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Gonalons, batti un colpo. La Roma ti sta aspettando

LA GAZZETTA DELLO SPORT (A.Pugliese) – Se ci sei batti un colpo. Perché se non è l’ultima occasione poco ci manca. E perché, come detto recentemente anche dal suo agente, Maxime Gonalons ha voglia di restare a Roma e di giocarsi ancora le sue carte. Ed allora Roma-Torino è davvero l’occasione giusta per far cambiare idea a tanti e dimostrare che il Gonalons visto negli anni passati al Lione (o anche nella partita giocata dalla Roma contro il Chelsea a Londra) è il Gonalons vero. Diverso, molto diverso da quello timido e titubante visto nelle (rare) apparizioni in giallorosso.

ASSENZA – Del resto, Gonalons non gioca una partita ufficiale oramai da oltre due mesi. L’ultima, infatti, è stata Roma-Atalanta (1-2) del sei gennaio scorso. Poi un lungo stop per un infortunio al polpaccio che l’ha costretto di fatto ai box fino a dieci giorni fa, quando ha ripreso ad allenarsi in gruppo. Adesso, causa l’infortunio alla caviglia di De Rossi (il capitano comunque oggi tornerà in gruppo, ma il suo riposo sembra già calendarizzato per precauzione), toccherà proprio a lui riprendere le redini della Roma in regia. «Maxime rientra ancora nel progetto giallorosso e Di Francesco ha profonda fiducia in lui – ha detto qualche giorno fa Frederic Guerra, il suo agente, ai microfoni di Rete Sport – Nella prima metà della stagione ha avuto qualche problema ad ambientarsi, ma ora è pronto. Il primo anno è sempre più complicato, specialmente in una città come Roma. Se resterà in giallorosso? Certo, il club non ci ha mai dato segnali negativi in tal senso. E lui vuole vestire la maglia giallorossa ancora per molto tempo». In questa stagione, fino ad oggi, Maxime ha giocato appena 11 partite e il suo borsino è complessivamente negativo.

RUOLO – Di Francesco però ci crede, questo è vero. Anche perché con lui pensava di poter avere un regista completamente diverso da Daniele De Rossi, il titolare del ruolo. «Nella gestione della palla sicuramente Daniele ha più esperienza e capacità di gestione – ha detto Di Francesco alla vigilia dell’ultima sfida, quella vinta in casa del Napoli –. Maxime invece ha più caratteristiche fisiche per recuperare a campo aperto. Sono però due giocatori che possono interpretare entrambi il mio 4-3-3». Già, anche se con caratteristiche diverse. Gonalons, ad esempio, tende ad accorciare più la squadra, a difendere attaccando il campo e, se ha occasione, a verticalizzare di più. E proprio questo gli chiederà venerdì sera Di Francesco, quando ci sarà bisogno di sbloccare la partita il prima possibile, magari anche con un pallone in verticale che possa far saltare il presumibile fortino granata. Del resto, poi, se davvero vuole restare a Roma anche la prossima stagione e iniziare a prendersi qualche dolce rivincita, Gonalons non può davvero più fallire.

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Roma, è il momento di diventare Schick

CORRIERE DELLA SERA (G.Piacentini) – All’appello dei rivalutati da Eusebio Di Francesco manca solamente Patrik Schick. Il tecnico giallorosso dopo aver rilanciato in questa stagione il brasiliano Gerson e valorizzato il turco Cengiz, ora è atteso da una sfida altrettanto complicata: dimostrare che i tanti soldi spesi la scorsa estate per strappare l’ex attaccante della Sampdoria alla concorrenza di Inter e Juventus, sono stati spesi bene. L’occasione gliel’ha fornita Edin Dzeko che, diffidato, a Napoli si è fatto prendere dalla trance agonistica e si è preso un’ammonizione che gli farà saltare la gara di venerdì sera all’Olimpico contro il Torino. Al suo posto, quasi sicuramente, giocherà Schick. Un po’ perché secondo Di Francesco «Patrik e Edin sono alternativi uno all’altro mentre Defrel è un jolly offensivo», un po’ perché l’attaccante ceco aspetta da troppo tempo una serata che possa cambiare la sua storia romanista, che finora è stata avara di soddisfazioni. L’unica, personale perché la squadra è uscita sconfitta dal campo, se l’è presa proprio contro il Torino in Coppa Italia, quando all’Olimpico ha realizzato il suo solo gol con la maglia giallorossa. Un gol inutile, ad un avversario con cui Patrik si trova particolarmente a suo agio visto che lo scorso anno contro la formazione granata è andato a segno, con la Sampdoria, in entrambe le gare: la rete realizzata in quella di ritorno, lo scorso 29 aprile, è anche l’ultima in Serie A.

È passato quasi un anno e per lui è arrivato il momento di infrangere questo tabù, che non è il solo da sfatare. In questa stagione, infatti, Schick è partito titolare in cinque occasioni e con lui in campo la Roma non ha mai vinto: i giallorossi infatti hanno pareggiato con Sassuolo e Chievo, perso con il Milan e con il Torino in Coppa Italia. Il gol vittoria di Fazio contro il Cagliari, infatti, è arrivato a tempo scaduto, pochi minuti dopo la sua uscita dal campo per Cengiz. Proprio il turco potrebbe essere un valido alleato per Schick, in un tridente che dovrebbe essere completato dalla presenza di Stephan El Shaarawy, preferito a Diego Perotti (“nessuno si aspettava una nostra vittoria a Napoli, abbiamo dato un segnale forte alle altre e vogliamo passare il turno con lo Shakhtar” ha detto alla radio Argentina AM1240 nella trasmissione Gol De Vestuario). Oggi tornerà ad allenarsi in gruppo Daniele De Rossi, ma la sua presenza col Torino resta in forte dubbio.

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Roma, domani De Rossi rientra in gruppo. Resta incerto l’impiego contro il Torino

Messaggero.it – Eusebio Di Francesco, in un clima surreale dovuto alla morte di Davide Astori, sta preparando a Trigoria i test contro Torino (venerdì ore 20.45) e Shakhtar (martedì stesso orario). Tra gli ostacoli che il tecnico dovrà superare ci sono sia le squalifiche di Dzeko e Fazio che saranno rimpiazzati da Jesus e Schick, che le condizioni incerte di De Rossi. Il centrocampista domani rientrerà in gruppo dopo aver smaltito la contusione alla caviglia sinistra, ma non per questo scenderà in campo contro i granata. È possibile che Di Francesco scelga di lasciarlo in panchina per averlo al 100% nel delicato impegno contro gli ucraini, che potrebbe garantire alla Roma il passaggio ai quarti di finale di Champions League. A prendere il suo posto sarà Gonalons, rientrato recentemente dall’infortunio al polpaccio, mentre per il ruolo di prima punta è in vantaggio Schick (Defrel potrebbe subentrare a match in corso). Nella partitella d’allenamento di questa mattina, il tecnico ha provato il tridente formato dal ceco, Under ed El Shaarawy.

ESORDIO SILVIA – La lunga serie di partite disputate da Kolarov da inizio stagione hanno inciso sul rendimento del serbo, che potrebbe tirare il fiato proprio contro gli uomini di Mazzari. Non è ancora deciso se esordirà dal primo minuto o entrerà a partita in corso, ma venerdì potrebbe essere il momento di Jonathan Silva, il giovane terzino sinistro prelevato a gennaio dallo Sporting Lisbona per rimpiazzare la cessione di Emerson Palmieri. Lui, con Manolas, Jesus e Florenzi, potrebbero comporre la linea difensiva anti-Torino.

CUORE A PEZZI – La scomparsa di Davide Astori ha segnato i cuori dei calciatori della Roma, tutti erano legati al difensore della Fiorentina deceduto la scorsa domenica. De Rossi è tra i più sconvolti, amici da lunga data anche fuori dal campo, passavano momenti di serenità insieme con le famiglie. La moglie di Daniele, Sarah Felberbaum, ha rinunciato alla conduzione della notte degli Oscar su Sky per restare accanto al marito, mentre Di Francesco ha spostato la seduta di giovedì al pomeriggio per permettere a chi vorrà di partecipare al funerale. Una delegazione di calciatori e dirigenti giallorossi partirà dopodomani per Firenze, per prendere parte al funerale che si celebrerà alla Basilica di Santa Croce alle 10.

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Ünder in Italia e in Europa. Capitan De Rossi torna per la notte di Champions. In 40 mila all’Olimpico

LA REPUBBLICA (F.Ferrazza) A Trigoria si tenta un graduale ritorno alla normalità dopo la choccante morte di Astori. Di Francesco ha fissato per il pomeriggio la seduta di allenamento di giovedì – vigilia della gara col Torino – per consentire a quanti volessero partecipare al funerale del difensore di andare la mattina a Firenze. Tra i più sconvolti per la scomparsa di Davide, c’è sicuramente De Rossi, che aveva legato tanto con il compagno nella stagione in cui il difensore ha indossato la maglia giallorossa. La moglie di Daniele, l’attrice Sarah Felberbaum, in segno di lutto e per stare vicino al marito, ha preferito rinunciare alla conduzione della notte degli Oscar per Sky. Il capitano della Roma non sta neanche bene, visto che è uscito con una distorsione alla caviglia sinistra dalla gara col Napoli. Dovrebbe saltare il Torino e recuperare per il ritorno di Champions, contro lo Shakhtar, della prossima settimana.

La gara è molto attesa dai tifosi della Roma: sono stati già venduti quasi 40mila biglietti, per un Olimpico che spera di ospitare la serata di accesso ai quarti di finale. Stanno lavorando proprio in previsione di quell’appuntamento Fazio e Dzeko, squalificati venerdì sera. Di Francesco sta studiando le soluzioni migliori per ruotare i giocatori a disposizione, con Juan Jesus che si posizionerà accanto a Manolas e Schick che avrà un’altra possibilità di mettersi in evidenza (senza dimenticare Defrel). Chi è sicuro di giocare, sia in campionato sia in Europa, è Ünder. Con il tiro (deviato) di Napoli, il turco è arrivato a 6 reti stagionali. Ed è punto di riferimento di un attacco che, da qualche settimana, si aggrappa al suo momento e alle sue giocate. Riparte da Ünder la (sperata) rinascita della Roma.

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Tecnico e senatori, che gran rivincita

Il Tempo (E.Menghi) – Rieccoli. Finalmente. I senatori «salvano» Di Francesco tirando fuori la loro personalità nel momento del bisogno, portando la Roma oltre l’ostacolo della rimonta e superando la prima difficoltà firmata Insigne. È una squadra che crede in quello che fa, il discorso a cuore aperto dell’allenatore allo spogliatoio deve aver smosso i punti giusti e, soprattutto, sembra aver portato ad un sano compromesso. Basta vedere Nainggolan, quello vero, muoversi a tutto campo come ai vecchi tempi, alla faccia del duro intervento al dente subito in settimana. La rivincita più significativa se la prende Dzeko, al San Paolo ha giocato tre partite con la maglia giallorossa segnando quattro gol, una doppietta decisiva ieri e forse quello che gli serviva per sbloccarsi mentalmente. Peccato che debba fermarsi sul più bello, la foga ritrovata gli è costata un’ammonizione pesante che gli farà saltare il Torino al pari di Fazio, un gigante in difesa contro i piccoletti del Napoli, e ben assistito da Manolas. Il greco ha sbagliato in occasione della prima rete azzurra, ma con il salvataggio su Zielinski dopo uno dei tanti miracoli di Alisson si è fatto perdonare e da lì in poi è stato un crescendo.

Florenzi ha avuto a che fare con il migliore degli avversari, Insigne, ma la respinta sulla linea di porta in stile Peres contro lo Shakhtar sulla punizione a due dentro l’area è stata il suo riscatto difensivo in una gara in cui comunque si è distinto in avanti per i suoi cross. De Rossi è tornato ad essere muro davanti alla retroguardia, le ha prese praticamente tutte e si è dovuto arrendere nel finale dopo un colpo subito. Sono i leader ad aver preso per mano la squadra, gli uomini più attesi che spesso hanno tradito le aspettative e, scoprendosi con meno pressioni addosso dopo il risultato di Lazio-Juventus, sono usciti fuori dal guscio. Ma dietro il gruppo c’è Di Francesco, questa è anche la sua rivincita, il segnale chiaro che la squadra è con lui e dopo essersi guardati in faccia è arrivata la soluzione, servita direttamente sul campo: un poker contro pronostico alla capolista.

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Napoli-Roma 2-4, le pagelle dei quotidiani

La Roma dimostra di avere carattere e di sapere reagire: al San Paolo i giallorossi giocano una partita perfetta e piegano 4-2 il Napoli di Maurizio Sarri. Questi i voti dei quotidiani alla squadra di Di Francesco.

IL TEMPO (AUSTINI)

Alisson 8; Florenzi 7, Manolas 7, Fazio 6.5, Kolarov 6.5; Nainggolan 7.5, De Rossi 7, Strootman 7; Cengiz Under 7, Dzeko 8, Perotti 7. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini 5.5, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 8.

IL MESSAGGERO (ANGELONI)

Alisson 7.5; Florenzi 7, Manolas 6.5, Fazio 6.5, Kolarov 6.5; Nainggolan 7.5, De Rossi 6.5, Strootman 7; Cengiz Under 7, Dzeko 8, Perotti 7. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini SV, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 8.

LA GAZZETTA DELLO SPORT (CECCHINI)

Alisson 8; Florenzi 6.5, Manolas 7, Fazio 7, Kolarov 6.5; Nainggolan 7, De Rossi 7, Strootman 6.5; Cengiz Under 7, Dzeko 8, Perotti 6.5. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini SV, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 8.

LA REPUBBLICA (BOCCA)

Alisson 7.5; Florenzi 6, Manolas 6.5, Fazio 6.5, Kolarov 6.5; Nainggolan 7, De Rossi 6.5, Strootman 6; Cengiz Under 6.5, Dzeko 8, Perotti 6.5. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini 5.5, El Shaarawy SV.

CORRIERE DELLA SERA (SCOZZAFAVA)

Alisson 7.5; Florenzi 6.5, Manolas 6.5, Fazio 6.5, Kolarov 6.5; Nainggolan 7, De Rossi 6.5, Strootman 6.5; Cengiz Under 7, Dzeko 8, Perotti 6.5. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini SV, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 7.5.

CORRIERE DELLO SPORT (D’UBALDO) 

Alisson 7; Florenzi 7, Manolas 6.5, Fazio 6.5, Kolarov 6.5; Nainggolan 8, De Rossi 7.5, Strootman 7; Cengiz Under 7.5, Dzeko 8.5, Perotti 6.5. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini SV, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 8.

TUTTOSPORT (LANZO)

Alisson 7.5; Florenzi 7, Manolas 6.5, Fazio 7, Kolarov 6.5; Nainggolan 6.5, De Rossi 7, Strootman 6.5; Cengiz Under 7, Dzeko 7.5, Perotti 6.5. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini SV, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 7.5.

LA STAMPA (DE SANTIS)

Alisson 7.5; Florenzi 7, Manolas 7, Fazio 6.5, Kolarov 6.5; Nainggolan 6.5, De Rossi 7, Strootman 6.5; Under 7, Dzeko 8.5, Perotti 7. Subentrati: Gerson 6, Pellegrini SV, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 8.

IL GIORNALE (ROSSI)

Alisson 7.5; Florenzi 6, Manolas 6.5, Fazio 6.5, Kolarov 6; Nainggolan 5.5, De Rossi 6, Strootman 6.5; Cengiz Under 6, Dzeko 7.5, Perotti 6. Subentrati: Gerson SV, Pellegrini SV, El Shaarawy SV. Allenatore: Di Francesco 7.

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De Rossi ritorna e indica la rotta: serve la Champions

La Gazzetta dello Sport (M. Cecchini) – A volte bisognerebbe ricordarlo tutti: il calcio è essenzialmente passione. Chi sembra non averlo mai dimenticato è Daniele De Rossi, che oggi a Napoli tornerà titolare e, ovviamente, con la fascia da capitano al braccio. Non è inutile ricordarlo, perché Daniele ha sempre detto di avere tatuate sulla pelle due maglie, quella giallorossa e quella azzurra della Nazionale. Ma se, a 34 anni compiuti, le passioni personali sono state soddisfatte, le stagioni trascorse gli hanno fatto individuare anche quali sarebbero stati altri universi paralleli – figli di vite completamente alternative – che avrebbero riempito la sua idea di calcio fatto col cuore. Ecco, quella di BuenosAires – sponda Boca Juniors – ha sempre esercitato un gran fascino su di lui (come tempo fa ha raccontato il suo amico Osvaldo). Un altro approdo come modo d’intendere il pallone, poi, non sarebbe stato neppure troppo lontano. Parliamo di Napoli, paradossalmente proprio la squadra che negli ultimi anni è diventata forse la maggiore rivale della Roma nella caccia ad un posto in Champions. Certo, De Rossi ha sempre detto che non si sarebbe mai visto in un’altra squadra italiana, ma il calore del pubblico partenopeo non lo ha mai lasciato indifferente, come raccontò a Coverciano tempo fa. Motivo in più, verrebbe da dire, per provare l’impresa di ammutolirlo stasera, guidando la Roma nell’exploit già riuscito la scorsa stagione: sbancare il San Paolo.

REGISTA – Non è un mistero che Eusebio Di Francesco chieda al suo capitano quell’equilibrio che la Roma trova e perde con regolarità e in modo misterioso. Per certi versi, le ultime due partite giocate – contro lo Shakhtar in Ucraina e col Milan – hanno raccontato due primi tempi ottimi e discreti a fronte di riprese totalmente da dimenticare. Daniele in Ucraina c’era, all’Olimpico invece ha assistito dalla panchina alla sconfitta, perché il regista era Strootman. Ieri, addirittura, si è rivisto tra i convocati anche Gonalons, il che fa pensare che in prospettiva l’allenatore giallorosso possa avere anche altre soluzioni in chiave di regia. «Hanno caratteristiche sia fisiche che tecniche differenti – ha spiegato Di Francesco -. Nella gestione della palla sicuramente Daniele ha più esperienza e capacità di gestione, Maxime magari ha più capacità fisiche nell’andare a recuperare in campo aperto determinate situazioni. Però sono due giocatori che possono benissimo interpretare questo sistema di gioco». Cioè il prediletto 4-3-3.

FUTURO – L’ attestato di fiducia del tecnico è chiaro: stasera c’è bisogno di De Rossi per provare ad invertire il corso degli eventi. D’altronde il tempo stringe per tutti, anche per campioni del Mondo come De Rossi. Al netto di nuovi prolungamenti, la prossima sarà l’ultima stagione giallorossa per Daniele, ed il pensiero di disputarla senza giocare la Champions dovrebbe essere un pensiero intollerabile per un agonista come lui. Ma per averne la certezza deve guidare i giallorossi nel porto tranquillo delle prime quattro, quello che al momento non li contempla. Per questo uno sgarbo all’amico d’azzurro Insigne ci sarebbe proprio bene. La stima per l’attaccante è enorme, come tutto il mondo ha potuto vedere in tv nel corso dell’ultimo, maledetto Italia-Svezia, quando Daniele chiedeva allo staff di mettere dentro Insigne. Adesso però è un’altra storia. È il racconto di un’antica sfida che vede il simbolo di Napoli e quello di Roma sfidarsi per un posto nel paradiso delle speranze. Una volta una partita del genere si chiamava «Derby del Sole». Gli anni del calcio cattivo ha cancellato tutto. Il sole, perciò, dovranno portarlo loro, Lorenzo e Daniele. Quello della passione.

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Napoli-Roma: le probabili formazioni dei quotidiani

Ecco i ‘campetti‘ giallorossi pubblicati oggi dai principali quotidiani:

IL TEMPO

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

IL MESSAGGERO

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, El Shaarawy.

CORRIERE DELLA SERA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; De Rossi, Strootman; Under, Nainggolan, Perotti, Dzeko.

LA GAZZETTA DELLO SPORT

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, El Shaarawy.

LA REPUBBLICA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, El Shaarawy.

CORRIERE DELLO SPORT

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, El Shaarawy.

LA STAMPA

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

IL GIORNALE

Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Nainggolan, De Rossi, Strootman; Under, Dzeko, Perotti.

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Tifosi e radio snobbano il presidente americano

La Repubblica – Tutti ne parlano, tutti ci parlano, tutti le ascoltano. Le radio romane – fenomeno multiforme che smuove ogni giorno centinaia di pareri e opinioni – rispondono alle parole di Pallotta: «In 9 si occupavano di Roma, due sono fallite, me ne mancano sette» . Di emittenti che hanno una programmazione interamente dedicata alla Roma ce sono tre (RetesportTeleradiostereo e Centro Suono Sport), mentre Radio Radio si occupa anche di altre squadre e tematiche. Di queste, solo Retesport ha assunto una posizione ufficiale, di semi-indifferenza, diffondendo un comunicato a nome dell’editore (con la libertà poi degli speaker di dire la loro). “In un momento tanto delicato per la stagione della Roma – si legge – il nostro pensiero è rivolto solo ai tifosi e alla squadra. Eventuali commenti verranno fatti se necessario in altri momenti”. Condanna con forza le parole del presidente, Ilario Di Giovanbattista, direttore di Radio Radio. «Pallotta vorrebbe annullare qualsiasi voce critica per far ascoltare un pensiero unico. Non avrebbe esitazione a mandare sul lastrico decine di famiglie che in quelle radio lavorano».

Distaccata la posizione di Teleradiostereo: nessun comunicato o linea editoriale fissata. Federico Nisii, storico conduttore del pomeriggio, ritiene che «non sia farina del suo sacco, quindi gli attacchi sono pretestuosi e strumentali, visto che alle eventuali diffamazioni si risponde individualmente, in tribunale. Mentre alle critiche costruttive si risponde col lavoro, il campo e i risultati». Si fa delle domande Mario Corsi, storico conduttore della mattina di Centro Suono Sport. «Dopo otto anni il presidente se ne esce con questa storia delle radio, è incredibile. E non certo per difendere le radio, visto anche che devo ancora capire quali sono queste emittenti che gli vanno contro». Sull’umore degli ascoltatori, che rimbalzano per la tutta la giornata da una frequenza all’altra, incide il momento di crisi della Roma e il periodo di impopolarità vissuto da Pallotta. In pochissimi difendono le radio («che ci danno la possibilità di dire la nostra in libertà»), qualcuno ritiene che il numero uno di Boston abbia ragione («È vero che sparano fango ogni giorno e campano sparlando di tutto»), in molti sono stanchi della scarsa percezione dei problemi reali che ha Pallotta: «In campo contro il Milan non ci stavano le radio: pensasse a comprare a vincere qualcosa».

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Di Francesco: «Se il gruppo non risponde sono pronto a salutare»

Corriere della Sera (L. Valdiserri) – «Il fatto che una persona condivida, spieghi, parli, sia educato, non alzi la voce o lo faccia solo quando è davvero necessario non deve essere frainteso. Confondete la disponibilità o l’educazione con la mancanza di personalità. La condivisione è fondamentale per arrivare a qualcosa di importante. Condividere non significa accettare un sistema di gioco, condividere è credere ancor di più in quello che si fa. Il concetto è questo: noi abbiamo sempre creduto in un determinato tipo di gioco, io credo in un determinato tipo di gioco e, ovviamente, quando parlo con i ragazzi sono anche pronto ad ascoltare. Però, alla fine, decido io. E deciderò sempre io quale è il sistema di gioco e i giocatori faranno quello che dirò. Nel momento in cui vedrò che dall’altra parte non c’è risposta, sarò il primo a dire ciao». C’è tutto Eusebio Di Francesco in questa lunga risposta data in conferenza stampa prima di Napoli-Roma. Testimonianza di un momento di grande difficoltà, in cui solo i risultati possono ridare certezze al gruppo: «L’ho detto e ridetto: non diamo continuità a determinati movimenti. Se i giocatori non volessero fare ciò che gli chiedo, non lo farebbero dall’inizio. Invece lo fanno e per questo motivo bisogna lavorare sull’aspetto mentale. Solo il campo darà la risposta. Il problema è che alla prima difficoltà andiamo troppo facilmente fuori dalla partita. Non abbiamo quasi mai rimontato uno svantaggio: è un segnale su cui lavorare con più attenzione. Io per primo».

La squadra, come contro il Milan, sarà schierata con il 4-3-3. Nainggolan resta favorito su Pellegrini, Cengiz Under su Defrel e El Shaarawy su Perotti. Sicuri i ritorni dal primo minuto di Dzeko e De Rossi: «Radja deve ancora smaltire i postumi del dente che ha perso(nello scontro con Kessie; ndr) e della brutta botta che ha preso. Sto facendo delle valutazioni, Pellegrini è comunque a disposizione. Defrel ha avuto qualche problemino negli ultimi 2-3 giorni. Non ho deciso ancora niente». Fuori dalla gara hanno tenuto banco le parole di Mino Raiola, che ha proposto alla Roma – insieme ad altri club – Mario Balotellia parametro zero: «E io lo allenerei. Ci ho parlato due anni fa, volevo portarlo al Sassuolo. Alla fine, però, non abbiamo trovato le condizioni giuste. È è un giocatore stimolante, al di là del carattere, con grandi mezzi». La tifoseria, sui social, si è già spaccata. Chi vorrebbe scommettere su SuperMario e chi non gli perdona lo sgarbo a Totti che, nella finale di Coppa Italia 2010, gli costò un calcione dal Capitano.