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Roma-Sassuolo, le pagelle: Pellegrini inventa, Dzeko brilla, ma dietro si balla

La Roma è un prototipo di gigante, che per ora ha dei terribili piedi di argilla che minano le certezze trasmesse da Fonseca in settimana. Pellegrini è l’uomo della provvidenza, Cristante il fabbro meticoloso Dzeko il diamante raro. Veretout porta equilibrio e crea una bella diga, ma lì dietro si balla ancora un po'. Per migliorare c'è poco tempo, ma la strada è quella giusta. 

LOPEZ 6: Bravo e fortunato sui pali avversari, prende due gol su cui è incolpevole.

FLORENZI 6: Prestazione generosa, che lo porta a sfiancarsi completamente nel secondo tempo. Adempie pienamente ai compiti tattici voluti da Fonseca, guizzando in avanti e chiudendo dietro. Soldatino. Dal 73’ SPINAZZOLA 6: Entra e copre la fascia.

MANCINI 6: Si ritrova titolare in una realtà più grande di Bergamo, ma risponde e cresce bene, soprattuto nelle letture difensive quando la squadra cala nella ripresa. Un progetto di diga.

FAZIO 6: Non è vero che può giocare solo “basso”. Con la dovuta concentrazione può ben figurare anche in un sistema di gioco che preveda la difesa alta e il pressing asfissiante.

KOLAROV 6: Su è giù con tanta personalità, ispira il gol di Dzeko è mette paura gli avversari con la sua faccia. Guerriero.

VERETOUT 6,5: Sembra di vedere Strootman e invece è questo francese che entra subito nei meccanismi e garantisce dinamismo e filtro, proteggendo la difesa e dando slancio alla fase offensiva della Roma. Benvenuto.

CRISTANTE 7: Protegge, lotta di fisico, di testa e proprio di testa trova con caparbietà il vantaggio della Roma. Chi continua a dire che può fare solo il trequartista con Gasperini dovrà ricredersi, a un certo punto. Il soldato Bryan è un centrocampista forte e completo.

KLUIVERT 6,5: Motorino instancabile e particolarmente ispirato, fa impazzire la retroguardia neroverde trovando anche il gol al momento giusto. Vespa. Dal 72’ ZANIOLO 6: Entra e prova a dare strappi importanti. Solo la malasorte gli impedisce di entrare nel tabellino degli assistman.

PELLEGRINI 7,5: Lorenzo è magnifico, pensa ed esprime calcio, felice di far segnare i propri compagni. Stasera ne manda in gol tre: Cristante, Mkhitaryan e Kluivert. Dall’84’ PASTORE 5: Entra e si divora un gol con mollezza.

MKHITARYAN 6,5: Si presenta bene, facendo capire di non aver paura della serie A e di possedere tutte le caratteristiche necessarie per emergere nel nostro campionato.

DZEKO 7: Giocate, gol, traverse e conigli dal cilindro che possiede e vede solo lui. Quella di oggiè una serata di straordinaria normalità per lui. Bomber.

 

Giorgio De Angelis

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Lazio-Roma, le pagelle: si salvano solo Zaniolo, Florenzi, Dzeko… e i pali

Una Roma rudimentale, che strappa un pareggio immeritato contro una Lazio più pronta e cinica. Primo tempo di equilibrio con tanti pali, in cui la squadra non dà mai l’idea di poter primeggiare. Malissimo la ripresa, in cui è mancata la fase di costruzione e dietro si è ballato parecchio. Si Salvano Zaniolo, Florenzi e Dzeko. Il resto è buio. La sosta è benedetta, così come i pali.

 

LOPEZ 6: Pronto quando deve, incolpevole sul gol, è molto fortunato sui 4 legni della Lazio.

FLORENZI 6: Dovrebbe cominciare alto a sinistra ma l’infortunio di Zappacosta lo fa arretrare di nuovo nel ruolo di terzino destro. Ci mette l’anima e anche la qualità, da capitano.

MANCINI 5: Il tandem con Fazio funziona poco e le dormite sulle imbucate centrali delle punte biancocelesti sono quasi sempre pericolose. Per fortuna la scarsa mira avversaria fa sì che il suo primo derby romano non si tramuti in un incubo.

FAZIO 5: Brutta dormita al 25’ in occasione del palo di Immobile, replica al 58’ quando dopo l’errore di Kolarov perde completamente di vista Luis Alberto andandosi a piazzare in mezzo all’area inutilmente.

KOLAROV 5: Ha merito di segnare il gol del vantaggio romanista sotto la nord, si propone spesso ai compagni per ricevere palloni che scottano, ma mostra le solite amnesie in fase di copertura. Da una sua leggerezza nasce il pareggio laziale. L’ingenuità compiuta su Milinkovic-Savic è imperdonabile.

PELLEGRINI 5,5: Primo tempo non appariscente, è un derby di responsabilità e forse accusa il peso dello stemma sulla maglia. Nella ripresa non cresce, andando in affanno in fase di chiusura delle traiettorie e non trovando mai lo spunto giusto nei passaggi offensivi. Vorrei ma non posso.

CRISTANTE 6: Un soldato diligente in entrambe le fasi, dà solidità al centrocampo della Roma. In sofferenza, come tutta la squadra, nei secondi 45 minuti in cui però ha il merito di continuare a provarci. Baluardo.

ÜNDER 4,5: Inesistente, se non per uno spunto a inizio ripresa. Troppo poco. Dal 67’ PASTORE NG: Può poco.

ZANIOLO 6,5: Primo tempo di intensità e sostanza nelle giocate e nei contrasti. Coglie due pali, ma non si arrende, comincia bene anche la ripresa con una entusiasmante cavalcata sulla fascia destra conclusa con un passaggio tiro decisamente molle. Quando si intestardisce in soluzioni solitarie Fonseca lo fa uscire. Dal 78’ SANTON NG: Prende un giallo per un gomito alto, poi ordinaria amministrazione.

KLUIVERT 5,5: Ha le potenzialità per spaccare difese e partite, ma manca di lucidità nelle scelte finali. Maturerà, ma per ora è rimandato al 15 settembre.

DZEKO 6: Il rigore dell’1-0 scaturisce da una sua brillante intuizione. Peccato che per il resto della gara non sia minimamente cercato e assistito dai compagni. La solitudine del genio.

 

Giorgio De Angelis

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Roma-Genoa, le pagelle: Ansia derby. Dzeko il faro, Fazio e Jesus il buio

Roma “two-face”, bene in costruzione, ma malissimo in difesa, dove serve intervento urgente. Dzeko è il faro, Fazio e Jesus il buio. C’è molto da fare in vista del derby, che è solo tra una settimana.

LOPEZ 6: Incolpevole sui gol, bravo nel posizionarsi in campo da libero aggiunto. Presente quando deve e quando può.

FLORENZI 6,5: Belle iniziative sulla destra sia in fase di spinta che di ripiegamento. Dal 78’ ZAPPACOSTA 6: Un paio di buone discese sulla fascia, dà l’idea di poter essere ciò di cui la Roma ha bisogno. Peccato per il tap-in mancato nel finale.  

FAZIO 5: Un incubo in tandem col compagno brasiliano. Ha il merito di mettere un pizzico di esperienza nel finale, dove sbroglia qualche situazione difficile.

J. JESUS 4: Un disastro su entrambi i gol. Sul primo salta poco convinto su Romero, in occasione del secondo procura un rigore goffo. Dal 66’ MANCINI 4: Sostituisce in ogni senso Jesus, con una svagatezza inconcepibile sul 3-3 di Kouame, che rischia di ripetersi all’81’ sempre sul numero 11 genoano.

KOLAROV 6: Una prova di sostanza e un gol bellissimo su punizione, ma il brutto siparietto con Pellegrini si sarebbe dovuto evitare.

PELLEGRINI 6: Inizia con ottimi spunti e un bel passaggio non capitalizzato da Ünder. Poi si spegne la sua iniziativa e resta il lavoro a centrocampo, a gestire palloni.

CRISTANTE 6: Solita diligenza tattica, lavoro oscuro e sacrificio. Un calciatore che troverà molto spazio pur non regalando magie.

ÜNDER 6: Al 6’ inventa un sinistro sotto l’incrocio che fa iniziare bene la serata. Ha un altro strappo qualche minuto dopo, ma la conclusione è troppo strozzata. Si spegne lentamente fino a sparire nel secondo tempo.

ZANIOLO 5,5: I suoi strappi e il suo fisico non trovano mai lo spunto giusto.

KLUIVERT 5,5: Ci prova, ma il motorino olandese sembra ancora in rodaggio. Speriamo non sia ingolfato. Dal 74’ PASTORE 5: lento e fuori fase, non inventa nulla.

DZEKO 7: Dopo aver dato una palla strepitosa a Ünder per il vantaggio, inventa il 2-1 dribblando Zapata, Ghiglione e Romero in un fazzoletto di campo. È l’unico che prova a creare gioco nel secondo tempo, quando gli altri spariscono.

 

Giorgio De Angelis

 

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Roma-Parma, le pagelle: Vince il romanismo. De Rossi un leone, Dzeko svuotato.

La partita dell’emozione, del romanismo e di De Rossi, che poi è lo stesso.

MIRANTE 6: Para ciò che deve parare, una delle poche certezze stagionali. Per la prossima stagione non si dovrà cercare un secondo portiere.

FLORENZI 6,5: Gli servirà tanto coraggio e tanta maturità per raccogliere un’eredità difficile. Gioca una gara generosa, di qualità.

 FAZIO 6: Ordinato, come sempre gli è capitato nella Roma ranieriana.

JESUS 6: Qualche buona chiusura, il suo lo fa.

KOLAROV 6: Una certezza sulla fascia, ma accusa la stanchezza delle tante presenze obbligate.

DE ROSSI 10: Partita magistrale, in campo è il solito leone. Dimostra di esserlo anche fuori, quando carico di emozione fa il giro di campo sfoggiando un bel sorriso e lasciando legittimamente le lacrime ai romanisti, difesi e rappresentati fino all’ultimo.  Dal 81' UNDER 6: Entra bene in partita.

PELLEGRINI 6,5: Il futuro della Roma passa anche da questo ragazzo ancora un po’ timido, ma che ha talento per arrivare a ottimi livelli. Gioca bene, trova il gol e qualche buono spunto.

EL SHAARAWY 6: Non la sua gara migliore, ma il suo apporto alla squadra non manca mai.

PASTORE 6: Le idee ci sono e la qualità è indiscussa. Bisognerà vedere se riuscirà a ritrovarsi fisicamente. Dal 57' CRISTANTE 6: La sua generosità e intelligenza lo ripagheranno delle amarezze di questa annata.

PEROTTI 6,5: Segna sempre durante gli addii dolorosi. Facciamo che basta.

DZEKO 5,5: Completamente svuotato. Peccato. Dal 62’ SCHICK 6: Ci prova, speriamo ci riesca presto.

RANIERI 7: Emozionarsi come un bambino a quasi 70 anni e dopo una carriera di tutto rispetto è segno di grandezza. I romanisti lo hanno capito, omaggiato e di certo non lo dimenticheranno.

 

Giorgio De Angelis

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Roma, non smette di piovere. De Rossi saluta il settore, Florenzi fascia pesante

La Roma si presenta a Reggio Emilia senza De Rossi, che si accomoda in panchina per questa ultima trasferta in giallorosso. Sugli spalti i romanisti esprimono sostegno e dissenso allo stesso tempo. Il primo tempo non è un granché, ma nella ripresa i giallorossi avrebbero meritato di più. A fine gara, in un clima amaro e avaro di soddisfazioni, Capitan De Rossi saluta il settore. Lui e i tifosi: le immagini più belle, ciò che resta della Roma, quello che non passerà mai. Nonostante tutto. 

MIRANTE 6,5: Sempre attento, dà sicurezza ai suoi e salva la Roma di piede su tiro di Djuricic a fine primo tempo. 

FLORENZI 6: Uno dei più attivi e più pericolosi, quasi sentisse di dover crescere perché ora tocca e toccherà a lui portare una fascia pesante. 

JESUS 6: Rimpalla bene gli avversari ricorrendo alle maniere rudi quando il caso lo richiede. Gioca la ripresa da ammonito, come il compagno di reparto. Al 90’ chiude in modo provvidenziale su una possibile fuga di Di Francesco. Prova sufficiente contro un avversario non irresistibile. 

FAZIO 5,5: Molto irruento e nervoso, esagera con le proteste nel secondo tempo, sapendo di essere ammonito. Maresca lo grazia, la Roma ringrazia. Centravanti aggiunto nel finale, ha la palla buona al 95’, ma la sciupa sparando alto. 

KOLAROV 6: Solita esperienza a disposizione della squadra, uno dei più vivi, ci prova in ogni modo e fino in fondo. 

CRISTANTE 6: Consigli gli nega il gol con una parata da distanza ravvicinata al minuto 60. Fisico e voglia non mancano mai, il guizzo sì.

NZONZI 5,5: Compitino, spesso condito da ingenuità. Continua ad essere un mistero, o forse no.

ÜNDER 5,5: Nel primo tempo il suo destro dopo una bella finta impensierisce Consigli, poi la sua prova si affievolisce senza portare un gran contributo. Dal 65’ KLUIVERT 5,5: Tanta vivacità, cerca fortuna, ma trova solo il palo.

ZANIOLO 5,5: Dovrebbe giostrare palloni sulla trequarti, ma ci riesce poco. Un finale di stagione non certo all’altezza degli esordi. Dal 65’ PASTORE 6: Entra bene, con un paio di buoni spunti e sembra poter trovare l’imbucata giusta, che però non arriva. 

EL SHAARAWY 6: Sempre trai migliori, ma pecca di leggerezza tentando una sorta di “mossa della gru” (ricordate Karate Kid?) quando al 56’ ha la palla del possibile vantaggio. Ultimo spunto al 75’ quando trova Rogerio, Kluivert e poi il palo. Dal 77’ PEROTTI, SV

DZEKO 6: Il guizzo arriva al 59’ ma il suo destro trova il palo. Un minuto più tardi intuisce il velo per Cristante dimostrandosi come sempre 9 e 10 della squadra, anche se la voglia non è più quella di un tempo.

RANIERI 6: Conduce una barca che fa acqua da tutte le parti, dalla società al campo. Grazie in ogni caso.

Giorgio De Angelis

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Mirante Super, orgoglio Florenzi. La Roma batte la Juve e resta in corsa per la Champions

Una gioia. Perché per i tifosi della Roma battere la Juve è sempre motivo di orgoglio. La squadra giallorossa gioca una partita di sofferenza, attesa e lotta, esce alla distanza e si esalta in contropiede. Mai come in questa partita vince da squadra, appoggiandosi sulle qualità troppo spesso inespresse quest’anno.

MIRANTE 7: Al 6’ minuto compie una parata eccezionale su tiro ravvicinato di Cuadrado e si ripete sul sinistro di Dybala dieci minuti più tardi. Si ripete anche nella ripresa su Emre Can. La vittoria di stasera passa anche e soprattutto dalle sue mani. Saracinesca.

FLORENZI 8: Da una grande responsabilità (fascia da capitano della Roma) derivano grandi poteri, a volte. Dopo un primo tempo ordinato, la lite con Ronaldo nella ripresa si conclude con un abbraccio rifiutato al portoghese e qualche “calcetto” per far capire che non ci sta a passare per “uomo piccolo” come il fuoriclasse juventino lo aveva apostrofato. Con caparbietà e classe al 79’ spinge sulla fascia, duetta con Dzeko e poi fulmina Szczesny con un tocco sotto da antologia, ed esulta mimando Spiderman. Al 92’ il piccolo gigante svetta di testa contro due avversari innescando il contropiede di Ünder. La rivincita di Peter Parker. Orgoglio.

MANOLAS 6,5: Sempre concentrato e come sempre bravissimo quando si tratta di correre all’indietro. Da applausi la prepotenza con cui nel finale annichilisce Ronaldo impedendogli di raggiungere un pallone in area. Qualsiasi allenatore avrà bisogno di lui per una Roma “forte e competitiva”.

FAZIO 6: Finale di stagione in crescendo. Sicuro, attento e rinfrancato dalla comunicazione ritrovata con i compagni di reparto, se la cava bene contro avversari di primissimo ordine. In questa squadra

KOLAROV 6,5: Da quella parte si rischia poco e il tandem con El Shaarawy è ormai affiatato e sincronizzato. Terzino, regista e ala, la prestazione è generosa in ogni fase di gioco. Corrente continua. 

PELLEGRINI 6: Nel centrocampo a tre torna nella posizione da cui era partito con Di Francesco. La prima fiammata della Roma arriva dal suo tiro velleitario che si stampa sul palo esterno, con Kluivert solo davanti alla porta ad attendere il pallone. La sua gara vive di luci ed ombre nonostante cerchi di proporsi in fase offensiva, ma la Juve offre davvero pochi spazi per soluzioni fantasiose. Dal 66’ CRISTANTE 6: Fa il suo dovere a centrocampo portando sostanza e fisicità al momento del bisogno. 

NZONZI 7: Sembra più vivo e meno a disagio con due compagni ai lati, tanto che tra gli “oooh” di stupore dell’Olimpico strappa il pallone a Ronaldo e innesca il contropiede al 18’. Stesso copione nella ripresa quando addirittura galoppa fino alla trequarti bianconera. Molto efficace in fase di chiusura, gioca una partita intelligente e accorta sporcando moltissime trame offensive bianconere. Risveglio. 

ZANIOLO 6: Stavolta gioca nella sua posizione, risultando meno abulico delle scorse volte, ma senza incidere in modo particolare. Nei 90 minuti mette comunque presenza fisica rispettando le consegne, ma finendo spesso in mezzo alle triangolazioni dei centrocampisti juventini. Corrente alternata.

KLUIVERT 6: Non trova mai lo spunto giusto, ma sulla fascia dove agivano Spinazzola, Matuidi e Ronaldo non era semplice. Al 63’ perde palla in modo ingenuo e innesca il contropiede della Juve che termina col gol annullato a Ronaldo. Scampato pericolo, ma deve lavorare molto per arrivare a competere ad alti livelli. Si farà. Dal 78’ ÜNDER 7: Entra nell’azione del gol e costringe Chiellini a ripiegamenti e metodi bruschi. Come se non bastasse, serve il 2-0 a Dzeko dopo una sua sgroppata in mezzo al campo. Bentornato.

DZEKO 7,5: Partita di sofferenza e di raccordo tra le maglie avversarie. Sgomita, prova a evadere le marcature e a creare linee di passaggio e di inserimento per i compagni. Trova la traiettoria filtrante per il gol di Florenzi. A tempo scaduto affianca Ünder nel contropiede innescato da Florenzi e fa gol. “Falso e vero nueve” allo stesso tempo. 

EL SHAARAWY 6,5: Chiusure, ripiegamenti, cavalcate sulla fascia, colpi di tacco e passaggi filtranti.  Straripante sulla sinistra, al minuto 54’ sciupa una doppia occasione dopo un’incredibile cavalcata. Stasera non trova la giocata da biliardo, ma quanta apprensione mette alla Juve. Sulla cresta dell’onda. 

RANIERI 7: Regala alla squadra la convinzione e la speranza di crederci ancora e ai romanisti una delle poche soddisfazioni di questa stagione. La Roma vista contro la Juve è il suo specchio: sorniona, intelligente e testarda.

Giorgio De Angelis

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Pellegrini flop, El Shaarawy elettrico. La Roma impatta a Genova e la Champions si allontana

Un 1-1 incredibile, che alla fine la Roma deve pure accettare di buon grado. La gara ha evidenziato i difetti irrisolvibili della squadra 2018-2019. Senza troppi drammi, si riparta con serietà, coerenza e senso di appartenenza. I tifosi apprezzeranno.  

MIRANTE 6: Nei primi minuti è vigile su un paio di situazioni insidiose e bravo a posizionarsi bene anche sui possibili contropiedi genoani. Nella ripresa sembra tutto filare liscio, fino al gol e all’uscita scomposta su Sanabria. Per fortuna rimedia parando.

FLORENZI 6,5: Un vero propulsore sulla fascia destra, gioca nonostante la diffida perché Ranieri si fida ciecamente di lui e della sua voglia. Corre e crossa dimostrando ottima intesa con Zaniolo nella gestione dei tempi e degli spazi di inserimento. Dall’88’ KARSDORP SV.

MANOLAS 5,5: Nel primo tempo Lapadula e Kouame gli creano non poche difficoltà, soprattutto nel trovare le distanze. Non brilla nemmeno nella ripresa e sembra in difficoltà a capire cosa fare. 

FAZIO 6: Radu gli nega il gol con una strepitosa parata sul suo colpo di testa, conferma le buone sensazioni delle ultime settimane. 

KOLAROV 6: In fase difensiva segue bene i movimenti di linea, proponendosi quando necessario in fase di spinta. Cresce nella ripresa, insidiando gli avversari con le sue discese, i suoi cross e i preziosi cambi di gioco.

CRISTANTE 6: Gara di intelligenza e corsa, come sempre, pedina indispensabile ed equilibratrice, senza però mai trovare davvero il bandolo della matassa del centrocampo.

NZONZI 5: Partita ordinata, ma con alcune sbavature in fase di impostazione. Il gol del Genoa ce l’ha un po’ sulla coscienza anche lui, non provando a intercettare la traiettoria del cross. 

ZANIOLO 5,5: Primo tempo di lavoro oscuro, ma intelligente. Il movimento “a entrare” in mezzo al campo anziché allargarsi permette a Florenzi di salire e crossare, creando non pochi grattacapi ai genoani. Al 56’ il suo sinistro costringe Radu ad un altro intervento decisivo. Dal 70’ KLUIVERT 6,5: Prova a dare spinta e scompiglia un po’ le carte. Dal suo cross arriva il gol dopo la sponda di Dzeko.

PELLEGRINI 4,5: Dovrebbe rifinire le trame in fase offensiva, ma non ci riesce mai. Quando gli si presentano due ghiotte occasioni in due minuti (37’ e 38’), prima su assist di Florenzi e poi di Dzeko le spreca in modo grossolano. Sorvoliamo sulla prima, ma la seconda fronte alla porta e sul destro grida vendetta, considerando che non inquadra nemmeno il bersaglio. Al 64’ non serve Florenzi in profondità provando un improbabile sinistro da fuori. Confuso. Dal 65’ SCHICK 5: Si mette a disposizione, prende botte, pressa e occupa bene gli spazi, ma si lascia scappare Romero in complicità con Nzonzi.

EL SHAARAWY 6,5: La palla che dà a Dzeko al 24’ è da applausi e rende l’idea della pericolosità di questo giocatore finalmente maturato e consapevole dei suoi mezzi. La sua partita vive di poche luci e molto lavoro oscuro, ma prima di essere sostituito da Pastore trova il sinistro vincente all’82’, così Ranieri ritarda (e allafine cambia) la sostituzione. Implacabile. 

DZEKO 6: Due occasioni non sfruttate, al 24’ e al 31’, che meritavano miglior sorte. Si risveglia al 69’ con un colpo di testa parato da Radu e mette la firma con la sponda-assist per il gol di El Shaarawy. Fa l’esterno, la punta e il rifinitore, ma lo scarso bottino di gol pesa sulla sua stagione. Letargico.

RANIERI 6: A volte i cambi sembrano più azzeccati di alcune scelte di formazione. Forse le gerarchie sulla trequarti sono da rivedere.

Giorgio De Angelis

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Roma, tango argentino: Fazio e Pastore stendono il Cagliari

Partita senza storia sin dai primi minuti, quando la Roma indirizza la gara dalla sua parte. Il resto del tempo è la strenua e apprezzabile ricerca del terzo gol, che alla fine, dai e dai, arriva.

MIRANTE 6,5: Bella parata al 12’ minuto su Pavoletti, per il resto del tempo vigila attento sui velleitari tentativi dei cagliaritani.

FLORENZI 6,5: Tante scorribande sulla fascia e una voglia di spaccare il mondo evidente. Il terzino che non era un terzino è autore di una prestazione pimpante, tiene sempre un buon ritmo e si propone spesso in fase offensiva. Non sarà “Pendolino”, ma una metro nuova di zecca che alla Roma fa comodissimo. 

MANOLAS 6: Torna dopo l’infortunio di San Siro e la Roma torna solidissima. Fronteggia Pavoletti senza mai farlo calciare in porta. Thereau prova a superarlo, lui lo stende, senza fronzoli, beccandosi il giallo. “Ovunque proteggimi”.

FAZIO 6,5: Colpisce di testa dopo 5 minuti per il gol dell’1-0, legittimando chi in queste ultime partite vede un suo ritorno ai fasti di un tempo. Solido e sicuro, la sua controfigura pare un ricordo. 

KOLAROV 6,5: Si propone bene sulla sinistra e non corre rischi in fase di copertura. Ci crede fino alla fine seguendo sempre l’azione d’attacco e ribadendo in rete dopo le respinte sui tiri di Kluivert e Perotti. 8 gol in stagione, come Dzeko. 

NZONZI 6: Fa il suo in una partita che non richiede particolare ritmo e grinta.

PELLEGRINI 5,5: Alcune buone giocate, ma un gol divorato al 56’ inficia una prestazione che altrimenti sarebbe stata sufficiente. Ordinario. 

KLUIVERT 6,5: Molto attivo sulla fascia destra dove scambia spesso il pallone con Pastore, Florenzi e Dzeko. I suoi strappi in velocità sono preziosi, tanto è vero che il gol e la traversa di Pastore nascono da due sue iniziative. Il cammino di crescita è ancora lungo, ma finalmente Justin sembra aver imboccato il sentiero giusto. Dall’87’ CORIC SV: Guarda chi si rivede.

PASTORE 7: Ha voglia, chiede palla e spazio Dopo lo splendido gol ogni tifoso romanista avrà pensato: “questo se recupera è un fenomeno”. Al 37’ con un gioco di prestigio si libera di due avversari in piena area di rigore, e di nuovo: “se questo sta bene…”. Sfortunato al 43’ quando la traversa gli nega la doppietta. Un paio di spunti notevoli anche nella ripresa, insomma 60 minuti di qualità: “Ahò, ma non è che questo, finalmente, sta bene?”. Speriamo. Dal 64 PEROTTI SV: minuti nelle gambe.

EL SHAARAWY 6: Parte forte e ormai copre davvero tutta la fascia, ma oggi sembra non trovare il guizzo fatato e vincente. Non esce mai dalla partita, restando una spina nel fianco del Cagliari. Cragno fa un miracolo sul suo colpo di testa al 72’. Esce tra gli applausi. Dal 74’ ÜNDER SV: Minuti che servono a ritrovare lo smalto.

DZEKO 5: Primi minuti in sordina, poi cresce, ma per un motivo o per l’altro non trova mai la zampata vincente anche quando la meriterebbe. Un palo (e una deviazione sospetta) gli nega la gioia del gol, ma rimane spesso in disparte. Al 73’ si mangia un gol da due passi, poi sparisce. Malinconico.

RANIERI 6,5: Il farmacista rigenera anche Pastore, che diventa un’arma in più per la rincorsa Champions. Dopo il doppio vantaggio vede i suoi rilassarsi e comincia a martellarli, consapevole dei troppi blackout della Roma in questa stagione. La Roma risponde e non sonnecchia più, non trovando un terzo gol che avrebbe meritato.

Giorgio De Angelis

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LE PAGELLE: Su la cresta, El Shaarawy accompagna la Roma nella “passeggiata” Champions

Una corsa all’Europa, che di corsa non va. Questa Serie A aspetta, aspetta e rimanda verdetti a climi più estivi. La Roma ci prova per quel che può, esce indenne da San Siro rimanendo a un’incollatura dal quarto posto. Visto il momento non è poco, e soprattuto non era scontato. 

MIRANTE 6: Questo esperto ragazzo arrivato in silenzio per fare il secondo dimostra che oltre a comunicare bene sa fare anche miracoli, come quando devia sul palo il colpo di testa insidiosissimo di Lautaro Martinez. Male, invece, quando al 43’ Politano scaglia il suo sinistro e lui non riesce a trattenere il pallone e viene salvato da Fazio.

FLORENZI 5: Molto in difficoltà quando i cross avversari arrivano dalla fascia opposta perché finisce sempre per perdere i duelli aerei. Questione di altezza? Forse, ma anche di mancanza di forza e senso della posizione. La carenza viene evidenziata dal pareggio di Perisic. Non è un terzino di ruolo, bisogna capirlo e risolvere l’equivoco una volta per tutte. 

FAZIO 5,5: Provvidenziale con un paio di deviazioni e la chiusura decisiva che impedisce a Vecino di pareggiare su goffa respinta di Mirante allo scadere del primo tempo. Poche sbavature e una ritrovata solidità, che vacilla però nell’occasione di d’Ambrosio e sul gol di Perisic, dove il posizionamento poteva essere migliore. 

JESUS 6,5: Si ritrova titolare durante il riscaldamento, quando Manolas si tira fuori per un fastidio muscolare. Disputa una buona gara fatta di attenzione e recuperi, da segnalare quello al 74’ su Icardi lanciato a campo aperto verso Mirante.

KOLAROV 6: La sua spinta si sente e nei primi minuti prima combina con Dzeko, poi ci prova da solo con un sinistro che finisce fuori di poco. Mette fisico ed esperienza nei duelli, pur palesando un calo di energie fisiologico per chi a 33 anni è costretto a giocarle tutte. A tempo scaduto, cadendo prova a beffare l’Inter, ma sul suo sinistro si oppone Handanovic con un miracolo poderoso.

CRISTANTE 6,5: Chissà perché ogni allenatore gli dà una maglia da titolare. Forse perché corre e lavora senza lamentarsi, forse perché dà cuore e anima alla Roma senza pensare a sé stesso. 

NZONZI 5,5: La sua prossemica non è un bello spettacolo, soprattutto se paragonata a quella strootmaniana (anche post infortunio). Respinge gli assalti, ma non fa mai salire la squadra, limitandosi a fare il frangiflutti. 

ÜNDER 4,5: Ranieri lo richiama spesso, lo sprona ad essere più incisivo e presente sulle seconde palle, ma lui mostra una mollezza sconcertante, dovuta anche all’assenza prolungata dai campi per infortunio. Dal 45’ ZANIOLO 5,5: Non è un’ala destra, ma offre più supporto a Florenzi rispetto al compagno turco. Al 50’ consegna una bella palla in area a Pellegrini che spreca. Fa notare un piccolo calo fisico. 

PELLEGRINI 5,5: Parte dietro Dzeko ma viene spesso preso in mezzo dai centrocampisti dell’Inter che ripartono come vogliono. Così, senza fronzoli, l’allenatore gli dice di arretrare e mettersi nel centrocampo a 3. Spreca una bella palla di Zaniolo al 50’ non riuscendo, di sinistro, nemmeno ad inquadrare la porta. Al 60’ potrebbe innescare una buona ripartenza, ma Dzeko e El Shaarawy corrono avanti senza tagliare e lui non riesce ad inventare nulla. Quando la forma cala, ranieri lo richiama in panchina. Dall’80’ KLUIVERT SV: Si mette a destra spedendo Zaniolo a centrocampo. 

EL SHAARAWY 7: Una bella corsa sulla sinistra unita a due scatti di accentramento gli consentono di realizzare un gol da cineteca. È e resta il più vivo e decisivo della Roma, uno di quelli su cui puntare per questa passeggiata (corsa comincia ad essere un termine fuoriluogo) Champions. Su la cresta! 

DZEKO 5: Al secondo minuto non sfrutta un’occasione ghiottissima dentro l’area, calciando in fretta e debolmente. Spesso solo e non supportato dalla fase offensiva della squadra, quasi inesistente, non sembra avere le energie per fare di più. All’88’ ha sulla testa la palla da 3 punti, ma manda alto. Spuntato. 

RANIERI 6: Ogni volta deve affrontarne una. Stavolta è l’infortunio last minute di Manolas. Mette in campo una Roma chiusa e pronta a ripartire, che resiste e porta via un punto prezioso da un campo difficilissimo.

Giorgio De Angelis

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Dzeko, un diamante per la Champions

In mezzo al diluvio universale la Roma riesce a prendersi tre punti d’oro aspettando Milan-Lazio. La gara dei giallorossi è caparbia, semplice e quasi a rischi zero: ciò che Ranieri vuole, ciò che ora serve.

MIRANTE 6: Bravo sui due colpi di testa di Okaka, fortunato su quello di De Maio, che colpisce il palo.

JESUS 6: Gioca un tempo di sacrificio, fuori ruolo e sul piede opposto. Difficile per tutti, lui non si tira indietro. Esce infortunato. Dal 46’ FLORENZI 6: Ottimo impatto sulla partita. Offre equilibrio in difesa e soluzioni in appoggio in fase offensiva.

MANOLAS 6: Se un pallone scappa, lui lo riprende. Stessa cosa se a scappare sono gli avversari. Fino all’ultimo minuto un guardiano impeccabile. 

FAZIO 6: Una prova senza sbavature. Il centrale argentino sta trovando una nuova serenità nelle ultime partite e la Roma con lui.

MARCANO 6,5: Ma niente niente fosse un terzino? Spinge, crossa e tira in porta senza far rimpiangere Kolarov. Nella ripresa copre con maggiore attenzione, non sbagliando praticamente nulla e regalando qualche buona chiusura in situazioni difficili. 

ZANIOLO 6: Primo tempo senza acuti, forse poca convinzione su un bel cross tagliato di El Shaarawy che chiedeva di essere spinto dentro. Ripresa allo stesso passo, ma quando il gioco si fa sporco e duro offre l’appoggio fisico ai compagni che in lui vedono un porto sicuro in cui ormeggiare il pallone. 

CRISTANTE 6: Il solito impegno di corsa e recuperi. Bravo a proporsi sul primo palo in anticipo su cross da calcio piazzato di Pellegrini al 60’, ma il colpo di testa non ha fortuna. Metto lo zampi o nell’azione del gol dando una bella palla a El Shaarawy, che fa segnare Dzeko. 

DE ROSSI 6,5: C’è e si sente. Guida i compagni sotto il diluvio, facendo capire agli avversari che dalle sue parti non è aria. Da brividi il faccia a faccia con Samir prima della battuta di un calcio d’angolo al 60’. Il difensore bianconero capisce le brutte e gira al largo. Esce dopo il gol per un giaio muscolare. Sappiamo già quanto mancherà. Dal 69’ ÜNDER 5,5: La voglia di spaccare il mondo lo porta a non vedere El Shaarawy e a sprecare con un tiro velleitario la possibilità di un’ottima ripartenza. Sbaglia spesso nelle scelte, segno che la sua maturazione è ancora lontana. Smanioso. 

EL SHAARAWY 7,5: Vera anima della Roma nel primo tempo. Il più vivo negli spunti e nelle conclusioni. Nella ripresa dà una palla da cineteca con l’esterno del piede destro a Dzeko per il vantaggio della Roma. Brillante. 

SCHICK 5: Troppo vicino a Dzeko, non tiene un pallone conclude solo una volta. Troppo poco. Dal 46’ PELLEGRINI 6,5: Offre un appoggio prezioso ai compagni, che lo cercano con costanza su tutto il fronte offensivo. Lui appare vivace e reattivo, voglioso di caricarsi la squadra sulle spalle.

DZEKO 7: Sembra sonnecchiare, ma al momento giusto si sveglia. Prima ci prova di testa, poi ci riesce di piede sfruttando una gemma di El Shaarawy. Bentornato all’Olimpico, Edin.

Giorgio De Angelis