Categorie
Adnkronos News

Fumo, Manner-Romberg (Mru GmbH): “Con divieto sigarette elettroniche maggiori volumi mercato nero”

(Adnkronos) – Un potenziale divieto delle sigarette elettroniche in Europa "sposterebbe maggiori volumi sul mercato nero". Lo ha detto oggi Horst Manner-Romberg, Managing Director di Mru GmbH, durante la presentazione di un nuovo studio sul mercato irregolare di sigarette elettroniche all'interno dell'Unione Europea. "Si può fare lo stesso paragone con le droghe – ha aggiunto -. Tutte le droghe sono vietate, ma il mercato è gigantesco e questo accadrebbe anche per l'industria delle sigarette elettroniche". 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Fumo, Back (Skr Ag): “Prodotti irregolari dalla Cina rischiosi per Europa”

(Adnkronos) – "L'Unione Europea deve preoccuparsi delle normative. Se compri delle sigarette ci sono dei controlli e delle limitazioni, cosa che manca per lo svapo e le sigarette elettroniche. La quantità di prodotti provenienti dal mercato irregolare cinese è incontrollata e rischiosa per l'Europa.". Lo ha detto oggi Rico Back, Managing Partner di Skr Ag, durante la presentazione di un nuovo studio sul mercato irregolare di sigarette elettroniche all'interno dell'Unione Europea.  "Il 90% dei vape in commercio globalmente provengono dalla Cina, più di 40 tonnellate di prodotto. Ho visto la crescita di questi mercati, che di conseguenza porta a una necessità di profitti. All'interno di questi prodotti si trovano più di un migliaio di ingredienti non sottoposti a controllo, con dogane non pronte ad affrontare il problema e con una mancaza di dibattito sulla loro origine, sarà impossibile controllare il mercato. Questo sarà un problema per tutta l'Europa" ha aggiunto.  
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Il 48% del mercato europeo di sigarette elettroniche è irregolare

(Adnkronos) – Circa il 90% delle sigarette elettroniche presenti in Europa proviene dalla Cina. Il 48% del mercato europeo, un volume di 6,6 miliardi di euro, è rappresentato da commercio irregolare e entro il 2030 il volume raggiungerà i 10,8 miliardi di euro. È quanto emerge da un nuovo studio realizzato da New Fraunhofer. “Per la prima volta siamo riusciti a mappare il mercato sommerso delle sigarette elettroniche in Europa, sulla base di analisi commerciali e della catena di approvvigionamento, statistiche doganali e segmentazione del mercato – spiega Uwe Veres-Homm, responsabile dell'analisi dei rischi e della localizzazione presso il Fraunhofer IIS -. Le nostre analisi mostrano che circa il 90% delle sigarette elettroniche presenti in Europa proviene dalla Cina”. I prodotti irregolari sono merce presente sul mercato grigio e nero che violano le normative fiscali nazionali, i requisiti di etichettatura o le norme di omologazione, o la cui origine non può essere chiaramente tracciata. Di questi, il 35% può essere chiaramente attribuito al commercio illegale; circa il 13% sono importazioni private di prodotti non approvati o non tassati. La perdita fiscale stimata nel 2024 nella sola Germania era di circa 119 milioni di euro.  Il mercato irregolare non accenna a fermarsi con un tasso stimato dell'8,6% all'anno. Circa il 72% della produzione cinese di sigarette elettroniche avviene a Shenzhen, il 70% dei produttori di questi dispositivi ha sede in questa città. Germania, Paesi Bassi e Belgio sono i centri nevralgici per l'ulteriore distribuzione in Europa. Da lì, le spedizioni vengono spesso trasferite su camion e trasportate tra i Paesi dell'Unione con minori controlli. Un metodo che consente l'ingresso di merci irregolari nel mercato interno e l'elusione delle imposte.  Un ulteriore problema è rappresentato dal volume delle spedizioni di merci in arrivo quotidianamente dalla Cina. Secondo la Commissione europea, lo scorso anno sono arrivati nell'Ue circa dodici milioni di pacchi al giorno, un numero superiore rispetto ai due anni precedenti. Anche i consumatori ordinano sempre più spesso direttamente dall'Asia. I fornitori di piattaforme traggono vantaggio dalla mancanza di uniformità delle normative comunitarie. Questa merce "elude i controlli di qualità e di tutela dei consumatori e sono estremamente redditizie per i produttori – sottolinea Horst Manner-Romberg, amministratore delegato della MRU Beratungs- und Verlagsgesellschaft mbH, che ha collaborato con Fraunhofer IIS -. Le differenze di prezzo all'interno del mercato interno dell'Unione Europea creano inoltre incentivi al contrabbando e alle reimportazioni dai paesi confinanti, mettendo sotto enorme pressione i fornitori legali". Le differenze in materia di tasse e normative creano disparità di prezzo e una mancanza di trasparenza, lacune che gli operatori di mercato sfruttano. "Standard uniformi per le licenze, la qualità dei prodotti e la tassazione potrebbero contribuire a ridurre le perdite fiscali e rafforzare la tutela dei consumator", aggiunge Uwe Veres-Homm.  "Le sigarette elettroniche arrivano in Europa in confezioni standard. Quello che sembra un traffico innocuo costituisce in realtà un mercato sommerso del valore di miliardi – ribadisce Rico Back, managing partner di SKR AG, che ha commissionato lo studio -. Le conseguenze per l'economia e la società sono immense e la logistica si trova involontariamente al centro del problema". Dal punto di vista logistico, sono fondamentali una maggiore trasparenza e una stretta collaborazione: "Nessuna autorità doganale al mondo è in grado di controllare ogni giorno milioni di pacchi senza errori – evidenzia -. Dobbiamo rendere le catene di approvvigionamento tracciabili digitalmente e collaborare più strettamente con i paesi di origine. Solo quando i flussi di merci saranno trasparenti e interconnessi sarà possibile frenare efficacemente le importazioni illegali. Se a questo aggiungiamo i liquidi, con confezioni separate difficili da controllare, la situazione diventa ancora più esplosiva".  Ma un divieto totale delle sigarette elettroniche, come quello attualmente in discussione pubblica, sarebbe controproducente. Se i canali di distribuzione legali venissero eliminati, il rischio è che queste quote si spostino nel mercato illegale. Lo studio suggerisce tre misure che possono essere adottate indipendentemente dalle maggioranze politiche. Per prima cosa definizioni e classificazioni dei prodotti uniformi: molte distorsioni derivano dal fatto che prodotti identici sono registrati, classificati e tassati in modo diverso nei vari Stati membri dell'Ue.  Poi tracciabilità digitale e piattaforma dati centrale: le tecnologie per la trasparenza della catena di approvvigionamento, come la serializzazione basata su blockchain o la valutazione dei rischi supportata dall'intelligenza artificiale, possono aiutare a distinguere i flussi di merci legali da quelli illegali. È importante che questi dati confluiscano in una piattaforma centrale internazionale che colleghi la produzione, l'importazione, il consumo e, soprattutto, le violazioni delle normative, consentendo così una sorveglianza olistica del mercato.  Infine. cooperazione con i paesi di origine: soprattutto per i beni prodotti in serie provenienti dalla Cina, il controllo più efficace può essere esercitato prima dell'esportazione, non solo all'importazione. Una stretta cooperazione tra le autorità europee e asiatiche, insieme al collegamento alla piattaforma dati centrale, potrebbe creare trasparenza lungo l'intera catena di approvvigionamento e frenare i flussi illegali alla fonte. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Schizofrenia acuta, studio europeo: “Sintomi sotto controllo con risperidone”

(Adnkronos) – Nella gestione della schizofrenia, il tempo conta. Conta per ridurre la sofferenza del paziente, contenere il disorientamento e l'angoscia che accompagnano la fase di ricaduta, ma conta anche per costruire da subito un percorso di cura che non si interrompa con la dimissione. È questo il messaggio emerso dall'incontro stampa che si è tenuto a Brescia, dedicato alle nuove evidenze real-world dello studio Reshape su risperidone Ism, prodotto dalla azienda farmaceutica Rovi, con la partecipazione di Christoph Correll, riferimento scientifico europeo del progetto e primo autore della pubblicazione internazionale dei risultati dello studio, e di Antonio Vita, ordinario di Psichiatria dell'Università degli studi di Brescia.  I dati dello studio sono stati da poco pubblicati sul World journal of biological psychiatry. Condotto nella pratica clinica reale, Reshape ha coinvolto 275 pazienti provenienti da 76 centri ospedalieri di cinque Paesi europei, con una significativa partecipazione italiana. I dati presentati – informa una nota – mostrano che il trattamento ha consentito un rapido controllo della sintomatologia, con miglioramenti significativi già a partire dall'ottavo giorno, e una dimissione ospedaliera in una mediana di 8 giorni dall'inizio della terapia. Accanto al miglioramento dei sintomi, è stato osservato anche un recupero del funzionamento personale e sociale, misurato con la scala Psp, già a 28 giorni dalla prima dose. Tra gli obiettivi dello studio figuravano inoltre la durata del ricovero, la soddisfazione riferita dal paziente, la sicurezza e la tollerabilità del trattamento nella pratica clinica quotidiana. Il valore dei risultati, spiegano gli esperti, risiede non solo nella rapidità dell'effetto, ma anche nel loro significato clinico più ampio: trattare precocemente e in modo personalizzato la fase acuta può aiutare a ridurre le fratture nel percorso terapeutico, facilitando un collegamento più solido tra ricovero, dimissione e presa in carico territoriale. Uno dei messaggi chiave emerso dallo studio è proprio la possibilità di costruire un vero 'ponte' tra ospedale e territorio, evitando che il momento della dimissione coincida con una nuova fragilità, si evidenzia.  "Nella fase acuta della schizofrenia – spiega Vita – abbiamo bisogno di un trattamento che sia rapidamente efficace e ben tollerato, ma capace non solo di controllare i sintomi ma anche di gettare le basi per un'alleanza terapeutica e per un progetto di cura che prosegua oltre l'emergenza. Il valore dei dati real-world è questo: ci mostrano che cosa accade davvero nei nostri servizi, con pazienti complessi e bisogni concreti, e ci aiutano a ragionare in termini di continuità di cura, non solo di gestione dell'episodio acuto". Sul piano clinico, un elemento particolarmente rilevante, si legge nella nota, è che i risultati dello studio appaiono coerenti con quelli degli studi registrativi precedenti, rafforzando la fiducia del clinico nell'uso del trattamento nella pratica quotidiana. "Lo studio Reshape fornisce preziose evidenze real-world che mostrano come Risperidone Ism possa offrire un rapido miglioramento dei sintomi, recupero funzionale, buona tollerabilità e soddisfazione del paziente nelle persone ricoverate per una ricaduta acuta di schizofrenia – sottolinea Correll – Sono risultati che supportano il ruolo di risperidone Ism come opzione terapeutica concreta per stabilizzare rapidamente il paziente e facilitare il passaggio, tanto delicato quanto cruciale, dall'assistenza ospedaliera alla presa in carico territoriale. In questa prospettiva, il miglioramento del funzionamento, della qualità di vita e della continuità terapeutica diventa parte integrante del valore clinico del trattamento".  "L’innovazione per Rovi significa tradurre la ricerca in soluzioni terapeutiche che abbiano un impatto reale nella vita delle persone. Nella gestione della schizofrenia in fase acuta – evidenzia Luca Mantegna, Neuroscience Business Unit Director Rovi Biotech Italia – ciò significa sostenere un approccio che aiuti a stabilizzare precocemente il paziente, favorire una maggiore aderenza terapeutica e costruire un percorso di continuità di cura, con l'obiettivo di migliorare nel lungo termine autonomia, funzionamento e qualità di vita del paziente". Uno dei punti salienti – è emerso dall'incontro – riguarda il recupero funzionale precoce, che incide direttamente sulla vita quotidiana delle persone, facilitando il reinserimento sociale, familiare e relazionale. Proprio questo rapido recupero rappresenta un determinante cruciale della prognosi, sottolineano gli esperti, perché favorisce il reinserimento del paziente, crea le condizioni per interventi psicosociali più mirati e può tradursi in maggiore autonomia della persona. Il miglioramento non riguarda infatti solo i sintomi: i dati presentati indicano un recupero funzionale precoce che può tradursi anche in una migliore qualità di vita, grazie a una più rapida ripresa delle relazioni, della quotidianità e dell’autonomia.  Spazio anche al tema della soddisfazione del paziente e dell'alleanza terapeutica, elementi spesso trascurati nel racconto pubblico della schizofrenia ma decisivi nella realtà clinica. L'accettabilità del trattamento e il suo gradimento da parte del paziente rappresentano infatti fattori centrali per favorire una maggiore aderenza terapeutica e costruire, già dalla fase acuta, un percorso di cura più solido e continuativo. I dati di Reshape – conclude la nota – rafforzano l'idea che la fase acuta non debba essere considerata soltanto un'emergenza da contenere, ma anche un momento decisivo per impostare meglio il futuro del paziente. Non solo stabilizzazione, dunque, ma un approccio più proattivo e integrato, capace di tenere insieme efficacia clinica, continuità assistenziale e recupero funzionale.  
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Colite ulcerosa, Mulè (Fi): “Campagna ‘Io esco’ vicina ai pazienti”

(Adnkronos) – L'importanza di ospitare alla Camera dei Deputati una campagna come 'Colite ulcerosa, Io esco’, che coinvolge medici, pazienti, comunità scientifica e istituzioni "è legata alla consapevolezza che si tratta di una patologia che riguarda circa 264mila persone in Italia, che da sole compongono una grande città". Lo ha detto Giorgio Mulè, parlamentare di Forza Italia e vicepresidente della Camera dei Deputati, in occasione dell’evento di presentazione dell'iniziativa che da due anni offre ai pazienti, ai loro caregiver e ai professionisti che operano nei centri specializzati, una piattaforma di incontro e dialogo per capire come gestire al meglio la malattia e trasformare questa esperienza da peso denso di fatica a bagaglio di risorse individuali e collettive.  "La colite ulcerosa è una patologia che interessa i giovani adulti: abbiamo il dovere di non lasciarli soli e di accompagnarli attraverso un percorso che non sia solo medico, ma che coinvolga anche caregiver ed equipe multidisciplinari, capaci di accompagnare queste persone nel loro cammino. Per questo, la Camera è felice di poter ospitare un’iniziativa come questa, che sono certo percorrerà ulteriori passi in avanti" conclude.   
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Fiere, Zambito (Intesa Sp): “Giovani ed education chiave per sviluppo Paese”

(Adnkronos) – “Per una banca sistemica come Intesa Sanpaolo, i giovani, gli studenti e l’education rappresentano un elemento chiave per lo sviluppo strategico del Paese. Per questo inseriamo obiettivi specifici anche nei nostri piani industriali e lavoriamo per integrare sempre di più i percorsi scolastici e accademici con il tessuto produttivo”. Lo ha dichiarato Elisa Zambito Marsala, responsabile education ecosystem di Intesa San Paolo, intervenendo a LetExpo, la fiera dedicata a trasporti, logistica, servizi alle imprese e sostenibilità, organizzata da Alis con Veronafiere, sottolineando il ruolo centrale delle competenze per la crescita economica e sociale della nazione. L’Italia, secondo Zambito Marsala, deve fare i conti con una situazione demografica complessa. “Il tasso di natalità continua a ridursi, con circa sei nascite ogni mille abitanti, tra i livelli più bassi al mondo, mentre il paese è tra i più anziani: oltre il 23% della popolazione ha più di 65 anni, contro circa il 13% di giovani tra i 16 e i 34 anni”. A questo si aggiungono fenomeni come il mismatch tra domanda e offerta di lavoro e la fuga dei talenti: “Nel 2022-2023 circa 100mila giovani hanno lasciato l’Italia e solo un terzo è rientrato”. Per affrontare queste sfide, ha aggiunto, il gruppo bancario ha sviluppato diversi osservatori dedicati all’evoluzione delle competenze e ai nuovi trend economici. Tra questi l’Osservatorio sull’evoluzione delle competenze realizzato con la Luiss Guido Carli, che coinvolge oltre mille imprese con l’obiettivo di monitorare i fabbisogni professionali in un mercato del lavoro in rapido cambiamento. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Graziano (Unicef): “Logistica per garantire diritti, distribuiti 3 mld vaccini nel mondo”

(Adnkronos) – “Alcuni dati aiutano a comprendere come la nostra missione si intrecci con il mondo della logistica: abbiamo distribuito quasi 3 miliardi di vaccini nel mondo, raggiungendo il 50% della popolazione globale in cinque anni. La logistica è un pilastro essenziale: il diritto alla salute e all'istruzione non possono essere garantiti se mancano gli strumenti per tradurli in pratica. Abbiamo riconosciuto in Alis una visione comune basata sul dovere sociale e sulla coesione”. Sono le parole di Nicola Graziano, presidente Unicef Italia, oggi a Verona al panel ‘Il ruolo di società, mondo del lavoro e terzo settore per costruire una vera inclusione’, uno degli incontri del programma di Casa Alis, lo spazio dell’Associazione logistica dell'intermodalità sostenibile, dedicato a interviste e conferenze istituzionali a LetExpo2026. Il presidente Graziano fa sapere che con Alis sono già “in cantiere una serie di progetti e proposte” nella convinzione che “ogni scelta debba attraversare i tempi e le generazioni, proprio come sancito dalla recente riforma della Costituzione. Gli articoli 9 e 41 – evidenzia – oggi orientano l’economia e le aziende private verso la tutela della salute, dello sviluppo e della dignità”. E aggiunge: “Il concetto di 'nuove generazioni' introdotto nella Costituzione è un obiettivo da interpretare insieme, poiché ogni decisione supera confini geografici e temporali. Non possiamo agire nel presente senza guardare al domani: questa è la missione fondamentale dell’Unicef, che intendiamo portare avanti con forza insieme alle istituzioni e ai nostri partner”. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Paralimpiadi Milano Cortina, quarta medaglia per Mazzel: argento nel gigante

(Adnkronos) – Quarta medaglia per Chiara Mazzel, con la guida Fabrizio Casal, alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026 oggi giovedì 12 marzo. Dopo i due argenti in discesa e combinata e l'oro in superG, arriva anche l'argento in gigante. Oro all'austriaca Veronika Aigner, con la guida Eric Digruber, bronzo per l’altra austriaca Elina Stary, con la guida Stefan Winter. L'azzurra ha commentato il risultato raggiunto a fine gara: "È magnifico. Un oro e tre argenti, sono molto felice perché ho gareggiato con la mia guida di sempre. Questa medaglia ha un grandissimo valore. L’austriaca era quasi irraggiungibile, ma abbiamo sciato bene sul ripido e sul piano". 
—milano-cortina-2026/protagonistiwebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Insonnia e disturbi del sonno, in Parlamento nasce gruppo di lavoro dedicato

(Adnkronos) – Mettere in evidenza la rilevanza i disturbi del sonno come l’insonnia cronica, una condizione ancora sottovalutata, ma che ha un impatto significativo sulla qualità della vita, sulla salute e sui costi sociali diretti e indiretti. È l'obiettivo del Gruppo di lavoro su insonnia e altri disturbi del sonno, all'interno dell'Intergruppo Parlamentare per le Neuroscienze e l'Alzheimer, promosso dalla deputata Annarita Patriarca e dalla senatrice Beatrice Lorenzin, e presentato oggi a Roma. L'insonnia – informa una nota – è una patologia diffusa che colpisce circa 13,4 milioni di italiani, soprattutto donne (60-70% dei casi), con una maggiore incidenza tra i 45 e i 65 anni, e che comporta gravi ripercussioni sulla salute pubblica e sull'economia nazionale. I costi stimati, infatti, sono circa 14 miliardi di euro l'anno, pari allo 0,74% del Pil, suddiviso tra costi diretti, che riguardano ricoveri, visite mediche, farmaci e costi indiretti, tra cui assenteismo, incidenti stradali e domestici. Chi soffre di insonnia cronica lamenta una scarsa qualità e quantità del sonno che interessa almeno 3 notti alla settimana per un periodo di tre mesi consecutivi: i sintomi notturni, tra cui difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno prolungato, hanno delle ripercussioni sul benessere psico-fisico durante il giorno, perché generano stanchezza, scarsa concentrazione, irritabilità. Questi naturalmente incidono sulla partecipazione attiva al mondo del lavoro, e sono un costo nascosto per il welfare collettivo. Inoltre, è una condizione che comporta un impatto sulla salute mentale e fisica di chi ne soffre, che non riguarda solo la notte e il sonno: infatti, oltre il 60% dei pazienti italiani con disturbi del sonno dichiara di subire un impatto negativo significativo sul benessere psicologico e il 43% dei pazienti riporta una compromissione della vita sociale. “Alla luce delle importanti ripercussioni che i disturbi cronici del sonno hanno sulla qualità di vita dei pazienti e sul sistema sociale, economico e sanitario del Paese, risulta fondamentale che gli esponenti istituzionali riconoscano per primi l’insonnia cronica come una patologia a sé stante e che l’agenda politica riservi uno spazio di confronto adeguato”. Ha dichiarato l’onorevole Annarita Patriarca, segretario presidenza della Camera dei deputati e membro XII Commissione – Camera. “Quello di questi pazienti è un quadro clinico complesso, che richiede risposte puntuali – aggiunge – È necessario che si mettano a terra azioni concrete per l’attivazione di percorsi di assistenza personalizzati e continuativi, per la presa in carico consapevole e multidisciplinare, prevedendo sia un accesso più efficiente e appropriato ai trattamenti sia un riconoscimento giuridico a livello nazionale e regionale, affinché la richiesta di assistenza venga accolta e gestita in modo efficace”. (Video)  Il nuovo Gruppo di Lavoro su insonnia e altri disturbi del sonno, “svolge un ruolo centrale nel riconoscere formalmente questa patologia – chiarisce Patriarca – nel promuovere politiche di prevenzione, riconoscimento e gestione precoce, affinché diventi una priorità di salute pubblica. In molti Paesi europei, l’insonnia viene riconosciuta come una patologia indipendente, il cui trattamento viene rimborsato. Anche per queste ragioni, affinché l’Italia non rimanga indietro, è necessario lavorare per formulare una proposta di Legge per il riconoscimento dell’insonnia cronica”. Il nuovo Gruppo di Lavoro – dettaglia la nota – sta lavorando concretamente – grazie all’importante contributo del comitato scientifico – alla realizzazione un Policy Paper sull’insonnia cronica per promuovere una maggiore consapevolezza a livello istituzionale della patologia e dell’importante burden che ha per la collettività. Il documento getterà delle solide basi affinché questa priorità si concretizzi in misure preventive e di presa in carico efficaci dei pazienti e verrà presentato il prossimo 14 aprile al Centro Studi Americani in un evento dedicato. Il supporto del comitato scientifico è fondamentale perché dà solidità scientifica alla richiesta che l’insonnia cronica diventi una priorità dell’agenda sanitaria del Paese e che sia formulata una proposta di Legge in merito.  “Il tema del sonno riguarda direttamente la qualità delle nostre politiche pubbliche”, ha sottolineato la senatrice Beatrice Lorenzin, Membro 5ª Commissione – Senato. “Non è solo una questione sanitaria, ma un fattore strategico che incide sull’efficienza dei servizi, sulla tenuta del sistema produttivo e, soprattutto, sulla sicurezza delle persone. Quando parliamo di carenza di sonno, parliamo di un elemento che contribuisce a incidenti stradali, errori professionali, tutti costi sociali che certamente il nostro Paese non può permettersi di ignorare. La ricerca – chiarisce – ha confermato e riconosciuto come la qualità del sonno e, a fianco ad esso, la qualità della veglia, contribuiscano al mantenimento del benessere fisico, cognitivo e mentale. Le ipersonnie, la sindrome delle apnee in sonno, e infine l’insonnia cronica vanno riconosciute perché rappresentano patologie oggi trattabili con potenziale abbattimento delle gravi comorbilità cui spesso si associano, enormi risparmi per la sanità e immediato beneficio per la qualità della vita. Nel nostro Paese – conclude – sono stati compiuti passi importanti, ma è giunto il momento di dare un riconoscimento giuridico a queste patologie”. 
—salutewebinfo@adnkronos.com (Web Info)

Categorie
Adnkronos News

Il silenzio del colore, Mark Rothko in mostra a Firenze

(Adnkronos) – A Firenze una grande retrospettiva dedicata al pittore statunitense Mark Rothko (1903-1970) esplora il rapporto tra il maestro dell’astrazione e la tradizione artistica italiana, mettendo in dialogo le sue celebri campiture cromatiche con la dimensione spirituale della pittura rinascimentale. Ospitata a Palazzo Strozzi, dal 14 marzo al 23 agosto 2026, la mostra "Rothko a Firenze" riunisce una settatina di opere provenienti da importanti musei internazionali e ripercorre l’intera carriera dell’artista, dalle prime prove figurative agli iconici dipinti astratti con grandi campiture di colore, estendendosi anche ad alcuni luoghi simbolo di Firenze che segnarono profondamente la sua ricerca. A cura di Christopher Rothko, figlio del pittore, ed Elena Geuna, "Rothko a Firenze" rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, per celebrare il legame speciale tra il pittore e la culla del Rinascimento. L’architettura del palazzo e la città stessa sono lo scenario ideale per esplorare come l’artista traduca in pittura la tensione tra misura classica e libertà espressiva, dando vita attraverso il colore a una nuova percezione dello spazio che oltrepassa la bidimensionalità della tela.  Il percorso espositivo a Palazzo Strozzi si snoda cronologicamente permettendo di ripercorrere l’intera carriera di Rothko: dagli anni Trenta e Quaranta, caratterizzati da opere figurative e in dialogo con i linguaggi dell’Espressionismo e del Surrealismo, fino agli anni Cinquanta e Sessanta, che si distinguono per le celebri tele astratte create attraverso ampie campiture cromatiche capaci di coinvolgere profondamente lo spettatore attraverso un vocabolario intriso di spiritualità e poesia. In mostra, opere provenienti da prestigiose collezioni private e dai più importanti musei internazionali, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA) e il Metropolitan Museum of Art di New York, la Tate di Londra, il Centre national d’art et de culture Georges-Pompidou di Parigi e la National Gallery of Art di Washington.   La mostra presenta oltre settanta opere, molte delle quali mai esposte prima in Italia. Le sezioni del percorso espositivo attraversano i diversi momenti della ricerca dell’artista, documentando anche la sua relazione con la tradizione artistica italiana. In un primo nucleo di opere degli esordi emerge l’interesse di Rothko per una dimensione simbolica e psicologica della figura e per l’impianto compositivo rinascimentale come in Interior (1936) in cui è evidente il richiamo alla tomba di Giuliano de’ Medici di Michelangelo nella Sagrestia Nuova di San Lorenzo. A queste si affiancano i lavori neo-surrealisti degli anni Quaranta che introducono una sensibilità più fluida e metamorfica, preludio alla dissoluzione della forma in quelli che verranno detti Multiforms, campi di colore sospesi sulla tela che segnano il passaggio verso una totale astrazione.  Nelle successive grandi tele astratte come No.3 / No. 13 (1949) del MoMA di New York o Untitled (1952-1953) del Guggenheim Museum di Bilbao, la luce e il colore invitano alla meditazione. Negli anni seguenti la tavolozza si fa più raccolta, dai verdi e blu fino ai toni bruni e rossi degli anni Sessanta. La relazione con l’architettura riemerge negli studi per i Seagram e gli Harvard Murals, con portali cromatici e soglie chiuse ispirate anche al Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana.  Il percorso si conclude con la serie pittorica Black and Gray (1969-1970) e le ultime opere su carta in cui attraverso tinte terra di Siena, rosa e celeste, la pittura raggiunge una sintesi di introspezione e rigore.   Da Palazzo Strozzi il progetto si estende poi alla città di Firenze, coinvolgendo due luoghi particolarmente cari all’artista, nelle sezioni speciali di due importanti istituti del Ministero della Cultura: il Museo di San Marco, che riapre l'intero percorso museale e la Sala del Beato Angelico riallestita, con cinque opere esposte in altrettante celle affrescate dall’Angelico, e il Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana, con due opere in dialogo con lo spazio progettato da Michelangelo. Il primo incontro dell’artista con Firenze risale al 1950, durante un viaggio in Italia insieme alla moglie Mell. L’artista rimane particolarmente affascinato dalla pittura di Beato Angelico al Museo di San Marco e dall’architettura del Vestibolo della Biblioteca Medicea Laurenziana. Quest’ambiente unico – che l’artista visiterà nuovamente nel 1966 – sarà fonte di ispirazione per la serie dei Seagram Murals, realizzata alla fine degli anni Cinquanta.  Nelle opere dalle tonalità più delicate è invece palpabile l’influenza dell’arte italiana del Quattrocento e, in particolare, di Beato Angelico. Entrambi gli artisti condividono il desiderio di evocare un senso di trascendenza, una dimensione al tempo stesso distante e profondamente familiare. Se Beato Angelico riesce a coniugare senso del divino e realtà terrena attraverso l’emozione della pittura, Rothko costruisce campiture cromatiche capaci di indurre diverse tensioni emotive, mettendo in discussione i concetti consolidati di astrazione e di teoria del colore.  “Mio padre desiderava che chi osservava i suoi dipinti provasse la stessa esperienza religiosa che lui aveva provato mentre li realizzava” afferma Christopher Rothko, curatore della mostra. “Ispirato dai suoi viaggi a Roma e Firenze, quell'elemento spirituale divenne ancora più centrale. In tutta la mostra abbiamo allestito sale intime dove l'interazione personale con le opere di Rothko è massimizzata e valorizzata dalla loro risonanza con le sale storiche stesse”.   “L’incontro con Firenze rivela a Rothko una tradizione in cui pittura e architettura convergono in una dimensione contemplativa” dichiara Elena Geuna, curatrice della mostra. “La mostra inserisce la sua opera in questa prospettiva, dove la quiete meditativa degli affreschi di Beato Angelico al Museo di San Marco e la tensione spaziale del vestibolo della Biblioteca Laurenziana di Michelangelo riecheggiano nella ricerca di una pittura capace di esprimere i più profondi stati d’animo umani”.  “Rothko ha ridefinito il linguaggio della pittura del Novecento, trasformando il colore in esperienza, spazio e meditazione” dichiara Arturo Galansino, direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi. “Questa mostra rappresenta un progetto unico, concepito appositamente per Palazzo Strozzi, ed è nata dal desiderio di offrire un incontro profondo con la sua ricerca, ricostruendo nelle nostre sale tutte le principali fasi della sua carriera, attraverso una ampia selezione di opere, e mettendo in dialogo la potenza silenziosa delle sue opere con la storia della città”. 
—culturawebinfo@adnkronos.com (Web Info)