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C’è prima Anfield: da oggi ecco i biglietti

Sono circa 2500 i posti del settore ospiti di Anfield messi a disposizione per i tifosi della Roma. Non sarà facile conquistare un pass per la semifinale d’andata di ChampionsLeague, in programma martedì prossimo a Liverpool. Come riporta il Corriere dello Sport, da oggi è aperta la prima fase di prelazione, dove però non ci saranno lunghe code: riguarda solamente coloro che sono effettivamente andati a Baku per assistere a Qarabag-Roma e che abbiamo partecipato almeno a 3 trasferte europee. Il numero dei tifosi che si metterà in fila aumenterà giovedì mattina, quando la trasferta di Baku non conterà nulla, ma serviranno solamente tre biglietti di trasferte in Europa. L’assedio vero è previsto per venerdì mattina.

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Nuova ricchezza Roma, il turnover torna legge

Gli impegni decisivi per la corsa al terzo posto incombono, e la Roma dovrà affrontare questi match facendo ruotare l’intera rosa a disposizione. Come dichiarato dallo stesso tecnico nel post derby, è impensabile che giochino sempre gli stessi e per tale ragione Di Francesco sarà costretto a giocarsi una grande fetta della corsa Champions con gli uomini che hanno giocato di meno. La Gazzetta dello Sport scrive che, nell’affidarsi al turnover, utilizzato specialmente nei primi mesi di stagione, il mister farà riposare certamente De Rossi e Manolas. Florenzi si riprende il posto da titolare, mentre in cabina di regia c’è una chance per Gonalons. El Shaarawy è il favorito per affiancare l’insostituibile Dzeko in avanti.

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Lazio-Roma 0-0, le pagelle dei quotidiani. Manolas il migliore, male Schick

Termina 0-0 il derby di ritorno nella stagione 17/18. Prestazione a fasi alterne per i giallorossi, che certamente non demeritano e possono anche recriminare su alcune situazioni negli ultimi minuti di gioco non sfruttate a dovere, grazie anche alla superiorità numerica. Ecco i voti assegnati dai vari quotidiani nazionali alle prestazioni degli uomini di Di Francesco:

CORRIERE DELLO SPORT (G.D'Ubaldo)

Alisson 6; Fazio 6,5, Manolas 7, Jesus 6; Peres 6, De Rossi 5,5, Strootman 6,5, Kolarov 5,5; Nainggolan 6,5, Schick 5; Dzeko 7. Subentrati: Under 6, Florenzi 6,5, El Shaarawy 6,5. Allenatore: Di Francesco 6,5.

LEGGO (R.Buffoni)

Alisson SV; Fazio 6,5, Manolas 7, Jesus 6; Peres 6, De Rossi 6, Strootman 6,5, Kolarov 5,5; Nainggolan 6, Schick 5; Dzeko 6,5. Subentrati: Under 6,5, Florenzi 6, El Shaarawy 6. Allenatore: Di Francesco 6.

IL MESSAGGERO (A.Angeloni)

Alisson 6; Fazio 6,5, Manolas 7, Jesus 6,5; Peres 6,5, De Rossi 5,5, Strootman 6,5, Kolarov 6; Nainggolan 5,5, Schick 5; Dzeko 6,5. Subentrati: Under 6,5, Florenzi 6, El Shaarawy 6,5. Allenatore: Di Francesco 6.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (M.Cecchini)

Alisson 6; Fazio 6,5, Manolas 6,5, Jesus 5,5; Peres 5,5, De Rossi 6, Strootman 6,5, Kolarov 6; Nainggolan 6, Schick 5,5; Dzeko 6,5. Subentrati: Under 6,5, Florenzi 6, El Shaarawy 6. Allenatore: Di Francesco 6,5.

CORRIERE DELLA SERA (S.Agresti)

Alisson 6; Fazio 6,5, Manolas 7, Jesus 6; Peres 5,5, De Rossi 5,5, Strootman 6,5, Kolarov 6; Nainggolan 5,5, Schick 5,5; Dzeko 6,5. Subentrati: Under 6,5, Florenzi 6, El Shaarawy 6,5. Allenatore: Di Francesco 6.

IL GIORNALE (F.Malerba)

Alisson 6; Fazio 6,5, Manolas 6,5, Jesus 6; Peres 6,5, De Rossi 6, Strootman 6, Kolarov 6; Nainggolan 6,5, Schick 5; Dzeko 6. Subentrati: Under 6,5, Florenzi SV, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 6.

LA STAMPA (M.De Santis)

Alisson 6; Fazio 6,5, Manolas 6, Jesus 5,5; Peres 6, De Rossi 5,5, Strootman 6,5, Kolarov 6; Nainggolan 6,5, Schick 5; Dzeko 6,5. Subentrati: Under 6, Florenzi 6, El Shaarawy 6,5. Allenatore: Di Francesco 6.

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Quel che resta di Lazio e Roma, molto rumore per nulla

LA REPUBBLICA (F.Bocca) – Meglio non toccare nulla, resta tutto così com’è. Il derby di Roma è stato il quinto 0-0 di giornata, non proprio una partita da cuor di leoni a parte un finale con qualche brivido. Al di là dei pochi dati tecnici la fotografia migliore sono i 23 punti di distacco che Lazio e Roma hanno dalla Juve e 17 dal Napoli. La Roma non poteva certo replicare la notte del Barcellona, mentre la Lazio, pur data per sfavorita, ha trovato un risultato che la soddisfa dopo l’eliminazione dall’Europa League. Alti e bassi sono ormai la caratteristica delle due squadre romane. La corsa alla Champions intanto resta congelata e in perfetto equilibrio. Lazio e Roma si sono affrontate con animosità, spinte anche da un pubblico acceso e coinvolgente. Scenografie ricche e grandiose. Ma si è fatta anche parecchia teoria, molta corsa a petto in fuori. Era chiaro come le due squadre avessero lasciato in settimana un pezzo di loro stesse, sia pure con risultati opposti, nell’avventura europea. La Roma ne ha ricevuto esaltazione, la Lazio un carico di amarezza. La Roma si è fatta specchio della Lazio, col suo modulo a tre difensori centrali (Fazio, Manolas, Juan Jesus), ma lo aveva già fatto anche e soprattutto nel match dei 3 gol al Barcellona – unica differenza Bruno Peres al posto di Florenzi – per cui Di Francesco non poteva certo essere accusato di plagio. E del resto l’attacco della Lazio con Immobile e Felipe Anderson, secondo solo a quello della Juve, metteva preoccupazione quasi quanto quello del catalani. Mentre Inzaghi nonostante lo shock e la fresca fatica – la Roma aveva giocato il martedì, la Lazio il giovedì – dell’eliminazione di Salisburgo ha ritoccato un minimo la Lazio (Marusic per Basta e Felipe Anderson per Luis Alberto), scommettendo ancora sulle sue convinzioni. E finendo anche per avere ragione. Quello di Salisburgo è stato un tracollo psicologico più che tecnico. Tanto equilibrio per buona metà partita ha generato un tiro di Parolo da una parte, e la base di un palo colto da Bruno Peres. Per quanto si potesse prevedere il contrario la Lazio aveva una maggior riserva di energie e per lunghi minuti ha preso il controllo della gara, schiacciando la Roma dietro. Inzaghi ha ottenuto più freschezza dai cambi, ma non tutto è girato per il verso giusto perché a una decina di minuti dalla fine, a causa di un fallo su Ünder, Radu è stato espulso per doppia ammonizione. In dieci la Lazio (Inzaghi ha sostituito Immobile) ha rischiato perfino di andare in gol, e la Roma ha tentato un rush finale cercando di afferrare la vittoria con Dzeko che ha cercato il gol con una breve raffica di tiri, tra cui una traversa colpita di testa. Milinkovic ha perfino tentato, a fil di sirena, il classico tiro lungo da basket. Ma era uno 0-0 scritto e timbrato, nessuno alla fine si è fatto male.

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Il Codacons boccia anche lo Stadio

IL TEMPO (F.M.Magliaro) – Alla fine è arrivato: il ricorso dell’immancabile Codacons contro il progetto dello Stadio della Roma di Tor di Valle. Depositato al Tar e annunciato alla stampa con una lunga nota, l’associazione dei consumatori guidata da Carlo Rienzi – la stessa che presentò ricorsi anche contro il progetto Della Valle per il restauro del Colosseo poi respinti in tribunale – ha impugnato «tutti gli atti amministrativi relativi alla realizzazione dell'opera, chiedendone l'annullamento alla luce sia di evidenti profili di illegittimità, sia dei costi a carico della collettività legati ad infrastrutture accessorie allo Stadio che saranno interamente finanziate dai cittadini». Una lunga nota del Codacons spiega: «La Determinazione G18433 del 22 dicembre 2017 (quella che chiude la Conferenza di Servizi con tutte le prescrizioni, ndr), nonché le successive note oggetto di impugnazione, sono assolutamente illegittime poiché assunte dall'Amministrazione regionale in aperta violazione delle norme in materia di conferenza di servizi». Questa illegittimità, secondo il Codacons, è determinata dal fatto che «l'Amministrazione regionale ha demandato alle Amministrazioni interessate la verifica della documentazione progettuale rispetto all'ottemperanza delle prescrizioni impartite». Questo passaggio trasformerebbe, per il Codacons, «la stessa conferenza di servizi da luogo disemplificazione in strumento per dilatare il processo decisionale» visto che«la conferenza di servizi approva infatti un progetto che non può certamente dirsi "definitivo", demandando ad un termine indefinito (in sostanza sine die) la conclusione della conferenza di servizi stessa». Un rilievo, questo del Codacons, che non preoccupa minimamente la Regione che lo ritiene già superato. Poi si entra più nel merito: per il Codacons «Non si comprendono le ragioni per cui (il Ponte di Traiano, ndr) si debba realizzare con soldi pubblici essendo a completo beneficio di un'attività commercialedi una società, peraltro, quotata in Borsa». Peccato che il Ponte di Traiano, chiacchiere dei ministri Lotti e Delrio a parte, sia stato cassato dal progetto e che, quindi, non lo pagherà nessuno perché alla fine non verrà realizzato. Ma, per il Codacons, non basta: «Si apprende che il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta valutando la possibilità di finanziare la nuova infrastruttura (il Ponte di Traiano) con fondi Cipe. Dunque un'opera interamente privata(comprensiva di un centro commerciale) finanziata da fondi pubblici che potrebbe dare il via ad una serie di richieste future dei privati di farsi finanziare la propria opera mediante soldi pubblici, dato il precedente dello Stadio della Roma». Un ricorso presentato senza urgenza e senza richiesta di sospensiva, buono per guadagnare al Codacons un po’ di visibilità mediatica. Ancora il Codacons si concentra sui tempi: «allo stato attuale, si prevede che lo Stadio possa essere realizzato entrosettembre 2019, con contestuale apertura, mentre, il potenziamento della ferrovia Roma-Lido con rifacimento della stazione di Tor di Valle (intervento da ben 260 milioni di euro finanziato dalla Regione Lazio) sarà realizzato in maniera indipendente dalla costruzione dello Stadio e altrettanto indipendenti saranno la costruzione del Ponte dei Congressi e la costruzione del Ponte di Traiano». Detto che il Ponte di Traiano non c’è nel progetto, detto che lo Stadio non aprirà mai per settembre 2019, il Codacons dimentica che la Stazione di Tor di Valle sarà oggetto di intervento da parte dei proponenti in aggiunta a quello della Regione ma che i progetti del Ponte dei Congressi e del potenziamento della ferrovia Roma-Lido sono avulsi dallo Stadio, gestiti da altri soggetti, con finanziamenti indipendenti e che non possono essere posti in relazione con lo Stadio stesso.

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Codacons: «Stadio Roma, atti illegittimi»

LEGGO – Il Codacons ha depositato al Tar del Lazio l'annunciato ricorso contro il nuovo Stadio della Roma che sorgerà a Tor di Valle, impugnando, spiega in una nota, «tutti gli atti amministrativi relativi alla realizzazione dell'opera, chiedendone l'annullamento alla luce sia di evidenti profili di illegittimità, sia dei costi a carico della collettività legati ad infrastrutture accessorie allo Stadio che saranno interamente finanziate dai cittadini». Nel ricorso, in particolare, il Codacons, sottolinea che la determinazione del 22 dicembre 2017, e le successive note, «sono assolutamente illegittime poiché assunte dall'Amministrazione regionale in aperta violazione delle norme in materia di conferenza di servizi» e delle disposizioni della «Legge sugli stadi».

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Ninja stakanovista, leader dei derby come con il Barça

LA REPUBBLICA (F.Ferrazza) – Dovrebbero giocarsi sempre i derby, per Nainggolan, assoluto leader delle sfide contro la Lazio. Ieri sera Di Francesco lo piazza ancora una volta trequartista, alle spalle di Dzeko e Schick, mossa risultata vincente contro il Barcellona. E Radja anche ieri sera sembra muoversi a suo agio tra le linee — soprattutto nel primo tempo —: regista avanzato di una squadra che lo cerca sempre, punto di riferimento dal centrocampo in su, bravissimo a regalare una palla deliziosa a Bruno Peres, nel primo tempo, che il brasiliano non riesce poi a trasformare in gol, mandandola sul palo. La gara d’andata contro i biancocelesti l’ha giocata praticamente con una gamba in meno, il Ninja, in dubbio fino all’ultimo e poi invece, anche in quella occasione, protagonista con addirittura uno dei due gol—vittoria. Ieri Nainggolan era alla presenza numero 36 — tra campionato e Champions —: le gioca praticamente tutte, quando sta bene, ne ha saltate quattro in serie A in questa stagione, due perché infortunato appunto (Benevento e Spal), una per squalifica (Benevento al ritorno) e una per i provvedimenti disciplinari post video di Capodanno (Atalanta). In mattinata Pallotta si era recato a Trigoria per caricare la squadra in ritiro, a poche ore dal derby. Il presidente giallorosso si è intrattenuto prima con la dirigenza (Baldissoni, Monchi, Gandini e Totti), poi con i giocatori, salutandoli uno ad uno. Stamattina ripartirà per gli Stati Uniti e sarà poi molto probabilmente a Liverpool, la prossima settimana, per l’andata della semifinale Champions. Intanto in vista della partita di mercoledì sera — turno infrasettimanale di campionato, contro il Genoa, all’Olimpico — non ce la farà a recuperare Perotti, che spera di farcela per la prima semifinale di Champions a Liverpool. Stesso discorso per Defrel: né Genoa né, molto probabilmente, Spal sabato prossimo. Questa settimana, infatti, vedrà la Roma scendere in campo due volte in quattro giorni, gare fondamentali per la corsa al posizionamento Champions. Poi potrà pensare alla supersfida contro gli inglesi. A tal proposito, Monchi è d’accordo con la dirigenza juventina sull’inserimento del Var anche nella competizione europea. «Serve in tutti i campionati importanti. Ho avuto la possibilità di lavorare un anno completo con i miei nuovi collaboratori e il lavoro porta sempre al successo». Sul fronte ordine pubblico, da segnalare che nel pomeriggio di ieri è stata segnalati una macchina di tifosi della Lazio con all’interno spranghe e bastoni, posteggiata nei pressi dello stadio Flaminio: 13 sostenitori biancocelesti sono stati identificati dalla Polizia.

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Spranghe e bombe carta: un derby ad alta tensione

IL MESSAGGERO (A.Marani – M.Pasqua) – Il derby della tensione finisce con due arresti. In manette un tifoso della Lazio per rapina aggravata in concorso e lesioni personali per avere derubato, insieme ad altri supporter, un venditore ambulante prima della partita. Il secondo arresto è stato eseguito dalla Digos grazie alle immagini della videosorveglianza: un 32 enne ha lanciato un petardo all'interno del campo. Ma nel bilancio vanno messi anche gli agguati riusciti (per fortuna senza gravi conseguenze) e tentati. Tredici i supporter della Lazio fermati e identificati, si erano dati appuntamento probabilmente con qualche romanista e nell'auto parcheggiata non distante dallo stadio Flaminio dove la Digos li ha fermati, sono state trovate spranghe e bastoni. Un turista che indossava una maglietta biancoceleste ed era insieme ad altri quattro nei dintorni dello stadio nel pre-partita, invece, è stato sorpreso e raggiunto da un manipolo di giallorossi rimediando una bastonata. Non sono mancati nemmeno gli slogan carichi di odio antisemita intonati dai tifosi della Nord durante il rituale ritrovo delle 16 in piazzale Ponte Milvio: era già successo in occasione dell'andata. Si sono alzati i cori «Anna Frank è della Roma» e sono spuntati saluti romani come testimonia il video pubblicato in esclusiva su IlMessaggero.it. Non è bastata, dunque, la figuraccia internazionale degli adesivi con l'immagine della ragazzina ebrea deportata e uccisa dai nazisti attaccati sulle vetrate della Sud durante Lazio-Cagliari: la storia, anche recente, a certa parte del tifo, non insegna nulla.

NERVI SALDI – Alle 19 si sono sfiorati i tafferugli. Alcune decine di tifosi della Roma sul lungotevere, nei pressi del bar River, non distante dalla palazzina del Coni, hanno cominciato a sbeffeggiare chi passava in auto e mostrava sciarpe o cappellini aquilotti. C'è stato qualche battibecco, il clima si è fatto pesante. Sono accorsi i blindati della polizia, una ventina, con alle spalle schierati anche i contingenti dei carabinieri. Elmetti calati, scudi pronti. I romanisti sono rimasti a distanza. Tutti fermi, poliziotti in tenuta antisommossa da una parte, con gli idranti puntati, e tifosi dall'altra. Sono state esplose bombe carta. Ma come in una partita a scacchi, i nervi sono rimasti saldi e alle otto gli agenti hanno riaperto la strada.

IMMAGINI AL VAGLIO – La posizione dei 13 supporter della Lazio identificati è ora al vaglio dell'Anticrimine. La scientifica elaborerà anche le immagini riprese dalle videocamere di servizio e quelle dell'ordine pubblico intorno allo stadio per arrivare, invece, a identificare chi ha esploso i grossi petardi e chi ha messo a segno le mini-spedizioni. Sarà esaminato anche il video in cui i tifosi di Ponte Milvio si sono addirittura ripresi mentre intonavano il coro razzista. Nelle prossime ore potrebbero scattare le prime denunce e anche i daspo. Ingente lo schieramento della security. C'erano più di un migliaio di agenti, tra polizia, carabinieri, finanzieri e vigili urbani, a garantire che tutto filasse liscio secondo il piano messo in campo dal questore Guido Marino. Lui stesso in più di un'occasione aveva ribadito che la rimozione delle barriere nelle Curve e il via libera alla stracittadina in notturna (ieri è stata la prima volta in campionato alle 20,45 dopo il derby dell'aprile 2013 in cui un intero quartiere, il Flaminio, venne messo sotto assedio e otto persone furono accoltellate) è «un'apertura di credito nei confronti dei tifosi» e quindi «molto dipende da come si comporteranno», affermando che in questo senso «si sono fatti progressi». É stata una settimana intensa. Gli impegni, le vittorie e le sconfitte, in campo europeo hanno segnato l'atmosfera pre-derby. Già sabato notte sono cominciati i primi controlli (anche in Centro e nei pressi dei club di opposte fazioni) e le bonifiche dei percorsi verso l'Olimpico.

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Il derby resta senza gol

IL MESSAGGERO (U.Trani) –  Il derby non è di nessuno: 0 a 0 nella notte dell'Olimpico che si accende solo nel finale, con Dzeko e Milinkovic. Gli applausi, insomma, vanno più alle curve per le corografie che ai protagonisti per le giocate. Perché la Lazio e la Roma, dopo i risultati in antitesi nelle coppe europee, si accontentano di restare insieme al 3° posto e di staccare, anche se solo di 1 punto, l'Inter quinta. Testa a testa, dunque, nella volata Champions che, con 2 posti da assegnare, prevede ancora 6 partite. Il pari, comunque, è giusto: i giallorossi, in vantaggio (negli scontri diretti) grazie alla vittoria dell'andata, si avvicinano al successo con il palo di Peres e la traversa di Dzeko; i biancocelesti, sicuramente più vivaci, frenano nell'assalto finale per l'espulsione di Radu.

COPIONE ANNUNCIATO – La partita vive di fasi intermittenti: gli strascichi dell'ultima settimana bloccano le gambe e azzerano le idee. Depressione e sbornia, per capirsi. Solo 3 novità, dopo i rispettivi impegni in Europa: i tecnici limitano gli interventi, fidandosi di chi li ha accompagnati fin qui. Inzaghi sostituisce sulla fascia destra l'infortunato Basta, portato comunque in panchina, con Marusic e, per avere più velocità alle spalle di Immobile, Luis Alberto con Anderson. Di Francesco, pure se avrebbe voluto confermare i protagonisti della straordinaria serata contro il Barça, risparmia inizialmente Florenzi e ripropone Peres da esterno destro. La Lazio, anche se Anderson prova a lasciare il segno, segue la solita traccia, con il 3-5-1-1 che almeno in partenza è abbastanza aggressivo con il lavoro di Immobile, di Milinkovic e Parolo. E ovviamente di Anderson che va ad attaccare Jesus e Kolarov. La Roma, invece, cerca di ripetersi con il 3-4-2-1 che ha scoperto solo martedì sera: il sistema di gioco ha senso solo con il pressing che però non è continuo e asfissiante come quello mostrato nella sfida di Champions contro i blaugrana.

PRIORITÀ ALL'EQUILIBRO – Poche, dunque, le chance nel primo tempo: è la classifica a condizionare il match. I biancocelesti giocano più palla a terra e si chiudono con 5 giocatori: Marusic e Lulic arretrano per disinnescare Kolarov e Peres. I giallorossi privilegiano i lanci e alzano la difesa verso il centrocampo: Manolas, con successo, chiama spesso il fuorigioco. Strakosha e Alisson non hanno lavoro. Parolo calcia alto all'alba del match e ci riprova anche più tardi. La Lazio fa la partita, senza essere però efficace. Mai inquadrato lo specchio. Appena rallenta, dopo la mezz'ora, ecco che riappare la Roma. Nainggolan trascina i compagni verso Luiz Felipe, de Vrij e Radu. La linea difensiva, prima dell'intervallo, va in apnea. Nainggolan imbuca in area per Peres che prende il palo. Kolarov, avanzando sulla sua corsia, forza il sinistro a centro area, ma Dzeko non si fa trovare pronto davanti alla porta.

CORREZIONE IN CORSA – Di Francesco usa Under per uscire dal letargo (solo 2 punti nelle ultime 3 gare del torneo): fuori Schick. Inzaghi replica subito con Lukaku per Lulic e con Luis Alberto per Anderson che ci rimane male, passa per la panchina e rientra imbronciato negli spogliatoi. Milinkovic, a metà tempo, usa il pallonetto per lanciare Immobile: conclusione larga. La Roma è timida, la Lazio dà l'impressione di non pensare più al Salisburgo. Manolas si arrende ai crampi: dentro Florenzi. In mezzo alla difesa va Jesus, con Kolarov che arretra nella linea a 3. Peres si sposta a sinistra. Radu si fa cacciare (33° espulso dalla stagione 1994-95: record da derby) per doppia ammonizione: dopo il fallo su Schick nel primo tempo, si ripete su Under nel secondo. El Shaarawy per Peres e per sfruttare l'uomo in più. La risposta: Bastos per Immobile, con Milinkovic centravanti. El Shaarawy salva su Marusic. Ad inizio recupero Strakosha vola sul colpo di testa di Dzeko che si ripete dopo pochi secondi prendendo, ancora di testa, la traversa (20° legno in campionato e 23° stagionale). Milinkovic, invece, tira da 60 metri, con Alisson (19° clean sheet stagionale) fuori dall'area. Ma, dopo 4 anni (9 febbraio 2014), è 0 a 0.

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Olimpico Show. Derby elettrizzante in campo e sugli spalti

Dopo cinque anni ritorna il derby in notturna. Il piano di ordine pubblico per il derby è partito ieri. E stasera, nella sala operativa “grandi eventi” della Questura di Roma, opererà una task force. Come riporta il Corriere dello Sport, il questore di Roma Guido Marino ha incontrato Lotito, presidente della Lazio, e Baldissoni, direttore generale della Roma: «Al centro, l’obiettivo comune di garantire una giornata all’insegna dello sport e della correttezza».