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Giudice Sportivo, ammenda alla Roma per i cori del pubblico contro Spalletti

Il clima rovente del secondo tempo contro la Juventus, costa ai giallorossi una multa. Soprattutto il momento di tensione che si è ingenerato tra le due panchine a metà della ripresa, quando Spalletti è scattato dalla sua area tecnica per protestare con l’arbitro ed è stato subito colpito dai tifosi giallorossi con un coro di scherno che ha riportato in auge gli screzi legati alla vicenda Totti di una decina d’anni fa.

Il giudice sportivo ha deciso di punire il club giallorosso con un’ammenda di € 6.000,00 “alla Soc. ROMA per avere suoi sostenitori, al 57° del secondo tempo, rivolto un coro offensivo all’allenatore della squadra avversaria; per avere  inoltre, al 40° del primo tempo, lanciato un fumogeno nel recinto di giuoco”.

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APPROFONDIMENTI

Tabù Spalletti da sfatare: mai battuto dal suo secondo addio alla Roma

Luciano Spalletti in carriera ha perso 9 volte contro la Roma, ma tutte prima del suo avvento originario, nell’estate del 2005, in giallorosso.

Da quando ha lasciato la capitale per la seconda volta però, si è dimostrato finora sempre un avversario imbattibile. Sulle panchine di Inter, Napoli e Juventus all’andata di questo campionato, il tecnico di Certaldo non è mai uscito imbattuto contro la Roma.

24.10.2021 Roma vs Napoli (Serie A) Sport; Calcio; Nella foto: Mourinho Spalletti (Foto Gino Mancini)

Sono 5 i pareggi e 4 i successi, di cui tre nelle ultime tre consecutive su 9 precedenti assoluti. Giallorossi dunque a caccia della prima affermazione contro il grande ex, al decimo tentativo. Che sia la volta buona!

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APPROFONDIMENTI

Roma, mai così tanti punti dopo 21 partite da Spalletti-bis

Dieci anni esatti. L’ultima volta in cui la Roma ha realizzato più degli attuali 42 punti in classifica, dopo 21 giornate, bisogna tornare indietro molto nel tempo alla Roma di Radja Nainggolan, Edin Dzeko e Momo Salah solo per citarne alcuni.

Era la formazione giallorossa guidata da Luciano Spalletti, l’anticamera di quella che un anno dopo sfiorò la finale di Champions League. Nella stagione 2016-17 la Roma dopo il 21° turno era seconda in classifica a quota 47 punti. In quella stagione realizzò il record della sua storia nel massimo campionato (87).

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Avversario

Spalletti, che tegola: Vlahovic out oltre 2 mesi

In seguito al problema muscolare accusato durante la partita Juventus – Cagliari, questa mattina Dusan Vlahovic è stato sottoposto ad approfondimenti radiologici presso il J|medical.

Gli esami strumentali hanno evidenziato una lesione di alto grado della giunzione muscolo – tendinea dell’adduttore lungo di sinistra.

Saranno necessari ulteriori consulti medici per definire le modalità terapeutiche più appropriate.

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Avversario

Juventus, esonerato Tudor: in pole Luciano Spalletti

La Juventus ha deciso di esonerare Igor Tudor. Manca solo l’ufficialità che arriverà nelle prossime ore ma, a seguito della terza sconfitta di fila contro la Lazio, oggi la dirigenza bianconera ha comunicato al croato che non proseguirà la sua esperienza sulla panchina.

In pole position c’è la candidatura di Luciano Spalletti, poi subito dopo in rapida successione Palladino e Mancini.

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NEWS

Spalletti traccia il suo top11 della carriera: dentro Totti e De Rossi

Luciano Spalletti è stato protagonista nel weekend al Festival dello Sport organizzato dal gruppo della Gazzetta dello Sport. Nel corso dell’intervista, è stato chiesto all’ex tecnico azzurro di tracciare e trascrivere il suo top11 della carriera, quindi dei calciatori allenati fin qui nella sua vita da allenatore. Presenti diversi ex giallorossi come Chivu, De Rossi, Totti, Salah e Dzeko.

La formazione ideale di Spalletti: “Facciamo 4-2-3-1. Portiere Donnarumma è troppo facile. A Roma ho avuto due portieri straordinari, fu un problema con Alisson e Szczesny. Mettiamo uno in campionato e uno in coppa. A destra Di Lorenzo, a sinistra mettiamoci Jankulovski. Centrali ho avuto Koulibaly, Kim, ho avuto l’allenatore dell’Inter, ho allenato Chivu alla Roma, ho avuto Mexes, Juan. Mettiamo Koulibaly e Chivu. Come si scrive Chivu? Mediani Pizarro e De Rossi, non si può sbagliare. Trequartista Totti. Icardi centravanti? Ma io ho avuto Dzeko, con me ha fatto delle robe, era completo. Metto Dzeko. Esterni? Kvara va messo per forza e a destra come faccio a non mettere Salah? Che poi ho avuto Mancini, Hulk”

Formazione: Szczesny, Di Lorenzo, Koulibaly, Chivu, Jankulovski, Pizarro, De Rossi, Salah, Totti, Kvara, Dzeko

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SOCIAL ROMA

Spalletti a cena con De Rossi, Tonetto, Perrotta e Pizarro – FOTO

Una serata romana per stare insieme e ricordare i bei momenti del passato. Sui social è apparsa una foto di una cena andata in scena ieri tra Luciano Spalletti, ex tecnico giallorosso in compagnia di Daniele De Rossi, David Pizarro, Max Tonetto, Simone Perrotta e Vito Scala.

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Nazionali

Terremoto Italia, Spalletti ‘esonerato’ da Gravina: in pole Pioli, poi Ranieri ma la Roma…

Un vero e proprio terremoto sportivo quello avvenuto in casa Italia nelle ultimissime ore. Dopo le dichiarazioni, decisamente poco concilianti del presidente Gravina, lo stesso Luciano Spalletti si è presentato in sala stampa alla vigilia del delicatissimo impegno contro la Moldova, annunciando il suo addio.

Non saranno però dimissioni, ipotesi che aleggiava in mattinata, ma una strana forma di esonero. Spalletti infatti ha chiarito che ‘fosse stato per me avrei mollato, ma Gravina mi ha comunicato il mio esonero. Domani sarò in panchina e fino a lì sarò pagato, dopo no. Ci sarà una rescissione”.

Spalletti particolarmente commosso ha lasciato poi la conferenza stampa, infastidito da una serie consecutiva di domande che tentavano di scavare nel suo rapporto con i calciatori.

Al posto del toscano la Federazione ha ora varie strade da percorrere: il primo nome è quello di Stefano Pioli, attualmente sotto contratto con l’Al Nassr. Ma nella testa di Gravina secondo diverse fonti di informazione sarebbe Ranieri il preferito.

L’ex tecnico giallorosso però è legato al club da un biennale come dirigente e anche ieri i Friedkin hanno ribadito la sua centralità nel progetto sportivo di Trigoria. Per questo Ranieri avrebbe enormi dubbi sull’accettare la proposta di Gravina, visto anche quanto è stato importante nella marcia d’avvicinamento a Gasperini e che tipo di garanzia sia per l’attuale tecnico giallorosso.

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Interviste

Spalletti: “Vorrei tornare a collaborare con Totti”

Luciano Spalletti a margine della presentazione del suo libro autobiografico, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera. Un estratto delle sue dichiarazioni è ancora dedicato a Francesco Totti:

Nel libro torni sul rapporto con Francesco Totti.

“Io gli voglio bene. Lui è il calcio, per me. Istinto, classe, intelligenza pure. Quando lo allenato, mi rassicurava pensare che il mio futuro dipendesse proprio da quei piedi lì. E mi piacerebbe, ora che è tutto chiarito, che pensassimo a qualche esperienza professionale, anche fuori dal calcio, da fare insieme”.

Ci dobbiamo aspettare un remake di “In viaggio con papà”? 

“No, questo no, ma sarebbe bello che noi tornassimo a fare cose insieme”.

Quanto ti pesarono i fischi dell’Olimpico, il giorno in cui Francesco diede l’addio al calcio?

“Mi sono pesati. Non riesco, non sono mai riuscito, a farmi scivolare le cose addosso. Mi restano dentro, mi attraversano, mi corrodono. E le vittorie più delle sconfitte. Io ho molto amato quegli anni a Roma. Ancora ricordo l’emozione che provai quando Bruno Conti mi propose, ero a Udine, di allenare i giallorosso. Quella emozione è indelebile, non si cancella, ti rimane addosso”.

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Spalletti nel suo libro: “Totti come un figlio, Ilary una piccola donna”

Luciano Spalletti ha scritto insieme a Giancarlo Dotto un libro ‘Il paradiso esiste… ma quanta fatica’, nel quale ripercorre tanti episodi della sua carriera. Tra questi, inevitabilmente, la querelle con Totti.

Ecco un estratto pubblicato dal quotidiano La Repubblica:

Francesco Totti è, nel bene e nel male, l’esempio più estremo del mio modo di rapportarmi a un calciatore.  Molti hanno sostenuto che sono stato io a far ritirare Totti. Falso. Il mito di Totti, la bandiera, erano aspetti che andavano gestiti dalla società, non da me. L’avevo chiesto con chiarezza al mio ritorno. Non mi si doveva mandare al massacro in quell’uno contro tutti. Io ho sempre messo in campo la formazione con cui pensavo di vincere, né più né meno. Ma la Sud a un certo punto si è schierata contro di me.

Eppure, la squadra era con me: se avessi fatto dei torti al loro capitano — considerato che in spogliatoio c’era gente di personalità del calibro di De Rossi, Strootman, Nainggolan, Seydou Keita, Maicon –, i giocatori sarebbero certamente insorti a difesa di Francesco. Ma così non è stato. A nulla è servito ribadire, nei mesi successivi, che non sono stato io ad allontanare Totti dalla Roma. Ero disponibile ad assecondare qualunque sua scelta. Per rafforzare questo concetto e “liberare” Totti dal “nemico” Spalletti, ho detto pubblicamente che non avrei rinnovato il contratto con la Roma: mi sono dimesso anche per questo motivo, per evitare che mi fosse addossata una responsabilità che non avevo e che non era giusto darmi.

La verità è che — giusto o sbagliato che fosse — il destino del numero 10 a Trigoria era segnato. Ma la verità, si sa, è solo di chi la vuole vedere. Abbiamo sbagliato tutti in quella situazione.

Di sicuro, Francesco Totti è stato il capitano a cui mi sono dato di più. Amavo pensare che il mio destino di allenatore stesse nei piedi di questo gigante del nostro sport. Mi sentivo protetto dal suo enorme talento. Ho fatto cose per lui che non ho fatto per nessun altro. Francesco non può nemmeno immaginare quanto io abbia compreso le sue ragioni, le sue esitazioni, il suo dramma nel dover lasciare il calcio. Carne della sua carne. La sua carne era parte della Roma, lui era la Roma, anche la sua ruggine lucidava il metallo. Io, però, come responsabile chiamato per rigenerare un gruppo in difficoltà, dovevo pensare e agire diversamente.

Io dovevo pensare al bene della squadra. Lui, come tanti altri campioni prima e dopo di lui, non riusciva ad accettare che fosse messa la parola fine a quella storia grandiosa. Nasce qui l’incidente. E l’equivoco. Ciò che pensavo era che quel Totti lì, un totem di quasi quarant’anni, dalle virtù calcistiche intatte ma dalla mobilità inevitabilmente ridotta, dovesse essere utilizzato con parsimonia: entrare in campo con tutta la sua forza carismatica e la sua esperienza nelle situazioni difficili per esaltare lo stadio e per aiutare la squadra. Nella mia testa era questa l’uscita di scena più dignitosa possibile per uno con la sua storia.

Totti è stato idolatrato a Roma e questo probabilmente lo ha “viziato” un po’, gli ha impedito di percepirsi diversamenteFrancesco per me sarà sempre come un figlio, allo stesso tempo la sua ex moglie non sarà mai per me come una nuora. Quando lei mi offese gratuitamente presi ancora più consapevolezza di quanto fossi un uomo fortunato ad avere al mio fianco una compagna molto intelligente, che mai mi ha messo in imbarazzo intromettendosi con così tanta arroganza e maleducazione nel mio lavoro. Può capitare, nel corso di una vita, di essere un piccolo uomo o una piccola donnaCertamente lo è stata lei quando si è permessa di rivolgersi a me in quel modo.

C’è una cosa che non gli ho mai detto, a Francesco, nemmeno il giorno in cui ci siamo riabbracciati al Bambin Gesù, e ne approfitto per dirgliela ora. Una notte, quando in città non si parlava d’altro che di noi, della nostra storia, ti ho sognato mentre mi venivi a dire queste parole: “Mister, ho capito di aver sbagliato con te. Ho capito che, in realtà, tu non mi stai penalizzando come pensavo ma, al contrario, stai facendo di tutto per allungarmi la carriera…”. Poi mi sono svegliato.