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El Shaarawy e Dzeko diamanti, la Roma c’è e sbanca il Bentegodi

In una serata in cui contavano solo i tre punti la Roma trova anche una prestazione confortante, contro un avversario modesto. Guai però a dare qualcosa per scontato in questa stagione, visti i precedenti e allora gli uomini del resiliente Di Francesco restano coesi e concentrati. In una squadra ancora molto grezza, Dzeko e El Shaarawy sono i due diamanti purissimi e Kolarov l’anello d’argento in cui incastonarli. 

MIRANTE 6,5: Primo tempo in cui si fa trovare pronto in un paio di occasioni su Djordjevic. Al 24’ bella parata sul tiro, poi al 32’ su colpo di testa (in fuorigioco?) ravvicinato. 

KARSDORP 6,5: Spinge e recupera e sembra capire sempre meglio il momento in cui fare l’una o l’altra cosa. Può essere il valore aggiunto per la Roma, la spina nel fianco per gli avversari.

FAZIO 6,5: In assenza di Manolas ha il compito (non semplice per lui in questa stagione) di non far rimpiangere Manolas e allo stesso tempo supportare Marcano. Nel primo tempo ci riesce senza troppi affanni, nella ripresa stesso copione. 

MARCANO 6,5: Un paio di buone chiusure ma ancora qualche ingenuità. Prende sicurezza man mano che iminuti passano ed è suo il rilancio che innesca il bellissimo contropiede del terzo gol. Non sembra, in ogni caso, un “Hector Moreno – bis” e in un mondo di ciechi…  

KOLAROV 7: Prova ordinata con qualche spunto offensivo che finalizza in modo efficace e brillante quando al 51’ segue il contropiede di El Shaarawy e va a fare gol.

CRISTANTE 6,5: Un gigante generoso, ora capace di prendersi la scena sradicando palloni, uscendo con la sfera al piede dalle retrovie e di arrivare con buona frequenza alla conclusione. Sarà un leader del centrocampo molto presto. I tifosi, nel frattempo, capiscono e applaudono. 

NZONZI 6,5: Primo tempo di sostanza fatto di recuperi, intercettazioni e un colpo di testa con cui serve più o meno volontariamente El Shaarawy per il gol che vale il vantaggio romanista. Nel secondo tempo amministra il centrocampo dando l’impressione di trovarsi meglio nel ruolo di perno basso solitario. 

ZANIOLO 6: Apre la partita pungendo con un tiro flebile ma insidioso, su cui Sorrentino compie una bella parata. Poi un’ammonizione ingenua e la sensazione che gli arbitri si divertano a rimproverarlo e a redarguirlo in ogni modo. Nel secondo tempo cala un po’ (anche se regala sempre spunti interessanti, come quello al 69’ quando salta barba come un birillo mettendo un ottimo pallone in mezzo)… mica vorremo fargliene una colpa?! Dal 76’ DE ROSSI 6: benzina utile per accompagnare la squadra in Porto.

SCHICK 6,5: Sembra un altro giocatore rispetto all’andata per l’impegno e l’abnegazione che mette in campo. Stasera l’acuto non arriva, ma continuando così questo talento sboccerà inevitabilmente. Esce per un problema muscolare al gluteo (sarebbe il trentesimo infortunio muscolare). Dal 59’ FLORENZI 6: Partecipa alla serata mettendo in campo una buona dose di dinamismo.

DZEKO 8: Ma perché gioca sempre? Perché è semplicemente il più forte di tutti. Gol, assist e tante giocate per i compagni con la classe e l’eleganza degne del “Cigno di Sarajevo”. Non contento del gol cerca la doppietta fino all’ultimo istante prendendo anche una clamorosa traversa di sinistro. 

EL SHAARAWY 7,5: Gol, sgroppate, contropiedi, chiusure e supporto ai compagni fanno di lui uno dei migliori attaccanti della stagione. La freddezza e la tecnica con cui trafigge Sorrentino in occasione del primo gol sono il sublime preludio alla sua prestazione e a quella della Roma. Peccato per il palo nel finale, vorrà dire che quel gol lo farà martedì. (Scongiuri liberi, ndr). Dall’ 86’ KLUIVERT SV: pochi minuti per capire che per la Roma si deve dare il fritto sempre, anche quando si vince 3-0. Restiamo fiduciosi. 

DI FRANCESCO 6,5: Sarà un caso, ma il 4-3-3 sembra riuscirgli meglio. La Roma trae giovamento dalle rinnovate certezze tattiche dell’allenatore e arriva con il giusto entusiasmo alla sfida di Champions. Chissà, magari… Calma.

Giorgio De Angelis

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Scudo De Rossi, rabbia Zaniolo. La Roma non va oltre il pari col Milan: le pagelle

In un Olimpico che conta a malapena trentasettemila spettatori e in piena contestazione, a far rumore dopo il silenzio societario seguito al 7-1 di Firenze ci pensa la Curva Sud. Prima la coreografia dedicata ad Antonio De Falchi, poi i cori a ricordare che “quella che tiene il sudore è la maglia” e che “nessun calciatore va divinizzato”. Lezioni da studiare ogni giorno a Trigoria, così come la storia della Roma. La partita finisce 1-1 con la Roma che avrebbe meritato sicuramente di più vista la mole di gioco prodotta e i miracoli di Donnarumma (uomo partita Sky) su Dzeko e Compagni. 

OLSEN 6: Praticamente inoperoso fino al gol di Piatek dove da due passi può far poco sulla deviazione di Fazio. Si guadagna la pagnotta al 90’ quando compie una gran parata su Laxalt. 

KARSDORP 6: Dalla sua parte nel primo tempo arrivano le iniziative più pericolose del Milan. Non aiuta Pellegrini su Paquetà in occasione del gol rossonero, ma nella ripresa cresce e spinge riacquistando supremazia sulla fascia. Dall’86’ SANTON SV: sostituisce il compagno coi crampi e assolve il non semplice compito di tenere a bada un pimpante Laxalt. 

MANOLAS 6: Nel primo tempo non aiuta Fazio quando perde di vista il pallone su una pericolosa corsa di Piatek: invece di accorciare osserva da lontano. Fa il suo, ma non sembra quello dei tempi migliori.  

FAZIO 5: Molto male sul gol di Piatek che parte due metri dietro di lui al moment del cross di Paquetà e arriva un metro avanti al colosso argentino. Si riscatta in parte col passaggio che libera Karsdorp al cross da cui scaturisce il pari di Zaniolo.

KOLAROV 5: Qualche buona discesa tra i fischi e i cori del pubblico romanista, che ormai gli è ostile. AL 52’ un suo fallo su Suso e il conseguente silent check fa tremare il pubblico sugli spalti. 

PELLEGRINI 5: Ingenuità incredibile in occasione del primo gol, quando prima si fa rubare palla e poi scherzare da Paquetà, che trova Piatek in mezzo all’area. La sorte non lo assiste sul bel colpo di testa all’82’ e Maresca un minuto dopo lo grazia non estraendo il secondo giallo quando trattiene Suso. 

DE ROSSI 7,5: Capitano e allenatore in campo. L’anima della Roma e pure di alcuni compagni, che senza di lui sarebbero morti. Il migliore insieme a Zaniolo, ma mezzo voto in più per il carisma sembra doveroso. Uomo di valore, oltre che giocatore imprescindibile.

ZANIOLO 7: Gioca come dovrebbe giocare chi indossa la maglia della Roma: col sangue agli occhi. Tra le tante nefandezze del calciomercato monchiano questa perla i tifosi se la meritano. Da blindare per sempre. 

SCHICK 6: Come si diceva una volta, “je manca sempre ‘n sordo pe’ fa ‘na lira”. Quantomeno l’atteggiamento è proattivo. Dall’81’ KLUIVERT 5: evanescente tra le maglie rossonere. 

DZEKO 6,5: Solita generosità, Donnarumma nel primo tempo lo ferma due volte con un paio di miracoli, poi Zaniolo gli “ruba” il gol del pari. Nella ripresa al 70’ vola più in alto di tutti, ma sempre il 99 rossonero compie il terzo miracolo. Sfortunato. 

FLORENZI 5: Alto a sinistra prova a dare una mano in tutte le fasi, ma con poca efficacia in entrambi i casi. Esce subissato dai fischi. Dal 65’ EL SHAARAWY 6: I suoi spunti producono qualche grattacapo al Milan, senza però riuscire a pungere. 

DI FRANCESCO 6: Dopo il disastro fiorentino una partita dignitosa, con i giusti accorgimenti e le sostituzioni corrette.

Giorgio De Angelis

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Fiorentina-Roma, le pagelle. Squadra fragile e senz’anima: svegliatevi!

L’ennesima umiliazione per i romanisti. Una squadra degna del peggiore degli psicodrammi: fragile, inerme e senz’anima. Un allenatore non più in grado di dare alcunché a questo spogliatoio. Una società che pur di non ammettere gli errori di costruzione della rosa si trincera dietro battute tristi come “prendo Messi”. Aveva ragione il tifoso offeso alla stazione: “Svegliateve!”, e fate qualcosa di romanista per una volta. 

OLSEN 4,5: Mette un paio di toppe nel primo tempo, ma i buchi che lasciano i suoi sono neri e incolmabili, come lo è quello in mezzo alle sue gambe che frutta il 4 gol della viola.

FLORENZI 4: Da quella parte passa chiunque e segnano tutti. Giù la testa, e la fascia. 

MANOLAS 4: Male sul primo gol, male anche nel resto della partita. La follia si completa con la “Veronica” al limite dell’area di rigore con la squadra sotto 3-1.

FAZIO 4: Un giocatore in piena involuzione. Non solo inutile, ma anche dannoso.

KOLAROV 3: Ma come!? Ha anche fatto gol! Ecco, appunto, di questa trasferta ricorderemo quello (forse) e la rispostaccia a un tifoso che invitata a lui e i suoi compagni a svegliarsi. Lo avesse ascoltato, anziché apostrofare la madre, forse la prova di stasera sarebbe stata diversa. 

CRISTANTE 5: Nel marasma generale ci mette almeno cuore e temperamento, pur regalando la palla del quarto gol. 

NZONZI 4: Un giocatore inesistente. PELLEGRINI 5: Prova a dare vivacità ma predica nel nulla.

ZANIOLO 6: Stasera sembra l’unico calciatore degno di questo appellativo in campo. 

PASTORE 3: Finito. Dal 46’ DZEKO 5: Un voto in più per l’unica reazione degna di un uomo che gli costa l’espulsione per proteste dopo aver difeso Pellegrini.

EL SHAARAWY 5: poche cose degne di nota, ma nel disastro è uno dei meno peggio. Dal 77’ DE ROSSI 6: Rientra in una serata indegna e a giochi fatti. Come sempre ci mette la faccia. 

SCHICK 4,5: Riprende le vecchie abitudini non calciando mai in porta.

Giorgio De Angelis

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Atalanta-Roma, le pagelle. La ripresa è un disastro, DiFra pesca male dalla panchina

La Roma del primo tempo è tutto ciò che dovrebbe essere: cinica, precisa, spietata. L’Atalanta però non molla e spinge come un rullo compressore. Il gol di Castagne a fine primo tempo rompe gli argini. La ripresa giallorossa è un disastro, la Roma non solo non tira mai, ma fa fatica a superare la metà campo. Peccato, perché tutto il lavoro visto all’inizio viene buttato alle ortiche da una squadra vittima delle proprie paure e di alcuni cambi insipidi. 

Olsen 5,5: Appare un po’ insicuro nelle uscite alte, invece che aspettare la palla dovrebbe andare a prenderla in alto. Sui gol non può far nulla e miracoli non ne arrivano.

Karsdorp 5: Gioca la terza di fila, su un campo difficile mostrando pregi e difetti. Bene in fase di palleggio e spinta, peccato per le amnesie difensive, come quella che costa il gol dell’1-3 di Castagne. Dal 78’ Fazio sv: Messo per evitare il tracollo.

Manolas 6: Ilicic, Zapata e Gomez sono clienti difficili ma il greco è una colonna che non vacilla mai. 

Marcano 4: Molte sbavature. Troppo spesso scavalcato dai lanci del “Papu” e ubriacato dalle finte di Ilicic e dello stesso Gomez. Un’agonia. 

Kolarov 4.5: Male, molto male. Tanto che alla mezz’ora cambia gli scarpini e poco dopo serve a Zaniolo la palla del possibile 3-0. Buon segno? Macché. Nella ripresa Hateboer lo sovrasta e Ilicic lo dribbla ottenendo un rigore. Dormiente. 

Cristante 6: Solita partita di contrasti, fatica e concretezza che unisce alla capacità di ripartenza palla al piede dalla propria metà campo e alla straordinaria caparbietà nell’intercettazione di ogni pallone avversario, sia nella propria metà campo, sia in quella dell’Atalanta.

Nzonzi 6: Si improvvisa assist-man in occasione del secondo gol di Dzeko, pescandolo in verticale con un lancio preciso. In mezzo al campo tanta sostanza, ma quella non manca mai. 

Zaniolo 6,5: Destra, sinistra, su, giù, centro questo ragazzo può giocare ovunque e con qualsiasi parte del corpo (petto, coscia, destro, sinistro, testa) riesce ad impensierire gli avversari. Quando non segna fa assist. Meraviglioso. Qualcuno dovrebbe prendere esempio da questo giovane vecchio. “Old boy”.

Pellegrini 5: Gara in ombra nel primo tempo dove non trova mai la la giocata decisiva. Nella ripresa la musica non cambia e Di Francesco lo manda in panchina. Dal 65’ Florenzi sv: Si piazza alto a destra, mandando Zaniolo a fare il trequartista. 

El Shaarawy 6,5: Utile in fase di copertura quando c’è da soffrire e micidiale quando lo innescano in area di rigore. In silenzio, lavorando ogni giorno, Stephan sta conquistando tutti. Faraonico. Dal 62’ Kluivert 4: Messo dentro per sfruttare la sua velocità. Non si vede mai. Non fa una cosa – una – utile alla Roma. Bimbo sperduto. 

Dzeko 7: Doveva segnare di più in campionato. Detto, fatto. Anche contro chi, in questa folle città, reclamava a gran voce la panchina per il vecchio Edin. Ma in mezzo a tanti giovani, un attaccante esperto (e fortissimo) può servire eccome. 

Di Francesco 5: Incapace di arginare tatticamente l’orda bergamasca che preme incessantemente. I cambi gli danno davvero poco, ma è comunque l’ennesima rimonta.

Giorgio De Angelis

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Roma-Torino, le pagelle. Karsdorp ‘Revenant’, Zaniolo brilla e Elsha non molla mai. I giallorossi sorridono

Una Roma camaleontica che nel primo tempo fa credere di essere in controllo totale per poi buttare tutto alle ortiche nei primi 20 minuti della ripresa. Stavolta però Schick, Pellegrini e El Shaarawy ricacciano l’incubo di una rimonta nel doppiofondo di un cassetto. Tre punti d’oro per il morale e per la classifica. 

OLSEN 6: Ordinaria amministrazione per tutto il primo tempo e molto bravo quando prima del fischio che porta tutti alla pausa chiude lo specchio a Iago Falque nell’unica vera occasione del Torino. Nulla può sui due gol, entrambi dalla distanza.

KARSDORP 6,5: Sulla sua corsia il diretto avversario Ola Aina si rivela un avversario ostico, ma lui riesce a battersi con onore. Poi un crescendo: perfetta la sua chiusura su Parigini in diagonale, elegante la ripartenza con un colpo di tacco; ancor meglio la palla che dà a El Shaarawy in occasione del rigore. Nel secondo tempo cala fisicamente e perde terreno, ma almeno la Roma sa di avere un terzino destro in più.  “Revenant”. Dal 78’ SANTON SV: tampona la fascia ed è quanto serve per la vittoria. 

MANOLAS 5,5: Buone chiusure soprattutto in avvio, quando il Torino prova a farsi pericoloso. Non sempre brillante in tutti i disimpegni. Sotto il diluvio del secondo tempo resiste stoicamente con qualche brivido e con Kolarov costretto a mettere toppe, come in occasione della conclusione di Belotti all’84’. 

FAZIO 6: Una buona partita. Attento e vigile in ogni occasione, con l’acuto offensivo che innesca il gol di Zaniolo. L’arbitro gli risparmia il giallo quando commette fallo su Zaza al 63’. 

KOLAROV 6,5: Una spina nel fianco per la difesa avversaria e regista-ombra della Roma, che spesso si affida a lui per gestire palle che scottano. Lui non si scalda e con freddezza realizza anche il rigore. Prezioso. 

CRISTANTE 6: Cerniera di centrocampo in grado di garantire copertura e qualità di palleggio con qualsiasi compagno gli si affianchi. Prende un giallo sul capovolgimento al 66’ dopo che la Roma aveva protestato per un mani/spalla di Lyanco. 

PELLEGRINI 7: Danza con classe sul pallone unendo tecnica a dinamismo e garantendo equilibrio alla squadra nel primo tempo. La ripresa è meno brillante, a causa di una condizione non ancora ottimale, ma nonostante questo riesce a trovare il corridoio per El Shaarawy che fa 3-2. Prezioso.

ÜNDER SV: Esce dopo 6 minuti per un infortunio al quadricipite destro. L’ennesimo guaio muscolare della Roma in questa stagione. Dal 6’ EL SHAARAWY 7: Al rientro dopo l’infortunio, ricomincia da dove aveva lasciato: prestazione diligente con l’acuto del calcio di rigore procurato e tanta generosità in fase di ripiegamento. Nella ripresa l’ossigeno scarseggia e ne risente, lui resta in partita e si fa trovare pronto per il 3-2. Chapeau. 

ZANIOLO 7: Lampi di classe in mezzo al campo dove Rincon lo segue come un’ombra. Lui sembra non badarci e con tecnica e fisico sbroglia sempre la matassa. La sua tenacia è premiata al 15’ quando per due volte da terra calcia in porta, trovando il suo secondo gol all’Olimpico. Ripresa nervosa, a causa del soffocante marcatore, e un po’ meno precisa in alcune scelte. Finisce la gara sulla fascia destra non rinunciando mai a lottare. 

KLUIVERT 5: Primo tempo iniziato a sinistra e poi dirottato sulla corsia opposta, agisce in tandem col connazionale Karsdorp, ma gira con le marce basse. Ola Aina lo sovrasta fisicamente e lui non riesce a trovare le contromisure. Acerbo e impreciso, non gli riesce mai una giocata. Dal 72’ SCHICK 6: entra e trova subito il bandolo di una matassa che poteva diventare complicata da districarsi. Serve Pellegrini e la Roma trova di nuovo il vantaggio. Continuità. 

DZEKO 5,5: Sempre molto utile per la squadra ma lo stop non giova alla sua brillantezza. Aiuta i compagni nella manovra offensiva senza però graffiare mai. Prova a chiuderla al 76’ ma Sirigu dice di no al suo destro. 

DI FRANCESCO 6,5: L’allenatore era consapevole della convalescenza prolungata della sua Roma e si è trovato anche a fronteggiare l’infortunio di Ünder. La sua squadra prima domina, poi subisce, poi riemerge in mezzo a molte difficoltà. Si chiama carattere. Ora però si deve crescere, capendo bene in quali fasi di gioco “andare a 100 all’ora” e quando, invece, gestire.

Giorgio De Angelis

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Roma-Entella, le pagelle. Pellegrini c’è e si sente, Schick il migliore

La Virtus Entella ha chiuso la sua sede per un “appuntamento con la storia”. La Roma fa in modo che non sia memorabile, portando a casa una qualificazione che per i tifosi e per tutto l’ambiente vuol dire tanto, soprattutto per accrescere la propria autostima. I liguri hanno il merito di rendere la partita non banale e gli va riconosciuto il merito di non aver fatto barricate, ma di aver provato a giocarsela con le proprie carte. I giallorossi si aggiudicano la qualificazione e a fine mese se la vedranno con la Fiorentina di Pioli dell’ex Gerson

OLSEN 6,5: Guardiano della galassia giallorossa, stasera impegnato seriamente solo in occasione della doppia parata su Nizzetto ed Eramo. Si fa trovare pronto e la porta resta inviolata, quasi una novità in questa stagione.

KARSDORP 6: Sarà l’avversario, sarà la curiosità di vederlo in campo dopo tanto tempo, fatto sta che il biondo olandese fa una buona impressione. Considerando la situazione generale e la sua storia alla Roma, quantomeno è un inizio. 

FAZIO 6: Solido e sicuro di fronte a un avversario non eccelso, non fa correre rischi alla Roma, quindi, tutto sommato, bene così.

JUAN JESUS SV: Si fa male al ginocchio destro dopo appena 10 minuti, brutta tegola per Di Francesco. Dal 10’ MARCANO 6,5: fa il suo, ma che brivido quando al 16’ si fa scappare Mota e per poco non combina la frittata. Trova anche il gol, da due passi, ma va benissimo così.

KOLAROV 6: Un motorino sulla sinistra, anche se a volte un po’ impreciso nelle soluzioni finali. 

PELLEGRINI 6,5: Quando c’è si sente e si vede, riesce a svariare lungo tutto il centrocampo, a recuperare e a dare supporto, sempre con gran qualità. Dall’83’ RICCARDI SV: fa un esordio soft quello che Mancini reputa un possibile futuro numero 10 della Nazionale. 

CRISTANTE 6: Conduce una gara ordinata in mezzo al campo, sempre più calato nel nuovo ruolo.

ÜNDER 6: Parte forte e sforna subito un assist per Schick. Coi suoi dribbling e i suoi scatti potrebbe tenere in apprensione la difesa ligure, ma va troppo a sprazzi. Dal 76’ ZANIOLO SV: partecipa alla festa. 

PASTORE 6: Lezioso ai limiti dell’irritante nel primo tempo. Prova sempre la giocata ma in una serata così servirebbe più concretezza. Il pensiero stupendo si materializza al 74’, quando arriva la firma sul poker. 

KLUIVERT 6,5: Si vede poco nel primo tempo, ma al secondo minuto della ripresa raccoglie un bel passaggio di Pellegrini e trova Schick libero dalla parte opposta che con un bel sinistro fa 3-0. Fa il bis servendo anche l’assist a Pastore per il poker. 

SCHICK 8: In gol, di tacco, dopo appena 24 secondi. Non si scompone e continua a giocare, rendendosi pericoloso anche al 40’ con un bel colpo di testa. Sul raddoppio, il colpo di tacco per che fa segnare Marcano è ancora più bello del gol realizzato. Non contento ad inizio ripresa gela Paroni per la terza volta.

DI FRANCESCO 6,5: l'avversaria non è probante, ma la Roma continua a dare cenni di ripresa, di gioco e di gol.

Giorgio De Angelis

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Parma-Roma, le pagelle. La passione di Cristante e la metamorfosi di Ünder

Primo tempo brutto e senza un tiro nello specchio. Nella ripresa il gol di Cristante faciliterebbe la gara se la Roma fosse un po’ più lucida in alcune scelte offensive. Si soffre (relativamente) fino al 2-0, poi è tutto più semplice. Arrivano 3 punti d’oro. Buon anno. 

OLSEN 7: Al 28’ salva la Roma sul tiro di Siligardi da distanza ravvicinata. Per il resto ordinaria amministrazione. 

FLORENZI 6: Dalla sua parte arriva la palla di Gagliolo per Siligardi, che per fortuna sbaglia. Non si affaccia mai in avanti nel primo tempo, costretto a difendere dall’inconsistenza di Ünder.

MANOLAS 6,5: Sempre presente quando c’è da mettere una toppa, esce al 60’ tenendo in apprensione i romanisti. Dal 60’ JUAN JESUS 6: non commette errori nel momento più delicato della partita.

FAZIO 5: Un colabrodo, irriconoscibile. I palloni gli sfuggono e lo scavalcano in qualsiasi modo. L’apice il fallo in attacco su coner per la Roma. 

KOLAROV 6,5: Recupera in extremis su Siligardi prova a spronare i suoi con qualche scorribanda in avanti dove trova sempre Dzeko a fargli da sponda.

NZONZI 6: Sporca tante traiettorie avversarie ma si perde in fase di impostazione. 

CRISTANTE 7: Primo tempo di sostanza e fatica, recupera moltissimi palloni. Nella ripresa trova il preziosissimo colpo di testa che porta in vantaggio la Roma. Provvidenziale.

ÜNDER 7: Primo tempo impalpabile, non uno stop o una giocata corretta. Nella ripresa batte il corner che trova la testa di Cristante per il vantaggio, poi raddoppia su suggerimento di Pellegrini. Metamorfosi.

ZANIOLO 5,5: Forse un po’ di stanchezza appanna la sua prestazione, fatta in ogni caso di impegno e corsa. Dal 74’ PELLEGRINI 6,5: entra e serve a Ünder la palla del prezioso 2-0. Poi grande qualità e giocate per i compagni. Bentornato. 

KLUIVERT 5,5: Come Ünder, primo tempo di assenza totale. Un po’ meglio nella ripresa, ma quante scelte sbagliate. 

DZEKO 6,5: Torna e si sente, anche se non è al 100%. Si carica la Roma sulle spalle, ma non è supportato dagli esterni. È comunque l’uomo in più che tira, tiene palla e si sacrifica per la squadra. Dall’84’ SCHICK SV: entra e su suo suggerimento Ünder sfiora il 3-0. 

DI FRANCESCO 6,5: Imposta la partita in modo corretto e se i suoi fossero più precisi soffrirebbe di meno. In un modo o nell’altro ha rimesso in piedi la Roma, ora chieda rinforzi a gran voce. Senza nessuna cessione.

Giorgio De Angelis

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Juve-Roma, le pagelle. Giallorossi poco incisivi in avanti, determinante Olsen

Una Roma vogliosa e compatta tiene testa in piena emergenza a una Juventus superiore sotto molti punti di vista, su tutti quello della consapevolezza di sé. Dopo un avvio sofferto i giallorossi nella ripresa provano a mettere sotto pressione la squadra di Allegri, che per larghi tratti è costretta a giocare di rimessa. Se l’impegno degli uomini di Eusebio Di Francesco sarà questo anche nelle prossime gare, allora la risalita è possibile. 

OLSEN 7: Determinante nel primo tempo su Alex Sandro prima e poi su Ronaldo. Tiene a galla la Roma quando al 58’ Ronaldo incorna a botta sicura e subito dopo sugli sviluppi del calcio d’angolo.

SANTON 5,5: Non salta sul cross di De Sciglio e permette a Mandzukic di trovare il gol dell’1-0. Peccato perché fino a quel momento non aveva affatto sfigurato. 

MANOLAS 6,5: Difende e guida i suoi contro clienti difficilissimi anche se poco supportato da Fazio. 

FAZIO 5: Passaggi sbagliati e lentezza pachidermica sono ormai un marchio di fabbrica. Ronaldo lo sa e lo salta come un birillo nell’occasione del 2-0 poi annullato dal Var. Questo è Fazio in questa stagione. E il soprannome? Lasciamo stare. 

KOLAROV 5,5: Un paio di chiusure in difesa, in avanti si vede solo nel secondo tempo, purtroppo senza efficacia. 

CRISTANTE 6: Pochi onori e molti oneri stasera. Il soldato Brian prova a salvarsi da sé e per poco non beffa Szczesny di testa. 

NZONZI 5: Compassato, lento e macchinoso. Avrebbe bisogno di un cambio o di un regista a cui dare la palla. Monchi è avvisato, il “polpo” non basta. Dall’80’ DZEKO SV: Torna dopo un mese, per fortuna. 

ÜNDER 5: Scelte poco fortunate e occasioni non sfruttate. Il pallone messo al centro al 29’ da Florenzi meritava maggior fede. Ünder invece non crede al liscio di Alex Sandro e lascia sfilare sul fondo la palla. Dal 71’ PEROTTI SV: prova qualche dribbling e la Roma inizia a spingere. Il numero 8 è decisamente mancato.

ZANIOLO 6,5: Pressa e recupera palloni a non finire, mettendo in crisi la difesa Juventina più di una volta. La sua applicazione unita alla qualità lo rende una pedina imprescindibile. 

FLORENZI 4,5: Non fa praticamente nulla e quando prova a far qualcosa fa esattamente il contrario di ciò che si dovrebbe fare. Esce dopo 45’ e anche la fascia da capitano si trova più a suo agio sul forte braccio di Manolas. Dal 45’ KLUIVERT 4,5: Non incide e non fa una cosa degna di nota. I predestinati dovrebbero avere un altro impatto. Testa bassa e lavoro, perché per ora questo giovane talento non è né fumo, né arrosto. 

SCHICK 5: Inizia timidamente sbagliando controlli e non riuscendo a far salire la squadra.  Al 20’ assistiamo al suo primo tiro in porta in 6 partite, peccato non si accorga dell’accorrente Zaniolo, posizionato meglio di lui e completamente libero. Se partirà non sarà uno shock. Evanescente. 

DI FRANCESCO 6: Prepara una Roma compatta e in effetti questa squadra sfodera una prova molto più dignitosa rispetto, alle ultime uscite. Peccato per l’inconsistenza dell’attacco, perché un pari sarebbe stato meritato.

Giorgio De Angelis

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Roma-Genoa, le pagelle. Zaniolo è già maturo, Di Francesco resta a galla

Di Francesco le vuole davvero provare tutte prima di abdicare (o meglio essere abdicato) e allora via col 3-5-2 senza centravanti di ruolo (ma c’era nelle scorse partite?), ma con Zaniolo mezzala a cucire il gioco e Kluivert e Ünder a scambiare in velocità. La Roma purtroppo non cambia atteggiamento, rimanendo molle e solo l’acuto di Kluivert permette di non finire sotto il primo tempo. Nella ripresa Cristante e Zaniolo tengono a galla la zattera con impegno e giocate. Contro il Genoa basta questo, ma contro la Juve di Ronaldo si dovrà fare di più.

OLSEN 3,5: Serata nera. Brutto errore sul tiro di Hiljemark, la palla sfugge, sotto le gambe e permette a Piatek il più facile dei gol. Sul secondo gol non può nulla. Per fortuna il var gli evita l’onta del 3-2 di Lazovic. I dolori del giovane Olsen. 

FAZIO 5: Il voto è dovuto al gol del momentaneo pareggio, per il resto una triste inconsistenza, ed errori a ripetizione, come tutta la squadra. 

MANOLAS 5,5: Una figurina come tutti i compagni sul gol di Hiljemark, ma al meno ha la decenza di mettere un po’ di carattere in campo. 

JUAN JESUS 5: In una Roma incerta non può brillare, solo camuffarsi. Inerme. 

FLORENZI 4,5: Tanto fumo, pochissimo arrosto. La “mossa” che fa in occasione del gol di Hiljemark è imbarazzante, oltre che inutile. Rischia il rigore spingendo Pandev al 95’. Capita… no. 

NZONZI 5: Poco, troppo poco. Stasera manca anche nel lavoro oscuro che di solito garantisce.

CRISTANTE 6,5: Combatte e prova a mettere in pratica, anche sbagliando a volte, quelli che sono i dettami dell’allenatore. Il suo impegno viene premiato al 59’ quando con un bel destro trova il vantaggio romanista. Peccato per il palo all’83’ che avrebbe regalato a lui la doppietta e ai tifosi la serenità.

KOLAROV 5: Gioca come stesse al parco. Molle, lento e volte in ritardo. Sembra non capire nulla di calcio.

ÜNDER 6: Anche se a sprazzi prova a dare vita alla Roma e ci riesce bene quando fa scappare Kluivert consegnandogli l’imbucata del 2-2. Prima di uscire sbaglia due scelte importanti in attacco. Dal 76’ SANTON SV: Si piazza a destra mandando avanti Florenzi.

ZANIOLO 7: Lotta e sgomita, mettendoci anche qualità. Non si arrende mai, questo veterano di 19 anni che ha davanti un grande futuro.  Fa la mezzala in un centrocampo a 3 supportato da due esterni e gestisce il gioco in modo magistrale. Maturo. 

KLUIVERT 6: Si vede poco fino al gol, ma quello che fa mostra tutte le sue potenzialità, che restano troppo spesso sopite. L’uno-due con Cristante porta al 3-2. Un caffè, per favore! Dal 80’ SCHICK SV: Dà una mano. 

DI FRANCESCO 6: Aveva il compito di restare a galla, provando a riprendersi la Roma e i suoi giocatori. Nel naufragio, ora al meno ha trovato una tavola a cui aggrapparsi.

Giorgio De Angelis

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Plzen-Roma, le pagelle. I giallorossi son fatti di nulla

Una partita che serviva più per far accumulare minutaggio e ritmo partita a qualche infortunato e a chi finora non aveva trovato spazio o gloria (ma quella chi l’ha trovata?). La Roma inizia bene, anche se al piccolo trotto, ma le occasioni migliori arrivano dal Viktoria, che infatti trova il vantaggio nella ripresa. La Roma risponde, ma poi subisce ancora: l’altalena a cui siamo tristemente abituati. Nella fredda e inutile serata un plauso va ai coraggiosi romanisti che hanno deciso nonostante tutto di seguire questa squadra: mai schiavi del risultato, e nemmeno della qualificazione. 

MIRANTE 6: Fa buona guardia, ma sui gol non può fare nulla. La sua esperienza si alimenta grazie a questo esordio in Champions a 35 anni. Meritato.

SANTON 5: Inizia con un’entrataccia sul ginocchio del malcapitato Cermak, poi una gara che lo vede protagonista sulle mancate chiusure su Kovaric nei due gol del Plzen e nell’assist per Ünder.
Dal 75’ FLORENZI SV: Partecipa al nulla generale.

MANOLAS 6: Intercetta, mette toppe e contrasta, ma con Marcano che è un lasciapassare anche lui viene tagliato fuori al momento del vantaggio ceco. Una brutta serata per indossare la fascia da capitano.

MARCANO 4,5: Si rivede dopo un’infinità di tempo e l’effetto che fa è paragonabile allo stato d’animo del Ragionier Ugo Fantozzi quando ogni mattina incontrava lo sguardo della moglie Pina. Temporeggia su Kopic, che trova un facile assist per Kovaric. Poi palle perse in area, tunnel subiti, insomma un disastro.  

KOLAROV 5,5: Fuori posizione in occasione della discesa di Kopic, e mai supportato da Kluivert in fase difensiva. Finisce a centrocampo, vicino a Cristante. 

ZNONZI 6: Tra le poche certezze della Roma, c’è la sua generosità. Quindicesima partita di fila, massima diligenza e bella apertura per Santon che serve a Ünder il gol del pari. Dall’80 LU. PELLEGRINI 4: Un tiro-cross insidioso. Poi 3 falli e l'espulsione. 

CRISTANTE 6: Ci mette tutto fino all’ultimo, a volte volendo strafare, quando decisamente non è serata. Se riuscisse a migliorare in alcune scelte, la Roma si ritroverebbe un centrocampista completo, grazie all’addestratore Di Francesco. 

ÜNDER 5,5: A sprazzi, non particolarmente brillanti, anche oggi. Fa gol, ma fa solo quello. Sgonfio. 

PASTORE 5: “Er Fiacco” non si vede e non si sente, condizione pari allo zero e grinta che scende addirittura sotto. Dal 59’ ZANIOLO SV: Stasera prende spunto da Pastore e non si vede mai.

KLUIVERT 5: Figlio d’arte, predestinato, campione. Questi alcuni appellativi dopo l’assist per Dzeko a Torino (era la prima giornata di Serie A). Deve crescere, fisicamente e di testa, altro che Barcellona.

SCHICK 5: Un centravanti che non calcia mai in porta non è un centravanti.

DI FRANCESCO 5: Solo e disperato, non sa più a che santo appellarsi. Il ritiro va proseguito a oltranza: la squadra deve ritrovare il carattere del tecnico.

Giorgio De Angelis