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Castellanos come Dybala: l’attaccante della Lazio a forte rischio per il derby

Se Atene piange, certamente Sparta non ride. Un antico detto accostabile alla situazione infortuni in casa Roma e Lazio. Di ieri la conferma dello stop lungo di Dybala che si dovrà fermare per almeno un mese. In casa biancoceleste invece si è rifermato Taty Castellanos.

L’attaccante argentino era appena rientrato da uno stop di circa un mese per una lesione agli adduttori molto simile a quella patita dalla Joya ma ha avvertito dolore al polpaccio e gli esami strumentali hanno rilevato un’altra lesione. Out almeno altri 20 giorni e Derby fortemente a rischio.

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Lazio, Baroni in emergenza: le ultime da Formello

A due giorni dal derby, Ranieri e Baroni, nei due bunker di Trigoria e Formello, lavorano in gran segreto su mosse e contromosse di natura tecnico-tattica, sempre partendo dai calciatori realmente presenti e a disposizione.

In casa giallorossa sarà sicuramente assente Bryan Cristante: apparso evidentemente claudicante nel corso dell’allenamento aperto al pubblico e alla stampa del Tre Fontane, il centrocampista romanista tornerà disponibile probabilmente da metà gennaio.

Per il resto Ranieri, avendo evitato anche il pericolo squalifica per Konè e Hummels, potrà schierare di fatto la formazione tipo con un paio di dubbio tra l’esterno destro di centrocampo e il secondo trequartista alle spalle di Dovbyk.

In casa biancoceleste lo scenario è diverso: da almeno un paio di settimane Baroni deve fare i conti con qualche defezione di troppo che sta condizionando le scelte soprattutto nei cambi nella ripresa. Saranno sicuramente assenti Pedro e Vecino, con Noslin al 99% out. Restano in dubbio ad oggi Lazzari e Patric, che potrebbero rendersi disponibili almeno per la panchina ma solo alla vigilia del match.

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APPROFONDIMENTI Avversario

Lecce, un altro ‘miracolo’ targato Corvino: la formazione titolare è costata solo 2,5 milioni

L’AVVERSARIO (di Francesco Oddo Casano) – Domani pomeriggio allo stadio Via del Mare, la Roma non troverà solo un ambiente infuocato, ma anche un avversario molto insidioso. Il Lecce di Baroni (ex della sfida, militò in maglia giallorossa nella stagione 86-87′), è attualmente a quota 23 punti in classifica, +9 sulla zona retrocessione.

Una neo promossa che ha saputo rintracciare sul mercato i rinforzi giusti senza spendere cifre folli o investire i denari metti sul tavolo da altre società dello stesso calibro come Cremonese e Monza. La formazione titolare che sta trovando sempre più spazio nelle ultime domeniche infatti è costata solo 2,5 milioni.

Falcone, il portiere (di fede giallorossa), Umtiti, Gallo, Gonzalez e Colombo sono arrivati a costo zero o in prestito secco; Gendrey, terzino destro, è costato 300 mila euro, Baschirotto circa 350 mila euro. A centrocampo il perno centrale è Hjulmand – attenzionato anche dalla Roma – acquistato da Corvino per 170 mila euro, poi ancora Blin 600 mila euro, Strefezza 550 mila euro e Di Francesco 500 mila.

La squadra salentina è reduce da una vittoria, due pareggi e due sconfitte nelle ultime cinque sfide di Serie A, ma ha dato parecchio fastidio, soprattutto in casa, alle grandi, fermando il Milan sul pari, battendo la Lazio e perdendo solo di misura con Inter e Juventus. Dunque fari accesi da parte di Mourinho sulle insidie di questo match. Il Lecce ha incassato appena 24 gol, 4 in più della Roma segnandone 21. Strefezza è il calciatore più prolifico (con 7 sigilli stagionali) in un 4-3-3 molto vivace e fluido soprattutto nella capacità della squadra di Baroni di accompagnare con diversi uomini l’azione offensiva in area di rigore avversaria. Non è una squadra che ama fraseggiare o tenere alta la soglia del possesso palla (penultima in A per media di possesso a partita), ma attenzione ai calci piazzati dove calciatori come Baschirotto hanno già dimostrato di saper fare la differenza (3 le reti su sviluppi di palle da fermo per il centrale rivelazione dei salentini).

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Interviste

Baroni carica il Lecce: “A Roma abbiamo una grande opportunità”

Marco Baroni, allenatore del Lecce, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro la Roma:

Con la Roma è un big match.
Questa gara è un premio per tutti, ma dobbiamo pensare a questa gara come una sfida per noi. Possiamo misurarci contro una squadra importante con giocatori di livello internazionale. Al di là di chi andrà in campo per noi questo può essere motivo di impegno. Ho chiesto alla squadra una gara di coraggio, non dobbiamo snaturare il nostro gioco. Non sarà una festa, sarà un’opportunità. Dobbiamo lanciare una sfida a noi stessi. Non si potrà sbagliare niente, nemmeno una rimessa naturale, dunque ben venga questa partita. Non potremo fare un calcio di timore, altrimenti ci asfaltano.

Turnover?
Ci sono un po’ di ragazzi che avranno l’opportunità di andare in campo. Tutti vorrebbero giocare, tuttavia abbiamo tanti incontri ravvicinati. Faremo il possibile comunque per onorare questa gara, per noi e per chi ci segue. Non voglio chiamare avvicendamenti, anche perché in questa gara avremo davvero bisogno di tutti. Abbiamo una squadra nostra per essere pronti in questi impegni ravvicinati, poi il minutaggio può fare anche molto bene.

Dubbi di formazione?
Devo valutare ancora Bleve perché è stato molto fermo. Da parte mia ci sarebbe la volontà di farlo scendere in campo ma dobbiamo valutare bene perché non si è allenato per tanto. Ci saranno alternanze perché ci sono energie da risparmiare. A ora ho tanti dubbi ma per una serie di fattori. Tipo Gallo ha avuto un problema intestinale e poi si è allenato bene, devo considerare anche questo ma anche altre cose. Calabresi giocherà titolare ma da centrale, mentre Gendrey come terzino destro.

I nuovi arrivati?
Simic ha bisogno di tempo, non so se di due o tre settimane. C’è bisogno di tempo, non gioca dal 12 dicembre e poi ha avuto la quarantena. C’è da lavorare. Faragò è chiaramente molto più avanti.

La Roma?
Leggo quanto la Roma ci tenga a questa competizione, ne ha vinte nove e non fa bene da tempo in Coppa Italia. Siamo consapevoli che troveremo un avversario che vuole vincere a tutti i costi. Io però non voglio che la squadra vada lì a fare una partita diversa da quelle che facciamo in campionato. Poi gli episodi potranno anche dirci il contrario, come a Pordenone in cui il risultato rischiava di essere diverso dopo una grande gara, io tuttavia chiedo la prestazione, sempre e comunque.

Gli acquisti?
Il mercato di gennaio è sempre una sessione molto complicata. Sono stati fatti degli innesti, io però alla società non ho chiesto niente semplicemente perché io sono sempre e solo concentrato su quello che ho. Poi so che si dovrà lavorare per ottenere il massimo.

Faragò?
Lo abbiamo preso da interno e, anche se ha fatto per esigenze ruoli da terzino, ha la maturità per fare l’interno. A centrocampo ho sette elementi per tre ruoli che ci consentono di gestire bene questo reparto con grandi qualità.