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Arriva Pallotta, la Roma si scalda

CORRIERE DELLO SPORT (R.Maida) – Un tifoso in più, una spinta speciale. Arriva James Pallotta, il padrone. Districandosi tra i suoi affari americani assisterà a tutt’e due le partite contro il Barcellona, un evento storico della sua gestione, trattenendosi nove giorni a contatto con la squadra.

IL PIANO – Pallotta sbarcherà con ogni probabilità direttamente a Barcellona, subito dopo Pasqua, a bordo del suo jet privato. Poi si trasferirà a Roma, nel solito albergo a due passi da Piazza del Popolo, per essere allo stadio Olimpico in occasione di Roma-Fiorentina (7 aprile) e poi ancora contro il Barça, in compagnia di 60.000 persone che cercheranno di spingere Di Francesco e i giocatori verso un’impresa quasi impossibile.

ESORDIO – Naturalmente, Pallotta a Barcellona avrà modo di incontrare il collega presidente Bartomeu e ammirare il Camp Nou. Sarà un debutto anche per lui. Due anni fa partecipò alla trasferta di Madrid, sedendosi nella tribuna vip del Bernabeu, ma non ha mai avuto modo di seguire la Roma in Catalogna perché in coincidenza con l’ultimo viaggio in loco, terminato con un avvilente 1-6, non si era potuto spostare dagli Stati Uniti.

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Roma, paura dell’infortunio? Macché, Under sta benissimo

La Gazzetta dello Sport (C. Zucchelli) – Di Francesco e la Roma possono tirare un sospiro di sollievo: Cengiz Under non sta bene, ma benissimo. Magari tornerà un po’ stanco, ma il problema al ginocchio è archiviato e l’umore è al massimo, soprattutto dopo lo splendido gol segnato ieri sera contro il Montenegro che ha fatto il giro dei social praticamente in tempo reale. Un sinistro al volo su cross dalla trequarti quando la partita non era neppure iniziata da un quarto d’ora, tanto bello quanto difficile, il settimo della sua stagione tra Roma e Nazionale turca, e subito Cengiz ha dimostrato di non avere più quei problemi al ginocchio che lo avevano tenuto in panchina nella prima partita contro l’Irlanda e avevano fatto tremare tutti a Trigoria. Lucescu lo ha schierato dal primo minuto e lui ha risposto alla grande, per la gioia dei media turchi, che già gli dedicano pagine e pagine di giornali, e anche di Monchi e della Roma.

UNGIRONE FA – Di Francesco lo aspetta per oggi, per valutarne soprattutto le condizioni fisiche in vista del tour de force di 7 partite in 23 giorni che attende la Roma. A Bologna potrebbe anche partire dalla panchina, ma certamente il tecnico conterà su di lui e sulla sua fantasia per regalare a se stesso e alla Roma un pezzo di sogno. All’andata l’inizio del suo periodo più nero in giallorosso, la prima di quattro panchine di fila in campionato che lo avevano fatto sparire dai radar. Tempo che gli è stato utile «per imparare l’italiano, e poi da quel momento le cose sono andate meglio», ha confessato qualche giorno fa. A novembre in Serie A non è mai sceso in campo, da dicembre ha saltato solo una partita, quella contro l’Inter, e ne ha disputate quindici, di cui nove dal primo minuto. I gol in campionato sono stati cinque, è a secco dalla partita contro il Napoli del 3 marzo, mentre in Champions ha segnato il 21 febbraio contro lo Shakhtar. Per Di Francesco è ormai una certezza, pur con gli alti e i bassi di un ragazzo che solo a luglio compirà 21 anni ed è alla prima esperienza lontano dal suo paese, ma adesso anche per lui iniziano le sfide della verità.

IL BARCELLONA – Soprattutto quelle contro Leo Messi e compagni: il d.s. Monchi ha detto che la scorsa estate lo voleva il City, mentre adesso gli è stato riferito un interessamento del Barcellona, che si muove solo per giocatori, soprattutto offensivi, dal talento enorme. Cengiz ce l’ha, la Roma spera che lo metta del tutto in mostra proprio contro i catalani tra una settimana. Intanto, tra coloro che ieri hanno condiviso la sua rete sui social network c’erano pure parecchi tifosi del Barcellona, che potranno vederlo dal vivo tra una settimana.

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De Rossi, la fascia tosta della Roma

Il Messaggero (A.Angeloni) – Stavolta è tutto per la Roma. E quando ti ricapita. Intanto non capitava dal settembre del 2004, quando De Rossi aveva esordito in Nazionale: da quella volta, ogni convocazione un calvario (per la Roma). Ora Daniele non è più azzurro e, diciamo così, può godersi la Roma (e magari è un calvario per la Nazionale). Che in questo momento ha bisogno di lui, specie della sua esperienza. Bologna, Barcellona, Fiorentina, ancora Barcellona e infine (nemmeno troppo) Lazio. Non solo De Rossi ha saltato l’ultimo doppio impegno con la Nazionale, ma non ha giocato nemmeno nel pre-sosta, a Crotone, per colpa di una squalifica. Quindi, fresco e allenato. Pronto per l’uso. Di Francesco non può sapere oggi se Daniele sarà in grado di reggere tutte e cinque le partite, valuterà volta per volta, visto che il ragazzo in questione è un classe 83 e non può essere spremuto. Proviamo a fare una valutazione: a Bologna sì (altrimenti si parlerebbe di preoccupante inattività), a Barcellona pure, e fin qui non ci sono dubbi. Ecco, con la Fiorentina qualche ragionamento si potrà fare: dipenderà da come starà lui e da come sarà andata la sfida del Nou Camp. Se il ritorno contro Messi sarà ancora una partita vera, cioè ancora in ballo, può darsi che Daniele salti la gara contro i viola, altrimenti DiFra ne farà a meno con il Barça, ma stiamo andando troppo oltre, forse.

LE PANCHINE – Le forze di De Rossi in questa stagione sono state gestite con una certa regolarità. Un po’ per volontà dell’allenatore, un po’ per questioni contingenti, vedi infortuni o squalifiche (quella di Genova lo ha tenuto fuori per due giornate, poi ha saltato Crotone). Fino all’episodio con Lapadula, e siamo al 26 novembre scorso, Daniele aveva saltato per scelta tecnica (o di turnover) le partite con Crotone, Benevento e Fiorentina e quelle di Champions con Chalsea (a Londra) e Atletico (a Madrid). Diciamo che da Marassi in poi sono cominciati i guai della Roma e quelli di De Rossi, che fino a metà febbraio non ha più trovato continuità: un infortunio al polpaccio lo ha scortato per le vacanze di Natale. De Rossi ha giocato le gare con Cagliari (vinta), Juventus (persa) e Sassuolo (pareggiata) per poi ripresentarsi sano negli ultimi otto minuti contro il Benevento (solo panchina con Inter e Sampdoria). In campo da titolare (per 75 minuti) lo abbiamo rivisto nell’ultima vittoria a Udine (Under-Perotti gol), poi ha saltato il Milan (aveva giocato in trasferta con lo Shakhtar) ed è tornato al suo posto con NapoliTorino (più il ritorno di Champions). La pausa con il Crotone è capitata la momento giusto: Daniele con quella fascia tosta è pronto per il rush decisivo. Quello per uomini, a prescindere dal ruolo, e se lui sia più o meno adatto a ricoprirlo. E Daniele non pensa a tirarsi indietro. Lui, per primo, ha parlato del Barcellona da affrontare «con serenità»La stessa dell’uomo d’esperienza: «Siamo undici noi e undici loro», ha detto Daniele dopo il sorteggio.Vagli a dare torto. De Rossi ha un altro anno di contratto e potrà finire già con quello la carriera in giallorosso superando le seicento presenze complessive con una sola maglia (ora è a quota 584). Ma stiamo andando oltre, forse. C’è il Bologna.

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Dzeko senza turnover. Il Real non molla Alisson

La Repubblica (F.Ferrazza) – Mentre il Real Madrid sembra essere, almeno leggendo la stampa spagnola, sempre più interessato ad avere Alisson (quasi) ad ogni costo, Di Francesco studia il turnover salva-Roma. A Trigoria di offerte formali non ne sono arrivate, ma il brasiliano fa gola a mezza Europa, complice il rendimento strepitoso in questa stagione del ragazzo e l’ingaggio piuttosto basso percepito: circa 1,5 milioni di euro l’anno. Anche il Manchester United, nel caso partisse De Gea – destinazione Madrid – ha fatto sapere a intermediari legati al club giallorosso, di esser piuttosto interessato al bel numero uno. Le cifre? Si parte da 50 milioni, che da Trigoria considererebbero però poco per vacillare davvero, intenzionati a rinnovare il contratto ad Alisson. Tra le inevitabili distrazioni di mercato, le scelte di Di Francesco passano si dividono tra la gara di Bologna di sabato e quella di Barcellona di mercoledì prossimo (ore 20,45 diretta in chiaro su Canale 5). E passano per Dzeko, che, nelle intenzioni del tecnico, le dovrebbe fare entrambe da titolare. Con buona pace di Schick che subentrerà in corsa a Bologna, per far tirare il fiato al collega. «Un momento per noi epocale questi quarti – ammette l’ad Gandini – il riconoscimento del lavoro fatto finora».

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Roma, il modulo Schick

IL MESSAGGERO (A.Angeloni) – «Mi piace giocare in un attacco a due, si adatta alle mie qualità. Ho segnato con la Repubblica Ceca un gol (con la Cina nella China Cup, ndr) che mi aiuta,ma non voglio esagerare e sopravvalutarlo, devo ancora crescere», Patrik Schick, versione numero due, ieri. Facciamo un passetto indietro, al Patrick Schick versione numero uno, qualche giorno prima: «La stagione non sta andando come mi immaginavo. La pressione c’è ancora, d’altronde sono stato uno degli acquisti più costosi in Italia. Ho provato a non sentirla, ma a Roma è impossibile. Non voglio cercare scuse, non è stato l’inizio migliore, ma dimostrerò di essere da Roma. Forse c’è stata un po’ di fretta, avrei dovuto cominciare più lentamente, ma ero entusiasta di poter giocare. Il mio corpo, però, non era ancora pronto e i miei muscoli non hanno retto». Schick, insomma, ha capito perfettamente la situazione, o almeno dice di averla capita. Il problema è di adattamento, dovuto a un inserimento ritardato per via degli infortuni, e tattico, specificando come lui si trovi meglio in un attacco a due. Quindi, non se ne esce. Per ora. Ma il futuro può riservarci sorprese. 1) Che Schick impari ad adattarsi a giocare in altre posizioni e l’età gli consente di farlo. 2) Che Di Francesco si inventi un sistema di gioco per agevolare il talento di Patrik. Diciamo che da qui alla fine della stagione è più facile sperare nell’ipotesi numero 1 che non nella 2. Perché la Roma, specie in vista dei prossimi complicati trenta giorni, difficilmente rischierà esperimenti. Esperimenti, semmai, proponibili nella prossima stagione, con una preparazione completa da effettuare. E Schick l’ha saltata per i noti problemi cardiaci e poi interrotta continuamente per diversi infortuni di natura muscolare.

LA PRESSIONE – Al netto delle decisioni che verranno prese la prossima stagione (la Roma deve ragionare in funzione dell’investimento complessivo, a riscatto avvenuto, di una quarantina di milioni), ciò che appare confortante è quello che il calciatore aveva dichiarato qualche giorno fa sulla questione psicologica, sulle motivazioni, sulle sue difficoltà, sulla fretta di rientrare (il Patrik Schick versione numero uno). Ecco, una delle parole chiave è la fretta. Che tanti hanno avuto nei suoi confronti (la smania di vederlo in campo) e che lui stesso ha avuto. Il 4-3-3 prevede un attaccante, che nella Roma – ad oggi – non può che essere Dzeko. A Di Francesco serviva un esterno, Schicknon è un esterno – lo ha detto anche lui – (Patrik Schick versione numero due) – ma può adattarsi e se non avesse avuto problemi magari lo avrebbe fatto, ma questo non possiamo saperlo.

LA TATTICA – Eusebio ha apprezzato queste dichiarazioni d’intenti e se l’attaccante ceco ci si mette con entusiasmo potrà anche disputare un finale di stagione all’altezza del suo talento. Ad esempio, sabato c’è il Bologna. Gioca Schick? E dove? Non è da escludere che, in vista del Barcellona, Di Francesco lo rilanci come centravanti al posto di Dzeko, oppure come esterno al posto dell’acciaccato Under. Sarebbero entrambi ruoli poco adatti a lui, ma come detto non possiamo pensare che a Bologna la Roma vada a giocare col 4-3-1-2 o col 4-4-2. In questa fase, dunque, starà al calciatore mostrare una maggiore spinta, l’anno prossimo si vedrà. E anche la società, insieme al calciatore, prenderanno la propria decisione. Ma ci sono margini per arrivare a un punto di incontro. Specialmente se ci si sofferma sulle sua dichiarazioni di colpa e di apertura. Un Patrik Schick – a quanto pare – lontano anni luce rispetto a quello dell’intervista a novembre alla rivista ceca («Il mio obiettivo in futuro è giocare nel Real, nel Barcellona o allo United»). Anni luce.

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Da Bologna al Barça sale la febbre Roma. Tanta voglia di lei

La Gazzetta dello Sport (C.Zucchelli) – Quasi duemila persone sabato a Bologna, più o meno la metà, per ora, a Barcellona, con le varie fasi della prelazione che proseguono e la sensazione che, nonostante i biglietti del Camp Nou sfiorino i 90 euro, alla fine saranno 4mila i romanisti presenti. C’è voglia di Roma, lontano dall’Olimpico, e complici i due giorni di Pasqua e Pasquetta, c’è voglia di seguirla anche lontano dalla capitale. A maggior ragione inseguendo un sogno chiamato Champions League.

SABATO – Si inizia sabato al Dall’Ara alle 12.30. La vendita dei settori dello stadio non riservati agli ospiti è stata vietata ai residenti nel Lazio, tradotto: in tribuna non ci saranno romanisti provenienti da sud. Il settore ospiti, invece, riservato ai tesserati, sarà strapieno: non si è ancora arrivati a quota 2mila tagliandi, ma restano tre giorni di vendita e si dovrebbe raggiungere cifra tonda. In macchina o treno, sabato mattina ci saranno le partenze per l’Emilia, poi in molti torneranno a Roma, ma molti altri si fermeranno fuori per i due giorni di festa. Sperando che non ci siano problemi con i tifosi del Napoli diretti a Reggio Emilia per la partita contro il Sassuolo, in programma alle 18proprio per motivi di ordine pubblico.

MERCOLEDì – Il secondo appuntamento è quello di mercoledì sera al Camp Nou, ore 20.45, a casa di Messi e compagni. Le varie fasi della vendita sono iniziate da qualche giorno, i tagliandi vengono staccati con frequenza, ma senza code o resse. Oggi, al Roma Store di via del Corso, inizia il terzo periodo: dalle 7 alle 19 potranno acquistare i biglietti coloro che, insieme all’abbonamento, presenteranno i tagliandi delle partite, in trasferte, contro Qarabag, Chelsea, Atletico e Shakhtar. Domani, invece, toccherà a chi ha un abbonamento o ha fatto almeno una trasferta, mentre da giovedì inizierà la vendita libera. E il sogno prenderà sempre più forma: i prezzi degli aerei sono schizzati alle stelle, molti si sono organizzati con viaggi complicati (tra i più gettonati c’è lo scalo a Francoforte), molti altri invece andranno in macchina. Più faticoso, ma anche più economico, soprattutto se ci si organizza in gruppo.

IL FUTURO – La speranza dei tifosi, neppure a dirlo, è che non sia l’ultima trasferta europea stagionale, ma la Roma vuole continuare a sognare anche il prossimo anno. Ecco perché anche la sfida contro il Bologna, per la Champions che sarà, è fondamentale. In attesa poi, a proposito di cose fondamentali, del nuovo stadio, che secondo l’amministratore delegato, Gandini, cambierà radicalmente la vita del club: «La Roma pagherà alla società veicolo un affitto analogo a quello che versa al Coni per l’Olimpico, 2,8 milioni all’anno, ma potrà beneficiare di ricavi extra che oggi non incamera – ha spiegato da Madonna di Campiglio al Sole 24 ore –. Dal food and beverage ai parcheggi, dal museo allo store ufficiale». Business, importante, per la Roma come per ogni club. Ma quello che interessa adesso ai tifosi giallorossi è altro. Tanto altro. E lo stanno dimostrando andando in massa sia a Bologna che a Barcellona.

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Gol e assist: Schick si rilancia

LEGGO (F.Balzani) – Nel pozzo di San Patrizio, secondo una leggenda irlandese, si trovano ricchezze, la remissione dei peccati e anche l’accesso per il Paradiso. Chissà che a 10 giorni esatti dai festeggiamenti per il suo onomastico Patrik Schick non abbia trovato davvero la giusta via per uscire dalla crisi. Ieri, infatti, l’attaccante più costoso della storia della Roma (42 milioni totali entro il 2020 tra prestito e riscatto) è tornato ad esultare a tre mesi dal suo ultimo (e unico) gol stagionale. Lo ha fatto lontano da Roma e dall’Italia ovvero nell’amichevole tra la Repubblica Ceca e la Cina di Lippi. Schick è entrato ad inizio ripresa e ha cambiato la partita fin lì bloccata su un sorprendente 1-1. Al 59′ ha siglato il gol del 2-1 ribadendo in porta una corta respinta del portiere cinese. Al 62′ da una sua conclusione è nato il 3-1 di Krmencik e a dieci dalla fine è entrato pure nel 4-1 finale siglato da Kadarabek. La rete in nazionale mancava addirittura dal 27 maggio 2016 quando entrò nel tabellino marcatori contro Malta.

Segnali dal pianeta Schick, quindi, ce ne sono. «Non voglio però sopravvalutare questa rete in amichevole, o parlarne troppo, devo ancora crescere tanto. Ma anche se tornerò a Roma dopo un viaggio di dodici ore mi piacerebbe giocare, come tutti, o comunque essere candidato a una maglia», ha dichiarato il ceco mentre si stava imbarcando direzione Fiumicino. Si propone per un posto da titolare Patrik che fin qui di gare dal primo minuto in campionato ne ha giocate appena cinque. Tutte sotto la sufficienza, tutte senza acuti (la sua unica rete è arrivata in coppa Italia contro il Torino). Un flop finora che però non mette in dubbio il futuro del ceco in giallorosso. Non è ancora lo Shick visto un anno fa con la Sampdoria che ha convinto la Roma a sborsare una cifra da record, ma qualche piccolo passo verso la risalita c’è e lo ha rimarcato pure Di Francesco. «Mi sono piaciute le sue dichiarazioni. La pressione è tanta, deve meritare di essere da Roma». Domani l’attaccante sarà abile e arruolato per l’allenamento a Trigoria, magari cercando di convincere Di Francesco a schierarlo insieme a Dzeko a Bologna e non al posto del bosniaco. «Mi piace giocare in un attacco a due, si adatta alle mie caratteristiche» ha ribadito.

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Sarà 4-1-4-1 anti Barça

CORRIERE DELLO SPORT (G.D’Ubaldo) – Il piano anti Barcellona. E’ cominciata la settimana che aprirà un tour de force della Roma che si chiuderà il 22 aprile, con la partita di Ferrara contro la Spal. In 23 giorni sono in programma sette partite, compreso il doppio confronto con il Barcellona. Cresce l’attesa per la sfida contro i catalani e nessuno a Trigoria si sente sconfitto in partenza. La Roma se la vuole giocare, a cominciare dal suo allenatore. La partita di andata del 4 aprile a Barcellona si avvicina e anche i tifosi si mobilitano. Finora sono stati venduti settecento biglietti per il settore ospiti, da metà settimana comincerà la vendita libera e andranno via quasi tutti i 4.500 biglietti che il Barcellona ha inviato a Roma. Intanto procede a ritmi sostenuti anche la prevendita per la partita di sabato a Bologna. Saranno duemila i tifosi giallorossi al Dall’Ara.

4-1-4-1 – Di Francesco non scopre le carte ma un’idea su come affrontare il Barcellona già ce l’ha. Primo punto: la Roma non perderà la sua identità. Giocherà come ha fatto contro altri avversari blasonati, come Chelsea e Atletico Madrid. Anche a Londra e in Spagna (almeno nel primo tempo) la squadra giallorossa impose il suo gioco, andando ad aggredire gli avversari dentro la loro area di rigore. Nessun stravolgimento. La Roma non farà una gara di attesa, non servirebbe a niente. Ma contro Messi e compagni serve la massima attenzione in difesa. Di Francesco prepara il 4-1-4-1, con De Rossi davanti alla difesa. Per fermare il campione argentino previsti raddoppi di marcatura continui, gli esterni difensivi devono restare più arretrati, si potranno spingere in avanti solo uno alla volta. Il Barcellona costringerà ad abbassarsi la Roma nella propria metà campo grazie alla qualità dei suoi giocatori. Di Francesco vuole una Roma che rispetti l’avversario, ma senza paura, cercando di non snaturare le sue caratteristiche. Per il tecnico abruzzese Messi è il più forte giocatore al mondo. Non sono previste gabbie, sarebbero inutile, ma una particolare attenzione con i raddoppi di marcatura. In questi giorni il tecnico ripete ai suoi giocatori di non sottovalutare la partita di sabato contro il Bologna. La Roma non deve abbassare la guardia, per cercare la vittoria utile a consolidare il terzo posto che ha riconquistato dopo averlo perso con la sconfitta contro il Milan all’Olimpico del 25 febbraio. A Bologna farà turn over, per far riposare alcuni titolari. Dzeko potrebbe lasciare il posto a Schick, in gol con la Nazionale Ceca contro la Cina.

SENZA PAURA – La Roma in Europa ha dimostrato di essere affidabile, la difesa ha retto bene contro grandi squadre e ha subito otto gol, gli stessi incassati dalla Juventus. Di Francesco è convinto che sarà fondamentale, forse decisiva, la gara di andata e vuole andare a giocare al Camp Nou con un atteggiamento propositivo. Squadra corta, la capacità di ribaltare rapidamente l’azione. Non è solo Messi a togliere il sonno all’allenatore abruzzese. Nelle ultime settimane la Roma ha dimostrato di aver ritrovato equilibrio tattico e questo è un aspetto che sta molto a cuore al tecnico.

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Eusebio prepara il tour de force d’aprile

IL MESSAGGERO (S.Carina) – Soltanto mercoledì, Di Francesco potrà riabbracciare i ‘nazionali’ impegnati nei test amichevoli. Calendario alla mano e considerando il lavoro di scarico previsto per il primo giorno a Trigoria, il tecnico abruzzese avrà appena 48 ore per preparare la trasferta di Bologna (sabato, ore 12,30). Come riporta Il Messaggero (S.Carina), la prima di un tour de force che vedrà la Roma scendere in campo dal 31 marzo al 22 aprile ben 7 volte. Praticamente una volta ogni tre giorni. Bologna, Barcellona, Fiorentina, ancora Barcellona a quattro giorni dal derby e rush finale con il turno infrasettimanale contro il Genoa più la trasferta di Ferrara con la Spal. Ventitré giorni decisivi nella stagione dei giallorossi. La buona notizia è che con il rientro in gruppo di Defrel, previsto già in giornata o al massimo per domani, il tecnico abruzzese ha l’intera rosa a disposizione, escluso Karsdorp. Questo gli garantirà di portare avanti il turnover.

A Crotone, prima della sosta, a 4 giorni di distanza dal successo con lo Shakthar in Champions, Eusebio optò addirittura per 6 volti nuovi rispetto alla gara contro gli ucraini. A Bologna, la rotazione potrebbe continuare. Rientrerà De Rossi, squalificato con i calabresi, e la grande curiosità volge sull’impiego o meno di Schick. L’ex Samp stavolta sembra avere qualche chance di partire titolare: Under è rimasto con la Turchia(e domani potrebbe anche giocare con l’Irlanda) ma la situazione del ginocchio, con il Barcellona alle porte, avrò un suo peso nelle scelte. Discorso analogo per Perotti che nonostante il leggero affaticamento muscolare, non ha voluto saltare il doppio test con l’Argentina, decisivo per una possibile convocazione ai mondiali. Considerando che Gerson a Crotone ha convinto poco, ecco che Patrik (un palo sabato con l’Uruguay e di nuovo in campo oggi contro la Cina) spera in un’altra chance.

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Cessioni e Pallotta per dare ossigeno

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Conti in sofferenza. Il 2016-17 si è chiuso a -41,7 milioni nonostante plusvalenze di 94,8. In attesa del responso Uefa sul fair play violato, la Roma ha ceduto a gennaio Emerson e Moreno per 26 milioni fissi ma gli acquisti (da Schick a Ünder) hanno aumentato i costi. La semestrale al 31 dicembre è stata negativa per 40,3 milioni, anche se gli amministratori si aspettano un miglioramento al 30 giugno, grazie a Champions e stadio. Servono soldi. Dopo l’incremento del finanziamento con Goldman Sachs (a 230 milioni), la proprietà negli ultimi mesi ha prestato altri 12 milioni.