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Lazio-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani

Pochi dubbi di formazione per Eusebio Di Francesco, che guiderà la Roma nella stracittadina contro la Lazio, in programma questa sera allo stadio Olimpico alle 20.45. Di seguito le probabili formazioni dei quotidiani: 

CORRIERE DELLA SERA 

Alisson; Fazio, Manolas, Juan Jesus; Peres, De Rossi, Strootman, Kolarov; Nainggolan; Schick, Dzeko.

IL MESSAGGERO 

Alisson; Fazio, Manolas, Juan Jesus; Peres, De Rossi, Strootman, Kolarov; Nainggolan; Schick, Dzeko.

LA REPUBBLICA 

Alisson; Fazio, Manolas, Juan Jesus; Peres, De Rossi, Strootman, Kolarov; Nainggolan; Schick, Dzeko.

LA STAMPA

Alisson; Fazio, Manolas, Juan Jesus; Peres, De Rossi, Strootman, Kolarov; Nainggolan; Schick, Dzeko.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Alisson; Fazio, Manolas, Juan Jesus; Peres, De Rossi, Strootman, Kolarov; Schick, Dzeko, Nainggolan.

IL GIORNALE 

Alisson; Fazio, Manolas, Juan Jesus; Peres, De Rossi, Strootman, Kolarov; Nainggolan; Schick, Dzeko.

CORRIERE DELLO SPORT

Alisson; Fazio, Manolas, Juan Jesus; Peres, De Rossi, Strootman, Kolarov; Nainggolan; Schick, Dzeko.

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Grobbelaar: “La danza dello spaghetto? Sono ancora qui che rido, ho paralizzato la Roma”

Bruce Grobbelaar e la sua stravaganza furono alcuni dei protagonisti di quella finale del 1984: «Il balletto? Improvvisai. Mi sentivo le gambe come due spaghetti flosci, anche la rete sembrava uno spaghetto e così la mangiai. Sono ancora qui che rido. I fotografi erano impazziti, io strizzavo l’occhio e scuotevo la testa. Così Bruno Conti sbagliò: ho paralizzato la Roma». L’ex portiere del Liverpool al quotidiano La Repubblica esprime la propria opinione sulla doppia sfida delle semifinali di Champions si quest’anno tra la Roma ed i Reds: «Vincerà il Liverpool e poi anche la finale. Il calcio è una faccenda inglese, mica per niente l’hanno inventato loro. Salah? Bisogna essere matti per vendere un giocatore del genere, oppure aver bisogno di molti soldi».

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Derby: la carica dei 55 mila. Allerta ultrà, stadio blindato

Domani per Lazio-Roma sono previsti circa 55mila spettatori e l’attenzione delle forze dell’ordine è al livello più alto. Come riporta Il Messaggero, ieri pomeriggio si è riunito il primo tavolo tecnico in Questura per delineare nel dettaglio le misure della security: è stata organizzata una speciale ripartizione dei parcheggi, accessibili ai soli possessori del biglietto per il derby. Inoltre il servizio di trasporto pubblico sarà potenziato. L’area dell’Olimpico sarà zona rossa già da oggi pomeriggio con le bonifiche di polizia e carabinieri lungo le aree sugli itinerari dei tifosi. Mille gli agenti schierati per garantire la sicurezza di operatori e spettatori, oltre a 800 steward. Attesi anche dei rappresentanti delle tifoserie straniere gemellate alla Lazio: supporters bulgari, inglesi ed una parte della tifoseria del Real Madrid. A sostenere un po’ entrambe le parti possibile l’arrivo dei tifosi francesi del Paris Saint Germain.

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La rabbia della Lazio, l’euforia della Roma: “Vale la Champions”

Mancano poco più di 24 ore alla sfida tra Roma e Lazio ed Eusebio Di Francesco sta scegliendo l’assetto tattico e gli uomini che scenderanno in campo nel derby della Capitale. Come scrive La Repubblica, il tecnico giallorosso dovrà rinunciare a Perotti e Defrel (distorsione alla caviglia per il francese) e alla luce di questo è probabile che venga riproposto il 3-4-3, modulo con il quale i giallorossi hanno annientato il Barcellona di Messi. Non da escludere però il ritorno al 4-3-3, con il tridente offensivo composto da Under, Dzeko e Schick.

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Sarà derby con Salah. Fame e spirito Barça: la Roma pronta al bis

La Roma pesca il Liverpool ai sorteggi delle semifinali di Champions League ed è subito sfida Di Francesco-Klopp. Come riferisce La Gazzetta dello Sport, il tecnico giallorosso,ì dopo il 3-4-3 che ha annientato il Barcellona potrebbe tornare ad una difesa a quattro. Le punte inglesi, tra cui Salah, rischierebbero di trovarsi uno contro uno con i difensori giallorossi ed essendo più veloci costringerebbero la Roma ad abbassarsi troppo. Il 4-3-3 del Liverpool però è molto teorico perché Klopp tiene di solito un doppio centrale (Henderson e Milner) e sgancia la mezzala destra per arricchire l’attacco. DiFra può allora ricorrere a un mediano in più (Pellegrini) per pareggiare in mezzo, dove i Reds hanno più ritmo, con Nainggolan e Schick (o Under) larghi.

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Oggi il sorteggio e il derby fuori casa fa sorridere. Di Francesco pensa al ritiro a Trigoria

Settimana intensa per la Roma: Barcellona, sorteggi e derby. Oggi a Nyon i giallorossi scopriranno chi sarà il loro avversario in semifinale di Champions League tra Liverpool, Real Madrid e Bayern Monaco. In vista del derby, come riporta il quotidiano La Repubblica, Di Francesco non ha intenzione di effettuare troppi cambi, ma di mantenere la struttura scesa in campo contro i Blaugrana. Novità in vista del ritiro estivo: la Roma parteciperà all’International Champions Cup, per il terzo anno consecutivo, negli Stati Uniti. Prima di questa tournée, si è ipotizzato un ritiro a Trigoria, senza spostarsi in montagna.

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Dzeko cacio e pepe, ora è amore a vita: “La mia Roma non teme nessuno”

LA GAZZETTA DELLO SPORT (D.Stoppini – C.Zucchelli) – «Scusi, ma perché siete venuti ad abitare qui a Casal Palocco?» chiedeva il Nanni Moretti di Caro Diario, nel pieno del suo girovagare in Vespa. Immaginatelo, Nanni, provare a fare la stessa domanda a Edin Dzeko, un bosniaco che ha girato l’Est e il Nord Europa ma è diventato più romano di quanto non riuscirebbe a mostrarsi in campagna elettorale il miglior sindaco possibile della città. Non sarà sfuggito un particolare dialettico, delle parole di Edin nel post impresa con il Barcellona: «Sono felicissimo di vedere la mia Roma in semifinale». La mia Roma è tutta qui, qui c’è tutto quello che voglio: così risponderebbe il bosniaco a Moretti, dopo esserselo guardato e non aver trattenuto una risata. Perché per un centravanti, da queste parti, è molto più facile irridere Piqué e Umtiti nella notte dei miracoli piuttosto che districarsi tra le buche della città e attraversare il centro storico, magari dovendo pure nascondersi sotto un cappello o un casco per non fare due sessioni al giorno da due ore ciascuna solo per gli autografi o i selfie. Edin, a Casal Palocco, toglie gli scarpini e mette la pantofole, proprio quelle di Nanni Moretti. E dentro il quartiere trova il massimo che Roma gli può dare: il verde, il profumo del mare a due passi, il centro commerciale di riferimento, il ristorante di fiducia, la palestra per la moglie Amra Silajdzic, una che – raccontano – non riesce a star ferma per venti minuti di fila.

MI FERMO QUI – «È stato il migliore il campo», l’ha incoronato James Pallotta. A Roma un centravanti così non si vedeva dai tempi di Montella e Batistuta. Erano le settimane in cui la squadra abbondava di talento e di gol, i giorni in cui – anno 2002 – si batteva il Barcellona 3-0. Ah no, quella non conta come differenza. È riaccaduto grazie a un diamante, a un gigante buono che aveva deciso di dedicare il gol dell’andata al Camp Nou, la settimana scorsa, al ricordo delle cinquemila vittime civili dell’assedio di Sarajevo, di cui il 5 aprile ricorreva il 26° anniversario. Sarajevo è casa sua, la città senza scadenza: lì Edin ha un appartamento, ogni volta che ritorna – per una partita della nazionale, per un ritrovo con gli amici – è una festa. Ma Roma gli è entrata nel cuore, non era scontato che accadesse. Per intendersi: Edin e Amra hanno una residenza a Dubrovnik, che riescono a godersi l’estate e dove la coppia aveva progettato di andare a vivere il giorno che Dzeko si sarebbe stufato di fare a sportellate con i difensori. Ecco: Roma ha rimesso in discussione tutto, qui Edin sta seriamente pensando di mettere le tende e stabilirsi per sempre. In fondo la casa l’ha già acquistata, dopo un periodo in affitto. Ha preso l’abitazione che fu di un altro attaccante della Roma, Marco Delvecchio: villa con piscina e dependance per tutte le volte che papà Midhat e il resto della famiglia vengono a trovarlo. In casa sono tre gli eredi: la più grande è Sofia, 14 anni, figlia di Amra. Poi ci sono Una (2 anni) e il piccolo Dani, nato lo scorso settembre. Proprio Una ha rotto una delle regole non scritte degli spogliatoi di una squadra di calcio: le donne non possono entrare. Ma Una s’è infilata e nella foto di gruppo con la squadra lei teneva stretto stretto il suo papà. I tre ragazzi vanno a scuola nel quartiere, l’italiano è la loro lingua: Amra prova a parlare bosniaco con la piccola Una, che risponde come Roma impone.

CACIO E PEPE – Dzeko ha detto no ai soldi di Londra perché di Roma l’hanno fatto impazzire tre cose: il clima, il centro di cui ogni tanto riesce a rubacchiare un assaggio – un po’ di shopping e un ristorante di cui s’è innamorato a Trastevere – e poi un debole poco nascosto per la pasta. Frutti di mare ma soprattutto cacio e pepe, il battesimo che un romano non di Roma non può non sostenere. «Seriamente: pensate che esista davvero una città più bella al mondo dove vivere?», sorride Zibì Boniek, uno che non se n’è andato più. «I romani ti fanno sentire uno di loro – ancora il polacco –, anche quando ti criticano lo fanno per il troppo amore. Ma poi: come si fa a contestare Dzeko?». Andrebbe chiesto a qualche saltimbanco che gira per la città. Anche a lui Dzeko manda a dire: «Siamo in semifinale, a questo punto non c’è più un favorito. I miei sei gol in Champions? Non è mica finita». Occhio, se continua toccherà chiedere a Nanni Moretti un sequel di quel Caro Diario.

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Un’impresa da 90 milioni. L’Europa fa ricca la Magica

CORRIERE DELLA SERA (L.Valdiserri) – I soldi non fanno la felicità ma aiutano di sicuro a vivere meglio. Vale anche per il calcio e l’eccezionale Champions della Roma lo dimostra a suon di cifre. Tra bonus Uefa per i risultati, incassi per la vendita di biglietti e market pool dei diritti tv si viaggia già oltre i 90 milioni di euro. La qualificazione alle semifinali ha portato 7,5 milioni, il botteghino di Roma-Barcellona è stato di altri 3.674.762 euro, il titolo in Borsa è salito del 20% prima di essere fermato per eccesso di rialzo. Non è quantificabile, ma ha la sua importanza, il ritorno di immagine: la Roma è tra le quattro migliori di Europa ma non ha ancora un main sponsor. Le ultime voci sull’argomento parlano della «solita» Turkish Airlines, con Under testimonial della new wave di Istanbul, e di un’azienda cinese di telecomunicazioni. Hyundai è in predicato di diventare il «back sponsor» — il marchio della casa automobilistica apparirà quindi sul retro della maglia — per un introito di 10 milioni di euro in tre anni, portando alla risoluzione del precedente accordo con la Volvo.

In arrivo anche un’altra sponsorizzazione minore legata all’alimentare. Una rappresentanza della Roma sarà presente anche alla boutique di Hugo Boss, un altro sponsor capitolino, in occasione del primo E-Prix che si correrà sabato sul circuito cittadino dell’Eur.L’impresa della Roma ha scatenato, naturalmente, l’entusiasmo dei tifosi giallorossi, ma è stata accolta con insolita benevolenza anche dai tifosi di molte altre squadre. È stata l’impresa dell’ underdog , lo sfavorito, ma è pure il segnale che si possono ottenere grandi risultati anche senza spendere e spandere. Nell’ultimo mercato ci sono stati quattro club che hanno avuto un disavanzo acquisti/cessioni di oltre 100 milioni di euro: i due Manchester, il Paris Saint Germain e il Milan. Nessuna ha raggiunto le semifinali di Champions o di Europa League. La vittoria giallorossa, come ha commentato il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è stata il primo segno di riscossa del nostro calcio, traumatizzato dall’eliminazione dal Mondiale: «È riduttivo parlare di vittoria di una squadra, bisogna volare un attimo alto. Il nostro è un Paese di campanilismo, di sacrosanto e legittimo tifo, ma ribaltare un risultato così, contro una delle squadre più forti del mondo, rappresentante della Spagna che ci ha messo in condizione di giocare lo spareggio e di essere eliminati, penso sia in assoluto una vittoria del calcio italiano».

La qualificazione però ha portato anche qualche costo. Nella notte magica il presidente James Pallotta si è fatto prendere dall’entusiasmo e, festeggiando con i tifosi, si è tuffato vestito nella fontana di Piazza del Popolo, come aveva già fatto una volta in quella di Trigoria, davanti ai calciatori stupefatti. Un conto, però, è farlo « in casa propria» e un altro in una fontana pubblica, multa da 450 euro compresa. Pallotta, però, come ha raccontato la sindaca Raggi, è voluto andare oltre: «Si è scusato e ha deciso di compiere un gesto estremamente generoso per la città: vuole donare 230 mila euro per restaurare la fontana del Pantheon».«Devo ringraziare la sindaca della meritatissima multa — ha detto Pallotta —. Mi scuso perché mi sono lasciato prendere dall’entusiasmo. Non voglio incoraggiare nessuno a tuffarsi nelle fontane a meno che non voglia poi ripararle». Ci ha scherzato sopra anche la Roma, con un messaggio sul profilo ufficiale Twitter: «Bambini, non saltate nelle fontane!».

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Verdone, Amendola, Mannoia, Cuccarini: l’urlo sui social

CORRIERE DELLA SERA (S.Ulivi) – «È un sogno, nun ce credevo, però Nerone ce credeva, sì Nerone sì… oddio che serata…. me sta a partì la pompa davero, famme ferma’». Interpretazione memorabile quella di Carlo Verdone, cuore giallorosso che martedì sera dopo il gol di Manolas ha battuto così forte da costringerlo a interrompere la registrazione del video di giubilo postato, per la gioia dei fan, su Facebook. Per la cronaca, poi, ieri mattina poi l’attore e regista ha rassicurato tutti sulle sue condizioni di salute. Ai cori e caroselli per le strade di Roma nella notte magica come non mai del 10 aprile si sono uniti quelli, tnatissimi, via social a cui hanno partecipato con gioia fanciullesca tifosi notissimi. Un selfie affollato per Claudio Amendola, direttamente dall’Olimpico, in mezzo ai 60 mila di Roma-Barcellona, con gli amici e colleghi Edoardo Leo, Ricky Memphis e Max Giusti, rilanciato via Twitter: «Riky Edo Max #giallorossi dentro».

È diventato virale quello di Pierfrancesco Favino: «Il destino è Dzeko. Sempre forza Roma», mentre Alessandro Gassmann si è dilettato in paralleli fotografici tra l’urlo del difensore greco della Roma, quello padre Vittorio, e anche suo. Hashtag: #mepijanosturbo. Decisamente più telegrafico Valerio Mastandrea: «Questa è pe’ noi. Maledetti» il suo tweet. Solo due sillabe: «Vivi!» per Andrea Salerno e Diego Zoro Bianchi che certo venerdì sera commenteranno i sorteggi delle semifinali a Propaganda Live .Non poteva mancare Antonello Venditti all’appello social dei tifosi. In cantautore, padre di quello che è diventato l’inno ufficiale della società giallorossa, ha affidato a Facebook una diretta, da un salotto popolato da amici, con una Grazie Roma intonata a capella, con qualche esitazione iniziale sul testo e l’intonazione. Emozione canaglia, certo. «Il senso di Grazie Roma stasera è perfetto ci abbiamo creduto, abbiamo pianto, i miracoli succedono».

Serenata con dedica anche da una non romana, Gianna Nannini. In occasione della tappa del suo tour al Palalottomatica, la cantautrice senese si è infilata la storica maglia giallorossa con il 10 di Francesco Totti e ha intonato con passione Notti magiche . Fiorella Mannoia, invece, anziché pescare dal suo repertorio ( Combattente , per dire, o anche Che sia benedetta , sarebbero andate benissimo) ha scelto si postare un video con i Minions impegnati in pernacchie e risatine. Stessa scelta per Lorella Cuccarini che rilanciava l’ hashtag rubato al titolo, geniale, della prima pagina del quotidiani francese L’Equipe : «Romantada».L’ha usata anche l’account satirico Bufalanews per il tweet: «Raggi: Dopo aver asfaltato il Barça, proveremo con le strade di Roma».

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La Sud dedicherà a De Rossi una coreografia da applausi

LEGGO – I cori d’incoraggiamento della Sud sono arrivati ben prima del rigore del 2-0. La Curva, infatti, Daniele De Rossi non lo ha mai abbandonato. E non lo ha fatto nemmeno martedì sera durante il riscaldamento pre Barcellona, a meno di una settimana dall’autogol del Camp Nou. E ora quella curva è pronta ad omaggiarlo durante il derby con la Lazio, quando si prevede una coreografia da applausi che potrebbe riguardare proprio il capitano tanto amato. Anche perché quella di domenica potrebbe essere la sua ultima stracittadina.