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Inter, Spalletti: “Lazio-Roma? Ho superato la cosa di gufare”

Lazio-Roma? Io ho superato la cosa di gufare. Se vincono tutte e due, sono avanti di tre entrambe (ride ndr)“.  Queste sono le parole di Luciano Spalletti nella conferenza stampa post Atalanta-Inter. Il tecnico nerazzurro aggiunge: “Domani (oggi, ndr) devo fare un bell’allenamento con i miei, poi guardo il calcio per capire qualcosa di più”.

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Di Francesco: “Derby che vale doppio. Perotti out, in dubbio Manolas e Florenzi”

Eusebio Di Francesco, tecnico della Roma, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Lazio. Queste le sue parole:

Come si gestisce questa euforia in vista della Lazio? 
Ben venga una gara come quella contro la Lazio, perché solitamente quando giocavo a calcio queste gare si preparano da sole dal punto di vista motivazionale. L’entusiasmo si, la consapevolezza di quello che abbiamo fatto ma dobbiamo mettere in campo la stessa determinazione, la stessa cattiveria agonistica e il desiderio di cercare di prevalere in questa gara che secondo me vale più di tre punti, vale il posto in Champions. Ha un valore doppio, il derby ha un valore a sè, esula da tutte le altre gare, ma allo stesso tempo questa è fondamentale per la classifica in campionato.

Questo modulo nuovo che abbiamo visto contro il Barça può essere una soluzione per la squadra? 
Siccome vi piace parlare di numeri noi abbiamo fatto il 3-4-2-1 in questa partita o il 3-4-3, a seconda di come si sviluppa la palla, perché ribadisco per l’ennesima volta che il modulo è dinamico. E’ stata una scelta ponderata che ha dato un valore aggiunto a questa squadra e mi ha fatto capire che si può giocare in questo modo anche in altri casi. Non dimentichiamoci che siamo arrivati ai quarti di finale giocando 4-3-3, tutto può diventare nulla e niente di importante se non si ha cattiveria, determinazione, convinzione e atteggiamento giusto che è quello che abbiamo avuto in questa gara. I numeri vanno a farsi friggere senza l’atteggiamento corretto.

Oltre alla determinazione metterà in campo anche Schick? 
Della formazione assolutamente non parlo, e non posso dare vantaggi perché non penso che Inzaghi me la venga a dire come è giusto che sia. Uno tra lui e Cengiz Under scenderà in campo, sono 50 e 50.

Qual è l’aspetto di Dzeko che la colpisce di più? 
Ha delle qualità, sia tecniche che fisiche, impressionanti per la struttura che ha e che a volte non sfrutta al meglio delle sue potenzialità. Nella gara con il Barcellona ha fatto la sua miglior partita da quando è con me per applicazione, attenzione, determinazione e allo stesso tempo con grandissima convinzione. Mi auguro che tutto ciò lo ripeta nelle grandi partite, con le grandi squadre, ma anche con quelle squadre, che io ritengo allo stesso livello ed è da qua che passa la nostra crescita, ma che sono considerate meno importanti come blasone. Dal punto di vista generale è un giocatore che ha qualità straordinarie.

E’ una partita che può cambiare la storia della Roma? 
Lo vedremo più avanti, ovviamente sì. Io credo che sia stato qualcosa di straordinario, non dobbiamo nasconderci che abbiamo raggiunto un qualcosa dove uno si sveglia la mattina e dice “Siamo in semifinale di Champions”. Inaspettato da parte di tutti ma io sono molto sereno perché questo ci deve dare grande consapevolezza. Io nella conferenza stampa pre gare avevo parlato di mentalità, questa partita deve dare seguito alla crescita di mentalità. Era quello che dicevo sulla considerazione su Dzeko che dobbiamo essere bravi tutti a trattare tutte le partite allo stesso modo. Questo ci farà diventare sempre più forti.

Lei al fischio finale è andato negli spogliatoi, perché? 
E’ una cosa che faccio sempre ultimamente, da più gare, preferisco lasciare spazio ai ragazzi e ai miei collaboratori nell’andare a festeggiare e godere di questo momento. Io voglio far crescere l’ambiente e la mia squadra dentro Trigoria, quello che dovevo fare, quello che dovevo esternare, l’ho esternato ai miei calciatori e ai miei collaboratori dentro lo spogliatoio.

Un aggiornamento sulle condizioni di Defrel e Perotti? 
Non saranno, nessuno dei due, disponibili per la gara contro la Lazio. Defrel non lo sappiamo, lo valuteremo nel corso del tempo quale sarà il suo problema alla caviglia. Perotti ci auguriamo di metterlo dentro contro il Genoa o con la Spal, più facile la seconda, questa è la speranza. Per quanto riguarda quei giocatori che hanno avuto febbre, non sono stati bene, qualcuno non si è allenato ieri, abbiamo qualche dubbio su Manolas e Florenzi. Vedremo tra oggi e domani mattina. L’allenamento mi darà qualche responso e maggiore sicurezza sulla formazione da mandare in campo contro la Lazio perché qualche problemino c’è stato nelle scelte che si sono fatte con lo Shakhtar con qualche giocatore a metà. Quella volta abbiamo rischiato a metterli in campo e in questo caso non ci possiamo permettere più di sbagliare.

Questo 3-4-2-1 può diventare la nuova base da qui in avanti? E’ una rosa corta per questo modulo, visto che la Roma è stata costruita per un altro schema?
Ovviamente se dovessi portare avanti un certo sistema di gioco la tua analisi è perfetta, nel seno che non ho tante pedine per poter fare qualcosa, ho più centrocampisti che difensori centrali. Come ho detto prima è un grandissimo valore aggiunto per questa Roma, può essere ripresentato domani, potremmo tornare al 4-3-3. Quello che mi interessa più di tutti veramente, è che al di là delle scelte che posso fare loro sanno di poter agire in un certo modo, mi interessa l’atteggiamento e i principi di gioco. La grande forza nostra è stata quella di saper far uscire quasi sempre uno dei centrali forti in aggressione, quindi spesso difendevamo a 4 o anche a 3 e non era più una difesa a cinque perché nella dinamica uno dei difensori centrali diventava un centrocampista. Per fare questo ho scelto una squadra con maggiore fisicità ed impatto forte sulla gara e ho avvicinato qualche giocatore in più a Dzeko. Devo dire che mi ha dato dei risultati importanti, sono molto contento di averla interpreta in questo modo, ma non è detto che sia la medicina definitiva di tutto.

Chi arriva meglio al derby, la Roma che arriva con l’entusiasmo o la Lazio che arriva con la rabbia? 
Vengono tutte annullate le situazioni, non conta nulla, perché è una storia a sé. Mi auguro di essere avvantaggiato in questo senso ma sono convinto che non sarà così. Possiamo fare mille valutazioni, ognuno può dare il suo giudizio ma questa è una partita da prendere veramente con le molle. È una squadra rabbiosa, per di più lo abbiamo dimostrato noi con il Barcellona, feriti dalla partita contro la Fiorentina dove nessuno po pensava potesse finire con un risultato del genere. Dobbiamo pensare che dall’altra parte ci possa essere una prestazione come la nostra col Barcellona. Dobbiamo avere la capacità di prepararla allo stesso modo ma non tanto fisicamente e tecnicamente ma mentalmente, è fondamentale.

La fisicità è una delle principali qualità della Roma? 
Io credo che la fisicità è determinante per diventare importanti in Italia e in Europa. Se ci metti dentro tutte le altre qualità è meglio ma per giocare a calcio a certi livelli è fondamentale. Anche la condizione fisica, che in questo momento è in grande crescita e che poteva sembrare sotto le scarpe con la Fiorentina ma quel match va analizzato con maggiore attenzione magari rivista anche insieme per quella che è stata un po’ la dinamica di quella gara.

Quali sono le caratteristiche e i giocatori della Lazio che teme di più? Le fa piacere essere l’unica italiana rimasta in Europa?
E’ una grande gratificazione per la Roma poter rappresentare l’Italia in Europa. Ci sono state alcune partite in cui mi è dispiaciuto per come sono andate. La Lazio dava la sensazione di avere nettamente in mano la gara, non c’era motivo per pensare a 4 gol del Salisburgo. Questo ti fa capire che non devi abbassare mai la guardia, non dare forza ad una squadra che sembrava demotivata o quantomeno sembrava non poter impensierire la Lazio. Con un gol ha cambiato la gara. Io vedo la Lazio una squadra di grande fisicità, il che è importantissimo. Ha davanti un giocatore bravissimo ad attaccare la profondità, noi siamo una squadre che dà un po’ di campo all’avversario perciò dobbiamo stare veramente attenti. Ci si mettono due giocatori come Milinkovic e lo spagnolo, che sono fortissimi nel fare assist e imbucare gli avversari, come l’ultimo di tacco senza guardare nell’ultima partita. Hanno un’ottima qualità negli ultimi 30 metri, la Lazio è la squadra più brava nel mandare in porta i propri giocatori.

La squadra è pronta, dal punto di vista fisico e psicologico, per reggere fino alla fine della stagione? 
Io del Liverpool non ho parlato ancora con la squadra, perché davanti ci sono tre partite importantissime, a partire dal derby. Poi cominceremo a dare un occhi a quello che sarà, io lo darò prima loro devono pensare prima a questa gara. La nostra gente, il tifoso romanista, aspettava da 34 anni questa gara. Ben venga il Liverpool, sapendo che davanti abbiamo una squadra forte, ha giocatori di gamba, tra cui uno che conoscete benissimo. Sappiamo che non sarà facile ma siamo contentissimi di potercela giocare. Io lo dico da quando eravamo ai gironi, quello che dobbiamo affrontare affrontiamo. Il destino è questo, il destino ci ha portato in semifinale e mi auguro che ci porti ancora più avanti. Non so cosa pensa la squadra e non mi interessa nemmeno saperlo.

Quanto ci ha lavorato sulla mentalità della squadra? Potete ancora migliorare? 
Ci sto lavorando, sono ancora lavori in corso. Abbiamo dimostrato, in tutta questa annata, una grande capacità nel fare grandi prestazioni, ma ancheggi farne al di sotto delle nostre possibilità. È un percorso che è fatto di alti e bassi e mi auguro che avremo la capacità di rimanere meno oscillanti possibile, come la borsa, nelle prestazioni e negli atteggiamenti. Questo deve essere un lavoro importante da parte mia e di chi mista vicino, di tutto un po’ l’ambiente.

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Lazio-Roma, tavolo tecnico in Questura per misure di sicurezza

Quest’oggi si è tenuto il tavolo tecnico, presieduto dal Questore di Roma Guido Marino, dove sono state esaminate le misure di sicurezza per il derby tra Roma e Lazio, che si giocherà domenica sera allo Stadio Olimpico. Come riferisce Italpress, attesi circa 55.000 spettatori che sono invitati a raggiungere l’impianto con i mezzi pubblici al fine di facilitare l’afflusso e il deflusso di persone. Organizzata la ripartizione delle aree di parcheggio per chi raggiungerà lo stadio in auto e sarà possessore del tagliando del match. Per i tifosi laziali: Area “XVII Olimpiade” e Area “Tor di Quinto”. Per i tifosi della Roma: Area “Clodio” e Area “Cipro” parte del parcheggio di scambio a servizio della stazione “Cipro” della metropolitana, ubicato tra Via Angelo Emo angolo Via Cipro. Nelle aree delocalizzate “XII Olimpiade”, “Tor di Quinto” e “Clodio”, a cura degli steward, sarà effettuato un servizio di accoglienza e indirizzamento degli spettatori verso l’itinerario di afflusso al settore di appartenenza.

Lo Stadio potrà essere raggiunto percorrendo il percorso a piedi o attraverso l’utilizzo del servizio di trasporto pubblico, che sarà maggiorato negli orari di afflusso e deflusso. L’orario di apertura dei cancelli è fissato alle 18. Il piano di sicurezza scatterà già da domani pomeriggio, con controlli e bonifiche sia nell’area dello stadio sia nel centro storico. Per l’occasione, il Prefetto ha esteso ad alcune zone limitrofe allo stadio, direttrici di afflusso e deflusso, il provvedimento di disciplina della vendita per asporto e trasporto nella pubblica via, di bevande in bottiglia o in contenitori di vetro (fatta eccezione ai generi alimentari di prima necessità venduti esclusivamente in vetro), da tre ore prima dell’inizio dell’incontro e fino ad un’ora successiva al termine dello stesso. Domenica, per coordinare le operazioni di ordine pubblico, nella sala operativa “Grandi eventi” della Questura opererà una task force composta dai vari enti impegnati nei servizi.

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Spalletti: “La Roma? Ribadisco i complimenti, hanno fatto tanta roba”

Nel corso della conferenza stampa di vigilia di Atalanta-Inter, Luciano Spalletti ha parlato del percorso delle italiane in Champions con una menzione particolare all'unica italiana rimasta in gara: la Roma. Queste le sue parole: "Se sono sorpreso dalle italiane? No, non lo sono. Abbiamo squadre forti, il nostro calcio si sta livellando verso l’alto con quello europeo. Ormai anche noi amiamo pressare alto e giocare palla. Quindi ci sta che Roma e Juventus siano riuscite a ribaltare il risultato. Ai giallorossi ribadisco i miei complimenti, hanno fatto vedere un calcio importante, veramente tanta roba. Hanno strameritato questa impresa, saltando addosso all’avversario dal primo minuto. Quindi bravi, ora è tutto possibile".

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Lazio-Roma, arbitra Mazzoleni: i precedenti sorridono ad entrambe

Sarà il signor Mazzoleni della sezione di Bergamo il fischietto di Lazio-Roma, match in programma domenica 15 aprile alle ore 20.45. Il fischietto sarà alla seconda direzione di un derby della Capitale, dopo quello arbitrato l'8 aprile 2013 e terminato col punteggio di 1-1. Sono 23 i precedenti con i giallorossi: 14 vittorie, 6 pareggi e 3 sconfitte il bilancio. Maggiori le direzioni di gara con i biancocelesti: 27 le occasioni, con 16 vittorie per la squadra di Simone Inzaghi, 5 pareggi e 6 sconfitte. Mazzoleni sarà coadiuvato dagli assistenti Preti e Paganesi, oltre che dal quarto uomo Maresca. Al Var sarà Rocchi, mentre Avar è stato designato Di Fiore.

LAZIO – ROMA h.20.45
MAZZOLENI
PRETI – PAGANESSI
IV: MARESCA
VAR: ROCCHI
AVAR: DI FIORE

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Figc, Fabbricini: “Seconde squadre in Lega Pro già dalla prossima stagione, la volontà di procedere accomuna tutti”

C’è massima convergenza ad aprire alle seconde squadre, come succede nei massimi campionati europei. Possiamo dire che è una piccola riforma già di fatto varata, ma prima di renderla effettiva occorrono approfondimenti normativi sulle regole e bisogna affrontare problemi legati a impiantistica“. Così il commissario straordinario della Figc, Roberto Fabbricini, come riporta l'Ansa, al termine della riunione con le componenti svoltesi in via Allegri. “Aic, Lega serie A e Lega di B e LegaPro hanno una convergenza forte su questo argomento. L’idea e’ partire proprio dalla Lega Pro e cercare di farlo già nel 2018/19“, ha proseguito Fabbricini. “C’è da risolvere delle questioni ma credo che potremo essere pronti perché la la volontà di procedere accomuna tutti“.

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Tumminello: “Mi mancava il campo, al primo contrasto in gara la mia testa si è liberata della paura”

L'attaccante della Roma in prestito al Crotone Marco Tumminello ha rilasciato alcune dichiarazioni a proposito del suo rientro all’attività agonistica dopo la rottura del legamento crociato del ginocchio. Queste le sue parole al canale ufficiale del club calabrese:

Quanto ti è mancato il campo?
Il campo mi mancava tantissimo, soprattutto lo stadio di casa. Ben sei mesi e mezzo che aspettavo di riprovare questa emozione di tornare tra i tifosi rossoblù ed è stato un piacere ritornare. In questi sei mesi ho cercato di dare una mano anche da Roma, facendo riabilitazione. Non ho mai smesso di seguire la squadra anche in trasferta, quando potevo l’ho sempre accompagnata nei momenti buoni e nei momenti difficili. Secondo me l’unica cosa che ci può far salvare è essere compatti e uniti.

Rientro con il Torino?
Quando sono entrato il mister mi ha detto: dai tutto, rincorri tutti i palloni, e io ci ho messo del mio anche avendo paura. Appena entrato dopo sei mesi e mezzo, dopo l’intervento al ginocchio avevo un po’ di paura nella mia testa, però dopo aver fatto il primo contrasto in gara la mia testa si è liberata e da là è proseguito tutto. Quando entro anche gli ultimi 5 minuti dò sempre una mano alla squadra. Ieri, quei palloni che mi sono arrivati, pochi o tanti, ho cercato di giocarli al meglio per far rifiatare e portare la squadra più alta possibile per farla vincere.

Quando pensi di riuscire a raggiungere i 90 minuti nelle gambe?
I 90 minuti li vedo ancora lunghi, ma pian piano dopo gli allenamenti, i contrasti nelle partite e le corse intermittenti, spero di recuperare il più presto possibile.

La sfida contro il Genoa?
Sarà una gara dura, come lo saranno tutte, sia in casa che fuori casa. Quindi dobbiamo cercare di lottare da qui all’ultimo su ogni pallone che ogni domenica peserà sempre di più, quindi dovremo essere bravi e forti a non farci condizionare né dall’avversario né dal pubblico, ma dobbiamo contare solo su di noi.

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Sky e MediaPro. Duello finale con le paure della Serie A

La Repubblica (M.Mensurati) – A tutta velocità verso l’ignoto. Il giorno dopo la pubblicazione del bando per i diritti tv della A per i prossimi tre anni, nessuno si sbilancia ma tutti concordano su un punto: questa storia rischia di finire molto male. A inquietare, in particolare sono le tempistiche. I termini per il bando scadono il 21 aprile, il 26 è la data ultima per Mediapro, la società spagnola che a oggi detiene i diritti, per presentare la fideiussione da un 1 miliardo e 300 milioni di euro. Se quel giorno i soldi non dovessero arrivare, la A entrerebbe in uno stato di crisi conclamata, dagli esiti imprevedibili.

Gaetano Micciché nell’ultima riunione in Lega ha predicato calma, ma l’impressione è che se le cose dovessero andare male tenere il timone sarebbe impossibile. Dopo la pubblicazione del bando, la prima mossa spetta a Sky. Che da domani mattina comincerà a fare tutte le valutazioni per decidere se, come e, nel caso, quanto offrire. Secondo i tecnici consultati da Mediapro, la struttura del bando (pacchetti suddivisi per 4 piattaforme: satellitare, digitale terrestre, Internet e Tv online, senza esclusive ma con possibilità di acquistare più piattaforme) consentirebbe alla pay tv di Murdoch di comprare per circa un miliardo – la stessa cifra che in una recente missiva si era impegnata a reperire a fronte di una cessione in esclusiva del prodotto calcio praticamente l’intero lotto. Sky, sempre secondo la lettura degli spagnoli, dunque continua a vendere ai propri abbonati tutta la A in esclusiva, visto che a “sporcare” l’esclusiva resterebbero fuori solamente 132 partite per la Iptv (cui potrebbe essere interessata Tim Vision).

Ma nessuno si fa grosse illusioni, e dallo stesso quartier generale spagnolo fanno sapere di considerare la cosa del tutto improbabile. Più semplice che Sky presenti un’offerta in linea con quelle dei precedenti bandi impostati da Lega e advisor Infront (entrambi andati male). In quel caso, al di là di quanto offriranno Mediaset ed eventuali nuovi player, sarà molto difficile che il bando porti ad un risultato accettabile per gli spagnoli. A quel punto lo scontro finale sarà inevitabile e in un modo o nell’altro molto sanguinoso. Un duello, anzi, un “triello”, stile Sergio Leone: da un lato Mediapro che, esposto per 1.050 milioni, farà di tutto per dare vita a “Lega Channel”; dall’altro Sky che, pur sostenendo di poter fare tranquillamente a meno del campionato, valuterà ricorsi di ogni genere; in mezzo la Lega di Serie A che, spaccata su tutto come d’abitudine, difficilmente troverà un punto di convergenza proprio sul tema più delicato. Sullo sfondo, mesta, una Serie A, che per evitare il crac finanziario pregherà per un accordo all’ultimo secondo.

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Capitombolo Roma, la Fiorentina passa all’Olimpico: 0-2

Fragile dietro, inconsistente davanti. Stavolta, a differenza della serata di Champions, non c’è modo neppure di tirare in ballo l’alibi della direzione arbitrale (discussa solo nel finale, a giochi ormai fatti). La Roma vista al cospetto della Fiorentina, rimpastata negli uomini da Di Francesco, ha mostrato tutti i suoi limiti. Quelli di una squadra incapace di proteggere Alisson, specie in assenza di De Rossi, e di segnare. Se non ci riesce Dzeko è pressoché inutile sperare negli altri. Defrel, all’ennesima occasione stagionale, buca il pallone anche quando si tratta di calciare comodamente in porta all’altezza del dischetto del rigore. El Shaarawy riesce spesso nella preparazione al tiro, ma difficilmente nella realizzazione. Se poi ci si mette anche Nainggolan, che scaraventa addosso a Sportiello il prezioso assist di Schick a inizio ripresa, non c’è proprio altro Santo a cui appellarsi. Tanto più perché il ceco, al 75’, coglie in pieno la traversa. Ma ci sono anche altri problemi. Quelli in cabina di regia, ad esempio, con Gonalons che sembra quasi guardare la partita invece che indirizzarla, specialmente nel primo tempo. 

Fatto sta che la Fiorentina, senza faticare troppo, passa 2-0 (7’ Benassi, 39' Simeone), cogliendo il sesto successo consecutivo in campionato e infliggendo la decima sconfitta stagionale ai giallorossi, la settima all’Olimpico. Il modo peggiore per preparare il doppio impegno di Champions e campionato contro Barcellona e Lazio

 

Marco Madeddu 

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Pioli: “La Roma è forte, il 4-1 di Barcellona non le rende giustizia. Peccato per l’assenza di Chiesa”

Ecco le parole di Stefano Pioli, tecnico della Fiorentina, in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma:

Sul confronto dell’andata.
Noi siamo in buone condizioni per prestazioni e risultati. La gara di andata ci ha insegnato molto. Affronteremo un avversario forte, che ha tante soluzioni ma che potrebbe concederci tanto in fase di attacco.

Su Simeone.
Non deve cambiare il modo di interpretare le gare, il fatto che sia generoso e che cerchi sempre di andare in gol è importante. Nelle ultime partite ha sempre fatto la cosa giusta e anche quando non segnava la prestazione non è mai mancata. Troveremo un Simeone ancora più rabbioso e motivato: nel gol di Udine ci sono tutte le sue caratteristiche, dal controllo del pallone al contrasto. Deve portare avanti le sue caratteristiche.

Sulle prospettive future della squadra.
La squadra attuale mi piace moltissimo, in questo momento della carriera voglio allenare per divertirmi e voglio farlo con un gruppo di giocatori che vuole andare al di là dei suoi limiti. Ho tanti dubbi su alcuni giocatori, sui quali sto cambiando idea in positivo. Io voglio migliorare la voglia di scendere in campo dei miei calciatori. Poi l’anno prossimo cercheremo di migliorare la posizione di classifica nella quale termineremo quest’anno.

Sulla Roma di domani.
Troveremo una squadra forte e motivata, il 4-1 di Barcellona non rende giustizia alla prestazione che la Roma ha messo in campo al Camp Nou. Cambia poco se giocheranno le prime scelte o le riserve. Se c’era una partita dove erano fondamentali le caratteristiche di Chiesa era proprio quella di domani… non voglio però mettere le mani avanti. Ho però la fortuna che tutti sono pronti.

Su Dabo.
È in crescita, ha fatto una buona partita ad Udine e può ancora fare meglio. Il campionato francese è diverso dal nostro ma ha delle buone caratteristiche e le ha fatte vedere.

Se si aspetta da parte della società una proposta di prolungamento.
Non ho avuto segnali in questo senso ma questa non è una mia priorità né è quello che vado a cercare. Io voglio solo finire bene questo campionato e per di più ho già un altro anno di contratto. Dalla società mi aspetto solo un progetto bello chiaro e compattezza.

Sulla Fiorentina che vorrebbe vedere domani.
Abbiamo mostrato grande personalità di recente in trasferta, a Bergamo così come da altre parti. Dobbiamo approcciare la partita con la voglia di dare il massimo.

Se sarà una partita in cui aggredire oppure giocare sulla difensiva.
Non faccio molta differenze su questo fronte, io faccio sempre una fase difensiva attiva.

Su Thereau.
Non ci sarà ma sta meglio, ora ha bisogno di lavoro. A Torino ha avuto un fastidio muscolare ad un polpaccio.

Su Sottil.
Lo porterò con me, ha velocità e ha tecnica. Deve solo imparare a lavorare nelle due fasi. Ci sono tanti giocatori interessanti nella Primavera.

Sull’assetto difensivo.
All’andata è stata giudicata in modo troppo negativo la prestazione di Biraghi, noi abbiamo sbagliato nella gestione del pallone, non nei singoli. Biraghi ha fatto la figura “balorda” ma non è stata una sua mancanza. Noi siamo cresciuti però nella lettura delle giocate e degli spazi liberi. Ora utilizziamo un giocatore in più per costruire.

Sulla cessione di Zekhnini.
Rafik ha delle buone qualità tecniche ed una velocità impressionante. Ha avuto difficoltà ad imparare la lingua e questo è difficile per imparare le giocate. Abbiamo pensato di mandarlo via a gennaio per farlo crescere ma non poteva andarsene perché aveva già giocato con due maglie diverse. Mi auguro che adesso possa giocare con continuità.