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Calciomercato Roma, dall’Argentina: Gago chiama Paredes al Boca. Interessa anche Dybala

Il futuro di Paredes e Dybala potrebbe non essere in giallorosso. Dall’argentina, da diversi giorni, indiscrezioni accostano i due calciatori al Boca Juniors per volontà di Fernando Gago, che sarà il nuovo allenatore della squadra. Come scrive Tycsports.com, Paredes in scadenza di contratto con la Roma (2025), è stato contattato dall’ex centrocampista giallorosso che ha iniziato a muoversi ancor prima dell’ufficialità. L’obiettivo è riportarlo al Boca entro la metà del 2025 per averlo a disposizione nel Mondiale per Club.

In aggiunta, secondo Ambito.com, Gago starebbe pensando anche a Dybala e allo svincolato Sergio Ramos.

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Calendari, Leghe e calciatori contro la FIFA: depositato reclamo alla Commissione UE

L’associazione delle Leghe europee e Fifpro Europe, il sindacato dei calciatori hanno presentato una nota alla Commissione Ue contro la Fifa per abuso di posizione dominante nell’imposizione del calendario delle partite internazionali 2025-2026. Il riferimento è al Mondiale per club 2025 e al Mondiale 2026. Di seguito il comunicato che si legge sull’Ansa.

“Il calendario internazionale di calcio, eccessivamente saturato, mette a rischio la sicurezza e la salute dei giocatori, e minaccia la sostenibilità economica e sociale di importanti competizioni nazionali apprezzate per generazioni dai tifosi in Europa e nel mondo. Il reclamo, dettagliato e supportato da prove, è stato formalmente presentato alla direzione generale per la Concorrenza della Commissione europea, con un’azione legale ritenuta “necessaria per salvaguardare il settore del calcio europeo”.

La presentazione segue un’ampia revisione del caso da parte dei legali che rappresentano Fifpro Europe e le Leghe europee, che hanno approvato il reclamo a luglio. Le Leghe e il sindacato dei calciatori mettono in evidenza il “conflitto d’interessi” della Fifa, denunciando il loro mancato coinvolgimento nelle decisioni sul calendario, e accusano la Federazione internazionale di abusare del suo potere governativo per promuovere i propri interessi commerciali.

La recente giurisprudenza europea – comprese le ultime sentenze della Corte Ue nei casi ‘Super League’ e ‘Diarra’ -, viene sottolineato, “chiarisce che, dato il suo conflitto di interessi, la Fifa deve esercitare le sue funzioni regolamentari in modo trasparente, obiettivo, non discriminatorio e proporzionato”.

Sul fronte dei calendari internazionali, denunciano ancora le parti, “le regole e la condotta della Fifa sono ben al di sotto di ciò che è richiesto dalla legge dell’Ue, e danneggiano gli interessi economici delle leghe nazionali e la salute e la sicurezza dei giocatori nel calcio europeo”. Le Leghe, Fifpro e LaLiga si dicono infine pronte a collaborare con Bruxelles e le istituzioni rilevanti.

“Questa è una grande opportunità per manifestare per la prima volta il nostro dissenso verso una situazione che anche i calciatori che giocano in Italia percepiscono come una grande stortura. Abbiamo la sensazione che il calcio stia iniziando a divorare se stesso”. Lo ha detto il presidente dell’Assocalciatori (Aic), Umberto Calcagno, in conferenza stampa a Bruxelles dopo la presentazione del reclamo contro la Fifa alla Commissione Ue da parte dalle Leghe europee, di Fifpro Europe e de LaLiga.

“Finalmente la salute dei calciatori non è più una questione sindacale: preservare la salute della parte migliore del nostro spettacolo vuol dire difendere il nostro sistema”. Ha concluso Calcagno.

“Oggi – ha aggiunto – si pretende che i top player, che giocano ad una velocità che è superiore del 50% rispetto a soltanto dieci anni fa”, giochino “sempre più partite, 60 o 70, il mondiale per club potrebbe portare qualcuno dei nostri ragazzi a giocare 80 partite viaggiando per 120mila chilometri per chi ha nazionali oltreoceano” con soltanto “15-20 allenamenti veri all’anno”. Il rischio, ha avvertito, è che “per massimizzare i ricavi nel breve periodo”, le decisioni della Fifa sul calendario internazionale portino il calcio a diventare “nel lungo periodo” un “prodotto molto meno bello di quello che abbiamo visto finora”.

“La Serie A, come quasi tutti gli altri campionati europei, negli ultimi 20 anni non ha aumentato il numero di partite. Al contrario, Fifa e Uefa, ciclo dopo ciclo, hanno incrementato costantemente le dimensioni delle loro competizioni sia per i club che per le nazionali e ora abbiamo raggiunto un punto di saturazione nel calendario”. Lo afferma l’amministratore delegato di Lega Serie A, Luigi De Siervo, commentando la presentazione da parte delle leghe e del sindacato calciatori del reclamo alla Commissione Europea per l’imposizione del calendario internazionale da parte della Fifa.

“Il problema del sovraccarico del calendario non è causato dalle competizioni delle Leghe – prosegue De Siervo – ma dalla Fifa, con il suo nuovo formato e la durata dei tornei, e dalla Uefa con la Nations League e le nuove competizioni per club, con un numero maggiore di date e partite”.

De Siervo ha concluso: ”Ma la differenza è che la Uefa ha avuto una significativa consultazione con tutte le parti interessate, Leghe comprese, e ha deciso una riforma del formato delle competizioni per club dopo una lunga discussione. La Fifa ha imposto il suo nuovo format e le sue competizioni senza alcuna discussione, consultazione e senza accettare di avere alcuna forma di rapporto con gli organizzatori delle altre competizioni”.

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APPROFONDIMENTI

Roma, ecco i 5 calciatori che hanno fatto registrare il picco maggiore di velocità

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – Ivan Juric negli ultimi allenamenti è stato ripreso mentre incitava i suoi calciatori a essere sempre più veloci. Rapidità di pensiero e di gamba, ecco la richiesta del tecnico croato. La Roma, già da domenica contro l’Inter, dovrà alzare il proprio livello fisico e tecnico per evitare la 3° sconfitta stagionale e l’ennesima frenata in campionato.

La formazione di Simone Inzaghi, infatti, ha diversi calciatori che sprigionano una forza imponente: da Thuram a Barella e Dumfries (2 gol e un assist), quest’ultimo spesso decisivo contro i giallorossi. L’Inter è la seconda squadra della Serie A per km percorsi mediante uno scatto (9,005). I giallorossi, invece, si posizionano al 14° posto con un leggero miglioramento (8,399 km) rispetto alla passata stagione (8,269 km).

I nuovi innesti hanno aiutato a migliorare tale statistica. Dovbyk, infatti, è stato il calciatore della Roma che ha fatto registrare la velocità in sprint più elevata: addirittura 35,13 km/h contro l’Udinese. Il centravanti ucraino è seguito da Zalewski (34,16 km/h), Ndicka (33,86 km/h), Celik (33,68 km/h) e Le Fée (33,47 km/h)

Top 5 calciatori per velocità in sprint

  1. Dovbyk 35,13 km/h contro l’Udinese.
  2. Zalewski 34,16 km/h contro il Monza.
  3. Ndicka 33,86 km/h contro la Juventus.
  4. Celik 33,68 km/h contro l’Udinese.
  5. Le Fée 33,47 km/h contro il Cagliari.
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Curva Sud fuori 15 minuti contro l’Inter: ”Famiglia Friedkin, esigiamo un cambio di rotta”

La Curva Sud prosegue la contestazione iniziata dopo l’esonero di De Rossi. Nella partita contro l’Inter, in programma domenica sera all’Olimpico, il settore caldo della tifoseria romanista rimarrà fuori per i primi 15 minuti. L’avvocato Lorenzo Contucci, sul profilo Instagram, ha diramato il comunicato della Curva Sud in protesta.

“In occasione di Roma/Inter la Curva Sud resterà fuori – per far risaltare ancor più il dissenso vista l’importanza della partita – per quindici minuti ed in silenzio per protestare contro una dirigenza che, alle promesse, non sta facendo seguire i fatti.
Bandiere vilipese, stemma mai restituito, disorganizzazione diffusa, merchandising approssimativo, scelta di persone inadeguate a rappresentare la Roma sotto tutti i profili, vista la loro non conoscenza della realtà romana, della storia dell’A.S. Roma, dei valori tradizionali dei Romanisti.
Per guidare la Roma non è sufficiente spendere soldi ma è necessario creare e rappresentare una società in cui ciascun Romanista possa rispecchiarsi e della quale essere orgoglioso.
Poiché questo non sta avvenendo, si invitano i Romanisti di tutti i settori ad unirsi nella protesta.
Famiglia Friedkin, esigiamo un cambio di rotta.”

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APPROFONDIMENTI

Celik, da alternativa a titolare inamovibile: i numeri del terzino turco

IL PERSONAGGIO (di Nicolas Terriaca) – Zeki Celik è diventato uno dei pilastri della Roma. Da alternativa a titolare inamovibile, in pochi mesi il terzino turco ha scalato le gerarchie. Juric, dopo l’ultima gara di campionato pareggiata contro il Monza (1-1), lo ha elogiato: ”Angelino e Celik hanno giocato tutte le partite con un’intensità pazzesca, devo fare i complimenti a questi ragazzi”.

Karsdorp, Kristensen, El Shaarawy e Zalewski adattati, la lista di calciatori utilizzati al posto del classe 97′, nel corso della scorsa stagione, è lunga. In estate, il club giallorosso ha deciso di ingaggiare Abdulhamid e Sangaré, ma per motivi diversi, non sono ancora pronti per imporsi con la maglia della Roma. ‘‘Saud non è stato preso per fare il titolare”. Parola di Ghisolfi. Juric, quindi, affiderà la fascia destra a Celik.

Celik, primo per contrasti ma poco efficace in fase offensiva

Foto Fraioli

Celik ha già raggiunto lo stesso numero di presenze da titolare in Serie A della scorsa stagione (6). Dato che fa riflettere su come sono cambiate le gerarchie sulla fascia destra della Roma. Il terzino turco ha disputato 680 minuti sugli 810 disponibili (83,9%) ed è partito titolare in 8 occasioni su 9. Appena un anno fa, in Serie A, è stato il 17° calciatore più impiegato della rosa giallorossa (appena 663′) mentre ha trovato più spazio in Europa League giocando 11 gare.

Celik, probabilmente, troverà spazio anche nella prossima partita di campionato contro l’Inter. L’ex Lille ha caratteristiche prettamente difensive e cercherà di arginare Di Marco. Il terzino turco, infatti, ha servito appena 6 passaggi che hanno causato un tentativo di tiro in Serie A: solo Paredes (4), Saelemaekers (3), Le Fée (3), Hermoso e Shomurodov (2) hanno fatto peggio, ma giocando almeno 407 minuti in meno.

I cross, in questo inizio di campionato, non si sono confermati la qualità migliore di Celik: appena 14 quelli tentati (53°) e 4 quelli riusciti (50°) con un’efficacia del 28,5%. Il numero 19 giallorosso, invece, ha mostrato buoni doti in fase difensiva tant’é che è il calciatore della Roma che ha contrastato più avversari (15) e che ha vinto più contrasti (11, 8° in Serie A).

Nella gara contro l’Udinese ha raggiunto un picco di velocità pari a 33,68 km/h che servirà per limitare Di Marco, con cui si confronterà domenica allo stadio Olimpico. Il terzino dell’Inter, infatti, abbina qualità a rapidità ma sicuramente non è Leao (35,96 km/h) che, in tante occasioni, Celik ha cercato di frenare con risultati quasi sempre scadenti.

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STADIO

Per lo stadio il sindaco vuole stringere i tempi

Non si è mosso nulla negli ultimi mesi. Ecco perché il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, parla spesso dello stadio di Pietralata. Come scrive il Corriere dello Sport, il Campidoglio ha fatto tutto ciò che doveva fare per assecondare tutte le esigenze dei Friedkin e ora chiede certezze. Il progetto definitivo ancora non è arrivato negli uffici del Comune. Il ritardo è soprattutto legato all’addio di Lina Souloukou. Il club giallorosso preferisce perfezionare ogni dettaglio prima di arrivare alla votazione dell’assemblea capitolina, che dovrà poi passare il dossier lla regione Lazio per la conferenza dei servizi.

È un processo ancora lungo nonostante lo scenario appaia semplice. Rispetto al vecchio progetto a Tor di Valle, con Pallotta che fu impossibilitato a proseguire trovando molti ostacoli politici, i Friedkin sono stati da subito appoggiati fin dal primo giorno. Ora però occorre stringere i tempi. Questa è la richiesta del Sindaco.

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Zalewksi: ”Sono stato vicino al Galatasaray. Contento del reintegro in rosa. Juric? Gli piaccio dai tempi del Torino”

Nicola Zalewski ha rilasciato alcune dichiarazioni dal ritiro della Polonia. Il classe 2002 ha parlato anche della Roma e del suo mancato trasferimento al Galatasaray.

Come stai fisicamente?
“Mi sento molto importante in nazionale. Non so se giocherò contro il Portogallo ma sto molto bene e non ho problemi dal punto di vista fisico”.

La situazione con la Roma?
“Vedremo. Ora sono in ritiro con la nazionale e mi sto concentrando sul Portogallo e da domenica sulla Croazia. La nazionale è molto importante per me, ma lo è anche il club. Quando tornerò continuerò a lottare per giocare nella Roma”.

ZALEWSKI A TVP SPORT

“Sappiamo tutti quale è la mia situazione nel club. Ora ho giocato l’ultima partita e sono stato reintegrato nella rosa della Roma. Sono molto contento perché voglio solo giocare a calcio e divertirmi, del resto parlerà il mio agente. Non mentirò: ero molto vicino a trasferirmi al Galatasaray. C’era un’ottima offerta sul tavolo, ma ci ho pensato un po’, ho parlato con la mia famiglia e penso di aver fatto ciò che era meglio per me”.

La situazione è cambiata quando è arrivato Juric alla Roma?
“Sì. Aveva mostrato interesse nei miei confronti sin dai tempi del Torino. Sapevo di piacergli e che se avessi avuto l’opportunità avrei giocato con lui”.

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Esclusive

Balzaretti a RS: ”Roma è unica. Pellegrini? Ha bisogno di sostegno”. E il retroscena su Angelino

Federico Balzaretti, ex calciatore della Roma dal 2012 al 2015, è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Come sta De Rossi, dato che giovedì eravate insieme allo stadio Olimpico per vedere l’Italia?

L’esonero è stato una bella botta, lo sanno tutti quanto ci teneva ma abbiamo cercato di non parlarne.

Da dirigente, dato che sei stato direttore tecnico dell’Udinese, cosa significa esonerare un allenatore al quale hai fatto firmare un contratto triennale dopo 4 partite?

È una scelta difficile perché, evidentemente, si riconosce un errore commesso in precedenza. Per me non è facile parlare di una situazione legata un amico ma è stata una decisione che ha avuto poco senso: in così poche gare non si può giudicare il lavoro di un allenatore. Ora bisogna guardare con ottimismo e fiducia il futuro: è il tempo in cui la squadra e Juric hanno bisogno di supporto e unità. Da dirigente ed ex calciatore so quanto è importante il supporto del pubblico in una piazza come Roma in cui fa tutta la differenza del mondo.

Juric? Conosco bene il mister: ha idee, da un punto di vista difensivo, diverse da De Rossi, anche se ha modificato qualcosa rispetto all’inizio della sua carriera. Le richieste sono diverse ma le caratteristiche dei giocatori fanno sì che rotazioni, giocate, cambi di posizione, sono abbastanza similari. La Roma continua a tenere tanto la palla come faceva con De Rossi: produceva tanto e prosegue a farlo.

Prosegue Balzaretti.

Quando si difende a uomo, il riferimento è sempre il tuo avversario mentre a zona chiaramente è il compagno di squadra: principi completamente diversi, per cui, c’è bisogno di tempo. Nella Roma di Juric, un calciatore che credo possa fare fatica è Paredes. Quando si ha questo atteggiamento in fase di non possesso palla, si fa una sorta di guerra psicologica con l’avversario: è un’attitudine che bisogna avere e a cui bisogna abituarsi. Juric metterà le idee a disposizione della squadra e poi, in base alle caratteristiche dei giocatori, modulerà le sue scelte. Ad esempio, non credo che a Dybala chiederà di seguire Bastoni a tutto campo.

Pellegrini è fortemente criticato a Roma, come lo hai visto in campo contro il Belgio?

Ha giocato molto bene fino all’espulsione, poi, chiaramente, ha commesso un’ingenuità importante. Al netto delle critiche, è in un momento di difficoltà in cui ha bisogno di sostegno e non di fischi. È il capitano, ha sempre dato tutto poi può piacere come no.

Soulé? Deve stare tranquillo, ne ho sempre parlato bene perché gli riconosco talento e valore. L’ho visto da vicino anche a Vicenza, quando ero direttore, contro l’under 23 della Juventus, per cui, ho seguito il suo percorso di crescita e mi ha impressionato. Giocare avendo il 60% di possesso palla è diverso rispetto a quello che accadeva a Frosinone: deve imparare a fare le scelte giuste contro squadre chiuse. Il problema principale credo sia legato al fatto che Soulé ha voglia di dimostrare di essere forte ed è proprio in questo momento in cui si commettono degli errori. Le difficoltà che sta trovando sono normali e fanno parte di un percorso di crescita. L’argentino rischia spesso la giocata, sarei preoccupato se facesse il contrario: sbaglia per eccesso perché ha voglia di voler mostrare il proprio valore. Non ho alcun dubbio sul fatto che sia un ottimo acquisto e che potrà essere un valore aggiunto per la Roma.

Da ex terzino sinistro, il tuo pensiero su Angelino e gli esterni presenti nella rosa della Roma.

Mi piace molto. Quando facevo il dirigente a Roma lo avevo seguito tanto perché giocava al Nac Breda con Sadiq che avevamo ceduto in prestito. Ha un buon piede, è duttile, poi, chiaramente, sul piano fisico, in area di rigore, può trovare qualche difficoltà. Aggiungo che è bravissimo nella costruzione, nei cross: ha iniziato molto bene la stagione.

Prosegue Balzaretti.

Credo Celik piaccia molto a Juric perché è un giocatore che si applica, ha forza fisica, per cui, nel suo modo di giocare può fare il titolare in questa Roma. Chiaramente il turco dà meno qualità rispetto ad altri calciatori, però negli undici va tutto bilanciato. Non è vero che la Roma non ha qualità sulle fasce: El Shaarawy è una garanzia assoluta. La squadra giallorossa è stata costruita proprio sulla qualità: spetterà a Juric adattarsi a questo. Pellegrini fa 12 km a partita, Pisilli ha corsa, poi ci sono Cristante e Koné, per cui, la Roma ha fisicità in mezzo al campo.

Il momento a cui sei più affezionato della tua esperienza a Roma? Il gol nel derby contro la Lazio e la vittoria contro il Barcellona quando ero dirigente: un’emozione unica. Il legame che ho con la città di Roma è vivo: ringrazio i tifosi per l’affetto che ricevo quotidianamente, dato che ci vivo. Roma è unica anche per questo motivo: non si è di passaggio ma c’è un legame forte anche umano che è per sempre.

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Rassegna stampa

Molto amato da chi lo allena, contestato da chi fa il tifo: Lorenzo e l’eterna rincorsa

Nel giorno in cui il calendario dà una carezza ai tifosi della Roma, l’esordio in azzurro dell’ultimo gioiello, Niccolò Pisilli, nello stesso 10 ottobre in cui debuttò un certo Francesco Totti, il capitano giallorosso di oggi e il 10 dell’Italia vive una serata al contrario. Eccolo
prendersi i fischi a casa propria, ancora una volta: un cartellino rosso, una vita alla rovescia, Olimpico amato e maledetto, il giorno scambiato con la notte. Come scrive La Gazzette dello Sport, è come se Pellegrini non riuscisse a stare dietro all’amore. Come se sentisse un peso sulle spalle che a volte lo affonda. E non dovrebbe. Eppure accade. Accade che tutti gli allenatori per lui stravedono e un motivo evidentemente c’è. Mourinho, De Rossi, Juric e Spalletti. Il ct dell’Italia gli ha affidato un ruolo chiave nel momento più delicato della sua gestione.

Eppure Pellegrini va giù, che quasi non ti spieghi il motivo. Non bastano le carezze, non basta l’amore. Nessuno tocca Pellegrini, tra gli addetti ai lavori. Ma poi ci sono i fischi, una colonna sonora che una parte dell’Olimpico romanista gli riserva ormai a prescindere. Con la Roma ha un contratto da sei milioni di euro complessivi, bonus compresi, in scadenza nel 2026. Vuol dire che o si arriva un accordo entro la prossima estate, o la cessione diventerà un’ipotesi molto concreta. E oggi, tanto per intendersi, il rinnovo non è nell’aria. Nell’aria c’è altro. Salvate Lorenzo, allora. Si salvi anche da solo, appoggiandosi a quel che pensano di lui gli allenatori.

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Rassegna stampa

Hummels: ”Giocherò contro la Dinamo Kiev”

La febbre ha fermato l’esordio di Hummels con la maglia giallorossa. Come scrive il Corriere dello Sport, il difensore tedesco giovedì scorso ha partecipato all’evento con i partner della Roma raccontando il suo primo mese nella Capitale. ”È un peccato essere stato male la scorsa settimana. Avevo la febbre e non sono riuscito a partire per Monza, dove avrei giocato titolare”.

Hummels ha svelato quando tornerà in campo: ”Mi sento in forma, sto bene per giocare e sono pronto. Difficilmente scenderò in campo titolare contro l’Inter, ma giocherò contro la Dinamo Kiev”. Il difensore tedesco si sta trovando molto bene a Trigoria, in cui ha trovato una struttura di allenamento all’avanguardia che lo ha aiutato a riprendere la condizione in poco tempo. Per quanto riguarda la città, se ne è subito innamorato: ”Trastevere è il mio quartiere preferito, mi piace davvero tanto passeggiare lungo le sponde del Tevere e respirare la storia di questa città. I vicoli, i tifosi, il cibo… mi piace tutto. Buona la pasta, e se devo scegliere, dico la carbonara che è eccezionale”.