volte capita. Eppure ci impegnavamo tanto”.

La Roma andrà in Champions?
“Lo scopriremo tra qualche partita. Un passo per volta”.

È vero che voi giocatori avete chiesto a Ranieri di restare?
“Sì. Con lui abbiamo raggiunto un ottimo equilibrio nel lavoro quotidiano. Sappiamo cosa dobbiamo fare. Non ci sarebbe bisogno di cambiare ancora ma dobbiamo rispettare la sua scelta, è giusto che si goda la pensione…”.

Chi sarà il nuovo allenatore?
“Non ne ho idea”.

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Ranieri: ”Mi aspetto una Juventus verticale. I nostri tifosi dovranno essere orgogliosi della partita che faremo”

Claudio Ranieri in vista di Roma-Juventus ha parlato ai microfoni di DAZN. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

“È una partita importante, sia i tifosi della Roma sia quelli della Juventus sentono moltissimo questo tipo della partita. Credo che l’importante sia che i nostri tifosi siano orgogliosi della partita che andremo a fare. Lo dico, il risultato è importante ma fino a un certo punto: è importante uscire dal campo con la consapevolezza di aver dato tutto”.

Un ricordo di Roma-Juventus?
“È difficile, ho poca memoria. Posso ricordare le partite con Nicolè, Sivori con i calzettoni giù che dribblava o Manfredini, Losi, Cudicini, sono ricordi dei nomi più che della partita in sé”.

I giocatori continuano a dire che ha portato tranquillità, in cosa si traduce il concetto?
“Rimettere le cose un po’ in ordine dando la giusta importanza alle cose importanti, cercare di essere squadra e non è facile. Quando ci sono buonissimi giocatori si potrebbe uscire fuori tema. Il calcio è uno sport di squadra, sembra stupido dirlo e ricordarlo ma è la verità: uno da solo non riesce a fare nulla, con l’aiuto dei compagni si possono fare buone cose. Ho cercato di riportare autostima nei ragazzi, quando cerchi di vincere e cominci a perdere o pareggiare perdi la sicurezza. Ho cercato di riportare sicurezza, voglia di fare e di lottare, sono tante piccole cose che tutte insieme portano ai risultati che la Roma sta facendo”.

Questa narrazione non rischia di mettere in secondo piano il lavoro sul campo?
“Lei mi ha chiesto cosa ho portato e io le ho detto questo aspetto psicologico. Il campo lo vedono tutti. Ho parlato di una cosa che non si può vedere ma che i ragazzi sentono, tutti vedete e analizzate quello che facciamo sul campo”.

Quanto è importante nel calcio sorridere?
“Credo che ognuno debba essere se stesso, non puoi sorridere se dentro sei arrabbiato. Mi si legge in faccia quello che sono, non so fingere per cui se mi arrabbio lo vedono subito tutti e così se sono sereno e sorridente. Ognuno deve essere se stesso, quando sei davanti a 25 giocatori non puoi fingere perché i giocatori se ne accorgono subito. È meglio essere chiari, leali e coerenti, è difficile perché chi non gioca pensa sempre che ‘non mi vede, sto meglio’. Ogni giocatore si sente sempre partecipe ma ogni allenatore sa se un giocatore è in piena forma o no, se in quella partita va bene lui o se è meglio un altro. Ogni giocatore ha una caratteristica ed è importante che tutte queste caratteristiche diventino una squadra”.

In questi giorni a Trigoria c’è Dybala, quanto e come la sua presenza può aiutare i suoi compagni nel finale di stagione?
“Aiuta, è sorridente perché sa che è successo l’infortunio ma sta già pensando al recupero. È importante perché vedi che è attaccato a noi e ai compagni, cerca di trasmettere la sua positività”.

Quanto cambia la Roma senza Saelemaekers domenica?
“Ogni giocatore apporta il suo però ho diversi buonissimi giocatori che possono portare le loro qualità”.

Che Juventus ha visto col Genoa e che Juventus si aspetta all’Olimpico?
“Mi aspetto una squadra di Tudor, un allenatore che vuole subito andare dalla parte opposta come me. Amiamo andare in verticale e non tanto il palleggio, ci piace dare emozioni al pubblico. Mi aspetto una Juventus determinata e verticale”.

Milan-Fiorentina, Atalanta-Lazio, Bologna-Napoli e Roma-Juventus: è il weekend dopo il quale si inizia a vedere la classifica?
“Non lo so, credo e spero che fino all’ultimo sia un campionato avvincente. Lo è stato fino ad ora, nessuno si sta portando lo scudetto da casa o la Champions o l’Europa League o la Conference. Anche dietro c’è una bella lotta per la salvezza. Credo sia un bel campionato”.

Serviva un campionato così come spot?
“Credo che lo spot per il campionato italiano sia dentro di noi, siamo tifosi e abbiamo bisogno del calcio. Per andare come spot internazionale abbiamo bisogno di più squadre in Europa e che facciano bene come facevano una volta”.

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Le Voci di Retesport

Graziani a RS: ”Pellegrini? Perché no. Ricordo con affetto un Roma-Juventus in cui vincemmo 3-0”

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Roma-Juventus è una partita importantissima come le altre: ce ne sono altre 7 fino al termine della stagione. Tudor ha avuto poco tempo per lavorare, non sappiamo quanto possa incidere: contro il Genoa ho visto una squadra simile a quella di Motta.

Se la Roma non vince contro la Juventus è fuori dalla corsa Champions?

No, la cosa importante è non perdere. Ci sono tante altre gare importanti da giocare.

Ti affideresti a Pellegrini domenica?

Perché no? Se dimostra di meritarselo, giusto che Ranieri lo schieri dall’inizio. Starà al mister capire se sarà adatto a questa partita.

Dovbyk-Shomurodov? Li abbiamo visti troppo poco insieme però io ho giocato una vita con un compagno vicino e sono favorevole alle due punte. Dovbyk da solo è troppo prevedibile perché è molto statico e utilizza sempre il piede sinistro.

Conclude Graziani.

Ricordo con affetto un Roma-Juventus in cui vincemmo 3-0 e feci anche un tunnel a Platini che non si risentì perché capì che non lo feci per prenderlo in giro. Segnai il primo gol di testa in cui rischiai di farmi male ma il bomber, a volte, deve agire con l’istinto senza pensare.