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Roma-Milan, le pagelle: Alisson l’unica sufficienza

La Roma perde in casa contro il Milan e molla il terzo posto in campionato. Di seguito le pagelle del match dell'Olimpico:

Alisson 6; A lui l'unica sufficienza nei giallorossi. Due parate alla sua portata e una miracolosa al 73' su Bonaventura. Può fare poco sui due gol subiti. Presente. 

Peres 4,5,; Alterna discrete giocate a errori ingenui. In occasione del secondo gol del Milan si addormenta e lascia Calabria in gioco. E' quello che è. 

Manolas 5; Arriva in ritardo sul gol di Cutrone, il greco appare più impaurito rispetto al solito.  Si riscatta con un intervento miracoloso in spaccata poco prima del raddoppio rossonero. Ansioso. 

Fazio 5,5; L'argentino è il meno peggio, condizionato dalla diffida cerca di salvare il salvabile inutilmente. Poco e niente. 

Kolarov 5; In calo e deconcentrato il serbo. Spinge molto nel primo tempo ma senza affondare. Soffre in fase difensiva. AAA cercasi riposo. 

Nainggolan 5, Sorprende in negativo anche il belga. Non dà alcun apporto alla gara. Spento, e svuotato. Dal 64' Dzeko 5: Non riesce a dare la scossa né a far salire la squadra. 

Strootman 4,5; Lento e continuamente in ritardo. Soffre l'assenza di Di De Rossi non trovando mai il tempo nelle chiusure. Scordinato e impreciso negli appoggi. 

Pellegrini 5; Pecca sul clamoroso contropiede sullo zero a zero sbagliando la decisione da prendere. Si adegua alla mediocrità generale. Dal 80' Gerson 5,5; Solo qualche spunto del brasiliano,  peccato non vederlo con continuità. Pronto. 

Ünder 5; Illude tutti iniziando con un buon tiro dal limite. La sua partita termina lì. Dal 73' Defrel s.v. 

Schick 5; Nel primo tempo gioca quasi bene ma soffre di solitudine. Bella giocata tra due difensori, crolla come tutti nella ripresa.  

Perotti 5; Si fa vedere con un sinistro centrale nei primi minuti di gara. Poi sparisce anche lui, senza lasciare traccia.

Di Francesco 5,5; Si fida dei suoi e fa male. Torna al 4-3-3 e interviene con cambi che confondono ancora di più la squadra. Probabilmente è l'ultimo dei problemi. 

A.F. 

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La Roma cade ancora. Il Milan esulta con Cutrone e Calabria

La Roma crolla ancora. Dopo la sconfitta in Champions League, i giallorossi cadono all’Olimpico contro il rinnovato Milan di Gattuso. I rossoneri, tornati in forma dopo un lungo periodo di appannamento, si aprono un varco tra le pretendenti al quarto posto. Per contrastare il “Diavolo”,  Di Francesco schiera il 4-3-3 composto da Alisson alle spalle di Peres, Manolas, Fazio e Kolarov. In mediana un turno di riposo a De Rossi, che lascia spazio a Pellegrini insieme a Strootman e Nainggolan, nel solito ruolo di trequartista. Davanti torna titolare Schick, affiancato da Under e Perotti.

Dopo un primo tempo che non ha visto particolari emozioni, il Milan di Gattuso sblocca la gara al rientro dall’intervallo. Kolarov lascia troppa libertà a Suso, lo spagnolo pesca bene Cutroneall’interno dell’area che anticipa Manolas e insacca involontariamente col tacco. Alisson battuto e Roma sotto di una rete a inizio ripresa. La Roma prova rispondere ma è sterile la manovra giallorossa. Di Francesco toglie Nainggolan per Dzeko mentre Gattuso inserisce Kalinic per l’autore del gol rossonero Cutrone. I capitolini vorrebbero ma non possono, è infatti evidente la scarsa tenuta fisica della squadra di Di Francesco, sterile anche in contropiede. Il Milan sfiora addiriturra lo 0-2 con Kalinic, prima Alisson poi Manolas salvano i compagni. Al 74’ la squadra di Gattuso raddoppia con Calabria e la Roma crolla ufficialmente.  Poca lucidità da parte della Roma e niente pericoli per il Milan che espugna l'Olimpico sorprendendo tutte le aspettative di vigilia. Duro colpo per i giallorossi che faticano a trovare continuità di risultati. Quinto posto con il Napoli da affrontare nella prossima giornata di campionato. Il cammino verso la Champions si fa sempre più arduo. 

Andrea Fagnano 

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Roma-Milan, tra i convocati c’è anche Jonathan Silva

C'è anche Jonathan Silva nella lista dei convocati per la gara contro il Milan, in programma domani alle 20.30 all'Olimpico. Nell'elenco dei 22 giocatori a disposizione di Di Francesco è presente anche il terzino arrivato a gennaio a Trigoria. Restano fuori solamente Gonalons e Karsdorp.

Alisson Becker
Bogdan Lobont
Lukasz Skorupski

Juan Jesus
Aleksandar Kolarov
Elio Capradossi
Federico Fazio
Alessandro Florenzi
Bruno Peres
Jonathan Silva
Kostas Manolas

Radja Nainggolan
Kevin Strootman
Lorenzo Pellegrini
Daniele De Rossi
Gerson

Diego Perotti
edin Dzeko
Patrik Schick
Cengiz Under
Gregoire Defrel
Stephan El Shaarawy

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Roma-Milan, arbitra Mazzoleni: i precedenti con i giallorossi

Sarà Paolo Silvio Mazzoleni l'arbitro della sfida tra Roma e Milan in programma domenica alle 20:45 allo Stadio Olimpico di Roma. Il fischietto di Bergamo ha diretto questa sfida anche nella scorsa stagione, precisamente il 12 dicembre del 2016, quando a decidere fu un gol di Radja Nainggolan. La Roma lo ha incrociato complessivamente per 21 volte in campionato, registrando 13 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte. 

Si rendono noti i nominativi degli Arbitri, degli Assistenti, dei IV Ufficiali, dei V.A.R. e degli A.V.A.R. che dirigeranno le gare valide per la settima giornata di ritorno del Campionato di Serie A 2017/18 in programma domenica 25 febbraio alle ore 15.00.

BOLOGNA – GENOA Sabato 24/02 h.18.00
GIUA
GORI – VALERIANI 
IV: GAVILLUCCI 
VAR: PASQUA 
AVAR: PICCININI 

CAGLIARI – NAPOLI Lunedì 26/02 h.20.45
GIACOMELLI
GIALLATINI – DOBOSZ 
IV: ABBATTISTA 
VAR: DOVERI 
AVAR: MARRAZZO 

CROTONE – SPAL h.12.30
ORSATO
VUOTO – MANGANELLI 
IV: CHIFFI 
VAR: FABBRI 
AVAR: DI VUOLO 

FIORENTINA – CHIEVO 
ABISSO 
CRISPO – TASSO 
IV: MARTINELLI 
VAR: AURELIANO 
AVAR: COSTANZO 

H. VERONA – TORINO 
MASSA
SCHENONE – PAGANESSI 
IV: FOURNEAU 
VAR: TAGLIAVENTO 
AVAR: SAIA 

INTER – BENEVENTO Sabato 24/02 h.20.45
PAIRETTO
LONGO – SANTORO 
IV: SACCHI 
VAR: MARESCA
AVAR: FIORITO 

JUVENTUS – ATALANTA h.18.00
MARIANI 
RANGHETTI – PASSERI 
IV: ROS 
VAR: VALERI 
AVAR: ALASSIO 

ROMA – MILAN h.20.45
MAZZOLENI 
PERETTI – PRETI 
IV: GUIDA 
VAR: IRRATI 
AVAR: CARBONE 

SAMPDORIA – UDINESE 
DAMATO
LIBERTI – ZAPPATORE 
IV: NASCA 
VAR: ROCCHI 
AVAR: SERRA 

SASSUOLO – LAZIO 
MANGANIELLO
BINDONI – POSADO 
IV: RAPUANO 
VAR: CALVARESE 
AVAR: DI LIBERATORE 

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Udinese-Roma 0-2, le pagelle

ALISSON 7,5: Paganini non ripete, lui sì. Al 6’ sbarra la strada a Perica, che spreca l’assist al “contrario” di Juan Jesus. Al 6’ della ripresa sbarra di nuovo la strada all’attaccante croato, scappato con estrema facilità a Fazio. Più tardi corre in soccorso anche di Strootman, respingendo coi pugni il pallone consegnato dall’olandese a De Paul. Non ha il mantello, ma somiglia comunque a Superman, non solo per il colore della divisa. 

FLORENZI 5,5: Tanta corsa, molti errori, anche se nessuno da matita blu. 

MANOLAS 6,5: L’assenza di Lasagna gli facilita il compito, ma la sensazione è che il greco se la sarebbe cavata alla grande lo stesso. Il più continuo dei quattro difensori giallorossi. 

FAZIO 5,5: Poco lavoro, non sempre ben svolto. Al 51’ si fa saltare da Perica, costringendo Alisson agli straordinari. A tratti, però, veste i panni del Comandante, ma dalla prossima uscita bisognerà non togliersi mai la divisa

JUAN JESUS 5,5: Bastano 6’ minuti per cogliere lo scarto con Kolarov. Il retropassaggio che consegna a Perica l’occasione del vantaggio fa correre il primo brivido della partita lungo la schiena di Di Francesco. Col passare dei minuti, però, lava via la ruggine, tanto da sbarrare la strada all’attaccante croato a ridosso dell’intervallo. Cresce con il passare dei minuti 

PELLEGRINI 6: Prova piuttosto anonima, forse dovuta a un ruolo che non è propriamente il suo. Sa muoversi meglio nel 4-3-3, ma la Ragion di Stato gli chiede di cambiare pelle in fretta

DE ROSSI 6: Non è al cento per cento e deve limitarsi al compitino, ma ha il merito di non abbassare mai la tensione, sua e dei compagni. 

DAL 75’: STROOTMAN 5,5: Neppure il tempo di sistemarsi in campo che offre a De Paul l’occasione del pareggio. Fortunatamente per lui e per la Roma Alisson ci mette i pugni anche stavolta. 

UNDER 7,5: Affascinante come la luna, tagliente come la falce, fa la stella. Da lassù, dove si è issato  a suon di gol, sembra proprio la bandiera della sua Turchia. 

DALL’86’ DEFREL SV: Ruba la palla che serve a Nainggolan per cucire l’azione del raddoppio. Seppur con abbondante ritardo, forse, possiamo cominciare ad apprezzarne lo sbarco a Trigoria 

NAINGGOLAN 6,5: Torna dopo la giornata di squalifica, con un nuovo colore di capelli, ma con i vecchi affanni. Quando serve, però, sa farsi trovare pronto, come quando serve a Perotti il pallone del 2-0 definitivo.

EL SHAARAWY 6: Altalenate e spumoso, ondeggia, senza trovare mai colpo risolutivo. Al 29’ spara fuori di un soffio il pallone gentilmente offerto da Nainggolan, al 34’ strozza il sinistro a due passi da Bizzarri. Però ha il merito di tenere costantemente in affanno la difesa friulana

DAL 68’ PEROTTI 6,5: La consueta opera di taglio e cucito, condita dal gol che chiude la partita. 

DZEKO 6:  La punta senza lo spunto. Al 60’ prova l’accelerazione in area, ma inchioda sul più bello. La solita prova di straordinaria fisicità, ma sono i compagni a mascherare le magagne mostrate al momento di tirare in porta

 

DI FRANCESCO 7: Conserva il modulo delle ultime settimane, con la speranza di trovare le certezze che servivano a fronte di un avversario più complicato di di quelli battuti in precedenza. La squadra gli consegna 3 punti d’oro, che puntellano la classifica e migliorano il morale in vista della Champions League. 

 

Marco Madeddu 

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Roma. Sassata Under, Perotti la chiude. Udinese ko

MINI TURNOVER – Lo sguardo e l'attenzione verso la gara di Champions League c'è e come. Di Francesco risparmia infatti Kolarov, al suo posto Juan Jesus affiancato da Fazio, Manolas e Florenzi a destra. A centrocampo out Strootman, rientrano De Rossi e Pellegrini a dar manforte al tridente Under, Nainggolan, El Shaarawy dietro l'unica punta Dzeko. 3-5-2 per Oddo con Danilo che torna dalla squalifica, al centro Stryger e Samir. A sinistra si rivede Ali Adnan mentre Widmer occupa la fascia opposta. Davanti Perica sostituisce l'infortunato Lasagna con De Paul seconda punta. 

DUE LAMPI – Ritmi alti nei primi minuti e Roma subito in spinta offensiva con due contropiedi interessanti non finalizzati da Under ed El Shaarawy. Juan Jesus rischia la beffa con un retropassaggio ma Alisson si fa trovare attento anticipando De Paul in pressione. Al 24' arriva la prima vera occasione da gol per la Roma. Traversata di Florenzi sulla destra, Under viene servito dal terzino si accentra e prova il mancino a giro, Bizarri respinge la conclusione del turco. Al 28' la squadra di Oddo risponde con un bolide di Fofana dalla distanza, il pallone esce di poco a lato. Controrisposta di El Shaarawy un minuto dopo, il piatto destro del Faraone sorvola il palo alla sinistra di Bizarri. La prima frazione appare divertente ma termina senza reti. L'Udinese fatica a costruire occasioni, alla Roma manca l'intensità negli ultimi 20 metri.

ANCORA UNDER – Nessun cambio nell'intervallo. Alisson salva i suoi dopo 6 minuti fermando Perica a tu per tu con il portiere brasiliano. Grave la disattenzione della difesa giallorossa.  La formazione di Di Francesco è arrembante in contropiede ma non punge sotto porta. Dzeko spreca al 61' dopo aver saltato tre avversari perde l'attimo giusto per concludere a rete. Il tecnico abruzzese cambia El Shaarawy con Perotti al 69' e pochi minuti dopo la gara si sblocca. E' ancora il baby turco Cengiz Under a colpire, questa volta il suo sinistro è imparabaile per Bizzarri. La sassata del giallorosso è un mix tra classe e potenza, Roma avanti a 20 dal termine. Altro cambio per Di Francesco a 5' dallo scadere, standing ovation per Under dentro Defrel. Prima del recupero Perotti chiude la gara in contropiede su assit di Nainggolan. 

2-0 Roma alla Dacia Arena e vittoria fondamentale per i capitolini che ora possono finalmente pensare alla Champions con più tranquillità. 

Andrea Fagnano 

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Udinese-Roma, le formazioni: Di Francesco risparmia Kolarov. Under dal primo minuto

La Roma di Eusebio Di Francesco affronta in trasferta l'udinese di Oddo in occasione dell'anticipo della 25a giornata di Serie A. Di seguito le formazioni ufficiali: 

UDINESE (3-5-1-1): Bizarri; Samir, Danilo (c), Stryger; Widmer, Barak, Behrami, Fofana, Adnan; de Paul; Perica.
A disp.: Scuffet, Borsellini, Zampano, Larsen, Nuytinck, Giuseppe Pezzella, Angella, Ingelsson, Balic, Maxi Lopez.
All. Massimo Oddo

ROMA (4-2-3-1): Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Jesus; Pellegrini, De Rossi (c); Ünder, Nainggolan, El Shaarawy; Dzeko.
A disp.: Lobont, Skorupski, Kolarov, Capradossi, Bruno Peres, Strootman, Gerson, Perotti, Schick, Defrel.
All. Eusebio Di Francesco

Arbitro: Marco Di Bello della sezione di Brindisi
Assistenti: Di Vuolo – Fiorito
Quarto Ufficiale: Pairetto
VAR: Damato
AVAR: Peretti

 

 

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Spalletti: “Roma, giochiamoci il futuro”

Queste le parole di Luciano Spalletti ai canali ufficiali del club, in occasione delle sue 400 panchine in Serie A da festeggiare contro l'Atalanta.

400 panchine in campionato. Che significa?
“È un numero che dà una sensazione di benessere. Sono cresciuto, sono migliorato. Se ci mettiamo i quattro anni all’estero allo Zenit potrebbero essere anche di più. Sono state partite molto belle, vissute intensamente, che mi hanno dato tutte qualcosa. Il lavoro me lo porto a casa, per me è impossibile staccare e non pensare a quanto fatto con i miei calciatori. È il modo migliore per affrontare il prossimo confronto e preparare i ragazzi al meglio. Mi fa piacere che queste 400 panchine in A siano state consumate spesso con le stesse squadre”.

Empoli, Sampdoria, Venezia, Udinese e poi Roma.
“Quando iniziai questo percorso ero a Empoli, a casa mia, la squadra dove ero stato capitano. Conoscevo bene tutti i giocatori e sapevo come comportarmi con loro. Poi nel ’98 passai alla Sampdoria e da quel momento ebbi un contatto con il calcio in generale. All’inizio pagai il fatto di portarmi dietro quel modo di fare amichevole che avevo a Empoli. Dovevo cambiare qualcosa anche perché a Genova e a Venezia venni esonerato, ma poi anche richiamato successivamente…”.

E cosa decise di cambiare?
“Più che cambiare, imparai. Imparai a far rispettare le regole non per il piacere del singolo, ma per il bene del gruppo. Un insegnamento utilissimo, che poi è tornato utile negli anni successivi”.

Si sente di ringraziare qualcuno per questo traguardo?
“Sicuramente sì. Avere una squadra tra le mani significa disporre di un enorme valore economico. Aver avuto la fiducia di tante persone è stato motivo di grande orgoglio per me. Ho sempre messo tutto me stesso nelle varie tappe. Il primo fu Fabrizio Corsi all’Empoli, poi Franco Sensi mi diede la Roma dopo l’esperienza all’Udinese dove raggiunsi la . Ringrazio pure i collaboratori avuti e gli avversari affrontati dai quali ho imparato tante cose”.

L’esordio in Serie A: 31 agosto 1997, Firenze, . Il presente contro il suo futuro anteriore. Un segno del destino.
“La ricordo benissimo quella giornata e quella partita. Affrontavamo la Roma di Zeman. Il boemo è stato un allenatore che tutti noi del mestiere abbiamo guardato con ammirazione, dato che ha sempre proposto un calcio offensivo. E io ritengo il calcio offensivo il modo migliore per vincere le partite”.

Quel giorno al “Franchi”, però, iniziò con una sconfitta.
“Vero, perdemmo la partita, vinse la Roma. Pareggiammo momentaneamente con un rigore di Cappellini, ma poi subimmo la loro qualità e, inevitabilmente, subimmo altri gol e finì 3-1 per la Roma. Ricordo la corsa di Tommasi e , il gol di Delvecchio. Era una squadra forte quella Roma di allora”.

Se ne ricorda anche altre di queste 400 in Serie A?
“Ce ne sono diverse, e non solo in Serie A. Ho fatto la Serie B, la Serie C. Ricordo con l’Empoli la partita con il Monza per la promozione in B. Mi piace menzionare pure Udinese-Milan che ci permise di andare in  per la prima volta. Sicuramente il derby del 2006 delle 11 vittorie consecutive con la Roma. La finale in Coppa Italia contro l’ vinta 6-2 nel 2007. Le gare di  che rispolvero volentieri. E chissà se potrò viverne altre”.

Un giocatore sul quale non avrebbe scommesso subito, ma che poi si rivelò un campione?
“Ce ne sono diversi. Ne cito uno su tutti ai tempi dell’Udinese. Una volta venne negli spogliatoi Gino Pozzo, figlio del patron dell’Udinese. Mi doveva presentare David Pizarro, io non lo conoscevo. Andai a trovarlo così sul lettino dei massaggi, era lì a fare delle terapie. Il lettino era lungo, lui era quasi la metà… Rimasi perplesso all’inizio, però poi si è rivelato un grandissimo. Faceva girare il pallone come in un flipper”.

In passato ha spesso citato Ventura e Guidolin come allenatori che le hanno dato molto.
“Senza dubbio sono due a cui resto molto legato. Io piacevo agli allenatori, negli allenamenti andavo forte durante le sessioni di corsa. Parlavano di calcio, io parlavo di calcio con loro. Da Ventura e Guidolin ho imparato molto e spesso ho trasferito qualche loro concetto alle mie squadre. Sono due che hanno mantenuto il loro credo nel corso della carriera sapendolo trasferire al calcio moderno”.

Ventura è diventato  della Nazionale.
“Non è un caso, è un grande allenatore. Lui fu il primo a portarmi dai dilettanti ai professionisti. Realizzò un mio sogno”.

Sabato, invece, affronterà Gasperini e la sua Atalanta dei giovani rampanti.
“Gasperini mi è sempre sembrato un ottimo professionista. Ha padronanza nel dialogo con i giocatori, ha conoscenza del calcio. Ha mantenuto il suo credo adattandolo al calcio moderno, arrivando a risultati importanti. Così come i già citati Ventura e Guidolin. Sta facendo un grande campionato con l’Atalanta e ha lanciato prospetti importanti pure per la nostra nazionale”.

400 panchine oggi. E in futuro che succederà?
“Il futuro è quello che andiamo a giocarci adesso. È chiaro che quando parliamo di futuro diventa stimolante, è lì che passeremo il maggior tempo della nostra vita. Per quanto riguarda adesso sono i risultati della Roma a determinare il futuro della squadra. Dobbiamo inventarcelo. Rimarremo attaccati lì, partita dopo partita. La classifica finale di questo campionato è la cosa più importante per il domani. Giochiamoci il futuro”.

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Florenzi tra i candidati del ‘Serie A Gentleman 2016-17’

Il giallorosso Alessandro Florenzi ha ricevuto la nomination per il premio 'Serie A Gentleman 2016-2017', giunto alla sua ventitreesima edizione e che viene assegnato ogni anno ai giocatori che si sono contraddistinti per lealtà sportiva, fair-play e stile. La premiazione avverrà il 22 maggio a Milano. Questa la lista dei completa dei candidati:

Alejandro Gomez (Atalanta), Sergio Pellissier (Chievo), Federico Chiesa (Fiorentina), Roberto Gagliardini (Inter) Claudio Marchisio (Juventus) Marco Parolo (Lazio), Jesus Suso (Milan), Marek Hamsik (Napoli), Alessandro Florenzi (Roma), Fabio Quagliarella (Sampdoria), Andrea Belotti (Torino). 

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Donadoni: “Primo tempo alla pari, peccato per il risultato”

Il tecnico del Bologna, Roberto Donadoni, ha parlato ai microfoni di Rai Sport al termine della sconfitta casalinga contro la Roma: 

"Il primo tempo abbiamo giocato alla pari. Non abbiamo concretizzato le nostre occasioni. La Roma ha fatto gol su calcio d’angolo con Fazio che è stato bravo. Poi abbiamo sbagliato sul gol di Salah. Nel secondo tempo abbiamo avuto un po’ di sfortuna con il palo. E’ chiaro che dopo ci hanno punti in contropiede con gli spazi che si sono creati. Peccato per il risultato, ma io sono più soddisfatto della partita di oggi rispetto a quella di domenica scorsa anche se poi alla fine abbiamo perso 3-0".