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PARTITE

Inter-Roma, le formazioni ufficiali: torna Soulé. Rensch titolare sulla fascia sinistra

La Roma, alle 20:45, disputa la 31° giornata di Serie A in casa dell‘Inter.

FORMAZIONI UFFICIALI

INTER: Sommer; Akanji, Acerbi, Bastoni; Dumfries, Barella, Calhanoglu, Zielinski, Dimarco; Thuram, Martinez.

All. Chivu

ROMA: Svilar; Mancini, Ndicka, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli, Rensch; Soulé, Pellegrini; Malen.

All. Gasperini

Arbitro: Sozza. Assistenti: Peretti-Costanzo. IV Uomo: Colombo. VAR: Di Paolo. AVAR: Aureliano

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APPROFONDIMENTI

Dai ‘Salmonari’, il BODO ha mietuto solo vittime italiane tranne… la Roma

Ci fu un tempo in cui la dichiarazione di un noto opinionista Sky a seguito della rimonta giallorossa sul Bodo/Glimt, provocò uno scossone mediatico e parecchia ilarità in città alla luce della vittoria finale della Roma in conference league.

Era la stagione 21-22′ e la Roma di Mou dopo la batosta clamorosa nel girone di Conference contro i norvegesi e la sconfitta di misura nei quarti di finale della stessa competizione sempre in trasferta sul campo del Bodo, ribaltò totalmente il verdetto all’Olimpico con un roboante 4-0 (tripletta di Zaniolo).

28.4.2022 Conference League : Leicester vs Roma Nella foto: Mourinho urla (Foto Gino Mancini)

In quei giorni Paolo Di Canio sminuì il successo dei giallorossi, definendo la formazione allenata da Knutsen una ‘banda di salmonari’. Un commento al vetriolo che ricorre sul web da anni, alla luce della crescita esponenziale della compagine norvegese nelle coppe europee.

Dalla Conference, all’Europa League fino agli ottavi di finale di Champions. Il Bodo/Glimt nell’ultimo biennio ha mietuto tra le sue vittime anche club italiani, rimontando lo scorso anno all’Olimpico e superando ai rigori la Lazio in Europa League e sbattendo fuori dalla Champions l’Inter nei play-off con un risultato aggregato di 5-2. Insomma, alla fine della fiera, l’unica squadra a vincere la gara realmente decisiva e eliminare così il Bodo dalle coppe nelle ultime stagioni è stata proprio la Roma, per buona pace del lazialotto Di Canio.

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APPROFONDIMENTI

La Roma a febbraio respira: come il Milan, avrà la possibilità di allenarsi di più. Il dato delle big

Con la sfida di stasera a Udine, la Roma terminerà un tour de force incredibile di partite. Da metà dicembre quando la società giallorossa ha salutato per la Coppa d’Africa Ndicka e El Aynaoui, ha di fatto giocato sempre ogni tre giorni al pari delle big impegnate nelle coppe europee, con una media tra i 5 e i 10 assenti a partita.

I giallorossi hanno disputato 11 partite in 43 giorni.

A febbraio la situazione, almeno in termini di impegni numerici, migliorerà sensibilmente. Grazie alla qualificazione agli ottavi di finale di Europa League, la squadra di Gasperini giocherà di fatto una volta a settimana e potrà certamente lavorare meglio, perfezionando alcuni aspetti della preparazione atletica e tecnico-tattica.

Sky Sport ieri sera ha stilato una statistica molto interessante che coinvolge i giallorossi: Roma e Milan (mai impegnata nelle coppe europee) avranno la possibilità di svolgere 16 allenamenti veri (non rifiniture o scarichi) su 28 giorni. Poi il Napoli – uscito dalla Champions – 14.

Molto più basso il dato per Juventus e Inter, che avranno a disposizione solo 7 allenamenti veri in un mese. Per Gasperini non sarebbe stato un dramma giocare due partite in più d’Europa League: “perchè cresciamo solo giocando, alimentando così le rotazioni e stimolando l’evoluzione di alcuni giocatori”. Un dato verissimo che però si può compensare con la possibilità di fare addestramento, inserendo così i nuovi acquisti e magari diminuendo la percentuale di infortuni.

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APPROFONDIMENTI

Roma, +14 rispetto ad un anno fa: nessuno ha fatto meglio

La Roma ha sensibilmente migliorato il rendimento in campionato rispetto ad un anno fa, quando dopo 15 giornate veleggiava tristemente nelle zone medio-basse della classifica con appena 16 punti guadagnati.

Rispetto alla scorsa stagione, i giallorossi guidati oggi da Gasperini, hanno messo insieme finora un bottino di 30 punti che, grazie alla vittoria di ieri sul Como, permettono loro di stare più vicini al primo posto (-3) che al quinto (+4).

Il lavoro del tecnico di Grugliasco è sotto gli occhi: dal palese miglioramento di alcuni singoli, all’espressione di gioco corale, sublimata ieri all’Olimpico da una prova di dominio totale sul Como di Fabregas.

Foto Fraioli

Classifiche a confronto, la Roma ha fatto meglio di tutti

La Roma rispetto ad un anno fa ha 14 punti in più ed è passata dall’11° al 4° posto. Dopo i giallorossi, c’è proprio la formazione lariana con +12, poi il Milan che ha messo insieme 10 punti in più rispetto alla scorsa annata.

Regolare l’andamento di Inter (2 in più) e Napoli (1 in meno) così come la Juventus che dopo tre tecnici diversi, alla fine è sempre lì (1 punto in meno rispetto ad un anno fa). +3 per il Bologna di Italiano.

In testa al campionato c’era l’Atalanta di Gasperini a quota 34 punti. La Dea ha perso 15 punti rispetto alla scorsa stagione. Male ovviamente la Fiorentina addirittura con 25 punti in meno. In ritardo anche la Lazio (-9).

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APPROFONDIMENTI

Roma, 24 tiri dall’interno dell’area contro Inter e Plzen ma il gol non arriva

“Moscia nelle conclusioni, quello sì, c’è gente che non segna da tanto tempo e bisogna farsi un esame di coscienza e chiedersi come mai”. Gasperini dopo la partita ha nuovamente battuto su un punto: le difficoltà palesi degli attaccanti o comunque di tutti i calciatori offensivi a realizzare quanto la squadra crea.

E qui c’è già una netta differenza rispetto alle primissime gare di questa stagione. Laddove all’inizio la squadra, anche per una condizione fisica ancora non al top, faticava a trovare la via della conclusione, da Firenze in poi soprattutto a cominciare a creare un numero nitido di palle gol purtroppo vanificate dai soliti noti.

Solo nelle ultime due sfide contro Plzen e Inter, dunque contro una buona squadra ceca (quarta nel proprio campionato) e una big d’Italia e d’Europa, la formazione di Gasperini ha tirato complessivamente 34 volte verso la porta, con ben 13 tiri nello specchio.

Ma i dati allarmanti sono due: 24 conclusioni da dentro l’area di rigore, dunque nello spazio degli ultimi sedici metri con un xG di 4.45. Ergo i giallorossi rispetto solo a queste conclusioni avrebbero dovuto segnare quasi 5 gol. Ne è arrivato 1, su rigore che è fuori da questa statistica.

Sul banco degli imputati non solo i due centravanti, ma anche Dybala che nel 2025 è a secco di gol su azione da febbraio, El Shaarawy che ieri sera ha mostrato una gamba frizzante ma è caduto nei difetti storici delle solite conclusioni a giro un po’ telefonate, passando per gli inconcludenti Baldanzi, Pellegrini e Soulè – che nelle ultime due sfide ha notevolmente abbassato il suo rendimento tecnico – per finire a Bailey che ha almeno la parziale scusante di aver iniziato da pochissimo a lavorare con la squadra.

Se la problematica si estende a macchia d’olio agli altri reparti, bisogna inevitabilmente puntare il dito anche contro i centrocampisti che non segnano in nessun modo e sembrano quasi non riuscire a provarci, visto che non si ricordano tiri verso la porta di Konè, El Aynaoui e dello stesso Cristante salvo, nel suo caso, gli inserimenti sui calci piazzati.

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Interviste

Soulè: “Mi vedo a vita nella Roma”

Matias Soulè ha parlato ai microfoni de il Messaggero. Ecco le sue parole, in uno stralcio dell’intervista:

Gasperini ha dichiarato ultimamente che la Roma non dispone di una rosa da Champions e la classifica è abbastanza casuale. È d’accordo?

«Penso dica la verità, non siamo ancora da Champions ma vogliamo ambire ad arrivare a quel livello. È importantissimo per noi, è il nostro obiettivo primario. Non ci dobbiamo ancora esaltare, sono le prime partite e bisogna pensare soltanto ad essere continui».

Lo scorso anno Ranieri l’ha fatta giocare a tutta fascia, un ruolo che non è proprio il suo. A cosa pensava in quei momenti, aveva la percezione che quel lavoro la stesse aiutando?

«Fare il quinto mi ha aiutato tanto a capire diverse situazioni, diversi stili di gioco, che ora posso interpretare durante le partite. Ovviamente ci sono ruoli che mi piacciono di più, come quello che sto ricoprendo ora. Gasperini, dopo avermi visto giocare in quel modo con Ranieri, mi ha detto che qualche partita potrei essere utile anche lì e non ho problemi, c’è la mia massima disponibilità, come sempre».

Lei è un ragazzo molto giovane, ma ha già avuto diversi allenatori: Allegri, Di Francesco, De Rossi, Juric, Ranieri, ora Gasperini. Cosa le hanno dato questi tecnici?

«Con Allegri non ho giocato tanto ma mi sono allenato e mi teneva sempre in considerazione. Lui ad esempio mi ha insegnato la compattezza, si dice così? Non voleva che entrassero i palloni: se provi ad uscire palla al piede e questa passa al di là della linea, è capace d’impazzire anche in allenamento. Allegri però è anche quel tipo di allenatore che lascia piena libertà in fase offensiva, puoi fare ciò che ti riesce meglio, come del resto fanno i grandi allenatori come lui, Ranieri, Di Francesco, Gasperini. Se fai bene la fase difensiva, il gol in qualche modo arriva, i grandi allenatori sono soprattutto quelli così. Di Francesco e Gasperini sono più simili tra loro, più tattici, vogliono che giochi la palla, amano averne il possesso. Ma l’attenzione alla fase difensiva è massima con tutti loro».

Ha detto no alla Nazionale ai tempi di Spalletti? È cambiato qualcosa dopo l’apertura che ha fatto il suo agente qualche giorno fa?

«No, è tutto uguale. Mi sento argentino, sono argentino. Lo dissi anche a Spalletti, che ringrazio. La mia idea è sempre quella, giocare con l’Argentina. Forse il mio procuratore era un po’ arrabbiato quando ha letto le convocazioni di Scaloni. Ma nessuno dell’ltalia mi ha più ricontattato e anche lo facessero direi “no grazie”. La mia idea, quella di sempre, è di giocare per la Seleccion. So ovviamente che non è facile perché ci sono molti giocatori forti lì. Mi fa ovviamente piacere l’interesse di una nazionale forte, storica, come quella italiana, ne sono orgoglioso ma non cambio idea. Vorrei giocare per la squadra del paese in cui sono nato».

Che vi siete detti nello spogliatoio dopo aver sbagliato tre rigori con il Lille?

«Ero arrabbiato, è stata durissima arrivare a casa e provare a non pensarci. Sono però contento di aver ricevuto il sostegno di tutti, da Pellegrini a Mancini e Dybala. L’ho tirato malissimo, volevo aprire il piatto ma non calciando così piano e a mezza altezza. Se ricapiterà li tirerò nuovamente. Mi piace calciarli».

Il gol da romanista al quale è più legato? E perché state trovando così tante difficoltà a segnare con un allenatore così offensivo come Gasperini?

«Allora come gol scelgo senza dubbio quello al derby. Per il resto stiamo lavorando, non è facile, ma sono ottimista, è solo questione di tempo. Poi lo sapete, quando gli attaccanti iniziano a segnare non si fermano più. A volte ci manca la lucidità per fare la scelta giusta, ma comunque anche vincendo 1-0 si prendono i 3 punti e penso che stiamo facendo bene»

Alla fine è riuscito a organizzare il pranzo con De Rossi?

«No, ancora no. Lo volevo invitare a casa a pranzo, a lui piace l’asado, ma ancora non è successo. Devo farlo però, me lo riprometto. Daniele è una grandissima persona, ci sentiamo spesso. Peccato averlo avuto solo per quattro partite, è lui che mi ha portato qui. Quando è stato esonerato ho vissuto un momento molto difficile. Arrivi, in un posto nuovo, in una città grande, in un club importante e l’allenatore che ti ha voluto se ne va. Vi assicuro che non è stato facile da digerire».

Quanto le manca Paredes? E pensa mai che c’è il rischio che questo potrebbe essere l’ultimo anno che gioca con Dybala?

«Leo ci manca, noi tre eravamo sempre insieme, spesso era lui che “tirava” il nostro gruppo di argentini. Senza di lui è diverso, anche se sto sempre insieme a Paulo. Giochiamo alla play, lo sento più della mia ragazza. Non so se sarà il suo ultimo anno alla Roma, io sinceramente spero rimanga a lungo qui».

Insieme a lei?

«Certamente, mi vedo a lungo nella Roma. Penso che sia il sogno di tutti, ambire a tagliare certi traguardi con questa maglia. Se chiudo gli occhi mi immagino di essere qui a vita. Poi lo so da solo che le cose possono cambiare ma il mio desiderio è questo».

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APPROFONDIMENTI

Roma, quanto ha inciso il mercato? Solo 16 slot su 88 con nuovi calciatori: peggio dei giallorossi tre big di A

Le big di Serie A – Napoli, le due milanesi, Juventus, Roma e Atalanta – hanno complessivamente investito sul mercato come spese per gli acquisti quasi 700 milioni di euro, ma quanto questi investimenti hanno inciso finora sul rendimento delle squadre e soprattutto, sulle scelte dei rispettivi tecnici?

Da inizio stagione la Roma e le altre ‘sorelle‘ che ambiscono o alla vittoria finale o al piazzamento Champions, hanno disputato tra Serie A e coppe, 8 gare, dunque utilizzato complessivamente dall’inizio 88 calciatori ciascuna.

L’allenatore che finora ha sfruttato o beneficiato di più del mercato in entrata è Massimiliano Allegri, che dall’inizio della stagione su 88 slot ne ha utilizzati 31 per calciatori nuovi rispetto alla rosa rossonera di un anno fa. La formazione che ne ha utilizzati meno a sorpresa forse per molti non è la Roma, ma la Juventus con appena 11 slot su 88 possibili (quasi sempre occupati da David).

Gasperini, nonostante le critiche su un mercato che effettivamente per ora ha inciso non troppo sulle formazioni titolari schierate sin qui, è a metà con 16 slot su 88. Dopo il Milan (31) e prima dei giallorossi c’è il Napoli di Conte con 28.

Male oltre alla Juve (11), l’Inter con 13 e l’Atalanta con 15. In totale sono stati utilizzati 114 calciatori nuovi rispetto ad un anno fa su 528 slot, dunque appena il 21%.

Ma chi ha speso di più? Questa la classifica degli investimenti sui nuovi acquisti:

  • Milan 162 milioni
  • Juve 137
  • Atalanta 125
  • Napoli 115
  • Inter 92
  • Roma 63
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Calciomercato

Frattesi verso la permanenza all’Inter: Chivu lo conferma al centro del progetto

Potrebbe concludersi in anticipo e con un colpo di scena la telenovela di potenziale mercato legata a Davide Frattesi.

Il centrocampista infatti è sempre più vicino alla permanenza all’Inter, dopo settimane in cui sembrava destinato all’addio.

Il cambio in panchina – con l’approdo di Simone Inzaghi all’Al-Hilal – ha rimescolato le carte. Il nuovo tecnico nerazzurro, Cristian Chivu, avrebbe già avuto un colloquio diretto con il classe 1999, rassicurandolo sul suo ruolo centrale nel progetto tecnico per la prossima stagione.

Nonostante l’interesse ancora vivo di Napoli e Roma, al momento il futuro di Frattesi appare sempre più a tinte nerazzurre. Lo riferisce la Gazzetta dello Sport.

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Avversario

Inter, out per squalifica Bastoni e Mkhitaryan ma Inzaghi recupera due calciatori

In vista della sfida di San Siro di domenica alle 15:00 (slittata di un giorno per via dei funerali di Papa Francesco), Simone Inzaghi da una parte dovrà ovviare a due assenze molto importanti – Mkhitaryan e Bastoni – dall’altra però può sorridere in vista dei prossimi impegni.

Il tecnico nerazzurro infatti da domenica avrà di nuovo a disposizione Dumfries e Zielinski. I due calciatori faranno un test con la Primavera prima di riaggregarsi al gruppo proprio per la sfida contro i giallorossi.

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NEWS

Serie A, ecco date e orari delle sfide contro Inter e Fiorentina

La Lega di Serie A ha reso noti anticipi e posticipi delle giornate 34 e 35:

  • Inter-Roma sabato 26/4 alle 18
  • Roma-Fiorentina domenica 4/5 alle 18