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Crotone-Roma 0-2, le pagelle dei quotidiani

La Roma supera la prova di maturità chiesta da Eusebio Di Francesco e Monchi in settimana e vince sul campo del Crotone con un rotondo 2-0. Queste le pagelle dei quotidiani:

IL MESSAGGERO (ANGELONI)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 6, Juan Jesus 6, Kolarov 7.5; Pellegrini 6.5, Gonalons 5.5, Nainggolan 7; Gerson 5.5, Dzeko 6.5, El Shaarawy 7. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6.5, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 7.

IL TEMPO (AUSTINI)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 6, Juan Jesus 6, Kolarov 6.5; Pellegrini 6, Gonalons 5.5, Nainggolan 7; Gerson 5, Dzeko 6, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6.5, Cengiz Under 5.5. Allenatore: Di Francesco 6.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (PUGLIESE)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 6, Juan Jesus 5.5, Kolarov 7; Pellegrini 6, Gonalons 5.5, Nainggolan 6.5; Gerson 5, Dzeko 6, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6.5, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 6.5.

LEGGO (BUFFONI)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 6, Juan Jesus 5.5, Kolarov 6.5; Pellegrini 6.5, Gonalons 5, Nainggolan 7; Gerson 5.5, Dzeko 6.5, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 6.5.

LA REPUBBLICA (BOCCA)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 5.5, Juan Jesus 6, Kolarov 6.5; Pellegrini 6.5, Gonalons 5.5, Nainggolan 7; Gerson 5, Dzeko 5.5, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6.5, Florenzi 6, Cengiz Under SV.

CORRIERE DELLA SERA (VALDISERRI)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 5.5, Juan Jesus 6, Kolarov 7; Pellegrini 6, Gonalons 5, Nainggolan 6.5; Gerson 5, Dzeko 6, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6.5, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 6.5.

CORRIERE DELLO SPORT (MAIDA)

Alisson 7.5; Bruno Peres 6.5, Fazio 5.5, Juan Jesus 6.5, Kolarov 6.5; Pellegrini 6, Gonalons 5.5, Nainggolan 7; Gerson 5.5, Dzeko 6.5, El Shaarawy 7. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6.5, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 7.

TUTTOSPORT (PALERMO)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 6, Juan Jesus 5.5, Kolarov 6.5; Pellegrini 6, Gonalons 5.5, Nainggolan 6.5; Gerson 6, Dzeko 6.5, El Shaarawy 6.5. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 6.5.

IL GIORNALE (ARCOBELLI)

Alisson 7; Bruno Peres 6, Fazio 5.5, Juan Jesus 6, Kolarov 7; Pellegrini 5.5, Gonalons 6, Nainggolan 7; Gerson 5.5, Dzeko 6, El Shaarawy 7. Subentrati: Strootman 6, Florenzi 6, Cengiz Under SV. Allenatore: Di Francesco 7.

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Crotone-Roma, le probabili formazioni dei quotidiani

Questa le probabili formazioni della Roma che oggi alle 15:00 manderà in campo, contro il Crotone, Di Francesco, secondo i principali quotidiani:

Il Messaggero (4-3-3): Alisson; Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Nainggolan, Gonalons, Pellegrini; Gerson, Dzeko, El Shaarawy.

Il Tempo (4-3-3): Alisson; Bruno Peres, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, Gonalons, Nainggolan; Gerson, Dzeko, El Shaarawy.

La Gazzetta dello Sport (4-3-3): Alisson; Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Nainggolan, Gonalons, Pellegrini; Gerson, Dzeko, El Shaarawy.

Corriere della Sera (4-3-3): Alisson; Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Nainggolan, Gonalons, Pellegrini; Gerson, Dzeko, El Shaarawy.

Tuttosport (4-3-3): Alisson; Bruno Peres, Fazio, Juan Jesus, Kolarov; Nainggolan, Gonalons, Pellegrini; Gerson, Dzeko, El Shaarawy.

La Stampa (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, Gonalons, Strootman; Ünder, Dzeko, El Shaarawy.

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Dieci ex giallorossi scelgono: «E ora vogliamo l’Aeroplanino»

CORRIERE DELLO SPORT  (M.Evangelisti – A.Ancona) – Tutti volevano Montella, ex collega, per qualcuno ancora collega e di sicuro ancora amico, quando si cercavano nomi esotici per la panchina. E tutti vogliono Montella adesso che si cerca, o meglio bisogna pescare, un avversario nei quarti di Champions League. E’ normale: noi restiamo uguali, il mondo e i tempi intorno si trasformano. Oggi la Roma e la Juventus scoprono che cosa li aspetta oltre il primo turno a eliminazione diretta, superare il quale ha significato festa composta ma entusiasta per la prima e giusto la sufficienza per la seconda. Si gioca ai bussolotti senza regole: può capitare qualsiasi cosa ormai a Nyon, niente teste di serie, niente barriere etiche a impedire le sfide nazionali. Può capitare persino un Roma-Juventus, come no. Svantaggio: perdiamo una squadra. Vantaggio: ne portiamo di sicuro una sull’ultimo ostacolo prima della finale. C’è una foto costruita che gira per l’universo digitale: una bella ragazza dal corpo di ballerina e i tratti spagnoli seduta al bancone di un bar, con lo stemma del Siviglia sul petto. E intorno bellimbusti vestiti dei colori degli altri club giunti ai quarti che tentano di attirare l’attenzione di lei. D’accordo, è persino facile immaginare che si preferisca generalmente incontrare il Siviglia piuttosto che andare incontro a blindati tipo Bayern, Real, City.

Poi dire che prima o poi devi incontrare tutte è una bella baggianata. Meglio atterrare morbidi finché si può. Ogni passaggio del turno significa visibilità, soldi, morale e, se l’avversario non è troppo feroce, energie salvate. Gli ex giallorossi che abbiamo interpellato, comunque, non si limitano a fare nomi. Motivano la scelta. Chi parla della leggibilità del Siviglia in quanto squadra allenata da un italiano, chi mette a paragone le rose delle varie contendenti eccetera. La scelta sempre lì cade: visto che ogni passo avanti vale almeno una decina di milioni e che una volta arrivati in semifinale mettere limiti alla provvidenza sarebe peccaminoso, tutti chiedono Montella e il Sivigliaper la Roma reduce dall’esecuzione dello Shakhtar. Tutti tranne uno, cioè Fulvio Collovati, difensore storico, critico calcistico reputato. Lui vorrebbe il Liverpool, non perché abbia tendenze suicide bensì perché sa benissimo come a tutti i romanisti sia rimasta qui la celebre finale di Coppa dei Campioni del 1984. Così Collovati vuole una rivincita mai ottenuta. E poi c’è la piacevolezza di incontrare nuovamente la faccia sorridente di Mohamed Salah, un volto amico che non riesci a immaginare ti guardi in cagnesco. Anche se nel caso lo farà, statene certi.

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Messi, Ronaldo o il derby. Juve & Roma, quarti di nobiltà

LA STAMPA (A.Barillà) – Road to Kiev. Oggi Juventus e Roma conosceranno la prossima tappa. Il destino delle due squadre italiane approdate ai quarti di finale di Champions – l’ultima volta undici anni fa – sarà scritto alle 12 nella sede dell’Uefa a Nyon: non esistono, a questo punto, avversarie semplici, ma insistere sull’indifferenza dell’urna è una bugia o almeno un luogo comune. Abolite le teste di serie, il sorteggio è libero e le gerarchie innegabili, di sicuro il Barcellona, favorito per Dna e trascinato da un Messiispiratissimo, non ha lo stesso peso del Siviglia che ha sfrattato, contro ogni pronostico, il Manchester United. Ultima volta Prima di addentrarci nell’analisi delle rivali straniere, è opportuno soffermarsi sulla possibilità più crudele e affascinante: quella di un derby italiano. L’ultimo nella competizione risale al 2004/2005 quando, proprio ai quarti, si trovarono di fronte Inter e Milan, ma il precedente più vicino è quello dell’Europa League 2014/2015, con Fiorentina e Roma opposte agli ottavi. In assoluto, nella storia delle coppe internazionali le sfide Made in Italy sono state 17 di cui ben 7 finali.

Il rischio derby appartiene anche all’Inghilterra, che schiera Liverpool e Manchester City, e, ancora di più, alla Spagna che a Barcellona e Siviglia aggiunge il Real Madrid.Record in panchina In fondo, in qualche modo, sarebbe derby anche se Juventus o Romadovessero incrociare i Los Nervionenses di Vincenzo Montella: è la quarta volta che tre tecnici italiani si ritrovano ai quarti e nessun altro Paese può vantare lo stesso primato. Se poi venisse fuori Roma-Siviglia, le emozioni si moltiplicherebbero, perché Eusebio Di Francesco e Montella non sono semplici colleghi: amici fin da ragazzini, quando giocavano nelle giovanili dell’Empoli, da dodici anni sono anche soci in una boutique nel centro della città toscana. Evitare la paura Sulla carta, al di là delle suggestioni sulla panchina, il Siviglia è l’avversaria più morbida, ma Mourinho, battuto a Old Trafford,racconterebbe un’altra storia.

Di sicuro le più temute sono Barcellona e Manchester City, macchine perfette cui è difficile individuare dei difetti: al massimo può far coraggio la possibilità che, consce del loro valore, si deconcentrino inconsciamente o, nel caso blaugrana, la tradizione sfavorevole ai quarti: dal 2013/2014 a oggi tre eliminazioni, due con l’Atletico Madrid e una con la Juve. «Un po’ di clemenza, basta Barça», esclama Massimiliano Allegri che nell’urna, tra Milan e Juventus, l’ha pescato tantissime volte, ma aggiunge di voler evitare pure il Real. Di Francesco non fa nomi: «Vorrei evitare solo la paura e continuare a sognare con questa squadra». Ritmo travolgente Avversario tostissimo anche il Bayern Monaco, che con Jupp Heynckes ha trovato un ritmo travolgente: il tecnico ha battuto il record delle undici vittorie consecutive in Champions, sommando alle cinque del 2013 le sei ottenute dopo aver preso il posto di Carlo Ancelotti. Più accessibile, ma appena appena, il Liverpool: non ha lo spessore delle big citate, ma non manca di fuoriclasse e può contare sull’organizzazione brillante di Jürgen Klopp.

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Roma, pericolo a ore 12

LEGGO (F.Balzani) – Più equilibrio, nella gioia e nel dolore. E quindi nelle vittorie così come nelle sconfitte. Il consiglio arriva da Monchi che oggi vivrà con emozione ilsorteggio dei quarti di Champions. Ma alle 12 a fermarsi sarà tutta la città (almeno quella giallorossa) con la speranza di beccare proprio il Siviglia costruito negli anni dal direttore sportivo spagnolo. «Ma non dobbiamo avere paura di nessuno – avvisa Monchi – È difficile sapere quale squadra sia meglio affrontare. Il Siviglia è abituato a queste partite, a gestire la pressione dei match importanti. Ieri scherzavo con la mia famiglia: se uscisse Roma-Siviglia ai quarti, il primo problema sarebbero i biglietti (ride, ndr). Il Chelsea non avrebbe meritato di perdere 3-0, ma se il Barcellona ha Messi in giornata sono dolori. Il City per me è la squadra più forte di tutte. Ieri sera mia figlio ha pubblicato su Twitter una foto delle migliori otto squadre, è bello vederci lì. Le altre sette vogliono la Roma? Va bene, ok. Meglio così». Il passaggio ai quarti ha permesso un bel salto anche per quanto riguarda ilranking Uefa: in quello generale la Roma sale al 24° posto, in quello stagionale al nono

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Roma, la stampa estera celebra la qualificazione ai quarti di Champions

Dopo il trionfo dell'Olimpico e la qualificazione ai quarti di finale di Champions League, tutta la stampa europea celebra la prestazione della Roma di Di Francesco, in grado di ribaltare il 2-1 in favore dello Shakhtar dell'andata. Dal Mundio Deportivo al Mirror, ecco i titoli delle più importanti testate calcistiche europee.

 

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Dzeko: «Sono rimasto per questo». E Pallotta lo ringrazia: «Che regalo per i miei 60!»

LA GAZZETTA DELLO SPORT  (D.Stoppini) – Come li convinci tu, Roma, non li convince nessuno. Piena di guai, a volte un po’ distratta, malandata anche perché svogliata, con quell’aria di superiorità che a volte non ti meriti. Ma quando entri nel cuore non esci più, hai voglia a spiegarlo a chi non ti conosce. Hai voglia a spiegare a Edin Dzeko che Londra è l’ombelico del mondo, che la Premier League mangia in testa alla Serie A, che il Chelseaha prospettive che James Pallotta non può mica assicurare. «Scusa Edin, ma la Champions?». C’è questa domanda nel dialogo immaginario con se stesso del bosniaco, in quei giorni di fine gennaio. E quella vocina dentro che risponde: «No, la Champions no, non si può fare per regolamento. Ma giocherai tanto in campionato, ti vuole Antonio Conte», sentiva sussurrare il bosniaco. «Mmmhhhh. Ora ci penso un altro po’». Ecco, in quel preciso momento tu, cara Roma, l’avevi già fregato. Legato alla sedia, alla villa di Casal Palocco, per la gioia della moglie Amra, dei suoi cuori al Colosseo via social e dei figli del centravanti. Per l’amore di Roma e la voglia pazza di giocare il torneo più importante che c’è. «Se non sono partito a gennaio è proprio perché volevo vivere serate come queste – ha confermato il bosniaco –. Tutta la stagione si gioca per gare come queste. È stata una grande notte per me, per la Roma, per i tifosi, per chiunque fa parte di questo club. Dopo dieci anni finalmente siamo riusciti a raggiungere i quarti di nuovo, dobbiamo esserne orgogliosi».

NELLA STORIA – Probabilmente pure un filo di più. Dzeko forse neppure se ne rende conto, ma da queste parti i quarti di finale di Coppa Campioni/Champions si sono visti solo altre 3 volte, l’ultima 10 anni fa. Il bosniaco ha scritto un pezzo di storia. Anche personale, benintesi: è il primo gol di Dzeko in una fase finale della Champions, gli altri – anche ai tempi del City – erano arrivati solo nel girone. È diventata la Coppa Dzeko, chiamatela così. Lui che per la prima volta supera gli ottavi, lui che in questa Champions ha messo il piede in 6 degli 11 gol della Roma: 4 reti e 2 assist il dettaglio da sogno, come quell’esterno destro sotto le gambe di Pyatov. E il nome urlato da tutto lo stadio, come mai, come neppure la scorsa stagione con 39 gol, fino all’ovazione al momento della sostituzione, per un principio di crampi: «La standing ovation? Non sia solo per me, ma per tutta la squadra: tutti abbiamo dato il massimo, questi quarti ce li siamo meritati. Ora non ho una squadra preferita per i quarti: sono tutte forti, noi ce la giocheremo. Siamo tra le otto più forti d’Europa, significa che siamo forti anche noi, no?».

REGALI – Significa che aprile sarà mese di nuove emozioni. Che Dzeko non è scaramantico, perché s’è fatto il regalo del 32° compleanno con quattro giorni di anticipo. Anzi no, gentiluomo com’è il presente l’ha spedito a James Pallotta. Scarta scarta, mentre cantava happy birthday il presidente commentava: «La Roma mi ha fatto il regalo più bello che potessi immaginare». Per mano di un centravanti che un giorno disse: «Ci sono più buche per le strade di Roma che a Sarajevo». Ma ora s’è innamorato pure di quelle.

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Roma-Shakhtar Donetsk 1-0, le pagelle dei quotidiani

La Roma compie l’impresa e dopo 10 anni ritorna ai quarti di finale di Champions League. Di seguito le pagelle dei principali quotidiani sportivi nazionale e non: 

IL TEMPO (AUSTINI)

Alisson SV; Florenzi 7, Manolas 7, Fazio 7, Kolarov 7; Nainggolan 7, De Rossi 7.5, Strootman 7.5; Cengiz Under 6, Dzeko 8, Perotti 7. Subentrati: Gerson 6.5, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 8.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (CECCHINI)

Alisson 6; Florenzi 6, Manolas 7, Fazio 7, Kolarov 6.5; Nainggolan 7, De Rossi 6.5, Strootman 6.5; Cengiz Undr 5.5, Dzeko 8, Perotti 6.5. Subentrati: Gerson 6, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 7.5.

LA REPUBBLICA (BOCCA)

Alisson 6; Florenzi 7, Manolas 6.5, Fazio 7, Kolarov 6.5; Nainggolan 7, De Rossi 6.5, Strootman 7; Cengiz Under 6.5, Dzeko 8, Perotti 6. Subentrati: Gerson 6.5, El Shaarawy SV.

IL MESSAGGERO (ANGELONI)

Alisson SV; Florenzi 7, Manolas 7.5, Fazio 7, Kolarov 7; Nainggolan 7, De Rossi 7, Strootman 7.5; Cengiz Under 6, Dzeko 8, Perotti 6.5. Subentrati: Gerson 6.5, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 9.

CORRIERE DELLA SERA (AGRESTI)

Alisson 6; Florenzi 6, Manolas 7, Fazio 7.5, Kolarov 7; Nainggolan 6.5, De Rossi 7, Strootman 7; Cengiz Under 5.5, Dzeko 8, Perotti 7. Subentrati: Gerson 6, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 7.5.

CORRIERE DELLO SPORT (D’UBALDO)

Alisson 6; Florenzi 7, Manolas 7, Fazio 7.5, Kolarov 6.5; Nainggolan 6.5, De Rossi 7, Strootman 7; Cengiz Under 5.5, Dzeko 8.5, Perotti 6.5. Subentrati: Gerson 6, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 7.5.

LEGGO (BUFFONI) 

Alisson 6.5; Florenzi 6, Manolas 7, Fazio 7, Kolarov 6.5; Nainggolan 7, De Rossi 7, Strootman 7.5; Cengiz Under 6, Dzeko 8.5, Perotti 6.5. Subentrati: Gerson 6, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 8.

LA STAMPA (DE SANTIS)

Alisson SV; Florenzi 6, Manolas 6.5, Fazio 6.5, Kolarov 6.5; Nainggolan 6, De Rossi 7, Strootman 6; Cengiz Under 5.5, Dzeko 8, Perotti 5.5. Subentrati: Gerson 5.5, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 6.5.

 

IL GIORNALE (MALERBA)

Alisson SV; Florenzi 7, Manolas 6.5, Fazio 7, Kolarov 6.5; Nainggolan 6.5, De Rossi 6, Strootman 7; Cengiz Under 5.5, Dzeko 8, Perotti 6. Subentrati: Gerson 6, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 7.5.

TUTTOSPORT (DI STEFANO)

Alisson SV; Florenzi 6, Manolas 7, Fazio 5.5, Kolarov 6.5; Nainggolan 6.5, De Rossi 6, Strootman 7; Cengiz Under 6, Dzeko 8, Perotti 6.5. Subentrati: Gerson 6, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 8.

IL ROMANISTA

Alisson SV; Florenzi 7, Manolas 7, Fazio 7, Kolarov 6.5; Nainggolan 7, De Rossi 7.5, Strootman 7.5; Cengiz Under 6, Dzeko 8, Perotti 6.5. Subentrati: Gerson 6.5, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 8.

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Fonseca gonfia il petto: «Non ci difenderemo»

IL TEMPO (F.Schito) – «Se pensate che veniamo qui per fare una partita difensiva, siete fuori strada». Paulo Fonseca non vuole fare barricate, lo Shakthar si presenta a Romaper giocare una partita a viso aperto nonostante il 2-1 ottenuto dell’andata. «Vogliamo imporre il nostro gioco, come sempre. Ci aspetta una partita difficile, la Roma non ha mai subito gol in casa nella fase a gironi. Siamo pronti e motivati, affrontiamo una squadra che ha tanti giocatori di grande valore, non solo Perotti e Dzeko. Sono fortissimi, mi aspetto che ci mettano in difficoltà dal 1’, con il pressing alto. Dovremo essere perfetti dal punto di vista difensivo».

Il tecnico teme i ritmi alti della Roma già dall’avvio: «Mi aspetto una partenza forte, ma noi siamo in ottima forma, sia fisica che mentale. Abbiamo due infortunati ma non inciderà sulle condizioni della squadra. Spero che i ragazzi diano il massimo». Gli ucraini dovrebbero scendere in campo con una sola novità rispetto alla partita d’andata: Ordets al posto dell’acciaccato Kryvtsov al centro della difesa, in tandem con Rakitsky come nel secondo tempo a Kharkiv.

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Di Francesco: «Ci serve l’aiuto dei tifosi»

IL MESSAGGERO (S.Carina) – L’atmosfera è di quelle speciali. Di Francesco appena entrato nella sala stampa (gremita come non accadeva da tempo) allestita a Trigoria se ne accorge immediatamente. Se è emozionato, è bravo a nasconderlo consapevole che questa sera non è soltanto la Roma a giocarsi molto. Anche per lui, infatti, presentarsi al debutto in Champions con l’accesso ai quarti di finale, sarebbe un biglietto da visita niente male da giocarsi in futuro (e da spendere nei bilanci di fine stagione). E così, a dispetto dell’importanza della gara, il tecnico palesa una serenità invidiabile:«Abbiamo un unico obiettivo, passare il turno e arrivare ai quarti. La Roma non è tanto abituata ad arrivare a questi livelli, mi auguro di poterlo fare con i miei ragazzi e con la nostra gente che spero sia il dodicesimo uomo in campo. È una grande chance, per me e per la squadra. Credo sia una partita importantissima per tutti, passare ridarebbe slancio allenostre ambizioni». Se in campionato si è riappropriato del terzo posto e ora ha un marginedi vantaggio non indifferente sulla Lazio (+3) e sull’Inter (+4 ma i nerazzurri debbono recuperare il derby), in Champions avrebbe già fatto il suo. Qualificarsi agli ottavi dopo esser finito nel girone con Chelsea e Atletico Madrid è di per sé già un risultato storico pensando che la Roma, prima delle ultime 6 gare europee (di cui Eusebio ne ha vinte tre), vantava dal 2014 uno score in Champions di due successi, sei pareggi e otto sconfitte (compreso il preliminare col Porto). Di Francesco, però, giustamente non si accontenta e rilancia: «Vogliamo andare avanti e puntare ancora meglio… Affronteremo una squadra forte, ma volendo passare il turno non possiamo accontentarci di fare bene solo un tempo. A Kharkiv abbiamo commesso troppi errori in fase difensiva e questo non ce lo possiamo permettere, anche se dovremo essere pure un po’ spensierati. Dobbiamo vincere e quindi essere attendisti non serve. Non dovremo fermarci nemmeno in caso di vantaggio, bisogna avere l’intelligenza di dare continuità alla prestazione». Per una gara d’attacco, il primo nome che viene in mente è quello di Dzeko, a riposo con il Torino perché squalificato, e pronto a guidare l’attacco romanista: «Sappiamo di avere davanti un centravanti che, se gli si dà la possibilità ed è in giornata, può fare gol straordinari e mettere i compagni nelle condizioni di poter segnare. Sarà determinante lui,come tutta la squadra».