Mentre la città si interroga su chi sarà il prossimo sul patibolo (o la panchina) della Roma, immaginando o forse sperando che la proprietà abbia compreso che servirebbero scelte normali per risalire la china e salvare il salvabile, di Dan Friedkin non c’è traccia.
L’unica comunicazione ufficiale si evince dallo stringato annuncio dell’esonero di Juric – nel quale la parola esonero neanche è scritta – “E’ iniziata la ricerca del nuovo responsabile dell’area tecnica…”
E’ iniziata nonostante siano almeno 15 giorni che Juric, dopo Firenze, era un man dead walking (a livello sportivo). La città spinge per manager e allenatore italiani, possibilmente accettabili anche a livello di simpatie e di tifo; i Friedkin tra un volo e l’altro invece hanno un’idea diversa.
Già dalla notte è emersa informalmente la volontà di affidare la panchina ad un tecnico straniero: da Lampard, a Terzic passando per Potter, con la solita, pericolosa, strategia: affidarsi ad un’agenzia straniera, la CAA Base, che ovviamente sta spingendo per i suoi assistiti che non hanno nulla a che fare con il calcio italiano e la realtà romana.