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Veretout: “Sono romanista e voglio restare qui per vincere” AUDIO

CONFERENZA STAMPA – Jordan Veretout ha parlato alla vigilia di Roma-Zorya di Conference League:

CONFERENZA STAMPA – Jordan Veretout ha parlato alla vigilia di Roma-Zorya di Conference League:

Come state vivendo la partita?
“Sappiamo che è molto importante per noi, giochiamo in Conference per vincere e perdere domani significa che siamo fuori. Giochiamo come fosse una finale con entusiasmo per vincere la partita”.

Qual è il tuo obiettivo e hai intenzione di rinnovare con la Roma?
“Il primo obiettivo è fare grandi cose con la Roma e andare in Nazionale. Sono contento di andare, adesso voglio vincere con la Roma e andare il più in alto possibile. Il mio procuratore e il direttore parlano, io sono romanista e voglio rimanere qua”.

Come ti trovi ad impostare il gioco e non da mezzala?
“Mi trovo bene, l’ho fatto a Firenze un anno. Mi piace giocare anche mezzala perché posso andare più avanti, fare la differenza e andare in profondità. Ma anche giocare mediano mi piace: tocco la palla sempre, aiuto la difesa. Faccio il ruolo che il mister mi chiede e se mi chiede di fare il mediano lo faccio”.

Il fatto di giocare tutte le partite può essere un handicap per voi a centrocampo?
“Ho iniziato bene il campionato, nell’ultimo mese ho giocato non come prima ma è difficile tutte le partite. Certamente vogliamo giocarle tutte. Adesso ho recuperato molto bene e sto fisicamente molto meglio di un mese fa. Mi dispiace non giocare domenica, ma pensiamo a domani e poi ci sarà un piccolo riposo per me e a seguire il Bologna. Mi dispiace non aiutare la squadra domenica, ma siamo concentrati su domani che è molto importante per noi e vogliamo fare una grande partita”.

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Mourinho: “Zaniolo e Abraham titolari. Con lo Zorya è una finale. Non amo la difesa a tre, ma resterà un’opzione” AUDIO

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Roma-Zorya di Conference League:

Il girone si è complicato, tre squadre in due punti, il significato di questa sfida per voi?
“Secondo me molto facile, se vinciamo siamo dentro, se perdiamo siamo fuori, il pareggio lascia aperto tutto, è il nostro destino è nelle nostre mani, il nostro obiettivo è vincere, domani è come una finale, per noi e per loro, è una partita importante, sarà molto dura per noi per andare avanti con campionato e Conference per tanti mesi ma è un problema che vogliamo avere, non eliminare. Domani per questo giocheremo al massimo per vincere”

Cosa si aspetta da Zaniolo se dovesse giocare?
“Non mi aspetto nulla di particolare da lui, ma tutto dalla squadra. Abbiamo vinto come squadra a Genova, è come squadra che dobbiamo giocare e far di tutto per vincere, mi aspetto da Nico quello che mi aspetto da tutti gli altri. A Genova anche senza giocare un minuto ha festeggiato tantissimo e per me è come se avesse giocato come gli altri. Mi aspetto Zaniolo nella squadra, nulla di individuale”

Rui Patricio è uno dei migliori portieri per rendimento in campionato, domani giocherà ancora lui?
“Sì, non è Rui che sta fra i migliori portieri del campionato, siamo noi che anche prendendo tre gol a Venezia o a Verona, siamo noi come squadra che riusciamo ancora a stare lì, tra le squadre che hanno la miglior performance difensiva, poi dipende dalle situazioni, Fuzato sta lavorando in maniera fantastica, se dovesse giocare in Serie A o Conference, per me non sarebbe un problema, non sarebbe una notte senza dormire prima della partita. E’ un’opzione ma domani gioca Rui”

Abraham ha raccolto poco nonostante abbia tirato tanto. E’ soddisfatto delle prestazioni di Abraham?
“Sono contento, ovviamente quando sei un attaccante di una squadra che crea tanto, che per filosofia e principi è una squadra offensiva, di solito hai la possibilità di segnare di più, lavora tanto per la squadra, aiuta tanto nella costruzione della manovra e per me non è un problema. Sono contento di lui, nella dinamica di squadra, nei principi, nei movimenti su cui lavoriamo, come pressa, come chiude gli spazi anche difensivamente, è sempre più inserito nella squadra, ha imparato ad avere un’altra dimensione come giocatore di squadra rispetto a prima, sono contento, ovviamente spero che a breve arrivino più gol e dopo avrà tutto, lavoro di squadra e i gol a livello individuale. Non sono preoccupato, ha avuto un piccolo calo, dopo un inizio molto forte, che ci ha colpito tanto, compresi i tifosi, un piccolo calo normale, anche dopo l’infortunio subito in Inghilterra e ha giocato due-tre partite con qualche problemino. Domani giocheranno Rui Patricio, Tammy e Zaniolo”

Il centrocampo schierato nelle ultime due partite ha mostrato dinamiche diverse, anche per posizioni. L’esperimento della linea a tre è limitato all’emergenza o è un discorso che si può prolungare?
“A me definitivamente non mi piace giocare a cinque, perchè una cosa è un concetto dei tre e un’altra di cinque, in generale non mi piace giocare a cinque. Abbiamo perso tutti i terzini sinistri, allora abbiamo messo questa linea a tre e con El Shaarawy che gioca esterno, ma non è un terzino sinistro e abbiamo trovato una soluzione che è andata molto bene a livello di gioco, a livello di risultato no a Venezia, sì a Genova. La rosa non è stata costruita per giocare a tre, perchè quando lo fai non hai solo 4 difensori centrali e tante mezze punte, perchè hai bisogno di giocatori diversi, ma lo abbiamo fatto, i giocatori si sono sforzati per adattarsi, la dinamica non è buona per tutti, ma molto buona per qualcuno, perchè si adatta meglio per le sue caratteristiche, magari è un sistema che avremo in tasca come un’opzione, quando recupereremo tutti, l’obiettivo sarà di tornare a giocare come pensavamo di giocare prima. Questa cultura di adattamento si sviluppa dopo tanti anni che si lavora insieme e si conoscono bene i principi, ma nell’emergenza siamo stati costretti a sviluppare questa variazione, vedo i giocatori bene, sono contento. Ovviamente per El Shaarawy è più facile giocare ala nel 4-3-3 piuttosto che in questo sistema, giocheremo con equilibrio. Posso dire un quarto giocatore che domani giocherà: Veretout”

Vina e Calafiori?
“Si sono allenati con la squadra e adesso abbiamo riunione con tutti, con il dipartimento medico, come abbiamo deciso per Smalling domenica, decideremo oggi pomeriggio se saranno del gruppo. Però si sono allenati oggi con la squadra, penso che sia possibile che vengano domani”

Che cosa ha compreso di più della Roma prima di due tre mesi fa?
“Conosco meglio i miei giocatori, per questa ragione El Shaarawy ha giocato in quella posizione che per me era impossibile immaginarlo lì, l’anno scorso ha avuto alti e bassi, aveva problemi fisici e faticava ad adattarsi ai ritmi alti, ho sempre pensato che fosse un’ala offensiva di qualità, per giocare una partita, poi entrare quella dopo, ha avuto un’evoluzione clamorosa, a Genova addirittura ha fatto una diagonale difensiva, giocando 90 minuti, salvando il risultato, questo è un El Shaarawy che non ho mai conosciuto. Per questo alcuni li sto scoprendo, imparo da loro, la posizione giusta, come svilupparli, sono 4-5 mesi, a volte ci vogliono anni per scoprire elementi nuovi dei calciatori”

Ci può parlare della partita di domani? Difficile per lei affrontare squadre sconosciute?
“Non sono squadre sconosciute, abbiamo visto tutte le partite di campionato e coppa, conosciamo l’allenatore e la dinamica di squadra. Il rispetto c’è sempre e anche in questo caso”

Poi fuori onda Mourinho aggiunge che Mancini giocherà

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AUDIO – Mourinho: “Siamo in grande difficoltà, con tante assenze ma giocheremo a Genova per vincere”

CONFERENZA STAMPA – Queste le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Genoa-Roma:

Tiago Pinto ha detto siamo ambiziosi ma non faremo un instant team. Cosa ne pensa?
“Prossima domanda”

Shevchenko lo ritrova da allenatore? Come lo ricorda da giocatore?
“Domanda strana perchè doveva esser facile per te decidere se pensi che tutto quello che qualcuno ha detto è vero o se la verità è che abbiamo un buon rapporto. Non hai niente di più interessante da chiedere? Il primo ricordo che ho è la prima volta che l’ho visto giocare, facevo l’analista per il Barcellona e in Champions l’ho visto giocare, dopo la storia l’ha fatta lui e c’è poco da dire. Quando diventi pallone d’oro, quando diventi vincitore di Champions e di tanti titoli, sei tu che fai la tua storia. Una carriera fantastica di un giocatore fantastico, da allenatore è la prima esperienza in un club, però ha fatto molto molto bene con l’Ucraina, ha dimostrato di avere un’idea, una filosofia, una leadership silenziosa, perchè questo è il suo profilo come persona. Mi piacerebbe che a lui capiti quello che è successo a me la prima partita ufficiale, quando persi ma dopo ho vinto tanto. Gli voglio bene e gli auguro di perdere la prima, ma che dopo avrà tanto successo”

Oggi due casi di Covid, questo la obbliga a rivedere i piani per la partita di domani soprattutto per Cristante. Volevo chiederle se Pellegrini può essere schierato in mediana?
“Il lavoro che abbiamo fatto durante la settimana e che voi con le vostre fonti capito, inseguito è il lavoro che va nella spazzatura. Non c’è nessun dubbio. Quello che abbiamo provato, allenato, dinamica difensiva e offensiva, lo abbiamo perso nel momento in cui abbiamo perso un giocatore importante come Cristante, che si aggiunge a tanti problemi che abbiamo, come ad esempio 3 terzini sinistri fuori, è ovvio che dobbiamo trovare soluzioni. C’è gente che deve fare il sacrificio di giocare in posizioni che magari non sono le proprie, un puzzle che ci permette di giocare bene, di fare una buona partita, di portare a casa dei punti. E’ un momento di difficoltà per noi. C’è solo una persona che sa come giochiamo domani, i miei assistenti non lo sanno, i giocatori non lo sanno, neanche i procuratori. E’ una buona opportunità per capire chi è bravo di voi, perchè le vostre fonti non hanno acqua. E’ veramente tutto strano, è successo questa mattina, tutto così veloce, oggi non abbiamo fatto allenamento con riferimento alla partita, anche io avevo bisogno di prendere una decisione, penso sarà divertente per voi di pensare come giocheremo noi e chi inizierà la partita”

A Venezia ha giocato con la difesa a tre, ipotizzo che possa adottarla anche domani. Zaniolo come può essere schierato con questo nuovo assetto e come l’ha visto durante la settimana?
“Cristante, Zaniolo, Zaniolo Cristante non capisco la connessione, non vedo Zaniolo giocare come difensore centrale ovviamente. Io non dico che giocheremo a tre o a quattro, le vostre fonti hanno detto a voi che questa settimana abbiamo preparato la difesa a tre, questo è vero e voi lo sapete, ma adesso non dirò come giocheremo, Nico ovviamente non ha nessuna influenza in questa situazione dopo l’assenza di Cristante, e tutti sanno dove può giocare Nico”

Una partita domani con tanti punti interrogativi sulla sua squadra e sugli avversari, quasi un match al buio?
“Non dico al buio, ma con qualche difficoltà, anche loro ne hanno, perchè non sanno come giocheremo noi, con quali interpreti, però la difficoltà maggiore per me e Sheva sono le assenze di giocatori importanti. Giocare contro una squadra che cambia allenatore ti lascia tanti punti interrogativi, ma come ha detto Sheva non sarà tanto la sua idea di gioco ma capire come fare risultato con i giocatori che avrà a disposizione. Non abbiamo terzini sinistri di ruolo, anche sui centrali siamo in difficoltà, Cristante che non giocherà che è un’opzione anche come centrale, è difficile, ma alla fine sarà Genoa-Roma, con due squadre che hanno bisogno di fare punti. Sarà una partita divertente come tutte le altre che abbiamo giocato, con emozione, voglia di vincere”

Domani troverete un grande entusiasmo, è un tipo di partita che va giocata con grande aggressività o servirà più pazienza?
“Sicuramente avranno grande entusiasmo per la nuova proprietà e il nuovo allenatore, in uno stadio bellissimo, un ambiente difficile è quello che vogliamo noi. Avremo sempre circa 2000 tifosi in trasferta, anche in questo livello è una motivazione per noi. Avremo voglia di vincere, può capitare di non vincere, ma entreremo in campo per vincere anche in questo momento di difficoltà”

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El Shaarawy: “Il progetto dei Friedkin è ambizioso. Mourinho super: spero stia qui a lungo”

Stephan El Shaarawy ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni del sito ufficiale della Roma. Queste le parole del Faraone:

Ciao Stephan, come stai?
“Sto bene, mi sento meglio fisicamente. Ultimamente sto trovando molta più continuità a livello di minutaggio e mi sento più in forma. Il gol sicuramente aiuta in questi casi e ti fa sentire meglio anche mentalmente. Dal punto di vista individuale sto vivendo un momento positivo, ma a livello di squadra dobbiamo rialzarci per tornare quelli che eravamo a inizio stagione”.

Ritrovando la forma fisica hai anche acquistato più fiducia rispetto all’inizio della stagione?
“Quando metti più minuti nelle gambe e quando ritrovi la via del gol riesci anche a essere più brillante e questo ti aiuta a livello psicologico. A inizio stagione un giocatore deve essere sempre pronto per riuscire a cogliere le proprie opportunità. Io sono riuscito a trovarmi il mio spazio nella stagione in corso e l’attesa è stata ripagata”.

Cosa ti mancava nello specifico?
“La questione era principalmente fisica, anche perché erano tre anni che non partecipavo a una preparazione estiva. Mi sono dovuto prendere i miei tempi, ma ho dato sempre il massimo e non mi sono mai sentito messo da parte. Con il mister c’è sempre stata un’ottima sintonia e ha sempre dimostrato apprezzamento per me e per le mie qualità”

Ci racconti nello specifico il tuo legame con la squadra e la Città?
“È iniziato tutto dalla prima partita, mi sono presentato con un gol di tacco all’Olimpico, un sogno per un calciatore. Quando me ne sono andato l’ho capito ancora di più: qui avevo trovato una famiglia, ho creato tanti rapporti e con i tifosi ho sempre sentito un legame forte, mi hanno espresso il loro sostegno anche quando ero lontano e il loro affetto ha rappresentato tanto per me. Spero davvero di rimanere a lungo qua, perché mi trovo bene e mi sento a casa”.

Che esperienza hai vissuto in Cina?
“In ogni squadra in cui sono andato mi sono sempre trovato bene con tutti. E anche lì ho trovato degli amici, dentro e fuori dal campo. In Cina ho vinto anche un trofeo ed è stata una bella esperienza per me”.

Hai segnato quarantotto gol, uno in più di Bruno Conti, una leggenda della Roma e del calcio italiano: cosa hai provato dopo aver superato questo traguardo?
“È stata una grande gioia. Sono stati tutti gol molto importanti per me, mi hanno dato tante soddisfazioni. ma io non devo fermarmi, perché penso di poter ancora dimostrare tanto e di poter dare ancora molto a questa Società. Voglio fare sempre di più”

In questa stagione ti sei sbloccato nel gol contro il Sassuolo, con la corsa di tutta la panchina sotto la Sud: cosa hai pensato in quel momento prima di calciare?
“Io sostengo sempre che quando sei lì non devi pensare, perché se pensi troppo succede una cosa: o non fai gol o ti esce un tiro brutto. In quel momento non ho pensato e la palla è andata dove volevo. Quello è il mio tiro a giro, ma non è stato tra i più semplici, il pallone rimbalzava, non era a terra, rischiavo di mandarla in tribuna. Dopo il gol non avevo nemmeno realizzato cosa era accaduto, poi ho visto i compagni arrivare e sono corso sotto la Curva. È stato davvero bello, erano diverse partite in cui non giocavo ed è stato un gol liberatorio. Poi si trattava delle mille partite del mister, non era una cosa da poco”.

Sentivate il peso delle mille panchine di Mourinho o anche con voi, come con tutti, ha svelato solo all’ultimo quanto tenesse a questo traguardo?
“Lo sapevamo della ricorrenza, perché era sui giornali e sui social, ma il nostro obiettivo era solo quello di vincere la partita per la Roma, volevamo arrivare a una vittoria di squadra. Lui è stato bravo a passarci questo messaggio: c’erano solo i tre punti in palio e non una soddisfazione personale. Eravamo concentrati solo su quello. Poi il giorno dopo ci ha invitato tutti a cena e solo in quell’occasione ci ha effettivamente spiegato quanto contasse per lui la sfida contro il Sassuolo”.

C’è un gol in particolare al quale sei più legato tra quelli segnati finora?
“Il primo, contro il Frosinone, è stato importantissimo, perché arrivavo da un periodo negativo e c’era scetticismo nei miei confronti: è stato il gol della rinascita. A livello emotivo, poi, il primo della doppietta contro il Chelsea, con l’Olimpico pieno e in Champions League: un’emozione pazzesca”.

Tornare a giocare in Serie A lo scorso inverno è stato più difficile del previsto o te lo aspettavi così?
“È stato più difficile, sì, prima di tutto a livello fisico. Non era semplice riadattarsi a questo ritmo. In Cina potevo allenarmi solo individualmente. Non avevo squadre con cui allenarmi. Da novembre fino a gennaio ho lavorato sempre da solo. Ho cercato di fare il massimo per presentarmi qui nelle migliori condizioni. Facendo un lavoro individuale non è affatto semplice, perché mancava il gioco di squadra, il tiro in porta, un passaggio con un compagno. Poi mi sono riadattato e sono riuscito a dare il mio contributo per la chiusura della stagione”.

Cosa hai pensato quando la Roma ha annunciato Mourinho lo scorso maggio?
“Era del tutto inaspettato. Ma poi ho capito che la società stava lavorando su un progetto serio e ambizioso. È un progetto a lungo termine, è vero, ma noi siamo professionisti e dobbiamo impegnarci fin da subito per trovare dei risultati positivi nel giro di poco tempo. E avere un allenatore come lui ti stimola tantissimo a dare sempre qualcosa in più. È un grande motivatore e ha creato un rapporto con tutti qui a Trigoria, non solo con i giocatori. È un piacere ascoltarlo, sa caricarti nella maniera giusta. Ha un contratto di tre anni e speriamo di averlo più a lungo possibile con noi”.

Quanto ti sta dando il lavoro quotidiano con il mister e con il suo staff?
“Mi sta dando tanto. Con lui ho avuto una grande sintonia da subito e anche con il suo staff, molto preparato, che noi seguiamo molto. Navighiamo tutti nella stessa direzione e questa è la cosa più importante. Facciamo gruppo, siamo uniti, lavoriamo tutti per il bene della Roma e non per gli interessi del singolo”.

Che cosa ti chiede il mister a livello personale e quanti margini di miglioramento vede nel tuo gioco?
“Nello specifico mi chiede di fare tanta aggressione e pressione nella fase di recupero palla. Mi chiede di aiutare anche in fase difensiva. Vuole abnegazione da parte di tutti nel recupero del pallone”.

Ti è capitato di giocare anche su tutta la fascia: è una novità per te concentrarti anche sulle garanzie che offri dal punto di vista atletico e di supporto alla fase difensiva?
“Non è una vera e propria novità, ho già giocato a tutta fascia in Nazionale nel 3-5-2. So che è uno sforzo fisico maggiore, ma non è un problema per me. Se il mister mi chiede di giocare lì ha la mia piena disponibilità”.

La squadra ha avuto un rendimento altalenante in questa prima parte della stagione: sono arrivate belle vittorie, ma anche sei sconfitte. Come state vivendo questo momento?
“C’è grande fiducia. Anche negli scontri diretti persi, abbiamo dimostrato che comunque delle cose buone le abbiamo fatte. Siamo stati anche penalizzati dagli episodi, è vero, ma siamo i primi a essere consapevoli che potevamo fare più male alle squadre che in questo momento sono più in alto di noi. Ho 29 anni, diciamo che non sono più un ragazzo e so come vanno certe cose: quando un progetto parte ci sta di avere qualche battuta a vuoto. Siamo dentro un processo di crescita che coinvolge tutti, c’è un programma ambizioso da parte della società e c’è grande voglia di riscatto: in questo percorso vogliamo toglierci delle soddisfazioni e ripagare i tifosi che ci hanno sempre sostenuto”.

Quanto percepite le ambizioni della proprietà nello spogliatoio?
“Ce la fanno sentire giorno dopo giorno, sono presenti e lo fanno attraverso i fatti, non solo con le parole: hanno preso uno degli allenatori più forti di sempre e non hanno esitato a investire su un calciatore del calibro di Abraham. Non era semplice gestire la situazione, perché dovevano sistemare diversi calciatori fuori rosa. Ogni giorno ci fanno capire quanto sia importante arrivare in Champions quest’anno e noi non possiamo far altro che ripagare la fiducia facendo al meglio il nostro lavoro”.

Si riparte dal Genoa?

“Sì, dobbiamo cercare di riconquistare i tre punti una partita alla volta. Non è stato un periodo semplice, ma solo preparando bene le partite e dando qualcosa in più sul campo, con la qualità e con il cuore, possiamo riprenderci. Il Genoa può essere una buona opportunità per rialzarci e fare un filotto di partite positive”.

A livello individuale che obiettivi hai da qui a fine stagione?
“Cercare di fare meglio, per me stesso e per la Roma. Devo aiutare la squadra a raggiungere traguardi importanti. Ho anche un altro obiettivo: ritrovare la Nazionale, ora ci sono anche i playoff e per me essere lì a marzo sarebbe una bella soddisfazione. Se ci arriverò, vorrà dire che avrò fatto molto bene con la Roma e mi auguro che questo accada”.

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Veretout esalta Mou: “E’ un vincente, adatto al grande progetto dei Friedkin”

Intervenuto ai microfoni de Le Parisien, Jordan Veretout ha parlato della sua esperienza in giallorosso e di Josè Mourinho. Queste le dichiarazioni del francese:

“José Mourinho è sempre l’uomo per il lavoro. È un vincente, un allenatore adatto a un grande progetto come quello dei Friedkin alla Roma. È rigoroso, ha un’esperienza incredibile. Ha vinto molto e fa desiderare a tutti di impegnarsi al 200%. Troverà il modo per invertire questa dinamica. A Roma c’è tanta passione: se vinci sei al top, se perdi è una tragedia. I tifosi sono la nostra forza. Sta a noi restituire loro questo supporto”.

“Ho imparato molto in Serie A. Fisicamente è dura, anche tatticamente. In questo momento sto giocando nella Roma come due giocatori davanti alla difesa – ha aggiunto -. Mi piace difendere, attaccare, pressare il portatore di palla, sono capace di segnare, di fare assist. Devo riprodurlo in Nazionale”.

“Fin da quando ero molto giovane mi ripetevo: con il lavoro si possono fare grandi cose. E tra le grandi cose c’è la Nazionale francese. Essere entrato a far parte della selezione è magnifico, ho realizzato il mio sogno – ha detto parlando della Francia -. Non c’è nulla sopra la maglia della Francia. Essere stato convocato a settembre, a ottobre e ora a novembre non è ai miei occhi fine a se stesso. La parte più difficile è continuare a fare bene al lungo termine. Non mi sono mai scoraggiato. Sono le prestazioni nel club la chiave, non c’è età per rappresentare il tuo Paese. Prendo come esempio un altro centrocampista: Claude Makelele. Dopo due o tre presenze a 22 o 23 anni, è stato convocato regolarmente solamente da quando aveva 27 anni in poi…”.

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De Rossi difende Mou: “E’ tra i migliori al mondo, Roma non farlo stufare”

Daniele De Rossi ha parlato ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue dichiarazioni su Nazionale e Roma:

Cambiare rigorista dopo l’errore di ieri?
“Non lo so, ci penserà Mancini a gestire il tutto in maniera impeccabile. Jorginho è un giocatore imprescindibile, poi gli ultimi 3 non sono andati bene ma poi sono cose che si vedono nello spogliatoio. Abbiamo visto anche quello che è successo con Totti che in un anno ne sbagliò 3-4, i rigoristi vanno sopra queste cose”.

Che consiglio daresti al gruppo?
“Questa squadra non ha bisogno di consigli, è andata sotto a Wembley con 60.000 inglesi indemoniati ma ha fatto la sua partita. Parlando di rigori, non è un momento semplice ma lunedì si andrà in campo per vincere la partita, ho grandissima fiducia perché ho avuto il privilegio di viverla da dentro”.

Il campionato di Serie A?
“Napoli e Milan sembra stiano abbastanza meglio delle altre, il Napoli ha fatto molto bene con Gattuso e sta facendo altrettando bene con Spalletti. Secondo me rientreranno un po’ tutte anche se Roma, Inter, Lazio e Juventus sono un po’ staccate”.

La Roma sarà soddisfatta se arriverà a fine stagione…
“Se non avrà fatto stufare anche questo allenatore, che è uno dei più forti in circolazione. Al di là del fatto estetico, Mourinho è uno dei 5-6 allenatori più forti di sempre, ho la Roma dentro al cuore ma è meglio vederla da fuori ora, non vorrei mettermi nei panni di Mourinho. Stanno uscendo fuori in tanti, ma Mourinho ha personalità e sarà sereno”.

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Mourinho: “Pellegrini ok, ci mancano 3 terzini ma ci adatteremo. Gol mancati? Creiamo tanto, sono tranquillo” – AUDIO

CONFERENZA STAMPA – Le parole di Josè Mourinho alla vigilia di Venezia-Roma

Pellegrini ci sarà e Calafiori no?
“Voi sapete tutto. Calafiori è infortunato e Pellegrini si è allenato. Voi sapete tutto.”

Al netto degli episodi, è soddisfatto del gioco della Roma?
“Se si fa un paragone tra numero di gol segnati e di occasioni create, ovviamente c’è una contraddizione. Ci sono squadre che giocando di meno e creando pochissimo, sono più ciniche. Noi siamo in un momento in cui fatichiamo, non a costruire occasioni ma a tradurre in gol tutte le occasioni che creiamo. Questo è vero. Sarebbe però più preoccupante se non avessimo alcuna occasione o dominio della partita. Sarebbe più preoccupante. Se segnassimo tutto quello che costruiamo, magari un giorno avremo un altro risultato. Un po’ di pazienza e tranquillità.

Un giudizio su Zanetti?
“Non lo conosco personalmente, abbiamo giocato contro tanti anni fa io come allenatore lui come giocatore. La sua squadra gioca bene, vuole giocare e ha dei principi e costruisce. E’ pericolosa in attacco e ha un gioco diretto di contropiede. Ha potenzialità. Sarà una gara difficile per noi.”

Come riorganizza la difesa vista l’assenza di Calafiori? Può essere il turno di Kumbulla?
“Abbiamo tre opzioni. Mancini giocherà sicuramente. Dopo abbiamo queste tre opzioni: Cristante, Kumbulla o Ibanez. Non ci sono Vina e Calafiori però magari decido di giocare Ibanez centrale e Tripi terzino. Non lo è ma ha una cultura tattica ed è abituato a giocare in quella posizione in prestagione. Sono contento di Cristante: ha fatto una partita dove ha fatto quello di cui avevamo bisogno. Ha fatto tanti cambi di gioco, non ha avuto nessun problema. Le squadre che hanno rose con due giocatori per posizione sono più facilitate, noi quando emergono problemi dobbiamo adattarci. Dobbiamo fare un po’ di lavoro per completare il puzzle. Ma anche senza tre terzini sinistri, sono fiducioso che possiamo trovare un modo equilibrato di costruire la squadra per domani”

Domani avrete più facilità a trovare la profondità? Può essere la gara di Abraham?
“Non lo so se è più facile. Loro sono equilibrati. Così li vedo. E’ difficile trovare punti deboli. Secondo me farà un campionato senza problemi per salvarsi. E’ una squadra di equilibrio. Non è facile da studiarli e trovare punti deboli. Tammy non è Tammy: siamo tutti noi. Gli unici tre che hanno segnato un numero di gol equilibrato con sua posizione e gioco sono Ibanez, Pellegrini, che ha fatto i suoi gol, come anche El Shaarawy pur senza giocare titolare. Tutti gli altri hanno potenziale e capacità e gioco, le possibilità di segnare ci sono ogni partita. Arriverà il momento. Per me Tammy è lo stesso giocatore che ha fatto bene le prime partite.”

Mayoral Villar le hanno dato le giuste risposte? Potranno tornare utili?
“Mi sono piaciuti entrambi. Borja ha fatto due grandi assist, uno per un gol uno per un quasi gol quando prende la palla di prima sulla destra. E’ entrato bene anche se non ha giocato molto, aiutando la squadra a cambiare un po’ le dinamiche offensive. Gonzalo come sempre: mi piace con la palla, non mi piace senza. Deve migliorare, lui fa uno sforzo in questa direzione però il secondo gol del Bodo si è visto ancora che senza palla fa fatica. Con palla però la squadra è migliorata e lui ha qualità. Gli piace avere la palla e dinamizzare il gioco. Con lui e Veretout la squadra ha creato di più.”

Cambierebbe qualcosa di quello che ha fatto?
“Tu vieni qui tutte le conferenze stampa. Sei molto intelligente e vuoi far passare l’immagine che non lo sei. Io voglio pensare che tu lo sei ma ti piace fare quello che tu fai.”

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El Shaarawy: “Dovevamo fare di più. Rigori? Non ci attacchiamo agli episodi”

Un pareggio non basta. Avrebbe dovuto essere il match del riscatto dopo il 6-1 dell’andata, invece la Roma di Mourinho non è andata oltre il 2-2 all’Olimpico contro il Bodo-Glimt. I giallorossi sono andati due volte sotto e sono riusciti ad acciuffare il pari con le reti di El Shaarawy e Ibanez. Al termine del match l’attaccante autore del primo gol giallorosso è intervenuto ai microfoni di Sky. 

Date il meglio nel finale?
“La gara è stata affrontata nel finale con la voglia di vincere. Siamo riusciti a recuperare, ma potevamo andare in vantaggio prima noi”.

Perché non siete riusciti a vincere?
“Ha bruciato la sconfitta dell’andata, dovevamo fare di più”.

C’erano due rigori: che percezioni hai avuto dal campo?
“Non ho visto. Non possiamo attaccarci agli episodi. Dobbiamo analizzare meglio la gara per migliorare”

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Mourinho: “Due rigori netti, ma con noi senza Var o con Var non cambia niente”

Un pareggio non basta. Avrebbe dovuto essere il match del riscatto dopo il 6-1 dell’andata, invece la Roma di Mourinho non è andata oltre il 2-2 all’Olimpico contro il Bodo-Glimt. I giallorossi sono andati due volte sotto e sono riusciti ad acciuffare il pari con le reti di El Shaarawy e Ibanez. Al termine del match Mourinho è intervenuto ai microfoni di Sky. 

Grande reazione nel finale. Risultato che va stretto..
“Sì. Loro han fatto una grande partita. Noi abbiamo sbagliato tanto dal punto di vista tecnico, anche nel primo tempo e in costruzione. Ogni palla nella zona centrale era persa. Davanti anche grande difficoltà. La realtà della gara è 2-2 con due rigori nettissimi, molto pragmaticamente loro due tiri due gol, noi non so quanto e due gol. Due rigori netti, è cosi. Lui ora torna tranquillo a casa, in Grecia. Non so se è perchè in Conference League c’è gente scarsa che inizia la sua carriera a livello internazionale. All’andata non era colpa degli arbitri e non ne ho parlato. Oggi però c’erano due rigori netti”.

Io ho visto una squadra con poco equilibrio. Puoi fare dei piccoli aggiustamenti?
“L’equilibrio parte dai giocatori che abbiamo a disposizione. Oggi senza Vina ho avuto un problema da risolvere, chi giocava come terzino sinistro. Se gioca Ibanez terzino, chi gioca centrale? E dopo l’andata io dovevo proteggere Kumbulla e penso che non fosse partita per lui. E dopo a centrocampo non c’era Cristante ma Darboe. E al posto di Darboe Villar. Ricordo semplicemente la partita contro il Milan, quando loro erano in difficoltà entravano Tonali e Bakayoko. Oggi è una partita dove non sentivo dei problemi, controllavamo bene dietro. Zaniolo, Tammy e Miki hanno sbagliato controlli e passaggi, non stiamo in un momento di finezza tecnica e facciamo fatica a segnare. Però una volta in più: l’arbitraggio è stato decisivo. In situazioni difficili la squadra rispettando la maglia c’è stata fino alla fine. Non dipende solo da noi arrivare primi, ma dipende da noi arrivare secondi”.

Avente vinto una delle ultime sei. Forse Zaniolo e Abraham non riescono a esprimere il loro talento….
“È vero. Il giocatore che sta meglio in questo momento è El Shaarawy. Anche Shomurodov non vive un momento di grande fiducia. Abbiamo perso molti punti però per colpa degli arbitraggi: già solo nelle due gare contro Juventus e Milan”.

Queste le parole di Mourinho a Dazn

Partirei dalla fine. Due giocatori della Roma a terra, anche stasera ha notato episodi dubbi? 
“Dubbi? Tu dici dubbio? Guardali in tv. Sono due rigori netti. Posso dire abbiamo giocato bene o male, ma due rigori sono tanti e influenzano la partita. Loro hanno fatto due tiri e due gol. Noi i due gol, due rigori e altre 5 occasioni. Potrei dire molte cose, ma la realtà è il risultato di 2-2 e due rigori netti”.

Queste le parole di Mourinho in conferenza stampa

Come ha reagito ai primi fischi dell’Olimpico?
“Non li ho sentiti. La concentrazione era totale nella partita, non sono lì per giudicare e interpretare”.

Sugli errori arbitrali
“Senza Var o con Var con noi non cambia niente”.

Ci sono stati errori arbitrali, ma c’è stato anche un fattore tecnico, il Bodø vi ha imbrigliato. All’andata si poteva parlare di una sottovalutazione, al ritorno cosa non ha funzionato?
“Secondo me hanno fatto due tiri e hanno fatto due gol. Noi abbiamo fatto due gol, due rigori netti e tre, quattro, cinque possibilità e altre in cui abbiamo sbagliato l’ultima palla. È una partita che avremmo meritato di vincere. Due rigori vanno sopra tutto ciò che possiamo analizzare. Loro sono una buona squadra, hanno qualche bravo giocatore. Sono una squadra bene organizzata, noi abbiamo sbagliato tecnicamente, non abbiamo avuto nessun problema tattico, Rui Patricio non ha toccato un pallone. Ma arriviamo nelle zone di pericolo e manca il genio, manca la tecnica che definisce, che decide. Il gol che ha fatto El Shaarawy è un po’ contraddittorio con questo tipo di situazione, anche la parata che fa il portiere viene contro questo stato. C’è gente che perde dribbling, controllo, decisione, però Karsdorp è stato sempre aperto a destra, El Shaarawy aperto sempre a sinistra, Mkhitaryan, Zaniolo e Perez dietro a Tammy. Sta mancando quella cosa di genio che viene con la fiducia. Il problema è il risultato, che non ci piace, non ho nessuna sensazione collettiva negativa. La sensazione negativa dipende dal fatto individuale. Per fare un esempio, per me Ibanez sta giocando in modo tremendamente positivo. Si è messo in tasca Solbakken. Difende bene, è dominatore, gioca semplice, difende bene, è pericoloso quando va in attacco. Sta in uno stato di forma molto molto buono. Ho anche esempi contrari, abbiamo bisogno di giocare domenica, abbiamo bisogno di due settimane per recuperare, abbiamo bisogno di questo break. Non siamo in un momento di grande fiducia”.

Il doppio regista è una soluzione di emergenza o verrà riproposta?
“Quando la rosa è così dobbiamo essere preparati per utilizzare giocatori per chiudere gli spazi. Oggi per esempio ho deciso di non far giocare Calafiori, con Vina infortunato. Ho pensato che Ibanez lì potesse chiudere, come ha fatto, un punto importante dell’avversario. Cristante centrale: noi avevamo il pallone e ci serviva qualità per uscire. Nel primo tempo ha fatto 10 passaggi per Karsdorp, che è arrivato 10 volte in posizione di cross. Ha tecnica da centrocampista, non è un difensore centrale. Ma in questo tipo di rosa è importante avere gente che possa giocare di qua e di là”.