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De Rossi eroe per caso e per amore. La Roma rinasce

Partita decisa della Roma, che sembra aver ritrovato ciò che Ranieri andava cercando dal primo giorno del suo ritorno nella Capitale: lo spirito di squadra dei suoi. 

MIRANTE 6,5: Parata decisiva sul sinistro di Defrel, poi una presenza costante per i compagni. Urla, comunica e si fa sentire sempre. Quello che un numero uno dovrebbe fare, oltre le parate. 

KARSDORP 6: Bel primo tempo di fisico e spinta, ma ancora qualche indecisione in fase difensiva. Esce per infortunio, manco a dirlo, muscolare: il numero 43. Dal 51’ JESUS 6: Svolge il compito con diligenza in un ruolo non suo, giocando col piede opposto.

MANOLAS 6,5: Solita sicurezza là dietro quando c’è lui. Recupera e chiude, chiude e recupera guidando sempre la retroguardia. 

FAZIO 6: Rimedia un giallo forse ingiusto, ma nella prima frazione sembra fornire qualche certezza in più. Nel secondo tempo sembra ricordarsi del suo strapotere fisico nei contrasti. 

KOLAROV 6,5: Buon impegno nelle due fasi, ma si becca un’ammonizione pesantissima ed ingenua che lo costringerà a saltare Roma-udinese (sostituto cercasi). Dal suo sinistro arriva il gol di De Rossi. 

CRISTANTE 6,5: Inizio di sostanza e caparbietà, che prosegue per tutta la partita. Vince contrasti, prende botte e ne dà. Soldato Bryan. 

DE ROSSI 7,5: Capitano saldo nelle tempeste e nei momenti difficili, la sua esperienza è irrinunciabile, come la sua capacità di gestire la squadra in campo. Si trova al posto giusto al momento giusto e la risolve come sa. Cuore.

ZANIOLO 6,5: Defilato a destra, ma sempre efficace. Da una sua progressione nel primo tempo scaturisce l’occasione di testa per Pellegrini. Resta uno dei più propositivi e come al solito ci mette tutto. Pr poco non gli riesce un gol alla Maradona su calcio d’angolo.

PELLEGRINI 6,5: Con lui sulla trequarti la Roma ritrova idee e ordine. Nel secondo tempo inizia a soffrire il calo di forma. Dal 66’ DZEKO 6,5: Prezioso nel giostrare l’attacco nel finale con la tecnica di cui nella Roma solo lui è capace. 

KLUIVERT 6: Primo tempo un po’ timido, nella ripresa prova a proporsi con più efficacia, ma manca sempre il guizzo finale. Dal 72’ EL SHAARAWY 6: Pochi minuti per dare comunque fastidio alla Sampdoria sulla corsia sinistra. 

SCHICK 6,5: Il contropiede del primo tempo fa alzare tutti in piedi, ma l’uscita coraggiosa di Audero spegne gli entusiasmi. Ci prova al 54’ su cross di Kolarov, ma la palla esce senza creare troppi pensieri agli avversari. Meglio al 75’ quando un suo stacco favorisce il gol di De Rossi. Nel finale è bravo a subire falli che danno fiato alla squadra. Presente.

RANIERI 6,5: Squadra che comincia ad avere carattere, per oggi bene così, per lui e per i romanisti.

Giorgio De Angelis

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Roma, un passo avanti rispetto al nulla. Ma l’Europa è lontana

In una cornice desolante, ma con una Curva che prova comunque a svegliare i morti, la Roma dà segni di vita, seppure minimi, e trova la forza di pareggiare per due volte lo svantaggio. 

MIRANTE 5,5: Sul gol non può nulla ma nell’azione che aveva portato al calcio d’angolo era stato apprezzabile il suo riflesso sul rasoterra di Muriel, che più tardi fa paura dalla distanza, ma il numero 35 copre bene la traiettoria supportato dal palo. Il terzo gol subito è ascrivibile alla punta del piede destro di Jesus.

SANTON 5: Parte bene, proponendosi in avanti e provando a dare una scossa ai compagni. Cala col passare dei minuti e dalla sua parte arriva il 2-1 dei viola, in complicità con l’ingenuo di Kluivert. Si fa male (infortunio muscolare) e esce al 68’. KARSDORP SV: Chiamato con forza da Ranieri dopo l’infortunio di Santon, corre a scaldarsi vicino alla bandierina, costringendo l’allenatore a fargli notare che deve subito entrare in campo. Si fa ammonire subito per proteste per un calcio d’angolo concesso dall’arbitro dopo un contrasto con Chiesa. Il replay svela presto che aveva ragione l’arbitro. 

FAZIO 5: In una serata non disastrosa dal punto di vista personale, la squadra incassa comunque due gol. La notizia è che non si segnalano orrori. 

JESUS 5: Come contro l’Empoli, sempre nella stessa porta, ma con un portiere diverso, fa autogol. Sfortunato, vero, ma non dà certo l’idea di essere impeccabile. Un ricambio mediocre con stipendio di lusso che la Roma non può permettersi. 

KOLAROV 5: Spento. Quel che fa, lo fa di mestiere e esperienza. Difficile chiedere di più anche per via della condizione fisica, folle pensare con quanta leggerezza la Roma si sia liberata dell’unico sostituto di ruolo, Luca Pellegrini.

CRISTANTE 5,5: Ci mette sempre tutto ciò che ha, che però in questo momento è assai poco. Da un suo contrasto arriva il gol del pareggio, quando lottando evita due difensori viola e pesca Kluivert che trova poi Perotti.

NZONZI 5: Lento, impacciato e a volte dannoso, come quando caracolla su Zaniolo, facendo tremare i pochi spettatori dell’Olimpico. Al 75’ da due metri sbaglia ancora di testa. Pachidermico. 

ZANIOLO 6: Autore di un bel gol di testa e l’unico ad osare il tiro verso la porta di Lafont per più di una volta. Stremato lascia il campo sfiorando la deviazione del possibile 3-2. Dal 74’ ÜNDER SV: Si sbraccia e si arrabbia quando i compagni lo ignorano su un possibile contropiede.

KLUIVERT 5,5: Suoi i due passaggi per i gol di Zaniolo e Perotti. Due episodi isolati in una prestazione impalpabile. Dal 58’ PELLEGRINI 6: Prova ad animare la manovra con qualche spunto interessante, può essere un ritorno prezioso. 

DZEKO 5: Una buona apertura per Kluivert nell’azione del primo gol giallorosso, poi due sinistri da fuori area senza la minima convinzione e un colpo di testa su cross di Pellegrini che lascia perplessi i più e anche i meno. 

PEROTTI 6: Zero assoluto nel primo tempo, quando Ranieri lo richiama spesso ricordandogli i compiti difensivi. Poi il gol del 2-2 con la complicità della deviazione di Pezzella.

RANIERI 5,5: Se la prende coi collaboratori quando scopre che avevano assegnato a Zaniolo la marcatura su Pezzella. Boccia Schick e prova il 4-3-3, senza ottenere grandi passi avanti, ma almeno una prova più dignitosa di quella vista contro il Napoli (ci voleva poco) da parte dei suoi.

Giorgio De Angelis

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The Scempio. La Roma non c’è più

Un primo tempo di nulla, in cui il Napoli si allena e la Roma è incredibilmente demotivata. Solo il fortuito episodio del rigore pone rimedio all’inedia. Nella ripresa il Napoli trova subito il vantaggio, così la squadra di Pallotta scompare. Insufficienza di gruppo senza “se” e senza “ma”. 

OLSEN 3: Ed è subito gol subìto. Non dà mai l’impressione di poter fare qualcosa in più. Nel secondo tempo, nei primi minuti, fa addirittura meno con un intervento imbarazzante su un banalissimo passaggio rasoterra. È ora di cambiare. Aria se possibile.

SANTON 4: Volenteroso nei primi 45 minuti, ma senza mai fare un

MANOLAS 4: Torna per dare sicurezza, ma la Roma è di cristallo anche con lui ormai.

FAZIO 4: Sempre in balia degli avversari. 

KOLAROV 4: Nulla da segnalare, a parte l’atterramento di Ounas che gli vale il giallo. 

DE ROSSI 6: L’unico che lotta, coi fatti e con le parole. Dall’82 KLUIVERT SV: Partecipa allo scempio.

NZONZI 3: Un colpo di testa spedito a lato della porta di Meret nel primo tempo e un altro messo da due passi sulla traversa nel secondo. Poi 0 personalità, 0 lotta, 0 contrasti. Presentato come Campione del Mondo, costato 30 milioni. 

SCHICK 4,5: Prende il rigore dell'1-1. Dal 63’ ZANIOLO SV: Partecipa allo scempio.

CRISTANTE 4: Poco o nulla. 

PEROTTI 5: Segna il rigore. Dall’82 ÜNDER SV: Partecipa allo scempio. 

DZEKO 4: Lo ricordiamo per un’ammonizione dopo gomitata a Maksimovic. 

RANIERI SV: L’aggiustatore avrebbe bisogno di qualcosa da aggiustare, ma la Roma va semplicemente rifatta.

Giorgio De Angelis

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Roma “fantozziana”: si salva solo Zaniolo

Una Roma brutta che nessun tifoso merita riesce nell’impresa di far vincere la Spal in casa, evento rarissimo come il passaggio della Cometa di Halley, visto che l’ultima volta era accaduto il 17 settembre. 

OLSEN 5,5: Senza infamia e senza lode, come spesso glie è capitato in stagione. Miracoli mai, anzi a volte sembra in ritardo.

KARSDORP 4,5: Fa saltare Fares in serenità consentendogli di segnare il primo gol della gara. Della sua partita ricordiamo poco altro. Dall’80’ SANTON SV: in ogni caso impossibile far peggio dell’olandese. 

FAZIO 5: Continua una stagione senza certezze, nonostante la linea difensiva più bloccata. 

MARCANO 5: Fuori posizione nell’azione che fa scaturire il rigore della Spal. Dice di voler giocare di più, ma se le premesse sono queste…

JUAN JESUS 4,5: Due gare dall’inizio, in posizioni diverse. Un autogol clamoroso e un rigore contro. What else?

KLUIVERT 5: L’insostenibile leggerezza dell’essere. Dal 46’ ZANIOLO 6: Cambia faccia alla gara con prepotenza, pescando Dzeko in area nell’occasione che porta al rigore del pareggio. Ci prova sempre, di tigna, di lotta, di classe. Solo. 

CRISTANTE 5,5: Soffre senza mai trovare un guizzo o una linea di passaggio degna di nota. 

NZONZI 5: Osserviamo Monchi come Fantozzi al mattino osservava la moglie Pina e ci chiediamo “cosa mai lo spinse un giorno ad acquistare quella specie di curioso animale calcistico” (semicit.)

EL SHAARAWY 5: Da Faraone a Mummia è un attimo. 

SCHICK 5,5: Ci prova ed è volenteroso, ma le coppie d’attacco, come i grandi amori, non sempre nascono da un colpo di fulmine. Ci vorrà tempo e pazienza, ed entrambi scarseggiano. 

DZEKO 5: Si procura il rigore e al 74’ fa compiere un miracolo a Viviano capitalizzando un lancio lungo e addomesticando il pallone con maestria. Il pubblico lo becca, lui risponde nervoso, sfiorando il parapiglia nell’intervallo. 

RANIERI 5,5: La lista degli assenti è più lunga di quella dei presenti, la squadra è a pezzi e lui non può fare miracoli. Prova a tirare fuori il sangue dalle rape e a tramutare tremuli gattini in tigri. Ma le rape restano rape e i gattini, gattini.

Giorgio De Angelis

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La Roma è sveglia, ElSha e Schick suonano le campane. Si riparte da qui

Una Roma piena di assenti, toppe e inseguita dalla sfortuna (oltre che dall’incompetenza arbitrale) riesce a prendersi 3 punti fondamentali per la corsa Champions. Kluivert, El Shaarawy e Schick si prendono la scena. In un modo o nell’altro, la campana di San Pietro ha avuto effetto. 

OLSEN 6: Autogol imprevedibile, nessun miracolo sul pari di Krunic, che viene annullato giustamente dal Var per un fallo di mano di Oberlin. Ordinario, per lo “stra” aspettiamo tempi migliori.

FLORENZI 6: Nel giorno del suo ventottesimo compleanno si regala tre punti e una prestazione serena e senza sbavature. Espulso ingiustamente per doppia ammonizione all’80’. Momento delicato, ma la tempesta passerà. Forza! 

JUAN JESUS 5: Un autogol assurdo, senza pressioni avversarie. Spinge in rete un pallone con un colpo di testa degno di una partita tra scapoli e ammogliati. Per sua fortuna il Var pesca il fallo di mano di Oberlin sul suo scellerato rinvio, altrimenti sarebbe stato da 4. Fantozziano.

MARCANO 6: Nessuna apprensione e discreta qualità di gestione della linea difensiva. Chiude bene le traiettorie avversarie, rinfrancato dall’assetto più prudente della squadra.

SANTON 6: Buona prova, con qualche ingenuità dovuta alla ruggine. Farias lo scherza di tacco nel secondo tempo, ma il terzino non si scompone e porta a compimento una prova sostanzialmente ordinata. 

CRISTANTE 6: Rispetto al compagno di reparto offre dinamismo al centrocampo giallorosso, proponendosi quando possibile nella metà campo avversaria. Prezioso in entrambe le fasi

NZONZI 6: Gara ordinata, di recupero e palleggio semplice. Fa il metronomo andando a giri ridotti, ma con la nuova impostazione tattica e la difesa più bloccata sembra meno sofferente. 

KLUIVERT 6,5: Seguito passo passo dalla panchina mostra una delle sue migliori prestazioni da quando è nella Capitale. Una freccia velocissima che mette sempre in apprensione la difesa empolese. Dall’81’ KARSDORP SV: Entra per piazzarsi al posto di Florenzi, fa il suo col giusto piglio. 

ZANIOLO 6: Sparacchia fuori l’azione più bella della Roma, ma è sempre presente in attacco e in fase di ripiegamento. Sembra trovarsi più a suo agio in messo al campo, dove può dare spazio al suo estro e alla sua dirompenza. Dal 55’ PEROTTI SV: Si sistema a sinistra mandando davanti El Shaarawy, dando inizio alle prove di 4-4-2.  

EL SHAARAWY 7: Un gol bellissimo in avvio e tanta tanta sostanza nell’ordine semplice imposto da Claudio Ranieri. Al 61’ viene ingiustamente ammonito per simulazione, quando lanciato a rete viene steso da Silvestre al limite dell’area. Nel finale tiene palla e trova la forza di correre avanti per scacciare i fantasmi. Ding.

SCHICK 7: Si batte bene, rendendosi disponibile per i compagni in ogni occasione. Sfrutta bene il cross di Florenzi per portare in vantaggio la Roma dopo l’autogol di Jesus. Il suo stacco imperioso impedisce a Veselj di muoversi per contrastarlo. Dong. Esce stremato dal campo. Dall’86’ CELAR SV: Fa il suo esordio tra i grandi col compito di tenere palla e far respirare la squadra, ma appare un po’ timido. 

RANIERI 6,5: Con gli uomini contati, poco tempo a disposizione e un arbitraggio rivedibile riesce a vincere una partita fondamentale puntando sull’orgoglio dei suoi. Poche cose, forse semplici o banali, per oggi efficaci. Campanaro.

Giorgio De Angelis

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Porto-Roma, le pagelle. Florenzi e il Var condannano i giallorossi

Una Roma brutta e con poche idee prova ad appellarsi agli spunti dei singoli, ma non basta. Finisce nel modo più amaro, con un rigore che peserà sulle spalle di Florenzi e della sua ingenuità.

OLSEN 5,5: Sui gol non può nulla, anzi compie anche un a bella parata su Marega a inizio ripresa

MANOLAS 5: Sembra meo efficace del solito, forse fa fatica a trovare le distanze e i movimenti nel nuovo assetto. Di sicuro ha sulla coscienza il gol del vantaggio portoghese, Marega gli soffia il pallone come fosse la cosa più semplice del mondo. 

JESUS 5,5: Il più positivo dei tre dietro, il che è tutto dire. Appena la difesa passa a due arriva l’errore di piazzamento. Siamo al minuto 76 quando Brahimi gli sfugge alle spalle e per poco non beffa Olsen. 

MARCANO 5: Dovrebbe essere la sua serata, dovrebbe conoscere l’avversario, lo stadio, il clima. Invece niente, dopo un avvio discreto si dimentica di marcare in area Marega, che indisturbato e da due passi fa il 2-1. Dal 76’ CRISTANTE 6: Si affianca a Nzonzi in mediana provando a tamponare e ripartire come può.  

KARSDORP 5: Primo tempo dignitoso con un avversario difficile come Corona, parte malissimo nel secondo quando lo stesso Corona approfitta di un suo errore per pescare in area il 2-1 di Marega. Dopo pochi minuti della ripresa sembra crollare fisicamente e prima di uscire si fa ammonire. Dal 55’ FLORENZI 5: Se la vede prima con uno stanco Corona, poi con Brahimi che non sono clienti facili. Di una prova generosa si ricorderà l’ingenuità che condanna la Roma quando a tempo supplementare quasi scaduto regala il rigore anticipato al Porto. Finisce in lacrime amare. 

DE ROSSI 7: Ennesimo sacrificio, ennesime responsabilità, ennesimo peso. Si prende tutto, tutti e tutta la Roma sulle spalle. Sprona i compagni, segna il rigore del pari e dà la carica a tutti. Esce infortunato al 45’. Stoico. Dal 46’ PELLEGRINI 5: Sembra tornato quello che era prima del derby del tacco. Non fa una cosa degna di nota, se non il fallo inutile su Telles che gli costa il giallo, dopo un passaggio sbagliato. Esce per infortunio, l'ultimo di una lunga, lunghissima serie. Dal 96’ SCHICK 5: Non ha impatto sulla partita, se non per la foga del pressing e un rigore che forse avrebbe meritato di ottenere.

NZONZI 5: Quando De Rossi esce dovrebbe prendere in mano il centrocampo, perché era stato comprato (a caro prezzo) per questo. Il gigante fa tutto l’opposto, si perde, non mettendoci un briciolo di verve, non provando mai una giocata e andando sempre al piccolo trotto. Per poco non fa la frittata sbagliando un passaggio sulla propria trequarti. Quando i ritmi si abbassano nei supplementari riesce ad emergere mettendo ordine.

KOLAROV 5,5: L’asse con Perotti lo agevola nei movimenti offensivi, nei primi 45 minuti è uno dei più propositivi. Nella ripresa cala, costretto come tutta la squadra nella propria metà campo. Resta uno degli ultimi a cedere.

ZANIOLO 5: L’arbitro Çakir gli affibbia un giallo molto severo. Il solito impegno lo contraddistingue, ma il primo tempo è abbastanza anonimo. Al 62’ ha uno spunto e mette una bella palla in area di rigore, peccato che i suoi compagni non lo seguano. Non la sua migliore partita.

DZEKO 5: Il rientro di Perotti favorisce anche i movimenti del bosniaco, che col pallone tra i piedi non è secondo a nessuno. Diventa capitano quando De Rossi esce dal campo, ma pecca di nervosismo inutile e sterile litigando con Pepe e beccandosi un giallo dopo una sceneggiata in grande stile. Stremato dalla lotta sbaglia due gol nei supplementari.

PEROTTI 6: Un ritorno gradito e fondamentale per questo folletto argentino capace di saltare sempre l’uomo anche partendo da fermo. Da un suo spunto la Roma ottiene il rigore che De Rossi trasforma, e per tutto il primo tempo è una spina nel fianco anche per un avversario tosto come Militao. Ha la grande occasione del Ko a 9 minuti dalla fine, ma sceglie la conclusione personale invece di servire Pellegrini piazzato bene al limite dell’area portoghese. Il migliore anche nei supplementari per generosità. 

DI FRANCESCO 5,5: Ci sarebbe tanto da dire, senza negare i suoi errori stagionali. Sarà la vittima sacrificale della dabbenaggine del mercato e di una società che suo malgrado continua a fagocitare allenatori.

Giorgio De Angelis

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Derby, le pagelle. Roma senza cuore né testa

Il nervosismo della Roma inizia dagli spalti, prima del calcio di inizio. I giallorossi seguono il copione in campo, non mettendo né cuore, né testa. Altra partita inspiegabile, che si conclude quasi in rissa. 

Olsen 5: Innocente sul primo gol, che arriva da due passi, poi sfortunato sul rigore che per poco non intercetta. Non si accettano miracoli nemmeno sul tiro di Cataldi.

Florenzi 5,5: Mette tutto sé stesso sulla corsia destra, mostrando le solite lacune difensive. Sfiora la magia al 67’ quando scaraventa un destro prodigioso dalla distanza sulla porta difesa da Strakosha, costretto al miracolo.

Fazio 4,5: Complice di J. Jesus sul vantaggio laziale e spesso in sofferenza con le avanzate di Luis Alberto e Correa, come nell’azione del 2- laziale. La sua rincorsa pachidermica di Correa mette i brividi, così come la facilità di farsi sempre scavalcare. 

J. Jesus 5: Inizio pessimo per i l brasiliano. Al 5’ minuto si fa ammonire per un fallo su Correa al limite dell’area e al 13’ non intuisce la traiettoria del pallone che sempre Correa serve a Caicedo, che fa 1-0. A volte ritornano… male. 

Kolarov 4: Come tutta la Roma nel primo tempo è poco presente in fase propositiva, ma almeno ha il pregio di portare calma quando serve. Nella ripresa scompare come tutti dopo un buon avvio per apparire di nuovo al 94’ quando viene espulso dopo due ammonizioni sciocche. 

Cristante 5: Primo tempo senza trovare mai le distanze e la posizione giusta, il soldato Bryan sembra avere le pile scariche sia col centrocampo a tre, sia quando si ripassa a 2 col 4-2-3-1. Il copione non cambia nella ripresa. 

De Rossi 5: In difficoltà nei primi 45 minuti, poco supportato da Cristante e Pellegrini. Non sempre lucido in appoggio subisce la velocità e il fisico degli avversari. Dal 66’ Pastore 5,5: Sfiora il gol del pari al 69’, quando sugli sviluppi del calcio d’angolo raccoglie una torre di Dzeko, ma la mette fuori di poco. 

Pellegrini 5: Prima nei 3 poi come trequartista prova a incidere senza però mai trovare il passaggio giusto. Nel secondo tempo va in mediana con Cristante dopo la sostituzione di De Rossi e sembra andare un po’ meglio, ma resta una prova incolore. Involuto.

Zaniolo 6: Da un suo spunto al 23’ arriva la prima occasione della Roma. Dopo aver resistito a Radu che prova a buttarlo giù in tutti i modi serve Dzeko che però calcia debolmente. Preso di mira dagli avversari, su tutti Radu e Lulic che non gli risparmiano ginocchiate e gomitate. Al 47’ prova a svegliare la Roma con un tiro dal limite che esce di poco. Esce dopo un coast-to-coast esaltante, onorando la maglia. Dal 61’ Perotti 5,5: Pronti-via un paio di cross fanno capire che vuole esserci. Prova a dare verve, senza riuscirci. 

Dzeko 4,5: Un solo tiro in porta nella prima frazione, non riesce nemmeno ad essere il fulcro del gioco che di solito è per i compagni. Nella ripresa si ricorda solo la sponda per Pastore: un po’ poco. Nervoso, si fa ammonire nel finale. Diffidato, salterà la prossima. 

El Shaarawy 5: Anche lui parte e rimane in sordina, fa fatica a fronteggiare fisicamente Bastos e fatica a dialogare con Dzeko e Pellegrini. Dal 82’ Schick, SV

Di Francesco 3: Come i gol laziali. Una Roma così in un derby non è giustificabile, senza cuore e senza testa.

Giorgio De Angelis

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Dzeko “Cigno Nero”, De Rossi “in barba al destino”: la Roma resta a galla

Primi 20’ minuti da paura con Olsen re dell’incubo. Nemmeno Freddy Krueger avrebbe saputo far materializzare nella testa dei tifosi romanisti un orrore di tale portata. Poi alla mezzora, in due minuti, tutto si ribalta grazie a Dzeko e Pellegrini, ma la gara resta sempre in sul filo del rasoio fino al pareggio di Pinamonti. Per fortuna però la Roma stavolta non si ferisce a morte facendosi la barba, grazie a chi della barba ha fatto il proprio must: De Rossi

OLSEN 5,5: Ciano calcia improvvisamente e su assist inaspettato di Nzonzi al limite dell’area, ma la respinta dello svedese è imbarazzante, visto che indirizza la palla verso la propria porta, anziché deviarla lateralmente, come fa benissimo nel finale sul tiro di Trotta. 

SANTON 5,5: Diligente e più propositivo rispetto al collega di fascia sinistra, prova a dare spinta a una Roma indolente. Nulla da eccepire in fase difensiva. Ordinary life. 

MANOLAS 6,5: Gioca col peso di non di della diffida, ma diffidate dalle imitazioni perché il greco è unico e insostituibile anche quando è costretto a controllare la sua esuberanza e il proprio strapotere fisico. Quando si fa male la Roma dura 3 minuti. Dal 77’ FAZIO 5,5: Completamente fuori posizione sul pareggio del Frosinone. 

MARCANO 5,5: Partita di sostanza e di serenità in tandem con Manolas. Fino all’80’ nessuna sbavatura o incertezza, anzi andrebbero sottolineate alcune scelte pregevoli in fase di marcatura. Poi però c’è quel gol subito…

KOLAROV 5: Poco brillante in fase di spinta, si preoccupa di non lasciare spazi in difesa. Partita senza acuti, se non quello negativo del momentaneo pari di Pnamonti.

DE ROSSI 6,5: Capitano quando redarguisce Dzeko per l’impropria restituzione di palla al Frosinone, ancor più Capitano quando va dargli il cinque dopo il gol. Per il resto del tempo una presenza costante e una sicurezza a cui spesso i compagni si appoggiano. Entra nella gaffe del pari di Pinamonti ma rimedia col lancio millimetrico ad El Shaarawy nel finale. Vale 3 punti quel lancio. Cuore impavido, in barba al destino. 

NZONZI 4: Al 5’ minuto serve Ciano con un passaggio al millimetro che nella sua testa (e solo nella sua) doveva essere per De Rossi. Manco a dirlo, è vantaggio ciociaro. Poi una prestazione incolore, quasi sempre secondo sul pallone. Mummia. Dal 66’ CRISTANTE 6: Entra e dà sostanza al centrocampo. 

EL SHAARAWY 7: È sua la prima reazione della Roma al 14’ con un bel colpo di testa su cross dalla destra di Perotti che solo il miracolo di Sportiello riesce a fermare. Poi dal suo tiro nasce il 2-1 di Pellegrini. Sembra l’unico in grado di poter impensierire gli avversari e lo fa anche allo scadere, quando serve a Dzeko la palla della vittoria. Sentenza. 

PELLEGRINI 6: Primo tempo di sole ombre, di buono c’è solo la prontezza nel ribadire in rete il tiro di El Shaarawy. Nella ripresa prova a dare ordine senza trovare mai la via giusta per mandare in porta i compagni. 

PEROTTI 6: Non si può pretendere brillantezza dopo il lungo stop, ma la Roma ha davvero bisogno di riavere al meglio e presto uno come lui. Bentornato. Dal 65’ ZANIOLO SV. 

DZEKO 8: Un po’ nervoso prima del pareggio (e meno male). Rimette in piedi la Roma al 30’ rubando palla in area al dormiente Goldaniga e battendo Sportiello, poi si improvvisa rifinitore stoppando un pallone difficile rinviato da Olsen e servendo El Shaarawy, il cui tiro necessita di una deviazione di Pellegrini dopo quella disperata del numero uno ciociaro. Alla fine spinge in rete la palal del 3 a 2 con tutto sé stesso. Cigno nero. 

DI FRANCESCO 6: Reputa talmente folle il retropassaggio sbagliato di Nzonzi in avvio, che si volta verso la panchina perdendosi l’assurdo autogol di Olsen. Meglio così, perché se l’avesse visto si sarebbe autolanciato nello spazio. Assiste ad una partita folle e orrenda. A tutto c’è un limite, anche alla resilienza. Rocket man.

Giorgio De Angelis

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Roma-Bologna, le pagelle. El Shaarawy cambia la gara, Olsen man of the match

Primo tempo da incubo che fa tornare alla mente la pessima Roma vista al “Dall’Ara” un girone fa, ma tutto cambia nella ripresa quando Di Francesco fa uscire Cristante e mette dentro El Shaarawy arretrando Pellegrini e spostando Zaniolo sulla trequarti. La Roma si accende quel tanto che basta per fare un paio di gol che valgono i 3 punti

OLSEN 8: Salva più volte il risultato nel primo tempo, in modo particolare su Poli, Edera e Soriano. Tiene letteralmente a galla la Roma permettendole di trasformarsi da incudine a martello. Come se non bastasse, all’81’ respinge col corpo un tiro di ravvicinato di Falcinelli pescato in area da Santander

FLORENZI 5,5: Molto impegno, ma altrettanta imprecisione nel servire i compagni. Dzeko avrebbe il diritto di “mandarlo a quel paese” un paio di volte quando si vede recapitare due passaggi imprecisi a pochi metri dalla porta. Dall’83’ SANTON 5,5: Dovrebbe tamponare, ma Sansone sfugge proprio a lui che è il più fresco di tutti, per fortuna arrivano i 3 punti ad azzerare eventuali critiche. 

MANOLAS 6: Chiude i varchi come può, ma nel primo tempo è durissima anche per lui contro il trio Soriano-Santander-Sansone. Proprio l’ex Sassuolo trova il varco giusto all’84’ quando mette a sedere tutta la linea “Maginot” giallorossa. 

FAZIO 6,5: Anche stasera alcune sbavature in fase di appoggio e qualche pallone perso di troppo. Ha il merito però di farsi trovare pronto come centravanti al 73’, quando raccoglie una spizzata di De Rossi e la mette dentro al volo di destro.

KOLAROV 6,5: Soffre come tutti nella prima frazione, ma rimane ala solita fonte di gioco per la Roma, tanto che Mihajlovic impone a Edera di giocare alto quasi in marcatura sul serbo. Con freddezza realizza il vantaggio giallorosso su rigore, stavolta esultanza normale e senza inchini.

CRISTANTE 5,5: La sua partita dura solo un tempo e non sembra mai trovare le misure giuste. Dal 46’ EL SHAARAWY 6,5: Si piazza sulla sinistra mandando Kluivert dal lato opposto e dai suoi guizzi parte la riscossa della Roma. Bravo a procurarsi il rigore dopo una splendida combinazione veloce con Dzeko. 

NZONZI 6: Non entusiasmerà, ma la sua capacità di gestire il pallone è molto utile alla squadra. Dopo gli aggiustamenti tattici della ripresa trova il suo posto nel mondo e diventa uno schermo sicuro. 

PELLEGRINI 6: Sembra aver perso il “magic touch” anzi il “magic tacc” del post derby. Si rimbocca le maniche e capisce che stasera si dovrà usare il bastone. Lo fa, con la qualità di cui è capace, ma senza acuti. 

ZANIOLO 6: Ovunque, purché sul campo. Ormai Zaniolo è un titolare fisso (Di Francesco ci perdonerà, ndr), tuttavia la luce propria di cui brilla non piace a tutti, in particolar modo agli arbitri: Di Bello non gli fischia nulla a favore e molto contro. Un atteggiamento che prosegue da qualche partita. Nonostante tutto Nicolò resiste alle provocazioni delle Iene… col fischietto.

DZEKO 6,5: Non trova la porta ma è sempre nel vivo del gioco e se stasera rimane a secco un po’ di colpa ce l’ha Florenzi che sbaglia un paio di appoggi facili facili. Fino all’ultimo si sacrifica andando a prendersi i calci di Diks nei pressi della bandierina. 

KLUIVERT 6: Unica scintilla nel primo tempo con qualche bella ripartenza fermata dalle trattenute di maglia avversarie. Nel secondo tempo va a destra senza pungere particolarmente, ma il comportamento è decisamente diverso rispetto al passato. Dal 68’ DE ROSSI 7: entra per ridare equilibrio alla squadra e lo fa, asssicurandosi anche l’assist del raddoppio romanista. Capitano preziosissimo anche a minutaggio ridotto. 

DI FRANCESCO 6,5: Nella ripresa scuote i suoi, azzecca i cambi e porta a casa la partita. Stratega.

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Roma-Porto, le pagelle: Zaniolo, la rondine che fa primavera

La Roma vista stasera avrebbe meritato poi del 2-1 per la superiorità dimostrata e tra primo e secondo tempo. Su tutti, splende Zaniolo, sogno che ogni romanista vuole cullare per tanto tempo.

Mirante 6: A 35 anni si fa trovare pronto in una serata in cui il Porto sembra sonnecchiare in attesa di piazzare il colpo alla minima occasione, che purtroppo arriva. Lui assiste incolpevole.

Florenzi 6: Il ruolo di terzino comincia a non calzargli più a pennello, ma per la ragion di stato il numero 24 risponde sempre “obbedisco” e in campo si danna. 

Manolas 6: Per fortuna c’è lui a fare la guardia. Chi prova a scappare viene sempre preso è fermato. Limite invalicabile fino alla svirgolata di Tiquinho, che diventa un assist micidiale per Adrian Lopez. Poteva essere più reattivo.

Fazio 6: Prova a dare una mano in fase di impostazione in un primo tempo tranquillo e senza patemi. 

Kolarov 6: Il solito, grazie. Beccato e insultato con tanto di striscione da una parte della curva, il serbo si fa scivolare tutto addosso e fa quello che sa.

Cristante 6,5: Preziosa colonna in fase difensiva, bravo a saper leggere le situazioni di gioco e ad avanzare quando serve. Al 66’ con generosità recupera una palla che sembrava persa e serve Pellegrini, che spreca.

De Rossi 6,5: Gestisce gioco e anima della Roma con la consueta maestria. Il valore aggiunto in grado di comandare col joypad non solo la sua posizione, ma anche quella altrui. 

Pellegrini 5,5: Nel primo tempo non trova le misure e sbaglia qualche passaggio di troppo. Stesso copione nella ripresa, con aggravante: spreca malamente un bel pallone di Cristante. Bravo a innescare l’azione del vantaggio.

Zaniolo 8: A destra combatte e aiuta Florenzi in difesa, il suo spunto non ne risente, anche se l’impressione è che in mezzo al campo manchi la sua gioventù. Ma i fiori rari sbocciano al momento giusto e tra il 70’ e il 76’ Nicolò fa esplodere la primavera a febbraio coi suoi primi 2 gol in Champions League. Rondine giallorossa.

Dzeko 7: Regista offensivo, rifinitore e bomber. Il palo nel primo tempo grida vendetta. Strepitosa la palla che protegge   In area avveraria al 70’ per regalarla a Zaniolo. Stesso copione poco dopo, quando coglie il secondo palo personale e favorisce il numero 22 giallorosso. 

El Shaarawy 6,5: Concreto e ordinato, spina nel fianco della difesa portoghese che spesso è costretta a rincorrerlo. 

Di Francesco 6: Prepara bene lo spartito, stavolta viene sgambettato dalla sfortuna.

Giorgio De Angelis