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Roma-Shakhtar, le probabili formazioni dei quotidiani

Roma a caccia dell’impresa per raggiungere i quarti di finale di Champions League. All’Olimpico arriva lo Shakhtar forte del 2-1 dell’andata.Di seguito le probabili formazioni della gara diquesta sera: 

IL TEMPO

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

LEGGO

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

IL MESSAGGERO

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Strootman; Under, Nainggolan, Perotti; Dzeko.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

LA REPUBBLICA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

CORRIERE DELLA SERA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

IL GIORNALE

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

LA STAMPA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

IL ROMANISTA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

CORRIERE DELLO SPORT

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

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Da mister turnover ai titolarissimi. La nuova Roma di Di Francesco

CORRIERE DELLA SERA (L.Valdiserri) – Il sogno di Eusebio Di Francesco, quando ha firmato per la Roma, era chiaro: riproporre in una grande piazza il tipo di calcio che aveva messo in mostra con il Sassuolo, prima promuovendo i nero-verdi dalla B alla A e poi portandoli addirittura in Europa League. Di Francesco crede nel gioco «ad alta intensità»: pressing e riconquista del pallone, possibilmente nella metà campo avversaria; verticalizzazioni e inserimenti dei centrocampisti in zona gol; ampio uso del turnover per avere sempre una squadra aggressiva. Non è un caso che i giocatori più sostituiti, nel suo metodo, sono gli esterni di attacco, chiamati a sdoppiarsi tra 4-3-3 in fase offensiva e 4-5-1 in quella difensiva. Questo tipo di Roma si è visto davvero tra ottobre e novembre, con i picchi di qualità contro il Chelsea, a Firenze e nel derby.

In molte occasioni Di Francesco ha cambiato cinque titolari a partita, ottenendo quasi sempre il risultato che cercava: una squadra ad alta intensità. I problemi, però, sono iniziati quando gli infortuni e i flop di mercato hanno tagliato drasticamente le rotazioni. I risultati sono andati in calando e la squadra ha perso fiducia, anche nel modulo. È così che, dopo una striscia di sette partite senza vittorie (3 pareggi e 4 sconfitte tra il 20 dicembre e il 28 gennaio), la Roma è passata dal 4-3-3 al 4- 2-3-1. Esperimento breve, con le vittorie contro Hellas Verona e Benevento, ma anche con il crollo nella ripresa contro lo Shakhtar Donetsk (da 1-0 a 1-2), che ha convinto Di Francesco a ritornare subito all’amato 4-3-3. Il tecnico ha fatto la sua scelta, che probabilmente sarà valida fino al termine della stagione: giocano i titolarissimi e il turnover sarà ridotto al minimo.

Contro gli ucraini, per recuperare l’1-2 dell’andata, rientreranno Dzeko e Fazio(squalificati contro il Torino) al posto di Schick e Juan Jesus. L’unico altro cambio sarà Perotti per El Shaarawy. È nata così una Roma di intoccabili, ai quali Di Francesco si è legato a doppio filo. Alisson è il giocatore più impiegato: 2520 minuti in campionato più 630 in Champions (non ha giocato solo Roma-Torino di Coppa Italia). Poi ci sono Kolarov (2.307 più 630), Dzeko (2.275 più 628), Nainggolan (2006 più 610) e Fazio (2.022 più 473). Nel mercato di riparazione Di Francesco si è battuto perché Dzeko non fosse ceduto al Chelsea, trovando una preziosa sponda nella moglie del centravanti. Dzeko ha giocato – tra Wolfsburg, Manchester City e Roma – 46 partite di Champions e segnato 12 gol(4 con i tedeschi, 3 con gli inglesi e 5 con i giallorossi). Il gioco della Roma passa soprattutto da lui e dall’amico fraterno Kolarov. In mancanza di un vero regista di centrocampo, la Roma ha adattato i due balcanici al doppio lavoro. Il passaggio del turno vale oltre 10 milioni, tra premio Uefa e incasso. Arrivare in campionato nelle prime quattro ancora di più. Il presente sono i titolarissimi, il futuro non lo conosce nessuno.

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In ritiro a Trigoria per studiare e concentrarsi

CORRIERE DELLO SPORT (Guido D'Ubaldo) – Ore e ore davanti al video, per rivedere la partita di andata contro lo Shakhtar, per far capire ai giocatori che ripetendo il primo tempo diKharkiv sarà possibile centrare la quali cazione ai quarti di finale. La sconfitta dell’andata ancora brucia, ma Di Francesco vuole ripartire da lì, da quel primo tempo quasi perfetto, durante il quale i giallorossi avevano concesso pochissimo allo Shakhtar, che non era quasi mai riuscito a superare la metà campo ed era andato al riposo in svantaggio per il gol di Ünder. Poi il crollo nella ripresa, con il go o tentativo da parte della Roma di gestire l’esiguo vantaggio, mentre i padroni di casa guada- gnavano metri nel gelo di Kharkiv.

TUTTI IN RITIRO – Di Francesco non vuole lasciare nulla al caso per questa partita, che la squadra dovrà affrontare con la massima concentrazione. Gli undici che andranno in campo saranno gli stessi della partita di andata, ma l’atteggiamento tattico sarà un po’ diverso. Il tecnico prepara questa s da cercando di trasmettere ai giocatori l’importanza dei novanta minuti che possono cambiare la stagione. Stasera, sovvertendo le abitu- dini che aveva ssato sin dal suo arrivo a Roma, la squadra resterà in ritiro a Trigoria in attesa della partita di domani sera. Questo decisione è dettata dalla volontà di mantenere alta la concentrazione. Solitamente i giocatori, prima delle partite casalinghe, dopo l’allenamento cenano tutti insieme presso il centro sportivo e poi tornano a casa, per ripresentarsi al mattino alle 10. Questa volta si torna all’antico, per stare tutti insieme e per preparare quello che in questo momento è considerato l’appuntamento più importante della stagione.

PER CONCENTRARSI – Non si tratta naturalmente di un ritiro punitivo, che l’ultima volta fu adottato a Trigoria da Garcia, poco prima del suo esonero. La Roma a ne gennaio rimase in ritiro alle porte di Milano dopo la partita contro l’Inter per preparare il recupero contro la Samp del mercoledì successivo. Quello è stato forse il momento più delicato della stagione, dal quale la Roma ha saputo riprendersi, vincendo cinque delle ultime sei partite di campionato, ma il ritiro fu deciso per motivi logistici. Di Francesco gestisce lo spogliatoio mostrandosi molto disponibile al dialogo. E’ stato calciatore no a pochi anni fa, conosce le esigenze dei ragazzi e conosce l’ambiente di Roma. Restare in ritiro in momenti come questo aiuta.

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Roma-Torino 3-0, le pagelle dei quotidiani

CORRIERE DELLA SERA (L.Valdiserri)

Alisson 6,5; Florenzi 7, Manolas 7,5, Juan Jesus 5,5, Kolarov 6,5; Nainggolan 6,5, De Rossi 7, Strootman 6; Cengiz Under 6,5, Schick 5,5, El Shaarawy 5,5. Subentrati: Gerson sv, Pellegrini 6,5, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 7.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (M.Cecchini)

Alisson 6,5; Florenzi 7, Manolas 7, Juan Jesus 6,5, Kolarov 6; Nainggolan 7, De Rossi 7, Strootman 6; Cengiz Under 6, Schick 5, El Shaarawy 5,5. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini 6,5, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 6,5.

IL MESSAGGERO (A.Angeloni)

Alisson 7,5; Florenzi 7, Manolas 7,5, Jesus 6,5, Kolarov 6,5; Nainggolan 7, De Rossi 7,5, Strootman 6; Under 6,5, Schick 5,5, El Shaarawy 5,5. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini 6,5, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 6,5.

LA REPUBBLICA (F.Bocca)

Alisson 7; Florenzi 6,5, Manolas 7, Jesus 6, Kolarov 6; Nainggolan 7, De Rossi 6,5, Strootman 5,5; Under 5, Schick 5, El Shaarawy 5. Subentrati: Gerson sv, Pellegrini 6, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco.

IL TEMPO (A.Austini)

Alisson 7; Florenzi 6.5, Manolas 7, Jesus 6, Kolarov 5.5; Nainggolan 7, De Rossi 6.5, Strootman 5.5; Under 6.5, Schick 5.5, El Shaarawy 5.5. Subentrati: Gerson sv, Pellegrini 6,5, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 6.

LA STAMPA (M.De Santis) 

Alisson 7; Florenzi 6,5, Manolas 7, Jesus 6, Kolarov 6; Nainggolan 6, De Rossi 6,5, Strootman 5,5; Under 6, Schick 5, El Shaarawy 5. Subentrati: Gerson sv, Pellegrini 6, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 6.

IL GIORNALE (F.Malerba)

Alisson 7; Florenzi 7, Manolas 7, Juan Jesus 6, Kolarov 6,5; Nainggolan 6, De Rossi 6, Strootman 5,5; Ünder 6, Schick 5, El Shaarawy 5,5. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini 6,5, Gonalons sv. Allenatore: Di Francesco 6,5.

CORRIERE DELLO SPORT (G.D’Ubaldo)

Alisson 7; Florenzi 7, Manolas 7.5, Juan Jesus 7, Kolarov 7; Nainggolan 6, De Rossi 7, Strootman 6; Under 6, Schick 5.5, El Shaarawy 5.5.
Subentrati: Gerson 6, Pellegrini 7, Gonalons s.v. Allenatore: Di Francesco 7.

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Roma, un tris da Champions

Il Messaggero (U.Trani) – Adesso, cioè martedì sera, la Champions: la Roma non fa la stupida, dando la priorità al campionato, supera il Torino (3-0) e si tiene stretto il 3° posto che vale per il presente e per il futuro. Obiettivo, dunque, centrato ritrovando il successo all’Olimpico, dove ha raccolto gli stessi punti che in trasferta (28), giocando però nella Capitale 2 gare in più. La prestazione è ancora a metà: i giallorossi hanno scelto la ripresa per andare a dama. Mezza prova non basterà, però, nel ritorno degli ottavi contro lo Shakhtar che si presenta qui in vantaggio (2-1 all’andata).

ALTO RISCHIO – Il ricordo di Astori si prende l’Olimpico, con le immagini del giocatore in giallorosso riprodotte sui maxischermi, accompagnate dai cori del pubblico, e le note delle canzone Le Rondini di Dalla durante il minuto di silenzio con i protagonisti abbracciati e mischiati al centro del campo (sulle maglie patch commemorativa con la scritta Ciao Davide). Dalla commozione all’agonismo, in pochi secondi. La Roma e il Torino, schierate a specchio con il 4-3-3, non si comportano però allo stesso modo. Di Francesco non smentisce quanto detto alla vigilia: guardo alla zona Champions e non ancora alla partita contro lo Shakhtar. Confermata, dunque, la mini rotazione, limitata a 3 cambi dopo il successo del San Paolo: Jesus e Schick per sostituire gli squalificati Fazio e Dzeko, ai quali ha aggiunto El Shaarawy per Perotti. Mazzarri, invece, ha meno scelta, dovendo contare addirittura 6 assenti: Burdisso, Obi, Ljajic, Lyanco, Molinaro, Bonifazi. I granata, almeno nel primo tempo, sembrano interpretare meglio lo spartito. Sono svelti ad abbassarsi, sistemandosi con il 4-1-4-1, solido per il sacrificio di Iago Falque e Berenguer, e soprattutto, con Rincon a schermare la difesa, sono meno lunghi dei giallorossi che, frenetici nell’impostazione e lenti in copertura, diventano vulnerabili ad ogni ripartenza. Davanti Schick fatica a incidere, sia nella finalizzazione che nella manovra. Più intraprendente Under. Ma decisivi sono Manolas e soprattutto Alisson: merito loro se all’intervallo il punteggio è ancora sullo 0-0. Il difensore salva su Belotti e soprattutto il portiere su Iago Falque e Acquah, interventi che certificheranno il 15° clean sheet stagionale (12° in campionato).

TESTA A POSTO – La Roma, però, non è quella che ha umiliato il Napoli. Non recita da squadra. Come fa, invece, il Torino nei primi 45 minuti, spavaldo e al tempo stesso equilibrato. La ripresa dei giallorossi, nell’interpretazione, è migliore. L’aggressività è finalmente di gruppo e non più individuale. Under si accende a destra e trova la collaborazione di Florenzi, preciso quando pennella il cross per il colpo di testa di Manolas che firma il vantaggio e si inginocchia davanti alla panchina di Di Francesco, con gli indici puntati al cielo, per dedicare la rete ad Astori. E’ la svolta. Mentalmente la Roma si sblocca. Sirigu respinge su Kolarov, liberato da Schick. Mazzarri interviene, ma non riesce a evitare il primo ko contro il collega: Niang, con la maschera, per Iago Falque e a seguire Barreca per De Silvestri ed Edera per Acquah. Florenzi spreca su appoggio di Nainggolan che, di testa, consegna poi la palla del bis a De Rossi che festeggia il 1° gol stagionale (l’ultimo il 28 maggio al Genoa) nella settimana per lui più angosciante. Turnover in corsa: Gerson per Under, Pellegrini per De Rossi e Gonalonsper Strootman. Il 3 a 0, nel recupero, è di Pellegrini, ancora su appoggio di Nainggolan. I giocatori restano in campo e ricevono la carica della Sud per la Champions.

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Daniele, la difficile notte e quel primo gol illuminato da Davide

La Gazzetta dello Sport (A.Pugliese) – Forse era scritto nel cielo perché proprio lì, nel cielo, è volato via anche un pezzo del suo cuore. Di certo non è casuale che il suo primo gol stagionale sia arrivato proprio ieri, sei giorni dopo la tragedia immensa della scomparsa di Astori. Perché lui, Daniele De Rossidi Davide era amico vero, profondo, sincero. Proprio come sincera e vera è stata la sua commozione anche all’inizio, guardando quelle immagini di Astori che passavano struggenti sui megaschermi dell’Olimpico. Lì il volto di De Rossi è stato solcato da qualche lacrima che affondava le radici nel cuore, perché poi contro il dolore non c’è vittoria che tenga, non c’è gol che conti e non c’è gioia che guarisca le ferite. No, quel gol ieri non è stato casuale (l’ultimo di Daniele risaliva al 28 maggio scorso, Roma-Genoa 3-2) e forse anche per questo Daniele non l’ha voluto festeggiare, perché era un filo lungo e sottile con quell’anima amica volata via troppo presto.

IL DOLORE DEL CUORE – Non è stata una settimana facile per De Rossi e del resto non poteva esserlo. Troppo profondo il dolore, troppo sanguinante la ferita. Daniele, però, ha messo da parte un po’ tutto, compresa la sofferenza. E alla fine ha dato la disponibilità a Di Francesco per giocare una gara che non poteva essere normale. Le partite così del resto le disegnano i campioni, quelli forti in campo e fuori. Daniele lo è e ieri aveva solo voglia di giocare. Nonostante una caviglia, la sinistra, uscita malconcia dalla guerra agonistica di Napoli e nonostante un cartellino giallo arrivato quasi subito che lo costringerà a saltare per squalifica la trasferta di Crotone. Lì De Rossi probabilmente doveva ancora calibrare i giri, più quelli del cuore che delle gambe. Poi è riuscito a sciogliersi e a giocare una partita importante per gestione della palla, recuperi (da applausi un tackle a campo aperto su Berenguer che ha infiammato l’Olimpico) e coperture difensive. Fino al gol, appunto, che non ha voluto festeggiare per rispetto. Di Davide, ovviamente, l’amico al fianco del quale è voluto restare fino in fondo, quasi paralizzato mercoledì per due ore vicino al feretro. «Felice per il suo gol, Daniele se lo meritava – racconta Di Francesco –. Anche giovedì si è alzato alle sei di mattina per partecipare al funerale di Davide. Ci teneva a giocare, è la prima cosa che mi ha detto. E sono contento sia andata così».

LA DEDICA – Che poi Astori sia rimasto nel cuore un po’ di tutti i compagni avuti nella Roma lo aveva dimostrato anche Kostas Manolas, dedicandogli simbolicamente il gol in ginocchio, con le dita rivolte al cielo. «Non era facile giocare questa partita, siamo tutti molto tristi per quello che è successo – dice il difensore greco –. Ma siamo professionisti, dobbiamo andare avanti. Astori era un ragazzo splendido, sempre col sorriso sulle labbra. Ci mancherà, il gol è tutto per lui». Del resto, le immagini di inizio partita avevano proiettato un po’ tutti con la testa ed il cuore ad Astori. Non solo De Rossi, anche se poi Daniele è quello che ha sofferto di più. Il gol non cancella il dolore, ma aiuterà di certo un guerriero del cuore.

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Rebus centrocampo per Di Francesco

LEGGO (F.Balzani) – Niente buche, ma tanto traffico. Il centrocampo della Roma torna a pieno regime col recupero di De Rossi e Gonalons. In vista del doppio impegno casalingo con Torino e Shakhtar, quindi, Di Francesco sarà chiamato a dirigere sei giocatori a caccia di tre maglie evitando un turnover eccessivo (l’eliminazione in coppa Italia proprio col Toro insegna), ma cercando di far rifiatare qualche titolare oltre agli squalificati Fazio e Dzeko. Per questo De Rossi – che ieri si è presentato commosso alla camera ardente dell’amico Astori e oggi sarà presente al funerale – dovrebbe comunque accomodarsi in panchina nonostante sia tornato ad allenarsi in gruppo dopo la distorsione alla caviglia rimediata a Napoli. Al suo posto, in regia, dovrebbe rifare capolino Gonalons assente dal 6 gennaio per un problema al polpaccio.

A chiedere spazio, però, ci sono pure Pellegrini e Gerson. Almeno uno di loro potrebbe far rifiatare Strootman o Nainggolan visto che martedì servirà tutta la loro esperienza per battere (cercando di non subire gol) lo Shakhtar e qualificarsi ai preziosi quarti di Champions. Il brasiliano, ai microfoni di Sky, si candida così: «So che posso fare ancora di più, non solo per me ma anche per la squadra. Col Torino è una partita difficile, non so ancora se giocherò, sarà una decisione del tecnico. Gli alti e bassi? Il calcio è così. Abbiamo perso perché sbagliamo troppo e se si sbaglia troppo succede questo. Ora, però, abbiamo cambiato testa».

La pensa così pure Pellegrini intervistato dalla rivista ufficiale del club: «Quello di Napoli deve essere un punto di partenza, abbiamo ritrovato la strada giusta. Non è stato un periodo semplice, per la mancanza di risultati soprattutto. Questo gruppo però è pieno di giocatori forti, un allenatore che sa bene quello che vuole e grazie a questo siamo riusciti ad uscirne. Abbiamo vinto una partita importantissima ma non dobbiamo assolutamente fermarci qui».Pellegrini ha ricordato così Astori: «È molto semplice parlare di Davide, era un ragazzo talmente eccezionale. L’anno in cui abbiamo giocato insieme alla Roma io ero un ragazzo ancora della Primavera e lui mi è stato molto vicino con consigli e supporto. Era uno di quelli che mi stava più dietro. Provo tantissimo dolore». A proposito di Pellegrini: Luca, il terzino ancora alle prese con l’infortunio al ginocchio e corteggiato da diversi club esteri e non, sta trattando il rinnovo fino al 2023 con la Roma. In questi giorni a Trigoria è stato avvistato il suo agente Mino Raiola.

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Shevchenko: “Di Francesco sta facendo un lavoro splendido alla Roma”

Andriy Shevchenko, c.t. dell’Ucraina, ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Gazzetta dello Sport. L’ex attaccante del Milan ha parlato anche della sfida di Champions League tra la Roma e lo Shakhtar. Queste le sue parole:

Come vede le due partite dello Shakhtar e della Dinamo?
«Le seguo da c.t. con un occhio al progresso in campo internazionale dei miei. Lo Shakhtar è una squadra già formata, con un allenatore bravo e un gruppo che lavora insieme da tempo. È l’unica squadra che finora ha battuto il Manchester City in Champions, qualcosa vorrà dire. È passata in un girone difficile, il che per me non è sorprendente, perché c’erano club forti come City e Napoli, ma in certe partite i confini sono sottili e tutto può succedere».

La Dinamo Kiev invece è una squadra giovane… 
«Che sta crescendo ed è molto diversa dalla Dinamo dei miei tempi. Ci sono ragazzi interessanti come Shepelev e altri, ma manca l’esperienza. La Dinamo è una squadra pericolosa da affrontare e ha le qualità per fare lo sgambetto alla Lazio, però è ancora in evoluzione, mentre lo Shakhtar ha tutto quello che serve per andare avanti in Champions League e ovviamente io da c.t. dell’Ucraina mi auguro che i club del mio Paese si qualifichino per la prossima fase, perché tanti giocatori hanno bisogno di fare esperienza. Kiev ospiterà la prossima finale di Champions League ed è importante per tutti fare bella figura nelle coppe. Per fortuna questi club hanno presidenti che tengono vivo il movimento. La nazionale che alleno non può prescindere da Shakhtar e Dinamo».

I calciatori da tenere d’occhio?
«Quelli dello Shakhtar li conoscono ormai in tutta Europa, perché sono veterani: Marlos, Taison per fare due nomi, e il portiere della nazionale Pyatov. Nella Dinamo c’è un gruppo di giovani dell’Under 21 che farà strada».

Shakhtar e Dinamo somigliano a qualche squadra italiana? 
«No, il potere economico è talmente diverso da rendere impossibile qualsiasi paragone».

Quale percentuale di possibilità di qualificazione dà ai due club ucraini? 
«Non mi piace dare i numeri. Spero che Shakhtar e Dinamo se la giochino fino in fondo. Stiamo lavorando tutti per il movimento ucraino e il peggio è passato, spero».

Del calcio italiano invece che cosa pensa? 
«È in crescita e sta tornando ad essere quello che era quando sono arrivato in Italia nel 1999, nel periodo delle sette sorelle. Non ci sono soltanto Juve e Napoli: Roma, Lazio, anche Milan e Inter possono lottare fino alle fine per grandi traguardi. È tornata la competitività che mancava nelle ultime stagioni e questo mi piace molto».

Ha mai giocato contro Simone Inzaghi e Eusebio Di Francesco? 
«Sì, ma ora che siamo tutti allenatori vorrei soprattutto parlare della loro capacità di guidare un gruppo. Uno è partito dai giovani, l’altro dalla provincia, e stanno facendo un lavoro splendido».

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Gioco per voi. Nainggolan: ecco come è cambiato il suo calcio

CORRIERE DELLO SPORT  (R.Maida) – Il nuovo Nainggolan scompare e riappare con discrezione, come un bravo gregario che non dà fastidio a nessuno. Ma non per questo si può snobbare il contributo che, in un stagione al di sotto delle sue enormi potenzialità, abbia offerto alla Roma sotto il profilo della quantità e anche della qualità.

DISPONIBILE – La partita di Napoli in questo senso è stata emblematica. Soprattutto nel primo tempo, Nainggolan è stato determinante negli equilibri tattici della squadra per intasare le vie centrali e per il ribaltamento dell’azione: il pareggio di Ünder, ad esempio, nasce da un suo assist, il quinto di un campionato poco gratificante sul piano realizzativo ma comunque apprezzabile per la disponibilità verso i compagni. La grande differenza è proprio questa rispetto all’anno scorso quando Nainggolan finalizzava molto di più nel 4-2-3-1 spallettiano (11 reti a questo livello della stagione 2016/17 contro le 2 attuali) ma forniva meno passaggi vincenti: parlando del solo campionato, un anno fa era a quota 1 dopo 27 giornate.

CRESCITA – Superato un problema al polpaccio che l’ha fatto penare da novembre, Nainggolan può guardare allo sprint finale con fiducia: al San Paolo ha riscattato le brutte esibizioni contro Shakhtar e Milan, partite nelle quali Di Francesco lo ha sostituito, e nelle prossime decisive serate potrebbe essere il valore aggiunto per la Roma. Non rileva il modulo, ormai è evidente: contro il Napoli, per dire, è stato straripante nel 4-3-3 mentre a Kharkiv era stato il peggiore in campo da trequartista del 4-2-3-1.

LE ULTIME – Intanto, nella gestione del doppio impegno tra Torino e Shakhtar,probabilmente non riposerà. Di Francesco dovrà cambiare per forza la formazione, venerdì, a causa delle squalifiche di Dzeko e Fazio e degli acciacchi di De Rossi, che oggi dovrebbe tornare ad allenarsi con il gruppo ma al massimo andrà in panchina. Il suo posto dovrebbe essere preso da Pellegrini con Strootman arretrato nuovamente nella posizione di playmaker. A meno che Gonalons, tornato disponibile dopo due mesi, non dimostri di essere pronto a giocare subito novanta minuti.

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Astori, il mistero continua

IL MESSAGGERO (M.Tenerani) – Un’altra giornata di dolore ed emozioni forti sull’asse Udine-Firenze. Con le ricognizioni legali da un lato e le lacrime di Firenze dall’altro. Partiamo da Udine: l’autopsia ha emesso il primo verdetto sommario. La Procura friulana si è avvalsa di un autentico luminare della medicina: il professor Gaetano Thiene, direttore del Centro di patologia vascolare dell’Università di Padova. Con lui l’anatomopatologo professor Carlo Moreschi. Il procuratore capo di Udine De Nicolo ha spiegato: «Quella di Astori è stata una morte cardiaca senza evidenze macroscopiche di base bradiaritmica». Il cuore, che durante la notte rallenta il battito, ha rallentato fino a fermarsi. Per capire la causa della morte ci saranno adesso approfonditi esami che dureranno, appunto, circa due mesi. «Tra sessanta giorni avremo la diagnosi definitiva e capiremo se ci sono state cause esterne di qualsiasi tipo per il decesso». La Fiorentinaaveva chiesto di partecipare ai rilievi autoptici, con la nomina di un proprio consulente. La Procura, però, ha respinto la richiesta. A confermarlo è stato l’avvocato Raffaele Conte,nominato legale del club toscano: «Non lo abbiamo chiesto a tutela della Fiorentina. Lo abbiamo fatto perché tenevamo a partecipare per acclarare e sapere quali sono state le cause della morte. Ritenevamo di poterlo fare quale persona offesa o danneggiata dal reato. La Procura ha ritenuto invece che siano persone offese solo i prossimi congiunti». La famiglia di Davide attraverso uno dei due fratelli maggiori del giocatore, Marco, ha nominato un proprio consulente per assistere all’autopsia.

RITIRATA LA MAGLIA N.13 – Spostiamoci a Firenze. La mattina è stata toccante, una centrifuga di emozioni. Giocatori, staff e il direttore generale Corvino, sono usciti a piedi dal centro sportivo e hanno camminato in un silenzio surreale costeggiando il Franchi e sono giunti all’ingresso principale. Alla cancellata striscioni, sciarpe, foto di Davide, biglietti, ricordi di ogni genere e anche testimonianze di altre squadre: in bella vista anche la maglia della Roma e una sciarpa giallorossa, più un quadro con la foto di Astori ai tempi in cui giocava nella Capitale (ai funerali delegazioni di Roma, Lazio, Inter, in pratica di tutte le squadre italiane). I viola hanno attaccato un foglio grandissimo con il volto del giocatore e i messaggi twitter che proprio loro avevano scritto. Poi hanno appeso la maglia di Davide (quella 13, ritirata dalla Fiorentina e dal Cagliari), la rossa che avrebbe dovuto indossare a Udine e un’altra viola.

BASILICA GREMITA – Sulla casacca tutte le firme della squadra. Milan Badelj teneva una rosa bianca in mano che ha infilato nella cancellata. La Fiorentina si è intrattenuta qualche minuto in meditazione: volti commossi, Saponara piangeva, Corvino e Pioli provati. Un lungo applauso ha sciolto questo momento struggente e sempre a piedi, senza pronunciare una parola, il gruppo è rientrato al centro sportivo. Pioli a pranzo ha parlato alla squadra, cercando di trovare le parole giuste per ripartire, nel pomeriggio la Fiorentina ha sostenuto il primo allenamento senza Davide. La salma è rientrata in serata a Firenze e oggi a Coverciano sarà allestita la camera ardente: dalle 16,30 alle 22,30. Domani, invece, nella basilica di Santa Croce l’Arcivescovo di Firenze cardinal Betori officerà le esequie del giocatore. In arrivo le delegazioni di Roma, Lazio, Inter e Milan e di tutti gli altri club. Il Benevento giocherà al Franchi domenica prossima indossando una maglia speciale che avrà sulla manica una scritta con l’hashtag #ciaoDavide13.