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Bologna-Roma: le probabili formazioni dei quotidiani: confermata la formazione del derby

Stasera alle 18:00, la Roma disputerà la 20° giornata di Serie A in casa del Bologna. Ranieri sembra aver pochi dubbi di formazione e dovrebbe confermare lo stesso undici che ha vinto il derby contro la Lazio. Di seguito le probabili formazioni dei quotidiani.

CORRIERE DELLO SPORT: Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Pellegrini, Angelino; Dybala, Dovbyk.

GAZZETTA DELLO SPORT: Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Angelino; Dybala, Pellegrini; Dovbyk.

IL MESSAGGERO: Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Angelino; Dybala, Pellegrini; Dovbyk.

IL TEMPO: Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Angelino; Dybala, Pellegrini; Dovbyk.

CORRIERE DELLA SERA: Svilar; Mancini, Hummels, Ndicka; Saelemaekers, Koné, Paredes, Angelino; Dybala, Pellegrini; Dovbyk.

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Interviste

Pellegrini: ”Roma è casa mia, non scappo e mi prendo le mie responsabilità. Ranieri mi capisce”

Lorenzo Pellegrini ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Di seguito le parole del capitano della Roma.

Come si sta dopo aver deciso un derby?
“Bene, anche se era già qualche settimana che stavo bene. Nel senso che si è parlato forse anche un po’ troppo del mio umore. Era normale che fossi arrabbiato, le cose non stavano andando bene per tutti noi. E di questo ho parlato con il mister, anche se con lui non c’è neanche bisogno di parlare. Mi conosce bene, sotto alcuni aspetti ci assomigliamo e questo gli permette di capirmi. Lui è stato eccezionale, ha ridato a me, alla squadra e alla città quella serenità di cui avevamo bisogno”.

Ranieri ha sempre parlato bene di lei, ma poi non la faceva giocare.
“Abbiamo sempre avuto un bel rapporto, quello di chi non dice troppe cose ma…. Per esempio, la famosa chiacchierata prima della Lazio è durata in tutto due minuti. Poi ci siamo abbracciati. Era una cosa che sentivo: gli voglio bene, lo stimo come persona prima ancora che come allenatore. Qui ha rimesso a posto un po’ tutte le cose. Poi è normale che si possano incontrare delle difficoltà, ma con lui ora ci sembra tutto più giusto”.

Con i tre gol nei derby sta diventando un po’ l’incubo della Lazio. A quale è più legato dei tre?
“Il più bello dal punto di vista estetico è quello su punizione, forse anche il più bello della mia carriera. Lì non ero sicuro di calciare, poi Mancini mi ha detto: ‘Lore, mettila’. E io l’ho messa. La rete in questo derby e quella di tacco sono invece più importanti. Questo non c’è neanche bisogno di spiegare perché, ma anche il primo è arrivato dopo un periodo un po’ complicato. E da lì siamo ripartiti”.

Dopo il gol si è battuto a lungo il petto, sullo stemma. Che
significato aveva quel gesto lì?
“A volte mi sembra che la mia riservatezza, il mio essere silente venga un po’ travisato, come se la personalità sia solo far casino. Per me non è così, la personalità è essere se stessi. Era un gesto per dire che questa per me è una società speciale, è casa mia. Non ci sarà mai un giorno in cui Pellegrini darà qualcosa in meno per la Roma. Era solo questo. Al di là di ciò che si dice su di me e su altri miei compagni, chi ci conosce sa che veniamo a Trigoria per fare il bene della Roma: che sia giocare, andare in panchina, anche lavorare per ritrovare il sorriso e poi rigiocare. L’impegno è sempre massimo, perché per me questa è una maglia molto speciale”.

La gente al derby è tornata ad acclamarla, i fischi sono solo un
brutto ricordo?
“Di questo sono contento, ho vissuto un momento difficile. Se un tifoso mi fischia perché gioco male ci sta, ma se succede a inizio partita perché
qualcuno crede che io abbia fatto cose che non ho fatto, questo un po’ mi dispiace. Ma va bene uguale. vado avanti lo stesso. Quando Ranieri è arrivato non ero triste ma arrabbiato, perché le cose non stavano andando bene. E siccome io alla Roma ci tengo, quella situazione mi faceva male. E come quando torni in famiglia e capisci che qualcosa non va…

Lei è uno che interiorizza sempre tutto. Avere un carattere diverso
l’avrebbe aiutata?

“È vero, se le cose non vanno per il verso giusto ci sto male. Sono uno
molto autocritico e sempre pronto a chiedere a me stesso cosa posso fare in più per gli altri. A volte però dovrei scindere l’uomo dal calciatore. Il
calciatore dovrebbe sempre giocare con leggerezza, l’uomo non ci riesce. E avere un altro carattere mi avrebbe aiutato. lo non sono uno che riesce ad esternare ciò che è con tutti, quanto ci tiene a una cosa. Ma sono uno leale. E se dico che ci tengo alla Roma, è così. Altrimenti non lo direi”.

Per la Roma ha rinunciato anche a un Europeo poi vinto dall’Italia.
Se n’è mai pentito?
“No, mai. lo penso sempre molto a ciò che faccio e quando torno a casa e mi lavo i denti devo essere contento di chi sono. Quella fu una non scelta, non ho mai messo in dubbio di non giocare quel derby. Quell’anno non eravamo ancora riusciti a vincere contro le squadre che ci stavano sopra. Quella era un’opportunità, non un problema. Mi sono preso le mie responsabilità, per me era importante giocare quel derby e vincerlo. E ci siamo riusciti”.

Essere una persona riservata l’ha penalizzata?
“Non è una colpa essere fatto in un certo modo o in un altro. C’è chi riesce a liberarsi delle cose più velocemente e a viverle con maggiore leggerezza. Ma ognuno ha i suoi tempi per metabolizzare e trovare una soluzione. Ranieri questo l’ha capito: sa come sono fatto, mi era stato vicino anche a settembre. Il mister sa chi sono, mi capisce e questo mi dà serenità. Lui ti sa dire la cosa giusta al momento giusto. Mai troppo né troppo poco., E questo la differenza, soprattutto nei momenti di difficoltà”.

Totti ha detto che, oltre a essere un capitano vero, lei è anche una
persona onesta. Nel calcio è meglio essere onesti o ruffiani?
“Dipende da come sei fatto, a me peserebbe di più guardarmi allo specchio e non essere felice di chi sono come persona. Ho sempre pensato che la persona viene prima del calciatore. Mi piace stare in famiglia, che poi è il mio equilibrio. Li capisci davvero quali sono le priorità della vita”.

Lei finora ha segnato 55 gol con la Roma, a 63 c’è De Rossi. È
pronto a un piccolo sgarbo?
“Per il rapporto che abbiamo Daniele non si arrabbierebbe se lo
superassi…Quando venne qui il primo giorno mi chiese di parlargli della situazione e mi disse: “Qualsiasi cosa succeda, sappi che ti voglio un bene dell’anima. Ma voglio più bene a me stesso, alla mia famiglia e alla Roma”. Ho apprezzato, lui è uno trasparente, ti dice sempre la verità. Ho avuto la fortuna di essere allenato da grandissimi allenatori, ma lui non me l’aspettavo così pronto. Invece è stato fantastico, per me farà una carriera meravigliosa: è un uomo top, una persona ambiziosa, ha la capacità di non guardare in faccia nessuno e ha idee di calcio. Per me già adesso è un grandissimo allenatore”.

Il momento più bello e quello più brutto da quando è tornato alla
Roma.
“Facile, le due coppe. La Conference è storia, rimarrà lì per sempre. Era
un sogno, anche con la mia famiglia, che è tutta romanista. Difficilmente penso che rivivrò un’emozione così: era il primo trofeo, da capitano, una gioia che non sarebbe raggiungibile neanche con altri trofei perché quello era il primo. Il più brutto Budapest. A inizio partita guardavo i miei compagni e vedevo che stavamo bene. Abbiamo fatto 35′ fantastici, lì mi dicevo: “Segniamone un altro che ne facciamo tre”. Eravamo perfetti. Poi abbiamo visto tutti cosa è successo…”.

La Conference l’ha alzata da capitano. Ma in tutti questi anni la fascia le ha mai pesato?
“Assolutamente no. Giocare, segnare, fare gol e ritrovarsi con sé stessi e
con la piazza a volte è stato complicato. Ma come ho detto, sono uno che si è sempre preso le sue responsabilità, sia nei momenti belli sia in quelli brutti. Per me la fascia è sempre stata un vanto, un orgoglio, una responsabilità che dura tutta la settimana, non solo la domenica. Ecco, a volte forse sono più bravo ad aiutare gli altri che me stesso. Cerco sempre di essere importante per i miei compagni, di aiutarli nelle difficoltà”.

Del resto di recente l’ha ricordato anche uno come Hummels…
“Andai a parlargli dopo Bruxelles, dove giocò Cristante difensore
centrale. Mi dispiaceva vederlo giù, gli dissi solo: “Mats, per qualsiasi
cosa io ci sono”. Lui è un ragazzo eccezionale e si è sempre comportato da campione qual è. Era giusto stargli vicino”.

Spalletti invece all’ultimo giro l’ha lasciata fuori dalla
Nazionale. Quanto è dentro il progetto azzurro?
“Con il mister ho un buon rapporto umano. Ho capito quando non mi ha
chiamato, sono uno obiettivo. Ci sta, si va avanti. Ma lui mi ha sempre fatto sentire dentro, rendendomi partecipe del progetto. Spalletti è un allenatore che ti migliora come giocatore e io sono contento di poterlo fare. Quando non giocavo mi ha detto di insistere, lavorare. E per me è importante farlo: allenarsi bene è un’opportunità, perché poi sai che quando il mister ti dà un’occasione puoi dimostrare di esserci. Cosa che è successa…”.

Tre aggettivi per descriverla come uomo?
“Buono, perché fondamentalmente lo sono. Poi testardo: anche se penso che posso sbagliare preferisco farlo con la mia testa che non fare la cosa giusta on quella di un altro. Infine leale, se ti devo dire qualcosa te lo dico. Non mi interessano nomi, vestiti o chi sei. Io do rispetto a tutti, ma mi aspetto altrettanto”.

La Roma non vince fuori casa da 16 partite. A Bologna domani si va
per vincere?
“Sì, è il momento di invertire la rotta. È inaccettabile che una squadra
come la Roma non vinca fuori da così tanto tempo, 16 partite sono quasi un campionato intero. Ovvio che giocare all’olimpico ci dà una carica diversa. Ma ora dobbiamo dimostrare personalità anche lontano dai nostri tifosi”.

Anche per far contenti i Friedkin…
“In questi mesi è stato tutto molto più difficile anche per loro. Ma ogni
volta che abbiamo modo di parlarci, lo facciamo sempre per un qualcosa riferito alla Roma, per il bene del club. È importante avere una presidenza che ci tenga davvero. Perché la Roma non è un club come gli altri: se ti compri la Roma, ti compri Roma tutta”.

Ma lei in passato ha mai pensato di andare via?
“No, mai. Di momenti duri ne ho vissuti tanti, ma anche di meravigliosi.
Ma non sono uno che scappa. Credo che davanti alle difficoltà uno si debba assumere le sue responsabilità. Ed è quello che il mister mi ha letto negli occhi prima del derby. Qui un momento normale diventa bello, uno bello diventa meraviglioso e uno negativo diventa un disastro. Roma è questa, vive di passione. E io questa passione qui me la vivo al cento per cento”

Per chiudere, se il prossimo anno arrivasse il suo “idolo”
Montella che sensazione le farebbe?
“Sarebbe curioso, da piccolo facevo l’attaccante ed esultavo come lui, poi me lo sono ritrovato come allenatore nelle giovanili. Lo stimo tanto. Ma su queste cose non metto mai bocca, non decido io. Al contrario di ciò che si è detto in passato…”.

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NEWS

Ufficiale, Le Fée è un nuovo calciatore del Sunderland (COMUNICATO)

Mancava solo l’ufficialità: Enzo Le Fée è un nuovo calciatore del Sunderland. Di seguito il comunicato della Roma.

L’AS Roma comunica di aver trovato l’accordo con il Sunderland per la cessione a titolo temporaneo di Enzo Le Fée.
L’operazione si conclude con la formula del prestito con obbligo di riscatto al verificarsi di determinate condizioni.

Arrivato nella Capitale nel 2024, il centrocampista ha collezionato 10 presenze in giallorosso.

Il Club augura a Enzo le migliori fortune per questa nuova avventura nel calcio inglese.

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Calciomercato

Calciomercato Roma: piace Buchanan dell’Inter per rinforzare la fascia destra

La Roma è alla ricerca di calciatori con i quali rinforzare la rosa. Come scrive Gianluca Di Marzio, il club giallorosso è interessato a Tajon Buchanan, esterno destro dell’Inter che in questa stagione ha raccolto cinque presenze (128 minuti) in tutte le competizioni. I nerazzurri al momento non sono convinti di cedere il classe 99′ in prestito, quindi, serve l’offerta giusta da parte di Ghisolfi.

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Le Voci di Retesport

Di Livio a RS: ”Per Frattesi sacrificherei anche Dybala. Bologna? Crocevia per capire se la Roma è guarita o meno”

Angelo Di Livio è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Frattesi piace a tutti gli allenatori, forse non convince solo a Inzaghi e questo mi sorprende. Lo reputo uno dei migliori centrocampisti italiani insieme a Barella e Tonali: è un ragazzo fortissimo. Si esprime meglio in un centrocampo a 3 con la libertà di inserirsi e trovarsi lo spazio nell’area di rigore avversaria. Frattesi lo scambierei con qualsiasi calciatore della Roma anche con Dybala.

Cristante? Farà un girone di ritorno importante: non capisco questo eccesso di critiche.

Bologna? Partita crocevia per capire se la Roma è guarita o meno. Trasferta insidiosa contro una squadra che sta facendo bene e ha gli stessi punti della scorsa stagione.

Soulé? Uno tra lui e Baldanzi deve essere ceduto in prestito: credo possa partire l’argentino.

Di Livio sul futuro allenatore della Roma.

So che il club ha parlato con un tecnico che in questo momento è sotto contratto.

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Le Voci di Retesport

Graziani a RS: ”Frattesi? Non credo venga a Roma. Bologna test per capire se la squadra è uscita dal tunnel”

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue dichiarazioni.

Frattesi? Sarebbe logico approfittare della situazione che c’è nell’Inter anche se ho la sensazione che alla fine non si faccia nulla. Non credo allo scambio Frattesi-Cristante. Sarei stato più fiducioso se in un’ ipotetica trattativa ci fosse Pellegrini che giocherebbe da mezzala destra.

Bologna? Partita per la guarigione definitiva. Nel secondo tempo contro la Lazio la Roma ha sofferto ed è ripartita poco e male: la sfida del dall’Ara ci dirà se la squadra è uscita o meno dal tunnel.

Prosegue Graziani.

Se Ranieri prosegue la sua avventura da dirigente la speranza è che quello che dice oggi (”La Roma dovrà lottare per lo scudetto” ndr) poi sarà realtà un domani altrimenti farebbe una brutta figura. Ora però bisogna pensare al presente e a partita dopo partite perché può ancora accadere qualsiasi cosa.

Soulé? Sta a Ranieri spiegarli che deve toccare meno il pallone. Lui, Dybala e Baldanzi uno è di troppo: è un ragionamento che va fatto per capire chi deve andare a giocare altrove.

Beto? Lo prenderei, mi piace.

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Allenamenti

Trigoria, Ranieri: “Oggi è venerdì, prepariamo corpo e mente. Pensate da allenatore”

La Roma prosegue ad allenarsi a Trigoria in vista del match in programma domenica alle 18:00 contro il Bologna. Out Cristante che come dichiarato da Ranieri in conferenza stampa domani tornerà a correre sul campo. Il tecnico giallorosso ha chiesto ritmo e intensità ai suoi calciatori e vuole concentrazione: ”Oggi è venerdì, prepariamo corpo e mente. Pensate da allenatore”.

“Oggi è venerdì, prepariamo corpo e mente” 👊

-2 a Bologna-Roma 🔜#ASRoma pic.twitter.com/MNvEK4uj5F— AS Roma (@OfficialASRoma) January 10, 2025

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APPROFONDIMENTI

Dovbyk, pochi tiri e meno occasioni di sbagliare rispetto agli altri centravanti: i numeri

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – La Roma è alla ricerca della versione migliore di Dovbyk. Il centravanti ucraino, tra radio e social, è sotto una pioggia di critiche: ”Non sa stoppare un pallone”, ”Abbiamo buttato 40 milioni”, alcuni dei pensieri espressi dai tifosi giallorossi. Ranieri, dopo aver risollevato la squadra, spera di trovare la cura giusta anche per l’ex Girona:Deve migliorare nella cattiveria e nella determinazione. Era abituato a giocare in modo diverso, ma ora cominciamo a capirci. Lasciamolo in pace, con i gol arriverà la fiducia”.

Dovbyk contro la Lazio non ha tirato verso la porta di Provedel ma innescato le due azioni che hanno portato a entrambi i gol della Roma. Un lavoro nell’ombra che non soddisfa tutti i tifosi che si aspettano qualcosa in più, dato l’investimento del club, ovvero, 36 milioni di cui 5,5 di bonus. Il centravanti ucraino ha segnato 9 gol in stagione suddivisi tra campionato (5), Europa League (2) e Coppa Italia (2). A Bologna, il classe 97′ potrebbe raggiungere la doppia cifra, dato che, in Serie A, il 60% delle reti le ha effettuate lontano dall’Olimpico. Un rendimento che stride con quello della Roma che scompare in trasferta.

Dovbyk, dai pochi tiri alla classifica di occasioni sbagliate

Foto Fraioli

Dovbyk e Dybala stanno affinando il loro feeling calcistico ma nelle ultime gare è stato più l’ucraino a lanciare l’argentino che viceversa. L’ex Girona tira poco in porta: appena 33 volte di cui 11 nello specchio. Nella classifica di conclusioni, Dovbyk è lontanissimo dalla top 10 composta da: Krstovic (68), Castellanos (65), Nico Paz (57), Kean (56), Piccoli (51), Vlahovic (51), Kvaratskhelia (49), Pinamonti (48), Retegui (47), Lookman (44) e Lautaro Martinez (44).

Dovbyk ha sbagliato 6 grandi occasioni, un numero nettamente più basso di molti centravanti del campionato italiano. Dybala e compagni dovranno lavorare di più per metterlo nelle migliori condizioni di esprimersi ed essere incisivo nell’area di rigore avversaria, la zona di campo che predilige per essere determinante. Gli attaccanti della Serie A che hanno commesso più errori dell’ucraino sono tanti: Piccoli (13), Vlahovic (12), Lautaro Martinez (12), Castellanos (10), Abraham (8), Kean (8) e Retegui (7). Una lista di calciatori che, allo stesso tempo, ha avuto più occasioni per sbagliare di Dovbyk.

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Ranieri: ”Mercato? Cerchiamo giocatori da Roma. Dispiaciuto per Le Fée. Soulé tocca troppe volte il pallone”

Claudio Ranieri, a due giorni da Bologna-Roma, ha parlato in conferenza stampa. Di seguito le dichiarazioni del tecnico giallorosso.

Come immagina il suo lavoro estivo nella costruzione di un grande club? E’ più preoccupato o incuriosito?
“Non sono preoccupato, i problemi si affrontano uno alla volta. Se penso a giugno significa che non sono concentrato sul Bologna. C’è un grande lavoro da fare e lo stiamo facendo, sappiamo che ci sono delle difficoltà: a gennaio dobbiamo trovare giocatori da Roma, ma non è detto che si trovino. Cerchiamo giocatori che ci diano un qualcosa in più. Prendere per prendere non faccio acquistare nessuno, i nuovi acquisti dovranno darci qualcosa in più. Si può sempre sbagliare, solo chi lavora commette errori, il calcio è bello per questo. Stiamo pensando al mercato di adesso e alla partita di Bologna, io sono concentrato al 100% su questa sfida”.

Dopo il derby bisogna restare concentrati in vista del Bologna…
“Da allenatore devo mettere in guardia la squadra, anche se non credo ce ne sia bisogno: gli episodi determineranno il match. Sono convinto che faremo una buonissima partita. Il Bologna è prima nel pressing, sappiamo come gioca perché sapevamo come giocavano la Fiorentina, lo Spezia di Italiano. Sappiamo tante cose, ora dobbiamo metterle in pratica”.

Qual è il reparto che ha maggiore bisogno di investimenti? Frattesi è un innesto da Roma?

Se ne ho parlato non lo dico a lei… Abbiamo ampia visione su tutto ma non è una priorità. Dobbiamo trovare calciatori da Roma è inutile dare polvere agli occhi dei tifosi: chi viene deve essere all’altezza. Se si sbaglia, lo faremo io e Ghisolfi. Le Fée? Ieri l’ho salutato ed ero dispiaciuto. Gli ho detto che è stato sfortunato per i cambi di allenatore e io non l’ho mai potuto provare perché ho dovuto dare delle priorità, ma lui mi piaceva molto. Chi soffre troppo a stare qua, e io posso capirlo perché anche io da giocatore lasciai la Roma, può andare via per giocare. Le Fée è sceso di categoria come feci io, è andato lì perché conosce l’allenatore. Se non lo riscattano avremo un giocatore più maturo. In caso di addio, invece, la Roma incasserà una plusvalenza”.

Ha visto anche questa settimana la scintilla negli occhi di Pellegrini? Il futuro del calciatore?
“Adesso godiamoci questo Lorenzo, si allena sempre da primo della classe. Oggi l’ho visto spigliato e concentrato, sabato sera deciderò in base alla partita”.

Soulé ha mai manifestato la volontà di giocare di più? Ha notato dei miglioramenti?
“Si applica molto e mi piace tanto. Non ha fatto alcuna richiesta, sono convinto che avrà un futuro roseo alla Roma. Soulé è bravo, ma a me piacciono i giocatori pratici e lo chiedo anche a lui: se tocca 10 palloni voglio che siano importanti per la squadra. Non può fare troppi tocchi, deve essere decisivo e lui ci arriverà perché ha tutto per riuscirci”.

Si aspettava di vincere il derby? Teme un calo di tensione?
”Se ci fosse tutto questo saremmo degli sciocchi. Abbiamo vinto contro una bella squadra che gioca bene come la Lazio: ecco perché sono stato molto contento del risultato”

Quando torna Cristante? Con l’addio di Le Fée sta pensando a qualche Primavera?
“Ora Bryan dovrebbe riprendere a correre, non avverte più dolore e la caviglia non si gonfia più. Già da domani tornerà a correre in campo. Primavera? Quando ne abbiamo bisogno li chiediamo”.

A gennaio è possibile fare 2-3-4 operazioni in entrata?
“Tutto può essere. Potrebbero essere 8 mesi di mercato e si fa tutto all’ultimo. Facessero una settimana piena: voi vi divertite meno e sarebbe tutto più bello. Invece c’è la finestra lunga, i tempi si dilungano e ci si riduce agli ultimi 2 giorni”.

State parlando con Hummels del rinnovo? Zalewski?
“Per Hummels dipende da lui, se vuole restare e se vuole ancora giocare: non possiamo forzarlo. Credo che si trovi bene qui, ma dovrà valutare mille fattori come la famiglia. Zalewski? Mi auguro che resti, conto su di lui. Si allena sempre bene, è un buon giocatore aspettiamo e vediamo”.

Il divieto di trasferta ai tifosi?
“Mi dispiace tantissimo. Aspettiamo quello che possiamo fare per aiutarli e aiutarci: mi auguro che si possa fare qualcosa, senza promettere niente.

Si sente la responsabilità di essere una sorta di Re Mida per i romanisti?
“Non voglio sentirmi un papà e un nonno, sono una persona e voglio solo avere rispetto. Tutto ciò che faccio lo faccio con il cuore in mano, ma come ogni essere umano posso sbagliare. I nostri tifosi possono essere convinti che se sbaglio è per cercare di migliorare la Roma. Credo che tutti lo percepiscano, vengo rispettato perché sono aperto e leale”.

Ha capito perché questa squadra ha difficoltà a vincere in trasferta? Manca la mentalità a questa squadra?
“Esiste una mentalità da casa e una da trasferta? Manca l’aspetto motivazionale e mentale che ti fa dare di più. Noi ci siamo vicini e stiamo crescendo, lo abbiamo visto contro Tottenham e Milan. Mancano pochi giorni alla vittoria fuori casa, prima o poi deve arrivare. So che contro il Bologna sarà una bella partita con due squadre che si daranno battaglia. Il Bologna è super organizzato, ha una mentalità aggressiva e noi dobbiamo essere bravi a trovare la via giusta per entrargli dentro”.

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Bologna-Roma, i tifosi residenti nel Lazio potranno chiedere il rimborso fino al 16 gennaio: ecco le info

I tifosi romanisti, residenti nel Lazio, non potranno seguire la propria squadra al Dall’Ara. La decisione presa dal CASMS è stata accolta dal prefetto di Bologna. Vivaticket ha comunicato che i sostenitori giallorossi potranno chiedere il rimborso del biglietto fino al 16 gennaio.

“Il BFC comunica che i biglietti acquistati nel settore ospiti potranno essere utilizzati solo da persone NON residenti nel Lazio. I residenti nel Lazio non potranno partecipare all’evento e potranno chiedere il rimborso fino al 16/01/2025 al seguente link: https://shop.vivaticket.com/it/rimborsi.”