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Roma, fallimento big match: media punti da retrocessione contro le grandi

La Roma chiude il ciclo dei grandi scontri diretti con un bilancio statistico fallimentare. Il pareggio interno contro l’Atalanta certifica l’incapacità cronica della gestione Gasperini di invertire una tendenza negativa che dura dal 2018. Nelle 12 sfide d’alta classifica disputate in questa stagione, i giallorossi hanno raccolto una media di appena 0,58 punti a partita, rendimento che allontana definitivamente il club dalla zona Champions League.

Come riferito dalla redazione di SololaRoma.it Il ruolino di marcia stagionale contro le prime sette della classe riporta una sola vittoria (1-0 contro il Como all’andata), 4 pareggi (tutti nel girone di ritorno contro Milan, Napoli, Juventus e Atalanta) e 7 sconfitte. L’Inter si conferma la “bestia nera” assoluta, essendo l’unica compagine capace di battere la Roma sia all’andata che al ritorno.

L’interpretazione dei dati evidenzia un paradosso tattico: sebbene nella seconda fase del campionato si sia registrato un lieve miglioramento difensivo, con solo due ko esterni contro Inter e Como, la squadra ha perso totalmente la capacità di vincere. Questo stallo tecnico conferma che il problema della Roma non è legato ai singoli interpreti o ai moduli, ma a una fragilità strutturale nei momenti di pressione agonistica.

Il dato aggregato dal 2018-2019 a oggi è ancora più allarmante: in 80 scontri diretti, la Roma ha ottenuto solo 11 vittorie, a fronte di 28 pareggi e 41 sconfitte. La media di 0,76 punti a partita contro le dirette concorrenti spiega matematicamente l’assenza del club dalla Champions League da otto anni. L’avvicendamento di otto allenatori in otto stagioni non ha prodotto scostamenti statistici rilevanti, indicando che la crisi nei big match è un tratto identitario di cui la proprietà Friedkin non è ancora riuscita a liberarsi.

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Roma, +14 rispetto ad un anno fa: nessuno ha fatto meglio

La Roma ha sensibilmente migliorato il rendimento in campionato rispetto ad un anno fa, quando dopo 15 giornate veleggiava tristemente nelle zone medio-basse della classifica con appena 16 punti guadagnati.

Rispetto alla scorsa stagione, i giallorossi guidati oggi da Gasperini, hanno messo insieme finora un bottino di 30 punti che, grazie alla vittoria di ieri sul Como, permettono loro di stare più vicini al primo posto (-3) che al quinto (+4).

Il lavoro del tecnico di Grugliasco è sotto gli occhi: dal palese miglioramento di alcuni singoli, all’espressione di gioco corale, sublimata ieri all’Olimpico da una prova di dominio totale sul Como di Fabregas.

Foto Fraioli

Classifiche a confronto, la Roma ha fatto meglio di tutti

La Roma rispetto ad un anno fa ha 14 punti in più ed è passata dall’11° al 4° posto. Dopo i giallorossi, c’è proprio la formazione lariana con +12, poi il Milan che ha messo insieme 10 punti in più rispetto alla scorsa annata.

Regolare l’andamento di Inter (2 in più) e Napoli (1 in meno) così come la Juventus che dopo tre tecnici diversi, alla fine è sempre lì (1 punto in meno rispetto ad un anno fa). +3 per il Bologna di Italiano.

In testa al campionato c’era l’Atalanta di Gasperini a quota 34 punti. La Dea ha perso 15 punti rispetto alla scorsa stagione. Male ovviamente la Fiorentina addirittura con 25 punti in meno. In ritardo anche la Lazio (-9).

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Roma, 59° attacco dei Top5 campionati ma miglior difesa d’Europa

Se il principio tipicamente gasperiniano è “la miglior difesa, è l’attacco”, nei numeri il risultato finale sembra essersi decisamente ribaltato.

Perchè la Roma attacca e produce tanto, ha mostrato sensibili miglioramenti in questo senso nelle ultime cinque-sei partite, ma non riesce a segnare. Sono appena 12 le reti in campionato, la media praticamente di un sigillo a partita (11 giornate ndr) e con questi dati è il 59° attacco su 96 dei Top5 campionati.

E’ prima in classifica grazie ai dati difensivi: con appena 5 reti subite, al pari dell’Arsenal, la retroguardia giallorossa è la migliore d’Europa.

(Dati @asromadata)

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Roma, contro il Toro si fa 31! I numeri dei match giallorossi alle 12:30

La Roma affronterà il Torino alle 12:30 domenica prossima (e replicherà allo stesso orario la settimana successiva in occasione del Derby).

Per i giallorossi la gara dell’ora di pranzo ha portato negli ultimi anni buoni risultati. Le ultime due in ordine di tempo segnano il medesimo risultato: vittoria per 1-0 contro Venezia e Monza, quest’ultima grazie al sigillo di El Shaarawy (arbitrava proprio Ayroldi prossimo fischietto della sfida contro i granata).

C’è un precedente negativo che coinvolge però la formazione piemontese: nella stagione 2016-17, la Roma giocò in trasferta contro il Toro e perse 3-1. In quella occasione siglò la sua ultima rete in maglia giallorossa Francesco Totti dal dischetto.

In assoluto sono 30 i precedenti per la Roma alle 12:30, con 17 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte.

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Roma, otto successi per 1-0: nessuno ha fatto meglio in Europa

«Vincere uno a zero non è mica un problema eh, sono sempre tre punti. E belli», firmato Sir Claudio. Probabilmente anche i bookmakers avranno cominciato ad abbassare la quota dell’1-0 a favore della Roma. Perchè con quella di San Siro, siglata da Soulè, la squadra giallorossa ha colto l’ottava vittoria stagionale in campionato per una rete a zero.

La formazione di Ranieri è primatista in Europa. Nessuno ha vinto più partite di misura con questo risultato. Compattezza difensiva, un portiere di livello assoluto, ma anche un neo enorme: l’incapacità della Roma di realizzare le tante occasioni che crea. Nella maggior parte dei successi per 1-0, la formazione capitolina ha infatti sprecato molteplici palle gol, alcune veramente clamorose come accaduto anche ieri a San Siro.

Nel frattempo però Ranieri si gode questa svolta in termini di pragmatismo: “Voi continuate a denigrare gli uno a zero, a me va bene così, mi serve per caricare i calciatori”.

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La Roma con Ranieri sarebbe in testa al campionato: 31 gol fatti e 9 subiti nelle ultime 18

18° risultato utile consecutive. L’incredibile cavalcata di partite consecutive in A, sempre più simile a quella del 2009-2010, ha un nome e cognome identico: Claudio Ranieri.

La formazione giallorossa in questa frammento – quasi un girone di A – ha la miglior difesa del torneo con appena 9 reti subite e 31 invece sono i gol fatti.

In assoluto dall’arrivo di Sir Claudio, la formazione giallorossa sarebbe in testa al campionato con 47 punti davanti ad Inter e Napoli con 5 punti di vantaggio.

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Roma, numeri strabilianti in Serie A: l’analisi

I numeri della Roma in questo 2025 e nel girone di ritorno sono strabilianti.

Ieri contro il Cagliari la formazione di Ranieri ha colto la sesta vittoria consecutiva in campionato. Il record del tecnico è di 7 successi consecutivi raccolti nella sua prima avventura (2009-2010).

Ai giallorossi non accadeva di vincerne sei di fila dalla stagione 2016 con Spalletti in panchina.

Si tratta del 13° risultato utile di fila in Serie A. Una serie che ha consentito ai giallorossi di recuperare oltre 70 punti su tutte le dirette contendenti alla zona europea.

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Roma vs Belgio, bilancio ok: il primo gol europeo di Totti e i 4 scontri contro l’USG negli anni 60′

La Roma a distanza di quasi 65 anni ritrova in campo europeo un antico, antichissimo avversario: l’Union Saint Gilloise.

Sarà in assoluto il 21° incontro nella storia di tutte le competizione europea per la Roma contro un’avversaria belga.

Furono ben 4 le sfide contro la formazione nata in un sobborgo di Bruxelles: tutte disputate nell’allora Coppa delle Fiere, primo trofeo europeo della storia giallorossa.

Il bilancio contro l’USG è perfettamente equo: una vittoria, una sconfitta e due pareggi.

Dinanzi a 20 mila spettatori all’Olimpico, grazie al poker siglato da Giugliano, Menichelli, Lojacono e Pedro Manfredini, la Roma di Foni superò la formazione belga nel 1° turno dell’edizione 60-61′ della Coppa delle Fiere.

Successivamente i giallorossi hanno affrontato altre 16 volte come detto squadre belghe, con un bilancio più che positivo: 9 vittorie, 5 pareggi e 2 sconfitte maturate contro Gent, Genk, Anderlecht, Bruges e anche l’Aalst formazione che la Roma di Mazzone superò all’Olimpico, anche in questo caso, con un bel poker di reti.

La quarta fu realizzata da un giovanissimo Francesco Totti. Correva l’anno 95-96′ e il capitano romanista realizzò così la sua prima, splendida rete nelle coppe europee.

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Roma, mai così pochi punti nell’era americana dopo 8 giornate

La crisi di risultati, le sole due vittorie in campionato – peggior rendimento dal 2009-2010 ad oggi – il decimo posto in classifica, ma a poche lunghezze dall’obiettivo Champions (chissà se ancora per poco), i pochissimi gol realizzati a fronte dei tanti tiri scagliati (la media è di una rete ogni 16 tiri) ma non solo.

Perchè la Roma prima allenata da De Rossi (3 punti nelle prime 4 sfide stagionali), ora da Juric (7 in 4 gare), ha fin qui maturato uno score complessivo addirittura peggiore dello scorso anno.

Con Mourinho infatti, si era toccato il ‘fondo’ statistico con appena 11 punti dopo 8 partite e infatti il girone d’andata si chiuse con 29 punti in 19 gare. Oggi la Roma ha 10 punti, quindi uno in meno di una stagione fa, ma soprattutto non partiva così male da oltre 15 anni.

Tralasciando il record di Garcia (24 dopo 8 gare, 30 dopo 10 ovviamente), ci sono state stagioni decisamente migliori che hanno consegnato alla Roma non lo Scudetto – che manca dal 2001 – ma almeno un piazzamento Champions.

La Roma non era mai partita così male nell’era americana. Il peggior dato era quello di Mourinho dello scorso anno e di Luis Enrique nel 2011, fino ad oggi…

La classifica degli ultimi 15 anni

24/25 -10 pt Juric-De Rossi
23/24 – 11 pt Mourinho
22/23 – 16 pt Mourinho
21/22 – 15 pt Mourinho
20/21 – 18 pt Fonseca
19/20 – 13 pt Fonseca
18/19 – 14 pt Di Francesco
17/18 – 15 (1 gara in meno) Di Francesco
16/17 – 16 pt Spalletti
15/16 – 17 pt Garcia
14/15 – 19 pt Garcia
13/14 – 24 pt Garcia
12/13 – 14 pt (3 a tavolino) Zeman
11/12 – 11 pt Luis Enrique
10/11 – 9 pt Ranieri

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Friedkin, quasi 1 miliardo nella Roma: perdite dimezzate e ricavi in aumento

Ancora un rosso a tre cifre, ma il miglioramento dei conti della Roma è evidente. I vertici del club giallorosso hanno approvato il bilancio chiuso lo scorso 30 giugno (riferito alla stagione calcistica 2022-2023) con una perdita pari a 102,7 milioni di euro. Una sfalciata netta al risultato negativo dell’annata precedente, dove la perdita consolidata era stata di 219,3 milioni (si veniva da un -204 e un -185,3). A far felici i Friedkin – che possiedono il 100% del club dopo l’uscita dalla Borsa e lo hanno trasformato in una Srl – sono entrambe le voci principali, quella dei ricavi, in netto aumento, e quella dei costi, dove è stato effettuato un importante taglio.

Come scrive il Tempo, in particolare i primi sono stati pari a 277,1 milioni, per una crescita di 70,3 milioni. Giù di 50 milioni le spese, ammontate nel corso dei dodici mesi in questione a 349 milioni. In particolare ad essere aumentati sono i ricavi dovuti a biglietteria, abbonamenti, tour (quello in Giappone è stato un successo) e amichevoli. Tutte queste voci fanno registrare un saldo positivo di 23,7 milioni rispetto alla stagione 2021/22, in particolare grazie all’affetto dei tifosi – l’Olimpico è sempre sold out – alla disputa di due partite casalinghe in più e ai ricavi dell’Europa League rispetto a quelli della Conference (+12 milioni).

Inoltre i proventi commerciali sono saliti di 10 milioni con il grande effetto Dybala a portare i ricavi dalle vendite nei negozi da 4,5 a 6 milioni. In generale crescono i dati di merchandising, royalties e sponsorizzazioni, nonostante la sanguinosa rottura con Digitalbits. E nell’attuale bilancio, che chiuderà nel giugno 2024, ci sarà un’ulteriore crescita grazie all’intesa con Riyadh Season (accordo biennale da 25 milioni complessivi).

C’è poi da sottolineare l’effetto del lungo elenco di plusvalenze realizzate per cercare di rientrare nei paletti del Fair Play Finanziario dell’Uefa: la gestione dei calciatori è positiva per 41 milioni, con le plusvalenze – i vari Zaniolo, Kluivert, Volpato ecc. – pari a 54 milioni totali. Anche al capitolo costi ci sono miglioramenti: quello complessivo del personale scende di 10 milioni, mentre gli ammortamenti dei calciatori sono più bassi di 22 milioni.

Cresce invece l’indebitamento finanziario consolidato al 30 giugno 2023, che da 323 schizza a 448 milioni. Ma questa cifra preoccupa soltanto chi non vuole andare ad approfondirla. L’indebitamento lordo versi terzi nel bilancio approvato ammonta infatti a 180 milioni, mentre ben 318 milioni sono debiti verso i Friedkin (prima erano solo 85 milioni di debito verso l’azionista), che nel corso dei mesi hanno sempre provveduto a staccare assegni per la Roma, con continui finanziamenti soci.

In totale nella stagione ci sono stati 232,5 milioni di versamenti da parte dei texani (25 a luglio, 106 da agosto a Capodanno 2022 e poi altri 101,5 fino a giugno 2023), compresi circa 92 milioni utilizzati per estinguere il bond precedente, con un nuovo bond da 175 milioni collocato ad un tasso del 6,04% annuo, con scadenza nell’ottobre 2027. L’ammontare totale delle spese sostenuto da Dan e Ryan Friedkin, compreso l’assegno staccato per l’acquisto da Pallotta, si avvicina con prepotenza al miliardo complessivo ed è ora pari a 929,6 milioni. Una cifra che salirà ancora, visto che ci sono ancora poco più di 12 mesi per completare l’aumento di capitale da 520 milioni, con 395 milioni di finanziamenti già convertiti in capitale e messi a riserva. E così sarà anche per il resto dei 125 milioni mancanti. Il lavoro da fare per arrivare all’equilibrio dei conti è ancora lungo, ma i Friedkin sono determinati a proseguire nel percorso di risanamento del “gigante addormentato”, anche puntando sul futuro stadio a Pietralata, di cui si attende la consegna del progetto definitivo al Comune di Roma.