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Reggio Calabria, 29enne travolta e uccisa da auto: è caccia al pirata della strada

(Adnkronos) – Una ragazza di 29 anni è stata travolta e uccisa da un'auto nella notte, intorno alle tre, a Reggio Calabria. La persona alla guida dell'auto pirata non ha prestato soccorso alla vittima e si è dileguata a bordo del mezzo, facendo perdere le proprie tracce. La Polizia locale sta procedendo a visionare le immagini delle telecamere di videosorveglianza al fine di risalire alla sua identità.  Secondo quanto si è appreso, la giovane, di nazionalità finlandese, stava attraversando la strada, in via Calabria, quando l'auto l'ha investita in pieno e uccisa. La 29enne sarebbe morta sul colpo: vani i tentativi di rianimarla da parte dei sanitari del 118, che non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso. Sul caso il pm di turno della Procura di Reggio Calabria ha aperto un fascicolo.  
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L’inverno non molla, ancora neve e vento freddo: le previsioni meteo

(Adnkronos) – Ancora neve, vento freddo e maltempo. L'inverno sull'Italia non molla e la primavera sembra ancora lontana. Dopo averci regalato un assaggio di bella stagione tra fine febbraio e metà marzo, con temperature che hanno superato anche i 20°C da Nord a Sud, l'atmosfera ha infatti deciso di fare un brusco salto all'indietro. La conseguenza è un tempo ancora incerto, insieme al temibile 'effetto Wind-Chill' che farà percepire le temperature come nettamente inferiori a quelle reali. Sono queste le previsioni meteo degli esperti per la giornata di oggi, mercoledì 18 marzo, e per i giorni a venire.  Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma un “bis” nivologico: dopo la nevicata più intensa dell'inverno che ha colpito il Nord-Ovest tra il 14 e il 15 marzo, l'atmosfera ci riserva un vero e proprio "bis". Questa volta il bersaglio sarà l'Appennino Centrale, dove è prevista una forte nevicata fino a quote insolitamente basse per la seconda metà di marzo.  Assisteremo a un contrasto affascinante ma insidioso: candidi e soffici fiocchi bianchi cadranno tra le gemme e i primi fiorellini primaverili, imbiancando l’Umbria, le Marche, l’Abruzzo e il Molise localmente fino a 600-700 metri di quota. La giornata di mercoledì 18 marzo sarà a tutti gli effetti un "Mercoledì Bianco" sugli Appennini; avremo anche piogge diffuse su tutta la fascia adriatica e ancora maltempo al Sud (già duramente provato dagli allagamenti e dalle mareggiate degli ultimi giorni). Ma il vero protagonista, oltre alla neve a quote collinari al Centro, sarà il vento: soffieranno forti correnti da Nord e Nord-Est (Bora, Grecale e Tramontana) che renderanno agitati i mari esposti e riporteranno condizioni pienamente invernali. Questo vento, a tratti molto intenso, attiverà il temibile effetto Wind-Chill (o indice di raffreddamento da vento), quel fenomeno per cui la temperatura percepita dal nostro corpo risulta nettamente inferiore a quella reale misurata dal termometro. Il vento, infatti, "spazzerà via" continuamente il sottile strato di calore che la nostra pelle produrrà per isolarsi dall'esterno, accelerando la dispersione termica e facendoci avvertire un freddo decisamente più pungente e intenso rispetto ai gradi effettivi. Dopo il “mercoledì bianco” vivremo una Festa del Papà (giovedì 19 marzo) a tratti fredda e con precipitazioni residue al Sud e tra Abruzzo e Molise; con l’arrivo della Primavera astronomica (venerdì 20 marzo alle 15:46 avremo l’Equinozio) le condizioni meteo sono previste in ulteriore miglioramento ma non durerà. Il primo weekend primaverile è previsto infatti molto incerto, una vera e propria fase di transizione, un limbo tra il colpo di coda invernale e lo sbocciare definitivo della nuova stagione. Le previsioni per sabato 21 e domenica 22 restano tentennanti: al momento sono probabili nuove nevicate sulle Alpi nella giornata di sabato e un nuovo disturbo piovoso in transito tra Sicilia e Sardegna per domenica. Incertezza che si proietta anche sull'avvio della prossima settimana, la quale sembra destinata a restare sotto media dal punto di vista termico: il calo delle temperature iniziato il 13 marzo continuerà a farsi sentire, tenendo i cappotti ancora ben fuori dagli armadi.  Mercoledì 18. Al Nord: veloci piogge su Triveneto e Piemonte occidentale, instabile sull’Emilia Romagna. Al Centro: instabile, specie sulle adriatiche, neve intorno agli 800-1000 metri in Abruzzo e Molise. Al Sud: maltempo con neve a 800-1000 metri. Giovedì 19. Al Nord: bel tempo, più freddo al mattino. Al Centro: instabile su Abruzzo e Molise, neve a 1000 metri. Al Sud: ancora tempo diffusamente instabile. Venerdì 20. Al Nord: bel tempo, freddo al mattino. Al Centro: torna il sole, freddo al mattino. Al Sud: ancora tempo un po’ instabile ma in miglioramento. Tendenza: weekend a tratti piovoso. 
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‘Chi l’ha visto?’, stasera il punto sulla scomparsa della piccola Kata

(Adnkronos) – La piccola Kata è scomparsa due anni e mezzo fa dall'ex hotel Astor di Firenze, dove abitava con la famiglia: chi l'ha rapita e perché? Il punto sulla vicenda a "Chi l'ha visto?" condotto da Federica Sciarelli, in onda stasera mercoledì 18 marzo dalle 21.20 su Rai 3. La mamma, in studio, chiede che si continui a indagare: “Temo che sia stata venduta e adottata illegalmente”.  E poi il caso Cinturrino e l'audio in cui l'assistente capo parla di droga e prende i soldi dalla cover del cellulare di un ragazzo tunisino fermato. Cinturrino è stato indagato – insieme alla collega che ha firmato il verbale con lui – per falso, arresto illegale, calunnia, concussione e spaccio. Ma l'inchiesta si è allargata anche ad altri episodi e con lui sono stati indagati altri poliziotti. Si approfondirà con documenti inediti .  Continua, inoltre, l’inchiesta sul cosiddetto “Chef Milza”, l’uomo accusato di aver fatto uccidere la compagna per intascare il premio dell’assicurazione. Le indagini proseguono e si cerca di capire se ci siano altre vittime: in onda, testimonianze inedite. Infine, come sempre gli appelli dei familiari e le segnalazioni dei telespettatori. 
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Cuba, l’ultimatum di Trump: “Il presidente Diaz Canel esca di scena”

(Adnkronos) – Ultimatum a L'Avana. La crisi di Cuba è profonda, gli Stati Uniti si preparano a 'prendere' l'isola e Donald Trump pone le condizioni. Il presidente americano, che già si dice "orgoglioso" per la svolta ritenuta inevitabile, a prescindere dall'iter che verrà scelto pone una condizione: l'uscita di scena dell'attuale presidente Miguel Diaz Canel. La mossa, quindi, favorirebbe un cambio al vertice del governo cubano, senza però un rovesciamento del regime comunista. Come rivelano fonti informate sui colloqui citate dal New York Times, finora non sono state chieste azioni contro membri della famiglia Castro, che di fatto continua a tenere le redini del regime instaurato con la rivoluzione guidata nel 1959 da Fidel.  Insomma, l'amministrazione Trump punta a replicare a Cuba il modello Venezuela, dove, di fronte al rifiuto di Nicolas Maduro di cedere alle minacce e le pressioni e dimettersi, con un blitz delle forze speciali Usa del 3 gennaio e la cattura del presidente si è passati al governo della sua ex vice Delcy Rodriguez, ottenendo quindi la collaborazione e adesione piena all'agenda di Washington senza un cambio di regime.   Secondo alcuni funzionari dell'amministrazione, la rimozione di Diaz Canel, considerato un falco della vecchia guardia, permetterebbe i richiesti cambiamenti economici strutturali. E Trump, che ieri ha detto di poter "fare quello che voglio di una nazione indebolita" e ormai messa in ginocchio dal suo blocco energetico che sta portando al collasso il già fragilissimo sistema economico e sociale dell'isola, da decenni sottoposta all'embargo, potrebbe rivendicare con gli americani un'altra vittoria, affermando di aver fatto cadere un altro leader di sinistra che si opponeva agli Stati Uniti.  In questo quadro si inserisce l'annuncio, affidato a Oscar Perez Oliva Fraga, vicepremier e ministro dello sviluppo economico, della decisione del governo di permettere ai cubani all'estero, anche quelli della diaspora negli Stati Uniti, di investire con le proprie società nell'isola. "Cuba è aperta ad avere una relazione commerciale fluida con le società americane, anche con i cubani residenti negli Usa e i loro discendenti", ha detto in un'intervista a Nbcnews.  L'enfasi dell'amministrazione Trump sui cambiamenti economici potrebbe però lasciare insoddisfatti alcuni esponenti della comunità cubana in esilio negli Usa, che da decenni sognano il rovesciamento del regime e potrebbero chiedere a Trump, e al segretario di Stato Marco Rubio, nato in una famiglia di esiliati in Florida, una maggiore azione politica. Per rispondere alle loro richieste, i negoziatori Usa spingono per rimuovere anche altri esponenti della vecchia guardia, ancora fedeli ai principi della rivoluzione del 1959.  Ex vice presidente e funzionario regionale del partito comunista, Diaz Canel è diventato presidente nel 2018, dopo essere stato scelto da Raul Castro, che era succeduto al fratello Fidel nel 2008 quando il lider maximo, dopo 48 anni, aveva lasciato la guida del Paese per i motivi di salute che nel 2016 lo portarono alla morte. Ora 94enne, Raul mantiene ancora l'effettiva influenza sulle scelte politiche e economiche di Cuba. E ha al suo fianco Raul Guillermo Rodriguez Castro, il nipote noto come Raulito, che sta effettivamente conducendo i negoziati con Rubio e che, secondo le fonti del Times, probabilmente continuerebbe a tenere le redini del Paese dopo l'eventuale uscita di scena di Diaz Canel.   
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Tottenham-Atletico Madrid: orario, probabili formazioni e dove vederla in tv

(Adnkronos) – Torna la Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, il Tottenham ospita l'Atletico Madrid – in diretta tv e streaming – nel ritorno degli ottavi di finale della massima competizione europea. Si parte dalla vittoria per 5-2 dei Colchoneros in Spagna, segnata dalla scelta, rivelatasi disastrosa, di Tudor di lanciare Kinsky in porta al posto di Vicario, salvo poi sostituirlo dopo meno di 15 minuti proprio con l'azzurro dopo due papere del portiere ceco.  Servirà insomma un'impresa agli Spurs per ribaltare il risultato, mentre gli uomini di Simeone vedono a un passo i quarti di Champions League.   La sfida tra Tottenham e Atletico Madrid è in programma oggi, mercoledì 18 marzo, alle ore 21. Ecco le probabili formazioni: 
Tottenham (4-2-3-1): Vicario; Porro, Danso, Van de Ven, Spence; Gray, Sarr; Tel, Simons, Kolo Muani; Solanke. All. Tudor 
Atletico Madrid (4-4-2): Oblak; Pubill, Le Normand, Hancko, Ruggeri; Simeone, Llorente, Cardoso, Lookman; Griezmann, Alvarez. All. Simeone.  Tottenham-Atletico Madrid sarà trasmessa in diretta televisiva e in esclusiva sui canali SkySport. Il match sarà visibile anche in streaming sull'app SkyGo e su NOW.  
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Champions, oggi Liverpool-Galatasaray: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) – Torna in campo il Liverpool in Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, i Reds affrontano il Galatasaray nel ritorno degli ottavi della massima competizione europea. La squadra di Arne Slot dovrà ribaltare ad Anfield il ko per 1-0 della sfida d'andata in Turchia. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming.  Ecco le probabili formazioni di Liverpool-Galatasaray, in campo alle 21:   Liverpool (4-2-3-1) Alisson; Frimpong, Konaté, van Dijk, Robertson; Gravenberch, Mac Allister; Salah, Wirtz, Szoboszlai; Gakpo. All. Slot 
Galatasaray (4-2-3-1) Cakir; Singo, Ayhan, Bardakci, Jakobs; Torreira, Lemina; Yilmaz, Gabriel Sara, Lang; Osimhen. All. Buruk 
Liverpool-Galatasaray sarà visibile in diretta su Sky Sport, canale di riferimento 252. La partita sarà visibile anche gratis, in chiaro, su Tv8, e in streaming su Sky Go, Now e Tv8.it.  
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Scooter e moto 2026, prenotazione ecobonus al via da oggi: fino a 4mila euro di incentivo

(Adnkronos) – Bonus 2026 per moto e motorini al via. Si aprono oggi, mercoledì 18 marzo, dalle 12 le prenotazioni degli incentivi per i concessionari tramite il portale dedicato degli incentivi per l'acquisto di scooter e moto. Per il contributo, la legge di bilancio 2021 aveva previsto uno stanziamento complessivo di 150 milioni di euro: 20 milioni annui dal 2021 al 2023 e 30 milioni annui dal 2024 al 2026.   Il contributo, rivolto a chi acquista un veicolo elettrico o ibrido nuovo di fabbrica delle categorie L1e, L2e, L3e, L4e, L5e, L6e, L7e, verrà calcolato sulla percentuale del prezzo di acquisto: 30% per gli acquisti senza rottamazione, fino a 3mila euro e 40% per gli acquisti con rottamazione fino a 4mila euro. La misura è gestita da Invitalia per conto del Mimit. 
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Champions, oggi Barcellona-Newcastle: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) – Torna in campo il Barcellona in Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, i blaugrana ospitano il Newcastle al Camp Nou nel ritorno degli ottavi di finale della massima competizione europea. La sfida d'andata della scorsa settimana è terminata 1-1: al gol di Gordon per gli inglesi, a quattro minuti dal novantesimo, ha risposto Yamal in pieno recupero su rigore. Ecco orario, probabili formazioni e dove vedere la partita in tv e streaming. Ecco le probabili formazioni di Barcellona-Newcastle, in campo alle 18:45:  
Barcellona (4-2-3-1) Joan Garcia; Araujo, Cubarsi, Gerard Martin, Cancelo; Pedri, Bernal; Lamine Yamal, Fermin, Raphinha; Lewandowski. All. Flick. 
Newcastle (4-3-3) Ramsdale; Trippier, Thiaw, Burn, Hall; Joelinton, Tonali, Ramsey; Elanga, Gordon, Barnes. All. Howe. La partita di Champions League tra Barcellona e Newcastle sarà visibile in diretta su Sky, canali Sky Sport Uno (203) e Sky Sport (254). Partita visibile anche in streaming su Sky Go e Now.  
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Champions, oggi Bayern Monaco-Atalanta: orario, probabili formazioni e dove vederla

(Adnkronos) – L'Atalanta torna in campo in Champions League. Oggi, mercoledì 18 marzo, i bergamaschi affrontano il Bayern Monaco nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League. In Germania, la squadra di Palladino andrà a caccia di un'impresa complicatissima, visto che per la qualificazione ai quarti servirà rimontare la sconfitta per 6-1 rimediata una settimana fa alla New Balance Arena di Bergamo. Ecco orario, precedenti e dove vedere la partita in tv e streaming. Ecco le probabili formazioni di Bayern Monaco-Atalanta, in campo stasera alle 21:  
Bayern Monaco (4-2-3-1) Urbig; Stanisic, Upamecano, Tah, Laimer; Pavlovic, Goretzka; Bischof, Gnabry, Diaz; Jackson. All. Kompany 
Atalanta (3-4-2-1) Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Kolasinac; Zappacosta, De Roon, Pasalic, Bernasconi; Samardzic, Zalewski; Scamacca. All: Palladino La partita di Champions tra Atalanta e Bayern Monaco sarà visibile in diretta e in esclusiva, anche in streaming, su Amazon Prime Video.   
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La ‘linea diretta’ con Trump, tutti i giornalisti hanno il numero privato del presidente a Washington

(Adnkronos) – Le telefonate arrivano a tarda notte, prima che il presidente Usa vada a dormire. O durante le sue pause. Oppure quando si trova a giocare a golf, in Florida, ed è magari di buon umore. Arrivano di prima mattina: appena inizia a pubblicare su Truth Social, segnale che è sveglio e potrebbe avere voglia di parlare. Si fanno più intense, poi – anche dieci chiamate nel giro di due ore – appena qualche testata pubblica la propria piccola esclusiva telefonica. Insomma, l'iPhone personale di Donald Trump non smette mai di squillare, perché il suo numero di Palm Beach è diventato il massimo status symbol in una città ossessionata dalla vicinanza al potere e all'influenza. Va precisato che l'accesso al presidente dipende esclusivamente dal suo umore e dai suoi impegni e ci sono giorni in cui non risponde a nessuna chiamata o riattacca subito in faccia ai suoi interlocutori. In ogni caso, anche se in qualche occasione si è dimostrato infastidito dall'occasionale telefonata, lui e i suoi collaboratori fino ad ora non hanno avuto molto da obiettare. Tanto che, nelle settimane trascorse da quando gli Stati Uniti e Israele hanno avviato le operazioni militari in Iran, Trump ha rilasciato oltre 40 interviste al cellulare. Spesso e volentieri le conversazioni durano pochissimi minuti, al massimo dieci, in quelle che diventano delle piccole esclusive su quanto da lui dichiarato al giornalista di turno. D'altronde le telefonate, a differenza delle conferenze stampa formali, avvengono nel vivo del momento, in risposta a una domanda specifica, posta da un giornalista specifico, con un obiettivo preciso e sotto una particolare pressione temporale, con il presidente che può interrompere la conversazione in qualsiasi istante.  I più alti funzionari della Casa Bianca si sentono spesso frustrati dal fatto che queste reazioni estemporanee, prive di contesto o di un'adeguata riflessione, possano essere trattate con una serietà quasi pari a quella riservata a un'intervista formale concessa nello Studio Ovale. Il numero a dieci cifre nel primo anno di presidenza Trump 2.0, era un bene prezioso gelosamente custodito dagli amici del presidente e da una manciata di giornalisti che lo utilizzavano con parsimonia. Chiamare il presidente rappresentava un privilegio e un modo per sfoggiare il proprio status: quel genere di mossa capace di conferire un po' più di risonanza e di garantire un'immediata rilevanza ai reporter della Casa Bianca. Negli ultimi mesi, però, sono diventate così tante le persone che chiamano Trump sul suo iPhone privato che i suoi consiglieri hanno smesso di tenere il conto o provare a filtrare chi può e chi non può chiamarlo. Quasi nessuna telefonata proviene da un contatto registrato nel dispositivo.  L'ufficio comunicazioni della Casa Bianca ha cercato, con garbo, di incoraggiare i giornalisti a seguire i canali appropriati per le richieste di intervista, minacciando di cambiare il numero qualora il fenomeno diventasse incontrollabile. Ma, allo stesso tempo, le regole le fa Trump, e, per ora, il presidente non sembra infastidito da tutto ciò. “Gli piace”, dicono le persone vicine a lui. The Atlantic ha persino riferito che il telefono privato del tycoon di New York sarebbe stato messo in vendita al miglior offerente, tanto che la Casa Bianca ha ricevuto segnalazioni di amministratori delegati disposti a offrire denaro per ottenerlo e di appassionati di criptovalute pronti a scambiarlo con moneta digitale. Nel frattempo, i giornalisti della capitale americana hanno iniziato a intavolare veri e propri scambi tra loro, offrendo i contatti di altri leader mondiali — o talvolta persino quelli di decine di personaggi celebri — pur di riuscire a salvare sul proprio telefono il contatto più ambito di tutti.  
Una delle paure alla West Wing è che qualcuno fornisca a Trump informazioni errate — o gli propini una teoria del complotto — provocando una reazione che i collaboratori saranno poi costretti a disinnescare. Ma c'è anche la preoccupazione che il presidente sprechi il proprio tempo a rispondere su cose insignificanti, distogliendo l'attenzione dalle argomentazioni che la Casa Bianca intende promuovere. Tra l'altro, si racconta che, quando risponde, il presidente sia spesso distratto e non esiti a mettere il vivavoce anche davanti a folti gruppi di persone, chiacchierando in modo disinvolto e divertendosi a prendere in giro i suoi interlocutori. Insomma, Trump non prende queste telefonate così sul serio. E anche i giornalisti stanno iniziando a rendersi conto della cosa.  Come ha osservato di recente con una certa ironia la testata The Atlantic: “Poche di queste interviste hanno avuto un impatto duraturo sulla comprensione che la nazione ha della guerra”. Per esempio: in una serie di nove interviste telefoniche riguardanti la guerra in Iran, Trump ha fornito nove risposte diverse e vaghe, offrendo scarsi indizi su quando la Casa Bianca avrebbe effettivamente potuto porre fine al conflitto. Il 28 febbraio ha affermato che la guerra avrebbe potuto concludersi nel giro di due o tre giorni. Il giorno successivo, ha dichiarato alla ABC che, con ogni probabilità, ci sarebbero volute in realtà quattro o cinque settimane. Il 2 marzo ha detto a Jake Tapper che gli Stati Uniti erano "leggermente in anticipo sulla tabella di marcia" rispetto alla finestra temporale di quattro settimane prevista. Tuttavia, appena due giorni più tardi, ha riferito alla rivista Time che non vi erano "limiti di tempo". Nei circoli giornalistici di Washington, secondo quanto ha potuto riscontrare l'Adnkronos, le chiamate vengono spesso viste come “inutili” e “spudorate”. Tuttavia, nessuno può evitare – una volta ottenuto il numero – di tentare la sorte e vedere se il presidente risponderà oppure no. Un’intervista esclusiva con Trump, anche per pochi secondi e a prescidere dai contenuti, può comunque sia accrescere il prestigio di qualsiasi reporter nella capitale americana.  L'anno scorso, The Atlantic ha riferito che lo staff di Trump lo ha informato che le chiamate effettuate dal suo telefono personale avrebbero potuto verosimilmente essere intercettate da agenzie di intelligence straniere. Ma la cosa non sembra preoccupare the Donald: “Il Presidente Trump è il presidente più trasparente e accessibile della storia, ed è davvero il miglior portavoce di se stesso”, ha dichiarato la segretaria stampa della Casa Bianca Karoline Leavitt. “La stampa non si stanca mai di lui, e lui lo sa bene”. (di Iacopo Luzi) 
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