Fischiato ieri sera al momento del suo ingresso in campo, Bryan Cristante è uno dei calciatori della Roma maggiormente nell’occhio del ciclone in questa fase storica.
Eppure il 4 giallorosso per un periodo ben definito, a cavallo soprattutto tra la finale di Tirana e quella di Budapest, aveva scalato ad un certo punto le classifiche di gradimento dei tifosi per il suo spirito di sacrificio, la capacità di dare equilibrio alla squadra ma soprattutto la presenza costante, senza interruzioni, in campionato e in coppa con Josè Mourinho in panchina.
Cambiano gli allenatori da Di Francesco a Fonseca, passando per Ranieri, poi Mourinho, De Rossi e ora Juric, ma il risultato finale non varia. Cristante in campo ci va – anche se recentemente per questioni turnover e di numero elevato di potenziali alternative – contro Elfsborg e Dinamo Kiev non è partito dall’inizio.
Ieri il tecnico giallorosso ha spiegato, dal suo punto di vista, perchè Cristante ha un’importanza cruciale nel centrocampo giallorosso: “Bryan è un grande professionista ed ha un’intelligenza oltre il normale. Con lui riesci a parlare anche di cose profonde nel calcio. Capisce le situazioni in un modo pazzesco. È entrato con personalità e su una cosa può migliorare ma rimane tra me e lui”.