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Cybersicurezza, Michelini (Telsy): “Sovranità digitale per competitività industriale e sicurezza nazionale”

(Adnkronos) – “La sovranità digitale non è solamente un tema tecnologico, ma un tema di competitività industriale e di sicurezza nazionale che il paese può avere nell’ambito del panorama geopolitico mondiale”. Queste le parole di Alessandra Michelini, amministratore delegato e Presidente di Telsy, società del gruppo Tim, intervenuta nella 5^ edizione di Cybersec, la conferenza internazionale in corso a Roma e organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia. “Riteniamo che ridurre la dipendenza da tecnologie extra UE sia assolutamente necessario ma non sufficiente se non combinato con un quadro di governance italiana ed europea che possa darci la garanzia di una giurisdizione e regolamentazione chiara”, aggiunge.    E la competenza umana? Michelini risponde così: “È un elemento chiave, direi imprescindibile. La tecnologia, per quanto avanzata e all’avanguardia, non è sufficiente. Il fattore umano è indispensabile. Oggi molto spesso lo consideriamo solo in un’accezione negativa, ma rimane l’unico in grado di fare la differenza nel contrasto con il cybercrime. È importante investire in competenze, formazione, e rendere le aziende un luogo attrattivo per i nostri talenti”. A questo sta contribuendo, nel settore privato, anche Telsy: “È molto attenta all’investimento nel capitale umano. E poi fa parte di un grande gruppo, come il gruppo Tim, da sempre un motore dell’innovazione per il paese. Noi lo facciamo insieme, nel nostro piccolo, per la cybersecurity”.    L’amministratore delegato sottolinea, infine, l’importanza dell’evento: “Eventi di questo tipo sono fondamentali. Credo sia emerso in modo chiarissimo, nel corso degli interventi, quanto sia importante far parlare industria, istituzioni ed i rappresentanti degli organismi dedicati alla cybersecurity e alla protezione del nostro paese”. 
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Australia, in arrivo legge che ‘obbliga’ a due giorni di smart working

(Adnkronos) – Due giorni di smart working per legge. Accade in Australia dove è in arrivo l'obbligo legale per molte aziende australiane a consentire ai propri dipendenti di lavorare da casa due giorni a settimana. E' quanto prevede una legge proposta dal governo dello stato di Victoria che punta a sancire il diritto al lavoro da remoto. Melbourne, capitale dello stato di Victoria e città più grande dell'Australia, ospita numerose grandi aziende, tra cui BHP, Rio Tinto, ANZ Bank, Telstra e alcuni dei maggiori fondi pensione del Paese.   Il governo laburista dello stato ha elaborato una proposta che prevede che i dipendenti del settore pubblico e privato abbiano il diritto legale di lavorare da remoto per due giorni a settimana, ove possibile, a partire da settembre. Le piccole aziende avranno tempo fino a luglio 2027 per adeguarsi. "Il lavoro da casa è vantaggioso per le famiglie perché fa risparmiare tempo e denaro e fa lavorare più genitori", ha affermato la premier dello stato Jacinta Allan che dovrà affrontare a novembre le elezioni locali. Quella di ufficializzare il diritto allo smart working è un tema molto sensibile e farà parte della piattaforma elettorale laburista laddove l'opposizione liberale ha parlato di modelli di lavoro a distanza "insostenibili" per il settore pubblico ma non ha chiarito se si opporrà alla nuova legge. La proposta dello Stato australiano non piace tuttavia a molti manager che lamentano le presunte ricadute negative dello smart working mentre alcune associazioni di categoria hanno ipotizzato il trasferimento di posti di lavoro dal Victoria verso altri Stati. 
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Minacce di morte alla tennista Lucrezia Stefanini, Binaghi: “Fatto intollerabile”

(Adnkronos) –
Minacce di morte per la tennista italiana Lucrezia Stefanini a Indian Wells. L'azzurra (eliminata nel primo turno delle qualificazioni del Wta 1000 americano) ha ricevuto messaggi minatori su Whatsapp da alcuni scommettitori, alla vigilia del match poi perso 4-6 6-4 6-4 contro Victoria Jimenez Kasintseva, raccontando l'episodio sui social: "Mi hanno scritto su Whatsapp al mio numero personale, inviato una foto di una pistola e mi hanno intimato di perdere. Conoscevano i nomi dei miei genitori e dove abito. Queste situazioni devono finire, non è giusto ricevere questo tipo di pressione per una partita. Nessuno mi impedirà di portare avanti la mia passione e non mi farò intimidire”. Il fatto è stato commentato dal presidente della Federtennis Angelo Binaghi: "Le minacce subite da Lucrezia Stefanini – si legge in una nota – sono un fatto gravissimo e intollerabile. L’invio di immagini di armi, la conoscenza di dati personali e le intimidazioni rivolte a un’atleta rappresentano un salto di qualità inquietante che nulla ha a che fare con lo sport. Chi pensa di poter condizionare una partita attraverso la paura, o di colpire una giocatrice per interessi legati alle scommesse, deve sapere che si muove su un terreno criminale. Si tratta di comportamenti che meritano un’immediata risposta giudiziaria". E ancora: "La Federazione è al fianco di Lucrezia senza esitazioni. Chiediamo l’identificazione e la punizione dei responsabili e pretendiamo che il sistema internazionale rafforzi in modo drastico i meccanismi di tutela degli atleti. Lo sport non si tocca. E chi lo minaccia deve pagarne le conseguenze".  
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Cybersicurezza, Momola (Engineering): “E’ politica industriale, con la nostra Ia si rafforza ruolo nazionale”

(Adnkronos) – “Viviamo in una fase in cui i confini tra dominio militare e civile si sono progressivamente dissolti. La guerra non è più solo militare: è economica e informativa. È una guerra ibrida che non colpisce confini, ma infrastrutture essenziali — energia, finanza, trasporti, sanità — e che si manifesta con blackout, reti bancarie rallentate, campagne di disinformazione. Negli ultimi anni l’Italia e l’Europa hanno investito sempre di più in cybersecurity, ma è arrivato il momento di un cambio di prospettiva: non possiamo più limitarci a essere consumatori di tecnologia per la nostra sicurezza. Dobbiamo diventare produttori". Ad affermarlo è Fabio Momola, Ceo DHub e Cybertech del Gruppo Engineering, intervenendo oggi al Cybersec 2026 sul tema 'Il digitale come leva strategica tra Hybrid Warfare e Cybersecurity'.  L’Intelligenza Artificiale, sottolinea, "è un moltiplicatore di potenza in entrambe le direzioni, sia per chi attacca sia per chi difende. Proprio per questo dobbiamo orchestrare l’AI, non esserne orchestrati. Non serve inseguire modelli sempre più grandi e generici. Servono modelli di AI specializzati, agili e verticalizzabili: un’intelligenza artificiale sovrana, di cui abbiamo la governance totale — su quali dati è addestrata, chi la governa, chi ne risponde".  La cybersecurity, rileva, "non è solo protezione tecnica. È politica industriale. E una resilienza senza sovranità tecnologica è fragile. L’Italia ha le competenze per costruire questa autonomia strategica: campioni nazionali, decine di aziende specializzate e PMI innovative in ambito cyber, un capitale umano fatto di grandi professionisti ed esperti. Noi di Engineering ci stiamo muovendo in questa direzione, investendo su un’architettura concreta che parte da modelli proprietari e aperti, li specializza attraverso piattaforme dedicate, li orchestra in flussi operativi governati e ne garantisce osservabilità e controllo continuo in ogni fase. Lo facciamo nella consapevolezza di agire in un ecosistema dinamico e ricco di eccellenze. Ci sono tutti i presupposti per un approccio sistemico in cui la partnership pubblico-privato non sia un’opzione, ma un requisito strutturale: condivisione sicura delle informazioni sulle minacce, integrazione tra grandi player e Pmi, rafforzamento di una difesa comune. Nel dominio cyber non vince chi compra meglio. Vince chi costruisce meglio". 
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Cybersicurezza, Tito (Ibm): “Attacchi iniziati con applicazioni pubbliche aumentano del 44%”

(Adnkronos) – "La crescente frequenza e sofisticazione degli attacchi informatici impone alle organizzazioni di ripensare radicalmente il proprio approccio alla sicurezza digitale. Nel report X-Force Threat Intelligence Index 2026, Ibm ha registrato un aumento del 44% degli attacchi iniziati con lo sfruttamento di applicazioni pubbliche, in gran parte causati dalla mancanza di controlli di autenticazione e dalla scoperta di vulnerabilità consentita dall’Ai". Lo ha dichiarato Cristiano Tito, Cybersecurity Services Portfolio Lead Ibm Italia, in occasione della quinta edizione di Cybersec, la conferenza internazionale in corso a Roma e organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia. Tito illustra poi le soluzioni per affrontare la situazione: "Per affrontare questa sfida la sicurezza deve evolvere su due fronti: Ai per la sicurezza, che sfrutta l’intelligenza artificiale per automatizzare compiti, analizzare minacce e generare risposte, e sicurezza per l’Ai, volta a proteggere modelli, dati e flussi di lavoro da attacchi sofisticati, come prompt malevoli o deep fake. È necessario quindi un framework strutturato basato su principi zero trust e tecnologie emergenti come firewall Ai e Mldr (Machine Learning Detection and Response)". "All’orizzonte si profila poi un’altra sfida: il Quantum Computing. Questa tecnologia promette potenza di calcolo senza precedenti, ma rischia di rendere obsoleti gli algoritmi crittografici tradizionali, esponendo dati sensibili ad attacchi harvest now, decrypt later. L’Unione Europea ha suggerito un piano per la transizione alla Crittografia Post-Quantistica (Pqc) entro il 2035, sottolineando l’importanza di un passaggio tempestivo, completo e coordinato. È chiaro che il futuro della cybersecurity sarà ibrido, dominato da due forze trasformative: AI e Quantum Computing. Minacce e opportunità si intrecciano in una corsa globale dove chi saprà integrare queste tecnologie come alleate avrà un vantaggio strategico decisivo, non solo nella protezione dei dati – conclude – ma nella leadership geopolitica e tecnologica". 
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Iran, l’annuncio di Israele: “F-35 ha abbattuto caccia di Teheran”

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Primo duello nei cieli di Teheran. Israele annuncia che un F-35 'Adir' ha abbattuto un caccia iraniano YAK-130 in uno degli ultimi raid condotti dalle Idf, le forze di difesa. "E' il primo abbattimento nella storia di un jet da combattimento con pilota effettuato da un F-35", annunciano le forze di difesa israeliane con un post. Nelle ultime ore, i caccia di Tel Aviv hanno effettuato una serie attacchi nell'area di Teheran prendendo di mira le strutture dei Basij, i paramilitari che operano in coordinamento con i pasdaran, e centri di comando utilizzati dal regime. Le strutture colpite, secondo le forze di difesa israeliane, erano funzionali al controllo del territorio. Nel corso delle ultime operazioni, inoltre, i jet delle Idf hanno continuato a distruggere lanciamissili e altri sistemi in dotazione delle forze armate iraniane. Le operazioni dei jet israeliani si susseguono senza soluzione di continuità. Nella tarda serata di ieri l'esercito ha dichiarato di aver colpito un complesso sotterraneo "segreto" a Minzadehei, a nord est di Teheran, dove secondo le Idf gli scienziati iraniani stavano per sviluppare le "capacità necessarie" per le armi nucleari. "L'intelligence israeliana ha continuato a seguire le attività degli scienziati e ha localizzato la loro nuova posizione in questo sito'', consentendo così ''un attacco preciso al complesso sotterraneo segreto", ha affermato l'esercito israeliano. Le Idf hanno aggiunto che l'attacco elimina una componente fondamentale della capacità dell'Iran di sviluppare armi nucleari. Dall'inizio dell'operazione avviata il 28 febbraio, l'aeronautica militare israeliana ha lanciato oltre 4000 bombe: è stata già superata la quantità di munizioni sganciate dalle Idf durante l'intera operazione Rising Lion. la guerra di 12 giorni di giugno 2025. 
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Cybersicurezza, Portaluri (Magnet Forensic): “Ia acceleratore in indagini per cybercrime”

(Adnkronos) – "L’intelligenza artificiale sta diventando un abilitatore fondamentale nelle indagini sul cybercrime, permettendo di accelerare l’analisi delle evidenze digitali e individuare pattern criminali sempre più complessi. La vera sfida oggi è integrare queste tecnologie in modo affidabile, scalabile e conforme ai quadri normativi, rafforzando al tempo stesso la cooperazione tra attori pubblici e privati". Con queste parole Luigi Portaluri, Director South Europe di Magnet Forensic, è intervenuto oggi a Roma alla conferenza internazionale Cybersec 2026, promossa e organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato. Al centro dell’incontro ‘Cybercrime e cyberwar: norme, geopolitica e cybersecurity per una Difesa comune’. 
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Cybersicurezza, Pisano (Almaviva): “Accelerare processi di prevenzione”

(Adnkronos) – "Nel dominio cibernetico affrontiamo una sfida asimmetrica: gli attori ostili operano con implacabile rapidità e flessibilità, mentre le nostre risposte rischiano di essere rallentate da complessità organizzative e procedurali. È quindi essenziale rafforzare la sinergia tra istituzioni, industria e comunità tecnologica, accelerare i processi di prevenzione e risposta alla minaccia e promuovere una maggiore cooperazione tra il settore pubblico e quello privato. Solo attraverso un approccio proattivo e multi dominio sarà possibile indirizzare una maggiore resilienza dell’ecosistema digitale, rendendolo più sicuro e maggiormente capace di affrontare le sfide emergenti". Lo ha detto oggi a Roma Antonio Pisano, Chief Security Officer di Almaviva Group, in occasione di Cybersec 2026, la conferenza internazionale promossa e organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato. Al centro dell’incontro ‘Cybercrime e cyberwar: norme, geopolitica e cybersecurity per una Difesa comune’. 
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Cybersicurezza, Palermo (Fortinet): “Perdite milionarie per 41% aziende”

(Adnkronos) – "Aumentano gli investimenti, ma cresce anche l’impatto economico degli attacchi. A livello globale, nell’ultimo anno i budget destinati alla sicurezza dei dati sono cresciuti nel 72% delle organizzazioni. Tuttavia, il 41% delle aziende ha comunque subito perdite milionarie a causa di incidenti cyber interni. In questo dato c’è un’incidenza importante del fattore umano, a ulteriore conferma della stretta relazione tra le violazioni e la carenza di conoscenze di sicurezza informatica nelle imprese". Lo ha spiegato oggi a Roma Massimo Palermo, VP & Country Manager Italy & Malta di Fortinet, alla Cybersec 2026, la conferenza internazionale promossa e organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato. Al centro dell’incontro i temi legati a ‘Cybercrime e cyberwar: norme, geopolitica e cybersecurity per una Difesa comune’. "Nel contesto internazionale oggi si registra una mancanza di oltre 4,7 milioni di professionisti di cybersecurity: un gap che coinvolge anche l’Italia e che diviene fondamentale colmare con urgenza, diffondendo una cultura della sicurezza informatica accessibile a tutte e tutti, sin dall’istruzione di base. Per innalzare il livello di difesa collettivo, ridurre il gap di competenze e alzare il livello di consapevolezza è ormai una priorità strategica nel processo di gestione del rischio che ogni organizzazione deve considerare per la protezione dei dati, delle infrastrutture e del mondo digitale". Palermo si sofferma poi sul contributo di Fortinet: "Fortinet ha deciso di rendere disponibile, a titolo gratuito, il proprio servizio di Security Awareness and Training, personalizzato per il mondo dell’istruzione e degli istituti di formazione, per tutte le scuole primarie e secondarie del Paese, pubbliche e private. Il progetto, che nella sua fase pilota ha visto anche il coinvolgimento dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (Acn) e della Polizia Postale, rientra nell’impegno globale di Fortinet volto a formare un milione di persone entro la fine del 2026, partendo proprio dalle nuove generazioni", conclude. 
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Cybersicurezza, Mugnano (Gyala): “Unire le forze per un’Italia hub di eccellenza”

(Adnkronos) – "Il Cybersec 2026 propone una nuova visione: far evolvere l’ecosistema nazionale della cybersecurity verso il modello collaborativo CyberHub Italia, spinto dalla volontà di portare innovazione. In questo contesto, imprese come Gyala, che integra Threat Intelligence avanzata con strategie di resilienza condivise, possono dare un importante contributo. Sono convinto che solo unendo le forze tra pubblico e privato potremo contrastare le minacce evolute, trasformando l’Italia in un hub europeo di eccellenza". Queste le parole di Nicola Mugnato, Co-Founder di Gyala, oggi a Roma alla Cybersec 2026, la conferenza internazionale promossa e organizzata dal quotidiano Cybersecurity Italia in collaborazione con la Polizia di Stato che quest’anno, alla quinta edizione, si concentra sui temi ‘Cybercrime e cyberwar: norme, geopolitica e cybersecurity per una Difesa comune’. 
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