Vigilia di Sassuolo-Roma, giorno di conferenza per Eusebio Di Francesco. Dopo aver diretto al mattino la rifinitura pre match nel giorno dell'ultimo allenamento stagionale, il tecnico giallorosso incontra i giornalisti nella sala stampa di Trigoria. Alle 16, poi, la partenza da Termini per Reggio Emilia. In chiusura d'intervento, l'allenatore ha voluto anche spendere alcune parole nel ricordo di Gaetano Anzalone: "Faccio le consoglianze alla famiglia Anzalone. Ne parlavo ieri con Bruno Conti che tesseva le lodi umane e generali di questo grande presidente. Mando un grande abbraccio alla famiglia". Ecco le dichiarazioni rilasciate:
La Roma ha già ottenuto la qualificazione alla Champions, ma c’è l’obiettivo terzo posto. Quanto conterà l’approccio giusto?
Approcciare bene tutte le partite è fondamentale per crescere. Siamo in Champions, ma non è ancora raggiunto l’obiettivo terzo posto. Contro il Sassuolo non sarà facile, hanno perso una sola gara nelle ultime dieci. Avremo il desiderio di fare una partita importante.
Quali sono le sensazioni del ritorno?
Sono felice di rivedere tanti amici, tanti ragazzi con cui ho condiviso storie importanti. Sono state emozioni importanti in un contesto familiare e unico. Umanamente ho lasciato e ho ricevuto grandi insegnamenti.
Ha chiesto un regalo a Monchi per trattenere Alisson?
Sono proprio sereno sotto tutto questo punto di vista, ho Monchi e De Sanctis che possono sostituirlo alla grande (ride, ndr), il problema non si pone. Nel calcio non c’è mai nulla di definitivo, ma sono convinto, per quello che sono le sensazioni mie, che Alisson rimarrà qui a Roma. Ne sarei molto felice per il suo percorso di crescita ma anche per il percorso di crescita della squadra.
Come stanno Alisson e Under?
Alisson non verrà, ha ancora un fastidio muscolare. Giocherà Skorupski. Under verrà, farà un provino definitivo domattina, sta cercando di stringere i denti, ha preso una brutta botta. Lui e Fazio sono in dubbio. Ma davanti siamo pochi.
Qual è il dato più importante che questa stagione proietta alla prossima?
Credo la consapevolezza, l’aver avvicinato la gente, le sensazioni che provo io che prova la squadra, questo desiderio di appartenere a qualcosa. Siamo cresciuti in questo ma non dobbiamo mollarlo, non basta, lo ribadisco, deve essere un punto di partenza, negli atteggiamenti e nei modi di fare, nell’affrontare l’ultima gara non dobbiamo sottovalutare nessuno e avere massima attenzione in quello che andremo a fare sia in sede di mercato sia nella preparazione e la gestione di quello che sarà la stagione dal punto di vista fisico e metodologico. Bisogna cercare di migliorare ancora, ma la bellezza di aver rivisto entusiasmo da parte di tutti credo che sia una partenza importante.
Politano e Berardi li vorresti riallenare?
Non voglio parlare di giocatori che non sono della Roma, appena faccio un nome si travisa ciò che dico. Non vi do titoli. Sono molto affezionato a tanti giocatori che ci sono a Sassuolo, uno di questi è il capitano che c’è stato per tanti anni, Magnanelli, che è l’emblema del giocatore che prenderei e porterei in ogni squadra per far capire come si può arrivare a giocare a certi livelli, con mentalità, dedizione e la capacità di stare sempre sul pezzo. Matteo e Domenico sono due giocatori, specialmente il secondo che è cresciuto con me nella Primavera, a cui sono veramente molto legato, sono due giocatori di talento.
Un voto alla stagione?
Io credo che al di là dei voti si può dare un giudizio generale. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario in Champions, anche se c’è un pizzico di rammarico, la gente felice di quello che abbiamo creato ma da parte mia c’era il desiderio di fare qualcosina in più perché ci eravamo vicini e ci è mancato poco. In Champions ci diamo un ottimo voto. Per il campionato, al di là della posizione in classifica, mi dispiace avere questo distacco dalle squadre che stanno davanti rispetto a noi due, avremmo potuto fare meglio dal punto di vista dei punti e dei gol, che hanno fatto la differenza, ma è stato ugualmente un campionato positivo, c’era l’obiettivo della Champions e l’abbiamo raggiunto.
Qual è stato il momento più difficile della stagione?
Il rammarico più grande? Il pregiudizio in generale. Non mi piace, mi infastidisce nei confronti di tutti, non solo nei miei confronti. Soprattutto nella parte iniziale della stagione. Sul campo non mi sarei aspettato difficoltà così grandi a dicembre e gennaio, ha un pochino compromesso il campionato quel periodo. Per il resto ci sono tante cose positive.
Fa il tifo per una tra Lazio e Inter?
Ad oggi credo che sia avvantaggiata la Lazio, ha due risultati su tre. Il risultato finale non mi interessa. Vedendo i numeri sono avvantaggiati loro.
Un giudizio su Coric e Marcano?
Ho detto prima che non parlo dei giocatori che non sono della Roma. Hai fatto bene a provarci. Nel momento in cui ci saranno calciatori che saranno acquistati dalla Roma potrò parlare di loro. Sul mercato stiamo lavorando in simbiosi col direttore e la società. Questa settimana abbiamo cominciato a parlare delle scelte, in precedenza il pensiero era solo l’obiettivo Champions. Avete scritto tanti nomi, a volte ne sapete più di me, siete ben informati, a volte devo chiedere conferme io.