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Esclusiva Rete Sport – Stefano Capozucca

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AUDIO – ESCLUSIVA RETESPORT – Franco Tancredi: “Tra i pali serve una gerarchia precisa: Pau timoroso, Roma punta su Meret”

ESCLUSIVA RETE SPORT – "Tra i pali serve una gerarchia precisa, altrimenti si genera solo confusione". Chiaro e perentorio il giudizio di Franco Tancredi sui 104.2 di ReteSport. L'ex portiere della Roma scudettata 82-83' e per diverse stagioni anche preparatore giallorosso, è intervenuto in merito al delicato momento che sta attraversando il duo Mirante-Pau Lopez: "Credo che per evitare fraintendimenti e improvvisi cali, tra i pali ci deve essere sempre un titolare e una riserva, insomma ruoli chiari e gerarchie ben definite. Antonio Mirante è a fine carriera, è arrivato a Roma come buon dodicesimo, è stato 'costretto' a giocare titolare con continuità perchè prima Olsen, poi Pau Lopez non hanno fatto ciò che dovevano".

Tancredi si è soffermato sulle difficoltà di Pau Lopez: "E' un portiere che ha difficoltà nella fisicità ma devo dire che mi ha stupito molto in negativo dal punto di vista caratteriale: dopo un errore continua ad accusare il colpo e non riesce a metterselo alle spalle. Ha dimostrato eccessivo timore, credo che la Roma debba trovare un titolare per la prossima stagione: a me piace molto Meret. In generale credo che le società dovrebbero smetterla di scegliere i portieri solo perchè sanno giocare bene con i piedi. Molti dimenticano che prima di tutto un portiere deve saper parare e saper stare tra i pali"

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AUDIO – ESCLUSIVA ReteSport, Simone Tiribocchi: “Roma in fiducia, bravo Fonseca a cambiare. Gomez? Lo porterei nella capitale”

Simone Tiribocchi, ex centravanti dell'Atalanta e attuale opinionista di DAZN, è intervenuto ai microfoni di Rete Sport alla vigilia di Atalanta-Roma:

"Mi aspetto una partita di livello domani: l'Atalanta vuole andarsi a riprendere quei punti persi per strada ad inizio stagione, per le tante energie spese in Champions, mentre la Roma è in fiducia, è più forte e completa dello scorso anno, anche grazie alle nuove scelte tattiche di Fonseca. Penso che l'allenatore portoghese abbia fatto bene a cambiare sistema, passando alla difesa a tre. Vedo una Roma cambiata sul piano dell'atteggiamento, dell'intensità, della capacità di recuperare il pallone alto e le posizioni difensive. La squadra gialloorossa sta acquisendo consapevolezza, ora serve il salto di qualità con le grandi. Gomez? Caso strano e particolare, difficile da giudicare dall'esterno. E' chiaro che il Papu sia stato fondamentale per la crescita dell'Atalanta, così come Gasperini. Poi arrivano i risultati che ti possono aiutare a ricompattare lo spogliatoio, ma mi sembra ormai chiaro che Gomez andrà via e se fossi la Roma ci penserei per gennaio, perchè per l'attuale disposizione tattica dei giallorossi sarebbe perfetto"

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ESCLUSIVA – Retesport con la Roma: distribuiti regali ai piccoli pazienti dell’Ospedale San Raffaele – FOTO

Retesport e la AS Roma insieme per un'altra importante iniziativa portata avanti dalla Onlus Roma Cares durante la pandemia. Il club giallorosso rappresentato dai calciatori Carles Perez e Borja Mayoral, ha infatti distribuito questa mattina regali, pandori e il calendario "Amami e Basta" ai pazienti e gli operatori sanitari dell'Ospedale San Raffaele. Retesport in esclusiva ha documentato l'iniziativa benefica della Roma, l'ennessima di questi mesi. 

In occasione delle festività natalizie la Roma ha scelto di organizzare una serie di iniziative a sostegno di diverse strutture che operano in Città: in un Natale così insolito il Club ha voluto inviare un messaggio concreto di vicinanza alle realtà impegnate ogni giorno ad affrontare emergenze sociali sul territorio cittadino e a contrastare gli effetti della pandemia.

Il Club, attraverso la propria fondazione Roma Cares, ha infatti intensificato il programma di attività rivolte a strutture ospedaliere, case famiglia, parrocchie, associazioni e centri di accoglienza, per offrire il proprio supporto ai più bisognosi e agli operatori sanitari in prima linea in questi mesi di contrasto al Covid-19.

Le prime iniziative si sono tenute ad inizio settimana con la consegna a medici e infermieri dello Spallanzani e del Bambin Gesù dei pandorini e i calendari dell’iniziativa Amami e Basta. Durante la settimana Vincent Candela, Giada Greggi e Paloma Lazaro si sono recati alla Comunità di Sant’Egidio, dove hanno offerto agli homeless i food boxes preparati a Trigoria e confezionati con il contributo speciale di Paulo Fonseca e Betty Bavagnoli. La distribuzione dei pasti andrà avanti fino alla vigilia di Natale. Proseguono anche le iniziative legate alla campagna Amami e Basta, lanciata a novembre contro la violenza sulle donne, con la visita di Amra Dzeko e Veronica Pellegrini alla casa famiglia “Il Giardino dei Ciliegi”: nella circostanza le compagne dei calciatori hanno consegnato tablet, giocattoli e pandorini alle ospiti della struttura e ai loro bambini.

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VIDEO – ESCLUSIVA RETESPORT, Carles Perez: “Obiettivo? Puntiamo in alto. Cercherò di sfruttare le mie occasioni”

A  margine di una nuova iniziativa di beneficienza della Roma presso l'ospedale San Raffaele, Carles Perez ha rilasciato una breve intervista ai microfoni di ReteSport:

Un’altra bellissima iniziativa da parte della Roma, sarai molto contento…
Per noi giocatori è un piacere essere qui e poter strappare un sorriso a questi bambini. Molti di loro sono appassionati di calcio, noi calciatori siamo un modello. Ci fa piacere aiutarli a trascorrere un Natale piùfelice e sereno.

Ieri un’importante vittoria col Torino, ma c’è stata qualche polemica sull’arbitraggio di Abisso. Non pensi che ne se stia parlando troppo?
Si parla sempre molto degli arbitraggi, nelle ultime partite ce ne sono stati alcuni un po’ controversi. Però ciò che importa a noi è che la squadra stia attraversando un buon momento di forma. E’ importante dare continuità.

In classifica la Roma è terza ma il campionato è ancora lungo. A oggi firmeresti per il quarto posto?
Il campionato è ancora molto lungo, è presto per parlare di classifica, piazzamenti o scudetto. Io sono ambizioso, come tutta la squadra, quindi il nostro obiettivo è quello di stare sempre in alto. Abbiamo una rosa in grado di puntare in alto. Probabilmente firmerei per il quarto posto ma allo stesso tempo non mi precluderei la possibilità di finire il campionato ancora più in alto.

Ieri sei rimasto in panchina. Come mai in campionato non riesci a rientrare nei primi trequartisti nelle gerarchie di Fonseca?
Non bado alle questioni tattiche, penso a lavorare e la decisione finale spetta al mister. Siamo tanti in quella posizione, mi limito a lavorare al massimo e a sfruttare le occasioni che mi concede l’allenatore.

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AUDIO – ESCLUSIVA ReteSport – Massimiliano Cappioli: “Roma da Champions, ma serve più coraggio. Pellegrini? Può essere l’esempio da romano. Il Derby del 94′ fu l’apoteosi”

Massimiliano Cappioli, ex centrocampista della Roma di metà anni 90' e doppio ex di Bologna-Roma, è intervenuto ai microfoni di Rete Sport:

"Facevo tanti gol da centrocampista, credo che questo manchi un pochino all'attuale Roma di Fonseca: i gol dei centrocampisti e dei difensori. Ho avuto il privilegio di indossare la maglia giallorossa, da tifoso di questa squadra, in un campionato che raccoglieva i migliori al mondo, oggi è diverso: la Roma ha due grandi campioni come Mkhitaryan e Pedro, ma in generale in Serie A oggi non ce ne sono molti. Giocai a Bologna dopo l'esperienza giallorossa, mi volle Mazzone ma anche Ranieri che mi aveva allenato a Cagliari: con mister Ranieri raggiungemmo la A dalla C con la squadra sarda. Levando la gara di Napoli, la Roma ha disputato sin qui un ottimo campionato, con il punto a Verona sarebbe una classifica lusinghiera. Penso che la squadra giallorossa possa arrivare in Champions se troverà la continuità giusta. Pellegrini? E' romano e romanista e capsico le critiche che arrivano, ma è giusto pretendere qualcosa in più da lui, perchè ha le qualità per farlo e può dare l'esempio a tutti dentro lo spogliatoio. Fonseca è un ottimo allenatore, ha idee chiare, sta facendo giocare bene la squadra, sa affrontare i momenti d'emergenza, mi aspetto un pizzico di coraggio in più in alcune situazioni"

Poi un pensiero amarcord sul derby del 3-0 vinto nel 94': "E' la partita che tutti sognano, la giornata perfetta, sognavo di vincere un derby così, da ragazzino, da titoso della Roma, peccato che quel giorno fossi diffidato perchè altrimenti sarei andato a festeggiare il gol sotto la Sud: purtroppo avrei preso l'ennesima ammonizione per questo motivo e quindi mi fermai in ginocchio, ma fu l'apoteosi: massacrammo una Lazio che veniva dipinta come strafavorita, ricordo quel giorno come se fosse oggi e mi vengono i brividi"

Infine uno sguardo anche a Bologna-Roma di domenica: "Conosco bene Sinisa Mihajlovic, abbiamo giocato insieme, dopo tutto quello che ha passato, è un leone: vorrà vincere il match del Dall'Ara, sarà una partita difficilissima ma a Bologna la Roma deve vincere, per rimettersi in carreggiata e guardare una classifica migliore già da lunedì"

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AUDIO – Eclusiva ReteSport, Ciccio Graziani ricorda Paolo Rossi: “Pablito simbolo del Mondiale 82′: merita il lutto nazionale”

Ciccio Graziani in esclusiva ai microfoni di ReteSport ha dedicato un lungo ricordo a Paolo Rossi, suo compagno di squadra con la nazionale campione del Mondo nel 1982, scomparso questa mattina prematuramente all'età di 64 anni: "E' una giornata davvero triste, Paolo era un uomo solare, una persona spiritosa, divertente, sempre pronto alla battuta. Abbiamo condiviso momenti storici, clamorosi, come la vittoria del Mondiale: senza i suoi gol non saremmo mai arrivati a quel traguardo. Ricordo che Paolo arrivò al Mondiale dopo un'inattività di quasi due anni, avevamo fatto una preparazione dura a livello atletico e lui non giocò bene le prime tre partite con la Nazionale. Diceva sempre di sentire le gambe pesanti. La critica e la stampa volevano un cambio: dentro Causio al suo posto, con il sottoscritto centravanti. Lo incontrai la mattina in piscina, era solo, mi disse che era preoccupato, che non avrebbe giocato la partita successiva, dopo la vittoria contro l'Argentina. Gli dissi che aveva fatto un lavoro eccezionale in quella sfida e che Bearzot, che lo adorava, lo avrebbe fatto giocare contro il Brasile. Lo rincuorai, ritrovò serenità e quando vincemmo contro il Brasile, tornando negli spogliatoi, c'era tanto entusiasmo, prima di andare a fare la doccia, Paolo mi abbracciò, fortissimo, senza dirmi nulla, ma pensai che quell'abbraccio era legato a quelle parole che gli dissi prima del match. Un abbraccio affettuoso, senza dirci nulla, che ricorderò sempre e porterò sempre nel mio cuore.

"Visse malissimo la vicenda del calcioscommesse – prosegue Graziani – c'ha sempre raccontato che quel processo era tutto una farsa, che non partecipò mai a nessuna combine, si dichiarava sempre innocente. Era una ragazzo serio, gioioso, noi gli abbiamo sempre creduto, perchè intimamente dimostrava una lealtà straordinaria. Mai una polemica, mai una discussione, mai una presa di posizione scorretta o irriguardosa, è sempre stato corretto ed educato con tutti"

L'ex centravanti di Roma e Torino, conclude con un appello rivolto alle istituzioni italiane: "Mi auguro il Presidente Mattarella, o il presidente Conte, possano indire il lutto nazionale come successo per Maradona in Argentina, perchè Paolo se lo merita. Lui e Zoff sono le immagini, l'emblema della vittoria del mondiale in Spagna. Bruno Conti è stato in assoluto il miglior calciatore del Mondiale, quello che ha reso di più e ha divertito di più, ma Paolo Rossi se vai in qualsiasi posto del Mondo viene ricordato come simbolo di quella vittoria"

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Esclusiva ReteSport – Addio alla Virtus Roma, Coach Bucchi: “Grande amarezza ma non si poteva andare avanti: Virtus abbandonata dalle istituzioni”

"Una profonda amarezza, ma non si poteva andare avanti". In esclusiva ai microfoni di ReteSport, questa mattina è intervenuto Piero Bucchi, coach della Virtus Roma. La storica squadra di basket capitolina, ieri è stata ufficialmente ritirata dal massimo campionato italiano. 

"Era impossibile andare avanti, le condizioni di lavoro erano proibitive da mesi, penso che la decisione fosse già nell'aria da tempo, credo che ormai fosse inevitabile, perchè raddrizzare questa situazione sarebbe stato molto oneroso, la famiglia Toti dopo 20 anni ha deciso di interrompere questa avventura. Il dispiacere è enorme, i Toti hanno fatto tanto per questa squadra, ma in questo momento la Virtus – società molto importante per il basket italiano – necessitava di un investimento molto importante. C'è grande rammarico, c'è tanta sofferenza in questa decisione, anche da parte della famiglia Toti, che ha fatto grandi sacrifici in questi anni e sono convinto che non avrebbe voluto arrivare a questo punto".

Bucchi ha raccontato anche le condizioni gravi della Virtus delle ultime settimane: "Negli ultimi 2 mesi i giocatori si allenavano a singhiozzo, alcuni non venivano neanche in palestra, la situazione era già molto difficile, abbiamo vinto delle gare allenandoci pochissimo, è stato un lento declino. Evidentemente le promesse che la famiglia Toti aveva ricevuto dalle istituzioni e da coloro che avevano promesso l'eventuale affiancamento non sono state mantenute. Si sono ritrovati soli e non ce l'hanno fatta"

"Quando finisce una storia come questa, quando una società di questo livello esce dal panorama cestistico di serie A, è un vero peccato: dietro a tutto questo c'è stata tanta indifferenza da parte delle istituzioni, ma oggi prevale il rammarico, il dispiacere, rivolto anche ai ragazzi con cui ho condiviso condizioni di lavoro molto difficili. La Virtus è stata abbandonata dalle istituzioni – ha aggiunto Bucchi – è veramente un momento triste. Ho la morte nel cuore, per chi fa sport a questo livello, perchè dietro questo lavoro c'è tantissima passione. Un saluto affettuoso ai tifosi della Virtus, comprendo il loro dispiacere, li ringrazio per gli sforzi che hanno fatto in questi anni"

 

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AUDIO – Esclusiva Rete Sport, Lucchesi: “Friedkin proprietario serio: mi aspetto una grande programmazione. Tiago Pinto? Giovane e preparato, non commetta gli errori di Monchi”

L'ex direttore generale della Roma, Fabrizio Lucchesi, è intervenuto ai microfoni di Rete Sport. Il dirigente campione d'Italia ha parlato della sua Roma ma anche dell'attuale progetto giallorosso:

"La Roma ha avuto squadre importanti, anche negli ultimi anni, ma non c'è stata continuità tecnica e programmatica. Questo ha fatto sì che non si arrivasse ai risultati che tutti i tifosi pensavano e speravano. La costruzione di una squadra va programmata negli anni, come accadde alla nostra Roma a cavallo con la fine degli anni 90' e l'inizio del nuovo millennio. Ho avuto la fortuna di lavorare con il Presidente Sensi, che mi voleva bene e credeva in me. Costruimmo una squadra di campioni, ma soprattutto di grandi professionisti, con un tecnico straordinario come Capello. Peccato non aver vinto di più".

La Roma dello Scudetto vinse pochissimi big match, ma superò quasi tutte le medio-piccole. E' questa la linea vincente?
"I campionati si vincono vincendo le partite che vanno vinte, soprattutto quelle contro le medio-piccole, come accadde nel 2000-2001 e al contrario non ci riuscì l'anno dopo, quando non vincemmo lo Scudetto perchè perdemmo una marea di punti contro squadre come Venezia, Piacenza o Brescia. Non è detto che una squadra forte per raggiungere grandi risultati, debba imporsi in tutti i big match o quasi"

Cosa pensa dell'avvento dei Friedkin e della scelta di Tiago Pinto?
"L'impressione che ho avuto dei Friedkin è molto positiva: non hanno fatto proclami, stanno lavorando in silenzio, stanno studiando un modello di Roma sostenibile e a lungo termine. La squadra sta facendo ottimi risultati sul campo, probabilmente superiori a quelli che si credevano ad inizio anno. Adesso servono scelte programmatiche non per gennaio, ma per giugno e il prossimo anno. Su queste scelte vedremo l'eventuale grande progettualità. Non conosco Tiago Pinto, mi sono informato su di lui: è giovane, mi dicono molto capace, viene da un'altra realtà e dovrà capire come funziona Roma e la Roma, senza commettere gli errori di Monchi. I dirigenti sono degli operai, di lusso, ma sempre operai, gli attori protagonisti sono giocatori e allenatori"

Napoli-Roma?
"Ci può stare una sconfitta, il Napoli ha fatto una buonissima partita, ma ci può stare di cadere al San Paolo. Adesso verrà fuori la forza della società: mi aspetto che la nuova proprietà riesca ad ottenere subito una reazione, con il giusto equilibrio. Chi è più bravo a gestire i momenti di difficoltà, con rapidità, senza ripercussioni, fa grandi risultati. Quando tutti sbagliano la partita è evidente che non si sono scordati come si gioca a calcio. La Roma ha fatto molto meno di quello che era nelle sue possibilità. La reazione della squadra è data anche dalla forza che la società darà all'allenatore e credo che questo avverrà"

 

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AUDIO – Esclusiva ReteSport: Filippo Galli