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Cheddira avvicina DiFra alla salvezza. Verona e Pisa in B. Promosso in A il Venezia

Primi verdetti tra Serie A e serie B. Ieri sera il Lecce grazie alla rete di Cheddira ha vinto a Pisa, spedendo in B matematicamente la formazione neroazzurra dopo appena una stagione dal suo ritorno nel massimo campionato.

Retrocesso anche l’Hellas Verona, che torna in cadetteria dopo 7 stagioni consecutive nella massima serie. Il Lecce si avvicina così sensibilmente alla salvezza, nel duello a distanza con la Cremonese.

Si festeggia però a pochi km da Verona, perchè Stroppa l’ha rifatto: il Venezia ha vinto ieri il campionato di Serie B, conquistando dunque dopo una sola stagione il pass per l’accesso in Serie A. Per il tecnico è la quarta promozione con quattro squadre diverse.

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APPROFONDIMENTI

Di Fra ritrova la Roma: mai un sorriso in carriera contro i giallorossi

La gara dell’andata gli è rimasta sicuramente impressa e molto probabilmente per come si era sviluppa e per come poi è finita, non l’avrà ancora del tutto digerita.

Eusebio Di Francesco attende al Penzo la Roma. La sua Roma, perchè nonostante sia finita male la sua esperienza da allenatore, il tecnico abruzzese è rimasto legato ai colori giallorossi. Una doppia militanza, la sua, prima da giocatore (in rosa nell’anno dell’ultimo Scudetto) e poi da condottiero in panchina, con la clamorosa scalata in Champions del 2017 con una finale sfiorata.

L’anno successivo per tutta una serie di motivazioni il suo rapporto con la Roma e a suo dire con diversi calciatori si incrinò. Di Francesco è anche l’ultimo allenatore che ha diretto la Roma in una gara di Champions (il doppio confronto col Porto del 2019). Da lì in poi i giallorossi non hanno più ascoltato la musichetta della massima competizione continentale e purtroppo c’è il rischio che accadrà ancora per molto tempo.

Prima e dopo l’esperienza in giallorosso, Di Fra ha affrontato la Roma sulle panchine di Lecce, Sassuolo, Cagliari, Frosinone e Venezia. L’ultima in ordine di tempo è la sopracitata gara indigesta: dopo il vantaggio siglato da Pohjanpalo, la squadra lagunare dominò il match dell’andata fino alla rete fortunosa di Cristante. Poi il colpo di testa finale di Pisilli regalò a Juric i tre punti. Ma il Venezia meritava molto di più.

In assoluto su 13 precedenti, Di Francesco non ha mai battuto la Roma in carriera da allenatore: 10 sconfitte e 3 pareggi.

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De Rossi nelle prime 10 in A è sul podio dei migliori di sempre: i numeri

Pareggio amaro sì, ma che sposta leggermente in negativo una media punti comunque importante. Daniele De Rossi ieri a Lecce ha diretto la sua decima partita ufficiale sulla panchina della Roma, portando a casa un solo punto che si somma ai 22 precedentemente centrati.

Totale 23, 2,3 di media e terzo migliore di sempre nella storia romanista nelle prime 10 ufficiali in A, dietro a Eusebio Di Francesco (26 punti) e Rudi Garcia (30).

Non male dunque per l’allenatore capitolino, che ancora però non ha rinnovato il contratto con la Roma. La società osserva e valuta, ma ancora nessun annuncio ufficiale e siamo entrati nel mese di aprile…

Pareggio amaro sì, ma che sposta leggermente in negativo una media punti comunque importante. Daniele De Rossi ieri a Lecce ha diretto la sua decima partita ufficiale sulla panchina della Roma, portando a casa un solo punto che si somma ai 22 precedentemente centrati.

Totale 23, 2,3 di media e terzo migliore di sempre nella storia romanista nelle prime 10 ufficiali in A, dietro a Eusebio Di Francesco (26 punti) e Rudi Garcia (30).

Non male dunque per l’allenatore capitolino, che ancora però non ha rinnovato il contratto con la Roma. La società osserva e valuta, ma ancora nessun annuncio ufficiale e siamo entrati nel mese di aprile…

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APPROFONDIMENTI

DDR e Di Fra, avversari ma amici: quanti incroci con la Roma dal 2000

La Roma domani pomeriggio alle 18.00 affronta al Benito Stirpe il Frosinone di un grande ex, Eusebio Di Francesco. Sarà un incontro particolare tra l’ex mister giallorosso e Daniele De Rossi, suo capitano ai tempi della Roma che sfiorò la finale di Champions League. I due sono legati da una profonda amicizia che risale anche ai tempi in cui Di Francesco, da giocatore della Roma, vinceva il terzo scudetto, mentre Daniele era un giovane centrocampista della Primavera pronto a fare il grande salto.

Negli anni successivi, con Spalletti in panchina, Di Francesco fu anche team manager della Roma e De Rossi ormai era una certezza della squadra in mezzo al campo. Insomma un incontro da avversari sì, sul campo, ma tra due amici che si stimano enormemente.

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Avversario

Frosinone, contro la Roma sarà emergenza difesa: le ultime

Vale a dire Cuni, Bonifazi, Ghedjemis e Zortea, che hanno svolto differenziato e quindi Lusuardi e Oyono peri quali c’è stato un lavoro personalizzato. Sei calciatori ai quali vanno poi aggiunti i lungodegenti Marchizza e Kalaj. Se tutto ciò non bastasse contro la Roma mister Di Francesco non potrà contare nemmeno su Romagnoli, che è stato fermato per un turno dal giudice sportivo.

Come scrive il Corriere dello Sport, in altre parole, cosi come da diverse settimane a questa parte, anche per la sfida con i giallorossi il Frosinone dovrà farei conti con l’emergenza totale per quanto riguarda si pacchetto arretrato. Quattro soltanto i difensori di ruolo a disposizione, vale a dire Lirola, Monterisi, Malesi e Okoli. Lo scrive il Corriere dello Sport.

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Rassegna stampa

Lukaku e Dybala le medicine per far stare meglio la Roma

La Roma prende la medicina ma è tutt’altro che guarita. I giallorossi hanno battuto 2-0 il Frosinone in un match che ha mostrato ancora tanti giocatori in cerca della forma migliore. Avere in attacco Dybala e Lukaku è però una garanzia: la Joya ha servito due assist, mentre Big Rom ha segnato 4 reti nelle ultime 5. Inoltre è tornato al gol Pellegrini, il quale non siglava una rete dal 24 aprile.

Come scrive il Corriere della Sera, Di Francesco ha fatto un po’ di turnover, schierando Cuni in attacco e proprio lui è andato vicinissimo allo 0-1 in due occasioni. Poi Lukaku ha sbloccato il match con un grande movimento a ricciolo su assist di Dybala. Nella ripresa è poi arrivato il raddoppio con Pellegrini, che ha spinto in rete il cross della Joya su punizione.

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Rassegna stampa

Riecco Di Fra, l’ex eroe di Coppa che adesso fa volare il Frosinone

Che i numeri siano realtà astratte in cui leggere ciò che conviene, in fondo è storia antica. In questo senso, la parabola di Eusebio Di Francesco – dagli altari alla polvere – può sintetizzare bene l’assunto che spiega come la realtà sia plasmabile più o meno alla stregua del sentimento. Non è un mistero che l’allenatore di uno stupefacente Frosinone, che guarda dall’alto Lazio e Roma, abbia il giallorosso tatuato sul cuore.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, la sua prima stagione è rimasta incagliata nell’immaginario collettivo, non tanto per il 3° posto in classifica e relativa qualificazione nell’Europa che conta, ma per la straordinaria cavalcata in Champions conclusa in semifinale contro il Liverpool, solo per via di arbitraggi discutibili. Ma la vera gemma è stata lucidata nel ritorno dei quarti, il 10 aprile 2018, in occasione della ormai storica “remuntada” (3-0) ai danni del Barcellona di Messi. (…)

«Quell’addio fu colpa anche mia. Non ho saputo gestire la situazione mentalmente», ha detto due giorni fa Eusebio, che oggi probabilmente non sarà rimpianto da nessuno dei sessantamila dell’Olimpico. Eppure, oltre ai risultati, anche questo è un modo per essere Special.

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Rassegna stampa

Roma nella bufera. Ora anche il Frosinone di Di Francesco fa paura

Il giorno dopo a Trigoria, dove c’è la società al completo a partire dai Friedkin, il clima non è da tutti contro tutti come altre volte è accaduto. Nonostante la bufera – che pure c’è, esiste – la Roma sembra un corpo unito. Compatto.

La Roma ha avuto finora 14 infortuni, non ha un gioco definito, si ritrova in zona retrocessione, è senza idee e le scelte di Genova, con Cristante centrale nella difesa a 4 e una squadra con tutte le punte in campo (Belotti ala) che neanche il peggior Carlos Bianchi, sono tutte spie di una situazione non facile.

Come scrive il Corriere della Sera, le persone più importanti del gruppo sono in scadenza: il gm Pinto, Mourinho e Lukaku. Poi c’è Dybala che non scade ma ha una via d’uscita a soli 12 milioni. Vederlo così immalinconito, proprio adesso che fisicamente sta bene, e senza ritmo fa riflettere. Fuori dal campo i blocchi sono chiari: basti pensare che giovedì sera le mogli di Pellegrini, Mancini, Cristante, Spinazzola e Belotti erano tutte insieme a vedere la partita. In campo, però, non sembrano esserci divisioni. Peccato che nessuno sappia dimostrare questa presunta unità. E che dalla proprietà arrivi un input chiarissimo: tornare nell’Europa che conta è l’obiettivo minimo.

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APPROFONDIMENTI Avversario

Lecce, un altro ‘miracolo’ targato Corvino: la formazione titolare è costata solo 2,5 milioni

L’AVVERSARIO (di Francesco Oddo Casano) – Domani pomeriggio allo stadio Via del Mare, la Roma non troverà solo un ambiente infuocato, ma anche un avversario molto insidioso. Il Lecce di Baroni (ex della sfida, militò in maglia giallorossa nella stagione 86-87′), è attualmente a quota 23 punti in classifica, +9 sulla zona retrocessione.

Una neo promossa che ha saputo rintracciare sul mercato i rinforzi giusti senza spendere cifre folli o investire i denari metti sul tavolo da altre società dello stesso calibro come Cremonese e Monza. La formazione titolare che sta trovando sempre più spazio nelle ultime domeniche infatti è costata solo 2,5 milioni.

Falcone, il portiere (di fede giallorossa), Umtiti, Gallo, Gonzalez e Colombo sono arrivati a costo zero o in prestito secco; Gendrey, terzino destro, è costato 300 mila euro, Baschirotto circa 350 mila euro. A centrocampo il perno centrale è Hjulmand – attenzionato anche dalla Roma – acquistato da Corvino per 170 mila euro, poi ancora Blin 600 mila euro, Strefezza 550 mila euro e Di Francesco 500 mila.

La squadra salentina è reduce da una vittoria, due pareggi e due sconfitte nelle ultime cinque sfide di Serie A, ma ha dato parecchio fastidio, soprattutto in casa, alle grandi, fermando il Milan sul pari, battendo la Lazio e perdendo solo di misura con Inter e Juventus. Dunque fari accesi da parte di Mourinho sulle insidie di questo match. Il Lecce ha incassato appena 24 gol, 4 in più della Roma segnandone 21. Strefezza è il calciatore più prolifico (con 7 sigilli stagionali) in un 4-3-3 molto vivace e fluido soprattutto nella capacità della squadra di Baroni di accompagnare con diversi uomini l’azione offensiva in area di rigore avversaria. Non è una squadra che ama fraseggiare o tenere alta la soglia del possesso palla (penultima in A per media di possesso a partita), ma attenzione ai calci piazzati dove calciatori come Baschirotto hanno già dimostrato di saper fare la differenza (3 le reti su sviluppi di palle da fermo per il centrale rivelazione dei salentini).

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Interviste

Di Francesco: “Roma, sbagliai ad accettare il mercato del secondo anno”

Eusebio Di Francesco è tornato a parlare. L’ex tecnico giallorosso ha rilasciato un’intervista ai microfoni de la Gazzetta dello Sport:

Dalle semifinale di Champions allo stop. Il calcio è senza memoria?
Sì, ma fa parte del gioco. Comunque quando, come nel mio caso, un allenatore non fa bene per poco di trenta partite – fra Samp, Cagliari e Verona – è anche perché non ha avuto modo di fare continuità a un lavoro. Comunque non sfuggo alle mie responsabilità. Tra l’altro, è stato detto che ero legato al denaro, invece le dico che alla Samp – dove volevo andare via già alla seconda giornata perché non ero d’accordo con le scelte – si è parlato di esonero, mentre ho rescisso, lasciando quasi due anni. Stessa cosa ho fatto a Cagliari, perché i progetti non era stati rispettati: ho fatto togliere una clausola rescissoria da 3 milioni. A me piace allenare con le persone giuste.

Torniamo alla sua Roma dimenticata: stupito?
Diciamo che c’è un po’ di rammarico. Non ho rancore, ma solo voglia di rimettermi in gioco. In fondo ho anche portato il Sassuolo in Europa League. Tornando alla Champions coi giallorossi, la remuntada col Barcellona nacque in una settimana, non da un percorso. La mentalità europea è quella che mi piace.

Si è detto che lei è stato troppo aziendalista, accettando di farsi smantellare la squadra.
Io sono abituato a lavorare con quello che ho, anche se a volte si può sbagliare. Non ero d’accordo con quel mercato. Però sono stato io a lanciare Zaniolo, quando dei club non lo volevano neppure in prestito. Invece lo feci esordire col Real Madrid per fargli capire che credevo in lui. Un po’ come ho fatto con Berardi.

Che lei voleva alla Roma.
Le racconto un retroscena. Dopo il no di Malcolm. volevamo prenderlo, ma lui ci disse: “Non voglio essere una seconda scelta”. Oltre a essere un ragazzo straordinario, Domenico dimostrò di avere anche le palle.

Ma è vero che per lei la gestione Monchi è stata un disastro?
Sono generalizzazioni. Certo, il secondo anno il rapporto è cambiato. Si era logorato qualcosa e io mi sono fatto un po’ da parte, invece dovevo andare a sbattere con le mie idee.

Le piace la gestione Friedkin?
Molto. Ho gioito per la Conference e mi è piaciuto il mercato. È stato fatto con criterio. La Roma è costruita bene come identità tattica. Per me può togliersi soddisfazioni. Con l’Atalanta non meritava di perdere. La cosa più bella è l’entusiasmo che si è ricreato. L’Olimpico pieno spinge tanti. Anche nell’errore c’è un applauso in più. Prima se si perdeva era una tragedia, ora se ne parla con positività, che fa bene alla squadra. Ma prima c’era del malumore verso i vertici del club, per il poco legame che si era creato.

Se potesse tornare indietro cosa non rifarebbe?
Dopo la semifinale di Champions con la Roma, non avrei dovuto accettare il mercato successivo. All’interno l’ho detto, ma il mio carattere mi ha portato a non dirlo pubblicamente. In questo Mourinho è un grande. Ma mi creda, proverò a migliorare anche in questo.