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Morata: ”Al momento la Roma non è un’opzione. Mou? Mi ha fatto esordire, gli auguro il meglio”

Alvaro Morata frena i sogni di coloro che lo vorrebbero vedere con la maglia della Roma. L’attaccante dell’Atletico Madrid ha rilasciato un’intervista al network televisivo Tudn in cui chiude all’ipotesi giallorossa. Di seguito le sue parole.

“Sto lavorando e sono molto felice di essere in Messico con la squadra. Ho voglia di migliorare, lo sto facendo in questo pre campionato. Ma noi giocatori non controlliamo il mercato. Al momento la Roma non è un’opzione, non è nella mia testa. Mourinho è un grande allenatore, è stato lui a darmi l’opportunità di giocare la prima partita da professionista. Gli sono molto grato e gli auguro il meglio”.

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Belotti fiducioso al termine del ritiro: ”Cara Roma adesso scoprirai il vero Gallo”

Una stagione difficile, turbolenta. Belotti la considera tale la prima esperienza con la maglia della Roma. Come riporta il Corriere dello Sport, l’ultimo gol in Serie A risale a maggio 2022 con il Torino. L’avversario? La Salernitana. Di seguito l’intervista del Gallo dall’afosa Faro.

Belotti, l’amichevole contro il Fararense le ha restituito il sorriso?
“Segnare è sicuramente importante perché noi centravanti siamo incaricati al fare gol, è per quello che siamo giudicati. Ma è anche più piacevole sapere di aver dato un contributo alla squadra. Le vittorie servono, anche ad Agosto”.

Parla come se non fosse entusiasta.

“In verità sono molto contento. E sono ancora più contento di aver vissuto un intero ritiro senza problemi”.

Nel 2022 non le è successo: prima l’attesa per la chiamata della Roma, poi il rigore sbagliato contro il Torino e il successivo infortunio muscolare a novembre
“Già. Lo scorso anno ho saltato due ritiri, prima in estate e poi in autunno, e questa mancanza di allenamento ha condizionato la mia stagione. La preparazione è fondamentale per mettere minuti nelle gambe e farsi così trovare pronti per le partite vere”

Come parte la sua seconda stagione con la Roma?
“Mi sento bene. Il bilancio dell’estate è positivo. Avevo bisogno di allenamenti tosti, impegnativi, per raggiungere più rapidamente la condizione. I carichi del precampionato sono la benzina che ti consente di arrivare fino alla fine”

Si sente di dire che resterà alla Roma? Il mercato davvero non la riguarda?
“Io non penso a niente. lo penso a giocare. So di essere in una grande squadra e sento la fiducia di tutti: staff, dirigenza, allenatore. Questa è la cosa che conta”

Le indiscrezioni raccontano di un possibile addio.

“Sinceramente le voci non mi interessano. Come dicevo, essere alla Roma per me è un motivo di orgoglio e soddisfazione. Mi trovo bene con tutti e conto di dare il massimo per questa maglia”.

Intanto potrebbe cominciare il campionato da titolare: aspettando il concorrente in attacco, senza l’infortunato Abraham, ha una grande occasione per convincere Mourinho.
“In questo momento io devo soprattutto concentrarmi su un aspetto: la condizione fisica. Se sto bene so di poter dare qualcosa di buono alla squadra. Fatemi stare bene”.

Non la disturba leggere sui giornali ogni giorno un nome diverso nel suo ruolo?
“Non mi dà fastidio, perché conosco le regole. Se c’è bisogno di un altro centravanti lo decideranno la società e l’allenato-re, questa logicamente non è una scelta che spetta a me. Ma con tante partite lo spazio non mancherà. Ogni tanto serve a chiunque rifiatare nel corso di una stagione. Succede in tutte le squadre e non è un problema”.

Come spiega quel numero dolente, zero gol nell’ultimo campionato?
“È stata un’annata, come definirla?, turbolenta: ho saltato due ritiri, ho avuto una frattura alla mano e una frattura intercostale. Da fuori magari certe cose non si notano ma le assicuro che non è facile dare il massimo quando non si è al top”.

Mourinho l’ha elogiata per essersi messo a disposizione anche in situazioni estreme.
“È vero e lo ringrazio. Ci sono stati momenti in cui ho stretto i denti e ho provato ad andare oltre me stesso… Ma quando sai di non essere al cento per cento fai più fatica, incontri difficoltà alle quali non sei abituato”.

Si sente di promettere qualcosa ai tifosi?
“Sono convinto che sarà una stagione migliore, perché tutti gli infortuni che ho patito sono alle spalle. Avendo lavorato bene sin dal primo giorno i risultati si noteranno anche in partita”

Qual è l’obiettivo della Roma?
“Si vedrà strada facendo, come sempre. Poi è chiaro, la città intera sogna di tornare a vivere l’atmosfera della Champions League. Quando senti quella musichetta, provi emozioni diverse. Ma è inutile proiettarci ora sul risultato finale: il focus della Roma è provare a vincere tutte le partite”.

La sua è ambizione o realismo?
”Noi siamo una squadra forte. Perciò mi sembra naturale ragionare su un ostacolo per volta, senza porci troppi limiti. Se lottiamo metro dopo metro riusciremo a toglierci delle soddisfazioni”.

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Falcao su Marcos Leonardo: ”L’offerta della Roma è bassa. Non c’è modo di fare l’affare”

La trattativa tra la Roma e il Santos per Marcos Leonardo sembra subire una brusca frenata. Paulo Roberto Falcao, coordinatore dell’area sportiva del club brasiliano, infatti, ha parlato in conferenza stampa del classe 2003 e ha fatto capire come l’offerta dei giallorossi sia inadeguata. Di seguito le sue parole riportate dal giornalista di ‘UOL Esporte’ Lucas Musetti Perazolli.

“Marcos Leonardo è stato cercato dalla Roma che ha parlato con il presidente, io non mi sono messo in gioco, non lo faccio mai. Ho parlato con il presidente e l’offerta della Roma, oltre alle condizioni, era bassa. Non c’è modo di fare l’affare”.

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Aldair: ”Mou, puoi crederci. Marcos Leonardo somiglia a Careca”

Aldair ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport nella quale si è soffermato su Marcos Leonardo. Di seguito le parole dell’ex difensore della Roma sul classe 2003 vicinissimo a vestire la casacca giallorossa.

Dica la verità, 13 anni in giallorosso non si dimenticano. Lei segnala anche talenti brasiliani alla Roma, vero?
«Certo. Adoro il foot volley, ma penso anche al calcio. Non ho un ruolo ufficiale, ma capita che faccia qualche chiamata per indicare giovani bravi, che potrebbero essere utili alla “mia” squadra».

E allora che ne dice di Marcos Leonardo?
«So che la Roma stava seguendo questo ragazzo da un po’ di tempo e che per un certo periodo si era parlato anche della Lazio. Io l’ho visto diverse volte e mi è piaciuto. Si muove bene, la porta la vede, però è un ragazzo molto giovane, il suo futuro è ancora tutto da scrivere. Di certo nel Santos ha iniziato bene e questo conta parecchio. Per la crescita di un ragazzo così avere accanto un allenatore importante come Mourinho può essere fondamentale».

Troppo alta la richiesta di 15 milioni?
«Non sono pochi, ma al Santos c’è Falcao. E se la cifra è quella, è perché di certo ne stanno ricevendo altre».

Quale giocatore del passato le ricorda?
«Lui ha un modo di giocare particolare, ma dentro l’area la sua grande capacità di finalizzazione mi fa venire in mente Careca. È il tipo di attaccante che piace a Mourinho, si muove tanto, è un giocatore che può essere molto importante per la Roma anche in prospettiva, anche perché ha margini di crescita enormi».

Un investimento di prospettiva, insomma.
«È giusto che questa Roma scommetta su un giovane interessante, magari un giorno lo rivenderà a molto più soldi di quanto non paghi ora».

Però i tifosi pensano solo all’immediato, cioè alla prossima stagione.
«Giusto, però ha lo stesso allenatore e molti giocatori sono rimasti, la struttura è solida. Poi è chiaro che la gente speri che arrivi anche un campione per fare un grande campionato».

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Rui Patricio: ”L’obiettivo è vincere trofei. Futuro? Sono concentrato solo sulla prossima stagione”

Rui Patricio ha rilasciato delle dichiarazioni dopo l’amichevole vinta 4-2 contro l’SC Farense. Di seguito le parole del portiere giallorosso ai microfoni dei cronisti presenti.

Questi test sono sempre importanti per mettere minuti nelle gambe e trovare l’intesa, secondo te cosa sta funzionando meglio?
“Sta funzionando tutto perché stiamo lavorando su tutti gli aspetti, sono stati allenamenti molto intensi. Adesso si tratta di continuare a lavorare per affinare i dettagli in vista dell’inizio”.

È il terzo anno di Mourinho: cosa ci si deve aspettare dalla Roma?
“Il nostro obiettivo è quello di fare meglio dell’anno scorso. È vero, è il terzo anno del mister ed è anche il mio terzo anno. Tutti dobbiamo avere in testa l’idea di migliorarci sempre e avere ambizione perché questo conta, avere questa mentalità e l’obiettivo di vincere i trofei”.

Quali sono i tuoi obiettivi: fare una stagione da grandissimo portiere per meritare la conferma nella Roma, la Nazionale? Ti vedi ancora molto tempo qui?
“Il mio obiettivo è quello di non pensare a lungo termine, ma di lavorare bene e non di guardare lontano”.

La tua permanenza a Roma è da escludere o ti sentiresti di continuare a Roma il prossimo anno?
“Sta per iniziare tra pochi giorni una nuova stagione, non mi metto a pensare alle prossime stagioni. Sono concentrato sulla stagione che sta per iniziare”.

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Simeone: ”Morata? Il suo futuro dipende da lui e dal club. Mi auguro rimanga”

Diego Simeone ha rilasciato un’intervista ai microfoni del quotidiano spagnolo AS. L’allenatore dell’Atletico Madrid, ha parlato del futuro di Alvaro Morata, desiderio di José Mourinho. Di seguito le sue dichiarazioni.

E in attacco, è facile lavorare con due attaccanti che non sai se rimarranno?
“Dobbiamo lavorare di conseguenza di coloro che crediamo possano rimanere. Da lì, siamo 25, bisogna scegliere, qualcuno si arrabbierà. Possiamo fallire, ma credo di essere convinto di chi rimarrà e chi se ne andrà.”

Quindi crede che Morata rimarrà?
“Dipende dal club e dipende da lui. Noi abbiamo chiaro chi rimane e chi se ne va.”

Morata non porta forse più di 20 gol per combattere per tutto, ma ne assicura 15…
“È un giocatore molto importante per noi. Ha caratteristiche di attaccante di area che non ha nessun altro. Memphis è il più vicino, ma gli piace anche uscire ad associarsi. Alvaro è profondo, allunga la squadra, ha altezza, una grande testa. È fondamentale. Speriamo che rimanga con noi. Speriamo di poter aiutare a superare quella barriera di gol. Ha fatto più gol con noi che con la Juventus e questo ci entusiasma. La squadra ha bisogno del suo gioco.”

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Kristensen: ”Roma io ci credo. Scamacca è super e con Mourinho si va in Champions”

Rasmus Kristensen, arrivato in prestito dal Leeds, è uno dei volti nuovi che i tifosi stanno conoscendo nel corso delle amichevoli. L’esterno destro ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui parla del suo ambientamento e delle prospettive future. Di seguito le sue dichiarazioni.

Kristensen, che ricordo ha di Gianluca Scamacca, uno degli obiettivi di mercato della Roma?

“Scamacca mi sembra davvero un ottimo calciatore, ricordo anche quel gol che ci ha segnato in quella partita, nella scorsa stagione. Mi sembra un attaccante forte, per tanti motivi. Questo lo posso dire”.

Già, ma lei in quella partita era in panchina. Da lì lo ha studiato meglio?

“Lo ricordo giocare, come si muoveva in campo. Ripeto, mi sembra davvero un ottimo giocatore”.

Il ritiro qui in Portogallo come sta procedendo?

“Sta andando tutto molto bene. Chiaramente stiamo lavorando sulla parte fisica, lentamente stiamo crescendo ed entrando in forma. Per me è sicuramente positivo trascorrere più tempo possibile con i nuovi compagni, sentirmi parte di questa squadra che mi ha fatto sentire subito come se fossi in una famiglia. Sono stato accolto subito molto bene da tutti quanti, fin dal primo giorno. Di conseguenza le sensazioni non possono che essere assai positive”.

Si aspettava di diventare subito un titolare del gruppo giallorosso?

“Non so se sarò davvero io il titolare a destra, questo lo vedremo solo quando inizierà la stagione, quando giocheremo le prime partite vere. Io farò sempre del mio meglio, voglio aiutare la squadra e cercherò di sfruttare ogni occasione, ogni minuto che il mister mi darà. Una cosa però è certa e questa ve la posso assicurare fin da questo momento: Io in campo darò sempre il massimo, in qualsiasi posizione Mourinho deciderà di schierarmi”.

L’obiettivo della Roma è tornare in Champions League già dalla prossima stagione. Si sente fiducioso per questo traguardo?

“Sì, sono ottimista, viste anche le qualità che ha questa squadra e quello che sto vedendo anche qui in Portogallo. L’obiettivo finale è quello di finire più in alto possibile, possibilmente giocando anche un buon calcio. In questa fase però dobbiamo concentrarci su di noi, per mettere a punto gli automatismi di squadra che di sicuro saranno fondamentali”.

Qual è secondo lei la sua qualità migliore?

“Penso che la qualità che mi contraddistingue di più è probabilmente la forza, la qualità fisica. È sempre difficile giudicarsi, parlare di se stessi, di solito i giudizi li lascio agli altri. Ma se me lo chiedete penso proprio che la potenza e la prestanza fisica mi permettano anche di fare altre cose in campo, come una corsa, un gol, un assist. Posso essere utile sia in fase difensiva sia in fase offensiva. Mi piace correre e lottare, sono uno che dà sempre il cento per cento di sé in campo per aiutare la squadra fino all’ultimo minuto dell’ultima partita”.

Nella sua carriera ha girato molto: Danimarca, Olanda, Austria, Inghilterra e ora Italia. Che calcio si aspetta da queste parti?

“L’Italia è un paese che mi ha sempre affascinato e sono felice ora di essere arrivato a giocare qui. Ogni paese è diverso dagli altri, ogni paese ha il suo calcio. Perciò adesso sono pronto a scoprire anche quello italiano, credo sarà sicuramente molto interessante”.

L’abbiamo vista già molto coinvolta nel gruppo, festeggiando in particolar modo il gol segnato da El Shaarawy contro il Braga.

“Ma io sono fatto così, sono un tipo molto passionale, a cui piace festeggiare i bei momenti e mostrare sempre le proprie emozioni. Qui è stato facile ambientarmi, lo ripeto, perché tutti mi hanno fatto sentire a mio agio già dal primo momento. Se poi c’è da fare qualcosa con la squadra ancora meglio”.

Ha conosciuto José Mourinho: finora che impressione le ha fatto?

“Un grande tecnico, probabilmente il migliore di sempre nella storia del calcio. Da lui sto imparando molto, ogni giorno, cerco di ascoltarlo in ogni suggerimento che mi dà. E ho voglia di restituirgli tutta la fiducia che ha riposto in me”.

Che cosa le ha detto in modo particolare?

“Di lottare per me, per la squadra e per lui”.

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Carnevali: ”Scamacca deve rimanere in Premier. Non so se gli faccia bene tornare alla Roma”

Giovanni Carnevali ha rilasciato un’intervista al programma Calcio Totale in onda su Rai 2. L’amministratore delegato dei neroverdi ha parlato di Scamacca e del suo possibile ritorno alla Roma, bocciando quest’ultima ipotesi. Di seguito le sue parole:

Credo che per una società importante Scamacca potrebbe essere un ottimo acquisto. Ha delle caratteristiche straordinarie, con grandi potenzialità e con dei margini di crescita notevoli. Se fossi un club di prima fascia lo prenderei, se fossi in Scamacca però rimarrei ancora in Premier. Ha fatto un solo anno, ha bisogno di ambientarsi, non conosceva la lingua ed ha avuto un infortunio che lo ha condizionato. Farebbe bene a rimanere ancora in Premier e non aver voglia di tornare in Italia, soprattutto alla Roma. In questo momento ha questo desiderio ma non so se faccia bene per lui”.

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Cristante: ”Mourinho sa tutto prima degli altri. L’obiettivo principale è la Champions”

Bryan Cristante ha rilasciato un intervista al Messaggero, in cui parla della sua carriere e del percorso nella Roma. Di seguito le dichiarazioni del numero 4 giallorosso.

Il Friuli terra di grandi calciatori, per non fare torto a nessuno, ne prendiamo tre a caso: Nereo Rocco, Fabio Capello e Dino Zoff. Lei ce l’ha un po’ la tempra friulana.

“Si, siamo un popolo di lavoratori, dedito alla fatica, tosto, serio. Quando si tratta di mettere il cento per cento, ci siamo sempre”.

Ha mosso i primi passi nel Casarsa, uno dei fondatori è stato Pasolini, pure lui per buona parte friulano.

“Ho visitato la sua casa, che oggi è un museo a lui dedicato”.

Lei è un anti-divo, questo al giorno d’oggi è un problema o ne va orgoglioso?

“Sono fatto cosi, non mi piace stare al centro dell’attenzione, non amo i social. Mi viene naturale. Non penso sia un problema”.

Come si pone, invece, davanti ai suoi colleghi più social?

“Ognuno fa ciò che vuole, mi rapporto con chiunque. Uno deve essere se stesso”.

Essere “personaggio”, però, aiuta.

“Io non sono stato penalizzato nella mia carriera. Magari qualche articolo in più aiuta, ma non ci do peso”.

Essere leader della Roma è stata una conquista?

“Lo trovo normale, è una questione di età, di esperienza. Oggi posso prendermi responsabilità diverse, conosco meglio Roma, sento il bisogno di aiutare i più giovani, trasmettere una certa mentalità che è stata trasmessa a me”.

Leader parlante o silenzioso?

“Parlo, eccome. Mi faccio sentire, sono un rompiscatole in campo. Mi trasformo quando gioco”.

De Rossi disse: “Servono undici Cristante”. Ci ripensa ogni tanto?

“Si, certo. Mi ha onorato, reso orgoglioso di giocare con lui e in questa piazza, che ha rappresentato al cento per cento. È stato l’emblema della passione, capace di trasmettere a noi giovani la passione per la maglia. Dire quelle parole il giorno del suo addio alla Roma ha avuto un peso. E lo ringrazierò sempre”.

Da giovane era al Milan, poi la fuga al Benfica. Un’occasione persa?

“No, quell’esperienza all’estero mi ha formato. Ho capito il mondo che c’è fuori dall’Italia, una scelta che rifarei. Ho imparato il portoghese, ho fatto esperienza, ho conosciuto pure i posti dove siamo qui ora al lavoro. E si sta bene”.

Le difficoltà ne ha avute, anche perché aveva solo 19 anni?

“Sono entrato in una cultura diversa, ho dovuto adattarmi. Capire un nuovo Paese, non era facile”.

Poi, il ritorno in Italia è stato naturale.

“L’italiano sta meglio in Italia”.

Bergamo il trampolino della sua carriera.

“Un ambiente serio, è stata una fortuna trovarsi lì. Basi solide, una presidenza italiana, a gestione familiare. Gasperini sapeva come valorizzare i giovani. Un’isola felice, insomma, dove è stato più semplice crescere”.

Si è mai sentito sottovalutato?

“Ci sono due aspetti da considerare. All’esterno forse è così, mi sottovalutano; dentro gli spogliatoi e nel calcio mi sono sempre sentito trattato come meritavo”.

Lei un ragazzo equilibrato, le è mai capitato di arrabbiarsi con qualche allenatore?

“Certo, è successo. Varie volte. Lo trovo normale”.

Con Mourinho discute?

“Capita, anche se lui sa come prenderci. Diciamo che mi è successo meno”.

L’approccio in una grande città come Roma?

“Ci sono pressioni diverse, all’inizio è stato difficile, poi è arrivato tutto quello che mi aspettavo: io metto sempre il massimo, diventa più semplice ritrovarsi. Oggi mi sono un po’ innamorato di questa città, per le sue bellezze, per la passione della gente verso la Roma”.

Cosa ha di speciale giocare con la maglia giallorossa?

“C’è un’atmosfera particolare, come vivere ventiquattro ore al giorno di calcio. Questo lo senti, più passa il tempo e più è così anche per un calciatore. Poi, cerco sempre di staccare quando sono a casa: ho la mia famiglia, gli amici, i miei cani”.

Il monumento di Roma che porta nel cuore?

“Facile: il Colosseo”.

Cosa ha Mourinho di speciale?

“Sa tutto prima degli altri. Ha la visione giusta delle situazioni, sa cosa fare e come comportarsi sempre. È un grande”.

Tra dieci anni come si vede?

“Non ci ho ancora pensato. Di sicuro vorrei avere qualche trofeo in più in tasca”.

La questione Arabia. Lì ci si va perché si fa calcio o è solo questione di soldi?

“In questo momento il calcio arabo non è paragonabile al nostro. Bisogna vedere come si evolve o se resta una questione legata a una sola estate. Oggi se mi offrissero di andarci, direi di no. Voglio competere qui. In avanti, chissà, è tutto da verificare”.

Il suo ruolo, dopo averne ricoperti tanti, qual è?

“Nei due di centrocampo, il play. Fare il trequartista è stata una cosa estemporanea, anche divertente, ma è un ruolo che non sento totalmente mio”.

La Roma con Mou atto terzo riparte dalla rabbia di Budapest?

“Sì. Vogliamo andare avanti nelle coppe e guadagnarci la Champions”.

Che serve per trattenere Mou?

“Questo va chiesto a lui”.

L’ultimo campionato non è andato bene, colpa solo degli arbitri?

“No, penso che le ragioni siano anche altre. Ad aprile eravamo terzi e in lotta per ogni competizione, ma gli infortuni arrivati tutti insieme ci hanno creato problemi. Io facevo il difensore, i ragazzi della Primavera erano titolari, avevamo un solo attaccante. Non è stato facile”.

Budapest è ancora un brutto ricordo per via dell’arbitro, però.

“Ci sono stati episodi controversi, ma ormai è andata”.

La Champions, questione necessaria per la prossima stagione.

“L’obiettivo principale è quello”.

Per lo scudetto, invece?

“È difficile. A gennaio sapremo qualcosa di più. Sperare non costa. Dobbiamo tornare a giocare la Champions. Vorrei tanto vincerne una”.

Più del Mondiale?

“Mah, non saprei. Vincere la Champions con il tuo club forse dà qualcosa in più. Ma al Mondiale bisogna andare, stavolta non possiamo fallire, non ci sono scuse”.

Ha mai pensato di perdere Mancini dopo la mancata qualificazione in Qatar?

“No, anche se so che nella testa di un allenatore a volte girano certi pensieri. Il suo non è un compito facile”.

Pochi italiani convocabili, ad esempio.

“Sì, e poi tante partite. I momenti per costruire una Nazionale sono sempre pochi. Ma ora con Mancio vogliamo toglierci altre soddisfazioni”.

Un aggettivo per i tre nuovi romanisti.

“Aouar tecnico. Kristensen potente. Ndicka grande forza e un bel sinistro”.

Insomma, la Roma si sta migliorando, anche se manca qualcosa?

“Quelli che sono arrivati fino a ora sono bravi e ci daranno una grossa mano”.

Lungo ritiro in Algarve, ci sembra che ci si diverta anche, no?

“Siamo un bel gruppo, l’ambiente è tranquillo. Si gioca a carte, Mancini, Spinazzola, Belotti sono i più accaniti. Io mi dedico al ping pong, le mie sfide con Bove”.

Dybala è uno che sposta?

“È un fuoriclasse. Quando sta bene, ci fa la differenza”.

Quanto starà alla Roma?

“Finché mi tengono. Clima e città fantastici. Ora dobbiamo solo ricaricarci e provare a vincere qualcosa. Con la Champions come obiettivo primario

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Giannini: ”La Roma sta allestendo una rosa competitiva. Sanches? Ha forza e tecnica”

Giuseppe Giannini ha rilasciato una breve intervista a La Gazzetta Dello Sport. Lo storico capitano giallorosso ha parlato del centrocampo costruendo della Roma. Di seguito le dichiarazioni del Principe.

Giannini, come giudica la Roma se arriverà anche Renato Sanches?
“Credo che si stia costruendo un centrocampo che abbina sia la quantità che la qualità. Il portoghese ha forza e tecnica, ma molto dipenderà dalla sua condizione fisica. Occorrerà sperare che gli infortuni che lo hanno tormentato negli ultimi anni lo abbandonino”.

In attesa del portoghese, come ha visto i primi passi in giallorosso del nuovo arrivo Aouar?
“Mi pare si sia mosso bene e abbia un bel piede. Ho l’impressione che in squadra ci sia molto assortimento, con due giocatori per ruolo in ogni posizione e con giocatori che consentono anche di fare variazioni nel sistema di gioco. Matic e Cristante, d’altronde, assicurano esperienza e solidità, Bove ha corsa e poi la qualità che hanno Pellegrini e Aouar è di primo livello”.

L’obiettivo dichiarato della Roma è quello di tornare in Champions: aspettando di completare la squadra, la missione appare è fattibile?
“Ad agosto il calcio è quasi sempre senza errori perché si sogna. Poi toccherà al campo dire la verità, ma di sicuro i giallorossi stanno allestendo una rosa competitiva”.