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Defrel: “Di Francesco sa che posso fare meglio, purtroppo ho pagato gli infortuni”

L'attaccante della Roma Gregoìre Defrel si è raccontato all'interno del Match Program della società realizzato in occasione di Bologna-Roma. Queste le sue parole:

Prima di tutto, come si sente?
“Sto molto meglio, sono rientrato in gruppo ed è una nota positiva per me”.

Nel corso di questa stagione ha avuto diversi problemi fisici. Quanto hanno influito sul suo rendimento?
“Purtroppo i problemi fisici che ho avuto hanno pesato tanto sul mio lavoro, non mi sono potuto allenare con continuità e non sono così mai riuscito a trovare la condizione per essere al massimo. Sto lavorando per tornare ai miei livelli”.

Il mister ha comunque mostrato di avere sempre fiducia in lei.
“Sì ci parlo continuamente e ha ancora fiducia in me. Di Francesco mi conosce bene, sono tre anni che siamo insieme, sa che non sono al mio massimo, ma sa anche che posso fare molto meglio”.

A tal proposito, quanto è diverso il Di Francesco di Sassuolo da quello di Roma?
“lo non lo trovo cambiato quasi nulla, ed è un aspetto molto positivo e per questo sono contento per lui. Sono sicuro che sta facendo un gran lavoro e lo sta dimostrando. Sono pochissime le differenze rispetto al Sassuolo, i risultati si vedono e sono sicuro che con lui possiamo solo migliorare”.

La squadra ha attraversato un periodo difficile, tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018. Lo spogliatoio come ha vissuto quel momento?
“Tra di noi in spogliatoio si sentiva tantissimo il dispiacere per la mancanza dei risultati, ma sapevamo che saremmo tornati. Conosciamo i nostri mezzi e sappiamo di essere forti. Accade a tutte le squadre di avere una flessione in un periodo della stagione ma ora stiamo tornando forti”.

Poi le cose sono cambiate quando sono arrivate le vittorie con Verona, Benevento e Udinese.
“Sì è stato molto importante vincere quelle tre partite, anche se erano squadre di bassa posizione in classifica, sono state determinanti per le vittorie che sono poi arrivate dopo”.

Contro il Benevento è anche arrivato il suo primo gol da romanista. Cosa ha provato?
“Una grande gioia! Per un attaccante è molto difficile non segnare, ma ci tengo a sottolineare il bel gesto della squara, il passaggio perfetto di Edin e poi mi è piaciuto l’abbraccio che ho ricevuto dai miei compagni. È stata una rete che non ha deciso la partita, il gol su rigore che ha fissato il risultato sul 5-2, ma era importante per me e i miei compagni lo hanno capito. Spero di fare altri gol, anche gol decisivi per questa squadra”.

Insomma siete davvero il gruppo unito che sembrate dall’esterno?
“È proprio così, lo dicono anche i miei compagni in tutte le interviste. Io lo sento, dentro e fuori dal campo, siamo un gruppo veramente unito”.

Sabato la Roma affronterà il Bologna, che ha pareggiato con la Lazio, ma non vince da un mese. Che gara sarà?
“I rossoblù sono una buona squadra che ha dato filo da torcere a tutte le grandi del campionato, ma noi scenderemo in campo determinati. Andremo a Bologna per fare tre punti e come sempre il mister ci dirà di pensare a noi”.

In trasferta i numeri sono molto positivi?
“Sì è vero, in trasferta rendiamo molto bene. Forse in casa per un periodo abbiamo sentito un po’ di  pressione, ma giocare davanti al nostro pubblico è bellissimo. In occasione della gara contro lo Shakhtar lo stadio era quasi pieno e ci ha sostenuto per tutti i novanta minuti”.

Quanto è difficile, dal punto di vista mentale, ripartire dopo la sosta per le nazionali?
“Io non credo possa esistere il problema, nelle soste che abbiamo avuto nei mesi scorsi non ci sono stata difficoltà al rientro. Appena rientreranno tutti, la concentrazione sarà per la gara successiva, subito la testa andrà al Bologna”.

In Champions, la Roma è attesa dalla doppia sfida con il Barcellona. Qual è il suo pensiero?
“Sarà molto difficile, lo sappiamo. È una della squadre più forte al mondo. Ci aspetta un doppio confronto, con due partite e con l’aiuto dei tifosi possiamo fare una buona gara”.

Il ritorno l’Olimpico sarà sold out?
“Sarà fondamentale il supporto dei tifosi. Già contro lo Shakhtar l’Olimpico era quasi pieno… sarà la nostra forza”.

Il Barcellona è allenato da Valverde, che lei, il mister e Pellegrini avete già affrontato e battuto con il Sassuolo, quando allenava l’Athletic Bilbao.
“Me lo ricordo bene, finì 3-0 in casa e ho pure segnato. Loro non si aspettavano la nostra squadra, non ci conoscevano bene, il Sassuolo era poco noto in Europa e li abbiamo presi di sorpresa. Speriamo di fare lo stesso con il Barcellona”.

Terzo posto in campionato e ai quarti di Champions League. Quali sono gli obiettivi da centrare da qui alla fine della stagione?
“Il nostro obiettivo è arrivare in zona champions, il terzo posto, arrivare davanti alla Lazio… Per la Champions penso che pochissimi avrebbero scommesso su di noi ai quarti di finale, ora ci aspetta un doppio confronto con il Barcellona e vogliamo fare due belle gare. Passare il turno sarebbe bellissimo…”.

E a livello personale quali sono i suoi obiettivi?
“Voglio segnare un po’ di gol, giocare di più e stare bene fisicamente. Sto lavorando per questo, e spero far bene tutte le volte che il mister mi chiamerà”.

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Pellegrini: “Spero di esserci col Bologna. Futuro? Sono già in una grande squadra”

Lorenzo Pellegrini, centrocampista della Roma e della Nazionale azzurra, ha rilasciato un'intervista ai microfoni di Sky Sport. Queste le sue parole:

Cosa ha rappresentato giocare a Wembley?
“È stata la prima volta quindi lo stadio è eccezionale, c’erano 80.000 persone quindi fa sempre piacere giocare partite così, vere, contro una squadra vera e lo siamo stati anche noi”.

Ti senti punto fermo di un nuovo progetto?
“La voglia di esserlo c’è, poi nel tempo bisogna dimostrare di poterci essere. La voglia c’è tutta come ho già detto, stiamo ripartendo perché bisogna farlo, in primis per tutti gli italiani ma poi anche per noi. Abbiamo tanta voglia e cercheremo di dimostrarla sul campo”.

Hai sentito un problema al polpaccio…
"Sì, ho avvertito un fastidio e ho chiesto il cambio al mister. Adesso stiamo valutando giorno per giorno, prenderemo una decisione domani prima della partenza. Vorrei esserci a partire da dopodomani, ci aspetta una partita importante col Bologna".

Come si fa a pensare solo al Bologna?
"Bisogna farlo per forza: viene prima e dobbiamo pensare partita dopo partita. Oltre alla Champions che ci sta regalando qualche piccola soddisfazione c’è anche il campionato a cui pensare, che è una cosa importantissima. Restiamo concentrati sul Bologna, poi penseremo al Barcellona".

Nelle ultime 21 in trasferta una sola sconfitta in trasferta. Perché questa differenza tra rendimento interno ed esterno?
"C’è stato un periodo tra dicembre e fine gennaio nel quale abbiamo fatto fatica. Ora ci siamo ritirati su, abbiamo passato gli ottavi di Champions e viaggiamo sull’entusiasmo. Ci aspettano in questi 20 giorni partite che decideranno la nostra stagione. Siamo ben concentrati".

Hai giocato tante volte alla Play contro il Barcellona. Dal vivo sarà una missione impossibile?
“Loro sono i favoriti, ma il calcio è bello perché come si dice la palla è rotonda e andiamo lì consapevoli che loro sono una squadra forte, ma consapevoli anche dei nostri mezzi. Cercheremo di metterli in difficoltà, facendo il meglio che possiamo fare. Non andiamo lì da squadra battuta”.

Non è male giocare a Wembley e pochi giorni dopo al Camp Nou…
“Beh no, sono esperienze ed emozioni che mi porterò sempre dentro e che mi spingono a fare meglio nella mia carriera”.

Oltre Messi, chi ti piace tanto del Barcellona?
“A centrocampo c’è sicuramente Busquets, fa un lavoro che tante volte non si nota ma è un giocatore straordinario. Non so se sarà della partita, nel caso non ci dovesse essere non ci dispiacerebbe così tanto. Mi piace come giocatore”.

Tanti club sono interessati a te, come la Juventus. Quando leggi queste notizie cosa pensi?
“È normale che ad un giocatore faccia piacere leggere il proprio nome accostato a grandi club. Ma io già sono in un grande club, con un progetto ambizioso. Per il momento mi godo questo e farò il meglio per la Roma. Per il futuro vedremo”.

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Strootman: “Under ha qualità enormi, ora dobbiamo pensare solo al Bologna”

In centrocampista della Roma Kevin Strootman ha rilasciato una lunga intervista all'emittente televisiva di casa. Ecco le sue parole:

In questi giorni i tifosi romanisti pensano solo ad una partita…
Al Bologna? (ride ndr).

No, sono proiettati un po’ più avanti, come si prepara Bologna-Roma in questo momento?
Anche noi pensiamo alla partita contro il Barcellona, ma per arrivare bene mentalmente devi vincere contro il Bologna. Sarà una partita difficile e noi dobbiamo vincerla, la Champions League non conta niente per il campionato e viceversa. Dobbiamo vincere contro il Bologna e poi potremo pensare al Barça.

Sei quasi maniacale con il lavoro settimanale…
Dopo l’infortunio è cambiato il mio modo di lavorare e preparare l’allenamento e tutte le cose. Dovevo cambiare, forse voglio essere troppo preciso, ma mi piace. Ogni tanto mi prendono in giro, anche lo staff tecnico, ma va bene. Io mi sento bene così e così voglio continuare. Quando stavo male col ginocchio mi è stato detto che non potevo più giocare 90 minuti, dopo l’infortunio invece ho fatto 80 partite. Voglio continuare e migliorare sempre.

Sei mai arrivato in ritardo?
No, solamente per le interviste come questa. Non succede proprio nella squadra, al massimo sarà successo due o tre volte nell’anno. E’ una cosa buona.

Sono anche tutti ordinati?
Un po’ meno (ride, ndr).

Ti capita mai di lasciare qualcosa fuori posto?
Forse una volta, lo spogliatoio non è sempre ordinato, ma ci proviamo.

Sembrate un bel gruppo da fuori…
Sì, si vede quando le cose non vanno bene. Nel mese di dicembre e di gennaio abbiamo perso qualche partita. Stavamo tutti insieme, tutti parlano con tutti. I gruppi, tipo i sudamericani o gli italiani, ci sono, ma se facciamo una cena la facciamo tutti, siamo 23 persone. Quando le cose vanno bene è facile dire che siamo una famiglia, ma quest’anno anche quando non andava bene siamo rimasti uniti. Mi piace, dobbiamo continuare così per fare qualcosa di importante.

Si vede anche nel campo…
Sì, forse dobbiamo farlo vedere un po’ di più in campo. Serve il giusto equilibrio, lo stiamo trovando.

Chi paga il conto quando andate a cena?
Non è un problema, con i calciatori vogliono tutti pagare. Quest’anno io ancora non ho pagato, sicuramente la prossima volta tocca a me: faremo qualcosa di poco caro, tipo pizza o panini (ride, ndr).

Come siete arrivati al sorteggio di Champions?
E’ chiaro che non volevamo prendere il Barcellona. Lo sai che se arrivi ai quarti devi giocare con questi qui. Non è sicuro che se prendi il Siviglia vai in semifinale. Abbiamo lottato lo scorso anno contro il Genoa, lo abbiamo fatto per giocare queste partite. Faremo di tutto per fare un risultato importante lì, poi qui, con lo stadio pieno, non si sa mai quello che succede. Siamo contenti di stare qui e vogliamo dimostrare che ci siamo arrivati non per caso.

Come sta Florenzi? Ha il piede carico per il Barcellona?
Sì, ma prima c’è il Bologna eh! È tornato alla grande dopo l’infortunio e speriamo che farà gol, anche se è brutto va bene, non è un problema.

Quando hai capito di esser diventato un leader della Roma?
Non mi piace tanto questa parola. Quando le cose vanno bene sei un leader, altrimenti no. Io voglio aiutare i miei compagni, è il mio ruolo, se gli altri non giocano bene io non gioco bene. Il nostro leader è De Rossi e lo fa vedere da due anni in ogni partita. È lui e basta.

Perché hai sempre il viso serio?
Se sono in campo devo fare il lavoro mio, fuori dal campo e nello spogliatoio posso ridere, ogni tanto, il giusto (ride, ndr).

Che cosa pensi di Under?
È ancora un po’ difficile per la lingua, parlava solamente turco. Ora capisce un po’ l’italiano. Sta facendo bene in campo ed è una cosa che aiuta: se non giochi bene è difficile entrare nel gruppo. Ha qualità enormi, può diventare un giocatore molto importante per la Roma. È un bravissimo ragazzo, deve migliorare l’italiano. Dice sempre: “si si si, ho capito”, poi non ha capito niente (ride, ndr).

Segnate ad Alisson in allenamento?
No, quasi mai. E’ fortissimo, già dallo scorso anno si vedeva. È un professionista, in palestra ed in campo. Ogni tanto litigo con lui perché se prende un gol è incazzato. È un grande, è molto importante per noi e spero che rimanga per tanto tempo ancora.

Quando ci fai un bel tiro dalla distanza?
Aspetto il momento giusto. Dal gol contro il Napoli ancora me lo chiedono, ma dipende dalle situazione di gioco. Forse tiro un po’ meno dopo l’infortunio, non lo so, spero di rifare un gol così presto.

Segni col Barcellona e offri la cena?
Sì, va bene. Però un gol importante! Se faccio gol contro il Bologna andiamo a mangiare i tortellini (ride, ndr).

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Tare: “Della Roma non vorrei nessuno. Schick? Il suo talento uscirà fuori”

Igli Tare, direttore sportivo della Lazio, è intervenuto ai microfoni di Sportitalia in occasione della premiazione come miglior ds del 2017 secondo i voti raccolti dall'emittente. Questo un estratto delle sue dichiarazioni: "Chi vorrei alla Lazio della Roma? Nessuno. Ho grande rispetto della Roma perché è un grande avversario ma non desidero nessun loro giocatore. Mi tengo stretto i miei. Monchi ha sbagliato gli acquisti estivi? Penso che la Roma abbia fatto un grande acquisto con Schick e sono convinto che farà il futuro della Roma. Ci sono giocatori che hanno problemi di ambientamento in una grande società, spetta alla società e all'ambiente stare vicini. Alla lunga uscirà fuori."

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Monchi: “Non abbiamo bisogno di vendere Alisson. La mia forza è il brand, quando chiamo e dico che sono il ds della Roma le porte si aprono”

La sfida al Barcellona, il mercato, il rapporto con Roma, Alissonche non abbiamo bisogno di vendere”, l’adattamento di Schick, la cessione di Salah (“io e Baldissoni non siamo scemi”), Kluivert e il bilancio: ieri il direttore sportivo della Roma, Monchi, ha parlato a lungo con la stampa estera e ha affrontato a 360 gradi tutto il mondo giallorosso. Oggi Gazzetta.it (Pugliese-Zucchelli) riporta l'intervento del ds, partendo dalla sfida contro i catalani: “Con la testa sarà sfida difficile, loro sono forse la miglior squadra del mondo. E hanno più possibilità di noi. Se parlo con il cuore penso che ce la possiamo fare. Guardo calciatori e staff e vedo qualcosa di diverso fino a ciò che vedevo qualche settimana fa”.

MERCATO — I tifosi, oltre che al Barça, pensano però già al mercato dell’estate: “Finora non abbiamo venduto nessuno e non abbiamo ricevuto offerte. L’obbligo di un d.s. è ascoltare tutti. In questo momento però – ha aggiunto Monchi – dobbiamo fare meno e parlare di più”.

PALLOTTA E I TIFOSI — Il direttore sportivo romanista ha poi replicato a chi gli diceva che Pallotta fosse interessato solo a sistemare il bilancio: “A Pallotta interessa seguire le regole dell’Uefa, ha investito tanti soldi nella Roma e li investe ancora, ma ci sono delle regole. Dobbiamo sistemare il bilancio. Il nuovo stadio sarà uno step positivo per il futuro”. A proposito di futuro, Monchi ha rigettato con forza l’idea che i calciatori non vogliano accettare la Roma perché la città è caotica e i tifosi violenti: “Non sono d’accordo con questa descrizione. La mia forza è il brand Roma, quando chiamo e dico che sono il d.s. della Roma le porte si aprono”.

SCHICK E KLUIVERT — In tema di acquisti, Monchi ha iniziato da Schick: “Sappiamo che è un calciatore ancora giovane e ha bisogno di un percorso, ma la qualità ce l’ha. Magari quando arriverà a 40 milioni come valutazione tutti saremo più convinti che li vale. Anche lui non è convinto ancora. Dani Alves è stato un anno e mezzo un giocatore normale, e i tifosi non erano contenti. Poi è diventato importante. C’è una parola molto importante: adattamento”. Per Monchi, poi, baby Kluivert non si adatterebbe bene alla Premier: “Forse al City, ma non è fisicamente forte, anche se tecnicamente è fortissimo. Sembra più un giocatore per Spagna o Italia”.

SALAH E GLI ALTRI — In Premier, invece, si è adattato benissimo Salah: “Su Momo ci sono due cose importanti da capire. Primo: la cessione fatta prima dell’effetto Neymar che ha rivoluzionato il mercato. Ma soprattutto è importante sapere che noi avevamo necessità vendere Salah prima del 30 giugno. Con queste due condizioni penso che abbiamo fatto una vendita importante, altrimenti diventa che io e Baldissoni siamo scemi”.

ÜNDER E ALISSON — Da chi è andato via a a chi è arrivato, Monchi ha parlato anche di Ünder: “Dove può arrivare non lo so, ha qualità e testa e ha la voglia di fare cose importanti. Queste tre cose sono fondamentali. Se diventerà un giocatore importante o per club più grandi non lo so. Alisson? Se penso ad un futuro di Alisson alla Roma per trenta anni dico di no, se invece penso ad un futuro di una settimana dico di sì o se mi chiedete per il prossimo anno dico di sì. Noi non abbiamo la necessità di venderlo”.

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Belgio, Nainggolan perde il ricorso: multa salata per il calciatore giallorosso

Multa salata per Nainggolan. Il centrocampista giallorosso dovrà pagare 1600 euro e avrà la patente sospesa per un mese. Questo l'esito del processo che si è tenuto in Belgio ai danni del giocatore, fermato lo scorso anno dalla polizia belga dopo la gara contro la Grecia. 

I fatti risalgono al 25 marzo del 2017. Accusato di guida in stato di ebbrezza, Nainggolan è stato ritenuto colpevole oggi dal tribunale di Sint-Niklaas. Il giocatore non si è presentato all'udienza, alla quale era presente il suo legale Walter Daemen.

 

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Pallotta: “Barcellona? Possiamo farcela. Sono stato un fan di Alisson sin dal primo giorno. Abbiamo blindato Under”

Il presidente della Roma James Pallotta è stato intervistato da Sirius XM radio, parlando del momento giallorosso. Queste le sue parole:

Su Barcellona-Roma.
Non sarei potuto essere più felice al momento del sorteggio, perché penso che possiamo giocarcela con tutti. Lo abbiamo fatto con il Chelsea, l’Atletico Madrid e lo Shakhtar. Sono abbastanza fiducioso che possiamo giocarcela a Barcellona. Ovviamente è una squadra incredibile con un talento incredibile, non c’è solo Leo Messi. Detto questo, da qui in avanti ogni partita è importante per qualificarsi per la Champions League, quindi non voglio che pensiamo solo al Barcellona. Tutti mi dicono che è un po’ come David contro Golia, ma io non penso che i miei giocatori abbiano qualcosa in meno di quelli del Barcellona. Possono giocare contro chiunque, devono solo giocare per tutti i 90 minuti e non possiamo permettere a una squadra come il Barcellona di approfittare di eventuali errori. Penso che i ragazzi siano pronti a giocare, questa settimana dobbiamo pensare solo al Bologna.

Sul calciomercato.
Le cose non sono semplici quando un giocatore si trasferisce. Lasciate che vi faccia un esempio. C’è frustrazione da parte mia quando la gente dice che la Roma è un supermercato. Se ci pensi, Pjanic aveva una clausola ed è andato via, Salah sta facendo a pezzi la Premier League e mi aveva detto che se ne voleva andare. Non avevamo scelta. Ci sono cose che accadono dietro le quinte e che le persone non sanno, dal momento che entrambi i giocatori vogliono andare via. Non stiamo solo cercando di vendere giocatori.

Sullo Stadio della Roma.
E’ tutto ancora in divenire. Ci sono alcune cose da finalizzare, ma tutto è stato approvato e accettato. Il nostro obiettivo è ottenere il finanziamento entro i prossimi sei mesi, i banchieri ci stanno lavorando. Stiamo cercando di posare la prima pietra prima della fine dell’anno. Dovrebbe servire tra i 26 e i 28 mesi per costruire tra lo stadio e le strutture d’intrattenimento, ma tutto sta procedendo. Sembra tutto ok. Abbiamo fatto un’offerta per il Colosseo, ma non siamo riusciti a raggiungere un accordo. Non può volare (ride, ndr). Non mi rendevo conto di quanto fosse grande. Il Colosseo è enorme, ma il nostro stadio non ci starebbe dentro".

L’idea di giocare una partita all’interno del Colosseo?
Ci piacerebbe un giorno buttar giù un piano e organizzare un evento benefico, ad esempio un Roma-Barcellona, ​​ci piacerebbe avere un campo più piccolo per un evento in cui raccogliere fondi per i ragazzi del settore giovanile. Sarebbe un grande evento, dal Comune mi hanno detto che gli piacerebbe fare qualcosa del genere. Basti pensare al mercato pay-per-view, con una gara con Barcellona e Roma che giocano un’amichevole all’interno del Colosseo. Penso che sarebbe qualcosa di fantastico, con decine di migliaia di persone in tutto il mondo che pagherebbero una piccola somma per vederlo. Alcuni dei soldi potrebbero essere destinati come fondi per i monumenti, ma il resto andrebbe in fondazioni per i bambini.

Su Monchi.
Gli ci è voluto un po’ di tempo per ambientarsi perché, come tutti sappiamo, con i media a Roma non è così facile, e la quantità dei media su di lui, quindi era un po’ diverso. È arrivato l’anno scorso senza avere molto tempo sul mercato estivo. Ci sono state molte cose da fare e da mettere nei suoi meccanismi, ci vuole un po’ di tempo. Siamo stati sfortunati con alcuni infortuni, anche se Aleksandar Kolarov ha avuto un ottimo anno e Cengiz Under sta iniziando a giocare davvero bene. Ha segnato un gol davvero bello per la Turchia. Abbiamo blindato Under, abbiamo un accordo quinquennale con lui. È simile ad Alisson, la gente dice lo stesso genere di cose. Sono stato un fan di Alisson sin dal primo giorno in cui è stato con noi e sono contento che sia finalmente riuscito a dimostrare quanto è bravo, perché è stato incredibile. Penso che giocatori come Patrik Schick saranno molto utili in futuro. Monchi ha dovuto affrontare un sacco di problemi dovuti al Fair Play Finanziario. C’è ancora un po’ di lavoro da fare, ma abbiamo identificato molti elementi per migliorare la squadra nei prossimi cinque anni. Probabilmente è rimasto un po’ sorpreso dai primi tre-quattro mesi, c’era difficoltà nel mettere tutto a posto, ma abbiamo una relazione basata sull’ampia fiducia reciproca.

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Barcellona, si ferma Digne: salterà la Roma

Brutte notizie per Ernesto Valverde. Stando a quanto comunicato attraverso il suo portale ufficiale dal Barcellona, Lucas Digne non sarà disponibile nel doppio confronto di Champions League contro la Roma. L'ex giallorosso si è sottoposto in giornata ad esami strumentali in seguito al problema muscolare accusato in Nazionale: 3 settimane di stop il responso dei medici, che hanno evidenziato una lesione al retto femorale della coscia sinistra.

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Roma, Monchi: “Totti è un supereroe”

Nel giorno in cui i tifosi della Roma ricordano i 25 anni dall’esordio in Serie A di Francesco Totti, l’ex capitano giallorosso si gode l’affetto sui social ma anche la sua nuova vita da dirigente, che gli piace sempre di più. Come sottolinea Gazzetta.it (C.Zucchelli), questa non gli fa pesare neppure troppo la voglia che avrebbe di scendere in campo, soprattutto ora che arriva la doppia sfida di Champions contro il Barcellona: Totti vedrà il suo amico Messi dalla tribuna, al Camp Nou andrà con suo figlio Cristian, all’Olimpico ci saranno 60mila romanisti a tifare con lui. Accanto, come sempre, il direttore sportivo Monchi, l’uomo che in questi mesi gli è vicino come un’ombra ed è stato fondamentale nel suo processo di allontanamento dal campo da gioco. Proprio il d.s. spagnolo spende parole speciali per Totti e lo definisce “un supereroe”.

FILOSOFIA MONCHI — Monchi si è raccontato in una lunga intervista a Fox Sports, che andrà in onda venerdì alle 19.30 e sabato alle 17.35, e proprio su Totti si è soffermato a lungo: “Francesco ha una capacità, un raggio d’azione, d’influenza e di credibilità così grande che la Roma deve sicuramente utilizzare. Sarebbe assurdo, avendo un superoe, non utilizzare i suoi poteri. E Totti è un supereroe”. In una società che non ha da cinque anni uno sponsor sulla maglia e da dieci non porta a casa un trofeo, lo storico capitano è il marchio più esportabile e riconosciuto al mondo. Su Instagram ha 500mila follower in più rispetto alla Roma e, tanto per fare un esempio, i video in cui gioca a calcetto con gli amici ottengono spesso più visualizzazioni dei gol dei suoi ex compagni di squadra. Totti è un simbolo mondiale e, dopo anni difficili, a Trigoria e Boston adesso non lo nega più nessuno. E le parole di Monchi, mai pronunciate con così forza da un dirigente della Roma, nel giorno delle nozze d’argento dall’esordio in Serie A, ne sono solo la prova.

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Barcellona, Valverde: “Nulla di grave per Messi, domani i controlli”

Messi? Sono calmo al riguardo. Ma non sapremo nulla fino ai controlli di domani. Aveva finito bene l’ultima partita con l’Athletic, è vero che aveva avuto un piccolo problema ma non era nulla di importante". Ernesto Valverde, tecnico del Barcellona, è intervenuto durante un evento benefico della ONG Open Arms ed ha parlato delle condizioni del 10 argentino in vista della trasferta a Siviglia e del confronto di Champions League contro la Roma: "Non preoccupiamoci prima del tempo, prima dovrà essere visitato dallo staff medico e poi decideremo i passi da seguire dopo. Ma pensiamo che non sia nulla di grave“ conclude il tecnico.