“Prima le cessioni, poi gli acquisti”. Ghisolfi, neanche troppo fuori dai denti, ha specificato quale logica sta guidando la tortuosa ricerca di mercato invernale della Roma.
Bisogna fare di conto e dall’alto è arrivato un diktat chiaro: si investe sole se le entrate sono compensate anche dalle uscite. Nella sostanza per prendere un attaccante deve uscire Shomurodov.
L’uzbeko è da giorni conteso da Venezia ed Empoli, la Roma ha recentemente allungato di un anno il suo contratto per spalmare i suoi costi e sperare in una cessione a titolo definitivo. I 17 milioni spesi nell’estate del 2021 non torneranno mai indietro, ma con i due club di A con cui si discute da giorni è stata trovata un’intesa sulla base di un prestito con obbligo di riscatto per circa 4-5 milioni.
Il problema qual è? Non tanto le resistenze del calciatore, che anche domenica ha mostrato estrema professionalità – sottolineata da Ranieri – nel momento dell’ingresso in campo nella ripresa contro l’Udinese. Shomurodov vuole giocare di più e sa che qui non c’è spazio. Il problema per la Roma è trovare un sostituto, migliore, in tempi utili. Per questo la sua cessione, complice anche l’imminente impegno europeo contro l’Eintracht è stata ‘sospesa’ almeno fino a giovedì.