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Partita Mundial, Batistuta torna a giocare all’Olimpico dopo 15 anni

Il ritorno di Batistuta allo stadio Olimpico ormai è imminente. Il Re Leone, che proprio a Roma conquistò lo scudetto del 2001, sarà tra i protagonisti della Partita Mundial, l’incontro amichevole tra Italia e Resto del Mondo che si terrà domani sera nella capitale per sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza sulle donne.

Grandi protagoniste saranno proprio loro, rappresentate in panchina da  Margherita Granbassi, campionessa olimpica che allenerà la squadra di calcio italiana, e da Alena Šeredová, che guiderà la squadra internazionale.

Tecnico super partes sarà Marco Tardelli, mentre il capitano della selezione denominata Resto del Mondo sarà Gabriel Omar Batistuta, che tornerà all’Olimpico 15 anni, 2 mesi e 7 giorni  dalla sua ultima partita disputata su quel campo con la maglia della Roma.

Tanti i giocatori che si esibiranno per il nobile scopo, tra questi Aldair, Simone Perrotta, Vincent Candela, Damiano Tommasi, Fabrizio Ravanelli, Gennaro Delvecchio, Marco Amelia, Lucas Castroman, Bruno Giordano, Massimo Oddo, Guglielmo Stendardo, Ledian Memushaj, Sinisa Mihajlovic, Luis Oliveira, Sebastien Frey, Aparecido Rodriguez César, Matuzalem, Marco Ballotta, Patrizia Panico, Amantino Mancini, Alessio Wilms, Christian Manfredini, Emilson Cribari, Francisco Lima, Lucas Castroman, Luciléia, Riana  Nainggolan (sorella di Radja).

Molto nutrita anche la rappresentanza degli attori come Giorgio Pasotti, Giulio Base, Danilo Brugia, Carlo Verdone, Enrico Montesano, Pino Insegno, Massimo Boldi, Fabio Fulco, Andrea Lo Cicero, Corrado Tedeschi, Franco Oppini, Giuseppe Zeno, Jimmy Ghione, Kaspar Capparoni, Luca Capuano, Massimo Giletti, Matteo Garrone, Maurizio Battista, Ninetto Davoli, Ninni Bruschetta, Raimondo Todaro Hamarz Vasfi e Ludovico Fremont.

Un successo assicurato, dal momento che in prevendita sono stati già staccati 25.000 tagliandi, una cifra all’altezza degli incontri veri di Serie A. I  biglietti si potranno acquistare anche prima della partita allo stadio Olimpico.

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Dzeko: “Il Barcellona è sempre favorito, ma possiamo fare bene anche contro di loro”

Edin Dzeko, attaccante della Roma e autore del gol che ha portato i giallorossi ai quarti di finale di Champions League, ha parlato dal ritiro della sua Bosnia, ai microfoni di novilist.hr. Queste le sue parole:

Il Barcellona è favorito non solo nei quarti di finale ma anche quando si tratta di vincere la Champions League. Tuttavia se giochiamo ancora una volta da squadra possiamo fare qualcosa di buono. Non voglio che suoni come un frase fatta ma la qualificazione ai quarti è merito di tutta la squadra, non di un solo giocatore. Abbiamo fatto del nostro meglio per i quarti di finale e sono stato onorato di aver ottenuto un degno successo. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare nemmeno la gamba di Peres nella prima partita, quando ha salvato un gol sicuro, e nemmeno le parate di Alisson, nulla di ciò. Quindi questo è un merito di tutta la squadra, e tutti i miei compagni di squadra lo meritano. Il compito dell’attaccante è quello di segnare e sono felice e orgoglioso di essere parte di questo successo”.

L'attaccante ripartisce i meriti:
Il lavoro di squadra è merito di tutto ciò che abbiamo fatto in questa stagione in Champions League. Tutti i gol segnati sono ugualmente importanti, èla squadra che ha raggiunto i risultati. Solo questo modo di pensare e di comportarsi sul campo può permetterti di competere con altre squadre“.

Sulla sua festa di compleanno e su chi gli avesse fatto gli auguri:
Ivan Perišić è stato uno di quelli che sono entrati e si sono congratulati, ma con Ivan ho ottimi rapporti da sempre. Anche Ognjen Vukojević ha parlato e si è congratulato sinceramente con me. Grazie ad entrambi, sono rimasto piacevolmente sorpreso. Con Totti il miglior saluto è stato il passaggio oltre alla soddisfazione dei fan che stavano aspettando da dieci anni. C’erano, ovviamente, biglietti di auguri individuali. Non so nemmeno chi non mi ha mandato un messaggio. Bene, ora che non dimentico qualcuno, non menzionerò i nomi. E c’erano davvero molti che si congratulavano con me, in questo modo ringrazio tutti con parole gentili“.

Il bosniaco ha sottolineato poi i progressi evidenziati dal calcio italiano:
“Il fatto che era dal 2007 che non arrivavano due club italiani ai quarti, era un grosso problema per il calcio italiano nel suo complesso, specialmente nell’anno in cui la nazionale non è arrivata alla Coppa del Mondo. La Roma quest'anno ha raccolto le simpatie di tutti, perché il gruppo in cui eravamo non era facile. D’altra parte, molti pensavano a noi come la vittima sacrificale, e siamo riusciti a buttare fuori l’Atletico Madrid. Il calcio italiano si sta rafforzando di stagione in stagione, quindi non mi sorprende che due club siano tra i primi otto“.

L'attccante giallorosso riesce a dribblare anche le critiche:
Non faccio troppa attenzione alle critiche, non perché mi disturbino, ma perché di solito sono io il più grande critico di me stesso. Nelle vita degli attaccanti, si sa che si verificano periodi a secco di gol, ma quando ciò accade, cerco di sfruttare al meglio altre qualità per arrivare al successo della squadra. Dalla crisi in cui mi trovavo, sono passato al mio miglior momento, così è successo l’ultima volta. Il lavoro di un calciatore è tale che devi abituarti alle lodi che ti arrivano oggi, e alle critiche del giorno dopo. I critici ci saranno sempre, è abbastanza comune nel mondo del calcio. È importante che quelli che mi lodano siano ancora più rumorosi”.

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Le big d’Europa su Alisson, parla l’agente: “Ama la Roma e pensa solo al presente”

Ze Maria, agente di Alisson, ha rilasciato alcune dichiarazioni al tabloid inglese The Sun, parlando del futuro del portiere brasiliano della Roma. Queste le sue dichiarazioni:

Alisson è sicuramente uno dei migliori portieri al mondo. Ama la Roma al 100%. Firmerà un nuovo contratto? Ora è concentrato soltanto sulla Serie A e sulla Champions League. Abbiamo un bel rapporto con la Roma, non abbiamo parlato di lui con il Liverpool. Ora Alisson pensa soltanto al presente. Non so quanto costerà il suo cartellino, dipende dalla Roma e dal mercato”.

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Frongia: “Stadio della Roma? Tutto pronto per avviare i cantieri”

Daniele Frongia, assessore allo sport in Campidoglio, ha rilasciato alcune dichiarazioni al blog de Il Fatto Quotidiano “Io Gioco Pulito”. Queste le sue parole riguardo lo Stadio della Roma:

“L’Anac, che vigilerà sugli appalti, ha espresso un giudizio positivo sul progetto del nuovo stadio di Tor di Valle che presto prenderà forma grazie al nostro impegno. Siamo riusciti a sbloccare l’impasse e a rivoluzionare un progetto che ora è finalmente esemplare dal punto di vista infrastrutturale e ambientale. È tutto pronto per avviare i cantieri, speriamo di poter vedere la posa della prima pietra al più presto”.

Campo Testaccio?
Campo Testaccio versa in una situazione di incuria e degrado da anni, appena insediati abbiamo inserito lo stesso fra le nostre priorità. L’accordo giunto la scorsa settimana per la bonifica dell’area è solo il primo passo per la riqualificazione del Campo, ma testimonia come, se veramente si vuole, si può cambiare questa situazione di inerzia che da anni caratterizzava la Capitale. Per la nostra Amministrazione è un ottimo risultato, ma saremo realmente soddisfatti solo quando potremo restituire completamente riqualificata la zona alla cittadinanza. Quando sarà pronto? Intanto pensiamo a bonificare l’area al più presto, dopo di che contestualmente precederemo con un avviso pubblico per il reperimento di soggetti interessati a investire per un progetto di rilancio dello sport nell’intera area.

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Schick: “Non voglio andare via. Dimostrerò di essere da Roma”

Patrick Schick, attaccante della Roma,  è stato intervistato nel corso del ritiro della Repubblica Ceca nel quale ha parlato della sua avventura in giallorosso: 

Riguardo la stagione con la Roma…
Certo che non è esattamente come immaginavo. Non mi aspettavo arrivassero così tanti infortuni. Ora sto facendo di tutto per essere in salute, posso dire che non sono preoccupato per niente al momento.

Sugli infortuni…
Non voglio avere scusanti. I motivi per cui la stagione non è l’ideale sono di più. All’inizio ci sono stati problemi con il cuore, e per quello non ho avuto alcuna preparazione estiva, quindi sono entrato direttamente in stagione, non è stato un inizio perfetto. Credo che quando prenderò un po’ di fiducia, mostrerò il mio valore e la mia appartenenza a Roma. So che devo ripagare la fiducia che mi hanno dato. Credo che tutto stia andando in una direzione migliore. Durante il mercato estivo tutto intorno a me si è mosso velocemente. Forse c’è stata un po’ di fretta, avrei dovuto iniziare più lentamente. Ma ero entusiasta di voler fare tutto. Il mio corpo non era ancora pronto. Mentre giocavo i muscoli non erano pronti.

Sulla possibilità di lasciare la Roma…
Non è un’opzione possibile. Non voglio pensare di andare da nessuna parte. Voglio ancora dimostrare di poter essere da Roma. La mia avventura non è iniziata bene, ma potrebbe finire in modo completamente diverso. Abbiamo diverse partite prima della fine della stagione, posso arrivare al mio obiettivo.

Sui quarti di finale di Champions.
I quarti di finale contro il Barcellona sono interessantissimi. È bello far parte di questo successo, e posso ancora avere la possibilità di scendere in campo. Dipenderà tutto da come mi allenerò, solo così potrò entrare in formazione e giocare. Farò di tutto per farlo.

Sulla pressione.
La pressione c’è ancora, d’altronde sono stato uno degli acquisti più costosi in Italia. Ho provato a non sentirla, ma è impossibile. Non avevo mai visto nulla di simile prima, è tutto nuovo per me. Ho ancora 22 anni, devo abituarmi a questo. A Roma la pressione è sicuramente maggiore rispetto ad altre parti.

Su Roma.
Roma è una città bellissima. Ultimamente ha piovuto, ma normalmente il clima è mite, la qualità della vita è fantastica. Le persone sono un po’ pazze… quando passo mi chiamano e mi gridano “Schick Schick”. È difficile nascondersi, vengo riconosciuto. A volte è difficile, ma non voglio dire di no a nessun tifoso. È una cosa carina, anche se a volte è complicata.

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Bruno Peres: “Barcellona? È la partita dell’anno. Se Alisson dovesse partire…”

Il terzini della Roma Bruno Peres è stato intervistato da Premium Sport. Ecco le sue parole. 

Sul gol alla Juventus con la maglia del Torino.
"Solamente dopo, quando ho visto l’atmosfera, mi sono reso conto. Mentre lo vivevo non potevo immaginare tutto questo".

Sei entrato nella storia della Roma per il salvataggio contro lo Shakhtar…
"All’inizio ho pensato che avrebbe potuto colpirmi se avesse calciato male, magari lo avrei messo fuori. Sono stato fortunato. Ho potuto aiutare la squadra facendo una parata che normalmente fa Alisson".

Alisson che ti ha detto?
"Mi ha detto che ho fatto la parata che ci porta un passo avanti in Champions League".

Chi è il più social del gruppo?
"Io uno dei meno. Mi sa che è Strootman, è lui quello che ogni giorno cerca di mettere qualcosa dell’allenamento, delle partite. È lui quello più social".

Pensate al Barcellona?
"Il mister fa di tutto per non farlo. Sappiamo che è la partita dell’anno per noi, sappiamo che sarà dura e difficile".

È possibile fare l’impresa?
"Nel calcio sono 11 contro 11. Non ha senso allenarsi se hai già paura e sei consapevole che perderai. Dobbiamo avere coraggio".

Alisson?
"Sarà il portiere più importante del mondo. Sarà lui il titolare del Brasile per il momento che sta vivendo. Lavora tanto, sta dimostrando di essere forte partita dopo partita."

Avete paura che vada via da Roma?
"Sì, ma quando uno fa bene come lui ormai è così nel calcio. Magari è un suo sogno o ha un obiettivo, glielo auguro, ma sarò triste se dovesse partire".

Come vivete questa corsa Champions?
"Non siamo tranquilli perché se sbagliamo una partita loro si avvicinano. Dobbiamo vincere ogni partita e fare ogni punto per staccarci da Inter e Lazio. In ogni partita dimostriamo quello che chiede il mister e credo che stiamo riuscendo a fare bene".

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Serbia, Kolarov è il nuovo capitano: “Pronto a questa nuova responsabilità”

Un riconoscimento importante per Aleksandar Kolarov. Il difensore della Roma infatti da oggi è il nuovo capitano della Serbia. Ad ufficializzare la decisione è stato il ct della selezione balcanica, Mladen Krstajic, intervenuto oggi in conferenza stampa con al suo fianco proprio il terzino giallorosso e Nemanja Matic, che sarà il 'vice' di Kolarov.

La fascia da capitano in precedenza apparteneva a Branislav Ivanovic. "Ringrazio il mister. Quando il ct mi ha chiamato ho risposto subito di si – ha dichiarato Kolarov -. Con Branislav (Ivanovic, ndr) ho un ottimo rapporto, questa decisione non creerà problemi. Sono in questa nazionale da tanto tempo e sono pronto ad assumermi questa responsabilità e tutto quello che ne consegue. E' una responsabilità anche per Nemanja (Matic, ndr). E dobbiamo approfittare del fatto che siamo qualificati ai Mondiali, dobbiamo impedire che succeda ciò che è già accaduto in passato, come ad esempio in Germania nel 2006. Quello che conta è che va tutto bene e che possiamo dare il massimo, a prescindere dai risultati".

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Montella: “Vorrei affrontare la Roma in Champions”

"Mi piacerebbe affrontare la Roma in semifinale o addirittura in finale di Champions. Eusebio è un amico e ho trascorsi particolari con la Roma, uno dei due sarebbe sicuramente felice per l’altro". Queste le parole di Vincenzo Montella, ex della Roma ed oggi allenatore del Siviglia, intervenuto ai microfoni di Radio Anch'io lo Sport: "Consigli a Di Francesco o ad Allegri? Bella domanda … Non li ho ancora incontrati direttamente, tra due settimane affronteremo il Barcellona in campionato e poi in finale di Coppa del Re. Real e Barcellona sono squadre piene di talento ma in questi scontri servirà anche un po’ di fortuna, la Juventus per le due finali conquistate è una squadra più abituata. Spero possano essere partite aperte".

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Conti: “Pellegrini fu un grande uomo, mi aiutò all’inizio”

In un periodo certamente positivo per la Roma, si registra purtroppo anche la scomparsa di Stefano Pellegrini, ex attaccante della Roma, mancato nella giornata di ieri. Ha voluto ricordarlo, tra gli altri, anche Bruno Conti, che dalle colonne de Il Romanista dice: "Ci sentivamo spesso. So che nell'ultimo periodo ha sofferto molto. Se penso a lui, mi vengono in mente i miei inizi al Tre Fontane. Arrivai dall'Anzio e lui fu uno di quelli che più mi aiutò con i suoi consigli. È stato un grande uomo, dalla enorme disponibilità. Aveva delle caratteristiche che gli permettevano di puntare l'avversario e di andarsene via".

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Perotti: “Non posso chiedere più molto al calcio, a Roma sto benissimo”

"Quando sono andato a provare  a Morón, onestamente avevo un certo pregiudizio. Ma ho trovato un gruppo fenomenale di ragazzi e allenatori che trattavano i calciatori meglio rispetto a quello che succedeva al Boca, dove sentivo che i ragazzi che non giocavano o che sentivano di non avere abbastanza fiducia. Non ricevevano quella parola di supporto di cui avevano bisogno e non venivano trattati con tatto".  Esorsisce così Diego Perotti raccontando la sua avventura calcistica in una lunga intervista alla testata argentina Clarin.com:

Dalla terza categoria argentina, poi, il salto diretto alla Liga spagnola
"Il cambiamento è stato abbastanza drastico. Passi dall'allenamento con 6 o 7 palloni ad averne 50. Sono cose che ti piacciono il doppio perché arrivavo da un'altra realtà. A Morón qualche volta dovevo farmi la doccia con l'acqua fredda in inverno perché non c'era quella calda"

Il presente è a Roma dove è felice con la sua famiglia.
"Viviamo a Casal Palocco, una zona lontana dal centro della città, con molte case, molto silenzioso come quartiere. Siamo molto felici. Non esco molto, quindi sono molto a mio agio in questo posto. E mia moglie, quando vuole andarsene a fare una passeggiata o andare in centro, prende la macchina e va. E io resto qui, è una zona molto bella"

Cosa ti piace di più della città?
"Quello che ho sempre apprezzato qui è la sicurezza. Essere in grado di uscire in qualsiasi momento in strada. Che mia moglie esca con il mio bambino senza paure, senza orari, senza pensare all'auto o se fa buio. Questa è la chiave. E questo è quello che rimpiango di più quando torno in Argentina. Che devi occuparti degli orari e vedere quale auto guidi"

Ti manca l'Argentina?
"Sì. Da quando me ne sono andato, ho detto che sarei tornato a vivere in Argentina di nuovo ad un certo punto. Vengo da Moreno e mi manca il quartiere. Ogni volta che ho una settimana vado in Argentina, soprattutto per trascorrere le vacanze. Approfitto delle vacanze anche per andare a trovare la mia famiglia e i miei amici. Sono in Europa da molto tempo, ma non ci siamo abituati a vivere da soli senza avere i nostri affetti vicino. Anche mia moglie è Moreno. E abbiamo in programma di tornare"

Quando? Dopo il ritiro o vuoi una rivincita nel calcio argentino?
"Vorrei tornare nel calcio argentino, ma la realtà è che di recente ho firmato un rinnovo con Roma fino al 2021 e almeno fino a quell'anno voglio rispettare quel contratto. Anche se dovessi prendere un'altra strada prima, vedremo…"

Qual è la somiglianza italiana con l'Argentina?
"Ci sono abbastanza somiglianze e altre cose un po' diverse. Il fatto di stare insieme a fare un barbecue con gli amici, non ce l'hanno in Spagna come abitudine. Ma a Genova e a Roma ho incontrato persone umili che rendono le cose più facili per te. Quando vieni da fuori, questo è fondamentale se non vuoi essere emarginato e complicarti le cose in campo"

E ti hanno trattato bene?
"Mi sentivo molto bene da quando sono arrivato e il gruppo mi ha fatto ambientare rapidamente, sono umili. Sono venuto da Genova e non mi hanno mai fatto sentire che venivo da una piccola squadra. Quando giochi, ti adatti più velocemente perché acquisisci sicurezza e sicurezza, che nel calcio è tutto. Questo poi si è trasferito nella mia vita quotidiana"

Che rapporto hai con gli altri argentini a Roma?
"Con Fede Fazio e Jony Silva, il barbaro. Fede l'ho conosciuto a Siviglia, è arrivato quasi insieme a me ed è come un fratello. Ma ci sono anche brasiliani, olandesi e francesi con cui ho buoni rapporti e che fanno sì che il gruppo abbia delle dinamiche positive. 20 giorni fa avevamo un barbecue a casa mia per tutta la squadra. Gli ho fatti assaggiare costolette, ventrigli e altre interiora…lo hanno amato. Abbiamo passato una bella serata. A Roma il ventriglio (porzione dell'apparato digerente presente negli insetti, negli anellidi, nei molluschi e negli arcosauri, cioè coccodrilli e uccelli, ndr) lo guardavano con un po' di disgusto. Ma hanno mangiato tutto eh…"

Com'è stato giocare con Totti, un emblema di Roma?
"E' il re della città. È stato molto bello. Purtroppo ci ho potuto giocare alla fine della sua carriera e non ho avuto la possibilità di godermelo appieno. Ma ho visto le cose che ha fatto durante gli allenamenti e come ha risolto le partite da solo. Ha una visione del gioco che non gli richiede tanto dal fisico. Può risolvere le cose con un passaggio, con la sua visione del gioco o con un tiro da 30 metri. E' di un'altra categoria ed è per questo che è stato il migliore qui"

Come stanno gli italiani che non giocheranno i Mondiali?
"E' stato terribile. E' stato un duro colpo perché è una nazione storica che ha una buona squadra e nessuno si aspettava che fosse lasciata fuori da una Coppa del Mondo. Non penso che vogliano vedere qualcosa della Coppa del Mondo. Andranno in vacanza e non accenderanno la tv finché non sarà finita. È quello che farei se l'Argentina fosse stata esclusa. Ma forse questo colpo li aiuterà ad avere un rinnovamento. Può aiutarli a ricominciare da capo"

Ti vedi in Russia?
"Sto andando passo dopo passo. Mi sto godendo questo momento in cui ho ricevuto nuovamente una chiamata. Ma so che non è facile perché ci sono molti giocatori di grande qualità. Naturalmente, ho intenzione di combattere fino alla fine e cercherò di sfruttare queste due amichevoli con la Nazionale"

In queste gare ti giochi il posto nella lista finale per la Coppa del Mondo?
"Sì, perché sono le ultime due amichevoli e io ero a malapena convocato in altre due partite nelle quali ho giocato poco. Poi, ovviamente, sarà la decisione dell'allenatore e forse potrebbe essere diverso da ciò che si pensa o immagina. Ma darò tutto in ogni partita e in ogni allenamento. Non sprecherò l'occasione. Sono calmo e con i nervi saldi per voler fare tutto bene"

Come ti sei sentito durante le partite in Russia lo scorso novembre?
"Bene. Ovviamente non è stato facile, perché sono tornato in nazionale dopo un lungo periodo di tempo ed ero molto nervoso. Ho provato a fare la stessa cosa che faccio a Roma, che immagino sia ciò che ha spinto Sampaoli a notarmi. Sono opportunità che non sempre si presentano"

Quando sei entrato contro la Russia, dovevi condividere dei minuti con Messi. Com'è stato giocare con lui? Dybala, ad esempio, disse che a volte era difficile…
"Penso che le parole di Dybala fossero diverse e sono state distorte un po'. Mi è piaciuto giocare con Messi. Giocare dieci minuti con il miglior giocatore del mondo mi ha reso molto felice. Le cose negative che dovevo vivere nel calcio, come gli infortuni e quello che mi costava recuperare, mi passavano per la testa e mi piaceva quello che stavo vivendo. Essere in grado di essere in campo con Messi è il più grande orgoglio che ogni giocatore possa avere"

Forse non ci sono molti giocatori che possono essere un'alternativa a Di Maria. Può esserti di beneficio?
"Può essere. Forse ci sono più giocatori a destra o nel mezzo. A sinistra ce ne sono meno, ma hanno la qualità per essere convocati dall'Argentina, come il Papu Gomez o il Tucu Correa. L'Argentina ha molti grandi giocatori che possono tranquillamente essere convocati nella Seleccion. Quindi coglierò l'occasione per cercare di convincere il tecnico"

Hai parlato con Sampaoli?
"Ho parlato con lui quando è venuto a Roma. Si è riunito con me e con Fede Fazio. Ci ha detto cosa voleva da noi. E' stata una bella chiacchierata e lui si è preso la briga di venire a vedere il nostro allenamento: è stato una grande motivazione"

Che ti ha chiesto in quella chiacchierata?
"E 'stato un discorso di calcio e voleva vedere come stavo dopo un infortunio che avevo avuto. Mi ha parlato di quello che posso fare in campo, di inserirmi, di calpestare l'area avversaria… Tipico della mia posizione, cose che mi chiede anche l'allenatore della Roma"

E che tipo di tecnico vedi in Sampaoli? Cosa hai trovato in quella conversazione
"Prima di tutto una persona molto sincera e con una forte idea di ciò che vuole e come vuole che la Nazionale giochi. E soprattutto con tanta voglia di vincere la Coppa del Mondo. Sapendo che ha il miglior giocatore del mondo, l'Argentina ha più possibilità del resto delle squadre"

Vedi bene la Seleccion nonostante sia stata classificata come outsider?
"Sì. Con i giocatori che ha e il livello che mostrano, l'Argentina è messa bene. Inoltre, la maggior parte dei giocatori ha una buona continuità nei loro club e andrà ai Mondiali. Questo non sempre accade. Devi anche essere consapevole del fatto che Brasile e Germania stanno andando molto bene e che la Francia ha buoni giocatori. Ma l'Argentina con Leo ha un vantaggio"