Alle 14.45 Eusebio Di Francesco incontra in conferenza stampa i giornalisti presso il centro sportivo Fulvio Bernardini di Trigoria per presentare la gara tra Roma e Chievo in programma sabato 28 aprile alle ore 18.00 allo stadio Olimpico e valida per la 35^ giornata di Serie A. Al termine, prevista la rifinitura con il gruppo impegnato sui campi d'allenamento. Queste le parole dell'allenatore abruzzese, che apre il proprio intervento con una premessa: "Volevo tornare sull'episodio di Liverpool che personalmente condanno, come ogni forma di violenza ed ancora di più quello che è accaduto a Liverpool. Io e la squadra e lo staff siamo vicini a Sean Cox ed alla famiglia. Mi auguro di vero cuore che il ritorno, che è una semifinale di Champions, sia una festa, un orgoglio per tutta la tifoseria della Roma, magari con un bel risultato. Ma che sia una festa di gioia e di sport, questo è un appello per le tifoserie".
Le condizioni mentali della squadra quali sono?
Siamo tutti molto dispiaciuti, ci aspettavamo un risultato differente e di poter rimanere in partita con maggior applicazione perdendo meno duelli in base alla partita che avevamo preparato. Non è andata così, abbiamo davanti una partita molto importante con il Chievo e poi penseremo alla successiva. Credo che i ragazzi debbano avere il desiderio e la volontà di rifarsi, per buttarsi subito sul campionato perché abbiamo quattro gare determinanti tra cui quella col Chievo.
Il Chievo è scivolato in maniera pericolosa verso la parte bassa della classifica, però ha sempre reso la vita dura alla grandi. Che avversario è?
Abituata a salvarsi ed è una squadra esperta, ed è un'arma a loro favore. Noi dobbiamo portare a casa i tre punti, sapendo di aver sofferto in passato contro squadre che si vengono a chiudere qui a Roma, cercando di essere bravi a fare gol prima possibile, avere l'incisività e determinazioen giusta sottoporta.
La tua valutazione a freddo sul Liverpool? Problemi che vanno oltre il ritmo della squadra di Klopp?
Analizzandola, abbiamo fatto molto bene i primi 25 minuti, davamo la sensazione di essere più in partita di loro, la prima uscita fatta male ci siamo spaventati, all'occasione di Mané siamo andati in difficoltà. Siamo andati in difficoltà su alcuni duelli, il Liverpool fisicamente c'è stato superiore. Per essre competitivi bisogna portare i nostri livelli di corsa e determinazione a quelli di contro il Barcellona. Siamo un po' smarriti, impauriti, cosa che non deve succedere perché stiamo facendo qualcosa di straordinario. Dobbiamo essere più spigliati, più coraggiosi anche nell'andare a fare certi duelli.
Alcuni giocatori impiegati meno hanno fatto un salto di qualità a Ferrara. Rivedremo il turn-over?
Avremo sicuramente fuori Perotti e Strootman e Diego penso per un paio di settimane. Kevin non si allena con la squadra, non ci sarà in questa gara, mi auguro di averlo a disposizione con in Liverpool. Dovrò cambiare per forza alcuni elementi. Per il turnover vedrò a seconda della condizione psicofisica dei ragazzi se variare la formazione, ma dei cambi ci saranno.
Schick esordì dal primo contro il Chievo. Ad un girone di distanza, è pronto per fare l'ala del 4-3-3?
E' pronto per giocare nel 4-3-3, valuterò se impiegarlo o meno poi, come caratteristiche è diverso dall'ala del 4-3-3, è un po' come abbiamo giocato a Ferrara con Nainggolan e Pellegrini che si alternavano, da parte sua ci vuole maggior sacrificio in fase difensiva. Ma ora ha una condizione fisica e mentale ottimale e potrebbe essere della partita.
Col Liverpool sul finale lei chiedeva 4-3-3, invece la squadra si metteva 4-2-3-1. E' cosi?
C'è stata una comunicazione errata all'inizio, Gonalons aveva capito qualcosa di diverso e la squadra si era messa 4-2-3-1. Ci sono caratteristiche di alcuni ragazzi che tendono a fare qualcosa di diverso, come Strootman che tende più a venire a prendere palla che a buttarsi nello spazio, ma quando lo fa crea occasioni pericolose. I ragazzi devono avere maggior forza in alcune situazioni che abbiamo proposto, ho fatto delle scelte, le responsabilità sono mie nel bene e nel male, ma la differenza la fanno sempre non i numeri e sono convintissimo, ma l'atteggiamento e la determinazione. Non puoi giocare con il Liverpool senza avere la giusta cattiveria, poi possono vincere loro, bisogna metterci qualcosina in più ma ci siamo sciolti e impauriti nella parte finale della gara.
Lei rifarebbe tutte le scelte che ha fatto? Domani è la partita principale per scegliere gli uomini per mercoledì?
Stessa domanda col Barcellona: chi non ci crede può stare a casa. Già vi ho risposto. Mi sembra assurdo pensare di giocare una partita di ritorno, manco voglio parlarne perché mi incazzo, senza volerla giocare. Io sono già carico per la partita con il Chievo che è determinante, ma avere una partita di ritorno con 70.000 persone e non andarla a giocare è assurdo. Ritengo che non so se ho fatto le scelte giuste ad arrivare in semifinale, nelle scelte giuste e sbagliate che si facciano bisogna portare avanti quello che si è fatto, io ci credo che questa squadra possa avere la forza di avere determinate cose e che possa essre accompagnata da tutto l'ambiente. Prima c'è il Chievo, partita delicata, poi penseremo al Liverpool, poi sulle scelte, qualsiasi cosa, prendetevela con me, la responsabilità è mia, ma lasciamo lavorare la squadra con la convizione che può fare qualciosa di importante da qui alle ultime partite.
Lei da giocatore non avrebbe pensato che a tre giorni c'è una partita storica e rischierebbe di saltarla con un movimento sbagliato?
E' già successo con la Fiorentina. Nella crescita della squadra e l'ambiente c'è la forza di trattare le partite nello stesso modo e magari l'avessimo fatto col Liverpool a livello mentale. Noi dobbiamo trattare veramente la partita con il Chievo come se fosse la più importante, come se fosse quella la semifinale, non ti permette di sbagliare perché dopo ce ne sono sempre meno e rimediare è sempre più difficile.
Lei parla di cattiveria agonistica, come si fa a motivare una squadra per ripetere un miracolo, passando per una partita come quella di domani?
Parliamo tanto di Liverpool ed era invevitabile oggi, e parliamo poco di domani, ma poi divento ripetitivo. Io parlo di determinazione in determinate situazioni, nei duelli individuali, loro sono stati più bravi e questo è assodato. E poi deve scattare un aspetto mentale e psicologico che abbiamo dimostrato di potercelo avere, siamo mancati in questo anno nella continuità di questo aspetto e dobbiamo ritrovarla prima possibile. Prima di tutto dobbiamo pensare a vincere questa partita con determinazione, cattiveria, cercando di mandare in campo i giocatori che possono farci vincere, poi penseremo al Liverpool con l'aiuto del pubblico ci sarà.
Jonathan Silva e Peres si sono mossi bene con la Spal. Potrebbero tornare in campo?
Sì, tutti e due o uno dei due, questo lo deciderò oggo, ma hanno dimostrato di essere pronti. Bruno di essere in crescita, Silva ha fatto una gara di intelligenza facendo il suo, che è di sinonimo di essere un giocatore affidabile.
Un commento alle parole del post-partita di Rio Ferdinand e Keane. In particolare Keane, possono essere da stimolo?
Roy Keane non so che faccia e non mi interessa. Non devo dare nessuna risposta a uno che sta dall'altra parte ed ha interesse magari a dire cose di parte. Lo dicono in Italia, figuriamoci in Inghilterra. Non mi tocca, le risposte le devo dare non qui ma sul campo. Ricordiamoci dove siamo arrivati, il livello si alza e credo ci sia stato un giocatore che ha fatto la differenza che è Salah e mi auguro che al ritorno ci sia uno dei miei che possa fare la differenza.
La stagione ancora non ha emesso verdetti finali, ma la Roma è stata migliore delle altre in Europa e peggiore in Italia. Come si spiega questo paradosso?
Non è un paradosso: su due competizioni magari su una fai molto bene e nell'altra perdi qualcosa. Lo ha dimostrato anche il Napoli al contrario di noi. La Juve magari è più abituata a competere stabilmente su più competizione, noi potevamo fare sicuramente meglio in campionato ma abbiamo fatto qualcosa di straordinario in Champions che però ancora deve definirsi, magari c'è qualcosa di altro di importante da scrivere. Quindi aspetteremo fine campionato per definire al meglio quello che è stata la stagione della Roma.