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Pastore: “A Roma ero apprezzato ma con Di Francesco non c’era feeling. Fonseca mi voleva rilanciare, ma l’infortunio all’anca mi ha frenato”

Javier Pastore ha rilasciato un’intervista ai microfoni di Gazzetta.it. Il Flaco ha parlato anche della sua esperienza romana:

Alla Roma invece la sua avventura non è stata indimenticabile. Perché?
“Per tanti motivi. In primis, con Di Francesco non c’è mai stato feeling. Ero arrivato a Roma per fare la differenza, dopo aver rinunciato a un quinquennale con il Psg dove avevo davanti Di Maria, Neymar, Mbappé, Cavani… La società mi voleva fortemente, il mister no. Provò a schierarmi mezzala, poi mi lasciò fuori e cominciò a dire cose sbagliate su di me. Con Fonseca invece c’era un bel rapporto. Purtroppo però dopo il suo arrivo ho dovuto fare i conti con i problemi all’anca. A dicembre mi sono fatto male, per sei mesi mi sono allenato soffrendo e prendendo antinfiammatori. Tornavo a casa e passavo 4-5 ore sul divano, non ero in grado neppure di giocare con i miei figli. In estate decisi di operarmi, quella non era la mia vita”.

Avrebbe potuto lasciare prima la Capitale?
“Sì, ma mi fu chiesto di rimanere. Dopo il primo anno con Di Francesco la società voleva cedermi. Fonseca stoppò tutto per valutarmi in ritiro e, alla fine, decise di trattenermi. Mi disse che secondo lui ero uno dei più forti in squadra, che avrei fatto la differenza e mi avrebbe riportato al top. Ero entusiasta, però a dicembre mi sono infortunato e non sono riuscito a dargli quello che speravo. Nell’estate 2020 decisi di operarmi per rimettermi in forma, sei mesi dopo ero a disposizione ma la società aveva scelto di tagliarmi. E così l’anno scorso non mi hanno mai dato l’opportunità di mostrare che stavo bene”.

I suoi ex compagni, quest’anno, hanno vinto la Conference League. Ha continuato a seguirli anche dopo il suo trasferimento?
“Certo. Sono contentissimo per quello che hanno fatto: nella Capitale ho tanti amici, romani e romanisti, che meritavano di vincere. La Roma è una grande squadra, ha una tifoseria caldissima. E, al contrario di quello che può sembrare da certi commenti sui social, mi sono sempre sentito apprezzato. Per strada, nei negozi, ho sempre ricevuto supporto dalle persone che incontravo”.

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Roma, ‘assuefazione alla sconfitta’: negli ultimi 3 anni e mezzo perse 37 gare di campionato

“Nella Roma non si avverte il dolore della sconfitta”. Quante volte abbiamo sentito proferire, nelle ultime stagioni, da tanti tesserati giallorossi, questa affermazione? Sintesi di uno stato d’animo, ma anche simbolo di un fallimento. Come quello di cui si auto accusò Walter Sabatini nel 2016, lasciando Trigoria: “Non sono riuscito a far capire quale fosse la differenza tra la vittoria e la sconfitta”. All’epoca la Roma però viaggiava mediamente tra il secondo e il terzo posto, con campionati da vertice e diverse qualificazioni consecutive alla Champions League. I risultati stonati furono nelle coppe, soprattutto in Coppa Italia, dove assistiamo da anni a degli autentici suicidi.

Negli ultimi 3 anni mezzo, di fatto dopo la semifinale di Champions contro il Liverpool, la Roma ha preso una pericolosa deriva sportiva. Un quinto, un sesto e un settimo posto in campionato, dagli allori della massima competizione europea all’inferno della Conference League. In mezzo un ruolino di marcia tra campionato e coppe a tratti disastroso, con un breve ed unico periodo di parziale continuità in termini di punti conquistati, maturato lo scorso anno tra settembre e febbraio con Paulo Fonseca in panchina.

Per comprendere quanta assuefazione alla sconfitta (o alla mediocrità fate voi) ci sia a Trigoria ormai da diversi anni, basta tirar fuori alcuni numeri piuttosto eloquenti: nel quinquennio dal 2013-14 alla stagione 2017-18, con Garcia-Spalletti-Di Francesco in panchina, la Roma ha perso 58 gare totali tra campionato e coppe, di cui appena 29 su 190 gare totali di Serie A, pari al 15%. In questo arco temporale la squadra giallorossa ha totalizzato 399 punti, circa 80 di media a campionato.

Negli ultimi tre anni e mezzo il decadimento tecnico e di risultati è purtroppo certificato anche dai numeri: già 49 sconfitte maturate, di cui 37 in campionato (su 130 gare disputate il 28%). Di fatto la Roma è come se avesse perso un intero campionato negli ultimi tre e mezzo. Allarmante anche il fatto che molte di queste sconfitte si sono trasformate in autentiche disfatte: 23 gare con 3 o più gol subiti. A Mourinho dunque il compito di far riemergere il club dalle sabbie mobili dell’anonimato.

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Roma, girone di ritorno shock: è il peggiore degli ultimi 10 anni

FOCUS RETE SPORT – “La Roma di Manchester sarà diversa”, ha assicurato ieri Paulo Fonseca, al termine del match contro il Cagliari. La Roma di campionato si è sciolta come neve al sole. Dopo una prima parte esaltante e un girone d’andata chiuso al terzo posto solitario, la squadra giallorossa ha iniziato a perdere certezze. Fino a Benevento-Roma, gli uomini di Fonseca erano pienamente in sella alla lotta Champions. Dal pari del Vigorito, si è spenta totalmente la luce.

12 punti nelle ultime 11 partite, solo 3 successi contro Genoa, Fiorentina e Bologna. Pesanti sconfitte, polemiche, una marea di gol subiti (16) e la testa sempre più proiettata al percorso europeo. Intristisce il numero dei punti conquistati fin qui nel girone di ritorno: 18, il peggior score degli ultimi 10 anni giallorossi. Peggio della stagione di Luis Enrique (19), peggio anche di quella del duo Zeman-Andreazzoli (20).

Non è insolito che la Roma peggiori il proprio rendimento nei gironi di ritorni: dei crolli più o meno sistematici che in genere si materializzano subito dopo le feste natalizie. Lo scorso anno dalla 19° alla 33° giornata la squadra di Fonseca aveva totalizzato 22 punti – dopo aver chiuso al quarto posto a fine dicembre.

I migliori risultati in questo frammento di campionato negli ultimi 10 campionati risalgono alla stagione 2013-14, quando la banda Garcia mise insieme 35 punti e alla stagione 16-17′ con Spalletti in panchina (34). Non a caso arrivarono due secondi posti con record di punti, rispettivamente 85 e 87.

Ecco l’analisi statistica completa:

  • 2020-21 18 pnt Fonseca
  • 2019-20 22 pnt Fonseca
  • 2018-19 25 pnt Di Francesco-Ranieri
  • 2017-18 25 pnt Di Francesco
  • 2016-17 34 pnt Spalletti
  • 2015-16 31 pnt Spalletti
  • 2014-15 20 pnt Garcia
  • 2013-14 35 pnt Garcia
  • 2012-13 20 pnt Zeman-Andreazzoli
  • 2011-12 19 pnt Luis Enrique