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[PODCAST] – Negrisolo a RS: “Da Olsen a Fuzato, il futuro dei numeri uno sorride alla Roma”

"Olsen è un portiere per il quale la Roma è stata brava a non spendere molto: non serve farlo, ma sono sicuro che presto varrà molto di più". Ai microfoni di Rete Sport, ha fiducia nello svedese Roberto Negrisolo, per anni numero uno dei preparatori dei portieri e grande scopritore di talenti tra i pali. Nella Roma ha vinto uno Scudetto con Capello, per poi proseguire nel Milan destinato ad alzare ogni trofeo. "Oggi il vero problema è la mancanza di bravi preparatori, dappertutto si vedono solo raccomandati. Siamo pieni di persone che fanno spendere alle società anche 20 milioni di euro per un portiere che poi non sanno allenare. Manca la programmazione e la conoscenza del calcio". Non è così per fortuna proprio nello società giallorossa, dove c'è chi invece il talento lo sa valorizzare: "Fino all'arrivo di Marco Savorani, mio allievo, alla Roma è stato difficile costruire portieri forti. Lui con Szczęsny ed Alisson ha invece fatto un lavoro eccellente, e vedrete i risultati con Olsen. La differenza la fa il programma di lavoro". Il futuro è insomma roseo, soprattutto se si guarda all'insieme: "Ora con Savorani lavorano alcuni portieri dalle prospettive eccezionali, come il brasiliano arrivato questa estate, Fuzato. Ieri ero a Trigoria e l'ho potuto visionare, lui e il giovane Cardinali faranno sicuramente la Serie A nei prossimi anni senza difficoltà. Presto faranno la lotta tra loro per raggiungere la prima squadra. La Roma si divertirà con i portieri che verranno, perché le cose vengono fatte con la testa, si crea e non si ditrugge". La chiusura è dedicata ancora all'estremo difensore svedese, accolto con malcelato scetticismo nella Capitale: "Il paragone con Alisson non può reggere, ma è servito soltanto a chi ogni giorno cerca di parlare male della Roma. Chi vuole il bene della squadra lo sa che non si può metterli a confronto, ma bisogna lasciar lavorare Olsen perché ogni anno le cose possono cambiare e magari alla fine del campionato la nostra idea di lui sarà completamente diversa". Capitolo Nazionale: "L'eredità di Buffon? Il talento c'è, ma nessuno spicca sugli altri proprio per la difficoltà di importare un lavoro ottimale nelle squadra di club. Ora Donnarumma vale Sirigu, che vale Cragno e via dicendo, grandi qualità ma livelli di rendimento appena buoni".

Luca Loghi

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Burdisso a Rete Sport: “Spero di tornare alla Roma, voglio portarla a vincere”

"Buongiorno a tutti gli ascoltatori, sono Nicolas Burdisso e volevo salutare tutti e volevo ringraziare per i tanti messaggi che mi sono arrivati". L'addio al calcio giocato è probabilmente il momento più amaro della vita sportiva di un professionista, ma non per questo si possono mettere da parte i ricordi. Non lo ha voluto fare Burdisso, che con un messaggio audio a Rete Sport ha ripercorso i suoi anni con la maglia giallorossa: "Volevo anche ricordare e condividere la mia esperienza a Roma. Cinque anni bellissimi ed indimenticabili per la quantità e la qualità soprattutto di ogni giorno che ho vissuto nella Capitale. Per me resta una delle esperienze più intense della mia vita e ho avuto delle giornate di gioia veramente. Anche tanto dolore, perché ho dovuto subire un infortunio grandissimo e viverlo tutto con la maglia della Roma. Comunque per me restano anni bellissimi, il momento migliore della mia carriera perché sono arrivato con la maturità giusta anche a livello fisico ed atletico". In chiusura, uno sguardo a quello che verrà, con le idee chiare: "Mi auguro in futuro di poter tornare a Roma e di lavorare lì perché mi sento identificato con la maniera di vivere il calcio nella città e soprattutto perché è una sfida ancora più bella quella di portare Roma a vincere qualcosa in Italia ed in Europa. Un abbraccio a tutti voi e sempre forza Roma!".

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Ilaria Cucchi: “Non abbiamo alcun ritorno economico sul film, è importante per Stefano”

Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, è intervenuta ai microfoni di Rete Sort in occasione dell'uscita del film "Sulla mia pelle". Queste le sue parole:

In questi momenti quali sono le sensazioni tue e della tua famiglia?

"Emozioni fortissime innanzitutto perchè questo film è tremendamente vero. Lo voglio dire, non è un film per Ilaria Cucchi o per la famiglia Cucchi, è un film per Stefano. Questo film è drammaticamente vero, racconta in tutta la sua semplicità gli ultimi Sei giorni di vita di mio fratello: il suo calvario, il suo dolore, la sua sofferenza e la maniera in cui è morto.  Questo film racconta Stefano oltre il caso Cucchi; Stefano, la persona, l'essere umano che in quei Sei giorni in stato di detenzione è morto lentamente e letteralmente di dolore. E soprattutto da solo come un cane. Questo film racconta la verità che io, la mia famiglia ed il nostro avvocato avevamo ben chiara fin dai primissimi istanti, fin da quando vedemmo Stefano, morto sul tavolo dell'obitorio. Questa verità è stata negata per anni in tutte le maniere, anche le più bizzarre in un processo, il primo, che era di fatto un processo a Stefano stesso, nel quale si voleva dire di fatto non era successo nulla, che Stefano tutto sommato era morto di suo. Oggi in questo nuovo processo, vero, nel quale ci sono i veri e giusti imputati, i giusti capi di imputazione, nel quale possiamo parlare finalmente di violentissimo pestaggio, guardo quel film e mi chiedo per quale motivo alla nostra famiglia, una famiglia normale, come tante altre, è stato chiesto questo sacrificio: quello di rimboccarsi le maniche, mettere da parte quel dolore, e di non avere nemmeno il tempo di rielaborare quel lutto perché c'era una cosa più importante da fare. Intraprendere quella che di fatto è diventata una vera e propria battaglia contro tutto e tutti, per arrivare finalmente a far riconoscere quelle verità anche nelle aule di giustizia"

Vi sentite finalmente rispettati?

"E' un film vero proprio perchè si basa direttamente sugli atti. E' un film che non risparmia nulla a Stefano, gli restituisce l'umanità che a Stefano, come a tutti gli altri "Stefano", viene tolta un istante dopo la morte. Ed è un film anche spietato con Stefano, non gli risparmia nulla, ci fa vedere Stefano per quello che era: un ragazzo con tutti i suoi aspetti meravigliosi ed anche con tutte le sue fragilità. E ci fa vedere in quale maniera quel ragazzo è dovuto morire, nella negazione totale di tutti i diritti fondamentali della persona, questo film è estrememente vero, ed ahimè, estrememente attuale"

A voi della famiglia non è stato risparmiato nulla, ma non vi siete fermati fino all'arrivo di questo film…

"Abbiamo le spalle larghe, di critiche ne abbiamo ricevute, ne riceviamo e ne riceveremo ancora. In questo film non abbiamo alcun ruolo, nessuna voce in capitolo e tantomeno alcun ritorno economico. Però questo film è importante per me perché consente non solo di raccontare Stefano e la sua storia ma attraverso questa storia tante altre storie che si consumano nel disinteresse generale. Questo film è da guardare, invito quelli che criticano questo film a guardarlo bene ed a riflettere a lungo. I diritti fondamentali dell'essere umano, la dignità delle persone non è mai, per nessun motivo, sacrificabile. Mai"

Purtroppo ci sono stati tanti casi  simili a quello di Stefano…

"Posso dire a tutti che la cosa che ci ha consentito di andare avanti nonostante tutto in tutti questi anni è il calore delle persone e la consapevolezza che tante persone che ci sono vicine si rivedono in noi: nelle nostre sconfitte, nelle nostre piccole vittorie, in ogni passo avanti per noi che dà speranza a tanti altri, che quotidianamente in vari ambiti sono costretti a subire in silenzio dei soprusi. Voglio aggiungere un'ultima cosa riguardo alla vicenda processuale in corso: recentemente il ministro Salvini ha detto che se i reponsabili di soprusi indossano una divisa devono pagare il doppio: bene, io sono convinta che per quanto riguarda la morte di mio fratello non finirà ancora con delle assoluzioni. Io credo che i reponsabili della morte di Stefano saranno finalmente chiamati a rispondere delle loro responsabilità"

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Giulio Delfino: “La UEFA dovrebbe vigilare sui casi come quello di Malcom”

Giulio Delfino è intervenuto ai microfoni di Retesport e si è espresso su alcune questioni, tra cui il caso Malcom: "Dalle parole di Monchi si evidenzia che la Roma ha preso un brutto colpo. In questi casi bisogna immediatamente andare avanti. Se un giocatore si comporta in questo modo significa che non è affidale", qualità che Giulio Delfino considera fondamentale. E' chiaro che dà fastidio essere presi in giro, ma La UEFA avrebbe dovuto vigilare, intervenire e multare. Non si può permettere ad una società di sancire con un tweet ufficiale una compravendita per poi tirarsi indietro, anche perchè la Roma è una società che gioca in Champions League e, oltretutto, è quotata in borsa. 

Delfino si esprime anche sugli obiettivi della Roma nella prossima stagione, sia sul campo che per quanto riguarda il mercato: "La Roma deve puntare al secondo posto in campionato, non avendo un organico tale da poter ambire allo scudetto, alla Coppa Italia e a giocare una buona Champions League. Non c'è fretta per gli acquisti: si può fare un bilancio a gennaio ed intervenire nel mercato invernale. Anche perchè Schick potrebbe effettivamentre esplodere, costringendo anche Di Francesco a cambiare modulo. La società ha composto una buna squadra".

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Caso Malcom, Grassani: “Il tweet del Bordeaux è una prova importante”

L'avvocato ed esperto di diritto sportivo Mattia Grassani è intervenuto a Rete Sport per trattare lo spinoso caso che ha visto protagonisti  la Roma ed il brasiliano Malcom, oggi la Barcellona :

"Gli accordi che avevano sancito il passaggio di Malcom alla Roma, e poi in extremis il giocatore e il club che hanno cambiato idea accettando l’offerta di un altro club, configurano sia una responsabilità disciplinare sia una responsabilità precontrattuale, che darebbe quindi alla Roma il diritto a un risarcimento di natura economica. Il tweet del club francese nel quale annuncia apertamente l’accordo con la Roma per il calciatore brasiliano è la ciliegina sulla torta di un prodotto che i due club hanno accompagnato nel tempo che configura già di per sé un accordo contrattuale. Quel tweet è una prova importante. Ma credo che nelle caselle di posta elettronica o nei fax ci sia tutto un percorso di trattative al culmine dei quali è arrivato quel tweet. Il coming out del Bordeaux è stato intempestivo e ha portato alla Roma, colta in contropiede, a precisare".

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Mal d’Olimpico? La svolta arriva dal mercato: tutti i numeri

FORTINO OLIMPICO – "Credo che con gli acquisti abbiamo cercato di avere cose diverse. Volevamo avere più soluzioni. Abbiamo perso sette partite all’Olimpico, qualcosa non è andato bene, per me è stato il problema più grande dell’anno scorso". Sottolinea la paternità delle scelte fatte durante la campagna acquisti, Monchi. La conferenza stampa di presentazione di Bryan Cristante è il pretesto per analizzare il centrocampo della Roma che verrà: come esternato dal ds giallorosso, saranno molteplici le possibilità a disposizione di Eusebio Di Francesco nel suo secondo anno di gestione, maggiori alle frecce nella faretra dello scorso campionato. Soluzioni che portano in dote numeri, qualità, ma soprattutto gol ed assist. Nella passata Serie A sono state 6 le sconfitte casalinghe, che diventano 7 se si considera l'eliminazione in Coppa Italia contro il Torino. Giusto allora domandarsi quale potrà essere l'impatto dei nuovi arrivati sul rendimento interno.

MAGGIORI SOLUZIONI – Ed è qui che arriva la sorpresa. Tutti i principali calciatori giunti a Trigoria, infatti, hanno fatto del rendimento nelle gare in casa il loro cavallo di battaglia nella scorsa stagione. Javier Pastore ha siglato tutte le sue 5 reti con la maglia del PSG al Parco dei Principi, aggiungendoci ben 5 assist vincenti su 6 totali, il tutto spalmato in 7 gare nelle quali i francesi hanno sempre vinto. Discorso simile per Justin Kluivert, visto che oltre il 50% delle sue realizzazioni con l'Ajax 17/18 sono arrivate all'Amsterdam ArenA (6 su 11), a cui vanno sommati 2 assist decisivi: anche in questo caso, 5 vittorie in altrettante gare dei lancieri in cui il figlio d'arte ha lasciato il segno. Mai perdente anche Bryan Cristante nelle gare interne con la sua Atalanta: 5 gol e 2 assist spalmati in 6 gare nella scorsa stagione all'Atleti Azzurri d'Italia. Numeri che si confermano analizzando le prestazioni di Ante Coric alla Dinamo Zagabria: in 5 gare, tutte vinte poi dai croati, ha timbrato il cartellino con 4 reti e 2 assist. Se finora si è parlato del reparto offensivo, giustificando così la prolificità delle statistiche, ancor più evidente è l'impatto, nei match in casa del Porto, avuto nella scorsa Primeira Liga da Ivan Marcano: lo spagnolo si è reso protagonista di 4 realizzazioni e di un assist vincente tra le mura amiche dello Estádio do Dragão, portando sempre alla vittoria la propria squadra. Difficile che una tale incidenza nei match casalinghi da parte di tutti questi giocatori possa rappresentare un caso nelle scelte estive di Monchi: unito alla considerazione dei tempi brevi con la quale le operazioni si sono concluse, questo dato restituisce l'idea di un calciomercato volto a fornire ad Eusebio Di Francesco tutto il potenziale necessario a sovvertire il record negativo registrato lo scorso anno all'Olimpico. Una chicca finale: per Davide Santon si registra un solo assist vincente nella Serie A conclusa dall'Inter al 4° posto, superfluo a questo punto aggiungere dove.

Luca Loghi

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Ingaggio top per Florenzi? Ecco quanto guadagnano i terzini della Serie A

FLORENZI – Nonostante i ripetuti contatti fra Monchi e l'agente di Florenzi, Alessandro Lucci, l'accordo economico per il rinnovo è ancora lontano. Da una parte richieste importanti da parte di un calciatore di 27 anni in scadenza al prossimo giugno, dall'altra la volontà della società di non appesantire un monte ingaggi appena sfoltito dallo stipendio di Radja Nainggolan e che prevede compensi superiori ai 3 milioni annui solamente nei casi di DzekoStrootman, Manolas, Perotti e De Rossi: insomma, del top di gamma. L'interrogativo su cui ci si confronta nelle stanze di Trigoria è proprio questo: il valore tecnico di Florenzi all'interno della rosa giustifica un ingaggio così alto? Un'idea sulla possibile risposta possiamo farcela anche osservando il comportamento di quelli che vengono considerati i top club del nostro campionato nel gestire le situazioni nello stesso ruolo.

LA SERIE A – L'offerta della Roma sarebbe sufficiente a convincere praticamente tutti i terzini della Serie A. Dagli 1,6 milioni annui di D'Ambrosio all'Inter fino ai 3 milioni netti di Ghoulam al Napoli e Cancelo alla Juventus, il range in cui si muovono le big del nostro campionato è ancora lontano dal giustificare i 4 milioni a stagione di cui si parla per Florenzi. Se la squadra del neo tecnico Ancelotti ha corretto recentemente il tiro con una serie di rinnovi mirati a valorizzare proprio i terzini a disposizione, portando Hysaj fino a 2,5 milioni e Mario Rui a 1,8, il club di Agnelli è quello più di manica larga: Alex Sandro, uno dei migliori in Europa nella specialità, è poco al di sotto della soglia dei 3 milioni, mentre De Sciglio, buono per tutte le stagioni, viene valutato da 2 netti. Con uno sforzo d'immaginazione si può considerare assimilabile il discorso tra il 24 giallorosso e Juan Cuadrado, uomo a tutta fascia, ma anche qui quelle che vengono considerate le richieste del romanista sono fuori paramentro: il colombiano si ferma a 3,5 milioni l'anno. Discorso diverso per il Milan, sotto l'occhio del ciclone per il Fair Play Finanziario ma capace di iscrivere a libro paga sia gli esperti Rodriguez ed Abate che il giovane Conti tra i 2 e i 2,3 milioni a stagione.

EUROPA – Allargando la lente d'ingrandimento al panorama calcistico internazionale, le cose cambiano quasi radicalmente. Senza scomodare mostri sacri come Marcelo (11,7 milioni all'anno al Real Madrid), Dani Alves (8,5 al PSG), Alaba (11 al Bayern Monaco) e Jordi Alba (4 al Barcellona), sono molti i club disposti ad alzare la posta in gioco, soprattutto in Inghilterra. Al ChelseaMarcos Alonso supera abbondantemente i 5 milioni a stagione mentre Azpilicueta sfiora i 6 e l'italiano Zappascosta si attesta sui 3; il Manchester City, fuori parametro, garantisce quasi 9 milioni a Walker e 4,7 a Mendy e Danilo; il Liverpool può permettersi i 4,5 milioni di Clyne e i 3,9 di Moreno, mentre il giovane Flanagan sfiora i 2 milioni ed il nazionale Tren Alexander-Arnold non ne raggiunge neanche uno. In Spagna, il parallelo con l'Atletico Madrid può rientrare nei parametri della Roma, almeno per gestione della propria rosa: due ottimi elementi come Lucaz Hernàndez e Sime Vrsaljko, ambiti sul mercato, si fermano intorno ai 2 milioni a stagione, mentre i veterani Filipe Luis e Juanfran toccano rispettivamente i 3,7 e i 3,5 l'anno.

Luca Loghi

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Alisson, per le offerte speciali appuntamento a dopo il Mondiale

Alisson: ad oggi niente di nuovo sotto il sole. Alla Roma, attualmente, non sono pervenute offerte dal Chelsea, tutto è rimandato a dopo il Mondiale di Russia. Oggi l'agente del calciatore, Ze Maria Neis ha dichiarato che  "Alisson è concentrato al 100% sul Brasile e nei prossimi giorni non accadrà nulla". Tutto fermo, come dicevamo, per ora.

Perché dopo Russia 2018 o comunque dopo la fine dell'avventura brasiliana i contatti per il numero uno giallorosso riprenderanno e partiranno dalla richiesta che la Roma ha già fissato per il calciatore. La valutazione è 70 milioni complessivi, da lì non si scende.

La pista che porterebbe Alisson alla corte di Abramovich e Sarri appare ad oggi la più logica, visto che il belga Thibaut Courtois, attuale portiere dei Bleus sta prendendo la strada di Madrid, sponda Real. Ma nel mercato, si sa, le logiche possono cambiare dal un momento all'altro. 

Giorgio De Angelis

 

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[PODCAST] – Assist, infortuni e la Tour Eiffel. Valentina Clemente : “Roma, che colpo! Vi racconto Pastore”

Intervenuta ai microfoni di Rete Sport, Valentina Clemente ha dipinto i tratti del neo acquisto giallorosso Javier Pastore. Da corripondente a Parigi per il Corriere dello Sport e Mediaset Premium, la giornalista italiana ha seguito nella sua avventura al Paris Saint Germain l'argentino in questi sette anni di permanenza in Francia. Ecco le sue parole 

PASTORE E IL PSG – "Javier è stato il primo grande giocatore preso dal PSG, ha rappresentato un simbolo del cambiamento, facendosi apprezzare dai tifosi nonostante alcune difficoltà fisiche e sul campo. In tantissimi lo hanno salutato con tristezza per questo. Lui avrebbe voluto chiudere la carriera in Francia, ma poi son cambiate tante cose, tra cui il tecnico. Alla fine di un lungo amore è arrivato un addio dolce. Un problema al polpaccio negli ultimi anni lo ha spesso minato nella continuità, ma nell'ultima stagione ha ritrovato brillantezza. Molte critiche sono state rivolte anche allo staff medico dei francesi: hanno difficoltà a gestire i recuperi, con ricadute frequenti. Basta prendere ad esempio la situazione legata a Marco Verratti. Al Psg, essendoci sempre molti arrivi importanti, capita spesso poi che i tecnici non utilizzino i calciatori nei propri ruoli preferiti. Non è sempre facile gestire un gruppo importante e per Pastore in particolare la situazione è stata difficile".

PASTORE E LA ROMA – "Affronterà il prossimo campionato con uno spirito diverso, grazie proprio alla fiducia ritrovata nella scorsa stagione. Pastore a livello estetico e di capacità di tagliare le difese resta un fuoriclasse. I suoi assist restano negli occhi in un calcio sempre più asettico. Quasi sempre in campo è riuscito a fare la differenza in serate importanti al Parco dei Principi. In tutta la storia del PSG è il terzo uomo assist di sempre. Il giocatore c'è, ha bisogno solo di fiducia e costanza. Con Di Francesco avrà terreno fertile per fare bene, lo trovo molto concentrato su questa nuova avventura, sa perfettamente quanto è importante a livello personale. Può fare la mezzala anche in Serie A, non solo in Francia. Problemi in zona gol? Ultimamente ha affermato quanto sia importante andare a rete oltre a fare assist. Fa parte di un processo di maturazione dell'atleta legato anche alla reputazione che si porta dietro, ora saprà fare meglio. Pastore a Roma troverà una situazione più semplice, arriva con un ruolo differente. Se si metterà al servizio della squadra potrà esaltarsi, trovando quell'equilibrio che manca al PSG anche nel rapporto con i propri compagni di squadra".

MONDIALI – "Questo è un Mondiale che ci riserva emozioni anche con le squadre meno attese. Me lo sto godendo senza l'ansia del risultato finale visto che l'Italia non c'è, giusto per guardare agli aspetti positivi della situazione. Seguo la Francia e sono stata contenta della vittoria dell'Uruguay, anche se mi dispiacerà nel caso Cavani non sarà della partita vista la sfida stratosferica che si sarebbe creato con Mbappè dall'altro lato. Non mi fa impazzire il gioco della nazionale transalpina, penso che un altro allenatore rispetto a Dechamps potrebbe dare di più se guardiamo al gioco. Però la sua bravura è stata quella di riuscire a trovare un equilibrio nello spogliatoio, di aver creato un gruppo. Ha gestito diversi casi umani, ma ha portato in Russia la rosa che poteva dare meno problemi così da evitare di perdere le redini. Qui sanno bene di cosa stiamo parlando visto il precedente del 2010. Tra l'altro ci sono numerosi giovani pronti ad esplodere".

AREOLA – "Notizia di oggi è che alla Uefa è stato riaperto il fascicolo del fair play finanziaro del PSG, che verrà rianalizzato nonostante le ultime cessioni. Si rivedranno i conti e prima di ogni considerazione per quanto riguarda il mercato dei parigini bisogna ricordarlo. Tuchel vorrebbe mantenere Areola in porta nonostante l'arrivo di Buffon, è una sicurezza cresciuta dentro il vivaio del club ma bisognerà capire cosa succederà. Il calciatore fa parte della scuderia di Raiola e non va sottovalutata la cosa. Il giocatore cerca continuità in campo e potrebbe spingere per la cessione. La sua dote principale è la sicurezza, è sulla strada giusta per essere un ottimo portiere".

RONALDO JUVE – "Ronaldo e Neymar nella stessa squadra, coi problemi del FFP, è una situazione che difficilmente si verificherà. Situazione che spingerebbe il brasiliano proprio al Real Madrid. Al momento però sia da Torino che dalla Spagna arrivano conferme per l'operazione che lo porterebbe in bianconero".

Infascelli-Loghi

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Avv. Di Cintio: “La Roma bravissima col fair play finanziario”

Oggi è intervenuto ai nostri microfoni l'Avvocato Cesare Di Cintio, esperto in consulenze legali e sportive per atleti e società. Durante la trasmissione condotta da Massimiliano Magni e Alessandro Cristofori si è soffermato sulle questioni legate ai bilanci societari in riferimento all'introduzione del fair play finanziario. QUI l'intervento integrale.

La Roma e la sua gestione

"Ad oggi la Roma ha lavorato molto bene sul bilancio. La società investe molto sui giovani e sulle strutture. Questo è uno dei frutti dell'introduzione del FFP. I costi del settore giovanile sono fuori dal FFP perché considerati investimenti e non costi di gestione, appunto". 

Il Milan e la sentenza Uefa

"Ogni club deve raggiungere il pareggio di bilancio. Il Milan ha violato questa norma nel triennio 2014-2017. Davanti al Tas di Losanna non ci saranno nuovi elementi rispetto alla decisione della Uefa di squalificare i rossoneri dalle competizioni europee.  Solo un cambio di proprietà potrebbe sovvertire la sentenza. Se il Milan restasse con gli attuali proprietari dovrà fare acquisti mirati al pareggio di bilancio. L'attuale dirigenza ha lavorato bene, al di là della sentenza Uefa, che riguarda il triennio '14-'17".

Plusvalenze e ipervalutazioni

"Il gioco delle plusvalenze ed eventuali ipervalutazioni sono esaminate con attenzione, ma è una cosa che riguarda la federazione. Spesso si valuta sul potenziale futuro del calciatore, sul talento che può esplodere. Le regole alla base del FFP sono quelle del libero commercio e della contrattazione. Un anno fa Chiesa era sconosciuto, oggi vale 70mln. Si lavora spesso su proiezioni futuribili". 

Sanzioni

"Difficile avere parametri  di valore ben definiti sui calciatori perché l'andamento del mercato è variabile e non facilmente prevedibile. Le sanzioni sono possibili ove sia evidente l'intenzione di dolo nelle operazioni di trading".

Il caso Neymar

"Il caso Neymar è un esempio di come le regole a volte vengano aggirate. Il FFP è nato per dare equilibrio ai bilanci. Gli aggiramenti delle regole non dvono scoraggiare perché se si considerano i risultati finanziari è evidente come il debito aggregato delle società europee sia radicalmente diminuito dalla sua introduzione".