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Roma, classifica inquietante: stessi punti del 2004

La Roma è immersa in una crisi tecnica senza fine. Ivan Juric, a dispetto delle dichiarazioni quasi entusiastiche di ieri – “la squadra ha giocato una gara pazzesca sul piano dell’intensità, si sta iniziando a divertire giocando questo tipo di calcio aggressivo e dominante” – ha maturato finora già 4 sconfitte tra campionato e coppe da quando siede sulla panchina giallorossa.

Una panchina rovente dall’addio di Mourinho dello scorso 16 gennaio e dopo l’impensabile cacciata di De Rossi avvenuta alla quarta giornata di questo campionato.

La Roma dopo tre mesi dall’inizio della stagione è l’unica società che ha cambiato guidata tecnica e rischia di rifarlo già nelle prossime ore.

Il perchè risiede nei numeri: sono 13 i punti in classifica, 4 in meno rispetto allo scorso anno dopo undici gare ufficiali (e la Roma girò al termine del girone d’andata con 29 punti, uno dei peggiori score degli ultimi 15 anni).

Oggi ha lo stesso punteggio della stagione 2004-2005, quella dei famigerati quattro allenatori. Corsi e ricorsi storici inquietanti, che manifestano come allora un caos interno che non si vedeva, tramutato nei numeri, da 20 anni esatti.

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Roma, mai così pochi punti nell’era americana dopo 8 giornate

La crisi di risultati, le sole due vittorie in campionato – peggior rendimento dal 2009-2010 ad oggi – il decimo posto in classifica, ma a poche lunghezze dall’obiettivo Champions (chissà se ancora per poco), i pochissimi gol realizzati a fronte dei tanti tiri scagliati (la media è di una rete ogni 16 tiri) ma non solo.

Perchè la Roma prima allenata da De Rossi (3 punti nelle prime 4 sfide stagionali), ora da Juric (7 in 4 gare), ha fin qui maturato uno score complessivo addirittura peggiore dello scorso anno.

Con Mourinho infatti, si era toccato il ‘fondo’ statistico con appena 11 punti dopo 8 partite e infatti il girone d’andata si chiuse con 29 punti in 19 gare. Oggi la Roma ha 10 punti, quindi uno in meno di una stagione fa, ma soprattutto non partiva così male da oltre 15 anni.

Tralasciando il record di Garcia (24 dopo 8 gare, 30 dopo 10 ovviamente), ci sono state stagioni decisamente migliori che hanno consegnato alla Roma non lo Scudetto – che manca dal 2001 – ma almeno un piazzamento Champions.

La Roma non era mai partita così male nell’era americana. Il peggior dato era quello di Mourinho dello scorso anno e di Luis Enrique nel 2011, fino ad oggi…

La classifica degli ultimi 15 anni

24/25 -10 pt Juric-De Rossi
23/24 – 11 pt Mourinho
22/23 – 16 pt Mourinho
21/22 – 15 pt Mourinho
20/21 – 18 pt Fonseca
19/20 – 13 pt Fonseca
18/19 – 14 pt Di Francesco
17/18 – 15 (1 gara in meno) Di Francesco
16/17 – 16 pt Spalletti
15/16 – 17 pt Garcia
14/15 – 19 pt Garcia
13/14 – 24 pt Garcia
12/13 – 14 pt (3 a tavolino) Zeman
11/12 – 11 pt Luis Enrique
10/11 – 9 pt Ranieri

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Roma, 31° sconfitta con Mou in panchina. Mai così in basso negli ultimi 22 anni in A

FOCUS RS – Prosegue il momento delicato della Roma e purtroppo l’andamento in campionato la proietta oggi, dopo la sconfitta contro i rossoneri (la 31° da quando Mourinho siede sulla panchina giallorossa) al nono posto in classifica.

Il dettaglio dei punti conquistati finora è assolutamente allarmante: 29 in 20 partite, con la media di 1.45 a partita, che proiettati sulle trentotto giornate di campionato vedrebbero i giallorossi chiudere a 55 punti, di fatto a metà classifica come mai negli ultimi 30 anni.

La Roma ora è chiamata a ribaltare l’inerzia della sua stagione: affronterà Verona, Salernitana e Cagliari prima dell’Inter, con l’obiettivo di fare più dei 4 punti totalizzati nelle prime quattro giornate del girone d’andata.

In assoluto solo nella stagione 2002-2003 i giallorossi avevano conquistato meno punti in classifica (27) nel nuovo millennio. All’epoca la formazione guidata da Capello era addirittura undicesima in classifica e poi chiuse all’ottavo posto con 49 punti (ma il campionato era di 34 giornate e non 38…).

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Rassegna stampa

La Roma all’inglese. Diga Smalling-Abraham nell’assalto del Bologna

Si ricomincia da Dybala. E questa non è una notizia perché da un fresco campione del mondo te lo puoi aspettare. Lucumi atterra l’argentino e Pellegrini dice al compagno “ci penso io”, trasformando il rigore. La notizia è che il faticoso e barcollante 1-0 resiste nel finale agli assalti del Bologna grazie a due chiusure da applausi. Prima su Pyyhtia c’è Smalling, e anche qui non è proprio cosa rarissima vista l’affidabilità di San Chris in questa stagione e anche ieri. Poi, però, è addirittura Abraham a metterci la testa e a dire all’accoppiata Ferguson-Lucumi che non si passa.

Come scrive la Gazzetta dello Sport, proprio l’inglese in crisi di identità, lasciato in panchina da Mourinho, che in attesa di ritrovare la porta avversaria, protegge la sua. E così la Roma apre il suo 2023 con una vittoria preziosissima venuta dopo un bel po’ di minuti di sofferenza. Se nel primo tempo il Bologna ha combinato poco a parte una prevalenza nel possesso palla che ha portato però a zero occasioni da gol, nella ripresa i rossoblu di Thiago Motta hanno rialzato la testa. (…) Il Bologna veniva da quattro vittorie nelle ultime cinque partite, la Roma aveva raccolto due punti nelle ultime tre gare. Due indizi che non hanno fatto una prova.