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Di Battista ricoverato a Cuba, le reazioni. Da Crosetto a Mannoia: “Forza Ale”

(Adnkronos) – Sono ore di apprensione per Alessandro Di Battista, ricoverato "in gravi condizioni" nella serata di ieri, venerdì 28 agosto, in un ospedale di Cuba. Sono numerosi i messaggi di vicinanza e sostegno condivisi sui social per l'ex deputato del Movimento Cinque Stelle.  Dal mondo della politica a quello dello spettacolo: "Forza Ale!", scrivono il ministro della Difesa, Guido Crosetto, e la cantante Fiorella Mannoia. Anche la Lega ha voluto esprimere la propria vicinanza con un messaggio sui social: "Vicinanza ad Alessandro Di Battista e alla sua famiglia in queste ore difficili, con l’augurio di una pronta guarigione. Forza Alessandro Di Battista". I messaggi di vicinanza per Di Battista, storico tifoso biancoceleste, arrivano anche da parte di pagine e gruppi legati al mondo della Ss Lazio. Tra i messaggi più condivisi quello pubblicato dalla pagina 'Lazio World', che scrive: "Alessandro Di Battista sarebbe stato ricoverato in gravi condizioni a Cuba nella serata di ieri. Ti siamo vicinissimi Ale". Nel post si legge anche: "Forza Alessandro, non mollare. Ti auguriamo con tutto il cuore una pronta e completa guarigione. Siamo tutti con te". Altre pagine e profili riconducibili al tifo laziale hanno rilanciato appelli analoghi, invitando a mettere da parte le appartenenze politiche per stringersi attorno all'ex parlamentare. "Forza Alessandro Di Battista, non mollare mai. Vinci la battaglia più importante", si legge in uno dei messaggi circolati online. 
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Gp Aragon, Marc Marquez vince gara sprint: ordine di arrivo e classifica aggiornata

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Marc Marquez vince la sprint race di Aragon oggi, sabato 29 agosto, al termine di una gara dominata. Partito dalla seconda posizione dietro a Bezzecchi, il fuoriclasse spagnolo balza subito in testa al primo giro, restando davanti fino al traguardo. Alle sue spalle, salgono sul podio il fratello Alex e Marco Bezzecchi. Quarto posto per Pedro Acosta, seguito da Jorge Martin e Fermin Aldeguer. Solo undicesimo Francesco Bagnaia. Gara da dimenticare, invece, per Luca Marini, Fabio Di Giannantonio e Fabio Quartararo, tutti costretti al ritiro. 
In classifica piloti MotoGp Martin resta al comando con 29 punti di vantaggio su Bezzecchi e 33 su Marc Marquez. Domani, alle 14, via al Gran Premio che chiuderà il weekend. Ecco l'ordine di arrivo della sprint race di oggi ad aragon:  
1. Marc Marquez (Ducati)
 2. Alex Marquez (Ducati) 
3. Marco Bezzecchi (Aprilia)
 4. Pedro Acosta (KTM) 5. Jorge Martin (Aprilia) 6. Fermin Aldeguer (Ducati) 7. Diogo Moreira (Honda) 8. Raul Fernandez (Aprilia) 9. Johann Zarco (Honda) 10. Jack Miller (Yamaha) 11. Francesco Bagnaia (Ducati) 12. Alex Rins (Yamaha) 13. Toprak Razgatlioglu (Yamaha) 14. Enea Bastianini (KTM) 15. Brad Binder (KTM) 16. Joan Mir (Honda) 17. Pol Espargarò (KTM) 18. Franco Morbidelli (Ducati) 19. Lorenzo Savadori (Aprilia) Rit. Fabio Quartararo (Yamaha) Rit. Fabio Di Giannantonio (Ducati) Rit. Luca Marini (Honda) Ecco la classifica aggiornata del Motomondiale dopo la gara sprint di Aragon:  1. Jorge Martin — Aprilia — 245 punti 
2. Marco Bezzecchi — Aprilia — 216 punti
 3. Marc Marquez — Ducati — 212 punti 4. Ai Ogura — Aprilia — 203 punti 5. Fabio Di Giannantonio — Ducati — 199 punti 6. Raul Fernandez — Aprilia — 186 punti 7. Pedro Acosta — KTM — 169 punti 8. Francesco Bagnaia — Ducati — 143 punti 9. Alex Marquez — Ducati — 106 punti 10. Luca Marini — Honda — 86 punti 11. Fermin Aldeguer — Ducati — 80 punti 12. Enea Bastianini — KTM — 76 punti 13. Brad Binder — KTM — 72 punti 14. Diogo Moreira — Honda — 57 punti 15. Fabio Quartararo — Yamaha — 55 punti 16. Franco Morbidelli — Ducati — 53 punti 17. Johann Zarco — Honda — 35 punti 18. Joan Mir — Honda — 29 punti 19. Jack Miller — Yamaha — 23 punti 20. Alex Rins — Yamaha — 21 punti 21. Toprak Razgatlioglu — Yamaha — 14 punti 22. Maverick Viñales — KTM — 10 punti 23. Iker Lecuona — Ducati — 9 punti 24. Augusto Fernandez — Yamaha — 6 punti 25. Pol Espargarò — KTM — 3 punti 26. Cal Crutchlow — Honda — 0 punti 27. Jonas Folger — KTM — 0 punti 28. Michele Pirro — Ducati — 0 punti 
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Aurora Ramazzotti cambia (di nuovo) casa a Milano: “Spese insostenibili”

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Aurora Ramazzotti è alle prese con un nuovo trasloco. La figlia di Michelle Hunziker e Eros Ramazzotti ha raccontato sui social il motivo per cui lei e il marito Goffredo Cerza hanno deciso di cambiare dopo due anni dall'ultimo trasferimento. "Credetemi stavamo benissimo in quella casa. Dimensione e zona si adattavano perfettamente al nostro stile di vita col bimbo", ha esordito l'influencer, prossima concorrente di Ballando con le stelle.  La decisione, tuttavia, sarebbe stata dettata dai costi dell'immobile: "Siamo in affitto e ci è capitato di andare a vivere in una casa mai abitata prima. Di cui non si potevano stimare le spese accessorie. Nel corso di questi due anni sono salite a una cifra non più sostenibile e il canone era già molto alto", ha spiegato l'influencer, quindi "ci siamo guardati attorno per necessità".  Fortunatamente la nuova casa è stata trovata in fretta ma la coppia ha dovuto prendere presto una decisione perché "il mercato immobiliare è molto veloce qua a Milano, abbiamo dovuto decidere in una settimana". Ramazzotti che si definisce "cintura nera di traslochi" ha così affrontato l'ennesimo cambio di casa. Un trasloco arrivato in un periodo molto intenso della loro vita: la nuova casa è stata scelta infatti "il mese prima del matrimonio", avvenuto lo scorso 4 luglio in Sicilia.  
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Di Battista, il ‘Dibba’ duro e puro: dal grillismo al Parlamento in opposizione permanente

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Alessandro Di Battista, 48 anni, è stato uno dei volti più riconoscibili, combattivi e divisivi della prima stagione del Movimento 5 Stelle. Il "Dibba", come lo chiamano sostenitori e avversari, appartiene alla generazione cresciuta nei meetup e nelle piazze di Beppe Grillo, quella che aveva fatto dell’"uno vale uno", della democrazia diretta e della contrapposizione ai partiti tradizionali i pilastri di una nuova idea della politica. Un interprete autentico dell’anima movimentista e radicale del M5s, capace di trasformare la militanza in una forma di comunicazione politica immediata, diretta, spesso aspra. 
Deputato alla Camera dal 2013 al 2018, componente del direttorio voluto da Grillo, protagonista delle campagne elettorali pentastellate e tra i principali portavoce del Movimento nei suoi anni di maggiore espansione, Di Battista ha costruito la propria identità politica attorno a una parola chiave: opposizione. Anche quando il M5s è arrivato al governo, prima con la Lega e poi con il Partito democratico, ha continuato a rivendicare la necessità di mantenere un’identità autonoma e alternativa rispetto ai partiti tradizionali, tanto di centrodestra quanto di centrosinistra. Una posizione che lo ha progressivamente portato ai margini della nuova stagione istituzionale del Movimento e, infine, alla rottura. Nel 2021, dopo la decisione dei Cinquestelle di sostenere il governo guidato da Mario Draghi, Di Battista ha lasciato il M5s dopo oltre undici anni di militanza e attivismo. Ma il suo non è mai stato un vero ritiro dalla politica. Uscito dal Parlamento, ha semplicemente cambiato terreno: alla politica istituzionale ha sostituito i reportage, i libri, i podcast, la televisione, il teatro e le campagne dal basso, continuando a intervenire sui grandi temi della politica italiana e internazionale. La sua parabola è così diventata quella di un politico rimasto tale anche senza un partito e senza un seggio parlamentare: dal ragazzo dei meetup al deputato, dal tribuno delle piazze al reporter, fino all’autore e protagonista di spettacoli teatrali. Un percorso nel quale il filo conduttore è rimasto quello degli esordi: la ricerca del conflitto, il rifiuto del compromesso percepito come resa e la convinzione che la politica debba conservare una dimensione di rottura. Nato a Roma il 4 agosto 1978, Di Battista cresce in una famiglia nella quale la politica non è estranea. Il padre Vittorio, imprenditore, era stato consigliere comunale nelle file del Movimento Sociale Italiano. Alessandro sceglie però un'altra strada politica. Dopo la maturità scientifica al liceo Farnesina di Roma, si iscrive a Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo (Dams) all'Università Roma Tre, dove si laurea con lode nel 2004. Quattro anni dopo consegue un master in tutela internazionale dei diritti umani alla Sapienza. Prima ancora di diventare parlamentare, Di Battista sperimenta quella dimensione internazionale che sarebbe poi diventata uno dei tratti distintivi del suo personaggio. Lavora come cooperante, trascorre periodi in Guatemala, si occupa di educazione, microcredito e progetti produttivi e collabora con realtà impegnate nella cooperazione e nella tutela dei diritti umani. Il Sud e il Centro America diventano per lui non soltanto luoghi di viaggio ma una vera lente attraverso la quale leggere il mondo. Nel 2010 attraversa diversi Paesi dell'America Latina. E' in questa fase che prende forma il Di Battista reporter: quello che cerca storie lontano dai palazzi, osserva conflitti sociali, povertà, disuguaglianze e rapporti tra potere politico ed economico. Un'attitudine destinata a diventare parte integrante anche della sua successiva comunicazione politica. 
La svolta arriva con l'avvicinamento al movimento fondato da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. Di Battista aderisce al Movimento 5 Stelle e diventa uno dei suoi esponenti più attivi nel Lazio. Il passaggio dal mondo della cooperazione e dei reportage alla politica non cancella il suo profilo precedente. Al contrario, lo alimenta. Di Battista porta nel nascente M5s un linguaggio militante, una certa idea della politica internazionale e una forte propensione alla denuncia. Nel 2011 comincia a collaborare con il blog di Beppe Grillo, pubblicando reportage. L'anno successivo è Gianroberto Casaleggio a commissionargli un lavoro sul fenomeno dei sicari in America Latina. Da quella esperienza nasce "Sicari a cinque euro", pubblicato inizialmente in formato elettronico. Il futuro deputato non è ancora il "Dibba" televisivo che milioni di italiani avrebbero conosciuto qualche anno più tardi. Ma i tratti essenziali del personaggio sono già presenti: viaggio, denuncia, diffidenza verso i poteri costituiti, linguaggio diretto e convinzione che la politica debba confrontarsi con realtà spesso ignorate dall'informazione tradizionale. 
Alle 'parlamentarie' del Movimento 5 Stelle del dicembre 2012 ottiene 313 preferenze. Alle elezioni politiche del 2013 viene candidato alla Camera nel Lazio ed eletto. L'ingresso a Montecitorio coincide con l'esplosione elettorale del Movimento, che alle politiche diventa il primo partito per voti alla Camera. Di Battista entra così nella XVII legislatura insieme a una pattuglia di parlamentari che rappresentano, agli occhi dell'opinione pubblica, la rottura più radicale con la politica tradizionale. E' componente della Commissione Esteri e, dal maggio 2013 al luglio 2015, ne diventa vicepresidente. Ma è soprattutto fuori dalle commissioni parlamentari che costruisce il proprio ruolo politico. Con interventi in aula, comizi, interviste e video sui social, diventa rapidamente uno dei principali comunicatori del Movimento. Il suo stile è riconoscibile: tono acceso, frasi brevi, contrapposizioni nette, attacchi ai partiti tradizionali e una costante rivendicazione dell'autonomia del M5s rispetto tanto al centrodestra quanto al centrosinistra. All'interno del Movimento Di Battista viene presto identificato con l'ala movimentista, radicale e maggiormente legata alla fase originaria del grillismo. Se Luigi Di Maio appare progressivamente come il dirigente istituzionale capace di trasformare il consenso del Movimento in una macchina elettorale, Di Battista incarna più a lungo il lato barricadero della formazione. E' il militante diventato parlamentare che continua a parlare come se fosse in piazza. Nel novembre 2014 Beppe Grillo propone agli iscritti la creazione di un direttorio a cinque. Tra i nomi indicati c'è quello di Di Battista, insieme a Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco e Carlo Sibilia. La proposta viene approvata online con un'ampia maggioranza. E' il momento nel quale Di Battista raggiunge probabilmente il punto più alto della sua popolarità interna al Movimento. Il suo volto è associato all'opposizione dura, alla contestazione delle vecchie forze politiche, alla battaglia contro la riforma costituzionale dell'allora presidente del Consiglio Matteo Renzi e alla difesa dell'identità originaria del M5s. Nel 2016 percorre l'Italia in scooter con il tour "Costituzione coast to coast", sostenendo il No al referendum sulla riforma Renzi. E' una delle immagini più rappresentative della sua stagione politica: il parlamentare che abbandona per settimane la dimensione istituzionale e torna sulla strada, nelle piazze, a contatto diretto con il proprio elettorato. 
Nel novembre 2017 arriva una decisione destinata a distinguere ulteriormente Di Battista dal resto della classe dirigente pentastellata: annuncia che non si ricandiderà alle elezioni politiche del 2018. La scelta non equivale, nelle sue intenzioni, a un addio alla politica. Al contrario, Di Battista promette di sostenere il Movimento nella campagna elettorale e definisce il M5S una sorta di "seconda pelle". Alla fine del mandato rinuncia al tfr parlamentare e rivendica la scelta di essersi dimezzato lo stipendio. Nel 2018 accompagna la campagna elettorale del Movimento, che alle elezioni del 4 marzo ottiene oltre il 32% dei voti. Ma mentre il M5s si prepara a diventare forza di governo, Di Battista sceglie una posizione esterna al Parlamento. E' una decisione che contribuisce a costruire il mito del personaggio: l'uomo che avrebbe potuto continuare la carriera istituzionale ma decide di non farlo. La trasformazione del M5s in forza di governo mette progressivamente Di Battista in una posizione più difficile. Durante il governo Conte I critica duramente la Lega e Matteo Salvini. Nel governo Conte II, invece, le sue critiche si spostano soprattutto verso il Partito democratico e Matteo Renzi. La sua posizione rimane quella di un Movimento autonomo, alternativo tanto al centrodestra quanto al centrosinistra. Di Battista guarda con sospetto alla progressiva istituzionalizzazione del M5s e difende il ruolo di Davide Casaleggio e della piattaforma Rousseau. Anche sul doppio mandato mantiene una posizione rigida. Il punto di rottura definitivo arriva nel febbraio 2021, quando il Movimento decide di sostenere il governo guidato da Mario Draghi. Di Battista si schiera contro quella scelta. Dopo il voto favorevole degli iscritti, annuncia l'uscita dal Movimento. Dopo oltre undici anni di militanza e attivismo, il "duro e puro" del grillismo originario rompe con il partito che aveva contribuito a rendere popolare. La fuoriuscita non significa per Di Battista il ritiro dalla politica. E' piuttosto una sua trasformazione. Comincia una stagione di viaggi, reportage e interventi pubblici. Collabora con "Il Fatto Quotidiano" e realizza servizi e documentari da diversi Paesi: dagli Stati Uniti al Messico, dall'Iran alla Bolivia, dalla Russia al Sud America. La figura del parlamentare lascia spazio a quella del reporter militante. Di Battista torna a fare ciò che aveva fatto prima dell'ingresso in Parlamento: viaggiare, incontrare persone, raccontare conflitti e mettere in discussione le versioni ufficiali degli avvenimenti. E' una scelta coerente con la sua idea di politica, ma anche una trasformazione del suo ruolo pubblico. Non avendo più una tribuna parlamentare, costruisce una propria tribuna mediatica. Dal 2022 diventa opinionista di "Dimartedì" su La7. Continua inoltre a scrivere e a produrre contenuti attraverso varie testate e piattaforme. La produzione editoriale diventa uno degli strumenti fondamentali della sua seconda vita politica. Dopo "Sicari a cinque euro" arrivano i libri "A testa in su", "Meglio liberi", "Politicamente scorretto", "Contro!", "Ostinati e contrari", "Scomode verità. Dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza" e "Democrazia deviata.Perché non ha più senso parlare di governo del popolo". I titoli raccontano già molto della traiettoria: libertà, opposizione, anticonformismo, critica del sistema, contestazione delle narrazioni dominanti. Con "Ostinati e contrari. Voci contro il sistema" amplia il proprio ruolo di intervistatore e interlocutore, confrontandosi con figure provenienti da mondi differenti. Poi arriva il teatro. Tra il 2023 e il 2024 porta sui palcoscenici "Assange. Colpirne uno per educarne cento", dedicato alla vicenda di Julian Assange. Successivamente arriva "Scomode verità. Dalla guerra in Ucraina al massacro di Gaza". E' il passaggio forse più significativo nella metamorfosi di Di Battista: dal comizio alla conferenza, dal Parlamento al palcoscenico, dal post sul blog allo spettacolo teatrale. Nel 2023 nasce "Schierarsi", associazione della quale Di Battista diventa vicepresidente. E' un ritorno alla dimensione organizzativa, ma senza tornare nel perimetro del Movimento 5 Stelle. L'associazione si impegna in campagne e raccolte firme su temi come la sanità pubblica, l'invio di armi all'Ucraina e il riconoscimento dello Stato di Palestina. Il progetto rappresenta una sorta di compromesso tra le due anime di Di Battista: quella politica e quella movimentista. Non più deputato, non più dirigente di partito, ma ancora protagonista della politica. Una politica costruita attraverso campagne, piazze, social, libri, viaggi e iniziative territoriali. Nel 2026 la prospettiva torna addirittura a essere elettorale. Secondo ricostruzioni giornalistiche, Di Battista starebbe valutando la possibilità di trasformare "Schierarsi" in un soggetto politico e di misurarsi nuovamente con le elezioni. Il suo ultimo libro è "La Russia non è il mio nemico" (2025), pubblicato da PaperFirst, come quasi tutti i suoi titoli.  
Accanto alla politica esiste una dimensione familiare che Di Battista ha cercato di mantenere più separata dalla propria esposizione pubblica. E' padre di due figli, Andrea e Filippo, nati rispettivamente nel 2017 e nel 2020, avuti dalla compagna Sahra Lahouasnia. Anche questa dimensione ha accompagnato alcune delle sue riflessioni pubbliche. Nel libro "Meglio liberi", scritto come una sorta di lettera al primo figlio, emerge l'idea di trasmettere alle nuove generazioni il valore del coraggio, dell'autonomia e della capacità di mettere in discussione ciò che appare acquisito. (di Paolo Martini)  
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Napoli, 75enne trovata carbonizzata in casa: fermata la figlia

(Adnkronos) – La Procura di Torre Annunziata ha sottoposto a fermo, con l'accusa di omicidio volontario della madre, la figlia della 75enne trovata ieri senza vita, carbonizzata, nella sua abitazione a Gragnano, nel napoletano. Dalle prime indagini dei carabinieri, si legge nella nota del Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, è emerso che la figlia, verosimilmente affetta da problemi psichici da accertare, abbia cercato di dare fuoco alla casa della vittima dopo aver tagliato il tubo del gas, dando così vita a un principio di incendio che avrebbe provocato la morte della madre. A carico dell'indagata si procede anche per tentato incendio. Il fermo è stato disposto all'esito dell'interrogatorio avvenuto nella notte. La salma è stata messa a disposizione dell'autorità giudiziaria ed è stato disposto il sequestro dell'abitazione.  
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Champions league, il calendario: tutte le partite di Inter, Napoli, Roma e Como

(Adnkronos) – Ufficiale il calendario della Champions League 2026-27, con le date di tutte le partite della 'League Phase'. Oggi, sabato 29 agosto, le 36 squadre partecipanti alla massima competizione europea hanno conosciuto il loro destino. Tra queste le italiane Inter, Napoli, Roma e Como. Esordio da brividi per i nerazzurri di Chivu, che martedì 8 settembre voleranno al Bernabeu contro il Real Madrid del grande ex José Mourinho. La squadra di Allegri inizierà contro l'Arsenal, mentre i giallorossi se la vedranno con i turchi del Fenerbahce. Per Fabregas, debutto al Sinigaglia contro il Lipsia.  Ecco il calendario dell'Inter in Champions League: 
Real Madrid-Inter, martedì 8 settembre ore 21
 Inter-Bruges, martedì 13 ottobre ore 21 Inter-Shakhtar, mercoledì 21 ottobre ore 21 Feyenoord-Inter, martedì 3 novembre ore 21 Inter-Stoccarda, mercoledì 25 novembre ore 21 
Dortmund-Inter, mercoledì 9 dicembre ore 21
 
Inter-Liverpool, martedì 19 gennaio ore 21
 Slovan-Inter, mercoledì 27 gennaio ore 21  Ecco le date di tutte le partite del Napoli in Champions:  
Napoli-Arsenal, mercoledì 9 settembre ore 21
 Villarreal-Napoli, martedì 13 ottobre ore 21 Napoli-Bodo Glimt, martedì 20 ottobre ore 21 Porto-Napoli, mercoledì 4 novembre ore 21 
Manchester City-Napoli, martedì 24 novembre ore 21
 Napoli-Bruges, martedì 8 dicembre ore 21 Sabah-Napoli, mercoledì 20 gennaio ore 18.45 Napoli-Viking, mercoledì 27 gennaio ore 21 Ecco invece il calendario della Roma:  Fenerbahce-Roma, giovedì 10 settembre ore 18.45 
Roma-Real Madrid, mercoledì 14 ottobre ore 21
 Roma-Slovan, martedì 20 ottobre ore 21 
Manchester United-Roma, martedì 3 novembre ore 21
 
Psg-Roma, mercoledì 25 novembre ore 21
 Roma-Sporting, martedì 8 dicembre ore 21 Aek Atene-Roma, martedì 19 gennaio ore 21 Roma-Lilla, mercoledì 27 gennaio ore 21 Ecco il calendario del Como, al suo esordio in Champions: Como-Lipsia, giovedì 10 settembre ore 21 Feyenoord-Como, mercoledì 14 ottobre ore 18.45 
Como-Manchester United, mercoledì 21 ottobre ore 18.45
 Lens-Como, mercoledì 4 novembre ore 21 Como-Aek Atene, martedì 24 novembre ore 21 Betis-Como, mercoledì 9 dicembre ore 18.45 
Como-Psg, mercoledì 20 gennaio ore 21
 
Barcellona-Como, mercoledì 27 gennaio ore 21
 
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Samurai Jay, problemi tecnici durante il concerto: “È stonato pure con l’autotune”

(Adnkronos) –
Imprevisto per Samurai Jay durante un concerto a Montesilvano. Il cantante si è esibito lo scorso giovedì 27 agosto, ma poco dopo l'inizio della performance ha avuto alcuni problemi tecnici con il microfono, che sembrava non essere collegato all'autotune.  Per alcuni secondi l'artista ha continuato a cantare senza l'aiuto degli effetti sulla voce. Poi, appena si è accorto del problema, ha sostituito il microfono e proseguito l'esibizione. Il momento è stato immortalato in un video successivamente condiviso sui social, che ha scatenato numerosi commenti negativi.  "No autotune, no party", "Ma è uno preso dalla strada che sta giocando al karaoke?", "È stonato pure con l'autotune", "Come fa ad andare avanti gente così veramente non lo so, quando ci sono ragazzi bravissimi che studiano canto per anni con dedizione e sacrificio", questi alcuni dei commenti che si leggono sotto al video condiviso da un utente su Facebook.   Non sono mancate però le reazioni di chi ha apprezzato il comportamento di Samurai Jay, cioè di continuare comunque a cantare nonostante il problema tecnico: "Mi ha quasi fatto tenerezza. Lui sa benissimo di aver bisogno dell'autotune e si è accorto che il suo microfono non funzionava… ne ha cercato un altro… e trovato si è accorto che quello funzionava benissimo…ma senza aiuti. Non si è fermato… ha cantato… ci ha provato… ha continuato… nonostante la consapevolezza", ha scritto un utente.  
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Nuovo Codice della strada, c’è deroga divieto motore acceso in sosta per soggetti fragili

(Adnkronos) – Il nuovo Codice della strada prevede una specifica deroga al divieto di mantenere acceso il motore durante la sosta, a tutela dei soggetti fragili. La disposizione è già contenuta nel testo attualmente sottoposto alla consultazione degli operatori e delle associazioni di settore. Lo specifica il Mit in una nota.  In particolare, su specifica richiesta del ministro Salvini, il nuovo articolo 2.II.11 (numerazione provvisoria) modifica il vigente articolo 157 del Codice, consentendo di lasciare in sosta il veicolo con il motore termico acceso e con l'impianto di condizionamento d'aria in funzione, qualora a bordo siano presenti bambini, donne in stato di gravidanza, anziani o altri soggetti fragili. La nozione di 'soggetti fragili' ricomprende tutte le persone, incluse quelle con disabilità, che per specifiche condizioni sanitarie o psico-fisiche necessitano di idonee condizioni di salute e di sicurezza anche durante la permanenza del veicolo in sosta. 
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‘Temptation Island e poi…’, arriva la puntata speciale su Canale 5: le anticipazioni

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Temptation Island torna prossimamente su Canale 5 con una nuova puntata speciale dal titolo 'e poi… e poi…'. Nelle ultime ore, sulla pagina Instagram ufficiale del docu-reality condotto da Filippo Bisciglia, è stato condiviso il video promo che anticipa alcuni dei momenti del nuovo appuntamento, dedicato alle coppie protagoniste dell'ultima edizione di Temptation Island.    Tra questi, nel filmato si sente Bernadette pronunciare "hai cambiato idea?". Non è chiaro però a cosa si riferisca, e se la domanda sia legata alla proposta di matrimonio di Diamante. Spazio poi a Sara, impegnata in un confronto, presumibilmente con l'ex fidanzato Gabriele. Tra le anticipazioni, c'è anche Giovanni, pronto a vedere un filmato.  La puntata speciale, insomma, promette grandi sorprese e nuovi colpi di scena, ma per scoprirli bisognerà attendere l'annuncio della data della messa in onda su Canale 5.  
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Alessandro Di Battista ricoverato a Cuba, l’ex deputato M5S “è in gravi condizioni”

(Adnkronos) – Alessandro Di Battista è stato ricoverato nella serata di ieri, venerdì 28 agosto, in un ospedale di Cuba. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera on line, l'ex deputato del Movimento Cinque Stelle sarebbe "giunto in ospedale a Cuba in gravi condizioni".  
"Grande apprensione" è stata espressa in una nota dal M5S: "La comunità 5 stelle ha appreso la notizia del ricovero di Alessandro Di Battista a Cuba con grande apprensione. Confida di ricevere ragguagli e aggiornamenti positivi, stringendosi ai suoi familiari in questo momento di profonda preoccupazione". "Da questa notte sono in contatto con l’Ambasciata d’Italia a Cuba per sincerarmi sulle condizioni di Alessandro Di Battista, ricoverato per accertamenti in un ospedale a L’Avana dove si trovava in viaggio. Prego per la sua salute. Il Ministero degli Esteri fornirà a lui e ai suoi familiari tutta l’assistenza necessaria. Sono vicino ai suoi cari, alla comunità politica che rappresenta", informa intanto il ministro degli Esteri Antonio Tajani sui social.  
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