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Udinese, Cannavaro: “La Roma verrà a giocarsi la partita per vincere in 20 minuti”

Fabio Cannavaro è stato presentato oggi come nuovo allenatore dell’Udinese. Di seguito le parole del tecnico che esordirà giovedì contro la Roma.

“La Roma viene qui a giocarsi la partita per vincere in venti minuti. Noi dobbiamo fare la corsa su noi stessi, guardando gli altri rischi di bruciarti. Abbiamo tanto lavoro da fare e spero di vedere passione allo stadio. Paradossalmente è più facile giocare contro squadre che giocano a calcio, senza dimenticarsi delle motivazioni, che devono essere triple contro Lecce, Empoli e Frosinone. Ma noi dobbiamo fare quello che ci interessa già dalla Roma, non aspettare gli scontri diretti. Serve alzare l’asticella dell’attenzione e della fame per portare il risultato a casa, quando non lo fai è soprattutto per un aspetto mentale. Oggi i giocatori sono super controllati e dobbiamo lavorare su quello”.

Il tecnico bianconero ha parlato del rapporto con De Rossi: “Il calcio è bello per questo perché ti regala emozioni e ti dà la possibilità di incontrare vecchi amici e vivere momenti del tuo passato. Però credo che la cosa più importante siamo noi perché sono partite fondamentali.”

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APPROFONDIMENTI

Roma, Serie A o Europa League: non è tempo di scelte come un anno fa. Similitudini e differenze

FOCUS RS (di Nicolas Terriaca) – La sconfitta contro il Bologna (1-3), complica il campionato della Roma. I giallorossi, quinti in classifica (55), hanno un solo punto di vantaggio sull’Atalanta (54), che come la formazione di De Rossi, dovrà recuperare una partita. La differenza tra i due match, però, è abissale: la Roma dovrà disputare poco più di 20 minuti a Udine contro un avversario in lotta per la salvezza sul punteggio di 1-1. La squadra di Gasperini, invece, a maggio, incontrerà la Fiorentina che non avrà più nulla da chiedere al campionato.

De Rossi dopo la sconfitta con il Bologna è stato chiaro: ”Siamo dispiaciuti ma non distrutti, la corsa è ancora lunga in campionato, mentre in coppa mancano due battaglie prima della finale’‘. Insomma non è tempo di scelte tra Serie A ed Europa League.

Roma, similitudini e differenze rispetto a un anno fa: posizione in classifica e infortuni

Foto Farioli

La Roma, come la scorsa stagione, affronterà in semifinale di Europa League il Bayer Leverkusen di Xabi Alonso. Un anno fa Mourinho fu costretto a fare una scelta: concentrarsi quasi solo esclusivamente sulla competizione europea mollando il campionato. I giallorossi avevano 58 punti in classifica come Atalanta e Milan che occupavano la quinta e la sesta posizione. La Juventus fu penalizzata ufficialmente solo il 22 maggio, per cui, centrare la Champions League attraverso il campionato appariva più complesso rispetto alla strada europea. In aggiunta, la Roma era orfana di Kumbulla, Llorente, Smalling, Karsdorp, Wijnaldum e Dybala. Dopo la 33° giornata, si fermarono a turno anche El Shaarawy, Celik e Spinazzola. Insomma Mourinho aveva gli uomini contati.

La situazione, al momento, soprattutto sul fronte infortuni, è completamente diversa. De Rossi non potrà affidarsi solo su Ndicka e Lukaku che dovrebbero recuperare per l’andata di Europa League contro il Bayer Leverkusen. Anche la classifica lascia più speranze ai giallorossi: 55 punti, con una partita in meno, che valgono la quinta posizione che, in questa stagione a differenza di un anno fa, vale la qualificazione alla prossima edizione della Champions League. Atalanta (-1) e Lazio (-3) inseguono. Rispetto alla scorsa stagione (Inter, Bologna, Salernitana, Fiorentina e Spezia), il calendario della Serie A, però, è più complicato per la Roma: Udinese (recupero dal 71° dal punteggio di 1-1), Napoli (T), Juventus (C), Atalanta (T), Genoa (C) ed Empoli (T).

Per la formazione di De Rossi rimane viva la possibilità di accedere alla prossima Champions sia attraverso il campionato sia mediante l’Europa League. Classifica e infortuni ancora non costringono DDR a fare una scelta. Con il sogno di alzare la coppa a Dublino, la Roma non può mollare la rincorsa in Serie A. Se arriverà il momento di prendere una decisione verrà fatto, ma non è questo il giorno.

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Giudice Sportivo, Llorente e Paredes squalificati: out contro il Napoli

Il Giudice Sportivo ha reso note le sanzioni relative alla 33° giornata di Serie A. Per quanto riguarda la Roma, squalificati Llorente e Paredes che salteranno la partita di domenica contro il Napoli. Settima ammonizione per Pellegrini, seconda per Angelino ed El Shaarawy. Azmoun, Mancini, Lukaku e Huijsen rimangono diffidati.

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Ndicka, visita di idoneità superata: potrà tornare ad allenarsi con la squadra

Buone notizie per Ndicka. Il difensore ivoriano, infatti, stamane, si è sottoposto a ulteriori visite di idoneità sportiva a Villa Stuart che hanno escluso problematiche cardiologiche. Il classe 99′, quindi, potrà tornare ad allenarsi ed essere a disposizione di De Rossi per il finale di stagione.

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Pochettino: “Lukaku? Il suo ritorno è un’opzione ma non abbiamo ancora deciso”

Il futuro di Lukaku rimane incerto. Il Chelsea, in estate, ha stabilito la cifra per la cessione del centravanti belga (43 milioni), in prestito alla Roma. Pochettino, il tecnico dei Blues, non esclude la possibilità che possa far rientro a Londra: “È un nostro giocatore, quindi è ovvio che saremo attenti. È un’opzione, ma ancora non abbiamo preso alcuna decisione in merito”.

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Le Voci di Retesport

Graziani a RS: ”Momento migliore per affrontare il Bologna. Abraham? Può sostituire Lukaku”

Ciccio Graziani è intervenuto ai microfoni di Retesport. Di seguito le sue parole.

Roma-Bologna? Mi aspetto una bella partita. Mi auguro che la Roma possa continuare il suo trend positivo: è il miglior momento per affrontare il Bologna che sta trovando qualche difficoltà. Al netto delle parole di Thiago Motta, stanno soffrendo un po’ la pressione dovuta alla posizione in classifica.

Prosegue Graziani. Dopo la vittoria contro il Milan, De Rossi non farà fatica a stimolare la squadra perché il Bologna è una buona squadra.

Graziani su El Shaarawy. È un calciatore che ovunque lo metti fa bene.

Abraham? Se continua a spendere le energie rischia di perdere molto sul piano atletico: De Rossi gli ha dato un consiglio giusto. Il centravanti inglese tende a fare pressing da solo anche quando non ce n’è bisogno. Abraham è una risorsa importante perché sta bene mentalmente e fisicamente: può sostituire Lukaku. Sarebbe bello vederlo segnare questa sera.

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Mourinho: ”Alla Roma nessuno sognava una finale europea. Quando sei più di un tecnico, non sei un buon allenatore

José Mourinho è tornato a parlare del suo passato alla Roma e del futuro. Di seguito le dichiarazioni del tecnico portoghese al The Telegraph.

“Ciò che potrebbe davvero fare la differenza è la voglia del club di avermi. Quanto il club ha bisogno di una persona e di un allenatore come me. E quanta emozione, quanta empatia, mi suscita quel club”

Prosegue Mourinho.

“L’unica cosa che voglio è che i traguardi e gli obiettivi siano stabiliti per tempo. Non posso andare in un club dove, solo per la mia storia, l’obiettivo è vincere il titolo. No. Pensi che se fossi in un grande club della Premier League e fossimo sesti, settimi, ottavi in classifica, avrei ancora un lavoro? Quello che sto dicendo è che le persone dovrebbero guardarmi come guardano gli altri allenatori. Quello che è importante per me è che il club abbia degli obiettivi. Non voglio dire realistici, ma almeno semi-realistici. Perché quando andai alla Roma nessuno sognava una finale europea eppure l’abbiamo fatto. Non è possibile che io vada in un club quasi retrocesso e l’obiettivo è vincere la Champions League. Non è giusto”.

Conclude Mourinho. “Io voglio essere allenatore. Lavorare con la squadra, concentrarmi sullo sviluppo dei giocatori, sulla preparazione delle partite. Fortunatamente l’ho fatto nella mia carriera. Purtroppo, ho avuto altre situazioni in cui dovevo essere molto più di un allenatore. Quando sei più di un tecnico, non sei un buon allenatore. Dopo la finale di Europa League che abbiamo perso, nelle circostanze in cui abbiamo perso, pensi che fossi contento di quello che ho provato? Pensi che fossi felice di essere il volto del club e andare in conferenza stampa per parlare degli eventi che sono accaduti? No, mi è dispiaciuto andarci”

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RETESPORT

Premio Villa Retesport (AUDIO)

Ogni domenica, dalle 10 alle 14, nel corso del programma Sempre di Domenica, gli ascoltatori di Retesport sono protagonisti con i loro brani sulla Roma e non solo… La rubrica ‘Premio Villa’ ormai dilaga nella Capitale grazie alla vostra fantasia. Ecco le canzoni di oggi. Buon divertimento e buon ascolto!

1) Uccellati a Milano
2) Battere un Lukaku
3) Il saluto a Mourinho
4) DDR (Premio Critica)
5) La sorcitudine (vincitore Premio Villa)
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Calciomercato

Roma, Chiesa più di un’idea per giugno

In attesa di capire chi sarà il nuovo direttore sportivo della Roma, i giallorossi cominciano a muoversi per la prossima stagione. Come riporta Il Tempo, a Trigoria sembrerebbe crescere l’interesse per Federico Chiesa, giocatore della Juventus in scadenza nel giugno del 2025. De Rossi lo conosce bene: entrambi hanno preso parte alla vittoria dell’Italia a Euro 2020 – il tecnico romanista era all’epoca un collaboratore del CT Mancini – e in giallorosso potrebbe ricoprire nuovamente il ruolo di esterno e, inoltre, il costo potrebbe non essere così proibitivo.

Il prestito biennale oneroso di oltre 12 milioni è già escluso dal bilancio, mentre dei restanti 43 pagati dal club bianconero alla Fiorentina ne sono stati 30, portando il valore residuo del calciatore a 13,78 milioni di euro. Questa è quindi la cifra minima che Giuntoli dovrebbe chiedere per evitare una minusvalenza e la scadenza di contratto tra due estati favorirebbe ulteriormente l’operazione. Il nodo da sciogliere sarebbe relativo all’ingaggio di 5 milioni, somma importante per la Roma ma non insostenibile, soprattutto visto il più che probabile ritorno al Chelsea di Lukaku a fine campionato.

Per concretizzare quella che sembra più di un’idea però è necessaria la qualificazione da parte dei giallorossi alla prossima – e ricchissima – Champions League. C’è tanto lavoro da fare a Trigoria: il futuro direttore sportivo dovrà innanzitutto sistemare tutti i giocatori che torneranno dai vari prestiti, da Belotti a Shomurodov, passando per Kumbulla e Solbakken. Eventuali cessioni che saranno importanti anche per rispettare il Settement Agreement con la UEFA.

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Pjanic: ”Roma sempre nel mio cuore. Sorpreso dall’esonero di Mourinho, ma De Rossi è il sostituto perfetto”

Miralem Pjanic ha rilasciato un’intervista al Corriere dello Sport in cui ha parlato della sua avventura alla Roma e del lavoro di De Rossi. Di seguito le sue dichiarazioni.

Decise di lasciare la Roma dopo cinque anni.
“Questo è il calcio. Sono rimasto lì per 5 anni, ma già in precedenza avevo rifiutato tante opportunità. La Juventus mi voleva già alla fine del terzo anno, rifiutai perché sentivo di dover dare ancora qualcosa, volevo provare a vincere con la Roma. Non ci siamo riusciti, così ho deciso di provare altro. L’ho fatto soffrendo, ma sapevo che quella era la decisione giusta. Mi cercava anche il PSG, sono andato alla Juve e non ho rimpianti. La Roma comunque resterà sempre nel mio cuore. A proposito, non avevo alcun dubbio su De Rossi”.

Non è il primo che lo dice.
“Ho trascorso 5 anni con lui e mi aspettavo di ritrovarlo un giorno in panchina. Sono felice, è un amico e gli voglio bene. Sta mostrando il suo calcio e sono contento del rinnovo. Ora arriva il difficile: riuscire a mantenere questo livello. Lui lo ripete sempre: questo lavoro è favoloso, ma è da pazzi tra studio e pressioni. Daniele conosce la piazza, sa gestire bene l’ambiente e anche la stampa. Lo sento parlare, ci sa fare”.

Nello spogliatoio aveva un peso rilevante.
“Il primo difensore di ogni compagno di squadra. Se c’era qualcuno che parlava male di te, lui era sempre pronto a proteggerti. Da leader. Ed era il primo ad alzare la voce quando serviva, e così è anche da allenatore. Trova sempre le parole giuste. Sa meritarsi il rispetto dello spogliatoio. Ho avuto due fuoriclasse alla Roma: Totti era il leader tecnico, faceva magie in campo, De Rossi quello politico, lo definisco così. Mi ha sostenuto anche in un momento complicato alla Roma”.

Quale? Quando?
“Ho avuto difficoltà con Zeman, non mi vedeva. E in un primo momento non faceva giocare neanche Daniele. Ma lui mi ha difeso e tranquillizzato. ‘Ma come fa a non capire quanto sei forte e utile in campo?’, diceva. Insomma, mi ha aiutato a superare il momento negativo. Non ero abituato a non giocare, e a un calciatore basta un attimo per cadere in una crisi di
fiducia”.

De Rossi contro il Milan è stato perfetto.
“Esatto, ha preparato la doppia sfida in modo impeccabile sotto l’aspetto tattico e mentale. Questo perché è intelligente, serio e preparato. Ma anche perché ha avuto tanti allenatori forti da cui ha imparato proprio mentre giocava. Ha preso qualcosa da loro e ha sviluppato un suo calcio. La mossa di El Shaarawy a destra per bloccare Theo e Leao? Sorprendente e perfetta, e avrà ripensato a qualche mossa simile fatta da qualche suo allenatore in passato”.

De Rossi le ricorda Spalletti?
“Non esattamente, Daniele sta sviluppando un suo tipo di calcio. Diverso dal passato. Lui fa parte di una nuova generazione di allenatori, sta portando qualcosa di personale. Il calcio sta cambiando, ma è chiaro che tragga spunto anche da Spalletti e da altri. Ha il suo stile di gioco con un calcio offensivo e propositivo, ma allo stesso tempo tiene anche la squadra corta e non concede troppo. Daniele ha una sua visione, non copia, trae spunto. Mi sarebbe piaciuto averlo come tecnico”.

Il Bayer Leverkusen è una bella gatta da pelare.
“Xabi Alonso è un altro emergente, intelligente, carismatico, educato. Il Bayer è tosto, ma la Roma può farcela. Il Bayer paga forse l’inesperienza in Europa, la Roma invece arriva da due finali e può trarne vantaggio. Può vincere l’Europa League e qualificarsi in Champions”.

L’esonero di Mourinho l’ha sorpresa?
“Super sorprendente, lo ammetto. Anche perché la Roma veniva da un trofeo vinto e una finale europea andata come sappiamo. E la piazza lo amava. Ma il calcio è questo, si dimentica tutto e la società ha deciso così. Perfetta la scelta del sostituto, Mou comunque ha fatto un grandissimo lavoro sul piano della mentalità”.

Dybala?
“Paulo è tra i più forti con cui ho giocato, è tra i migliori tre del campionato ed è stratosferico. Esiste una Roma con Dybala e ce n’è una senza, due squadre completamente diverse. Si diceva la stessa cosa quando c’era Totti. Spero che la proprietà faccia di tutto per trattenerlo. Sento spesso Paulo, è molto contento di Roma e della Roma”.

Chi vince l’Europa League?
“La Roma, spero”.