Se il principio tipicamente gasperiniano è “la miglior difesa, è l’attacco”, nei numeri il risultato finale sembra essersi decisamente ribaltato.
Perchè la Roma attacca e produce tanto, ha mostrato sensibili miglioramenti in questo senso nelle ultime cinque-sei partite, ma non riesce a segnare. Sono appena 12 le reti in campionato, la media praticamente di un sigillo a partita (11 giornate ndr) e con questi dati è il 59° attacco su 96 dei Top5 campionati.
E’ prima in classifica grazie ai dati difensivi: con appena 5 reti subite, al pari dell’Arsenal, la retroguardia giallorossa è la migliore d’Europa.
FOCUS RS (di Francesco Oddo Casano) – Due indizi non fanno una prova, ma quasi. La Roma nella prossima stagione per tutta una serie di ragioni dovrà contemplare tra i prioritari investimenti sul mercato, l’acquisto di almeno un difensore centrale.
Il problema è stato evidente soprattutto nel momento in cui dall’originaria impostazione a 4 su cui De Rossi aveva spinto e lavorato in estate, una serie di situazioni hanno sospinto anche l’ex capitano romanista a rivedere in parte le sue convinzioni, tornando al vecchio sistema a 3. Poi è arrivato Juric, affezionato cultore della linea a tre e lo stesso Ranieri, modulandola con l’utilizzo di un braccetto più terzino che centrale, non si è discostato molto da questa idea.
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In attesa di capire chi sarà il nuovo allenatore che potrebbe proseguire con questa impostazione che di fatto perdura da almeno sei anni, oppure tornare a quattro, l’intenzione di Ghisolfi è quella di investire su un difensore centrale, con determinate caratteristiche.
Il primo problema da affrontare è quello numerico: la Roma quasi certamente perderà Hummels, che in queste ultime settimane ha mostrato delle palesi difficoltà psicofisiche e le sue problematiche private incideranno sulla scelta finale di tornare in Germania. Un altro capitolo è quello di Hermoso: non si è mai ambientato a Roma, è andato al Leverkusen in prestito dove ha giocato di più, senza clamorosi picchi ma si è anche rotto la spalla. Rimarrà fermo fino a fine stagione e tornerà nella capitale con un biglietto aperto per ripartire. Due anni di contratto pesanti, di cui la Roma vuole liberarsi, salvo clamorose riabilitazioni del prossimo tecnico giallorosso.
Saltato l’affare Danso ad agosto (giocatore che era stato prescelto per assumere il ruolo della guida, del leader difensivo), la Roma si ritrova dunque con Mancini, Ndicka e potenzialmente Kumbulla, che rientrerà dal prestito all’Espanyol. Il centrale albanese ha fatto molto bene, ha giocato praticamente tutte le partite, si è certamente riabilitato e messo in vetrina. Probabilmente almeno nelle intenzioni iniziali del club sarà una buona pedina da mettere in vendita per fare cassa e finanziare altre operazioni.
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Ergo numericamente e qualitativamente serve almeno un innesto importante, se non due. Dipenderà dai moduli, ma la Roma è già a caccia da mesi di un titolare da inserire in rosa.
L’identikit? Un giocatore fisicamente aitante, forte di testa, uno che sappia marcare meglio di Mancini e soprattutto di Ndicka in area di rigore e che possa sensibilmente migliorare il rendimento del pacchetto difensivo, registrato di recente da Ranieri, ma spesso non in grado di reggere per 90 minuti in termini di concentrazione.
Negli ultimi giorni sono emersi dei nomi che vanno in questa direzione, per tipologia di difensore: Banks dell’Augsburg, Balerdi del Marsiglia già cercato a gennaio. Ci sarebbero anche profili interessanti nella nostra Serie A, ma Ranieri recentemente ha ammesso che nella ricerca nel calcio nostrano, ‘abbiamo qualche difficoltà in più’. Una frecciatina all’attuale direttore sportivo, che ama muoversi con i suoi canali privilegiati su Francia, Germania e Belgio preferibilmente.
Daniele De Rossi sfoglia la margherita in vista del derby e non solo. Perchè in difesa dovrà fare una scelta, non del tutto scontata. Il problema è la doppia squalifica di Ndicka che salterà non solo la stracittadina di sabato ma anche la gara d’andata d’Europa League contro il Milan.
A bocce ferme e in una stagione normale, non ci sarebbero problemi: Smalling giocherebbe entrambe le gare al fianco di Mancini, ma purtroppo l’inglese si è fermato sul più bello, proprio quando aveva riacceso i motori dopo il lunghissimo stop per l’infiammazione al ginocchio.
Prima di Roma-Brighton l’ex United ha accusato una lieve distorsione alla caviglia che lo ha tenuto ai box per una ventina di giorni. Ora è tornato ad allenarsi con regolarità da diversi giorni e non è improbabile vederlo a sorpresa titolare in una delle prossime due sfide.
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De Rossi e il rebus difesa: chi sceglierà il mister?
Gli altri candidati a comporre la coppia con Mancini sono Llorente o Huijsen. Lo spagnolo è favorito su tutti per regolarità di impiego anche se dal punto di vista fisico, recentemente, ha pagato molto in termini di marcatura su diversi avversari. L’ultimo esempio è Firenze dove trova un grandissimo gol nel finale, ma per tutta la gara ha sofferto la fisicità di Belotti.
Il giovane centrale olandese invece, subentrato a Lecce al posto di Ndicka, potrebbe portarsi dietro, mentalmente, il peso dell’errore nel derby di Coppa Italia: quel calcio di rigore che ha consegnato ai laziali la semifinale.
Da oggi De Rossi comincerà ad immaginare come affrontare i biancocelesti che hanno cambiato tecnico, complice l’avvicendamento tra Tudor e Sarri, e quindi danno effettivamente pochi riferimenti tattici su scelte e strategie.
Testa al Frosinone con l’emergenza in difesa. Dopo l’umiliante sconfitta nella gara infrasettimanale di ieri contro il Genoa la Roma deve cominciare a preparare la settima di campionato contro i ciociari. In vista della sfida di domenica sera Mourinho dovrà fare i conti con l’emergenza in difesa: all’infortunio di Smalling -per l’inglese si tratta di un problema tendine all’inserzione tra quadricipite femorale e piatto tibiale – e alla lungodegenza di Kumbulla – ancora alle prese con la riabilitazione successiva all’operazione del crociato – nella gara di ieri si è fermato anche Llorente, costretto a fermarsi dopo 24 minuti per un problema muscolare alla coscia.
Come scrive il Tempo, contro il Frosinone Mourinho dovrà quindi trovare una soluzione alternativa: una potrebbe essere tornare alla difesa a quattro considerando solamente Mancini e N’Dicka come difensori di ruolo a disposizione, l’altra, quella utilizzata nella prima frazione di gioco, è quella di abbassare Cristante nella linea a tre.