Si ferma anche Niccolò Pisilli. Il centrocampista giallorosso ieri ha accusato una distorsione alla caviglia sinistra.
Le sue condizioni saranno valutate giorno per giorno, ma c’è il rischio ad oggi che non possa giocare sabato contro l’Atalanta.
Si ferma anche Niccolò Pisilli. Il centrocampista giallorosso ieri ha accusato una distorsione alla caviglia sinistra.
Le sue condizioni saranno valutate giorno per giorno, ma c’è il rischio ad oggi che non possa giocare sabato contro l’Atalanta.
Come previsto e in parte anticipato da Gasperini, Gianluca Mancini forse sarà l’unico recupero in vista della sfida di sabato contro l’Atalanta.
Il difensore centrale oggi svolgerà parte della seduta in gruppo e si avvia a rendersi disponibile per la delicata gara contro la formazione nerazzurra in programma all’Olimpico.
Lorenzo Pellegrini si riferma. Dopo un primo tempo discreto, condito da un calcio di punizione splendido fermato solo dal legno, al termine dei 45 minuti il 7 si è fermato per un problema muscolare.
Pellegrini è stato costretto ad alzare bandiera bianca a causa di un risentimento al flessore della coscia destra. Il centrocampista è rientrato negli spogliatoi zoppicando leggermente, con un’espressione visibilmente contrariata e togliendosi la maglia dopo un breve consulto con il medico sociale.
Dopo la partita anche Gasperini ha parlato delle sue condizioni, che saranno valutate nei prossimi giorni: “Non sembra gravissimo, però bisognerà vedere nei prossimo giorni gli accertamenti. Sono dispiaciuto, è una tegola che non ci voleva in questo momento.”
Due obiettivi prima di Roma-Atalanta: battere questa sera il Pisa e accorciare così sul quarto posto, tenendo i nerazzurri a distanza di sicurezza (visto che si giocherà questo weekend anche il match tra Atalanta e Juve) e poi recuperare quasi tutti i titolari per la gara contro la formazione di Palladino, vero crocevia di questo finale di stagione.
Sì, perchè se la Roma dovesse fare sei punti in queste due sfide potrebbe di fatto centrare due obiettivi minimi: avere la quasi certezza di staccare in classifica i bergamaschi e puntare ancora con forza al quarto posto.
Per farlo servono i migliori, inutile girarci intorno. Non lo ha fatto neanche Gasperini che ieri ha sottolineato i prossimi rientri dall’infermeria. Wesley, Mancini e Konè torneranno in gruppo la prossima settimana. I primi due sono già certi di giocare, per il francese andrà fatta una valutazione più attenta visto che è reduce già da due stop muscolari nel giro di tre mesi.
Più in ritardo Dybala che forse completerà il suo percorso entro Bologna-Roma, ma è plausibile credere che possa essere realmente a disposizione dalla gara successiva.
C’è una Roma con e senza Wesley. L’impatto del brasiliano è stato fondamentale per attivare i motori della Roma di Gasperini.
Dopo l’infortunio con la maglia del Brasile, la diagnosi è stata netta e senza appelli: lesione muscolare confermata e 4 settimane di stop. In realtà già dalla conferenza stampa di sabato e dalle relative dichiarazioni del tecnico, si era evinta la possibilità di un recupero anticipato: “Wesley e Konè stanno meglio e sentono di poter recuperare prima del previsto”.
Il brasiliano ha ripreso a correre e potrebbe addirittura essere disponibile per Roma-Pisa. Sicuramente sarà titolare contro l’Atalanta tra due settimane.
Paulo Dybala è in netto miglioramento. Nella giornata di ieri, come riportato da Il Tempo, si è sottoposto a un controllo intermedio presso Villa Stuart, che ha dato esito positivo.
Il percorso di recupero procede senza intoppi e l’attaccante ha già ripreso a correre sul campo. A questo punto, si fa concreta la possibilità di un pieno recupero in vista della convocazione per la sfida contro il Bologna.
Gianluca Mancini rimarrà fermo per 15-20 giorni.
Il problema all’adduttore accusato domenica sera contro l’Inter non è stato un semplice indolenzimento. Gli esami strumentali a cui è stato sottoposto ieri hanno confermato la presenza di una lesione muscolare che lo fermerà per 2-3 partite.
Gianluca Mancini costretto all’ennesimo cambio dell’ultimo periodo. Dopo il primo tempo contro l’Inter, è stato sostituito per un risentimento all’adduttore.
Sarà valutato nei prossimi giorni.
Paulo Dybala tra presente giallorosso e futuro ancora ignoto, ma distante da Trigoria. L’argentino continua ad apparire particolarmente sereno sui social, ma i mancati segnali da parte della società su un possibile rinnovo sono la quasi certezza di un addio a giugno.
Nel frattempo però c’è un finale di stagione che lo avrebbe potuto vedere protagonista già da un mese a questa parte se non ci fosse stato un evidente cortocircuito nella gestione del suo infortunio al ginocchio, accusato a metà gennaio.
L’operazione in artroscopia al ginocchio sinistro a cui si è sottoposto a inizio marzo ha dato un verdetto, in termini di tempistiche, chiarissimo: 6 settimane di stop.
Dybala però in questi giorni è presente con più continuità in campo ed è intenzionato ad anticipare i tempi del suo rientro. Entro fine mese la Joya potrebbe tornare a disposizione, in modo da essere in piena forma per il mese di maggio e provare a entrare contro il Bologna (sabato 25 aprile) se non addirittura nel big-match contro l’Atalanta (sabato 18). In attesa di un futuro tutto da decifrare, insomma, l’argentino vuole dare il suo contributo per la missione quarto posto e qualificazione alla prossima Champions League.”
Matias Soulè è una delle poche e residue speranze di Gasperini di trovare risorse nuove e fresche per il rush finale di campionato. Persi Konè e Wesley per un mese, le condizioni dei giallorossi appaiono quasi proibitive a dispetto di due rose – Como e Juventus – per motivi diversi e capacità diverse oggi sulla carta più pronte per provare a raggiungere il quarto posto.
L’argentino con 7 gol e 7 assist è il calciatore che ha inciso di più sul numero di gol segnati dalla Roma in totale e nonostante sia fermo da 40 giorni, il suo score non è stato eguagliato ancora da nessuno (Pellegrini 10 tra gol e assist, Malen è fermo a 8). Anche ieri Mati ha svolto integralmente e a buon ritmo l’intera seduta in gruppo. Un’ora e mezza di lavoro, come segnalato da alcuni quotidiani, che lascia intravedere una possibile convocazione per la sfida di San Siro di domenica.
Sulla prospettiva di un utilizzo immediato però sembra frenare il suo preparatore personale – Guido Viggiano – che ai microfoni de il Corriere dello Sport, ha spiegato la natura reale del problema di Soulè e quale tipologia articolata di allenamenti sta sostenendo per provare a smaltirlo del tutto: «Matias è straordinario, ha una pazienza infinita e una voglia enorme di tornare a fare quello che gli riesce meglio: far sognare i tifosi». II suo piano di recupero e prevenzione è rigido ma necessario. Ecco gli step: «Un’ora al giorno di camera iperbarica per ossigenare il corpo, impostando l’atmosfera a 1,5 oppure a 2 che è la più furente e così miglioriamo il recupero di muscoli, tendini e articolazioni. Dopo abbiamo un’altra ora di pompa diamagnetica, che ci aiuta a ridurre l’edema osseo nel pube.
Poi procediamo con gli esercizi in palestra. Ma non necessariamente sulla forza. Sto insistendo molto sulla pastura, sull’arco piantare, sulla rotazione del femore, su come poggiare i piedi a terra. Ci aiuta molto il pilates, ad esempio». A tutto questo, ovviamente, l’argentino aggiunge il lavoro con lo staff medico della Roma.
Sulle cause della pubalgia del suo assistito ha pochi dubbi: «E il primo anno che gioca con quella frequenza e con un tecnico che spinge tantissimo ogni giorno. Va considerato anche che lui è molto giovane e non conosce ancora bene il suo corpo. Lavoro con lui da quando ha 16 anni, nelle passate stagioni venivo 10 2 mesi e poi tornavo in Argentina. Quest’anno sono qui tutti i giorni».