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Graziani a RS: ”Roma-Inter? Pareggio risultato più giusto. Dybala non deve fare la fase difensiva”

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

La Roma, complessivamente, non ha giocato male: l’Inter era battibile ed è stata condizionata dagli infortuni di Çalhanoğlu e Acerbi. Il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto, negli ultimi 20-25 minuti, i nerazzurri sono stati messi nelle loro area di rigore: sarebbe bastato un guizzo ai giallorossi per recuperare il risultato.

Prosegue Graziani.

Al netto di Dovbyk la Roma non ha calciatori che sentono la porta e hanno il fiuto del gol. Aggiungo che i giallorossi riempiono poco l’area di rigore avversaria e non hanno un valida alternativa al centravanti ucraino. Mi auguro che, a gennaio, il club possa intervenire sul mercato per ingaggiare un attaccante che sia compatibile con Dovbyk. Shomurodov credo sia stato bocciato anche da Juric.

Juric? In caso di sconfitta contro la Fiorentina, rischia di essere sollevato dal suo incarico. Palladino ha perso Gudmundsson, Kean non è non al meglio, per cui, credo che la rabbia calcistica della Roma possa fare la differenza: i giallorossi non perderanno.

Zalewski? Ha sbagliato gestendo malissimo il pallone ma non va colpevolizzato in maniera eccesiva. Nella stessa azione anche Celik ha commesso un errore imperdonabile ancor più grave.

Dybala? Deve giocare dalla metà campo in avanti: non deve fare la fase difensiva.

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Roma-Dinamo Kiev: domani alle 14:30 Juric parlerà in conferenza stampa

Giovedì alle 18:45, la Roma ospiterà allo stadio Olimpico la Dinamo Kiev per la terza giornata dell’Europa League. I giallorossi domani alle 11:20 svolgeranno l’allenamento di rifinitura mentre alle 14:30 Ivan Juric parlerà in conferenza stampa. Il tecnico croato sarà accompagnato da un calciatore.

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Scarnecchia a RS: ”Mi è piaciuto vedere Dybala sacrificarsi. La Roma ha giocato meglio dell’Inter”

Roberto Scarnecchia è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Dybala non lo avrei sostituito a meno che non avesse un problema fisico: ha fatto una partita straordinaria sul piano della corsa. Fossi stato in Juric avrei fatto scelte diverse come Angelino al posto di Zalewski ed Hermoso in difesa. La Roma ha giocato meglio dell’Inter che ha trotterellato in campo, rispetto a quelle che sono le sue potenzialità.

Dybala? Mi è piaciuto vederlo sacrificarsi: significa che sta bene fisicamente.

Scarnecchia ha concluso.

A Roma sto notando che si sta perdendo un po’ di sentimento: credo che sia dovuto anche al fatto che manchino calciatori come Strootman e Nainggolan che in campo si arrabbiavano e avevano un determinato atteggiamento.

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Le Voci di Retesport

Somma a RS: ”Deprimente vedere Dybala rincorrere Bastoni. Il gap tra Roma e Inter è stato ampio”

Mario Somma è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

L’Inter ha affrontato la gara gestendo le energie e questa è l’offesa più grande dopo la sconfitta: sta a significare che non c’era bisogno di andare al 100% per vincere contro la Roma. Juric voleva fare un tipo di partita ripartendo e attaccando lo spazio ma Inzaghi non gliel’ha permesso e gli ha lasciato il palleggio: i giallorossi sono stati lenti e prevedibili senza trovare una contromisura. Il gap tra le due squadre è stato troppo ampio: ogni duello individuale è stato vinto dai calciatori dell’Inter.

Juric? Se dovesse andare via, credo che la soluzione migliore sia il ritorno di De Rossi che ha già iniziato un percorso. Chiamare un terzo allenatore non avrebbe senso: a quel punto terrei il tecnico croato.

Dybala? Vederlo rincorrere Bastoni è stato deprimente. Juric ha detto una bugia bianca facendo riferimento al fatto che Koné avrebbe dovuto evitare tutto questo: ha commesso un errore di comunicazione. La richiesta del tecnico croato era evidente in campo e l’argentino ha cercato di soddisfarla. La fase difensiva di calciatori come Dybala si dovrebbe limitare alla pressione iniziale in modo tale da essere sempre pericolosi e impensierire i difensori avversari.

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Stramaccioni a RS: ”Juric è bravo ma la Roma non ha le caratteristiche adatte per il suo gioco”

Andrea Stramaccioni, ex allenatore delle giovanili della Roma e attuale commentatore sportivo di DAZN, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Io devo tutto alla Roma: nel settore giovanile, mi sono formato come allenatore. All’epoca c’era Alberto De Rossi che per noi giovani tecnici erano un punto riferimento e un maestro: avevo già ricevuto offerte importanti tra cui quella dell’Inter in cui fui inserito anche nella trattativa per Burdisso (ride ndr). Sfruttai, a malincuore, la clausola rescissoria per andare a Milano che, in quel momento, per me rappresentava un trampolino di lancio irrifiutabile.

Dybala? La buona notizia per Juric è che ha rincorso Bastoni a tutto campo eseguendo ciò che gli aveva detto. Così però lo ha perso negli ultimi 16 metri, zona di campo in cui può essere determinante.

Roma-Inter? L’idea era di giocarsela alla pari uomo su uomo con zone di pressione alte. La Roma ha avuto un buon approccio alla gara ma, dopo il gol dell’Inter, si è allungata e poteva subire altre reti che avrebbero potuto aumentare il passivo. Complessivamente, la prestazione non è stata positiva: Juric e i calciatori non possono essere soddisfatti di questa partita contro un’Inter che non è più quella della scorsa stagione. La Roma, anche nel finale, non ha mai dato la sensazione di poter essere pericolosa.

Stramaccioni su Saud e le differenze tra la Serie A e il calcio Saudita.

È un altro mondo. Gli stranieri alzano il livello delle squadre e in Arabia Saudita c’è la possibilità di averne 7 mentre in Qatar, dove ho lavorato, sono al massimo 5. Saud nel mondo asiatico è considerato uno dei migliori laterali difensivi: credo sia arrivato a Roma anche dopo la consulenza di Roberto Mancini. La differenza con la Serie A, però, rimane ampia.

Esonero De Rossi? È incomprensibile: l’unica giustificazione potrebbe essere l’incompatibilità con lo spogliatoio ma non è stato questo il caso. Daniele non ha avuto tempo di lavorare: il club gli avrebbe dovuto dare più tempo, e non 4 partite, per giudicare il suo operato e fare un bilancio. Aggiungo che gli allenatori sono come i calciatori e con Juric si è preso il bianco dopo il nero: ha una filosofia di gioco completamente diversa da De Rossi. Daniele crede in un calcio palleggiato mentre Ivan fa dell’uomo contro uomo e la verticalità i punti di forza del suo gioco. La Roma ha una squadra con un ampio bagaglio tecnico capace di leggere le situazioni a zona, però, è meno adatta alla marcatura a uomo e all’uno contro uno. Juric è bravissimo ma ha bisogno di caratteristiche adatte al suo gioco.

Pellegrini? Lorenzo l’ho allenato nelle giovanili: è un ragazzo di una sensibilità incredibile ed è anche forte. Portare la fascia della Roma, dopo Totti e De Rossi, pesa tantissimo e non è facile. Pellegrini ha anche la stima di Spalletti, credo che stia attraversando solo un momento no da cui può uscire lavorando e facendo bene in campo. Se i tifosi si aspettano che possa vincere le partite da solo commettono un errore.

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Le Fèe, da oggetto misterioso a nuovo pilastro: la speranza dei tifosi romanisti

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Da oggetto misterioso a nuovo pilastro del centrocampo: questo è il percorso auspicato dai tifosi della Roma per Enzo Le Fée. Il classe 2000, a 56 giorni di distanza dalla gara contro l’Empoli, è tornato in campo per aiutare la squadra a evitare la 2° sconfitta in campionato. Il francese, subentrato a Cristante al 79° della gara persa contro l’Inter, potrebbe rappresentare una risorsa importante per Juric: ”Enzo mi piace come lavora, mi piace l’intelligenza calcistica che ha e anche le esperienze passate, molto simili al nostro modo di giocare, lo aiutano. Lo vedo crescere giorno per giorno: deve ritrovare condizione, ma in futuro sarà molto utile per noi

L’ex Rennes, nei 109 minuti disputati in stagione, ha mostrato parzialmente le sue caratteristiche. Le Fée, infatti, ha confermato di essere un calciatore aggressivo in fase di non possesso palla che, malgrado i 173 cm, riesce a recuperare con facilità la sfera agli avversari (9): uno ogni 12,1 minuti ovvero circa 7,5 a partita. A questo abbina anche qualità e verticalità: 80,2% di passaggi riusciti di cui il 73% in avanti.

Giovedì contro la Dinamo Kiev, probabilmente, troverà spazio per tornare in forma, con la speranza che possa diventare un nuovo pilastro su cui fondare la Roma.

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Dynamo Kyiv, da Yarmolenko a Shaparenko: ecco la squadra dai 2 volti di Shovkovskyi

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La Roma, dopo la sconfitta contro l’Inter (0-1), ha bisogno di reagire e dovrà farlo in Europa League. I giallorossi giovedì ospiteranno la Dynamo Kyiv allo stadio Olimpico con un solo obiettivo: centrare la prima vittoria nella competizione. La formazione di Juric non è andata oltre l’1-1 contro l’Atlhetic Bilbao ed è crollata in casa dell‘Elfsborg (1-0). L’ostacolo ucraino non è insormontabile ma, in un momento difficile, potrebbe diventare tale.

I due volti della Dynamo Kyiv: prima in campionato e disastrosa in Europa League

La Dynamo Kyiv ha iniziato la stagione il 23 luglio vincendo 6-2 contro il Partizan, nel 2° turno preliminare di Champions League. La formazione allenata da Oleksandr Shovkovskyi, dopo aver eliminato anche i Rangers (3-1), si è fermata contro il Salisburgo (1-3) retrocedendo in Europa League. Nel mentre, gli ucraini hanno iniziato a dominare il campionato con 5 vittorie consecutive. Al momento la Dynamo Kyiv è prima in Prem’er-Liha a 26 punti con FK Oleksandriya (24), Polissyae (21) e Shakhtar (19), prossimo avversario, che inseguono. Lo scontro diretto contro l’ultima formazione capace di vincere il campionato, in programma dopo appena 3 giorni dalla gara dell’Olimpico, potrebbe distrarre la squadra di Shovkovskyi.

L’obiettivo è replicare quanto fatto da Mircea Lucescu nella stagione 2020-21 che ha aggiunto la 16° Prem’er-Liha alla bacheca della Dinamo Kyiv. La strada è tracciata: 8 successi, un pareggio corredati da 21 gol fatti e appena 5 reti subite (miglior difesa). In Europa League, invece, il cammino ancora non è iniziato: 2 sconfitte contro Lazio (0-3) e Hoffenheim (2-0) senza segnare.

I calciatore più rappresentativo è Andriy Yarmolenko, leggenda del calcio ucraino: 2° marcatore della Nazionale con 46 gol ad appena 2 lunghezze da Andriy Shevchenko. Il classe 89′ con 77 presenze tra Champions ed Europa League, esclusi i preliminari, potrà aiutare i compagni a gestire i momenti difficili e l’atmosfera dello stadio Olimpico, che non sarà comunque quella che ha contraddistinto le ultime cavalcate internazionali dei giallorossi.

Vladyslav Vanat è il capocannoniere della squadra allenata da Shovkovskyi con 5 gol mentre il centrocampista Mykola Shaparenko è il calciatore che ha partecipato a più reti (9, 3 gol e 6 assist). La Dinamo Kyiv non ha un bomber che trascina i compagni ma, collettivamente, riesce a impensierire i portiere avversari. La formazione ucraina, infatti, in campionato, è andata in gol con 11 calciatori diversi e addirittura 8 di questi hanno segnato almeno 2 reti.

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Roma-Dinamo Kiev: arbitra Gözübüyük

Giovedì 24 ottobre alle 18:45, la Roma ospiterà allo stadio Olimpico la Dinamo Kiev per la terza giornata di Europa League. Il match sarà arbitrato dall’olandese Serdar Gözübüyük coadiuvato dai connazionali Erwin Zeinstra e Johan Balder. Il quarto uomo sarà Sander van der Eijk mentre Var e Avar saranno affidati a Dennis Higler ed Erwin Blank.

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Di Livio a RS: ”Inconsciamente i calciatori vogliono De Rossi” Coppola a RS: ”Juric mi ha deluso: assurdo vedere Dybala fare il terzino”

Angelo Di Livio e Maurizio Coppola sono intervenuti ai microfoni di Retesport. Di seguito le loro parole.

Angelo Di Livio: ”La situazione è seria il linguaggio del corpo dice che questa squadra non sa reagire, è piatta e non ha la forza di vincere contro un Inter come quella di ieri o quanto meno non è in grado di creargli dei pensieri. Credo che in maniera inconscia i calciatori vogliano Daniele De Rossi: non hanno mai voluto Juric e l’unica partita giocata bene è stata quella contro l’Udinese, dopo appena 4 giorni dal suo esonero.

Prosegue Di Livio.

Le dichiarazioni di Juric, dopo la partita, sono state fuori luogo e senza senso: sta cercando di mettere delle toppe per riportare un po’ di entusiasmo ma, a volte, bisogna essere un po’ duro con i calciatori.

Cristante? Ieri ha salvato un gol poi come tutti gli altri poteva fare di più.

Maurizio Coppola: Juric mi ha deluso: credevo nel suo carattere e nella sua personalità ma si sta dimostrando troppo compiacente con i calciatori. È assurdo vedere Dybala fare il terzino: ho visto solo tanta confusione contro l’Inter. Celik è impresentabile: in Serie C ci sono calciatori migliori.

Assetto tattico? Lo schema adatto per questa squadra è il 3-5-2.

Cristante? Pensa di poter fare quello che non può: ha una lentezza incredibile ed è sopravvalutato, infatti, anche Spalletti non lo convoca più. È un calciatore che non vorrei mai nelle mie squadre: è un 6 in tutte le caratteristiche e non eccelle in nulla.

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Crisi Roma, Friedkin pronti a intervenire: si ipotizza il ritorno di De Rossi

I risultati scadenti e il clima teso in città preoccupano Dan e Ryan Friedkin. Come riporta Adnkronos, i proprietari della Roma non faranno passare altro tempo prima di intervenire per fare fronte a quella che ritengono essere una ‘nuova’ crisi.

In cosa può consistere l’intervento? Continua ad alimentarsi, e non potrebbe essere altrimenti visti i risultati, l’ipotesi di un nuovo cambio alla guida tecnica. Se si arrivasse a questa decisione, il ritorno di Daniele De Rossi sarebbe l’unica opzione percorribile, considerando sia il fattore ambientale sia quello economico, essendo Ddr ancora sotto contratto e dovendo pagare anche Ivan Juric fino a fine stagione in caso di esonero. L’altro passaggio prevedibile è la nomina di un nuovo Ceo, con un rafforzamento della dirigenza che vada verso una maggiore sintonia con l’Italia e con Roma.

Si ragiona su un’operazione congiunta, nuovo Ceo e ritorno di De Rossi, accompagnata da un rilancio dell’impegno dei Friedkin con una sostanziale ammissione dell’errore commesso nella gestione che ha portato prima ad allontanare la proprietà e poi a sacrificare De Rossi, imputando ai dati e a una presunta, e smentita, frattura con la squadra la necessità di interrompere il progetto triennale che era stato costruito. Difficile cancellare l’ultimo mese ma cresce la tentazione di farlo e qualcosa di concreto potrebbe muoversi a breve.

A meno che non prevalga una valutazione diversa, influenzata dai contatti che restano attivi per una cessione del club e da una revisione complessiva della strategia del Gruppo Friedkin nel calcio. Se prevalesse l’opzione di privilegiare il nuovo investimento sull’Everton, il disimpegno dalla Roma potrebbe essere una conseguenza e il distacco di queste settimane potrebbe prolungarsi fino alla definizione del passo indietro.