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Info biglietti Roma-Barcellona, la prevendita partirà il 19 marzo

La biglietteria AS Roma comunica calendario e modalità di vendita dei tagliandi per l’incontro Roma-Barcellona, valido per il ritorno dei quarti di finale di Champions League.

La partita si giocherà allo Stadio Olimpico il 10 aprile 2018 alle ore 20:45.

Dalle ore 14 di lunedì 19 marzo sarà possibile acquistare i biglietti per la suddetta gara con le seguenti modalità:

– Prevendita riservata ai titolari di Abbonamento 3 gare UCL 17/18 su tutti i posti disponibili (conferma del proprio posto*) ed ai titolari di Abbonamento Campionato 17/18 (conferma del settore*), alle speciali tariffe a loro riservate: dalle ore 14.00 di lunedì 19 marzo, alle ore 23.59 di mercoledì 21 marzo 2018, presso tutti i punti vendita abilitati o tramite il sito ufficiale.

– Prevendita libera: dalle ore 10.00 di giovedì 22 marzo 2018, presso tutti i punti vendita abilitati.

(I PREZZI)

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Manolas: “Non partiamo già battuti, i conti si fanno alla fine”

Kostas Manolas, difensore della Roma, ha commentato i sorteggi di Champions League ai microfoni di Sky Sport. Queste le parole del greco in vista della sfida contro il Barcellona:

Commento al sorteggio?
Abbiamo preso un avversario troppo forte come il Barcellona. E’ difficile giocarci contro perché giocano un bel calcio e hanno un palleggio buono. Hanno un allenatore che ho conosciuto in Grecia e che lavora bene sulla mentalità, sul pressing e sul palleggio. Noi dobbiamo andare li e combattere, poi vediamo che succederà. Non partiamo già battuti, dobbiamo andare li e lottare.

Valverde ha ripensato il Barcellona, molto più solida ora. Una squadra difficile d’attaccare?
Ultimamente sì, gioca bene ma lavora molto sul pressing alto. Appena perdono palla vogliono subito riconquistarla e lo fanno benissimo. Per questo non prendono tanti gol, ma penso che se presi in contropiede possono avere un punto debole.

Nainggolan prendendoti in giro ti ha detto che Messi potrebbe farti 3/4 tunnel. Vuoi rispondergli?
Messi può farlo a tutti. Non dobbiamo avere paura di nessuno, perché giochiamo 11 contro 11. E’ il Barcellona abbiamo tanto rispetto, ma andiamo li con tanta fame, con tanta voglia e per combattere. Poi facciamo i conti alla fine.

La Roma sta bene ed è consapevole. E’ arrivato il salto di qualità?
Già che siamo arrivati ai quarti è un bel successo per la Roma, per i calciatori e la società. Siamo terzi, abbiamo avuto un periodo difficile, ma abbiamo reagito bene e la squadra sa quello che vuole in campo e quello che deve fare per avere risultati.

Monchi ha detto che sarà bello quando posterete foto per delle vittorie e non per passaggi intermedi. C’è questo cambio di mentalità con Monchi?
Dobbiamo lavorare sempre sulla mentalità, non dobbiamo mai calare la concentrazione dopo una vittoria. Perché dopo arriva una partita più facile ma se non sei concentrato sbagli il risultato. Noi vogliamo esultare insieme ai tifosi, regalargli le vittorie e per questo pubblichiamo. Non abbiamo raggiunto un successo, ma pubblichiamo anche quando perdiamo. Ci fa piacere.

Ora il Crotone: passaggio fondamentale per pesare i comportamenti della Roma.
Sì, è fondamentale e molto importante per noi. Arriviamo da tre vittorie di fila e dobbiamo dimostrare che possiamo vincerle tutte. Sarà una partita difficile, come abbiamo visto il Crotone ha vinto contro la Samp che è un’ottima squadra, combatte su ogni pallone, merita rispetto. Se vai lì con poca concentrazione puoi prendere uno schiaffo e poi sarebbe un dramma per noi. Noi dobbiamo andare lì solo per vincere.

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Monchi: “Barça? Dobbiamo giocarcela. Bene il ritorno all’Olimpico”

Il direttore sportivo della Roma, Monchi, si è fermato a parlare ai microfoni di Premium Sport dopo il sorteggio dei quarti di finale di Champions League che vedrà il Barcellonacome avversario dei giallorossi. Queste le sue parole:

La Roma sta conquistando un peso in Europa?
È vero che non abbiamo avuto tanta fortuna ma dobbiamo giocarla. Ho fiducia nella mia squadra e so che la Roma è rispettata e avrà la sua possibilità Dobbiamo avere la mentalità di poter fare qualcosa di importante anche se è difficile perché è la miglior squadra del mondo.

C’è la possibilità di coltivare la mentalità di non concentrarsi su un unico giocatore?

Si dobbiamo capire che si gioca 11 contro 11 e tutte le squadre se fanno le cose bene possono andare avanti. Loro non sono solo un giocatore ma tutta la squadra è difficile. La Roma ha la capacità di poter vincere.

È vero che il Napoli vi ha chiesto Alisson?

Sorrido per rispetto. Ogni volta escono numeri che fanno notizia ma che non sono assolutamente veri.

In cosa è diverso il Barcellona di Valverde rispetto agli altri Barça?
Per me è più equilibrato, sono migliorati in difesa e sono cresciuti tanto come collettivo.

Dalla Spagna dicono che temono molto Alisson e Monchi, gioca lei?
Se gioco io non c’è nessuna possibilità di qualificarci. Tante volte abbiamo giocato contro e forse ho una conoscenza maggiore ma non credo che questo possa fare la differenza.

È un vantaggio giocare la prima fuori casa?
A me sempre piace di più giocare la seconda partita all’Olimpico. Se riusciamo ad uscire dal Camp Nou con un risultato buono c’è la possibilità concreta di passare con l’aiuto dei 70mila dell’Olimpico.

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Totti: “Affrontiamo il Barça con tranquillità, possiamo fare bene”

Francesco Totti, dirigente della Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Mediaset Premium dopo i sorteggi dei quarti di finale di Champions. Queste le parole del Capitano sull’accoppiamento con il Barcellona:

Gliel’hai dato un buffetto a Shevchenko?
Gliel’ho dato abbiamo scherzato. A dir la verità sono contento perché siamo le 8 squadre più forti d’Europa ed era uguale affrontare Real o City. L’affrontiamo con tranquillità ma possiamo fare bene anche contro di loro.

Un avversario così forte può essere uno stimo più grande rispetto ad una squadra come il Siviglia?
Sulla carta Siviglia e Liverpool erano le più abbordabili ma sul campo sarebbe stato diverso. Anche loro saranno preoccupati di affrontare la Roma e sono più che convinto, dopo aver letto il giornale As, che loro avrebbero preferito affrontare la Juve piuttosto che la Roma. Normale che tutti si aspettano il passaggio del turno del Barcellona ma davanti troveranno una squadra competitiva.

Hai visto l’altra sera Messi?
Lo vedo sempre perché mio figlio è innamorato di lui, di come gioca. L’ultima volta gli ho anche chiesto la maglia per lui.

Se giocate con lo stesso spirito dello Shakhtar potete uscire a testa alta e chissà…
Il calcio è bello perché può succedere di tutto. Per vincere questa competizione devi affrontarle tutte perciò l’abbiamo messo in preventivo. Affrontare gente come Messi, Suarez e Pique ti dà molto più stimoli.

Florenzi sta scaldando il destro?
(Ride) Spero possa rifare quello che ha fatto anche se non è facile.

Avete passato un girone non facile, siete al vostro massimo?
E’ vero abbiamo passato un girone difficile e abbiamo eliminato lo Shakhtar che era una squadra forte. La squadra che ci affronterà avrà da sudare.

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Cagliari, Castan: “La Roma paga la pressione della vittoria. Ho avuto qualche problema con Spalletti”

Leandro Castan, giocatore della Roma in prestito al Cagliari, si è raccontato in una lunga intervista pubblicata sulle pagine de La Gazzetta dello Sport. Queste le sue parole che ha ripercorso i suoi ultimi anni, a partire dal problema fisico che lo ha tenuto per oltre 2 anni lontano dal campo: “Nel 2014 fui colpito dal male: cavernoma al cervello, la malattia mi ha insegnato a superare. Vomitavo, persi 15 kg, la forza è tutta in mia moglie Bruna che mi ha dato tutto, una grande donna, starò con lei fino alla fine della mia vita. Un giorno racconterò tutto ai miei figli che allora erano troppo piccoli per capire. Io sono atleta di Cristo, credo nella Bibbia. A Roma c’è un piccolo gruppo che fa capo all’ex calciatore Rodrigo che è un pastore. Qualche volta ci siamo trovati a Milano. Ho incontrato anche Nicola Legrottaglie”. Il brasiliano ha poi proseguito: “Alla Samp mi chiamò Montella nell’estate del 2016 ma poi andò al Milan. Arrivò Giampaolo e capii che il suo non era il mio stile di gioco perché a me piace marcare a uomo, fare i contrasti e le scivolate. Mi chiamò Mihajlovic per andare a Torino dove i primi sei mesi sono stati ottimi anche perché ne vincemmo 9 su 14. Poi mi sono fatto male al flessore e sono tornato a Roma. Nel 2013-2014 la mia fu una grande annata ma non dimentico di aver vinto la Libertadores con il Corinthians due anni prima. A Roma, poi, ho avuto un piccolo problema con Spalletti ma ormai è alle spalle e ora sono qui. A Cagliari ho ripreso a lavorare dopo aver fatto già un paio di mesi alla Roma per tornare al top. Non pensavo di muovermi ma a gennaio Lopez, Giulini e il ds Rossi mi hanno convinto. Posso solo ringraziare l’allenatore per quello che ha fatto per me e per quanto e come si è fidato di me. È emozionante giocare per la salvezza, mi sento bene cerco di dare il mio contributo“. E ancora: “Qui i brasiliani mi aiutano molto, sono contento di loro e di quello che mi hanno dato. Adesso siamo tutti vicini a Joao Pedro dopo quello che è successo, io avevo legato con lui da subito ma anche con gli altri. In questo bel gruppo è facile inserirsi. Restare qui? A me piace giocare e mi piacerebbe rimanere ma il presidente deve avere la voglia di comprarmi. Per quanto riguarda la Roma, secondo me non vince perché paga la pressione di vincere e giocare all’Olimpico che non è mai facile. Io comunque sono un giramondo, sono stato dappertutto e mi mancano solo Asia e Africa… La Svezia è stata la parte più difficile, vivevo da solo, andavo al McDonald’s tutti i giorni ma quell’esperienza è servita per crescere. Qui a Cagliari mi sono imposto che riso e fagioli, il piatto a cui noi brasiliani teniamo di più, li mangio una volta settimana. La pasta invece la mangio a pranzo e il pesce la sera. Vivo in albergo e non è la prima volta: non volevo che la mia vita andasse in confusione”. Per chiudere, Castan dedica un pensiero anche all’ex compagno incrociato alla Roma, Davide Astori: “Un ragazzo che mi è stato vicino nel momento più difficile. Stavo male, lui prese il mio posto in difesa. Mi scriveva sempre invitandomi a tornare al più presto in campo”.

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Repubblica Ceca, Schick convocato per la China Cup. Jarolim: “Gli manca il ritmo partita”

Il CT della Repubblica Ceca, Karel Jarolím, ha annunciato di aver convocato Patrik Schick per la China Cup, che vedrà i cechi affrontare prima l'Uruguay e poi una tra Cina e Galles: "L'abbiamo visto contro il Torino e non era andato male – le parole del CT riferite all'attaccante giallorosso -. Non ha molta esperienza con la nazionale ma guardiamo al futuro, quindi è convocato".

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Alisson: “Voglio diventare il miglior portiere al mondo. Di Francesco? Ha la mia stessa voglia di vincere”

E' arrivato a Roma un anno fa ed e' gia' uno dei portieri piu' affidabili al mondo: Alisson Becker, numero uno dei giallorossi e della Nazionale brasiliana, e' il nuovo volto di copertina della rivista bimestrale Undici a cui ha concesso un'intervista:

Il portiere romanista sta vivendo una stagione da protagonista, dopo un primo anno di apprendistato con Spalletti in panchina: "E' stato un anno di attesa, mi aspettavo di giocare di piu' ma non ho mollato in nessun momento, mi sono allenato forte. Da Spalletti ho anche imparato a guardare la giocata prima di ricevere il pallone, quindi a giocare meglio con i piedi. Cosi' so gia' cosa faro'". Oggi Alisson si e' guadagnato il posto da titolare con Eusebio Di Francesco allenatore: "Di Francesco e' un uomo intelligente e ha molta voglia di vincere, come me. E' una virtu' che mi piace, sono contento che il nostro capo sia quello che vuole vincere piu' di tutti".

Sul ruolo di portiere, Alisson dice che "e' un ruolo che attrae quelli bravi", e spiega come si fa a interpretarlo in maniera moderna: "Un portiere per essere moderno deve avere personalita', posizionamento, concentrazione e soprattutto deve saper leggere in anticipo. Da portiere devo pensare che il mio compagno sbagliera', per stare sempre pronto e non restare sorpreso". Sui modelli, indica Taffarel, oggi suo preparatore in Nazionale, ma spiega: "Cerco di prendere le caratteristiche di piu' portieri e adattarle a me".  Tra qualche mese, sara' lui a difendere da titolare la porta della Nazionale brasiliana ai Mondiali in Russia: "Non lo immaginavo ma l'ho sognato sempre, grazie a quella frase di mio padre: Pensa in grande e sarai grande. Fin dalla prima partita, mi sono messo in testa di diventare uno dei portieri piu' grandi della Nazionale brasiliana". Per riuscire ad arrivare dov'e' oggi, Alisson ha lavorato molto su se stesso, non solo a livello tecnico. "Io so di non essere perfetto. Per questo a volte lavoro anche troppo, mi rimprovero molto. La pressione interna, mia, viene prima e mi pesa piu' di quella esterna, che in passato soffrivo un po'. Ora da quella mi sento pronto a difendermi, mi sento pronto a gestire le mie emozioni, la responsabilita'. So che posso reggere grazie all'esperienza di questi anni e grazie al lavoro".

Sulla preparazione delle gare, ha un suo rituale ben preciso: "Guardo le partite degli avversari e le loro caratteristiche, prima di affrontarli. Il giorno della partita mi concentro sulla mia prestazione. Guardo i video, le parate che ho fatto e perche' le ho fatte cosi'. Punto molto sulla concentrazione. Nello spogliatoio, poi, immagino la partita che sara'".

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Fiocco azzurro in casa Peres. E’ nato Pietro

Fiocco azzurro in casa Peres. E’ nato nella clinica Mater Dei di Roma questa notte alle 02.20, Pietro, secondo figlio del terzino dell’AS Roma Bruno Peres e della moglie Camila Ferreira Peres. La mamma è stata seguita dal ginecologo Filippo Perniola e il bambino, che pesa 3,110 Kg, gode di ottima salute. Il brasiliano, dopo essere diventato un protagonista della qualificazione della Roma ai quarti di finale di Champions League, oggi è diventato papà. Questo è il motivo della sua assenza all’allenamento odierno con la società che gli ha concesso un permesso per poter stare vicino alla famiglia.

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Totti: “Mi manca il campo ma per fortuna vivo a Roma”

Francesco Totti  ha rilasciato un'intervista al settore social della Lega di Serie A, poi pubblicata in un video su Facebook. Il dirigente della Roma racconta la sua nuova avventura, confessando la mancanza del campo: "Roma è la città più bella del mondo. La vivo quotidianamente, non a 360 gradi, ma in qualsiasi parte trovi tutto. C’è il mare, la montagna, il sole, la gente bella: è molto bella da vivere. Quando giro la città non faccio la vita da persona normale. Non ho la possibilità di visitarla e godermela in tutto e per tutto"Non ho mai lasciato la Roma e la Serie A perché era un mio desiderio sin da piccolo quello di indossare un’unica maglia. La mia carriera è stata fantastica.Il momento più bello nella Roma? Quando ho vinto lo scudetto"

Cosa le manca di più del calcio giocato?

"Mettermi gli scarpini, però in questo momento ho la fortuna di vivere la Roma in altro modo, ma come se fossi un giocatore"

Cosa vuole dire ai bambini che sognano di diventare campioni?

Che quando si è piccoli bisogna divertirsi e non pensare ad altro. Ma mano che si va avanti si capisce se si hanno delle possibilità di arrivare fino in fondo. Io l’ho capito da quando ho iniziato ad approdare in prima squadra. Ma mano che andavo avanti ho capito che era diventato un lavoro. La mia giocata più famosa? Il cucchiaio, un gesto abbastanza difficile. Non solo talento ma tanto pazzia. Scatta qualcosa in testa. Quando sono stato chiamato “The king of Rome” è stata un’emozione"

 

 

 

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Perotti: “Con lo Shakhtar non potevamo sbagliare, è il momento più bello della mia carriera”

Tra i grandi protagonisti della partita di martedì c'è sicuramente Diego Perotti, che oggi parla attraverso i canali ufficiali della società: "Una partita a livello mentale difficile, sapevamo della loro qualità. Sognavamo di finire così, con questa sofferenza con i nostri tifosi contenti, noi stanchi, è stato più bello così"

E’ stata una partita diversa: la Roma difficilmente riesce nelle rimonte e poi ci buttiamo tutti avanti rischiando di prendere gol. Stavolta sembrava aveste deciso di aspettare. Come l’avete preparata?

“Noi dovevamo fare gol però più importante era non prenderlo. Sapevamo che 2-3 occasioni le abbiamo e di solito il gol lo facciamo. Se prendi gol ti innervosisci, perdi la testa, vai tutti in avanti a cercare di fare gol. Abbiamo parlato che avevamo 93-95 minuti per fare gol,  che non dovevamo perdere la testa e abbiamo giocato con molta intelligenza. Edin ha fatto un gol non semplice e abbiamo difeso come animali. Abbiamo fatto la partita giusta"

Strootman dà il pallone a Dzeko senza guardare. Quanto lavoro c’è dietro?

"Da Pinzolo. Poi devi avere la qualità di Kevin per farlo e la capacità di prendere il tempo di Edin. Era successo anche nel primo tempo, devi essere freddo nel fare il movimento. Questa è una cosa che si allena tanto, lo facciamo col mister dall’inizio. Bello quando si riescono a fare le cose su cui lavori"

 

Sembravi in trans agonistica nel secondo tempo, dove si trovano le forza per farlo? 
 

"A livello fisico siamo sempre sopra le altre squadre o uguale. Almeno io mi sento bene. Poi arrivano momenti della partita in cui la testa è fondamentale, ti fa correre di più anche se sei morto, sapevamo che non potevamo perdere o pareggiare. Poi uno fa quello che può, ma tutti abbiamo fatto uno sforzo pazzesco, sapendo che passare ai quarti era fondamentale per noi e per i tifosi"

A proposito di momenti difficili, tu hai detto che quando la Roma perde stai male. Quando vinci invece, ti riguardi la partita?
“Dopo le partita già è difficile dormire, quindi se la stanno ripetendo in tv la guardo. Forse la partita come l’altra volta sì, la voglio rivedere, ancora non l’ho fatto. Però sì, ogni tanto le guardo, soprattutto se ho fatto bene”.

 

Sui social hai messo quella foto di Tyson…
 

"Non si deve vendere la pelle dell’animale prima di cacciarlo. Io anche se vivo le partite in maniera calda, sono intelligente a non dire cose in più, perchè poi può succedere il contrario"

 

Meglio gol o assist?
 

"Preferisco l’assist, mi piace quando il compagno ti riconosce il merito e ti viene ad abbracciare"

 

Se capita la Juventus?”
 

“Cercheremo di vincere, contro qualunque squadra, sono tutte forti e dure, non dobbiamo pensare se capita ecc… Dobbiamo sfruttare questo momento ed a Aprile ci penseremo”.

 

Non vi andrebbe di andare a Siviglia?
 

"Nel calcio abbiamo visto tante cose strane, non sarebbe una cosa difficile. Sarebbe bello affrontare la squadra in cui sono cresciuto, stato 7 anni. Anche per loro sarebbe una bella partita"

E’ il momento più alto della tua carriera?
 

"Sì. A livello di maturità per l’età e livello fisico e mentale non mi sono mai trovato così bene in una squadra, anche se a Genova mi sono sentito importante. Mi trovo bene, sicuramente è il momento più forte della mia carriera e queste due partite, sono importantissime"